Oggetto del Consiglio n. 4825 del 19 giugno 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4825/XVI - Interrogazione: "Campagne di sensibilizzazione per spiegare la tradizione secolare dei 'Combats de reines'"
Sammaritani (Presidente) - Grazie. Passiamo ora al punto 17 all'ordine del giorno.
Risponde per il governo l'assessore Carrel.
Carrel (PA) -. L'interrogazione chiede di conoscere: "Quali siano le azioni per la campagna di sensibilizzazione studiate con l'Associazione Régionale Amis des Batailles de Reines con il fine di spiegare la tradizione secolare dei combats a studenti e in generale al pubblico valdostano e al pubblico al di fuori della regione".
Consapevoli dell'importanza di mantenere, promuovere e diffondere la cultura valdostana e le tradizioni locali legate in particolare ai combats - espressione di un forte legame con il territorio e con la comunità rurale valdostana - l'Assessorato agricoltura e risorse naturali sostiene convintamente l'Association Régionale Amis des Batailles de Reines, così come l'Associazione Compagnons des Batailles de Moudzon e Comité Batailles des Chèvres, attraverso l'erogazione di aiuti per l'organizzazione e la realizzazione delle annuali e specifiche manifestazioni di combattimento.
Tale sostegno si concretizza attraverso le erogazioni di contributo alle associazioni citate che si vedono riconosciuti ogni anno, dietro presentazione di apposita domanda, contributi per un importo complessivo pari a 182 mila euro così suddivisi: 135 mila euro per l'organizzazione e la realizzazione dei combats des reines, 27 mila euro per quella dei Moudzon e 20 mila euro per le fasi eliminatorie e la finale delle Batailles des Chèvres.
A questi si aggiungono i 18 mila euro per il confronto interregionale con il vicino Piemonte.
Nell'ambito delle cifre ammesse ad aiuto rientrano anche le spese che l'Association sostiene per la promozione dei combats in argomento che - anche grazie alla sensibilizzazione portata avanti costantemente nel corso degli anni - costituiscono una parte fondamentale del patrimonio immateriale della cultura rurale valdostana ma hanno visto crescere il pubblico di appassionati, diventando un interessante volano turistico che avvicina sempre più persone all'autenticità delle nostre consolidate tradizioni di zootecnia montana e che aggrega sempre più giovani attorno a questo evento.
Giovani spettatori entusiasti, ma soprattutto giovani allevatori che costituiscono il futuro della nostra zootecnia, la cui passione per la propria attività e la tenacia nel continuare a svolgerla, nonostante risulti certamente impegnativa e faticosa, si esprime e si rafforza anche con la partecipazione attiva ed energica a queste manifestazioni.
L'aiuto ricomprende anche le spese relative alla realizzazione del piano di comunicazione adottato dall'Association in materia d'immagini e di contenuti da veicolare agli organi di informazione (web, stampa, radio, TV) e alla realizzazione di riprese alla gestione del canale Youtube dedicato.
Parallelamente, diverse sono anche le iniziative di promozione dei combats svolte direttamente dall'Assessorato, tra cui:
la brochure "Agricult", pubblicazione che è giunta ormai alla sua terza edizione, esattamente come nelle mie intenzioni costituisce una vetrina completa delle attività organizzate e/o sostenute dall'Assessorato, finalizzata a far conoscere a residenti e a turisti le numerose iniziative espressione del mondo rurale che animano il nostro territorio, tra cui i combats itineranti e genuinamente connessi con l'identità e con la cultura della nostra regione;
l'ampio spazio riservato alla promozione e alla spiegazione della tradizione dei combats in occasione della partecipazione a fiere e manifestazioni diverse nell'ambito della valorizzazione del territorio e delle sue produzioni agroalimentari, attraverso la proiezione di video e distribuzione di materiale specifico: ne citerò solo alcune, la millenaria Foire de Saint-Ours a cui le varie associazioni portatrici d'interessi partecipano con uno stand in collaborazione con gli uffici zootecnici dell'Assessorato; l'iniziativa francese "Vaches en piste" a La Roche-sur-Foron, a cui l'Assessorato ha partecipato nel mese di marzo 2025 con l'Association Amis des Batailles de Reines e l'Anaborava; la manifestazione dedicata alla valorizzazione delle diverse razze bovine ha rappresentato un'occasione imperdibile per la promozione integrata della zootecnia valdostana che si è conclusa con lo svolgimento di avvincenti combats finali;
la prima edizione dell'Inarpa tenutasi in data 15 giugno scorso, organizzata in collaborazione con l'AREV e con il Comune di Valtournenche, grazie all'ottima iniziativa dell'allevatore Loris Pieiller, e patrocinata dalla Regione Valle d'Aosta, dall'Assessorato agricoltura e risorse naturali.
Questo nuovo evento, al pari delle annuali desarpe rappresenta un momento importante di ritrovo e di confronto tra i nostri allevatori e contribuisce a far conoscere a locali e turisti gli elementi caratteristici della tradizione zootecnica e rurale della nostra regione e costituisce un'occasione concreta per illustrare il naturale istinto di combattimento delle bovine quando escono dalle stalle - oserei dire soprattutto l'Inarpa perché lì è una manifestazione dove il naturale istinto di combattere delle nostre bovine viene alla luce sicuramente.
Voglio inoltre ribadire che in tutte le campagne di promozione riguardanti i combats viene sempre sottolineato come esse siano competizioni incruente che non prevedono alcun maltrattamento, in quanto espressione di comportamento naturale delle bovine utile a stabilire la gerarchia all'interno della mandria.
Per concludere, l'impegno dell'Assessorato nel sostegno e nella valorizzazione dei diversi ambiti di competenza si esprime in maniera integrata anche in questo specifico ambito, sia attraverso il sostegno economico alle associazioni che organizzano i combats, sia attraverso le diverse e molteplici attività di promozione dei combats che ho descritto in alcuni esempi in questa risposta.
Presidente - Per la replica, la parola al consigliere Lavy.
Lavy (LEGA VDA) - Solamente un dubbio, perché un conto è la promozione delle manifestazioni e di quello che c'è attorno alle manifestazioni, un altro conto è la sensibilizzazione; è stato detto, c'è lo stand della Fiera di Sant'Orso, per esempio; per carità, in quel senso lì si fa sensibilizzazione a un pubblico non tecnico, perché del resto, il fare promozione delle manifestazioni e promozioni delle batailles ad altre manifestazioni comunque del settore agricolo si va a toccare un ambito che è un po' autoreferenziale, cioè non si conquista nuovo pubblico, teoricamente.
Forse servirebbe studiare una strategia comunicativa, che si ampli e che vada a toccare altri pubblici che non hanno a che fare direttamente con il settore agricolo.
Le leggo una frase: "La meno conosciuta 'Batailles des reines' è una competizione valdostana e piemontese che vede delle vacche gravide competere in scontri sanguinosi e mortali".
Queste sono delle parole scritte in un post della Lega Antivivisezione Italia in merito alle batailles des reines. Noi siamo stupiti di queste parole, da un lato sorridiamo anche perché un concentrato simile di cavolate in così poche righe è veramente sconcertante, però le oltre 140 mila persone che seguono solo su Instagram questa pagina e che vedono queste parole credono che la battaglia sarà una sorta di corrida in cui poi alla fine le mucche vengono ammazzate o si ammazzano fra di loro.
Spesso non ci rendiamo conto che fuori valle - nelle città, ma troppo sovente ormai anche ad Aosta - sta crescendo una sorta di attitudine non di semplice disinteresse verso le batailles, che è del tutto legittima, perché si può benissimo non amare le batailles, per carità ...ma un'attitudine di pura ignoranza che non conosce, che non ha nessun tipo di voglia di approfondire questo che è un fenomeno del tutto naturale fra bovine, e lo si vede appunto quando si mettono le bovine fuori dalle stalle in primavera, si scontrano fra di loro perché devono trovare una gerarchia fra di loro.
Qualche anno fa c'era stato un servizio di "Striscia la notizia" che era andato alla fiera regionale, ci ricordiamo anche delle proteste dei cosiddetti animalisti, sempre alla fiera regionale; in tempi più recenti, invece, c'è stata una puntata del noto podcast "Illumina Aosta" - adesso ha cambiato nome "Illumina show" - che molto sovente fa dei contenuti interessanti e anche divertenti, ma non la puntata sulle batailles.
Se andate a vederla ci sarà tutta una serie d'inesattezze dovute al fatto che tra gli ospiti non c'era nessuno che ne sapesse delle batailles.
Ora, per carità, giustamente chi ha questo podcast fa quello che vuole, ci mancherebbe altro. Avere qualcuno che un minimo conosca le batailles - che un minimo conosca questo mondo e che poteva spiegare cosa capiti - sicuramente sarebbe stato molto più interessante e sicuramente sarebbe stato utile per non far passare tutta una serie di messaggi che sono totalmente sbagliati.
Ecco perché in questo senso serve la sensibilizzazione, perché se noi stessi comunque in Valle d'Aosta abbiamo dei fenomeni così importanti, canali di social e non solo, che promuovono un certo tipo di messaggio che è sbagliato, che non è veritiero, ecco che un giorno, magari neanche troppo lontano, arriverà qualcuno che non avrà magari neanche visto una mucca dal vivo, che non saprà neanche quanti capezzoli abbia una mucca, e dirà: "Togliamo le batailles, annulliamole, facciamole fuori perché è maltrattamento animale, non va bene".
È ovvio che bisogna sensibilizzare in questo senso, partendo dalle scuole, poi è ovvio che non possiamo sensibilizzare tutto il mondo sulle batailles però almeno a livello valdostano far capire ai nostri giovani cosa sono le battaglie, perché ci sono queste manifestazioni e qual è il comportamento degli animali sarebbe forse da fare, perché altrimenti ci attende un futuro abbastanza fosco.
Poi, in merito alla frase che ho letto all'inizio, forse sarebbe anche l'ora che l'Association des Amis des Batailles de Reines valutasse di procedere anche per vie legali perché delle parole così dure, delle parole così false, delle menzogne, non possono passare a un pubblico soprattutto oggi così vasto come quello dei social, perché altrimenti arriverà un giorno in cui qualcuno deciderà: "Smettiamo queste battaglie perché tanto l'animale muore, perché tanto sono lotte assolutamente cruente, è un divertimento come la corrida in cui tanto si uccide poi il toro e bon". Tutte falsità che ovviamente noi in qualche maniera dobbiamo evitare che possano diffondersi.
