Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4751 del 22 maggio 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 4751/XVI - Interrogazione: "Notizie in merito al fondo di sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione per l'anno 2024".

Bertin (Presidente) - Punto n. 26. Risponde l'Assessore Marzi.

Marzi (SA) - Rispetto al tenore dell'iniziativa crediamo sia opportuno specificare che il Bando Affitti è una misura che attiene al concetto di contributo affitti, quindi una misura finalizzata ad aiutare l'utente nel coprire parte delle spese di affitto dell'abitazione.

Questa misura, quindi, è ben diversa dall'ipotesi prospettata di pagare direttamente il canone al proprietario al posto dell'utente. È quindi evidente che con il Bando Affitti la Regione concede un aiuto alle famiglie e non può trovarsi nella situazione di pagare un affitto dovuto.

È importante rilevare come in Valle d'Aosta il contributo sia rivolto a tutti coloro che ne hanno i requisiti e non sia circoscritto, come accade in altre Regioni, solo ad alcune categorie di beneficiari, come giovani, anziani o famiglie con familiari in condizioni di fragilità, piuttosto che delimitando l'Isee con valori di fatto molto bassi rispetto ai nostri.

Noi quindi abbiamo un'iniziativa per tutti, andando tra l'altro a finanziarla con quasi 5 milioni e mezzo di euro che già in assoluto è una cifra che rispetto alle altre Regioni non esiste: soprattutto se poi la rapportiamo ai 123 mila abitanti, che tornando al discorso della 24 sono anche gli abitanti da cui attingiamo i dipendenti, collega Manfrin.

Inoltre è da evidenziare che nella nostra regione non vi sono graduatorie, in quanto a oggi possiamo finanziare i contributi a tutti coloro che ne hanno bisogno e che ovviamente ne hanno i requisiti e compilano le domande come previsto dal bando.

L'Amministrazione regionale nel 2024 ha impegnato oltre 5.400.000 euro per soddisfare tutti i nuclei familiari che hanno presentato le domande di contributo, sempre nel rispetto dei requisiti e con l'accertamento della documentazione comprovante il pagamento del canone.

Come già riferito, confermiamo che i mandati di pagamento nella piattaforma elettronica delle liquidazioni sono stati inseriti nel rispetto delle tempistiche per cui ci eravamo impegnati e che sono stati descritti nel bando.

Come già specificato, in 263 casi su 2.535 circa, quindi il 10% del totale, si stanno ancora raccogliendo le integrazioni documentali che ci auguriamo permetteranno di erogare il contributo anche a questi nuclei, nel rispetto delle leggi e dei requisiti sempre del bando.

Come già evidenziato, questa possibilità è data dagli uffici proprio per venire incontro agli utenti nella definizione positiva dell'istanza e per poter quindi liquidare il contributo agli stessi.

Rispetto al secondo quesito, per quanto concerne le molte riflessioni e le azioni fatte per migliorare questa misura di sostegno, quella che viene suggerita, quindi di una liquidazione diretta del contributo ai proprietari di casa, non è praticabile sia come prima spiegato per la natura stessa della motivazione, sia per i seguenti motivi:

1) questione evidente di privacy. Non è detto infatti che un nucleo familiare, che paga regolarmente il suo affitto al proprietario, voglia far sapere allo stesso che percepisce un contributo pubblico;

2) il pagamento anticipato, come avvenuto in passato direttamente ai proprietari, ha generato una serie di difficoltà per le seguenti motivazioni:

a) vi sono stati casi in cui gli affittuari hanno rilasciato l'immobile prima del termine del contratto per acquisto di immobile o per trasferimento ad altre abitazioni in locazione;

b) vi sono stati casi di decesso degli inquilini;

c) vi sono stati casi di decesso dei proprietari e gli eredi non erano disposti a mantenere l'alloggio in affitto;

d) vi sono stati casi in cui i proprietari hanno interrotto il contratto d'affitto.

In ultimo, in caso di morosità, la possibilità di pagare direttamente ai proprietari dell'inquilino è già prevista.

È in ogni caso opportuno rammentare che gli uffici hanno garantito negli ultimi anni una progressiva semplificazione di presentazione delle istanze e su questo - anche se non ce lo diremo mai, lo sappiamo anche io e lei - rispetto al passato infatti non è più necessario presentare gran parte della documentazione, ma è possibile indicare i dati richiesti anche attraverso semplice autocertificazione controfirmata dal proprietario di casa.

Al fine di dimostrare la regolarità del pagamento del canone di locazione e di evitare quindi revoche successive del contributo, è stato inoltre consentito, in alternativa alla dichiarazione del proprietario dell'alloggio, la semplice consegna via PEC, o con lettera raccomandata piuttosto che con consegna fisica allo sportello, del pagamento del canone di locazione, allegando le ricevute dei bonifici bancari oppure le ricevute di pagamento rilasciate dal proprietario al locatario.

L'attenzione su questa misura, come è dimostrato, continua quindi ad essere alta sotto tutti i profili.

Presidente - Per la replica, consigliere Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Assessore, io ero convinto a un certo punto di dire: "Beh, adesso gliene dico quattro", ma ad un certo punto mi ha sorpreso perché alla fine ha ammesso, in realtà, che quello che stava dicendo era sbagliato, perché lei vede, Assessore, mi ha detto che è impossibile, non può fare, non si può liquidare il sostegno affitti direttamente ai proprietari di casa, e questo l'ha fatto per la prima parte della sua risposta.

Poi nella seconda parte ha detto: "Come si faceva una volta", allora si può fare.

Ma allora, come in Frankenstein junior, possiamo urlare "Si può fare!", allora non è come dice lei, si può fare, si può fare, si può fare, quindi potendosi fare, se mi è consentito parlare... (Interruzione fuori microfono)... sennò la prossima volta, quando lei fa le sue concioni la interrompo io e ci divertiamo per bene, perché le assicuro, come lei sa, che io so interrompere in maniera importante, quindi a fronte del fatto che questa cosa si può fare, lei dovrebbe dire una cosa: "Non vogliamo farlo", che è una cosa ben diversa.

Voi non volete farlo, è una cosa ben diversa.

Allora qual è il risultato del fatto che voi non volete farlo rispetto al passato in cui si poteva fare? I risultati sono molteplici: quando arriva - e in questo caso è arrivato per alcune persone - il sostegno degli affitti, in alcuni casi è arrivato in parte, in altri non è neanche arrivato, e sa perché? Perché, se la persona in questione ha una situazione debitoria nei confronti della Regione o dell'Agenzia delle Entrate, quel contributo che dovrebbe servire per pagare l'affitto viene trattenuto direttamente, quindi si fa una bella partita di giro.

Io quindi chiedo il sostegno degli affitti perché rischio di essere cacciato di casa e ricevo il via libera, il deposito della documentazione, faccio tutto il mio processo e i soldi non mi arrivano. Perché? Perché avevo un debito con la Regione.

Ricordiamoci che abbiamo a che fare con persone che sono in difficoltà, quindi primo effetto: i soldi non arrivano o arrivano in parte.

Secondo, i soldi arrivano sul conto corrente e vengono utilizzati per altro, quindi prendo i soldi sul mio conto corrente e ci vado a fare la spesa quando va bene, ci vado in vacanza quando va male e ne faccio quello che voglio.

I destinatari finali di questi fondi, che dovrebbero essere dei proprietari di casa, rimangono ovviamente a bocca asciutta, quindi questo è il secondo effetto.

Però non si può fare. Si faceva in passato ma non si può fare, perché c'è la privacy.

Assessore, ma come la privacy? Mi scusi, ma chi fa la domanda di edilizia residenziale pubblica ha il suo nome e cognome pubblicato sul sito dell'ARER! E voi ci riparlate di questioni di privacy perché io non voglio far sapere al padrone di casa che ho chiesto il Bando Affitti? Ma di cosa state parlando? Ma di cosa state parlando? Ma lei è serio quando dà queste risposte o dice tanto per dirle?

Dopodiché ci sarà anche questa simpatica semplificazione, ma io registro ovviamente un dato, ovvero che, quando una persona al primo di gennaio 2024 doveva pagare l'affitto, aveva diritto al bando e al sostegno degli affitti; ha fatto domanda sperando che ci fosse un sostegno, questo a gennaio 2024, ma deve aspettare e sta ancora aspettando.

Siamo quasi a giugno 2025 e non ancora avuto i suoi fondi di cui ha diritto, quindi il proprietario di casa arriva alla fine del mese di gennaio e dice: "Tu mi dovresti l'affitto". "Sì, guarda, aspetta un attimo perché io ho fatto richiesta al Bando Affitti. Cioè non te lo dico perché c'è la privacy, però te lo faccio capire".

Bene, aspettiamo gennaio, aspettiamo febbraio, aspettiamo marzo, aspettiamo aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre e ottobre, andiamo all'anno successivo. A maggio del 2025 ti dico: "Ascolta, ti ricordi i soldi di gennaio? È un anno e mezzo che li aspetto". "Sì, beh, abbiamo semplificato la procedura, mi ha detto l'Assessore che è stata semplificata, quindi i soldi arriveranno, non vi preoccupate".

Assessore, non raccontiamoci le favole, avete messo in piedi un sistema farraginoso, 1) che non fa arrivare i soldi dove dovrebbero essere dati;

2) che li dà in ritardo, in grandissimo ritardo; le persone che aspettano il pagamento dell'affitto sono gravemente in difficoltà, e questo sapete cosa provoca? Da una parte il fatto che le persone che hanno un alloggio non ricevono i soldi e, se ci sono ancora poche persone che affittano, lo sappiamo benissimo qual è il problema: verranno sempre più disincentivate ad affittare;

3) che le persone che non pagano l'affitto, perché non hanno i soldi per farlo, verranno sbattute fuori di casa mentre lei aspetta e attende che arrivi magicamente il Bando locazione che non si può dare ai proprietari di casa perché c'è la privacy.

Fateci il piacere, Assessore, per dare delle risposte del genere, guardi, non le dia neanche, dica: "Guardi, non so rispondere" e chiudiamola lì, perché fa veramente delle brutte figure.