Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4717 del 21 maggio 2025 - Resoconto

OBJET N. 4717/XVI - Communications du Président de la Région.

Bertin (Presidente) - Passiamo al punto seguente, n. 2.

Il Presidente della Regione ha facoltà di intervenire.

Testolin (UV) - Da domenica a martedì ho partecipato, con i colleghi Caveri e Guichardaz, alla quarta edizione del Festival delle Regioni e delle Province autonome, che quest'anno si è tenuto a Venezia.

Nella tre giorni abbiamo avuto occasione di confrontarci con gli amministratori delle altre realtà territoriali, evidenziare le questioni che ci accomunano, così come rilevare le differenze che caratterizzano i nostri territori e le nostre comunità.

Domenica, con i Presidenti di Campania, Vincenzo De Luca, della Toscana, Eugenio Giani, e del Friuli-Venezia Giulia, nonché Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Massimiliano Fedriga, ho partecipato a un interessante confronto in materia di regionalismo sostenibile, tra cooperazione e innovazione istituzionale. È stato ricco di spunti interessanti e si è concluso con l'intervento del ministro degli affari regionali, Roberto Calderoli.

Il giorno successivo vi è stata la vera e propria cerimonia di apertura, alla presenza del Presidente della Repubblica. Nel pomeriggio l'assessore Caveri è intervenuto nel tavolo di confronto dedicato al tema dei territori e delle città più sostenibili, mentre con l'assessore Guichardaz ho preso parte, presso il Villaggio delle Regioni, alla presentazione del protocollo di intesa tra il Ministero della Cultura e le sette Regioni italiane interessate dalla Via francigena; accordo finalizzato a presentare la candidatura di tale percorso storico a essere inserito nella lista dei siti del patrimonio Unesco.

A seguire, abbiamo sottoscritto il protocollo con il ministro della cultura Alessandro Giuli. Questo atto rappresenta una tappa fondamentale del percorso, ma è iniziato parecchi anni fa, al fine di dare giusto valore e visibilità ad uno dei cammini storici più importanti del nostro Paese e dell'Europa intera, che per circa 90 km passa in territorio valdostano, coinvolgendo 20 Comuni, a partire dal Colle del Gran San Bernardo sino a giungere a Pont-Saint-Martin, per poi entrare in Piemonte. Dopo parecchie tappe arriva a Roma, dopo aver preso avvio 1700 km prima, nella lontana Canterbury, dove nell'XI secolo ricoprì la carica di arcivescovo Sant'Anselmo di Aosta.

Con ricorso notificato alla Regione nella serata di lunedì 19 maggio, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, a seguito di una decisione da parte dello stesso Consiglio dei Ministri di alcune ore prima, ha impugnato la legge 3 marzo 2025, n. 4, recante "Disposizioni urgenti per lo svolgimento contestuale nell'anno 2025 delle elezioni regionali e generali comunali. Modificazioni di legge regionali in materia di enti locali".

Tale decisione, peraltro presa all'ultimo giorno utile, nonostante la Regione avesse predisposto puntuali controdeduzioni volte a ribadire le proprie competenze in materia, seppur nell'irrituale breve lasso di tempo concesso per rispondere, si pone in forte contrasto rispetto alle competenze che lo Statuto assegna alle Regioni in materia di enti locali.

Le contestazioni mosse dal Governo non inficiano, occorre precisarlo, l'impianto complessivo della norma, e non vanno a interessare alcuni aspetti significativi, quali quelli relativi al numero degli assessori delle giunte comunali, della determinazione dei compensi, così come dell'election day.

Il Consiglio dei Ministri ha invece impugnato la legge in questione in relazione al contenuto dell'articolo 3, dove abbiamo mantenuto un numero massimo di mandati pari a quattro per i sindaci dei comuni valdostani sotto i 5.000 abitanti, in luogo di non porre alcun limite alle ricandidature, come nel resto del territorio nazionale.

Le altre contestazioni riguardano disposizioni che già esistevano nel nostro ordinamento, mai state messe in discussione in precedenza, che riguardano nello specifico il grado di parentela tra sindaco e vicesindaco e gli altri componenti della Giunta e l'impossibilità nelle Giunte comunali della Valle d'Aosta di nominare assessori tecnici.

Le decisioni del Governo, al di là del merito, destano comunque seria preoccupazione perché, così come è accaduto per la legge trentina sui mandati, testimoniano il fatto che non si faccia più distinzione tra Regioni ordinarie e Regioni speciali, e non si riservi la giusta attenzione alle competenze esclusive garantite dagli istituti di autonomia, nonostante, come avvenuto in occasione del Festival delle Regioni, tutti si professino rispettosi delle differenze ordinamentali e dei particolarismi.

In ogni caso, come ho tenuto sin da subito a precisare, non c'è nessuna preoccupazione sul prosieguo del cammino elettorale di quest'autunno, ma assoluta certezza di difendere davanti alla Corte costituzionale la specificità ordinamentale valdostana, caratterizzata dalla competenza primaria in materia di ordinamento degli enti locali, peraltro consolidata e in più occasioni confermata proprio dalla Consulta, che sarà chiamata a decidere in merito al ricorso.

Presidente - Consigliere Sammaritani, ne ha facoltà.

Sammaritani (LEGA VDA) - Su questo ultimo punto e sulle comunicazioni del Presidente della Regione in ordine all'impugnativa da parte della Corte costituzionale dell'articolo 3 della legge 4/2025: naturalmente è un'impugnazione ampiamente annunciata, ne avevamo parlato per un'intera giornata quel giorno in Consiglio, ed era proprio questo il tema: quello del limite dei mandati dei sindaci dei paesi sotto i 5.000 abitanti. Non si metteva in discussione nient'altro, l'election day, il discorso dell'aumento dei compensi degli amministratori locali, nulla di tutto questo.

In particolare il gruppo Lega si era focalizzato su questo punto perché era evidente che si andava contro l'orientamento della Corte costituzionale, che nasceva da una legge del 2023, su una sentenza del 2024, quindi tutto recentissimo.

Adesso, presidente Testolin, che lei venga a fare l'autonomista, il paladino dell'autonomia, col petto in fuori, contro il Governo nazionale che sarebbe confuso fa un po' specie, perché in realtà la confusione ce l'avete voi. Perché voi avete presentato una legge in cui dicevate "ci allineiamo alla legge nazionale del 2023" - o del 2024, quand'era - e in Aula fate un emendamento dove dite una cosa contraria, cioè tornate di nuovo a limitare i mandati dei sindaci.

Questo era evidentemente in contrasto con quello che diceva chiaramente la sentenza della Corte costituzionale a proposito della Regione Sardegna, che a quanto mi risulta è una Regione autonoma anch'essa, se non è cambiato qualcosa, quindi fa specie che adesso lei ci venga a dire che il Governo nazionale è confuso. Siete voi che siete confusi.

Non solo confusi, io direi anche un tantino arroganti, perché quando ci sono dei principi costituzionali neanche le Regioni autonome possono violarli, i principi costituzionali, perché forse c'è un po' di confusione anche su questo. Un conto è avere delle competenze primarie, un conto è violare i principi costituzionali, quali l'articolo 51, che parla proprio di diritto all'elettorato passivo. Perché è di questo che stiamo parlando.

Che poi voi veniate in Aula e, per accontentare una parte della vostra maggioranza, all'ultimo minuto facciate un emendamento senza la minima motivazione... perché quella era anche un'altra scappatoia: si poteva motivare il perché si sarebbe dovuto fare in Valle d'Aosta una cosa diversa da tutto il resto del territorio nazionale e non l'avete fatto, quindi incapacità anche in questo. Adesso vi trovate di fronte a un'impugnazione costituzionale, che sappiamo già come andrà a finire.

Io mi auguro che non spendiate i soldi dei cittadini per fare una cosa inutile come questa, perché avete sbagliato una volta e adesso sbagliate un'altra volta.

Io credo, e parlo di nuovo di arroganza, che probabilmente lo farete, come state facendo per il referendum, quello che probabilmente verrà proposto sull'altra legge elettorale regionale, quella sulle preferenze, perché state andando a testa bassa contro il muro anche questa volta.

Attenzione a quello che fate. L'ho già detto nell'altro Consiglio, vi ho dato un suggerimento, senza presunzioni. Io qua mi sono sentito dire che sarei un "principe del foro", non lo sono affatto, però guarda caso qualcuno che ne sa un po' più di me ha detto esattamente quello che stavamo dicendo noi in quel Consiglio famoso: che quel principio costituzionale non lo può violare nessuno, neanche le Regioni autonome.

Qua non si tratta tanto di autonomia, non facciamo queste comunicazioni, come sono uscite ieri sul giornale, che tra l'altro lei adesso ha richiamato, "Il Governo nazionale è confuso, si mina l'autonomia", eccetera. Questa non è autonomia. Perché se volete andare contro i principi costituzionali, allora diventate indipendentisti e fate una cosa diversa: vi staccate dall'Italia e andate per i fatti vostri. È un po' diverso.

Un Presidente della Regione non deve dare queste comunicazioni al di fuori, non deve dire queste cose. Capisco che ci sono le elezioni fra poco, d'accordo, però non facciamo gli autonomisti così, col petto in fuori, mentre stiamo solo andando con la testa contro il muro, perché non è questo il modo di fare gli amministratori.

Questo è il tema vero. Quei principi erano sanciti da una sentenza della Corte costituzionale recentissima, quindi ineludibili, perché sono principi generali.

Avete fatto voi stessi una legge in cui dicevate che bisogna allinearci alla legge nazionale e poi in Aula la cambiate, senza nemmeno motivarla. È un'azione davvero infausta, tra l'altro stupida, bisogna dirlo chiaramente, ed è regolarmente successo quello che doveva succedere. Il Governo nazionale, quindi, è perfettamente coerente con i principi costituzionali e con le pronunce della Corte costituzionale, che tra l'altro sono dei giudici. Non è il Governo ad aver detto queste cose, le hanno dette dei giudici costituzionali.

Voi andate contro questi principi e poi vi lamentate e dite: "Oddio, ci stanno attaccando l'autonomia". Non è affatto così. Facciamo un po' di chiarezza per chi sta fuori, perché queste notizie non vanno date in questo modo.

Mi spiace. io davvero trovo una grossa arroganza e scorrettezza in quello che è stato fatto.

Presidente - Consigliere Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (RV) - Io non cercherò una sfida con il "principe del foro", mi consentirà il collega Sammaritani la battuta ironica, dico soltanto che la gatta frettolosa ha fatto i gattini ciechi e cambiare le cose all'ultimo spesso non è positivo. Lo dico perché è già capitato e questo forse è uno di quei casi.

Detto questo, io vorrei riprendere solo un passaggio di quello che ha detto, o meglio di quello che ho letto anche dagli organi di stampa, il Presidente del Consiglio permanente degli enti locali. Vorrei proporre, visto che c'è una convocazione impellente, se non erro, di I Commissione, la possibilità, al di là di quello che abbiamo sentito dal Presidente, di poter fare un approfondimento rispetto alle preoccupazioni del presidente Micheletto riguardo a possibili contenziosi, o comunque ricorsi o possibilità di invalidare alcune elezioni.

Dico soltanto questo proprio per riuscire a fugare qualsiasi dubbio e soprattutto cercare un po' di quietare gli animi agitati di tutti noi, che ci sono in questo periodo, in vista di un autunno estremamente caldo.

Lancio quindi questa proposta al Presidente della I Commissione, per eventualmente valutare un'audizione del presidente Micheletto e delle strutture, per cercare di capire e di fugare ogni possibile dubbio.

Volevo invece chiedere al presidente Testolin due considerazioni più di natura politica, visto che nelle sue dichiarazioni si sommano due eventi: la partecipazione al Festival delle Regioni e il tema del contenzioso che si è aperto. Volevo capire se nel corso del Festival delle Regioni ci fosse stata la possibilità, o magari dei confronti anche informali, relativamente al tema della riforma, o delle trattive di riforma, dello Statuto speciale, visto che in un altro Festival delle Regioni c'era stato un momento di confronto, o comunque di consegna di un dossier alla Presidente del Consiglio. Volevo capire se in un'occasione dove comunque, al di là dei Presidenti delle Regioni, c'erano anche esponenti del Governo, su questo tema qualcosa è stato detto.

Tornando invece sul tema del contenzioso con lo Stato, ma più dal punto di vista politico, abbiamo letto tutti le notizie per cui, se non erro, in Consiglio dei Ministri un posizionamento politico di una parte politica sull'impugnativa della legge del Trentino c'è stato. Volevo capire, se è a conoscenza del Presidente, se su quella invece della Valle d'Aosta ci sia stato un voto all'unanimità da parte di tutti i ministri.

Presidente - Consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz E. (PCP) - Riprendo alcune considerazioni fatte dai colleghi, perché proprio durante la discussione di quella legge diverse persone fra noi avevano posto il problema della legittimità della norma, tanto che il nostro gruppo aveva annunciato - perché poi c'è stato il voto segreto - un voto contro quella legge. Oltre a noi, altri tre Consiglieri poi si sono uniti a questo voto contrario.

Preoccupa però, lo ha detto prima il consigliere Aggravi, quanto emerge oggi dagli organi di stampa, quindi dalle dichiarazioni del Presidente del Cpel, che addirittura pensa a una possibile invalidazione delle elezioni comunali. Abbiamo incertezze rispetto alle elezioni regionali, oggi le abbiamo sulle elezioni comunali: rispetto a questo credo che i cittadini debbano essere rassicurati e soprattutto tutti noi dobbiamo in qualche modo anche capire dove stiamo andando.

Ma questo lo dicevamo in tempi non sospetti: pensare di fare delle norme riferite alle elezioni, non solo fatte a maggioranza, quindi senza il consenso, o comunque un consenso ampio, ma fatte proprio a ridosso delle elezioni, era una scelta per noi scellerata, che tale si sta dimostrando.

Parliamo tanto di principi costituzionali e ricordo che fra i principi costituzionali vi è anche la parità di genere, quindi sarà poi interessante anche comprendere, rispetto alla legge elettorale regionale, quale sarà la valutazione anche della Consulta rispetto a questo pezzo. Perché, come sappiamo, è uno dei principi costituzionali che più volte abbiamo citato.

Ritengo anch'io che si debba fare chiarezza e in maniera piuttosto celere, soprattutto perché sappiamo bene che tutti noi in qualche modo ci stiamo preparando per le future elezioni, quindi conoscere le regole del gioco mi sembra il minimo.

Presidente - Consigliere Baccega.

Baccega (FI) - Il presidente Testolin non manca mai di attaccare il Governo nazionale quando ritiene opportuno farlo e soprattutto quando cerca di mettersi al riparo da una serie di magagne, che sono state fortemente evidenziate dal collega Sammaritani e che condividiamo completamente.

Sulla base delle dichiarazioni, si parla di osservazioni sulle quali la Regione ha ribadito le proprie competenze. Noi chiederemo di avere copia di questa corrispondenza che c'è stata fra lo Stato e la Regione proprio sul tema.

Se la facesse avere ai Capigruppo sarebbe l'ideale, altrimenti oggi faremo un 116 per avere tutta la documentazione intercorsa nel percorso di comunicazione tra l'Amministrazione regionale e lo Stato.

Presidente - Ci sono altri interventi? Consigliere Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Credo che per fare delle valutazioni su questa impugnativa valga la pena, come qualcuno ha ricordato, guardare un po' la documentazione e guardare i motivi.

Sicuramente uno degli argomenti era il quarto mandato, o i mandati illimitati. Mi verrebbe da dire che, allo stato attuale, nessun sindaco rispetto alla norma regionale è bloccato rispetto a una sua candidatura.

Non voglio contraddire, peraltro c'è una espressione sul giornale, il commento del Presidente degli enti locali, ma dal punto di vista cogente nessun sindaco, anche in applicazione della norma regionale, è impossibilitato a presentarsi.

Vedremo questo particolare. Se qualcuno si ricorda, nell'ambito della discussione in Consiglio, avevamo argomentato e avevamo messo sul tavolo anche un'eventuale possibilità, qualora ci fossero dei problemi, di modificare... ma questo starà nelle discussioni delle prossime settimane.

Appare però evidente che, oltre al ragionamento del quarto mandato, il Consiglio dei Ministri ha appellato delle norme che erano già vigenti: il grado di parentela, l'assessore tecnico, questi aspetti già c'erano.

Collega Baccega, per carità, può anche darsi che in quest'Aula ci siano dei toni che mettono in discussione le decisioni del Governo nazionale nei confronti delle Regioni. Dei toni, delle affermazioni. La inviterei a leggere in questi ultimi due giorni che cosa hanno detto i vostri colleghi di Governo della Lega rispetto all'impugnazione della legge del Trentino sul terzo mandato. Lì mi pare che la situazione sia un po' più interessante.

Qua non si tratta di fare delle rivendicazioni contro una componente politica che qua non c'è e nei confronti del Governo nazionale, ma è una dialettica che si sviluppa. Se andate a vedere quello che ha detto Fugatti, che hanno detto i trentini, che è quello che stanno dicendo i friulani, sul Governo nazionale, addirittura lì c'è una crisi dove gli assessori di una componente politica si sono dimessi.

Siccome il collega Vicepresidente, che apprezzo, dice che si avvicinano le elezioni, ma si avvicinano per tutti. Se vogliamo ricamare sulle spaccature che ci sono nel centrodestra, su tutto, non solo sulla politica regionale, ma adesso parliamo della politica regionale, Friuli e Trentino-Alto Adige sono due Regioni a Statuto speciale e lì, caro mio, la temperatura si alza. Perché è abbastanza evidente che il Governo Meloni ha un approccio non particolarmente favorevole nei confronti delle autonomie speciali, e soprattutto delle Regioni.

Presidente - Presidente della Regione, ne ha facoltà.

Testolin (UV) - Due considerazioni anche per rispondere alle sollecitazioni che sono arrivate.

Il motivo della comunicazione, fondamentalmente, parte dal principio di rassicurare in merito a quelle che sono state sollevate, e raccolte anche dall'opposizione, come delle osservazioni rispetto alle perplessità che i giornali riportano come espresse dal sindaco Micheletto, che io ho sentito questa mattina. Così come voi l'avete letto, ho letto anch'io l'articolo e sarà evidentemente lui a doverlo poi declinare, ma a suo dire non aveva rilasciato dichiarazioni in questo senso, non essendo nella disposizione delle motivazioni che hanno portato all'impugnativa.

Da questo punto di vista l'impugnativa, che potrete evidentemente chiedere con il 116, così abbiamo un percorso lineare e completo, declina questo aspetto in maniera molto chiara ed evidente, per cui non dà adito a particolari perplessità rispetto alla possibilità di andare a proporsi per un quarto mandato quando, nell'eventualità che venisse accolto il ricorso da parte dello Stato, la possibilità sarà quella poi di ripresentarsi anche per il quinto, il sesto e il settimo mandato.

Da quel punto di vista la comunicazione in primis era rivolta a questo tipo di rassicurazione.

L'altro aspetto riguarda invece, al di là del merito, una competenza primaria della nostra Regione in merito alla materia di ordinamento di enti locali, che è quella che ci preme più di altro, al di là dell'aspetto specifico.

Al netto del fatto che non ho contezza di quelle che sono state le votazioni richieste dal collega Aggravi sulla nostra impugnativa, rispetto a quella di Trento, il concetto è sostanzialmente lo stesso. A cascata c'è una presa di posizione da parte del Governo che si contrappone a una potestà legislativa delle Regioni a Statuto speciale, che viene trascurata nel momento in cui ci sono delle tematiche, rispetto all'elettorato passivo, che vengono messe in campo.

Se non c'è una correlazione diretta, è comunque una correlazione riflessa nel momento in cui questi due aspetti vengono analizzati nella stessa seduta e con lo stesso risultato, sostanzialmente.

Quanto invece alle osservazioni anche del collega Sammaritani, io credo che ognuno per conto suo debba guardare in primis alle affermazioni che fa in quest'Aula. Ad esempio, ricordo con precisione che la volta scorsa lei mise anche in dubbio la possibilità di avere un ricorso sulla legge dei tre mandati per le elezioni regionali, quando invece queste leggi hanno un controllo preventivo di trenta giorni, perché sono leggi statutarie, e non nei sessanta giorni successivi alla pubblicazione.

Per cui, qualche volta, probabilmente presi dalla foga, all'interno di quest'Aula vi sono anche degli errori che poi rischiano di innescare, anche da parte di persone molto più qualificate di me dal punto di vista della giurisprudenza, rispetto a messaggi che dovrebbero essere il più possibile chiari. Questo tipo di comunicato, al netto di alcune sfumature politiche che fanno parte di un contesto che stiamo vivendo un po' tutti e che tutti utilizziamo nel momento in cui lo riteniamo opportuno, tende sempre a dare delle informazioni che siano il più puntuali possibili, basate su analisi anche tecniche, che devono essere rese, invece di buttarla sempre un po' in caciara e cercare di confondere anche quando le cose sono più semplici di quello che sembrano.

Presidente - Consigliere Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Ho ascoltato il dibattito e ovviamente, oltre a essere assolutamente d'accordo con il collega Sammaritani, che vi aveva messo in guardia in tempi che potremmo dire non sospetti, ma che in realtà erano sospettissimi, quando siete arrivati qui in Aula e avete portato questo emendamento che modificava la legge era stato detto ed era stato scritto, da sentenze recentissime, su principi costituzionali che, come ha ricordato il collega Sammaritani, riguardavano la Sardegna, quindi evidentemente una Regione autonoma, era stato messo nero su bianco quel tipo di principio.

Il problema qual è stato? Il problema è stato la genesi di quell'emendamento. Perché se qualcuno volesse fare la battaglia autonomista, per dire giustamente che si è voluti andare oltre a quello che lo Stato ci imponeva, dovrebbe obiettivamente prendere atto di una cosa: mentre lo Stato diceva che non ci doveva essere nessun limite, questa maggioranza invece ha voluto mettere un limite ai mandati dei sindaci, e lo ha voluto fare perché il PD ha imposto che questo emendamento venisse fatto per marcare una differenza, una distanza, e soprattutto per poter dire al proprio elettorato, non so in quale maniera, "Abbiamo ottenuto questo. Grande vittoria".

Grande vittoria, grossi complimenti. Il PD ha sostanzialmente ottenuto questa grande vittoria, quindi questo emendamento sui quattro mandati invece che mandati illimitati - ricordo che il collega lo difese a spada tratta - e ha ottenuto anche un ordine del giorno su cui avremo modo di parlare durante la mattinata, o magari nel pomeriggio. Ci divertiremo in maniera particolare.

Ma quello che rimane è il principio fondamentale. Per quanto ci riguardava, oltre a sancire dei principi giuridici, che ovviamente contrastavano con l'emendamento depositato, abbiamo evidenziato il fatto che c'era un diritto a potersi presentare in maniera illimitata. Qui chi ha voluto comprimere quel diritto siete stati voi.

Allora è inutile evidenziare che ci sono state e ci sono - lo sappiamo benissimo, collega Marguerettaz - delle tensioni politiche in altre Regioni. Le dirò di più, collega Marguerettaz: quelle tensioni politiche, che noi rivendichiamo e di cui siamo orgogliosi, derivano dal fatto che un Ministro della Repubblica ha criticato e sostanzialmente ha detto che c'erano dei ritardi nella costruzione di un ospedale, quindi non soltanto gli Assessori della Lega, ma anche quelli di Forza Italia e quelli della lista del Presidente, hanno consegnato le proprie deleghe per evidenziare il fatto che ritardi non ce ne sono.

Quelle battaglie noi le rivendichiamo, così come rivendichiamo le battaglie per l'estensione dei mandati dei Presidenti di Regione, che vogliamo passino da due a tre. Tant'è vero che, come è stato sollevato dal collega Aggravi, in Consiglio dei Ministri noi abbiamo votato contro quell'impugnativa.

Un conto, però, è estendere il diritto e aumentare la possibilità che siano i cittadini a scegliere il loro rappresentante; un altro conto è quello che invece è stato fatto dall'altra parte, cioè limitare questo diritto, che invece veniva esteso, semplicemente per piegarsi a delle logiche politiche di accordo e per consentire a un pezzo della vostra maggioranza di dire "Abbiamo preso dei calci nei denti per cinque anni, però, ragazzi, l'emendamento che limita i mandati a quattro per i sindaci, invece che essere illimitati, quello l'abbiamo portato a casa".

Io direi che da una parte il risultato politico verrà valutato dalle persone, dall'altro il risultato in termini di impugnativa lo vediamo ed è sotto gli occhi di tutti.

Io non credo che possa essere un risultato portato a vanto di questa maggioranza, sicuramente i fatti sono questi e vedremo chi avrà avuto ragione.