Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4876 del 8 ottobre 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 4876/XVI - Approvazione del bilancio consolidato della Regione autonoma Valle d'Aosta per l'esercizio finanziario 2024, ai sensi del d.lgs. 118/2011.

Bertin (Presidente) - Punto n. 1 all'ordine del giorno. Per illustrare il documento passo la parola al Presidente della Regione.

Testolin (UV) - Il bilancio consolidato, redatto ai sensi dell'articolo 11bis del decreto legislativo 118/2011, e ai sensi dell'articolo 2 comma I del medesimo, è predisposto per fini conoscitivi.

È composto da: stato patrimoniale consolidato, conto economico consolidato e relazione sulla gestione che comprende la nota integrativa; è un documento contabile a carattere consuntivo che rappresenta il risultato economico, patrimoniale e finanziario del gruppo Amministrazione pubblica, attraverso un'opportuna eliminazione dei rapporti finanziari, sia economici che patrimoniali, che hanno prodotto effetti soltanto all'interno del gruppo, al fine di rappresentare le transazioni effettuate con soggetti esterni al gruppo stesso.

Con la deliberazione della Giunta regionale n. 1662 del 23/12/2024, sono stati definiti il Gruppo Amministrazione Pubblica, cosiddetto GAP, e il perimetro di consolidamento, composto, come per gli esercizi precedenti, oltre che dal rendiconto consolidato della Regione (con il Consiglio regionale e l'Istituto per il sistema previdenziale dei Consiglieri regionali), dalle seguenti tredici società o gruppi:

Gruppo Finaosta-Aosta Factor, Gruppo CVA, Struttura Valle d'Aosta S.R.L., SIV S.R.L., Cervino S.P.A., Courmayeur Mont Blanc Funivie S.P.A., Monterosa S.P.A., PILA S.P.A., IN.VA. S.P.A., Società di Servizi Valle d'Aosta S.P.A., Raccordo Autostradale Valle d'Aosta (R.A.V. S.P.A.), Società Autostrade Valdostane (S.A.V. S.P.A.), Autoporto della Valle d'Aosta S.P.A..

Ancora per l'anno 2024 non è ricompresa nel perimetro la Casino de la Vallée S.P.A. in quanto il decreto legislativo 118/2011 prevede espressamente che non siano comprese le società in concordato preventivo.

Finaosta S.P.A. ha provveduto, ai sensi delle direttive di consolidamento, a predisporre un bilancio consolidato del Gruppo Finaosta S.P.A., che comprende le società controllate direttamente e indirettamente dalla Finaosta stessa, ricomprese nel perimetro, cioè la stessa finanziaria, Aosta Factor S.P.A., Gruppo C.V.A., Struttura Valle d'Aosta S.R.L., SIV S.R.L., Cervino S.P.A., Monterosa S.P.A., PILA S.P.A., Courmayeur Mont Blanc Funivie S.P.A. e Autoporto Valle d'Aosta S.P.A..

Come richiesto dalle direttive di consolidamento e in attuazione di quanto richiesto dalla sezione di controllo della Corte dei conti, i Consigli d'Amministrazione della Società Finaosta S.P.A. e CVA S.P.A. hanno approvato i bilanci alimentanti il consolidato regionale, il bilancio consolidato Finaosta-Aosta Factor e il bilancio consolidato del Gruppo CVA, riclassificati secondo gli schemi previsti appunto dal d.lgs.118/2011.

Il Consiglio di Amministrazione della Società Finaosta S.P.A. ha inoltre approvato il bilancio consolidato del Gruppo Finaosta con le società controllate direttamente o indirettamente dalla stessa.

In aggiunta, la società di revisione di Finaosta S.P.A. ha svolto l'attività di revisione sulle componenti economico-patrimoniali della gestione speciale e dei fondi di rotazione non a rischio, indicando nella propria relazione che il prospetto delle voci economico-patrimoniali di Finaosta S.P.A. al 31 dicembre 2024 è stato redatto in tutti gli aspetti significativi, in conformità alle modalità e i criteri individuati nel principio applicato del bilancio consolidato di cui all'allegato n. 4/4 del decreto legislativo 118/2011.

In analogia con quanto effettuato negli anni precedenti, le Società di Impianti a fune comprese nel perimetro di consolidamento, i cui bilanci hanno una scadenza temporale diversa dall'esercizio solare, hanno riclassificato i bilanci assicurando il principio dell'uniformità temporale e quindi trasmesso i bilanci riclassificati alla data del 31 dicembre.

Gli uffici hanno provveduto alle operazioni di preconsolidamento e di elisione delle operazioni infragruppo provvedendo ad allineare le operazioni attraverso le opportune scritture contabili e a evidenziare le differenze di consolidamento, nonché a elidere il valore delle partecipazioni con la corrispondente frazione di patrimonio iscritto nei bilanci delle società consolidate.

Per quanto concerne i rapporti creditori e debitori tra le società del gruppo e la Regione, gli stessi sono stati oggetto di riconciliazione in occasione del rendiconto della Regione, predisposto nel mese di aprile e approvato dal Consiglio regionale con la legge regionale 19/2025.

Si è proceduto con il consolidamento dei bilanci applicando il metodo integrale per le società controllate e il metodo proporzionale per le altre partecipate, vale a dire consolidando le voci dei bilanci delle società controllate per il loro intero importo e delle società partecipate in misura corrispondente alla quota di partecipazione detenuta dalla Regione.

Il bilancio consolidato del gruppo evidenzia una situazione solida di un gruppo di amministrazione pubblica che garantisce l'equilibrio economico e patrimoniale e persegue i propri fini istituzionali.

Lo stato patrimoniale consolidato pareggia infatti su un importo di 7 miliardi e 821 milioni di euro, il patrimonio netto consolidato risulta pari a 5 miliardi e 629 milioni di euro, con un incremento di 419 milioni di euro rispetto al 2023; un importante risultato che dimostra l'equilibrio finanziario, economico e patrimoniale, nonché una solidità del medio periodo che consente d'indirizzare con tranquillità le risorse alla collettività, così come pianificate negli indirizzi forniti dal Consiglio regionale.

Si indicano le voci più significative dell'attivo patrimoniale, riconducibili a: immobilizzazioni immateriali, che ammontano a circa 578 milioni di euro; immobilizzazioni materiali, che sono pari a 2 miliardi e 869 milioni di euro; immobilizzazioni finanziarie, che ammontano a 1 miliardo e 71 milioni di euro.

La componente più rilevante in questo caso è rappresentata dai crediti iscritti nelle immobilizzazioni per circa 837 milioni, la cui componente principale è rappresentata dai crediti verso la clientela e per finanziamenti di Finaosta, concessi grazie ai fondi di rotazione e alla gestione speciale, poi c'è l'attivo circolante che ammonta a 3 miliardi e 269 milioni di euro.

Per quanto concerne il passivo patrimoniale, le voci più significative sono: i fondi accantonati, pari a 292 milioni di euro, i debiti da finanziamento, che ammontano a 1 miliardo e 78 milioni, e gli altri debiti, pari a 650 milioni.

Il conto economico dell'esercizio chiude con un risultato positivo di oltre 506 milioni di euro.

Nel confronto con l'anno precedente l'utile del gruppo aumenta di 23 milioni di euro, in esito a una diminuzione dell'utile dell'ente Regione di 40 milioni, ampiamente compensato dalla crescita degli utili del Gruppo Finaosta e CVA.

L'analisi del risultato di esercizio consolidato del Gruppo, prima delle imposte, nelle sue singole componenti evidenzia un risultato di gestione caratteristica positivo per oltre 600 milioni di euro, un risultato dei proventi e oneri finanziari positivo per 18 milioni, un risultato delle rettifiche di valore delle attività finanziarie negativo per 1,8 milioni di euro e un risultato di gestione straordinaria positivo per 15 milioni.

Il risultato economico risulta quindi essere ampiamente positivo e associato alla solidità patrimoniale e conferma la capacità del gruppo e Regione di mantenere nel tempo l'equilibrio economico-patrimoniale nel perseguimento delle proprie finalità istituzionali.

Presidente - Il documento è stato illustrato. Apriamo la discussione generale, la discussione generale è aperta. Chi vuole intervenire si prenoti. Non vedo richieste d'intervento, chiedo ancora una volta e poi chiudo la discussione generale. Vi sono altri interventi? Richieste d'intervento? Non vedo richieste... Consigliera Minelli, ne ha facoltà.

Minelli (PCP) - Il bilancio consolidato non è un atto banale, un mero adempimento burocratico, ma un passaggio che è rilevante per fare una valutazione di quello che viene definito, come ci ha ricordato poco fa il Presidente, Gruppo Amministrazione Pubblica, che raggruppa quindi i bilanci della Regione, del Consiglio regionale e di ben tredici società controllate della Regione - escluso il Casino - o direttamente o indirettamente tramite Finaosta; alcune di queste, come sappiamo, anche molto importanti e significative.

Vista quindi la rilevanza dell'atto che siamo chiamati oggi a esaminare, un paio di considerazioni vorrei esprimerle, come peraltro avevo fatto anche lo scorso anno in occasione dell'approvazione sempre del consolidato.

La prima considerazione riguarda proprio il ritardo con cui questo atto viene portato all'esame del Consiglio, un ritardo di cui ho chiesto ragione in Commissione lunedì scorso, senza ricevere delle spiegazioni che ho ritenuto soddisfacenti.

Credo che questo fosse un atto che doveva arrivare in Consiglio prima della fine dei lavori consiliari che da parecchio tempo erano fissati appunto alla fine del mese di luglio; un termine, appunto, che era stato definito con largo anticipo, quindi io non ho capito bene perché non si sia rispettata tale scadenza. Sta di fatto che ci troviamo ora a esaminare, a parlare, di un consolidato in un Consiglio che viene convocato a pochi giorni dall'insediamento di un altro Consiglio Valle, quindi a mio avviso una situazione imbarazzante che si doveva evitare con un minimo di programmazione.

Questa è, secondo me, la parola chiave: "Programmazione", anzi, parlerei di mancanza di programmazione.

Questa legislatura - soprattutto quest'ultimo anno che si chiude - è stata un ripetersi di quelli che potremmo definire incidenti determinati da un'insufficienza di programmazione, caratterizzati da un modo di agire che, secondo me, è quello di operare alla giornata e di non arrivare a delle conclusioni.

Il caso più clamoroso, non si dovrebbe neanche ricordare, è stata la vicenda della legge elettorale regionale che, nonostante gli impegni dichiarati fin da cinque anni fa, non siete stati in grado di riformare, perché la leggina di febbraio fuori tempo massimo non credo che si possa definire e considerare una riforma, e mi sembra che su questo siamo tutti d'accordo.

Ma non è l'unico caso, perché si è riusciti ad arrivare a fine legislatura senza l'approvazione della norma di attuazione sulle concessioni idroelettriche, ed è dal 2019, sono quindi sei anni abbondanti, che questa norma è fondamentalmente in pista, in itinere.

Alla fine del 2024, come sappiamo, si è arrivati a una conclusione nella Commissione paritetica Stato-Regione. Il testo concordato tra le due parti è stato approvato dal Consiglio regionale, ma sono sette mesi che ristagna assolutamente, secondo me, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel silenzio sostanziale della politica valdostana.

Ho letto, proprio in questi ultimi giorni, sui giornali, nelle interviste che sono state effettuate, che il presidente Testolin e, mi pare, anche l'assessore Caveri indicano le norme d'attuazione come una priorità dei prossimi mesi, ma anche come un elemento fondante, direi imprescindibile, dell'autonomia.

E allora? Allora ci si chiede - o comunque io me lo chiedo - come mai nei mesi scorsi c'è stata una sostanziale inerzia in relazione alla norma sulle concessioni idroelettriche.

Ormai bastava poco e si chiudeva un capitolo sicuramente importante, però credo che non ci sia stata una reale volontà di chiudere.

Un terzo esempio di inconcludenza è sicuramente il Piano Regionale dei Trasporti, previsto da una legge che risale al 1997: siamo a un record di 28 anni di inconcludenza e di omissione. Non sto a ripercorrere i vari passaggi del PRT e a richiamare le responsabilità che sono evidenti e clamorose.

Una seconda considerazione vorrei farla invece su una delle società che fanno parte del perimetro del bilancio consolidato, ovvero alla società, o meglio al gruppo delle società che è quello di CVA, posseduta dalla Regione al 100%, come sappiamo tramite Finaosta, tant'è vero che il consolidamento di bilancio riguardante la CVA è definito integrale, perché il controllo della Regione è totale.

Qui devo ovviamente ripetere delle cose che ho già detto in altre occasioni e soprattutto in occasione dell'approvazione del bilancio consolidato dello scorso anno.

Il fatto che il bilancio di CVA nella sua integralità sia parte del bilancio consolidato della Regione è la conferma eloquente di quanto qualcuno di noi sostiene da tempo e che era stato evidenziato del resto fin dal settembre del 2023 dal parere autorevole del professor Caruso, secondo cui l'intero gruppo CVA è sottoposto all'attività di direzione e di coordinamento da parte della Regione e il fatto che il gruppo abbia acquisito nel tempo uno strumento finanziario quotato in Borsa non cambia nulla circa la sua posizione di società controllata e soggetta a coordinamento e indirizzo da parte della Regione.

L'articolo 2497 sexies del Codice Civile è molto chiaro e afferma che "L'attività di direzione e di coordinamento di società è esercitata dalla società o ente che è tenuto al consolidamento dei loro bilanci".

Voi sostenete, e lo sappiamo bene, una tesi diversa, ma di fatto ora succede che la Regione e Finaosta non esercitano quella doverosa attività di controllo, direzione e coordinamento nei confronti della società che opera come se fosse una società privata, sganciata dalla Regione mentre, di fatto, non lo è.

Ribadisco ancora una volta che non è possibile condividere una serie di scelte che sono state fatte dal gruppo dirigente, sulle quali pesa anche il silenzio della Regione, e l'ho detto più volte, perché la preoccupazione è che nel tempo queste scelte possano risultare dannose per la Regione stessa.

Poi c'è la questione della proliferazione abnorme delle società controllate da CVA, un'esplosione che si è verificata, lo ricordiamo, tra il 2023 e il 2024, a cui non mi risulta che sia seguito un intervento adeguato di razionalizzazione, come prevede la normativa sulle società a partecipazione pubblica.

Nell'atto di razionalizzazione che è stato portato in Consiglio a dicembre, che avete approvato, c'era una frase nell'atto, un timido accenno alla necessità di razionalizzare. Io avevo poi chiesto, con un'iniziativa ispettiva a marzo, discussa al primo Consiglio di aprile, che cosa fosse stato effettivamente recepito e dalla risposta era risultato che poco si era fatto, dopodiché non ne abbiamo più saputo nulla.

Anche di questo ho chiesto lumi lunedì in Commissione e la risposta è stata che la domanda non era pertinente e che di CVA ne discuterà chi siederà nel prossimo Consiglio - e ci mancherebbe altro - ma intanto noi oggi dobbiamo esaminare il consolidato, quindi conoscere la situazione, l'evolversi, l'evoluzione della situazione mi sembrava utile, anche considerato che la IV Commissione non ha completato gli approfondimenti previsti dalla risoluzione che è stata approvata in Consiglio, però niente, non ne sappiamo niente di più.

Il voto sul bilancio consolidato non sarà dunque positivo per almeno tre motivi: il primo è perché io non ho votato il bilancio della Regione che è pars magna anche del consolidato, secondo perché il ritardo con cui quest'atto viene portato all'approvazione del Consiglio lo ritengo ingiustificabile e imbarazzante, terzo perché dal mio punto di vista non è condivisibile l'atteggiamento che avete tenuto nei confronti di una società importante come CVA che è fuori controllo.

Presidente - Consigliere Lucianaz, ne ha facoltà.

Lucianaz (GM) - Bonjour à tout le monde, je salue même les amis savoisiens à l'écoute. J'espère pour eux une prochaine libération de l'État français, vu comme avancent les choses en France.

In tanti ci siamo chiesti per quale ragione il Presidente della Regione abbia chiesto di convocare per l'8 ottobre, a oltre una settimana dall'elezione del nuovo Consiglio regionale, l'approvazione del bilancio consolidato per l'esercizio finanziario 2024, sapendo bene che il decreto legislativo stabilisce che il bilancio consolidato delle Regioni deve essere approvato dal Consiglio entro il 30 settembre dell'anno successivo, bilancio consuntivo che era stato presentato dalla Giunta regionale già il 1° settembre scorso, ma dai colpi di testa di Testolin possiamo aspettarci questo e altro, e temo che non mancheranno di fioccare neppure i ricorsi nei mesi prossimi - bontà sua, tanto i legali mica li paga lei, Presidente - ma in fondo ci avete convocati e questa convocazione, in qualche modo, è bene, perché almeno riesco a far passare qualche informazione.

La prima è che, conformemente alla nota 6818 del 31 luglio 2025, a firma del Segretario generale della Regione, recante: "Indicazioni operative per il disbrigo delle attività correnti nel corso del regime di prorogatio della Giunta regionale", su proposta dell'Assessore alla sanità, Marzi, questo Governo ha pensato bene, in data 3 ottobre 2025, di irrigidirsi ancora sulle vaccinazioni, tema a me caro e caro a tanti Valdostani, però qui pare che non se ne tenga conto.

La delibera di Giunta è la 1367 avente titolo: "Approvazione di disposizioni per l'istituzione di una governance regionale in materia di profilassi vaccinale".

In poche parole, per farla lunga, che cosa succede? Io non so se Marzi, un po' come per le opere incompiute, ha il problema dell'immagine, dei sistemi di calcolo dei LEA, ad esempio il nuovo sistema di garanzia LEA (e gli indicatori CORE 2022), che è l'ultimo che sono riuscito a ritrovare, ebbene, parla di una situazione per la Valle d'Aosta molto preoccupante, quindi abbiamo visto anche da articoli di giornale quale posizione preoccupante in fondo alla classifica abbia spesso e volentieri la Valle d'Aosta.

Non so se sia questo il motivo per cui assolutamente la Regione deve per forza spingere sulle vaccinazioni, e come se spinge: è stata approvata l'istituzione di una governance, ripeto, il 3 ottobre scorso, una governance in materia di profilassi vaccinale costituita dalla ricostituzione del Gruppo Operativo Vaccini Regionale, ora denominata Commissione Regionale Vaccini...

Presidente - Consigliere Lucianaz...

Lucianaz (GM) - ...al cui interno, e ritorno sull'argomento...

Presidente - La richiamo soltanto a rimanere sull'argomento, grazie.

Lucianaz (GM) - Sì, d'accordo, Presidente, anche io non pensavo di essere convocato a ottobre e invece guardi un po' dove mi trovo.

Queste vaccinazioni quindi comporteranno degli impegni ulteriori per numerosi direttori di struttura, parlo del direttore della Struttura complessa igiene, della Struttura complessa malattie, farmacia, pediatria eccetera eccetera. Avremo cioè 17 figure apicali, tra Assessorato della sanità e USL, impegnate in questi gruppi tecnico-scientifici sui vaccini per studiare come meglio promuovere l'informazione sui vaccini, valutare altri nuovi vaccini alternativi, magari persino a mRNA e chissà cos'altro.

Questa è la realtà della Valle d'Aosta, è la realtà di una Regione che ha fatto vaccinare tutti i bovini presenti in Valle d'Aosta, esclusi quelli che hanno portato in Piemonte, vorrei capire se la delibera aveva funzione anche per quei capi...

Presidente - Consigliere, la richiamo all'argomento all'ordine del giorno.

Lucianaz (GM) - ...e che invece il Piemonte non ha assolutamente vaccinato. Noi pensiamo di essere i migliori e non lo siamo.

Presidente, così la soddisfo, torno sul documento contabile a carattere consuntivo che rappresenta il risultato economico, patrimoniale e finanziario del Gruppo Amministrazione Pubblica.

Con la delibera del 23/12/2024 la Giunta regionale ha sancito l'individuazione del Gruppo Amministrazione Pubblica che, tra decine e decine di istituzioni, prevede, oltre al Consiglio regionale, l'Agenzia dei Segretari degli Enti locali, l'AREA, l'Associazione Forte di Bard, l'ARER, la Chambre des entreprises, il Comitato Venatorio, il Convitto Chabod, il Parco Mont Avic, la Fondazione Grand Paradis, la Fondazione Courmayeur, la Fondazione Ida Viglino, lo SFOM, la Fondazione Fillietroz, la Fondazione Sapegno, la Fondazione Film Commission Valle d'Aosta, la Fondazione Institut Agricole, la Fondazione Sistema Ollignan, la Fondazione Formazione Professionale Turistica, l'Istituto Gervasone, l'Institut d'études fédéralistes Chanoux, il CRIA per l'istruzione degli adulti, l'Office du Tourisme, il Soccorso Alpino Valdostano, la Casa di riposo J.B. Festaz, il CERVIM, l'IVAT, l'Istituto Musicale/Conservatoire e quanti ancora e tutte le istituzioni scolastiche.

Guardate, con tutto questo controllo degli istituti pubblici regionali, e comunque a partecipazione, io mi stupisco che abbiate preso così pochi voti, guardate, avete condotto una campagna elettorale da 350 milioni e li avete ben distribuiti, avete in mano decine e decine di società, mi stupisco ancora che non abbiate ottenuto consensi superiori. Si vede che a tanti Valdostani non piacete proprio per nulla.

Molte di queste cose risultano escluse per irrilevanza del perimetro di consolidamento, quindi escluse per irrilevanza dei tre parametri economico-patrimoniali inferiori al 3% rispetto alla soglia di rilevanza della Regione; non tedio i Valdostani con questi aspetti cervellotici ma, un po' come la collega Minelli, mi soffermo su alcuni aspetti della macchina amministrativa, su alcune società.

A parte il fatto che anche leggendo la relazione dei Sindaci qui la matematica sembra un'opinione, in quanto abbiamo società interamente pubbliche, tipo Finaosta e CVA, che, a differenza dei principi contabili emanati dall'organismo italiano di contabilità, hanno predisposto bilanci secondo altri principi contabili internazionali.

Balza ad esempio agli occhi la situazione della partecipata RAV, Raccordo Autostradale SPA: abbiamo modo di leggere che nell'esercizio 2024, a fronte di una spesa per il personale che ammonta a 2 milioni e 868 mila euro, i ricavi imputabili sono di 33 mila euro, e per la SAV non va molto meglio.

Voglio però focalizzare l'attenzione su due partecipate in particolare, l'ARPA e la Fondazione Montagna Sicura, proprio per il fatto che in quest'aula per tre anni ci siamo sentiti raccontare la più grande panzana istituzionale, che non è solo relativa a quest'Aula, ci mancherebbe, c'è un grosso disegno mondiale di raccontarcela che il clima sta cambiando.

Questo, alla faccia dei terrapiattismi, questo supera di gran lunga qualsiasi lucida... come dire... ma anche animalesca, anche gli animali sanno che il clima cambia, invece qua voi ci dovete continuamente raccontare questa storia che è insostenibile, però ci montate su cerimoniali, ci montate su summit e chissà che altro.

L'ARPA. Voglio solo dire due parole sull'ARPA che, pur essendo un organismo pubblico, si occupa decisamente meno di pubblico che di governativo, follow the money. L'ARPA non ritiene così importante occuparsi dei rilevamenti delle emissioni elettromagnetiche nocive - come abbiamo più volte ribadito in quest'aula, a tutela della salute pubblica - e non sembra neppure preoccuparsi delle sostanze inquinanti atmosferiche.

La speranza è che, calpestando i nostri ghiacciai, i tecnici dell'ARPA, durante le misurazioni dell'aumento, della limitazione, della diminuzione di qualche centimetro o qualche metro del manto nevoso, un anno aumenta, un anno cala e sarà così chissà per quanti secoli ancora, se non millenni... beh, la speranza è che i tecnici di ARPA si accorgano anche della quantità di sostanze nocive che si depositano anche sul nostro territorio. Stiamo ad aspettare.

La Fondazione Montagna Sicura è stata istituita nel 2002, è presente in innumerevoli progetti dell'Unione Europea e comunque usufruisce di finanziamenti pubblici, direi a go go.

Nel 2024, che è l'ultima relazione che ho avuto modo di consultare, la relazione riporta entrate della Fondazione corrispondenti a 2 milioni e 674 mila euro e rotti, con un aumento del 18% rispetto al 2023, dovuto all'incremento delle entrate istituzionali su diversi progetti, in particolare il 46% delle entrate è rappresentato dalla partecipazione, diretta o indiretta, a progetti cofinanziati (Alcotrà, Erasmus, FSC) tre progetti con il PNRR, uno con il FESR regionale e forse non li ho detti tutti. Oltre a una piccola percentuale di quote soci, il 49% delle altre entrate è dato dalle diverse convenzioni istituzionali che la Regione Autonoma Valle d'Aosta (in particolare la Presidenza della Regione e l'Assessorato alle opere pubbliche, territorio e ambiente) stipula.

Come sappiamo tutti, al vertice dell'Assessorato opere pubbliche, territorio e ambiente c'è la figura del coordinatore, ingegner Raffaele Rocco.

Quello che fa specie è che lo stesso ingegner Rocco, oltre a candidarsi ora alla carica di Sindaco di Aosta, siede in numerose cabine di regia - io non so contarne quante - dell'Amministrazione regionale dove, in definitiva, si prende sempre l'ultima decisione su innumerevoli aspetti della macchina pubblica regionale oltre che, naturalmente, del proprio Assessorato di riferimento. L'ingegner Rocco si occupa di un imponente Dipartimento, quello dei lavori pubblici regionali, ma anche della gestione di tutte le acque pubbliche, immagino anche delle concessioni per gli utilizzi industriali e chissà quant'altro.

Per tornare sulla Fondazione Montagna Sicura, nel 2024, a titolo esemplificativo, posso ricordare che, grazie ai finanziamenti appunto previsti da questi progetti: ha partecipato in Europa a incontri internazionali di quattro giorni ad Atene a luglio; ha partecipato in Norvegia a Tromsø per uno scambio interdisciplinare di idee sulle esperienze della neve e delle valanghe; ha coinvolto gruppi di giovani del liceo linguistico di Courmayeur quali ambassadeurs del progetto Alcotrà PrévRisk-CC, immagino changement climatique, naturalmente anche questo finanziato nel quadro della prevenzione dei rischi e adattamento ai cambiamenti climatici nei territori dell'Espace Mont-Blanc; ha partecipato a Courmayeur a giugno a una scuola di telerilevamento in ambito alpino con partecipazione di 25 ragazzi, 25 partecipanti, con il coinvolgimento dell'Istituto di Geofisica Vulcanologia e l'Associazione Italiana di Telerilevamento; ha organizzato a novembre tre giorni di confronto sulla gestione dei rischi in ambiente alpino e cambiamenti climatici in presenza dei vertici del Governo regionale, l'evento ha visto decine di invitati per parlare di rischi del ghiaccio e i rischi periglaciali, tra cui il servizio geologico USA, le Università di Cagliari, di Milano Bicocca, di Modena-Reggio Emilia, un'università della Slovacchia, il CNRR e l'IRPI; sempre a giugno ha ospitato il convegno "Comunicare il cambiamento climatico: storie ed esperienze tra media, tradizionali e digitali", organizzato in compagnia di Fondazione Courmayeur Mont-Blanc e del giornale La Stampa.

L'obiettivo dichiarato è contribuire - e questo è stato scritto nero su bianco - a una nuova narrazione del cambiamento climatico, in modo tale da generare coinvolgimento e contaminazione. Lo dicono anche, più chiaro di così.

Non potevano mancare certo i vertici della Regione, l'assessore Sapinet, il presidente Testolin, il CELVA, La Stampa, un tutt'uno. Questo è il vero consolidato valdostano, altro che bilancio, questo è il consolidato valdostano.

Ve li elenco di nuovo: la Regione, il CELVA, l'Assessorato ai lavori pubblici, La Stampa, le Università... e qui si lavora di pari patta.

Fondazione Montagna Sicura nel dicembre 2024 occupava 22 dipendenti, di cui 19 a tempo indeterminato: tre ricercatori più collaboratori con una spiccata propensione per lo smart working, oltre a ben tre profili nell'ambito dell'onnicomprensivo progetto "Agile Arvier".

La Fondazione prevede anche un organo consultivo, il Comitato scientifico, che ha il compito di formulare proposte ed esprimere pareri sull'attività e sui progetti di ricerca e, per il tramite del suo Presidente, partecipa anche alla selezione delle risorse scientifiche.

Il Presidente del Comitato scientifico non è altri che sempre lui, l'ingegner Rocco, anche qui coordinatore dell'Assessorato ai lavori pubblici, che contribuisce in larga parte a finanziare l'attività della Fondazione con le sue convenzioni.

A me sembra ben poco deontologico, colleghi Consiglieri.

Poi l'Union Valdôtaine avrà un'etica molto diversa dalla mia e avrete anche i vostri elettori, però qua stiamo esagerando.

Tra l'altro l'ingegner Rocco è al corrente del progetto di prolungamento della Via Paravera che da anni si discute in quest'aula e si propone Sindaco; lui sicuramente poteva occuparsi di questo progetto, visto che è già previsto dal piano regolatore.

L'ingegner Rocco sa bene che ha approvato progettazione di scuole dal costo di decine e decine di milioni qui nei pressi della nostra aula che non prevedono un solo parcheggio, anche se da mesi, da anni, qui, e non solo qui, la popolazione si lamenta della mancanza di parcheggi nel centro di Aosta, anzi, la palestra è prevista addirittura sul tetto e sulla demenziale volontà di proseguire...

Presidente - Consigliere... la invito a restare sull'argomento.

Lucianaz (GM) - Va bene, allora termino qui dicendo solo che questa è un'etica che io non mi sentirei assolutamente di sostenere a eleggere il Sindaco di Aosta.

Ricordo brevemente che le società incluse nel perimetro di consolidamento sono le società controllate direttamente in house: gruppo finanziario Finaosta S.P.A., Aosta Factor S.P.A., Società di Servizi Valle d'Aosta S.P.A., IN.VA. controllata al 75% sempre in house, mentre la SIV, la Société Infrastructures Valdôtaines risulta controllata indirettamente in house, sempre al 100%.

Vorrei anche dire qualcosa sulla SIV, se il Presidente mi consente, visto che è una partecipata: siamo in una situazione disastrosa con quel cantiere dell'Ospedale, nonostante le rassicurazioni dell'assessore Marzi anche il successivo cronoprogramma salterà, ma lo sapevamo bene: è inutile che si ascoltino le parole di Marzi, ci saranno ritardi su ritardi.Solo ieri sono rimasto bloccato in Via Roma perché è totalmente bloccata Via Roma, ma lì si vuole aprire il Pronto Soccorso, quindi sarà un problema di chi vivrà dopo di noi, perché chissà quando sarà terminato quest'edificio.

Termino dicendovi che questo bilancio consolidato è l'esatta riprova di cosa è stato fatto in questi cinque anni da questo Governo, sempre molto capace a lamentarsi di cosa si decide altrove, sempre pronto ad accusare altre piazze, però sempre supino a ricevere le normative che arrivano da Roma e ancor di più dall'Unione Europea, un Governo che sostiene apertamente la von der Leyen e le pazzie di questo Governo, un Governo PD e Union che ci ha fatto capire quanto è pericolosa l'Agenda 2030 e mi dispiace per i Valdostani che avranno a che fare con cinque anni di questo Governo insufficiente e autonomista credo solo di domenica.

Presidente - Ci sono altri interventi? Vi invito a prenotarvi altrimenti chiudo la discussione generale. Non vedo altre richieste, la discussione generale è chiusa.

Ci sono delle repliche? No, pertanto possiamo mettere in votazione l'atto.

La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 23

Favorevoli: 20

Contrari: 3

Astenuti: 12 (Aggravi, Baccega, Brunod, Distort, Foudraz, Ganis, Lavy, Manfrin, Marquis, Perron, Planaz e Sammaritani).

Con questo i lavori del Consiglio sono conclusi, il Consiglio ha finito l'ordine del giorno.

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La seduta termina alle ore 16:50.