Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 274 del 24 febbraio 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 274/XVII - Parere sullo schema di decreto legislativo recante "Modificazioni al decreto legislativo 24 luglio 2007, n. 136 (Norme di attuazione dello Statuto speciale della Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste concernenti il conferimento di funzioni in materia di Istituzioni di alta formazione artistica e musicale)".

Aggravi (Président) - Point 3.01 à l'ordre du jour.

Al fine di acquisire il parere del Consiglio regionale previsto dall'articolo 48bis dello Statuto speciale, il Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie ha trasmesso, con nota acquisita al protocollo n. 954, in data 9 febbraio 2026, lo schema di decreto legislativo recante "Modificazioni al decreto legislativo 24 luglio 2007, n. 136, Norme di attuazione dello Statuto speciale della Valle d'Aosta-Vallée d'Aoste, concernente il conferimento di funzioni in materia di istituzioni di alta formazione artistica e musicale", come approvato dalla Commissione paritetica nella seduta del 27 gennaio 2026, in accoglimento delle modifiche da ultimo richieste dal Ministero dell'Economia e delle Finanze.

Il Consiglio regionale aveva già espresso parere favorevole in data 26 febbraio 2025. La I Commissione, in data 19 febbraio 2026, ha espresso parere favorevole.

Il Consiglio è ora invitato a esprimere il proprio parere sullo schema di decreto legislativo, ai sensi del secondo comma dell'articolo 48bis dello Statuto speciale.

Qualcuno intende prendere la parola? Altrimenti poniamo in votazione lo schema.

Ha chiesto la parola la collega Minelli.

Minelli (AVS) - Su questa norma e su questa integrazione della norma di attuazione che inserisce l'articolo della clausola di invarianza finanziaria noi voteremo a favore, ma voglio esplicitare che lo facciamo anche perché abbiamo letto i termini di questo articolo e la portata che può avere. Ricordo che avevo votato, nella passata legislatura, lo schema sulla norma di attuazione legata al Conservatorio.

Quello che però vogliamo sottolineare è che c'è una questione di metodo e una questione di merito. Nel merito, come ho detto, voteremo questa richiesta di modifica.

Quello che però ci sconcerta e ci preoccupa è il metodo con cui si è arrivati a questa modifica, a questo atto che oggi bisogna votare, perché, come ha ricordato il Presidente del Consiglio, la norma ha fatto tutto un suo iter, come è previsto che sia.

La Commissione paritetica ha fatto un lungo lavoro su questa norma, lo sappiamo, ne abbiamo parlato più volte; a un certo punto la parte di componente statale e la parte di componente regionale sono addivenute a un testo, un testo che la Paritetica ha licenziato; è stato trasmesso al Ministro per gli Affari regionali, che a sua volta lo ha trasmesso al Presidente del Consiglio; il Consiglio della Valle d'Aosta ha votato, dopodiché l'atto torna a Roma e l'iter vorrebbe che poi il Consiglio dei Ministri - proprio perché la Commissione paritetica è Stato-Regione, quindi tutta l'istruttoria è stata fatta - emani il decreto.

È una cosa che sconcerta un po', perché la Paritetica è un organo costituzionale, da quello che mi risulta. È un organo costituzionale che ha una serie di compiti, di prerogative, che sono evidenziate nel nostro Statuto, quindi se poi ogni volta che c'è qualche cosa che non funziona si deve ritornare, si deve rifare l'iter, io mi chiedo quale sarà il futuro di tutta una serie di norme di attuazione di cui dovremo occuparci. Ce n'è una che giace lì da oltre un anno e adesso leggiamo, sentiamo, vediamo che ci sono delle interlocuzioni.

Tra l'altro sono state date delle comunicazioni, come a ogni inizio Consiglio, da parte del Presidente della Regione, ma di questa discesa a Roma non abbiamo saputo niente. Leggiamo sui giornali, perché noi altri strumenti non ne abbiamo, visto che non ci viene data nemmeno una comunicazione su una questione importante come quella che abbiamo letto sui giornali.

L'ho detto anche l'altro giorno in I Commissione: quello che noi vorremmo capire è il tenore della richiesta che è arrivata, che sembra essere arrivata da un Ministero. Vogliamo capire, perché un anno intero per chiedere d'inserire la clausola d'invarianza finanziaria ci sembra un tempo infinito, e vorremmo anche capire come mai all'epoca non sia stata inserita questa cosa. È mancata una richiesta specifica? C'è stato un errore della Commissione? C'è stato un errore tecnico? Non è dato sapere.

Dico queste cose perché quello che ci preoccupa di più ovviamente è il futuro, è che cosa succederà nella norma di attuazione sulle concessioni idroelettriche. Perché qui forse la modifica che verrà richiesta non è piccolina, non ha la portata della clausola d'invarianza finanziaria. Credo che potrà essere, almeno da quello che leggo, ben altro, quindi il fatto che si continui a fare questo percorso vuol dire che potrebbe non esserci una parola fine.

Perché adesso la Commissione paritetica dovrà riesaminare la norma, fare delle modifiche, poi questa dovrà ritornare al Consiglio. Il Consiglio magari la approverà, come penso che sia, e ritornerà a Roma, ma se ancora non andrà bene che cosa facciamo? Un balletto che dura non so quanto. Inoltre siamo tutti consapevoli del fatto che ci sono delle norme di attuazione che non sono mai state approvate con questo sistema, che giacciono lì da tempo immemore.

Credo quindi che ci sia un problema, credo che ci sia forse anche da sollevare un conflitto di attribuzione di poteri, ma di certo io credo che, se c'è un articolo - che è il 48bis - che tutela la Regione, questo deve essere rispettato al millimetro, quindi non si può aspettare tutto questo tempo.

Voteremo questa norma, come ho detto, questa modifica, però davvero esprimiamo tutto il nostro sconcerto e tutta la nostra preoccupazione, anche per la scarsità d'informazioni di cui disponiamo.

Presidente - Altri intendono intervenire? La parola al presidente Testolin.

Testolin (UV) - Intervengo principalmente per due riflessioni. Una è che nel merito io porto a casa quello che c'è di positivo di questo percorso che oggi ci porta ad approvare, con una modifica formale ma che è una modifica di sostanza, nel senso che all'interno della relazione dell'allora legge approvata queste indicazioni erano già esplicitate. Fa parte di un percorso di affinamento dei testi normativi che viene richiesto da un ministero in una fase successiva a quella della concertazione in Paritetica. Questo quindi rientra in quelle carenze che delineano i percorsi e le tempistiche legati alle norme di attuazione e che dovranno essere oggetto di un'attenta analisi nel confronto, nelle verifiche statutarie che devono delineare dei tempi certi su questa approvazione. Questo penso che sia un dato di fatto.

Imputare i tempi lunghi a qualcuno diventa anche difficile, perché ognuno ha svolto il suo ruolo: ci sono approfondimenti che richiedono pareri da parte dei ministeri competenti che, di concerto con il ministero principale, vanno a approvare poi in Consiglio dei Ministri le norme, quindi questo è un iter del quale noi abbiamo preso atto e che, al netto di quello che ognuno di voi può pensare, è lo stato di fatto delle cose.

Io invece rifuggo un po' i processi alle intenzioni, o su quello che succederà su altre situazioni. La serietà impone di dover lavorare per cercare di risolvere i problemi ed è quello che stiamo facendo. Quando ci saranno delle soluzioni, le metteremo a disposizione, così come questa che trovo sia una soluzione dettata anche dalla volontà di risolvere i problemi.

Presidente - Altri colleghi vogliono intervenire? La parola al collega Centoz.

Centoz (PD-FP) - Non ho capito: è sempre in discussione, o siamo già in dichiarazione di voto?

Presidente - È ancora aperta la discussione.

Centoz (PD-FP) - Due considerazioni. Credo che il dibattito abbia evidenziato come effettivamente sulle norme di attuazione bisognerà fare un ragionamento tutti insieme. Lei, Presidente, lo ha ricordato nel discorso di domenica, e io condivido molto, facendo attenzione perché chiaramente stiamo su di un terreno in cui il rapporto tra Stato e Regione, è molto delicato; disciplinare in maniera puntuale questo rapporto può avere effetti positivi, ma può anche avere effetti negativi.

È un terreno scivoloso, se mi passa il termine, ma che in qualche modo deve essere un po' affrontato, perché ha ragione la collega Minelli quando dice che è un po' ridondante immaginare che una norma di attuazione rimanga ferma per un'osservazione che tutto sommato consideriamo minore e che, come ha detto il Presidente, era già prevista e scritta nella relazione. Forse una valutazione sulle tempistiche è corretto farla, facendo attenzione al fatto che nel rapporto tra Stato e Regione, chiaramente, se si mettono troppi paletti poi alla fine probabilmente i ragionamenti politici sfuggono di mano.

L'ho già detto in Commissione quando ho espresso parere favorevole, quindi annuncio già ovviamente il nostro voto favorevole: sono molto contento di questa norma di attuazione, perché credo che dia una risposta a chi lavora nel Conservatorio, quindi ai lavoratori che hanno così la possibilità di vedere riconosciuto il loro percorso anche nel caso in cui decidessero di trasferirsi in un altro conservatorio, ma questo ci deve far riflettere sul fatto che, se si aprono questi canali, spostarsi fuori dal Conservatorio diventa più semplice, quindi il rischio che si perdano delle persone di valore, che magari possono essere attratte da altri conservatori più allettanti, più attrattivi rispetto al nostro, è un problema che magari poi dovremo in qualche modo prendere in considerazione.

Ciò non toglie che, ripeto, il merito della norma sia assolutamente corretto.

Président - A demandé la parole le collègue Viérin Laurent.

Viérin L. (UV) - Simplement, on a déjà eu occasion d'en parler à l'ordre de la séance de la Ière Commission, que le collègue Centoz évoquait, pour souligner l'importance de ce moment. Au-delà de tous les sophismes ou de toutes les discussions, qui sont légitimes, sur les rapports entre la Région et l'État, les normes d'actuation représentent un moment très important ou l'État délègue des fonctions à notre Région.

Je le dis pour rappeler qu'en 2007 l'État a délégué les fonctions en la matière de haute formation musicale à la Région autonome Vallée d'Aoste e et ça a été un parcours qui aujourd'hui se complète avec des modifications législatives.

Questo, colleghi, semplicemente per ricordare che, come è stato detto nei discorsi di celebrazione dell'80esimo, l'autonomia è un concetto, e un valore, che va coltivato, che va difeso quotidianamente, quindi credo che questo passaggio di difesa delle prerogative, che poi sono anche da modificare nel tempo, sia comunque un'espressione che bene o male arriverà, se non abbiamo capito male, all'unanimità da questo Consiglio - malgrado le sfumature in Commissione che sono state ben esplicitate - affinché il messaggio sia ancora più forte.

Nel 2007 lo Stato ha conferito le funzioni alla Regione e in questo modo abbiamo avuto la possibilità di disciplinare l'Istituto musicale.

Ricordo una situazione complessa, con da una parte la Sfom, che si occupa di formazione non a livello di alta formazione, e l'Afam, quindi un nostro conservatorio, che ha dato la possibilità di riconoscere un titolo di studio ai ragazzi e a chi decideva di avere un percorso musicale di alta formazione, che poi è stato completato con le scuole medie a indirizzo musicale e col liceo musicale, che poi purtroppo nella parte coreutica non è stato applicato.

Questo per dire che le modifiche, sia in termini di denominazione che in termini di personale, sono un pezzo che va comunque a migliorare e ad affinare una situazione che comunque a livello di principio risiede nella rivendicazione di questa assemblea, nel voler e poter attuare le proprie competenze, aumentando eventualmente quelle che ancora non abbiamo, riferite alle norme di cui si discute.

Ma questo semplicemente per sottolineare il percorso - che è lineare e che sicuramente andrà a migliorare una situazione per un ambito importantissimo della nostra Regione - in ambito culturale e musicale.

Président - A demandé la parole le collègue Torrione.

Torrione (AVS) - Molto brevemente, bisogna capire - faccio come sempre l'educatore - anche quali sono le motivazioni per cui si fanno certi interventi, che non bisogna interpretare necessariamente in maniera polemica.

Come ha già detto la mia collega Minelli, siamo tutti contenti del risultato finale e, come abbiamo detto, l'espressione di voto sarà questa.

L'altro elemento che ha portato la collega è semplicemente un elemento di preoccupazione - e aggiungo la mia invece personale - per un po' di sconcerto sulle tempistiche, che capiamo che non sono dipendenti dal governo regionale, lo sappiamo perfettamente, quindi non c'era una verve polemica in tal senso.

Semplicemente però bisogna capire che c'è, da parte di tutti, credo, una preoccupazione importante, quindi quello che si può fare qui è semplicemente interloquire con chi ha queste facoltà con tre cose molto semplici.

Una è quella ovviamente di sollecitare il più possibile Roma, e scusatemi se identifico con la città le cose. Ho apprezzato che nel Consiglio precedente il Presidente ci abbia fatto l'elenco delle sollecitazioni che ha portato a Roma da novembre in avanti. È vero che mancavano quelle precedenti, ma comunque ho apprezzato questa cosa, quindi quello che noi possiamo semplicemente chiedere al governo è di fare sollecitazioni.

La seconda cosa è di sollecitare anche che la Commissione paritetica, laddove sia necessario, si riunisca il più possibile per portare avanti i dossier e le pratiche.

Ultimo elemento - che è forse quello più importante - è molto semplice e banale: siccome siamo un po' preoccupati, se ci informate su quello che succede in maniera puntuale forse ci tranquillizziamo tutti quanti, perché sapete benissimo che non sapere e non conoscere le cose è l'elemento che induce sempre maggiore preoccupazione.

Mi rivolgo ovviamente al Presidente, che deve interpretare nella maniera corretta quello che stiamo dicendo: semplicemente da parte nostra c'è una preoccupazione e quella che chiediamo è un'informazione puntuale su piccoli o grandi movimenti che accadono su questioni importanti della Valle d'Aosta, in modo che la nostra preoccupazione o aumenti tutti insieme, o si riduca tutti quanti insieme.

Presidente - Ci sono altri interventi? Ha chiesto la parola il collega Marquis.

Marquis (FI) - Riteniamo che questo sia un momento importante, in quanto il Consiglio è chiamato a esprimersi sull'approvazione di uno schema di norma di attuazione, in particolare a seguito della trasformazione dell'Istituto musicale in Istituzione di alta formazione artistica, musicale e coreutica, il che rende necessario, come è stato detto, cambiare la denominazione e ovviamente intervenire sul sistema di reclutamento del personale Afam.

Così come altre norme che sono in itinere, crediamo che questo sia il risultato di un lavoro positivo, che è stato fatto, di aggiornamento delle nostre prerogative attraverso l'intervento sulle norme di attuazione, pertanto cogliamo questo come un momento positivo per la Valle d'Aosta e per le sue istituzioni, e riteniamo che, nel gioco delle parti tra l'opposizione e la maggioranza, ci stia che l'opposizione possa esprimere le sue perplessità riguardo alle attività che vengono svolte, però in questo momento riteniamo che sia fondamentale riconoscere il valore del voto che andiamo a esprimere e di qual è l'opportunità che viene data alla Valle d'Aosta dall'approvazione della norma.

Presidente - Grazie collega. Ci sono altri interventi? Altrimenti chiuderei la discussione. Chiudo la discussione.

Passerei alla votazione - se non ci sono interventi da parte del governo, che però ci sono già stati - dello schema di norma di attuazione.

Apro la votazione. La votazione è aperta.

Chiudo la votazione.

Presenti, votanti e favorevoli: 34

Il parere è espresso positivamente all'unanimità.