Oggetto del Consiglio n. 290 del 24 febbraio 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 290/XVII - Interrogazione: "Monitoraggio della mobilità di studentesse e studenti fuori Valle".
Aggravi (Presidente) - Possiamo riprendere i lavori. Punto 17 all'ordine del giorno.
Pour la réponse, la parole à l'assesseur Lavevaz.
Lavevaz (UV) - Con questa iniziativa il consigliere Campotaro, che ringrazio e al quale auguro buon lavoro, visto che credo questa sia la sua prima iniziativa, sono onorato di rispondere io alla sua prima iniziativa… lo ringrazio anche per l'atteggiamento: devo dire che fin da subito ci siamo incontrati, mi ha detto che verrà a trovarmi in Assessorato, quindi le porte sono ovviamente aperte, sia per i Consiglieri di maggioranza che, tanto di più… questo lo vedremo, se era una minaccia… prego, prego, siete i benvenuti.
Con questa interrogazione il collega chiede se la Regione disponga di strumenti di monitoraggio e rilevazione statistica relativa alle sedi di studio frequentate dagli studenti e dalle studentesse valdostane fuori dalla regione, con particolare riferimento ai corsi universitari e post universitari; se la Regione ha a disposizione i dati aggiornati; se tali dati vengano utilizzati nella programmazione del trasporto pubblico e se ritenga adeguati gli attuali strumenti di mobilità offerti agli studenti e alle studentesse valdostani. Ovviamente su questa risposta una parte è stata curata dai miei uffici e un'altra parte è stata curata, ovviamente, in collaborazione con gli uffici dell'assessorato competente in materia di trasporti, che ha ovviamente vagliato quello che sto per dire. L'Assessorato, ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera a), della legge regionale 14 giugno 1989, n. 30, effettua annualmente un censimento dei residenti in Regione iscritti alle varie università, distinti per classi di laurea. Tale censimento viene eseguito con particolare riferimento ai corsi universitari fuori dalla Regione, in Italia, previa richiesta a tutte le Università aventi sede in Italia. I dati dell'anno accademico in corso non sono ancora disponibili, ma fa buon riferimento la rilevazione per il 2024-2025. Il censimento riporta un totale di 2.498 studenti che sono residenti in Valle d'Aosta e sono iscritti ad atenei fuori regione. Di questi 1.723 sono in Piemonte, 307 in Lombardia, 123 in Emilia-Romagna, 91 in Veneto, 71 in Toscana, 59 nel Lazio e 54 in Liguria, ci sono studenti sostanzialmente in tutte le Regioni, tranne in Basilicata e in Molise.
Rispetto al sistema ITS, che non rientra nel censimento, il Dipartimento politiche del lavoro e della formazione è in grado di fornire i dati relativi agli studenti residenti in Regione che hanno richiesto una borsa di studio per frequentare tali percorsi. In questo caso, non essendoci limiti di ISEE, parliamo verosimilmente di un dato vicino al totale. In tutto sono 15 persone, 9 delle quali in Piemonte, 3 in Lombardia e 1 rispettivamente in Trentino-Alto Adige, Liguria ed Emilia-Romagna. Rispetto all'estero, non abbiamo dati simili, per l'oggettiva impraticabilità di procedere a richiederli ai singoli atenei. Sono informazioni assenti anche nelle banche dati Istat ed Eurostat. Un elemento noto è il numero di studenti universitari residenti in Regione e iscritti all'estero che presentano domanda di borsa di studio alla Regione, che sono stati 32 per l'anno accademico 2024-2025. È però un dato parziale, perché la domanda di borsa è presentata solo da coloro che soddisfano i requisiti dei pertinenti bandi di concorso, tra cui il merito e l'ISEE e solo se già non percepiscono una borsa di studio da parte di un altro ente.
Per completezza si segnala che l'Osservatorio economico e sociale della Regione pubblica annualmente un annuario statistico nell'apposita pagina del sito della Regione. Nella sezione dedicata all'istruzione, e in particolare nella tabella 6.14 sulla mobilità studentesca, ci sono dati che vengono forniti dal Ministero dell'università e della ricerca. Non si tratta però di dati completi in quanto si discostano storicamente da quelli osservati nel censimento effettuato dal competente ufficio regionale.
Rispetto alla terza domanda, quindi se tali dati vengano utilizzati nella programmazione del trasporto pubblico, grazie al confronto con il Dipartimento trasporti chiarisco anzitutto che la competenza della nostra Regione in termini di trasporto pubblico locale si estende a tutto il territorio regionale per quanto riguarda il trasporto su gomma, mentre, per quanto riguarda i treni, ha competenza sulla tratta Aosta/Torino. Tutti gli altri servizi interregionali sono chiamati "servizi a mercato" proprio perché soggetti a norme ministeriali che ne disciplinano l'autorizzazione e che impediscono alle Regioni di intervenire economicamente sul servizio, in quanto, per sua stessa natura, deve reggersi finanziariamente solo basandosi sulla domanda di trasporto. Ne discende che la Regione tiene conto dei flussi generati dagli studenti e dalle studentesse fuori sede ma, a parte i collegamenti ferroviari con Torino, per le altre tipologie di servizi può intervenire solo marginalmente, provando a incentivare l'utilizzo tramite alcune politiche tariffarie, quali, ad esempio, lo sconto per il pendolare residente in Valle d'Aosta sull'acquisto di carnet di viaggi proprio su queste linee, o le politiche tariffarie relative proprio agli studenti universitari. Nel caso, ad esempio, della linea a mercato Aosta/Torino gestita da Arriva, la Regione ha interloquito con i gestori del servizio per provare di comune accordo a identificare fasce orarie che intercettassero più facilmente le esigenze di viaggio degli universitari fuori sede. Sempre per quanto riguarda i servizi di trasporto pubblico ferroviario in direzione Torino, la Regione ha intensificato i servizi della domenica sera, molto richiesti dagli studenti e dalle studentesse: prima ferroviari, tramite l'inserimento di doppie composizioni, poi automobilistici, tramite l'inserimento di numerose corse dirette autostradali.
Rispetto all'ultima domanda, quindi "se si ritengano adeguati gli strumenti di mobilità offerti…", eccetera, per quanto riguarda gli spostamenti di competenza dell'Amministrazione regionale, crediamo che l'offerta messa in campo sia forte, molto articolata e costruita con attenzione alle esigenze degli studenti. In fase di definizione del programma di esercizio del servizio sostitutivo c'è stata una lunga e continuativa fase di concertazione con i viaggiatori, che ci ha permesso di definire un orario che potesse rispondere alle esigenze collettive di mobilità, consapevoli di non poter rispondere, attraverso il servizio di trasporto pubblico, alle singole necessità. Inoltre, per cercare di agevolare ulteriormente gli studenti che devono necessariamente utilizzare linee a mercato o trasporto pubblico di competenza di altre Regioni, è attivo già da molti anni un sistema di rimborso dei biglietti di viaggio per gli studenti universitari valdostani fuori sede. La percentuale di sconto sui loro viaggi è stata inoltre aumentata a partire dal 1° febbraio 2024. Per far fronte alla chiusura della ferrovia, lo sconto sull'abbonamento mensile ferroviario per i residenti è passato dal 30 al 60%. Nelle prossime settimane sarà online il nuovo portale per richiedere le agevolazioni di cui sopra. Il regolamento è stato snellito e il portale è user friendly, per cui ci aspettiamo un aumento delle domande conseguentemente alla semplificazione messa in atto. Per favorire l'intermodalità, sono poi stati introdotti da luglio 2025 i titoli di viaggio integrati, Special 45 e Special 65, che consentono ai residenti di effettuare viaggi giornalieri illimitati sia sulla tratta ferroviaria, rispettivamente fino a Pont-Saint-Martin e fino a Torino, sia sulla rete di autobus.
Contiamo poi che la riapertura del collegamento ferroviario possa portare a una normalizzazione del collegamento, andando ad alleggerire le problematiche connesse ai momenti di grande rientro turistico che in alcuni momenti dell'anno si sovrappongono ai trasporti utilizzati dagli studenti.
Presidente - Per la replica, la parola al collega Campotaro.
Campotaro (AVS) - Ringrazio entrambi gli Assessorati per la risposta. Da ex studente e lavoratore fuori Regione apprezzo l'impegno dell'Assessorato, che sia di stimolo per fare ancora di più. Questa interrogazione, come spero si sia inteso, non nasce per mettere in discussione le agevolazioni economiche che ci sono, ma per capire se abbiamo un quadro conoscitivo adeguato dei flussi reali di mobilità studentesca e se questo quadro appunto viene utilizzato nella programmazione del trasporto pubblico, perché il diritto allo studio non si esaurisce nel contributo economico, ma dipende anche dalla qualità concreta degli spostamenti.
Sappiamo che, come ha ricordato anche l'Assessore, le destinazioni più frequentate sono in Piemonte e in Lombardia, quindi Torino e Milano, che effettivamente hanno dei collegamenti anche con più corse giornaliere, però non esistono solo queste due città, ci sono altre mete, come, ad esempio, Losanna, Chambéry, Pavia, che sono nel raggio di 200-250 chilometri e che per il nostro contesto hanno comunque numeri significativi, è su queste tratte che emergono le criticità. Il fatto che Torino e Milano siano "ben collegate" non risolve il problema di chi sceglie percorsi diversi. Il diritto allo studio non può essere selettivo rispetto alla destinazione. Perché se uno studente deve cambiare tre o quattro mezzi, impiegando tre, quattro o addirittura sei ore, per percorrere 200-250 chilometri, il problema non è più il costo del biglietto e di un suo rimborso, ma è la fattibilità del viaggio. A quel punto cosa succede? O lo studente si organizza con l'auto privata, se può permetterselo, o rinuncia al rientro con frequenza, oppure sceglie un'università diversa, ma lo fa non per vocazione, ma per una comodità di logistica. Questo, a mio avviso, è un limite per una Regione che vuole invece investire sul capitale umano. È bene che disponiamo di un monitoraggio strutturato delle sedi frequentate dai nostri studenti fuori Valle e questo è il punto centrale da cui partire per ulteriori ragionamenti. Senza dati aggiornati e disaggregati per destinazione e tipologia del percorso diventerebbe difficile una programmazione mirata.
Anche in una Regione piccola come la nostra, conoscere con precisione dove vanno gli studenti, anche fossero solo 40 o 50 per sede, è uno strumento fondamentale per la pianificazione. Il monitoraggio non è un adempimento formale, è la base poi per dialogare con i gestori di trasporto e soprattutto con le altre Regioni. I servizi pubblici locali, per definizione, non sono pensati per generare un utile, sono strumenti di coesione territoriale, e investire in collegamenti universitari non è una spesa improduttiva, è un investimento sul futuro di questa Regione. Più facilitiamo i rientri, più manteniamo il legame tra giovani e territorio e più manteniamo quel legame, più aumentiamo le possibilità che, una volta formati, scelgano di rientrare in Valle. Una Regione autonoma e finanziariamente solida dovrebbe potersi permettere questo tipo di investimento strategico.
Concludo: questa interrogazione nasce per chiedere se possiamo fare un passo in più. Se in quest'Aula riteniamo davvero che gli studenti siano una priorità, allora dobbiamo garantire non solo contributi economici, ma la possibilità concreta di muoversi in modo pratico, sostenibile, dignitoso, almeno per le università entro un raggio di 200-250 chilometri. Sono servizi economicamente in perdita? Forse nel breve periodo sì, ma sono investimenti sul capitale umano valdostano e per una Regione come la nostra dovrebbe essere motivo di orgoglio poter sostenere questo tipo di mobilità.
