Oggetto del Consiglio n. 4255 del 14 gennaio 2025 - Resoconto
OBJET N° 4255/XVI - Communications du Président du Conseil.
Bertin (Presidente)- Con 33 Consiglieri presenti iniziamo con l'ordine del giorno. Punto n. 1.
In apertura di questa riunione tengo a rinnovare il cordoglio del Consiglio Valle per la scomparsa dell'ex consigliere Augusto Rollandin e dell'ami de la Vallée d'Aoste Paolo Vitelli.
Augusto Rollandin nella sua lunga attività ha segnato la politica e le istituzioni valdostane, a partire dal 1975 con la sua elezione a Sindaco di Brusson e in seguito in Consiglio regionale in più legislature, ricoprendo la carica di Presidente della Regione.
Paolo Vitelli, insignito Ami nel 2011, ha dato un contributo allo sviluppo turistico della Val d'Ayas e all'immagine dell'intera Valle d'Aosta.
Alle famiglie vanno le nostre più sentite condoglianze.
Chiedo ai colleghi se vogliono intervenire. La parola al consigliere Di Marco.
Di Marco (PA) - È per me molto doloroso, dopo aver trascorso buona parte della mia vita condividendola con Augusto Rollandin, trovarmi qui a parlare di lui in quest'occasione, cercando tra le parole e i ricordi quelli che rendano il senso dell'impronta profonda che quest'uomo straordinario ha lasciato su di me e, credo, su tutta la nostra Regione.
L'ho conosciuto che ero poco più di un ragazzo e il nostro fu un breve incontro per discutere della possibilità di costituire una polisportiva. Ricordo bene la gentilezza con cui mi accolse, la competenza che dimostrò nel trattare l'argomento, le domande precise e accurate che mi rivolse e l'attenzione con cui ascoltò le mie risposte. Uscii dal suo ufficio soddisfatto dell'esito del nostro confronto e con la netta sensazione, forse più una speranza, che le nostre strade si sarebbero incontrate di nuovo. E così avvenne qualche anno dopo, quando già mi ero avvicinato alla politica. Pochi mesi di frequentazione con lui e avevo già imparato a considerarlo un uomo e un politico degno di ammirazione e rispetto per la dedizione assoluta con cui svolgeva il suo ruolo istituzionale, interamente rivolto al conseguimento del benessere dei Valdostani; per le sue innate e non comuni doti politiche, tra cui un'impressionante lucidità nell'interpretare il passato e il presente, un'eccezionale lungimiranza nel saper leggere il futuro non solo del domani ma soprattutto del dopodomani e un ferreo pragmatismo nell'affrontare e dare risposte concrete alle criticità e complessità del nostro territorio; per la sua capacità di saper ascoltare, parlare ed essere accanto alle persone, a ogni tipo di persona, con quella naturale disinvoltura che consentiva all'altro di sentirsi immediatamente a proprio agio; per la forza dei saldi principi e consolidati valori che hanno da sempre ispirato il suo agire; e per il carattere forte e determinato con cui sapeva perseguire i suoi obiettivi di difesa della nostra identità di piccola Regione alpina.
Augusto era tutto questo e anche molto di più. Chi come me ha avuto l'onore di essergli accanto, conosceva bene la sua complessa personalità in cui si alternavano, coerentemente con il momento e la situazione, la dolcezza di un animo gentile, sempre aperto e disponibile, e la risolutezza, da alcuni erroneamente scambiata con durezza, con cui portava avanti le sue idee e la sua visione di ampia prospettiva.
Da quei giorni le nostre strade si sono a volte allontanate, ma mai davvero divise, cementandosi nel corso degli anni in un'amicizia profonda che ci ha visti riuniti nel progetto da cui ha avuto origine Pour l'Autonomie, Movimento di cui è stato ispiratore, fondatore e leader indiscusso.
Amava la sua terra Augusto, amava la sua Regione e tutti i suoi abitanti e ad essi era costantemente rivolto il suo pensiero, nel convincimento che la politica dovesse essere un servizio reso alla collettività, un impegno che, una volta assunto, era necessario rinnovare ogni giorno, dedicandovi l'interezza delle energie mentali e fisiche senza ammettere debolezza o stanchezza. Mai in questi lunghi anni, neppure nei momenti di maggior difficoltà, che certamente non sono mancati, l'ho visto in preda allo sconforto o l'ho sentito esprimere un moto di rinuncia, perché la politica, la sua politica, sempre attiva e propositiva, era il centro e lo scopo della sua vita, interamente spesa nel rispetto delle Istituzioni e nell'adempimento del dovere che era chiamato ad assolvere per nome e conto della nostra comunità.
Anche nei suoi ultimi mesi da Consigliere, quando le sue condizioni di salute avrebbero richiesto accertamenti e cure mediche, ha scelto, per senso di responsabilità verso i Valdostani, di continuare a lavorare fino all'approvazione del bilancio, esponendo la sua fragilità ormai manifesta a inqualificabili derisioni, che non hanno fatto certamente onore a chi le ha poste in essere, dimostrando la propria pochezza d'animo e una vigliaccheria che va oltre l'umana comprensione. So bene che non avrebbe voluto che io rimarcassi questi sgradevoli fatti, che nella sua infinita saggezza era ben consapevole che la miglior risposta a queste imperdonabili condotte è un silenzio che lascia tutto sottintendere e che, come più volte gli ho sentito ripetere, non ci si deve mai abbassare a livello di un interlocutore scorretto, le cui parole e azioni si classificano da sole, ma, per quanto mi riguarda, non avendo raggiunto questa sua invidiabile superiorità d'animo, non posso fare a meno di sottolineare che chi si è reso responsabile di questi comportamenti non solo ha offeso un uomo debole e provato, che per il ruolo ricoperto nella sua lunga carriera politica avrebbe meritato riconoscimenti e rispetto, ma ha offeso anche sé stesso, perché non c'è peggior forma di viltà che approfittare della debolezza di un essere umano per accanirsi contro di lui quando non è più in grado di difendersi. Altro non voglio aggiungere su questa questione. Gli chiedo scusa per aver disatteso le sue aspettative con queste mie parole, ma credo capirà che, dopo aver trattenuto per tutti questi mesi la mia indignazione, questo era il momento per esprimerla pubblicamente, come mi ero ripromesso dalla mia entrata in Consiglio.
Per quanto riguarda il nostro Gruppo consiliare e il nostro Movimento, la perdita di Augusto ci lascia privi della sua presenza ma non della sua guida. Le sue lezioni, frutto di un'esperienza decennale, il suo modello di correttezza e lealtà...
Presidente - Consigliere concluda.
Di Marco (PA) - ...mi dia un minuto... ed i suoi consigli illuminati restano i capisaldi del nostro percorso politico, un percorso che adesso siamo più che mai determinati a continuare nel suo nome e traendo da lui un impulso necessario a concretizzare quelle che erano le sue speranze per tutti i Valdostani.
Con Augusto abbiamo perso un politico che ha fatto la storia della nostra Regione, un essere umano unico e insostituibile e un amico sempre attento e presente. Per parte nostra il modo migliore per onorarlo è non dimenticare mai chi è stato e cosa ha rappresentato per noi, rinnovando a ogni passo il nostro impegno affinché il patrimonio di esempi e di insegnamenti che ci ha donato non vada disperso, ma continui invece a ispirarci e guidarci negli anni a venire.
Presidente - Consigliera Foudraz, a lei la parola.
Foudraz (LEGA VDA) - Ricordo le parole che mi diceva mio papà sulla figura del signor Rollandin. Un giorno mi raccontò che nel 1975, quando ci furono le elezioni comunali in Valle d'Aosta, loro due furono i due Sindaci più giovani eletti in Valle nei rispettivi Comuni di Brusson e La Thuile. Ricordo che mi parlava della straordinaria intelligenza di quest'uomo, di cui ne apprezzava le doti e le capacità decisionali pur non condividendo le stesse idee politiche.
Indubbiamente un uomo che ha fatto la storia politica della nostra Regione per oltre cinquant'anni. Ho avuto modo di conoscere direttamente l'ex Presidente della Regione nel 2020 a seguito della mia elezione in Consiglio regionale. In realtà tutti noi Valdostani lo conoscevamo, chi direttamente, chi indirettamente, proprio perché, per mezzo secolo, ha segnato la storia politica della Valle d'Aosta. In realtà, ebbi però un primo incontro con il signor Rollandin tredici anni fa quando un gravissimo lutto colpì la mia famiglia. Ricordo che fu uno dei primi ad arrivare e uno degli ultimi ad andarsene dopo la funzione religiosa. Questo mi colpì molto in maniera positiva, lui era presente sempre e ovunque. Si diceva che era capace a presenziare a un pranzo a Courmayeur e a terminarne un altro a Pont-Saint-Martin.
In questi ultimi quattro anni, cioè a partire dal 2020 sino allo scorso gennaio, quando diede le dimissioni da Consigliere, la malattia lo aveva reso sicuramente più fragile e vulnerabile e il mio rammarico è quello di aver assistito più volte in quest'aula, sia durante i Consigli regionali, ma anche durante le riunioni di Commissione consiliare, ad atteggiamenti di scherno e derisione nei suoi confronti da parte di alcuni Consiglieri. Sinceramente tutto questo mi ha sempre lasciato dell'amaro in bocca, perché una persona può non condividere le idee, i modi di agire e di comportarsi di un individuo, ma la mancanza di rispetto non deve mai venir meno. È questo quello che fa la differenza tra uomini con la "u" minuscola e quelli con la "U" maiuscola.
Io porto con me alcune parole che mi diceva durante le pause dei vari Consigli e cercherò di fare tesoro di alcuni accorgimenti elargiti. Arrivederci Signor Presidente.
Presidente - Consigliere Baccega, a lei la parola.
Baccega (FI) - Il presidente Rollandin è salito in cielo. Noi cattolici lo immaginiamo in paradiso, dove incontrerà molte, tante persone che gli hanno voluto bene o hanno provato simpatia e stima nei suoi confronti. Ci piace pensare che ritroverà certamente una persona che ha sempre affermato di stimarlo tantissimo e che a ogni incontro con la Valle d'Aosta, in particolare con la nostra coordinatrice Emily Rini, raccomandava di portargli i suoi saluti: era Silvio Berlusconi.
Personalmente, nei dieci anni di rapporto politico che ho avuto, devo dire che è stato sempre illuminante, concreto - l'ho già scritto - maestro di vita politica che con un semplice sguardo sapeva esprimere il consenso o il dissenso o quale posizione prendere nei confronti di altri interlocutori in momenti particolarmente critici. Sono ancora vivi in me alcuni ricordi di vita politico-amministrativa, ne abbiamo passati insieme tanti, e la mia soddisfazione è per molti risultati raggiunti. Ricordo il rapporto con lo Stato sul Patto di stabilità a Roma, il completamento di diverse opere pubbliche, in particolare i ponti, strade, interventi a tutela del territorio, parcheggi pubblici. Erano tante le occasioni per vedere il suo sorriso, ma ricordo anche i devastanti momenti delle aggressioni giudiziarie e mediatiche a seguito di inchieste che ci hanno visti coinvolti insieme sull'affaire Casinò. Mi disse: "Ma dai, abbiamo fatto bene per la Valle d'Aosta, altrimenti lì si chiude. Vedrai che ne usciremo senza problemi", ed è andata così, per fortuna, perché si era fatto bene. Anche in una pesante inchiesta penale come fu quella sapeva darti energia e cercare di tranquillizzarti. Ci sarebbe da passare ore e ore a raccontare aneddoti e molti momenti vissuti insieme al presidente Rollandin.
La comunità valdostana ha perso un grande uomo, un protagonista assoluto della vita politica, ricco di umanità, di sensibilità e di profondo amore per la sua Regione che conosceva in ogni suo angolo, dalla valle centrale alle alte montagne.
Forza Italia rinnova le condoglianze alla famiglia e che Augusto viva in pace in paradiso.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Marguerettaz, ne ha facoltà.
Marguerettaz (UV) - Due parole per il nostro Ami della Valle d'Aosta, Vitelli, perché credo valga la pena ricordarlo in quest'aula, come ha fatto lei, Presidente. Il concetto di Ami della Valle d'Aosta mi pare sia molto appropriato per Vitelli - lo è per tutti gli Amis che abbiamo nominato - perché lui ha veramente dedicato tanto tempo e tante risorse e ha dato un segno concreto ristrutturando alberghi e recuperando villaggi, quindi la Val d'Ayas perde una persona che era veramente amica del nostro popolo e della nostra storia.
Dopodiché sicuramente dobbiamo ricordare Augusto Rollandin. Augusto Rollandin, come è stato ricordato, era un uomo politico di grande spessore; in questo momento non voglio ricordare l'uomo politico, ma l'uomo. L'uomo politico e il percorso politico verranno giudicati, purtroppo, quando facciamo politica, abbiamo delle persone che ci criticano, delle persone che ci blandiscono - perché no? - a volte abbiamo delle persone che ne approfittano; questo è il percorso di ognuno di noi. La storia sarà in grado di dare delle risposte... ma l'uomo e l'approccio che ha avuto nella sua vita.
Io mi ricordo, era a metà degli anni Ottanta, quando c'erano le visite pastorali, dove la Giunta regionale andava in tutti i Comuni per incontrare le Amministrazioni e raccogliere le istanze. Questo è il messaggio che ci ha dato: conoscere, approfondire. Non c'era un Comune, non c'era un villaggio in Valle d'Aosta che non fosse in qualche modo stato analizzato e questo è fondamentale, e lo dico anche in questo Consiglio Valle, molte volte abbiamo delle persone che a malapena conoscono dei Comuni, conoscono delle realtà. Il segreto di Augusto Rollandin era quello di conoscere, perché, per amministrare, bisogna conoscere, bisogna avere delle qualifiche, bisogna approfondire e questa era la sua cifra: ecco perché ha avuto così successo. Questo è il grosso insegnamento. Molte volte si guardano i politici e si guardano le vetrine, ma non ci si accorge del lavoro che c'è dietro.
L'altra immagine, per certi versi, è l'esatto opposto, nel senso che la prima è un'immagine di una persona solida, di una persona concreta, dall'altra parte il sentimento che ho avuto il giorno del funerale, quando Don Giachino faceva l'Omelia e accanto a noi avevamo Augusto, che per coloro come me che hanno vissuto la politica sembrava una pietra miliare, qualcosa di interminabile... immaginare che quella storia terminasse nel giorno del funerale a Brusson mi lasciava in qualche modo sgomento, mi lasciava triste, mi lasciava disorientato. Questo è un altro insegnamento: la fragilità della nostra vita, la precarietà delle nostre azioni. Da questo punto di vista, è sicuro che i suoi insegnamenti non andranno persi, ma bisogna sempre considerare comunque che i nostri percorsi hanno un inizio e hanno una fine. Questo sentimento credo ci debba guidare, sostituendo la prima persona al singolare alla prima persona al plurale, sempre parlare di noi e non parlare di sé stessi.
Condoglianze alla famiglia di Vitelli e alla famiglia e agli amici di Rollandin.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (RV) - Dans le bien comme dans le mal la disparition d'Augusto Rollandin marque la fin d'une époque qui a profondément marqué l'histoire de la Vallée d'Aoste. Pour ceux qui comme nous n'ont pas toujours partagé sa méthode, ni au fil du temps, certaines de ses décisions, il reste néanmoins digne du respect que l'on doit à ceux qui ont, pour le meilleur et pour le pire, contribué à bâtir la Vallée d'Aoste telle qu'elle est aujourd'hui.
Faire ses adieux à une personnalité qui comme lui a occupé des fonctions si importantes dans la politique et les institutions valdôtaines suscite inévitablement des réactions variées au sein de la communauté. Qui sait si de là-haut en observant certains comportements, certaines larmes ou encore des manifestations de deuil empreintes d'hypocrisie, venant parfois de ceux qui récemment avaient contribué à le dénigrer ou à lui témoigner moins de considération qu'auparavant, il n'a pas exclamé: "Acta est fabula, plaudite!", la pièce est jouée, applaudissez! Je crois que tout autre commentaire serait superflu. Que la terre te soit légère Augusto.
Presidente - Ha chiesto la parola la consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz E. (PCP) - Come gruppo consiliare, vogliamo portare anche noi le condoglianze alla famiglia di Augusto per il grave lutto che li ha colpiti. In qualche modo vorrei invece portare un ricordo per quello che mi riguarda, perché, nascendo nel 1976, credo che tutta la mia vita si sia in qualche modo intrecciata con quella dell'Imperatore, così molti di noi lo hanno chiamato vuoi perché la mia famiglia arriva da un mondo agricolo, che lui non ha mai dimenticato, anche quando ha occupato anche importanti poltrone a Roma, vuoi perché ho lavorato per la Presidenza della Regione e quindi, quando sul mio telefono appariva il nome di Ida, la sua segretaria, già mi tremavano le gambe, perché in qualche modo mi diceva: "Erika, vitto vitto, ven ba" [traduzione letterale dal patois: Erika, veloce, veloce, vieni giù], perché questo era il suo modo di affrontare anche le decisioni, in tempo zero tu dovevi arrivare nel suo ufficio al secondo piano e dargli le risposte che lui voleva, vuoi perché, facendo politica, spesso ci siamo trovati su fronti opposti, alcune volte ci siamo trovati anche dalla stessa parte... ma in qualche modo credo che ogni Valdostano possa dire di averlo in qualche modo conosciuto, perché girava per la città, lo trovavamo in giro in qualsiasi evento, lo trovavi veramente al mattino da una parte e al pomeriggio dal lato opposto.
Mi piace anche ricordare - e me l'ha fatto ricordare in qualche modo il consigliere Di Marco - quegli occhi azzurri, bellissimi, che esprimevano una dolcezza infinita, ma al tempo stesso, nel momento in cui dicevi qualcosa che non andava, riuscivano a trafiggerti. Era una cosa che mi colpiva profondamente e mi colpiva anche nell'ultimo periodo in cui lui era un nostro collega qui con noi, perché spesso ho visto il suo sguardo, spesso ho visto anche che ha votato con noi, ci sono un paio di occasioni in cui ha preso una posizione, ricordo un voto rispetto a CVA, ad esempio, andando anche controtendenza rispetto agli altri, ma volendo marcare quello che lui pensava e che spesso, in qualche modo, in quei corridoi ci aveva detto.
È sicuramente una persona che ha tracciato il destino della nostra Regione e quindi, come tale, anche noi volevamo in qualche modo ricordarlo. Ciao Augusto e condoglianze alla tua famiglia.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Cretier, ne ha facoltà.
Cretier (FP-PD) - Sono qui oggi per commemorare Augusto Rollandin, quindi vorrei esprimere un pensiero, forse anche troppo personale, ma per non entrare nella retorica parlerò di Augusto e della sua attività. Quello che rimane di Augusto sono pagine piene di attività politica amministrativa, che hanno fatto la storia degli ultimi cinquant'anni della nostra Regione. La sua lunga e prestigiosa carriera politica testimonia il suo profondo rispetto verso l'Istituzione, infatti ha dato le dimissioni solo dopo l'approvazione del bilancio regionale. Negli anni Ottanta era un giovane curioso, ma interessato, che seguiva gli eventi della Valle d'Aosta, con una posizione politica diversa ma chiara e trasparente, come sempre, distinguendo l'attività politica dalla professione.
Con Augusto ho avuto delle relazioni scolastiche, professionali e amministrative, come già citato al momento delle sue dimissioni, l'ho avuto come Assessore all'agricoltura e abbiamo tessuto delle relazioni che non hanno mai confuso i ruoli tecnici e quelli politici, con il massimo rispetto reciproco, scontati per molti ma non per tutti.
Con la forza di un pensiero autenticamente autonomista e di una visione di lucida lungimiranza ha saputo guidare la Valle d'Aosta in momenti particolarmente complessi. Ricordo il periodo in cui assunse la Presidenza della Giunta e ad interim l'Assessorato dell'agricoltura; mi sono sempre chiesto se altri avessero avuto lo spessore politico, la capacità, la determinazione e la lungimiranza per questa nostra meravigliosa Regione. In quei momenti difficili non ha lasciato e abbandonato la nave in balìa degli eventi e l'ha guidata in porto a fine consiliatura, ma bisogna sempre avere la capacità di gestire e mettere a terra nelle varie fasi politiche e che, a volte, necessitano di scelte di mediazione... anche di improvvide decisioni che non sempre sono immediatamente apprezzate, ma la decisione diventa necessaria e non rinviabile.
Non ho intenzione di fare considerazioni specifiche sull'azione politica amministrativa, non c'ero, e quindi non mi permetto di erogarmi il diritto di giudicare. Quello che so l'ho letto e, come dice l'eminente costituzionalista Ainis, la politica non fa le sentenze e la giustizia non fa le leggi.
Troppo spesso in quest'aula, sia ora che nella precedente legislatura, ho sentito parole dure e inquisitorie sull'operato e sulle scelte di maggioranza, sulle possibili ripercussioni di talune proposte di legge considerate inefficaci e con possibili impugnative, tanto che ieri il Consiglio dei ministri ne ha approvate sette della Valle d'Aosta, senza impugnarle.
Infine, come gruppo Federalisti, Progressisti e Partito democratico, presentiamo le più sentite condoglianze alla famiglia e ai colleghi Consiglieri di Pour l'Autonomie, oggi presenti in quest'Assise importante in cui Augusto ha presenziato per oltre 40 anni. Riposa in pace Augusto.
Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Marzi, ne ha facoltà.
Marzi (SA) - A nome della Stella Alpina, in pieno rispetto istituzionale, cominciamo con il porre le condoglianze ovviamente alla famiglia di Augusto Rollandin e, da un punto di vista politico, come appena richiamato dal collega Cretier, anche al gruppo di Pour l'Autonomie per quanto vissuto politicamente e umanamente nel corso di questi anni.
Come ho avuto modo di dichiarare nei giorni assolutamente convulsi nei quali purtroppo Augusto Rollandin ha lasciato tutti, è indubitabile il fatto che Augusto Rollandin dal 1975 sia stato intrinsecamente unito a tutta la vita politica valdostana e che sicuramente, come richiamato dalla collega Guichardaz, da un punto di vista generazionale, per tutti coloro i quali si sono trovati a vivere un momento della propria vita nel quale si guardava la televisione e semplicemente si andava a scuola - il sottoscritto nel 1975 - era assolutamente impossibile, anche se lontani dalla politica, non avere un rimbalzo, un riflesso rispetto all'assoluta presenza politica e amministrativa, ma soprattutto umana, che Augusto Rollandin ha lasciato nel corso della Valle d'Aosta.
Io ritengo - e, da questo punto di vista, questa occasione... proprio perché la vita di Augusto Rollandin era intrinsecamente collegata alla vita di tutta la comunità valdostana - che quanto è accaduto negli ultimi giorni abbia reso assolutamente reale il fatto che spesso chi si trova a passare sul palcoscenico della politica, giustamente il collega Marguerettaz l'ha chiamata vetrina... ci si trova nella condizione poi di dover verificare nei fatti che questa dipendenza, che è la politica, poi spesso lascia una serie di strascichi che non hanno nulla a che vedere con quello che realmente è accaduto.
Da un punto di vista politico, la Stella Alpina ha sempre collaborato da avversario e da alleato con quel tipo di autonomismo e sicuramente anche con l'autonomismo rollandeniano e con l'unionismo rollandeniano. Il sottoscritto, fin dal 2012, quando è diventato Vicesegretario della Stella Alpina, ha avuto la possibilità - e questo è stato un privilegio - di poter essere presente a tutta una serie di tavoli che, di fatto, erano poi... come si può dire? il "forno" nel quale si prendevano decisioni politiche, che comunque da quegli anni in poi hanno avuto poi un esito in alcuni casi positivi, in altri casi negativo.
Quello che posso riportare è sicuramente l'assoluta centralità di quell'asse e l'assoluta capacità da parte di quell'Union Valdôtaine e del presidente Rollandin di avere una visione e con assoluta forza di volerla portare avanti. Questa è stata contemporaneamente, come sempre capita, la grande forza di Augusto Rollandin e di quell'Union e la grande debolezza di Augusto Rollandin e di quell'Union, di conseguenza anche, nel bene e nel male, di tutti gli alleati, Stella Alpina compresa, che hanno vissuto quel periodo politico. Tutto quanto questo però non è null'altro che un'altra maniera per leggere un periodo politico nel quale sicuramente si sono fatte delle scelte, si è anche arrivati a chiudere probabilmente un capitolo storico, nato tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta, che ha lasciato, nel bene e nel male, tanti strascichi e questi strascichi sono oggi un'eredità che tutti quanti assieme dobbiamo cercare di raccogliere e dobbiamo passare da una politica che ha passato il tempo a darsele di santa ragione - nel bene e nel male - a una politica che invece deve cercare di ragionare e di tornare di nuovo a costruire.
Sicuramente tutto quanto è stato raccontato, il simbolismo che è stato collegato alla figura di Augusto Rollandin è sbagliato, Augusto Rollandin ha semplicemente incarnato in maniera fortissima un periodo storico nel quale la politica esisteva e, siccome la politica esisteva, chi aveva meriti intellettivi, cognitivi, culturali come i suoi aveva la possibilità di trasformarsi in un politico di razza, in un politico di primo livello. Quello che oggi manca è la politica e quindi anche tutti coloro i quali hanno intenzione di vivere un momento storico nel quale cercare di tornare a occuparsi della propria comunità spesso si trovano da soli perché attorno a loro, nel bene e nel male, mancano le squadre.
Io ritengo pertanto che un momento come quello che tutti quanti noi abbiamo vissuto sia un momento fondamentalmente di riflessione, che in quest'aula deve vivere... il fatto che Augusto Rollandin non ci sia più e che questo sia il primo Consiglio Valle dal 1978 nel quale lui non è vivo... per cercare di fare e di trarre semplicemente delle lezioni di matrice politica per un futuro migliore per la Valle e questo sicuramente sarebbe stato anche il suo più grande augurio per tutti noi.
Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Carrel, ne ha facoltà.
Carrel (PA) - Permettetemi in primis di chiedere alla Presidenza e a tutti i colleghi una piccola deroga sui tempi per poter ricordare Augusto Rollandin in un intervento un po' più lungo dei 5 minuti previsti dal Regolamento, se non è un problema per i colleghi...
Presidente - Viene concessa una piccola deroga.
Carrel (PA) - Combien de fois j'ai eu l'honneur de parcourir les 500 mètres qui séparent la Rue de Porte Prétorienne du Palais Régional avec Augusto ? Un homme qui en cours de son intense vie fut d'abord agriculteur, puis vétérinaire, ensuite maire et enfin, homme politique sur proposition de Maria Ida Viglino, lui avec cette marche rapide, toujours prêt à faire un signe de la main en guise de salutation et offrant avec spontanéité son sourire franc. Moi attentif et concentré pour ne rater aucun de ses mots et réussir à déchiffrer les expressions de son visage. Une poignée de pas qui étaient désormais devenus une habitude pour moi, mais aussi une occasion incontournable pour discuter avec lui des personnes, des projets et de l'avenir, en nous exprimant toujours rigoureusement en patois, notre langue du cœur, langue qu'il préférait à l'italien qu'il utilisait uniquement quand il se laissait emporter et voulait souligner sa colère.
Le dimanche 22 décembre 2024 à 13 heures il s'en est allé à sa façon et ceux d'entre nous qui étaient les plus proches de lui, comme nous de "Pour l'autonomie", n'ont eu d'autre choix que d'exprimer leur tristesse par une déclaration courte mais sincère. Puis nous sommes restés en silence, dépositaires de la leçon de patience qu'Augusto nous a maintes fois rappelée: le juste moment pour dire les choses est une question fondamentale, nous le disait toujours quand nous étions trop pressés de nous exprimer et c'est grâce à ce silence que nous avons pu voir, lire et écouter avec une plus grande attention ce qui se passait autour de nous et dans la chambre funéraire installée au Palais Régional pour laquelle nous avons tant lutté, coude à coude avec sa famille, en surmontant une inexplicable et incompréhensible difficulté.
Quello che abbiamo potuto vedere sono state centinaia di persone con gli occhi lucidi, il cuore pieno di affetto, rispetto e stima che sono venute a dargli un ultimo saluto. Ciascuno di loro ha voluto condividere con noi un'immagine di Augusto: lui in una stalla, mentre in qualità di veterinario aiuta un allevatore, lui a una festa intento a cantare e danzare nell'allegria generale, oppure in montagna, durante le sue passeggiate mattutine, oserei dire quasi notturne, prima di recarsi in ufficio, nei momenti di partecipazione a scelte personali, difficili e sofferte. Siamo certi che abbia gradito l'omaggio che gli hanno reso con la loro presenza sincera i Valdostani, a testimonianza del saldo legame che lui ha saputo creare con tutti loro, senza mai risparmiarsi nell'impegno. Quello che abbiamo letto sono stati i fiumi di parole su chi era Augusto Arduino Rollandin, sul suo trascorso, sulla sua storia, indissolubilmente intrecciata a quella della nostra Regione, da lui a tal punto profondamente amata d'avergli donato gran parte del suo tempo e delle sue energie.
Alcuni hanno ricordato il politico, altri l'uomo, altri ancora hanno preferito costruire servizi di cronaca giudiziaria, dimenticando di accennare a ciò che realmente ha fatto per la Valle d'Aosta. L'ho immaginato e l'ho immaginato più volte a scorrere la rassegna stampa di quei giorni e, mentre lo immaginavo, lo vedevo lì, seduto sulla sua scrivania, con la lampada accesa, gli occhiali appena appena appoggiati sul naso e un sorriso lieve e gentile, quasi divertito. Sono certo che non gli sarebbe sfuggito l'editoriale di Mercanti sulla "Gazzetta Matin" del 23 dicembre 2024 e, dopo averlo letto almeno due volte soffermandosi sul detto e il non detto presente tra le righe, mi avrebbe chiesto di chiamarlo per scambiare due parole e augurargli un buon Natale. Lo abbiamo fatto io ed Aldo per lui e sono altresì convinto che nello scorrere la rassegna stampa della Stampa di martedì 24 dicembre, avrebbe letto prima di tutto un piccolo, oserei dire piccolissimo trafiletto inserito in due pagine intere in cui si parlava di lui e avrebbe chiosato: "Almeno la Rentrée è terminata" e ci avrebbe detto con il cuore: "Tutto come previsto, ora il quadro è chiaro, noi guardiamo sempre avanti, mi raccomando".
Quello che abbiamo invece avuto modo di ascoltare durante un lungo ed emozionante incontro da me e da Aldo fortemente voluto sono stati i ricordi e le considerazioni di chi gli è stato accanto nel suo percorso umano e professionale. Qualcuno di loro ha voluto sottolineare alcuni aspetti personali del suo carattere, la totale dedizione del suo lavoro che lo impegnava dall'alba fino a notte fonda, sempre il primo ad arrivare in ufficio e l'ultimo ad andarsene, e la profonda umiltà che non gli consentiva mai di vantarsi dei successi raggiunti e delle onorificenze ricevute. Qualcuno ci ha invitato a non permettere che la sua preziosa eredità di azioni e pensieri venga trattata alla stregua di una coperta che ciascuno cerca di tirare nella propria direzione per conseguirne un vantaggio e un merito che non gli appartiene. Qualcun altro ancora ci ha fatto notare che nessuno ha rimarcato la grandezza di Augusto come statista nonostante a comprovarlo ci sia l'indiscutibile apporto che ha dato la crescita della Valle d'Aosta. Voglio farlo io qui e adesso ricordando solamente alcuni tra i tanti passaggi cruciali di cui è stato protagonista: in primis la sua gestione capace e oculata del boom del riparto fiscale, di tutte quelle che sono state le trattative con lo Stato, che ci ha permesso di conseguire notevoli risultati per la nostra Regione.
Après les relations qu'il avait construit avec patience et persévérance avec la France, les rapports avec les principaux représentants de la République française pour l'essor de la langue et de la culture française et la diffusion des programmes télévisés en langue française dans notre région.
I rapporti con il professor Prodi, che vanno dai tempi di Prodi, presidente dell'IRI, a Prodi, presidente della Commissione europea, fino ai proficui rapporti politici, allo scopo di entrare nelle pieghe della normativa elettorale per le elezioni europee, che si è poi tradotta con esiti che ricordiamo tutti.
Non possiamo poi non ricordare l'approvazione sul suo impulso della legge FRIO, quella che sarebbe poi diventata, con le modifiche, la legge FoSPI, relativa ai rapporti con gli Enti locali, con cui destinavano risorse per finanziare i Comuni in base alle priorità e alle finalità perseguite, i progetti di costituzione dell'Agenzia del lavoro, di riorganizzazione del Soccorso alpino e di acquisizione del Mauriziano, da lui fortemente voluti per dare un nuovo slancio ad ambiti che riteneva essenziali per lo sviluppo della Valle d'Aosta, ma anche la prosecuzione e la realizzazione dei lavori grazie alla sua tenacia dell'autostrada e della biblioteca Bruno Salvadori, iniziati ai tempi del presidente Andrione, per cui, contrariamente a quanto si racconta e si dice, ha sempre avuto parole di stima e rispetto.
Credo sia opportuno e corretto anche evidenziare le grandi opere che ha promosso con lungimiranza ed entusiasmo, tra cui la Skyway Monte Bianco e l'Università della Valle d'Aosta, che oggi costituiscono importanti poli di interesse e di attrazione per la nostra Regione.
In ultimo, ma non sicuramente per ordine di importanza, tutte le iniziative che ha realizzato in favore dei settori agricoli e zootecnico che da lui venivano considerati, e a ragione, i cardini del sistema produttivo regionale.
Oltre alla storia, che in questo incontro abbiamo voluto ricapitolare e su cui abbiamo voluto mettere l'accento, ci sono poi dei ricordi del tutto personali, alcuni credo che non sia giusto e corretto condividerli in questa sede, anzi, credo che li custodirò gelosamente, altri, invece, riguardano aspetti più politici e mi permettono di aggiungere qualcosa a quanto già detto e scritto da altri. Ricordo, ad esempio, ancora nitidamente quando un giorno di diversi anni fa, durante una delle nostre solite passeggiate, lui si rivolse a me stranamente in italiano domandandomi come mai non lo avessi informato dell'uscita a breve di un articolo in cui si riportava la notizia che non lo volevano più nell'Union Valdôtaine. Io non sapevo assolutamente nulla, né dell'uno né dell'altro, nonostante fossi nel Comité, in quanto allora animatore de la Jeunesse Valdôtaine. Lo guardai stupito e attonito e non ci fu bisogno di dire o aggiungere altro, perché certe volte non servivano le parole e neppure le spiegazioni con Augusto, sapeva leggermi dentro. Fu così che nell'estate del 2020 arrivò la sua decisione di fondare un nuovo movimento, motivata unicamente dal proposito di dar vita a un progetto che sapesse differenziarsi dal modo di far politica ormai largamente diffuso, che, a suo dire, era ormai seduto su sterili divisioni e diventato uno show incapace di produrre proposte concrete. Per il nome prese spunto dalla sua esperienza da Senatore per le autonomie. Per la squadra di lavoro si affidò al suo intuito, scegliendo persone che condividevano i suoi valori, i suoi obiettivi e la sua idea di politica. Nacque così Pour l'Autonomie. Da qui è ripartito e noi con lui, affrontando una campagna elettorale per le regionali che, nonostante ci vedesse partire sfavoriti, ci ha permesso di conquistare tre seggi in Consiglio a dimostrazione della fiducia che i Valdostani hanno riposto in lui e nel gruppo che ha creato.
Nel 2022 ci fu la nostra ultima salita insieme allo Zerbion durante la quale, preso atto del fatto che da parte delle forze autonomiste, oggi unioniste, non c'era alcuna reale disponibilità a condividere proposte, programmi e nomi di candidati da presentare congiuntamente alle elezioni politiche nazionali che si sarebbero tenute da lì a breve, decidemmo la sua candidatura al Senato. Sappiamo tutti come sono andate quelle elezioni e le polemiche che ne sono seguite, polemiche che hanno avuto come unico comune denominatore l'incapacità di alcuni di assumersi le proprie responsabilità e scaricandole su qualcun altro. Stranamente quel qualcun altro era, come sempre, Augusto.
Nel 2023, dopo le dimissioni della Giunta Lavevaz e i brevi colloqui con il nuovo candidato Presidente, Augusto venne da me una mattina per rivelarmi di aver ricevuto delle chiamate in piena notte con cui lo si avvertiva della mia intenzione di girargli le spalle in cambio della nomina ad Assessore. Nei suoi occhi lessi il dubbio ma al contempo il rifiuto di considerare che una simile eventualità potesse verificarsi. Un conflitto interiore che si risolse non appena si accorse della mia incredulità e della mia indignazione e, ancora una volta, non ci fu neppure bisogno di esprimerle perché aveva già capito tutto. Qualche giorno dopo, esattamente come lui aveva previsto, arrivammo a individuare l'autore di quelle telefonate e ci fu chiaro che era stato tutto un tentativo per addossare a lui e a noi le colpe di un mancato accordo che avrebbe lasciato libera la strada ad altri possibili scenari di maggioranza. Il tentativo di dividerci e creare discordia tra lui e me non solo naufragò miseramente, ma ci offrì la possibilità di rinsaldare il nostro legame in un rapporto ancora più limpido e aperto.
Verso la fine del 2023, in una serata trascorsa in casa sua, mi chiese quasi a bassa voce quando il bilancio sarebbe stato discusso in Consiglio e a me bastò uno sguardo per capire che lo stava aspettando per poi prendere delicate e sofferte decisioni personali. Poi mi fece promettere di non cadere mai in facili tentazioni politiche, ma di continuare invece sulla strada da lui tracciata per Pour l'Autonomie, non dimenticando mai l'importanza di mantenere una visione politica lineare, incentrata sul "per" e mai sul "contro" e la capacità di parlare ai Valdostani di autonomia in maniera differente, riuscendo a rilanciarne i concetti fondanti e renderne concreti gli ideali.
Cari colleghi, il resto è storia, e concludo, ma credo che a nessuno di voi sarà sfuggito che durante quest'ultima legislatura spesso e volentieri Augusto ha fatto riferimento al senso di unità che deve regnare tra chi è chiamato a prendere decisioni da cui dipende il futuro della nostra Regione. La Valle d'Aosta, come amava spesso ripeterci, non può permettersi una politica che non decide perché è bloccata dalle contrapposizioni nei partiti e tra i partiti e dall'incapacità di trovare, attraverso il dialogo e la condivisione, le soluzioni più adeguate a rispondere alle esigenze della nostra comunità.
In chiusura, permettetemi, voglio ringraziare sentitamente tutti gli amici, le colleghe e i colleghi, che in alcuni momenti difficili, con messaggi, chiamate e dimostrazioni di rispetto e affetto hanno aiutato Augusto. Posso dirvi e garantirvi che lui vi è stato sempre riconoscente per questo.
Augusto, oltre a tutto ciò che abbiamo cercato di evidenziare, è stato un politico che ha portato i Valdostani nella loro semplicità e genuinità, al secondo piano di Palazzo Deffeyes ed era il ragazzo che nei primi tempi, mentre i suoi colleghi bevevano il cappuccino in piazza, lui con passo svelto si recava in ufficio dopo avere già munto e portato il latte in latteria. Forse è da questo che nasce il senso di rispetto e di responsabilità che aveva.
Permettetemi, infine, glielo devo, di rispondere alla critica che spesso gli è stata mossa di non aver fatto crescere dei giovani. Basta guardare chi siede oggi in quest'aula per rendersi conto quanto quest'affermazione sia lontana dal vero. Possiamo dirlo chi più direttamente, chi meno, chi più ad alta voce, chi meno, per mille e mille motivi. Io ho avuto la fortuna di aver scelto di dirlo sempre e non ho mai avuto problemi a dirlo, tantomeno ne ho oggi. Mersì de totte Gueuste [traduzione letterale dal patois: Grazie di tutto Augusto].
Presidente - Altri? Ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.
Testolin (UV) - Évidemment ce n'est pas facile ajouter quelque chose aux interventions qui ont été faites par les collègues, je chercherai donc d'être très essentiel pour exprimer trois considérations qui reviennent à la mémoire de ceux qui l'ont connu, ils ont déjà bien été expliquées par les amis Conseillers qui ont voulu rappeler avec une certaine intimité, dans quelquefois, ce qui s'est passé dans la connaissance d'Augusto.
Pour moi il s'agit d'un collègue important avec lequel on a partagé des moments faciles et moins faciles, avec des difficultés, avec des situations de partage et quelquefois de contraposition sur des moments et des décisions à prendre, mais tout cela n'a pas empêché de recueillir des enseignements que dans mon cœur je garderai comme un exemple, un exemple que je crois pourront revenir même à d'autres Conseillers: le dévouement au travail, qui a toujours caractérisé son engagement dans le quotidien et dans les activités qu'il a portées de l'avant, et l'attention à la communauté, il l'a bien dit surtout le collègue Marguerettaz: une attention qui revient de la connaissance, de la connaissance du milieu où tu vis et dans lequel tu partages les sensations avec ceux qui travaillent autour de toi et dans une communauté tout à fait particulière qui est celle valdôtaine. Pour finir, une attention particulière à l'assomption des responsabilités, c'est quelque chose qui revient aux politiciens, aux administrateurs, qui parfois est confondue avec une situation différente qui porte d'autres à réagir avec des considérations qui ne sont pas celles correctes, il s'agit d'une assomption de responsabilité qui revient pour donner des réponses à qui les attend, à donner des réponses dans une évaluation des choses les meilleures à accomplir et à partager avec qui dans cette salle, ou dans des situations semblables, ou dans le Gouvernement les doit forcément donner. Alors, la Vallée d'Aoste perd sans doute avec Augusto un personnage de premier plan, un autonomiste convaincu qui nous laissera encore des mots à dépenser et des moments à partager. Salut Augusto.
Permettez-moi tout de même de rappeler dans cette occasion encore trois personnes qui nous ont quittés et qui faisaient partie d'une communauté valdôtaine très riche, très riche de personnes, très riche de moments, très riche d'émotions.
Il primo è Paolo Vitelli, lo ha ricordato sia il Presidente che il consigliere Marguerettaz. Con la morte di Paolo Vitelli, avvenuta proprio l'ultimo giorno dell'anno ad Ayas, credo che la Valle d'Aosta perda un imprenditore di successo, senz'altro, ma soprattutto un profondo conoscitore della nostra realtà, della nostra montagna e anche un amico; per questo fu nominato Ami de la Vallée d'Aoste e i suoi interventi sul nostro territorio, anche da un punto di vista di rilancio di alcune situazioni molto importanti come il villaggio di Mascognaz, la dicono lunga e forte su quello che è stato un impegno di questa persona nei confronti della nostra realtà e nella valorizzazione delle nostre peculiarità. Ecco, ci uniamo quindi alla figlia Giovanna e ai suoi familiari con le nostre più sentite condoglianze e un senso di affetto che va oltre un momento di commemorazione.
Permettetemi poi di ricordare Pierrette Bovio, une personne qui nous a quitté des souvenirs très importants qui, dans quelque façon, elle a voulu représenter ensemble au Charaban le long de soixante ans, une réalité qui est une réalité tout à fait particulière, en riant parfois sur la politique et sur ce que la politique représente, mais avec une attention tout à fait particulière à nos traditions, notre langue, notre esprit et notre capacité même de rire sur les choses les plus importantes, mais pour souligner ce qu'on doit faire, ce qu'on doit partager avec une sensibilité tout à fait particulière; donc là je tiens à rappeler comme avec son mari Gianni Rinaldi, décédé en 2017, elle a fondé le Comité de Saint-Étienne qui s'occupe également de solidarité envers les familles, donc avec une sensibilité que nous porterons dans le cœur avec son souvenir.
Poi ancora, permettetemi di farlo, voglio ricordare Luciano David perché per 15 anni è stato Consigliere comunale di Aymavilles, dal 1975 al 1980 ha ricoperto la carica di Sindaco con un'attenzione, come quella dei nostri primi cittadini, che è sempre stata verso le cose piccole, ma le cose che danno delle risposte alla cittadinanza, con l'attenzione alle associazioni, allo Sci Club, al gruppo degli alpini, a tutte quelle attività che fanno di un paese una comunità. Un saluto anche a lui e le più sentite condoglianze ai figli Paul e Claudine e nel suo, diciamo, insegnamento sono persone molto vicine alla comunità e a quello che sono le associazioni che molte volte ne costituiscono l'anima.
Presidente - Propongo un minuto di silenzio.
L'Aula osserva un minuto di silenzio.
Presidente - Punto n. 2 all'ordine del giorno. Non ci sono comunicazioni del Presidente della Regione.
