Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 171 del 15 gennaio 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 171/XVII - Interpellanza: "Carenza di palestre ad Aosta".

Aggravi (Presidente) -Punto n. 45 all'ordine del giorno.

Prima di dare la parola al collega Torrione, mi è stato annunciato che all'interpellanza risponderà l'assessore Lavevaz, se non erro. Prego collega Torrione.

Torrione (AVS) -La questione che pongo è una questione di una, a mio modesto avviso, tale evidenza e abbastanza davanti agli occhi, perlomeno di tutti gli Aostani, che non può non trovare tutti quanti d'accordo. Con questa piccola strategia retorica, così, un po' dicaptatio benevolentiaemagari non guasta.

Di che cosa parlo? Parlo della cronica situazione di carenze di palestre nel capoluogo valdostano. Una carenza che, peraltro, è sottolineata da entrambi i mondi che gravitano intorno a queste strutture, il mondo della scuola e il mondo dello sport. Due mondi che personalmente conosco bene, in cui ho parecchie conoscenze e amicizie, e due mondi che hanno anche rappresentato per me uno spazio lavorativo, e anche sportivo, nel quale ho maturato comunque la convinzione dell'importanza, che credo sia condivisa da tutti, dello sport per lo sviluppo e la crescita dei giovani, degli adolescenti e, aggiungo, anche di quelli che sono in via di obsolescenza, come il sottoscritto.

Per formulare quest'iniziativa ho sentito tutte e due le campane di questi due mondi e, in questo caso, le campane suonavano entrambe la stessa nota e non avevano alcuna posizione contrapposta: allievi, insegnanti, dirigenti scolastici, atleti, allenatori e dirigenti sportivi: tutti sono stati concordi nell'affermare questa carenza di spazi palestra, che è poi legata alla carenza di palestre nel vero senso della parola.

Qual è la problematica del mondo scuola? Molte scuole non hanno la palestra interna, punto. Molte scuole hanno palestre interne che non sono in numero sufficiente neanche per coprire la propria esigenza. Un insegnante di scienze motorie mi ha rappresentato che, per fare un esempio, il "Maria Adelaide" avrebbe bisogno di 2,5 palestre per poter rispondere all'esigenza di spazi palestre solo per le lezioni di scienze motorie.

Questa carenza di palestre obbliga ogni giorno allievi e insegnanti a spostamenti a piedi o in bus, che generalmente dimezzano il tempo da dedicare a questi importanti moduli scolastici, con ovvi ed evidenti disagi, soprattutto nella stagione invernale.

Di fatto questa quotidiana transumanza "andata e ritorno", oltre alle scomodità appena citate, implica una gestione della questione da parte delle scuole estremamente complessa, con difficoltà organizzative e anche con costi a carico delle istituzioni o, in generale, dell'Amministrazione regionale.

Per quanto riguarda il lato sport, ricordiamo che tutte le società sportive necessitano di spazi adeguati, che siano sia di palestre, qui entro un poco in termini tecnici, con disponibilità di campi tracciati (che servono per, ad esempio, sport come il volley, il basket o il calcio a cinque) o non tracciati (ad esempio per sport come la ginnastica, il tiro con l'arco, le discipline invernali, nel senso che gli atleti degli sport invernali usano le palestre quando non sono ovviamente impegnati sui campi da sci, mettiamola così). Queste palestre servono per allenamenti e devono essere omologate per le competizioni di tipo sportivo.

Ogni anno il Comune - è giusto dirlo perché tutti me l'hanno rappresentato - che svolge un lavoro encomiabile e peraltro difficilissimo, perché appunto molto complesso, cerca di soddisfare le esigenze delle società sportive senza purtroppo riuscirvi in maniera completa e dettagliata.

Tanto che le società sono sempre obbligate a trovare degli accordi tra di loro e spesso l'unica soluzione è posticipare gli allenamenti in orari non consoni - perché, ad esempio, sono stati costretti dei ragazzi molto piccoli a terminare gli allenamenti alle 9:00 di sera, e chiaramente non è tanto adeguata come soluzione - o, addirittura, molte società hanno ridotto il numero di allenamenti, per la gioia, e lo dico ovviamente ironicamente, degli allenatori, di noi allenatori, visto che lo sono stato, che invece di allenamenti vorremmo farne sempre di più.

Parallelamente a quest'esigenza rispetto alle palestre è emersa un'altra esigenza, in particolare è venuta fuori dal mondo dello sport del volley, che mi ha, ci ha rappresentato la necessità di avere ad Aosta un palazzetto. Un palazzetto che venga affiancato, nello specifico per la pallavolo, alla palestra scolastica di via Binel, che è l'unica palestra che può essere utilizzata per le competizioni di volley. Ad esempio il basket, fortunatamente, ne ha due, perché quella di via Volontari del Sangue e il PalaMiozzi possono essere entrambe utilizzate per le competizioni, mentre invece la pallavolo ha soltanto quella di via Binel, che è veramente limitata. Avere solo una palestra per tutte le competizioni costringe le società a giocare anche in orari abbastanza originali, mettiamola così.

Rispetto alla questione del palazzetto, porto anche una mia esperienza personale passata, ma che ho potuto verificare che è così. Nel mio vagabondare per la Francia per vari tornei di pallavolo, a suo tempo, già trent'anni fa c'erano moltissime palestre che erano definite polifunzionali, nel senso che vi era un campo omologato, tracciato, per tutte e tre le discipline, basket, pallavolo e calcio a cinque, ma che poteva essere utilizzato... ovviamente i campi erano, mettiamola tecnicamente, longitudinali rispetto alla palestra, mentre per necessità di altro genere c'era la possibilità di creare due, se non addirittura - in alcune palestre l'ho verificato - tre campi trasversali, con piccole modifiche e adattamenti.

È chiaro che il palazzetto deve avere delle dimensioni che consentano tale disponibilità, però i campi trasversali non devono essere omologati. Nella palestra di via Liconi ad Aosta praticamente le linee del campo di pallavolo coincidono con i muri e viene ampiamente utilizzata e anche gradita da alcune società, perché è l'unica che ci sia in tanti casi. Questa quindi è un'esperienza che ho portato.

Sempre in premessa ho ricordato che nel DEFR si afferma che "Sul fronte dell'edilizia scolastica proseguiranno sia l'ampio programma di ristrutturazione d'importanti edifici scolastici ubicati ad Aosta: ex 'Manzetti', ex Magistrali, ex palestra a La Rochère", e ancora: "Aosta vedrà il proseguimento del progetto per una nuova palestra in via Carlo Alberto dalla Chiesa".

Aggiungo una cosa, anche qui, un po' storica: a seguito della chiusura, tanti anni fa, e smantellamento della palestra Coni di via Guedoz, ad Aosta, non è mai stata prevista una sostituzione, di fatto, di quella palestra, per cui il bilancio è stato poi negativo. A meno che non si voglia costruire nel nuovo ospedale, una palestra per permettere al guerriero celtico di sgranchirsi le gambe, diciamo che quello spazio lì si è perso in maniera assoluta.

La nostra interpellanza quindi chiede "Se la Giunta condivida - e qui dico e come non potrebbe? - la necessità di organizzare con urgenza un incontro tra il Coni, le società sportive, la Sovrintendenza agli Studi, il Comune di Aosta e l'Amministrazione, appunto, per definire una reale e puntuale fotografia dei bisogni di spazio palestra, sia per le società sportive che per le scuole, in modo da ottenere le informazioni necessarie per poi formulare un piano che preveda una completa razionalizzazione degli spazi esistenti, ma soprattutto la definizione di dettaglio delle necessità di ristrutturazione o di costruzione di nuovi spazi".

La seconda domanda è: "Se è prevista, o se si intende prevedere, nei progetti di ristrutturazione degli edifici succitati la progettazione e la realizzazione di palestre". In particolare, so che viene utilizzata la palestra a La Rochère, che è quella dell'Institut Agricole, per intenderci. Non so se nel progetto si è pensato di farci una palestra, perché servirebbe, ovviamente.

Ultimo elemento, "Se si intende valutare la progettazione, appunto, possibilmente in zona centrale, il più possibile, ovviamente, e la costruzione ad Aosta di un palazzetto polifunzionale per lo svolgimento dell'attività agonistica del volley. Apro una parentesi: con un po' di orgoglio attualmente la squadra di pallavolo femminile milita in serie B e sta anche ottenendo dei risultati interessanti ed egregi.

Un palazzetto quindi che possa servire per il volley, in subordine anche per le altre discipline sportive, per le scuole e per gli allenamenti, con quell'utilizzo diciamo polifunzionale di cui ho parlato prima.

Presidente -Per la risposta la parola all'assessore Lavevaz.

Lavevaz (UV) -Come ho già avuto modo di dire nelle poche iniziative che fin qui hanno coinvolto il mio Assessorato, in alcune di queste avevo già avuto modo di dire che il tema degli spazi per le palestre di Aosta è stato messo un po' all'ordine del giorno fin dalle prime settimane, fin dai primi giorni, insomma, del mio mandato.

Un tema, questo, che peraltro s'inserisce anche in un ambito più ampio, che è quello del dimensionamento scolastico, che vedrà appunto nel 2026 un lavoro importante nel corso dell'anno, per arrivare alla fine, nell'autunno o inverno prossimo, con la definizione del dimensionamento scolastico. Ovviamente i due aspetti sono legati in maniera molto importante e molto forte.

Altra cosa che avevo già avuto modo a suo tempo di sottolineare è che anche il fatto di avere voluto mettere insieme le due strutture (quella della programmazione scolastica con quella dell'edilizia scolastica) è stata una scelta non soltanto di forma ma anche di sostanza, nel cercare di trovare una maggiore operatività in un settore che richiede grande attenzione e soprattutto grandi investimenti, com'è stato già ricordato.

Per quanto riguarda l'area di Aosta, come ha peraltro ben sottolineato lei, c'è un utilizzo da parte delle società sportive che è in qualche modo ben coordinato dal Comune, dal regolamento comunale, che ne regola l'utilizzo, e che ha portato ovviamente a un importante tasso di occupazione ma, come giustamente ha detto lei, direi non sufficiente, nel senso che la richiesta ovviamente supera l'offerta, sia da parte delle società sportive che delle associazioni che organizzano attività sportive non agonistiche, che non sempre, nonostante gli sforzi di coordinamento, riescono a trovare un utilizzo per i loro obiettivi.

Questo tema ovviamente non nascondo che è già stato oggetto di confronti informali col Comune di Aosta. Avevamo peraltro un incontro col Sindaco proprio venerdì scorso, che è saltato per problemi di salute miei, ma è ovviamente un tema che abbiamo sul tavolo in maniera molto importante. Peraltro il Sindaco, con i suoi trascorsi professionali, conosce molto bene tutti i dettagli della questione.

Sicuramente la questione è assolutamente analizzata, affrontata in queste settimane e lo sarà ovviamente nelle prossime settimane, nei prossimi mesi, in particolare col Comune, quindi non c'è nessun problema da parte mia a ipotizzare poi anche un confronto con il Coni nel momento in cui la questione sarà un poco più definita.

Ovviamente rispondo io avendo concordato in qualche modo le parti che riguardano in particolare l'assessore Grosjacques, perché è preponderante la parte che riguarda la scuola, ma ovviamente tutte le altre questioni saranno concordate anche con l'Assessorato competente. È chiaro però che il tema scolastico è quello più delicato, se dobbiamo dire, perché sappiamo essere un problema, questo, che da diversi anni è in corso di analisi, in corso di progettazione, perché tanto è stato progettato e adesso si tratta ovviamente di eseguire i lavori.

Sulle richieste puntuali degli istituti che lei ha citato, posso condividere questi aggiornamenti. Per quanto riguarda l'edificio ex "Manzetti", il progetto prevede la realizzazione di una palestra di circa 400 metri quadri, lo spazio sarà ovviamente prioritariamente destinato ad attività didattiche ma ci sarà, come sempre, la possibilità nell'orario extrascolastico dell'utilizzo da parte di associazioni sportive, senza problemi.

I vincoli urbanistici, ma anche direi spaziali della zona, non consentono di realizzare una struttura con superfici e volumi più grandi, quindi neanche ipotizzare degli spalti o comunque la fruizione da parte di un pubblico esterno per attività agonistiche, in buona sostanza.

Per quanto riguarda l'edificio ex Magistrali, qua di fronte al Puchoz, il progetto di fattibilità anche qui prevede la completa demolizione del fabbricato; siamo ovviamente in fase progettuale, molto diversa rispetto al "Manzetti", che è quasi in fase di appalto di lavori. Le Magistrali, invece, sono in una fase molto più preliminare, diciamo così, di progettazione.

Anche qui è prevista la realizzazione di una palestra a uso scolastico un po' più grande, in questo caso, di circa 450 metri quadri, quindi con delle dimensioni indicative di 12 per 24 metri, ma nelle successive fasi di progettazione, a seguito della verifica da parte degli uffici comunali e regionali, c'è forse la possibilità di allargarsi un po', quindi di arrivare a 15 per 28, il che permetterebbe ovviamente una fruizione più agile, anche per attività magari di altro tipo.

Qui gli spazi permettono invece la realizzazione di una parte di tribuna per circa 200 persone, quindi c'è una fruibilità un poco più ampia rispetto alla palestra dell'ex "Manzetti" qua davanti.

Per quanto riguarda invece la palestra La Rochère, o ex palestra, il progetto invece prevede una trasformazione di questi spazi in funzione delle necessità richieste dall'Institut Agricole, qua si prevede la completa demolizione del fabbricato e una trasformazione in uno spazio dedicato all'Institut Agricole, quindi con una destinazione più vocata alla didattica e alla ricerca in senso più generale, e comunque non una palestra.

Rispetto infine alla domanda sull'intenzione di costruire un palazzetto dello sport dedicato al volley, mi sono confrontato con l'assessore Grosjacques e diciamo che al momento non c'è un progetto specifico in questa direzione. Ci sono tanti investimenti che sono attualmente fatti sul Palaindoor e sul Palaghiaccio, quindi diciamo che veramente importanti investimenti si stanno facendo sulle strutture sportive, ma a oggi non c'è un'interlocuzione, in particolare col Comune, per quanto riguarda la costruzione di un palazzetto per il volley.

Questo non toglie, ovviamente, che in futuro quest'interlocuzione non possa esserci.

Presidente -Per la replica ha chiesto la parola il collega Torrione.

Torrione (AVS) -Faccio solo una sottolineatura. Sicuramente il problema scolastico è importante, non vorrei soltanto che venisse sottovalutato quello sportivo, perché oggettivamente, come ha ben detto lei, la richiesta supera ampiamente l'offerta e, quindi, ogni anno veramente fanno i salti mortali. Ripeto, il Comune fa un ottimo lavoro, ma non riesce a soddisfare le esigenze.

Altro discorso quando ha citato il confronto col Comune: va benissimo. Poi è stato un po' generico sulla possibilità di fare un incontro allargato e ha citato soltanto il Coni. Non farei solo con il Coni, cioè io lo farei da subito con tutti i portatori d'interesse rispetto alla questione, non soltanto l'interlocuzione con il Comune. Partiamo già subito con un ragionamento ampio. Poi è vero che la problematica a voi è nota, al Comune è nota, però magari tutti insieme si riesce anche ad avanzare ulteriori proposte.

Rispetto al palazzetto, anche qui, non è una richiesta specifica per la pallavolo, è una richiesta che in realtà riesce anche a risolvere un problema di carenze di palestre, perché noi facciamo un palazzetto che può essere prestigioso, può essere utilizzato dal volley prioritariamente, ma anche da altri sport, ma poi può essere utilizzato durante gli orari non di competizioni e diventano due o tre palestre e risolviamo forse tutto, se non una parte, della carenza di palestre. Mi permetto quindi, non perché l'abbiamo proposto noi, di sottolineare questo aspetto perché sarebbe un grosso vantaggio.

So che siete impegnati nella ristrutturazione e ricostruzione di Palaindoor e Palaghiaccio, so che sono lavori importanti. Mettiamo in cantiere magari anche il palazzetto in modo che non passino dieci anni, magari, prima che venga realizzato.

Ultima cosa, perché non ho capito: non c'è spazio per la parte di ristrutturazione dell'ex La Rochère per vedere se si riesce a fare una palestra? È una domanda. Ovviamente non mi può rispondere, però... oppure con un cenno della testa. Grazie.

Presidente -Alla luce del fatto che abbiamo terminato le interpellanze e inizieremo le mozioni, proporrei d'interrompere i lavori del Consiglio e di riprendere alle ore 15:00.

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La seduta termina alle ore 12:01.