Oggetto del Consiglio n. 4691 del 8 maggio 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4691/XVI - Interpellanza: "Attivazione di corsi universitari in Valle d'Aosta per formare nuovi tecnici di radiologia medica".
Bertin (Presidente) - Passiamo quindi al punto successivo, il punto n. 27. Ha chiesto la parola il consigliere Sammaritani, ne ha facoltà.
Sammaritani (LEGA VDA) - Facciamo riferimento ai corsi universitari per la laurea di tecnico di radiologia medica per immagini e radioterapia. In passato, con riferimento a questa specialità, l'USL regionale aveva attivato convenzioni e accordi con l'Università degli studi di Torino perché venissero riservati dei posti per studenti residenti in Valle d'Aosta proprio con l'auspicio appunto che poi questi ragazzi, una volta laureati, si fermassero e svolgessero la loro attività presso la nostra Azienda sanitaria. Considerata la carenza anche, e non solo naturalmente, di questa figura di tecnico sanitario di radiologia medica e considerata la necessità di trovare strumenti per incentivare gli studenti valdostani a intraprendere questo corso di studi e così avere la possibilità di formare nuovi tecnici da impiegare presso le nostre strutture sanitarie regionali, interpelliamo il Presidente della Regione o l'Assessore competente per conoscere: "se sia intenzione del Governo regionale e/o dell'USL Valle d'Aosta di attivare in loco corsi universitari o di avviare altre strategie per formare nuovi tecnici di radiologia medica da impiegare nelle strutture sanitarie della nostra Regione".
Presidente - Risponde l'assessore Marzi.
Marzi (SA) - L'Assessorato, l'Azienda e l'Università della Valle d'Aosta stanno approfondendo la possibilità di attivare sul territorio regionale ulteriori corsi nell'ambito delle professioni sanitarie, oltre al corso di laurea in infermieristica già attivo da diversi anni, in particolare, come avevamo già riferito, riguardo alla possibilità di attivare direttamente ad Aosta un corso di laurea per tecnici di radiologia. In tal senso, grazie alla collaborazione e all'impegno del direttore generale dell'Azienda USL e della Rettrice dell'Università della Valle d'Aosta, avevamo approfondito la questione con l'Università degli studi di Torino; non avendo però ricevuto riscontri favorevoli, più che altro solerti, l'Assessorato e l'Azienda USL hanno preso in esame, anche su sollecitazione dei rappresentanti della professione, altre collaborazioni universitarie per raggiungere l'obiettivo che ci siamo posti. Le interlocuzioni sono quindi proseguite con l'Università degli studi del Piemonte orientale che si è resa disponibile nella sede di Novara a individuare congiuntamente questi percorsi utili a reperire nuovi tecnici di radiologia medica:
1) la possibilità di attivare il corso triennale per tecnici di radiologia con una sede da rendere operativa sul territorio regionale;
2) la possibilità per gli studenti iscritti presso l'Università degli studi del Piemonte orientale di effettuare già a partire dal prossimo anno accademico 2025-2026 il tirocinio presso le nostre strutture dell'Azienda USL, previo naturalmente accordo extraregionale. I competenti uffici della nostra Azienda stanno già mettendo a punto questo accordo;
3) la possibilità, che ci è già stata confermata, di aumentare per il prossimo anno accademico 2025-2026 all'Università degli studi del Piemonte orientale il potenziamento formativo, da 25 a 30 studenti, promuovendo l'offerta formativa nell'ambito delle scuole secondarie della nostra Regione;
4) la possibilità di riservare questi cinque posti aggiuntivi per il successivo anno accademico, quindi il 2026-2027, a studenti della Valle d'Aosta previo naturalmente accordo con l'Università degli studi del Piemonte orientale.
Parallelamente, per l'anno accademico 2025-2026, sono stati riservati tre posti per tecnici di radiologia presso l'Università degli studi di Torino.
Inoltre con la legge regionale 11/2017 di seconda manutenzione dell'ordinamento regionale dell'anno 2024 abbiamo ampliato la possibilità sia sulla formazione che sulle possibilità di accesso ai posti riservati. Abbiamo infatti ampliato l'accesso ai posti riservati a tutti coloro che sono stati o sono residenti in Valle d'Aosta alla data della domanda di ammissione alla scuola di specializzazione e alle prove di ammissione ai corsi di laurea, eliminando quindi il precedente vincolo che prevedeva almeno tre anni di residenza in Valle negli ultimi 15 anni.
In linea con le iniziative da lei rappresentate, che mantengono assoluta attenzione, pertanto nel caso specifico siamo già nella condizione di dare buone novelle e speriamo migliorino nel prossimo futuro.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Sammaritani, ne ha facoltà.
Sammaritani (LEGA VDA) - Grazie Assessore. Le notizie sembrano abbastanza incoraggianti e soprattutto si parla, mi pare, di tempi abbastanza rapidi, quindi non di un futuro lontano. Mi auguro quindi che queste strategie di ampliare i posti riservati, ampliare queste sinergie con l'Università del Piemonte orientale siano fattive e concrete e che possano portare a buoni risultati.
Naturalmente tutto questo è importante, lo sappiamo, anche questo settore è particolarmente in crisi, abbiamo convenzioni che l'Azienda USL ha dovuto stipulare per poter ottenere l'ausilio di tecnici da altre Aziende sanitarie del Piemonte, questo naturalmente crea sempre e comunque in ogni caso un po' di problematiche nella gestione degli orari dei dipendenti, di situazioni a volte anche un po' di disparità di trattamento fra i dipendenti dell'Azienda USL e coloro che comunque da fuori vengono per espletare delle attività che comunque sono tutto sommato saltuarie se vogliamo. Questo sarebbe bene evitarlo, naturalmente, ricordando sempre, come già in occasione di altri interventi ho avuto modo di dire, che il primo modo per essere attrattivi e per non perdere personale che lavora nella nostra Azienda è quello di conservare quelli che si hanno. La raccomandazione che faccio sempre è proprio questa, cioè il primo modo di essere attrattivi è quello di almeno conservare, di mantenere i dipendenti che abbiamo e questo deve essere fatto con strategie varie, fra le quali quelle di incentivare l'aumento del numero in questo caso di tecnici per poter far sì che le condizioni di lavoro di quelli che ci sono non diventino insostenibili, invogliandoli quindi ad andarsene.
