Oggetto del Consiglio n. 4022 del 16 ottobre 2024 - Resoconto
OBJET N° 4022/XVI - Communications du Président du Conseil.
Bertin (Presidente) - Con 34 Consiglieri presenti, possiamo iniziare con l'ordine del giorno. Punto n. 1.
In apertura di questo Consiglio, tengo a ricordare l'alluvione che 24 anni fa, tra il 13 e il 16 ottobre, ha colpito in maniera devastante la Valle d'Aosta, portando alla morte di 20 persone. Oggi, ricordando quelle tragiche giornate, colgo l'occasione per rivolgere il nostro pensiero alle vittime e alle loro famiglie, ma anche per esprimere un ringraziamento a tutti coloro che in quei giorni e nei periodi successivi si impegnarono - volontari, cittadini e operatori - per riportare la nostra regione verso la normalità.
Inoltre desidero esprimere a nome personale e dell'Assemblea i sentimenti del nostro cordoglio per la scomparsa di Delio Donzel, per quindici anni Assessore all'ambiente del Comune di Aosta.
La Valle d'Aosta ha perso un uomo dalla grande carica umana, un politico e un amministratore attento che ha ricoperto gli incarichi che gli sono stati assegnati con passione e dedizione. Alla sua famiglia vanno le nostre sentite condoglianze.
Il consigliere Marguerettaz si è prenotato, ne ha facoltà.
Marguerettaz (UV) - Grazie, Presidente, per aver ricordato Delio Donzel in quest'aula.
Vedete, molte volte queste commemorazioni rischiano di essere un po' scontate ma credo, come ho detto altre volte, che, al contrario, valga la pena ricordare le persone che si sono impegnate e che hanno dedicato parte della loro vita alla nostra comunità.
Mi piace ricordare Delio in questa sala, perché in tutti quegli anni si è occupato della cosa pubblica e anche di dossier molto particolari, anche molto impegnativi, pieni di criticità, e non si è mai nascosto. Questo è un tratto che voglio mettere in evidenza.
Vi ricorderete la rivoluzione nella raccolta rifiuti: quando ci sono dei cambiamenti così importanti, tra "Leoni di tastiera" e abitudini difficili da modificare, rischiamo di essere investiti da tante critiche e da tanti commenti negativi.
Io vorrei mettere in evidenza il fatto che Delio non si è mai nascosto, anzi, ha creato le condizioni per affrontare la questione, per parlare con la gente, in modo tale da creare le condizioni per far capire che bisognava cambiare.
Il problema dei rifiuti, come ben sapete, è un problema non banale, è stato un tema caratterizzato da tutta una serie di scelte per cui oggi noi ci troviamo ad avere un aumento importante nel costo dello smaltimento dei rifiuti, probabilmente anche per delle scelte fatte nel passato, che peraltro io non ho condiviso.
Al di là di questo, però, il tratto di Delio Donzel che voglio ricordare è che può essere un esempio per noi politici: anche se ci sono dei dossier delicati, non nascondiamoci, affrontiamoli e parliamo alla nostra comunità.
Grazie quindi per il lavoro che hai fatto, Delio, riposa in pace.
Presidente - Consigliere Manfrin, ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) - Desidero unirmi al ricordo di Delio, che ho avuto modo di conoscere nella mia esperienza in Comune ad Aosta.
Io non sono solito fare commemorazioni, a volte il rischio è di essere ridondanti e di lodare persone che, in realtà, non si sono apprezzate quando le si aveva vicino.
Io devo dire, invece, che ho apprezzato Elio, l'ho apprezzato profondamente.
Se dovessi descrivere Delio in una parola, la riassumerei con "Genuino".
Era una persona vera, che ti guardava negli occhi, che quando doveva dirti una cosa spiacevole - esattamente come, giustamente, ha detto il collega Marguerettaz - te la diceva e si assumeva la responsabilità, tanto fuori dall'Aula, quanto in Aula.
Devo dire che ricordo con particolare commozione i momenti in cui rispondeva alle iniziative che gli sottoponevamo in aula, rispondeva sempre in maniera pacata, mai una parola fuori posto, mai un'arrabbiatura e poi, come suo solito fare, con il suo passo pesante, dopo essere intervenuto, scendeva e consegnava il suo foglio dell'intervento con i dati che aveva citato direttamente alla persona interessata, e magari - e lo ricordo con affetto - ti rimbrottava se lo avevi trattato ruvidamente durante la risposta.
Era una persona davvero sincera, una persona che mi ha dato una grande lezione di politica. Dopo i primi tempi, dopo i primi Consigli nei quali evidentemente le proposte dell'opposizione non venivano accolte, e spesso - anzi sempre - venivano accolte quelle della maggioranza, vedendomi un giorno un po' imbronciato, deluso, scontento dell'esito dell'Aula, mi disse: "Vedi, Andrea, io la mia prima esperienza l'ho fatta nel Consiglio comunale di Charvensod. Ero Consigliere di maggioranza e nella mia prima esperienza - ero molto giovane - durante i Consigli non stavo molto attento quando c'erano le iniziative della maggioranza, perché erano iniziative che portavamo avanti noi e non avevo molto da fare durante quelle sedute.
Il mio capogruppo, vedendomi così, diciamo, inoperoso e un po' distratto, mi disse: "Molto male Delio, sbagli a non prestare attenzione a quello che viene discusso e adesso ti chiedo, per i prossimi Consigli, di farmi una relazione su tutto quello che viene detto, sia dalla maggioranza sia dell'opposizione, perché ti potrà servire in futuro".
Fu una lezione su cui ebbi modo di riflettere - che cambiò radicalmente anche il mio modo d'interpretare il ruolo del Consigliere - e di cui non ho mai avuto modo di ringraziare Delio, che ho incontrato l'ultima volta alla fiera di Sant'Orso l'anno scorso e non sembrava manifestare alcun problema particolare, era gioviale come sempre, anzi, sembrava che per lui gli anni non passassero mai.
È stata quindi davvero una notizia che mi ha colpito e ho voluto dare il ricordo di questa persona genuina e vera che, a prescindere dalla collocazione politica, mi ha insegnato molte cose e mancherà sicuramente a tutti, a prescindere dalla politica.
Ciao, Delio.
Presidente - Consigliere Baccega, ne ha facoltà.
Baccega (FI) - Presidente, la ringrazio per aver ricordato Delio Donzel.
Un amico, un collega, con il quale ho passato anni importanti al Consiglio comunale di Aosta, ma soprattutto in Giunta al Comune di Aosta, dove in quegli anni abbiamo vissuto momenti davvero complicati - dettati da un patto di stabilità devastante, dalla mancanza di risorse che ci portava alla necessità d'inserire l'addizionale Irpef comunale - ma soprattutto, ed è stato già ricordato, il grande passaggio della raccolta differenziata in città con la rivoluzione del porta a porta e quello che ne è venuto dopo.
Un collega, soprattutto un amico, un collega all'interno dell'Amministrazione, un amico fuori, perché ci si frequentava sovente e spesso si parlava di politica, si approfondivano i temi, anche di lavoro.
Delio era serio, era concreto nella sua azione, gli piaceva stare in mezzo alla gente, gli piaceva comunicare le iniziative ed è stato il promotore degli accordi e dei colloqui che si facevano all'interno dei rioni della città, questo non possiamo dimenticarcelo.
Abbiamo fatto anche un percorso politico nello stesso movimento: un politico serio e attento che non si preoccupava di lanciare critiche laddove era necessario farlo.
Anni straordinari che ricordo passati insieme a Delio, non potremo mai dimenticarli.
Ci è mancato, è salito in cielo troppo presto. A Orietta e al figlio le nostre più sentite condoglianze.
Presidente - Assessore Marzi, a lei la parola.
Marzi (SA) - Delio Donzel ha dedicato gran parte della sua vita al servizio della comunità, interpretando l'impegno d'amministratore comunale con rettitudine, passione e dedizione.
Era un uomo sorretto da una grande carica umana e caratteriale, Delio ha sempre espresso forza interiore e grande motivazione nella responsabilità che si era assunto come amministratore.
Queste caratteristiche, fortemente umane, gli hanno consentito di affrontare con grande attenzione e determinazione anche i temi più complessi, come è stato richiamato, nel suo percorso politico e amministrativo.
Consigliere comunale dal 1985 al 1995 al Comune di Charvensod, nel 2000 viene eletto per la prima volta Consigliere nel Comune di Aosta ed è riconfermato nella consiliatura 2005-2010.
Come richiamato in quest'aula, è stato il primo Assessore all'ambiente, creato nel 2005, al Comune di Aosta, per dare maggiore attenzione appunto alle tematiche ambientali.
Delio ha poi ricoperto il ruolo di Assessore anche nelle due seguenti consiliature, sino al 2020, occupandosi sempre di questioni ambientali, verso le quali possedeva naturale propensione e sensibilità, adoperandosi anche per favorire un'evoluzione culturale e innovativa rispetto ai temi dell'igiene urbana e della gestione dei rifiuti.
Era lì, tra l'altro, quando, per la prima volta, il sottoscritto e Flavio Serra arrivarono nel 2013 nella Giunta Giordano e anche in quell'occasione fu assolutamente rispettoso, com'era rispettoso delle istituzioni e appassionato di politica tutta.
Ha militato, tra l'altro, per lungo tempo, e con grande spirito di partecipazione, arrivando a fondarlo, nel movimento Stella Alpina.
Determinato, fermo sulle sue idee, ma anche capace di mettersi in discussione, Delio Donzel è stato un uomo apprezzato per le grandi qualità amministrative e umane, come hanno testimoniato, trasversalmente, tutte le attestazioni sul territorio di questa mattinata in aula, tra l'altro dalle forze politiche e dalle persone con le quali Delio ha coltivato lunghe e continuative relazioni umane.
Alla moglie, al figlio, alla mamma, al fratello e all'intera famiglia porgiamo il nostro più sentito cordoglio.
Presidente - Consigliere Malacrinò, a lei la parola.
Malacrinò (FP-PD) - Anche io per unirmi ai colleghi nel ricordo del collega Delio Donzel.
Ho condiviso con lui una legislatura, prima come Consigliere e poi come Assessore.
Una persona, un politico di altri tempi, persona seria e gentile e, nello stesso tempo, diretta e schietta.
Qualche collega di quella legislatura ricorderà sicuramente alcuni suoi duri interventi. A volte però, purtroppo, in politica, manca il riconoscimento per il lavoro svolto, e quando gli apprezzamenti arrivano anche dagli avversari significa che si è fatto bene il proprio dovere. Lo dimostrano oggi anche alcuni begli interventi espressi dai colleghi.
In politica tanti passano, in pochi lasciano il segno.
Grazie, Delio. Giungano ai familiari le nostre più sentite condoglianze.
Presidente - Consigliere Lucianaz, ne ha facoltà.
Lucianaz (RV) - Da ragazzino, sulla pista del Tesolin vedevo sfrecciare Delio, col suo bel fisico da corazziere, per conquistare il primato regionale dei 100 metri piani, ai tempi dei mitici Boscariol e Assale dell'Atletica Cogne. E quei valori che si imparano praticando lo sport, il sacrificio per ottenere poi dei risultati, il rispetto dell'avversario per poi batterlo solo migliorando te stesso, le tue performance, ecco, questi valori Delio li ha trasmessi anche nella vita quotidiana, nella sua lunga attività politica, la sua vita che ha avuto anche dei momenti sicuramente non facili, ma sempre con il conforto della sua bella famiglia, sua moglie Orietta, Alessandro, le sorelle Emanuela, Michela, Dino e Tante Yvonne a cui va naturalmente il saluto del gruppo di Rassemblement Valdôtain e di noi tutti.
Avouì Delio deusqueten ensemblo de poleteucca, todzor eun patoué e llou todzor a écouté la posechon des atro mi eun tegnen se convinchon avouì determinachon. Euntre queseun: Raimondo, Ezio Donzel, Olindo Ferré avouì des idò poleteque bien difiente, mi todzor Delio vardave lo respé des atre. La féta di queseun Donzel l'è na baga que Delio voillé euncò organisé.
Ho detto solo che si discuteva di politica, rigorosamente in patois tra di noi. Delio sempre pronto al confronto, rispettava comunque le idee degli altri pur difendendo convintamente le sue posizioni. Ci teneva a organizzare la prossima festa dei cugini Donzel, un appuntamento a cui veramente teneva particolarmente.
Ho sentito oggi tanti interventi positivi su Delio e questo non può che fare piacere alla sua famiglia e ai suoi amici; questo Consiglio ha dedicato mezz'ora al ricordo di Delio e lui ha dedicato una vita alla comunità valdostana in generale.
Saluto Delio col vecchio dit-on, questa bella frase che la sua famiglia ha scelto sul necrologio apparso a funerali avvenuti: " Bien faire, laisser dire".
Presidente - Consigliera Erika Guichardaz, a lei la parola.
Guichardaz E. (PCP) - Io invece ho avuto occasione di conoscere Delio perché figlio di un partigiano, un fervente antifascista che con noi ha condiviso gran parte delle iniziative non solo a Charvensod ma in tutta la Valle.
Come è stato ricordato dal consigliere Lucianaz poco fa, non ha avuto una vita facile rispetto ad alcuni passaggi tragici della sua vita, ma il bello era vedere quella famiglia sempre unita, anche attorno alle tragedie che gli sono capitate.
Negli ultimi anni ho avuto modo di confrontarmi con Delio spesso sulle tematiche ambientali, perché amava la discussione, anche con chi in alcuni passaggi la pensava in maniera diversa da lui, ma soprattutto con lui ho parlato di sanità, perché era preoccupato: ci ascoltava spesso in Consiglio regionale e quindi a ogni intervento spesso mi arrivava un messaggio per dirmi se condivideva quello che stavo dicendo o meno.
Sono molto legata anche a suo figlio Alessandro e alla sua famiglia, a cui vanno, da parte del nostro gruppo, le più sentite condoglianze.
Presidente - Consigliere Di Marco ne ha facoltà.
Di Marco (PA) - Non è facile, per chi come me considerava Delio Donzel un amico prima che un politico, racchiudere in poche parole una conoscenza datata molti anni e una vicinanza mai interrotta.
Ho conosciuto Delio durante la mia esperienza comunale, lui Assessore all'Ambiente e io Consigliere al mio primo incarico politico, e fin da subito ho avuto modo di apprezzarne le doti politiche e umane, che ne facevano un amministratore preciso, attento, innovativo e un uomo dalla grande disponibilità e sensibilità.
La nostra conoscenza si è approfondita negli anni in cui ho ricoperto il ruolo di Presidente del Consorzio depurazione acque e ho così potuto collaborare strettamente con lui, facendo sempre tesoro dei nostri incontri improntati sul confronto e sul dialogo, in cui esprimeva, oltre che una competenza e una lungimiranza eccezionale nel suo ambito, anche un profondo legame con il territorio e con la comunità, che era chiamato a rappresentare.
Non uno, ma mille i momenti condivisi che hanno rappresentato per me motivo di arricchimento, anche personale, perché da lui emanava un senso di responsabilità nei confronti della collettività e un impegno amministrativo assunto senza riserve, che costituiva un esempio a cui non si poteva restare indifferenti e che spronava l'interlocutore a fare sempre di più e sempre meglio.
Tutto in lui parlava di una ferrea volontà di restare connesso con le persone che lo rendeva un politico fuori dagli schemi, che alle stanze del potere, preferiva le strade e le piazze di Aosta, in cui incontrare i cittadini e parlare con loro dei temi dell'ambiente e delle problematiche a esso connesse.
Volendo scegliere la parola più adatta per ricordarlo oggi, credo che sia "Dedizione", la dedizione che ha dimostrato verso il ruolo di amministratore, rivestito nella sua lunga carriera politica, senza mai risparmiarsi, ma anche dedizione verso gli affetti più cari, che è stata una costante del suo percorso umano.
A nome di Pour l'Autonomie, rinnovo alla famiglia le nostre più sentite condoglianze.
Presidente - Il Presidente della Regione ne ha facoltà.
Testolin (UV) - È effettivamente difficile aggiungere qualcosa alle testimonianze che i colleghi hanno voluto esprimere nei confronti di Delio.
A nome del Governo credo che l'operato di Delio nel suo percorso sia riassumibile in due termini: l'esempio e il ricordo.
Esempio che è emerso dalla trasversabilità dell'apprezzamento di quello che ha fatto, della naturalezza e della quotidianità, che ha saputo vivere vicino ai problemi della gente, ai suoi problemi personali, ai problemi familiari, che ha sempre superato con dignità, una dignità che rende l'uomo particolarmente apprezzabile, una correttezza che fa dei percorsi di vita un insegnamento per gli altri.
E qui nasce il ricordo: sono quelle persone che, passando in determinate circostanze, o vedendo un rappresentante della sua famiglia, fanno spaziare il tuo pensiero a delle situazioni che hai vissuto, che hai condiviso e nelle quali ti sei confrontato.
Questa penso che sia la cosa più bella che possa rimanere anche ai suoi familiari, nel momento in cui c'è la consapevolezza che tanta gente ha apprezzato la vita, il comportamento e le azioni di un tuo caro.
Con questo pensiero, a nome del Governo, porgiamo la nostra più affettuosa vicinanza a tutti i familiari.
Approfitto, lo ha sollevato il Presidente del Consiglio, per dire che questo è un periodo particolarmente delicato anche per un altro ricordo, quello dei 24 anni trascorsi ormai dal 2000, quando l'alluvione creò delle situazioni di forte disagio sul nostro territorio e colpì venti famiglie in modo irreversibile, aggravando un bilancio da un punto di vista materiale ma che non è neanche paragonabile alla perdita di venti vite umane.
Questo percorso, fortunatamente per noi, è stato anche di stimolo per chi allora ha saputo reagire e ha saputo programmare una serie d'interventi che, nel tempo, si è cercato di valorizzare e di migliorare, laddove possibile, così come si sono cercate nuove e ulteriori attenzioni nei confronti della fragilità del nostro territorio e del cambiamento climatico che provoca dei dissesti sempre più frequenti.
Credo che da quel momento si sia fatto un percorso importante, dimostrazione ne è il fatto che anche le successive situazioni di criticità sono state affrontate e gestite con maggior consapevolezza, con puntualità, e questo è merito di un sistema del quale tutti facciamo parte, del quale bisogna ringraziare i diretti interessati, gli specialisti, i professionisti che ci supportano, ma anche la popolazione nel suo complesso, che ha acquisito anche quella consapevolezza e quell'attenzione verso il territorio, che sempre di più bisognerà avere e che abbiamo imparato, forse più di altri, ad attenzionare, a partire da quell'anno.
Alle venti famiglie toccate, ancora la nostra vicinanza, e un ringraziamento a tutti coloro che hanno operato per la ricostruzione di allora e di oggi.
Presidente - Il 15 ottobre, la Giunta ha presentato la seconda legge di manutenzione dell'ordinamento regionale per il 2024.
L'11 ottobre, il gruppo Lega Vallée d'Aoste ha depositato una proposta di legge concernente misure in merito alla rete di media e grande distribuzione regionale. L'atto è stato assegnato alla IV Commissione.
Il 9 ottobre, il Governo regionale ha depositato un disegno di legge - assegnato alla II Commissione - per il riconoscimento di debiti fuori bilancio della Regione.
Il 7 ottobre, la Giunta ha presentato un disegno di legge che contiene disposizioni urgenti in materia di finanza locale, che è stato assegnato alla II Commissione.
Sempre il 7 ottobre, il gruppo Rassemblement Valdôtain ha depositato una proposta di legge - assegnata alla I Commissione - in materia di elezione del Consiglio regionale, del Presidente della Regione e degli Assessori.
L'8 ottobre, il Consigliere Christian Ganis ha comunicato di fuoriuscire dal gruppo Lega Vallée d'Aoste e di aderire al gruppo di Forza Italia.
Consigliere Ganis, ne ha facoltà.
Ganis (FI) - Buongiorno, colleghe e colleghi e soprattutto elettori che mi avete sempre sostenuto. Vi chiedo qualche minuto per condividere alcune riflessioni sulla scelta che ho intrapreso.
È stata una decisione ponderata, frutto di un processo di riflessione e sicuramente non presa a cuor leggero.
Innanzitutto desidero ringraziare la Lega Valle d'Aosta per il percorso che abbiamo condiviso in questi anni, è stato un cammino affrontato con impegno, con entusiasmo e che non rinnego in alcun modo.
Le ragioni che mi hanno portato a ritenere che non ci fossero più le condizioni per proseguire su quella strada sono già state chiaramente esposte.
Ciò che voglio garantire oggi è che continuerò a lavorare con serietà, umiltà e dedizione per la mia regione. Sarò sempre attento ad ascoltare le voci del territorio e cercherò di fornire risposte concrete ai bisogni di tutti i Valdostani.
Oggi inizia per me un nuovo percorso all'interno di Forza Italia, partito che ringrazio per l'accoglienza e per il benvenuto ricevuto. Riconosco, in questo partito, una linea politica moderata, concreta, capace di fornire stabilità e soluzioni pragmatiche.
Sono convinto di poter dare un contributo significativo a questo progetto, mettendo a disposizione l'esperienza che ho maturato negli ultimi anni. Il mio obiettivo non è quello di sollevare polemiche, ma di lavorare per il bene comune, per gli interessi, appunto, dei Valdostani, contribuendo a rafforzare la linea politica del centrodestra anche qui in Valle d'Aosta.
Voglio esprimere il mio apprezzamento per il lavoro svolto dal vicepremier Antonio Tajani, che si sta impegnando a tutela degli interessi della nostra regione.
Infine un ringraziamento speciale va a tutti i colleghi, per il loro costante sostegno e per avermi accolto in questa grande famiglia.
Presidente - Consigliere Manfrin ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) - È un momento particolare, un giorno particolare oggi per intervenire, è un regalo di compleanno molto particolare quello che ricevo oggi, di cui ovviamente ringrazio il collega Ganis.
Abbiamo sentito poc'anzi le motivazioni, o in teoria avremmo voluto sentire le motivazioni che hanno portato a questo cambio ma, in realtà, si è detto che sono già chiare ed erano già note.
Allora io mi rifaccio al comunicato stampa che è stato inviato, perché se fossero state motivazioni di tipo personale, credo che nessuno avrebbe potuto sollevare questioni, le motivazioni personali sono evidenti a tutti, ma il comunicato stampa che abbiamo letto ci ha sollevato qualche interrogativo.
Nel comunicato stampa che è stato inviato, si parla di drastica virata a destra, che si fatica a sentire pienamente in linea con le sensibilità del collega Ganis e con quelle dell'elettorato - che io credo sia una parola bruttissima: cioè "La gente che arriva e vota", non le persone che hanno fatto una scelta, ma quelli che votano - e che si fa questa scelta perché si condividono i valori moderati, liberali ed europeisti del movimento nel quale si entra.
Ora la cosa curiosa è che, in realtà, non abbiamo mai preso atto di manifestazioni di questo fastidio o di questi sentimenti moderati, liberali ed europeisti prima; d'altra parte, come quest'Aula sa e come sa lo stesso collega Ganis, la sua appartenenza alla Lega risale a un momento ben precedente a queste elezioni, ma anche alle scorse, quando, per esempio, la Lega aveva già nel simbolo il bollino "No euro", quindi questo è chiaro e, se qualcuno aveva questo sentimento, lo poteva sapere fin da prima.
D'altra parte, venendo a tempi più recenti, lo abbiamo visto tutti e ricordiamo che la campagna elettorale delle europee è avvenuta con lo slogan di "Più Italia, meno Europa", c'era un volantino (Lo ricordo a beneficio di quest'Aula) nella quale ovviamente tutti ci siamo spesi, anche lei, collega Ganis, a sostegno di alcuni candidati, ricorderà sicuramente il parlamentare Bruzzone ma anche il Generale Vannacci; io e lei ci ricordiamo di questa campagna elettorale.
Non so, non capisco, non ho idea di cosa significhi quando si parla di drastica virata a destra, ma soprattutto di un contrasto con la visione moderata e liberale, perché mi sono fatto degli interrogativi e ho detto: "Magari si parlerà della difesa dei confini e del contrasto all'immigrazione clandestina", però in realtà lei una settimana e mezza fa era a Pont-Saint-Martin con noi a raccogliere le firme a sostegno di Matteo Salvini, quindi sinceramente non comprendiamo nello specifico a cosa si riferisca, o ancora magari si riferisce al contrasto della promozione della teoria gender nelle scuole e il finanziamento pubblico a questo tipo di iniziative, ma io ricordo distintamente che lei votò, assieme a tutto il gruppo, favorevolmente al ricorso al Tar contro il finanziamento del Gay Pride del Comune di Aosta, quindi probabilmente non è neanche questa la motivazione.
O forse ancora, perché poi ho fatto una ricerca, è quello che ha scritto qualche giornale, cioè che lei avrebbe manifestato un certo fastidio per le presenze che ci sono state sul prato di Pontida, non lo so, qualche giornale ha avanzato questa ipotesi, però ricordo - e per fortuna, per chi vuole, c'è ancora sulla pagina nostra di Instagram e di Facebook - il suo video dove, soltanto una settimana prima, anzi, qualche giorno prima di fare questo passaggio, lei invitava le persone sul prato di Pontida.
È chiaro che alla luce di questi eventi, questo passaggio assume un carattere ancora più curioso e strano.
Ci sarebbero anche tante cose ancora da dire, ma credo che il giudizio che le persone hanno dato a questo passaggio e a questa mossa sia già evidente - lo si può leggere su tutti i social, dove ci si può esprimere in maniera libera.
Io credo che non ci sia bisogno di aggiungere altro, credo che questa scelta lei la pagherà, siamo certi succederà, perché sappiamo tutti che il tradimento è un'arma a doppio taglio e che ferisce gravemente molto più chi la usa rispetto a chi la subisce.
Presidente - Consigliera Foudraz ne ha facoltà.
Foudraz (LEGA VDA) - È con stupore, e altrettanta incredulità da parte di tutto il gruppo consiliare e degli organi direttivi della Lega, che abbiamo appunto appreso, all'inizio della scorsa settimana, della decisione del collega Ganis di lasciare il partito che lo aveva candidato alle elezioni regionali del 2020, consentendogli di essere eletto Consigliere regionale e del quale era militante da ben otto anni.
La motivazione addotta dal collega, in sede di riunione con tutti noi Consiglieri regionali e con il Segretario del partito, è stata quella dei motivi personali, senza entrare giustamente nello specifico di quali fossero questi motivi personali.
Ma perché ho iniziato il discorso dicendo che questa notizia ci ha lasciati stupiti e increduli? Perché poi il giorno dopo, su tutte le notizie diffuse in rete, ma anche sulla carta stampata, è apparsa una dichiarazione ben diversa da quella che il collega Ganis aveva illustrato in riunione, e peraltro mai smentita dallo stesso, dichiarazione che con le motivazioni personali, come ci aveva esposto in riunione, nulla aveva a che fare.
Non citerò le dichiarazioni rese, perché ne ha già fatto un sunto il collega Manfrin.
Io in quelle dichiarazioni percepisco altro rispetto a motivazioni strettamente personali, però magari si può interpretare male.
Il collega parla di una virata a destra del partito, partito che - per quanto mi riguarda, ma sono sicura che anche per altri Consiglieri presenti in quest'aula, Consiglieri che nel passato hanno fatto parte di questa squadra - ha sempre lasciato libertà di azione senza porre bavagli, lacci e lacciuoli agli eletti.
Parla inoltre di principi e di valori che, da anni, lo hanno sempre guidato facendolo approdare in Lega, valori e principi cui la Lega si ispira da oltre trent'anni, che sono rimasti gli stessi.
Ma allora ricordiamo quali sono, visto che a volte sfuggono ai meno attenti: la Lega è un movimento politico confederale, costituito, che ha per finalità la pacifica trasformazione dello Stato italiano in un moderno Stato federale, attraverso metodi democratici ed elettorali.
"Lega per Salvini premier" promuove e sostiene la libertà e la sovranità dei popoli a livello europeo. Questo è quello che dice il nostro statuto all'articolo 1.
Questo forse, magari per qualcuno può voler dire virare drasticamente a destra?
Cambiare idea, nel corso del proprio percorso di vita, è indubbiamente una cosa lecita e anche, sotto certi aspetti, potrebbe essere sinonimo d'intelligenza.
Diverso è, dal mio punto di vista - e, sottolineo, il mio punto di vista - ma anche dal punto di vista di un gran numero di elettori, cambiare idee, principi e valori, con la giustificazione di mantenere una certa coerenza ed onestà intellettuale.
Dal mio punto di vista, una persona che viene eletta in organi istituzionali, a qualsiasi livello, eletta all'interno di un partito o di un movimento politico, condividendone quindi i progetti, le finalità, nel momento in cui non si riconosce più aderente al progetto, dovrebbe avere la coerenza, l'onestà e l'etica di dare le dimissioni, ma non di dare le dimissioni solo dal partito o dal movimento, ma di dare le dimissioni dalla carica elettiva che sta ricoprendo, perché la sua elezione è avvenuta con voti che rientravano all'interno di un grande contenitore, a cui gli elettori si sono ispirati e in cui hanno creduto perché portava avanti degli obiettivi in cui credevano.
Facile dimettersi da un partito e passare a un altro, cambiare principi, valori, ideali, così come si cambia l'abbigliamento; difficile però è cambiare, rinunciando alla carica elettiva e ai suoi emolumenti, però questo sì che, a parer mio - e sottolineo a parer mio - e anche di molti altri elettori valdostani, sarebbe sinonimo di coerenza e onestà intellettuale, oltre che di massimo rispetto per le persone che, con il loro voto, hanno permesso quest'elezione.
Concludo comunque questo mio intervento facendo gli auguri di un buon proseguimento di lavoro al collega, senza alcun rancore per la scelta che ha fatto, ma sottolineando che per me i valori e il rispetto delle persone hanno tutt'altro significato.
Presidente - Consigliere Perron ne ha facoltà.
Perron (LEGA VDA) - Visto che si sono adombrate le questioni di principi troppo a destra, troppo poco a destra eccetera, mi atterrò soltanto a un discorso: quello che a me generalmente interessa - e i colleghi lo sanno, e qualcuno mi considera fin troppo ideologico, che per me è un gran vanto - è soltanto ristabilire un attimo i principi che sono quelli della Lega, che rappresentiamo, e con piacere posso dire.
La Lega continua a difendere, ad esempio, i territori, questo non ha mai smesso di farlo, la svolta a destra è semplicemente una risposta a un mondo che, in realtà, fa di alcune ideologie, sempre più fanatiche e a sinistra, quasi una nuova religione, quindi non siamo noi che ci spostiamo verso la destra: è il mondo che si sta spostando verso l'estrema sinistra, con ideologie folli, e noi siamo un argine, è ben diverso.
La Lega si pone come argine, appunto, ad esempio all'ideologia green, più folle; l'abbiamo fatto, lo facciamo qua in questo Consiglio, già dicendo, ad esempio, che la Fossil Fuel Free non ce la faremo mai, e vedrete che avremo ragione, avremo ragione!
La Lega l'ha detto, è l'unica probabilmente nel panorama italiano, nell'Unione Europea, ad aver criticato, ad esempio, le direttive sulla casa, il blocco dei motori termici, criticato con forza, però, perché adesso ci arrivano un po' tutti ma noi l'abbiamo detto fin dall'inizio, perché siamo pragmatici e non abbiamo quel tipo di ideologia.
Quindi questo la Lega lo fa, lo continua a fare ed è giusto che all'esterno sappiano che continuiamo a fare le stesse cose.
Poi c'è la Lega come argine agli estremismi di quella che viene chiamata "Teoria gender", specialmente nella sua invadenza nelle scuole.
Per fortuna, a livello italiano, la Lega si sta muovendo, e ci mette la faccia su queste cose e continuerà a metterci la faccia su questo, indipendentemente da cosa ci diranno; non ce ne frega nulla, facciamo una battaglia corretta dal nostro punto di vista e continuiamo a farla e non torneremo indietro, non siamo disposti a tornare indietro di 1 millimetro, come molti fanno, per mancanza di coraggio, perché toccare certe lobby oggi, fa paura a qualcuno, ma a noi no - e questo giustamente all'esterno lo devono sapere - e noi continuiamo a farlo.
Vado avanti, la Lega si pone come argine a un'immigrazione incontrollata.
Qui, ça va sans dire, è il nostro cavallo di battaglia da sempre, siamo contro a un mondo falsamente multietnico, che fa poi in realtà il gioco dei grandi poteri più o meno occulti, e poi su questo c'è il discorso dell'identità, che poi, come Lega, più avanti affronteremo in una maniera specifica, ma c'è il discorso dell'identità, e la Lega è il partito dell'identità, è e sarà il partito delle identità, sempre.
In ultimo, vediamo Salvini a processo, domani mi pare; questo testimonia anche il fatto che ci si mette in prima persona ad arginare un'immigrazione incontrollata, e questo la Lega lo fa, l'ha sempre fatto e continuerà a farlo.
Legato a questo, c'è il tema della sicurezza. Siamo troppo a destra perché chiediamo sicurezza? Benissimo, saremo troppo a destra. Moltissimi cittadini si facciano un giro nelle stazioni italiane e poi vediamo che cosa vengono a dire, vediamo se la destra è così brutta e cattiva, ma vediamolo pure. Infatti in tutta Europa la destra sta guadagnando punti proprio su questi temi, quindi noi siamo, come dire, in una "Botte di ferro" su questo e sui nostri principi.
Qui chiudo e tengo aperte, spalancate le porte, perché come sa benissimo il collega Ganis - non c'è assolutamente nulla di personale - un altro tema è la libertà: chi vuole muoversi prenda e vada, noi non piangiamo per nessuno.
Qualcuno pensa che, se qualcuno scende dalla barca, la barca stia affondando? Guardate che è il contrario, le barche leggere stanno a galla ancora meglio, allora, molto bene, faremo senza, andremo avanti, i nostri principi sono blindati, blindati, ed è su questo che mi concentro.
Questo significa che noi siamo incompatibili con forze più moderate? Falso, falsissimo, e di questo c'è un esempio: le forze come la nostra, le forze identitarie come la nostra con le forze patriottiche, in questo caso, perché c'è una lotta comune in Europa contro un super Stato europeo che noi decliniamo nella difesa della Nazione e poi nel dare le competenze ai territori; quindi forze identitarie, forze patriottiche, forze cattoliche e forze liberali possono assolutamente governare, lo dimostra il Governo italiano - che in questo momento ha un indice di gradimento che mi pare sia oltre il 40% - e lo dimostrano, ad esempio, gli altri partiti europei che, andando da soli, sono rimasti chiusi nell'angolo e non sono riusciti ad incidere, quindi benissimo!
Noi saremo una forza certamente non moderata su certi temi, lo rivendichiamo con grande piacere, ma questo non significa che siamo incompatibili, anzi, la via di certi governi è soltanto una, probabilmente, attualmente, e noi, anche su questo, teniamo tutte le porte aperte.
Buon lavoro, collega Ganis, ci sarà probabilmente occasione di lavorare ancora insieme, nelle stesse modalità di correttezza con cui si è lavorato prima.
Presidente - Consigliere Distort ne ha facoltà.
Distort (LEGA VDA) - Condivido con il collega Ganis, ma con ognuno di noi, una riflessione: quando una figura politica decide d'invertire la rotta e di cambiare opinione e casacca, formalmente ha la facoltà di farlo sotto il profilo personale e anche sotto il profilo delle regole, dei regolamenti, ma nel ruolo che rivestiamo, le nostre singole scelte hanno un'eco che va ben oltre i confini personali, va ben oltre anche ai confini del partito con il quale siamo stati eletti.
Questa eco raggiunge le persone che sono fuori da quest'aula, che alle scorse elezioni hanno superato la tentazione dell'astensionismo che, dal punto di vista statistico, è la prima forza politica, ma non per scelta, ma per aver rinunciato a una scelta, per essersi scoraggiati.
Questi hanno superato questa tentazione, sono andati a votare, e così probabilmente avranno fatto alle elezioni precedenti e a quelle prima ancora, ma queste persone, di fronte alle nostre singole scelte, possono o rafforzare la loro fiducia nell'attività politica, o vedere sgretolarsi quell'entusiasmo o quella flebile speranza di poter cambiare qualcosa con il proprio voto.
Ecco, è di queste persone che io mi preoccupo. Mi preoccupo anche per i nostri militanti che hanno speso il loro tempo, le loro energie, la loro faccia, per sostenere ognuno di noi e verso i quali, volenti o nolenti, abbiamo un debito morale, un sacro, un legittimo, un onorevole debito morale. Mi preoccupo anche per loro, tantissimo per loro.
La mia preoccupazione, vi confido, in ogni giorno di questo mandato è di riuscire a trasmettere, alle persone che sono fuori da quest'aula, un motivo per continuare a credere nella battaglia politica e di permettere loro di sentire ancora il proprio cuore battere, perché vedono in noi qualcuno che crede, malgrado tutto.
Ma perché questo succeda, bisogna essere coerenti, non necessariamente, voglio essere molto laico su questo, non necessariamente tra di noi e neanche necessariamente verso il partito, ma nei confronti di chi domani sarà ancora chiamato a votare, perché non perda la fiducia che il proprio voto possa servire a qualcosa e incidere in una determinata direzione.
Questa fiducia ha un prezzo, questo prezzo è la nostra coerenza e la coerenza non si misura mantenendo fede a un semplice patto, ma si misura mantenendo fede al patto con gli elettori e si dimostra attraverso un elemento fondamentale, una posizione fondamentale, una condizione fondamentale.
Noi lo dimostriamo attraverso quanto siamo disposti a rinunciare per onorare questo patto, ripeto, con gli elettori - non con il partito, ma addirittura con gli elettori in genere - per far superare non solo una tentazione, ma un modo di dire, una sorta di idea diffusa, secondo la quale votare non serve a niente, questo è il cancro e per questo noi dobbiamo votare.
Ogni vera scelta quindi comporta una rinuncia e io rimango dell'idea che quando si è entrati in Consiglio, grazie a una candidatura, esiste la possibilità di cambiare idea, esiste, assolutamente, ma a questo punto ci si dimette dalla carica di Consigliere, lasciando il posto a chi segue nell'ordine.
Ripeto, non per ossequio al partito, ma per rispetto degli elettori, per mantenere accesa in loro quella speranza che la politica sia all'altezza delle loro aspettative.
Presidente - Consigliere Marquis ne ha facoltà.
Marquis (FI) - Amici e colleghi della Lega, capisco il disagio e la sofferenza che provate in un momento come questo, però francamente sono rimasto incredulo e sorpreso dalle parole che ho sentito poc'anzi pronunciare.
È innegabile che ci sia stata una profonda virata a destra della Lega, qualcuno di voi dice che non è così, qualcun altro dice che c'è stata una virata a destra quale baluardo contro l'offensiva della sinistra.
È legittimo che si possa cambiare idea a livello politico durante la vita di un partito, ma è altrettanto legittimo che una persona che non condivide la metamorfosi faccia le sue valutazioni sotto il profilo politico e faccia le sue scelte, questo lo prevede la Costituzione.
Non è solo il collega Ganis che ha fatto una scelta così in questi giorni, guardate che ci sono molti leghisti che si sono iscritti e hanno aderito a Forza Italia in quest'ultimo periodo, ma leghisti della prima ora, Tosi, Reguzzoni, la Consigliera delle Marche, lo stesso Umberto Bossi, il fondatore della Lega nord cosa ha fatto? Ha fatto votare Forza Italia alle elezioni europee a seguito di questa profonda svolta a destra che c'è stata con l'inserimento di Vannacci.
Noi non critichiamo le scelte che sono state fatte, crediamo che il vostro occupare una nicchia di elettorato rafforzi il centrodestra, però è altrettanto legittimo che al centro si consolidi un'area con chi si riconosce nei principi e nei valori che noi portiamo avanti.
In Italia siamo i rappresentanti del Partito Popolare Europeo, forse gli Italiani in questo momento vogliono qualcosa di più rassicurante, vogliono qualcuno che dia garanzia di stabilità, che incida a livello europeo, proprio per cercare di dare delle soluzioni alle problematiche che il collega Perron ha evidenziato che ci sono in Europa. Noi crediamo che sia questa la strada giusta, è questa la strada che oggi si dimostra attrattiva nei nostri confronti, e credo che qui vada riconosciuto un grande merito al nostro Presidente Tajani per il lavoro che sta facendo in questa direzione, per la cerniera di collegamento tra il Governo nazionale e l'Europa attraverso il Partito Popolare Europeo.
Diversamente avremmo molte più difficoltà a difendere gli interessi dell'Italia in Europa e, indirettamente, anche quelli della Valle d'Aosta.
Pertanto, quello che mi stupisce è che, a seguito delle dinamiche che avete avuto, che vi hanno caratterizzato in questo mandato, più che cercare di riprendere coloro che hanno avuto il coraggio di fare delle scelte diverse - perché le scelte sono comunque, seppure consapevoli, sempre meditate, richiedono delle valutazioni e sono anche sofferte quando vengono fatte per fare dei cambiamenti - quindi più che altro io credo che da parte vostra dovrebbe esserci un processo di riflessione interna, di autocritica, perché, diversamente, anche in funzione delle parole che ho sentito, (perché riflettono diverse posizionamenti politici gli interventi che sono stati espressi poc'anzi), potrebbero esserci ancora delle ulteriori valutazioni.
Io lo dico nell'interesse del rafforzamento del centrodestra in cui noi lavoriamo e crediamo fortemente.
Credo quindi che bisogna lavorare tutti insieme e fare delle valutazioni di tipo politico, senza sconfinare sul piano personale in quest'aula e immaginare che le scelte che vengono fatte sotto il profilo politico siano da ascrivere a delle questioni di carattere personale.
Questo credo che non sia un approccio corretto e noi non vogliamo dare delle lezioni a nessuno sotto il profilo dell'etica politica, ma sicuramente non siamo disponibili a prenderne da nessuno.
Io voglio ringraziare, a nome del gruppo, il collega Ganis che ha fatto questa scelta, una scelta che riteniamo vada nell'indirizzo giusto, di rafforzare il centrodestra e di lavorare tutti insieme per portare avanti i valori in cui crediamo, che condividiamo e che devono essere al centro della nostra azione politica amministrativa.
Presidente - Consigliere Baccega ne ha facoltà.
Baccega (FI) - Francamente sono molto stupito di quest'ipotesi di processo politico che viene fatto all'interno di un centrodestra e che avrebbe dovuto farsi al di fuori di questo Consiglio regionale, un processo che è indirizzato a una persona alla quale si chiedono le dimissioni e che è stata eletta con oltre 390 voti personali, e questo sicuramente ha dato anche forza al gruppo della Lega.
È una cosa che non è successa quando altri quattro Consiglieri della Lega se ne sono andati dal gruppo della Lega, non abbiamo sentito tutte queste esternazioni e francamente qualche pensiero ve lo dovreste fare rispetto a qualche passaggio che è avvenuto negli anni in questo Consiglio regionale.
Noi siamo a favore di Salvini, siamo in sintonia con Salvini, magari su certe cose, su certi approfondimenti discutiamo - Tajani e Salvini spesso, in qualche modo, hanno delle cose da dirsi - ma poi alla fine c'è una mediazione politica nel Governo di centrodestra, che sta funzionando molto bene, che sta dando risposte agli Italiani e che auspichiamo possa in qualche modo andare a governare anche la Valle d'Aosta l'anno prossimo, c'è la sintonia. Ci hanno in qualche modo preoccupato e hanno preoccupato molti vostri elettori, quelli che si sono iscritti da noi, come diceva poco fa il nostro capogruppo, ci hanno preoccupato le esternazioni di un certo signor Vannacci, che è preoccupante per noi.
Noi siamo i moderati, siamo il centro del centrodestra, noi siamo quella fascia di elettori e guardiamo a quella fascia di elettori che va da Elly Schlein alla Meloni.
Ho la sensazione che voi vogliate andare oltre la Meloni e questo ci preoccupa.
Sono sicuro che Ganis farà il suo lavoro, come ha sempre fatto, con la gente, per la gente, e che all'interno del gruppo di Forza Italia darà il suo fattivo contributo, come ha sempre fatto.
Gli diamo quindi il benvenuto e riteniamo che processi di questo tipo non si debbano assolutamente fare all'interno di un Consiglio regionale, ma ci sono le sedi politiche dei partiti che devono ragionare su questi temi.
Presidente - Si è prenotata la consigliera Minelli, ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - Innanzitutto vorrei fare gli auguri al collega Manfrin, non sapevo che oggi fosse il suo compleanno, e dire al collega e ai suoi sei compagni di gruppo che à chaque jour suffit sa peine, e parlo con cognizione di causa, perché, come tutti ricorderete, prima di farmelo ricordare, sappiamo benissimo che qui noi siamo entrati in sette e siamo rimaste in due, quindi abbiamo vissuto quest'esperienza e, nel momento in cui è toccato a noi, qui dentro si è scatenata una bagarre incredibile; io non ho nessuna intenzione di esprimere valutazioni e giudizi sulla scelta del collega Ganis, anche perché mi sembra che stiamo assistendo oggi in aula a una resa dei conti all'interno del centrodestra, ma è anche comprensibile.
Di sicuro, quando è toccato a noi, non c'è stata nessuna virata particolare, perché noi abbiamo semplicemente continuato a portare avanti un programma, qualcun altro forse ha deciso che quella non era più la strada e si è dimenticato di quello che c'era scritto, ma questa è un'altra questione.
Ora io non so esattamente, non lo possiamo sapere, abbiamo ascoltato quello che è stato detto, possiamo prenderlo per buono, quindi non sappiamo esattamente quali sono tutte le motivazioni. Sicuramente che ci sia da parte della Lega nazionale una virata, o comunque una recrudescenza, diciamo così, di alcune posizioni è sotto gli occhi di tutti - e sono posizioni chiaramente per noi le posizioni di Salvini, le posizioni del Generale Vannacci assolutamente inaccettabili - e il fatto che qualcuno si discosti, se così è, da quelle posizioni, non può che essere un segnale positivo.
Sicuramente non so se la barca alleggerita viaggerà meglio, come ha detto il collega Perron, certo è che la barca leghista valdostana è sicuramente alleggerita, lo dimostra anche plasticamente la parte che mi sta di fronte ma lo dimostrano anche i risultati elettorali, che parlano da sé.
Nel 2019 in Valle d'Aosta alle elezioni europee la Lega aveva ottenuto il 32%, alle regionali il 24% e alle europee di pochi mesi fa il 9%, quindi io credo che la barca qui sia alleggerita, vedremo che cosa succederà e, cari colleghi della Lega, buon viaggio.
Presidente - Consigliere Marguerettaz ne ha facoltà.
Marguerettaz (UV) - Generalmente non è nostra abitudine commentare tutta una serie di modifiche e di spostamenti, ma se io fossi in Ganis oggi sarei contentissimo, perché lei, Ganis, è stato innalzato a un ruolo che potrebbe essere quello di Einaudi, di De Gasperi: è riuscito a scatenare quasi tutto il gruppo della Lega e, come ha detto molto bene Baccega, non c'è stato questo tipo di reazione di fronte a un trasferimento di quattro Consiglieri della Lega, quindi cosa vuol dire? Che lei vale più degli altri quattro, perché, se le è stata dedicata tutta questa attenzione, io credo che sia implicitamente un riconoscimento per il suo valore.
Al di là delle cose che possono essere dette, anche con simpatia e con ironia - lei sa che nei suoi confronti nutro una simpatia - anche con alcuni ragionamenti che sono stati fatti nel passato dalla Lega non disconosco certe affinità, ma è indubbio, amici della Lega, che la Lega Valle d'Aosta è espressione di quella che era la tendenza a livello italiano.
Vi ricorderete il mio discorso all'atto dell'insediamento, quando dissi alla vostra capogruppo: "Ma lei è sicura che il voto degli elettori sia stato indirizzato a lei e alla lista della Lega piuttosto che a Salvini? ".
Oggi Salvini è indubbiamente in disgrazia e da questo punto di vista non potranno - è stato ricordato prima - che esserci delle ricadute sull'espressione di voto.
Questo è solo per dire che molte volte l'elettorato aderisce a delle mode, abbiamo degli esempi abbastanza importanti. Vi ricorderete quelli che volevano entrare in Consiglio regionale e aprirlo come una scatola di tonno, esattamente come volevano fare in Parlamento? Sono spariti e personalmente ritengo che nessuno rimpianga la loro presenza.
Vi ricorderete di quando allora i primi due Consiglieri del Movimento 5 Stelle si atteggiavano a pistoleri? Sono spariti, perché è una moda.
Era solo per dire che i valori - che mi onoro di rappresentare in questo Consiglio - del movimento dell'Union Valdôtaine hanno sempre rappresentato - è 80 anni che li rappresentano - i Valdostani e i loro interessi; noi dialoghiamo con tutti, ma non siamo un modello franchising, dove per un momento le camicie con un certo logo vanno per la maggiore e poi l'anno dopo spariscono.
Siamo una garanzia per la nostra comunità e vogliamo dialogare con le forze che sono moderate.
Amici della Lega, io non ho per niente apprezzato quel carosello di persone dell'ultra destra che hanno animato Pontida, questo lo devo dire, sono lontani dai nostri valori, quindi per certi versi, una forza moderata che dialoga è sicuramente per noi un interlocutore. Questo va da sé.
Per certi versi noi ci posizioniamo sempre nei valori democratici europei. Noi non vogliamo dei capò, noi non vogliamo dei dittatori.
Presidente - Consigliere Padovani, ne ha facoltà.
Padovani (FP-PD) - Intervengo perché penso che oggi siamo di fronte a un fatto storico, per la prima volta, nella storia del Consiglio regionale, un gruppo, quello della Lega, perde praticamente metà dei suoi componenti, passando da 11 a 6.
Tutto è iniziato con la fuoriuscita dei colleghi che hanno dato vita a Rassemblement Valdôtain e ora il collega Ganis passa a Forza Italia. Chissà se sarà l'ultimo?
A proposito, colleghe e colleghi, tutto a posto? Sì? Qualcosa da dire? Nulla, sono contento.
Si poteva quasi pensare che fosse uno scambio di Consigliere all'interno del centrodestra unito, ma Radio Scarpa ci dice che qualcuno non l'abbia presa proprio benissimo e che la tanto sbandierata unità sia ormai finita a letterali faccia a faccia in riunioni poco serene.
Il collega Ganis lamenta un cambio di linea e un eccessivo scivolamento a destra - io ora, collega Ganis, devo dirle che francamente lo scivolamento a destra non l'ho visto ma perché, come lei ben sa, io penso che la Lega fosse a destra, è a destra e continua a essere a destra, cercando di fare a gara a chi è più a destra con Fratelli d'Italia, perché in quel bacino pesca - ma io rispetto la sua idea, rispetto il fatto che lei probabilmente non si sia sentito più rappresentato, non abbia più trovato lo spazio che lei pensava di avere, ma chi dovrebbe garantire che in un gruppo si sentano tutti rappresentati se non il capogruppo? Capogruppo che evidentemente è troppo distratto dall'insegnarci come si fa l'Assessore, il Presidente di Commissione, le manifestazioni per i diritti civili e quelle per il clima... Sì, collega Manfrin, ogni tanto purtroppo mi capita di ricevere dei suoi post sui suoi social, ne farei volentieri a meno, però mi è capitato, come mi è capitato recentemente di ricevere un post nel quale lei sostiene che alle prossime elezioni regionali spazzerete via la sinistra da questo Consiglio.
Io non ho doti da veggente, quindi non so dire cosa succederà tra un anno; so però che lei oggi sta contribuendo a spazzare via la Lega da questo Consiglio.
Ottimo lavoro, continui così, e buon compleanno.
Presidente - Consigliere Cretier, ne ha facoltà
Cretier (FP-PD) - Non volevo intervenire se non per fare gli auguri al collega Ganis, ma noi di sinistra riusciamo sempre a spostare un problema a destra e lo riportiamo a sinistra.
Per quanto riguarda il collega Ganis, sono scelte da rispettare, passaggi politici per scelta personale, non farò considerazioni sul collega ma è indiscutibile - e questo è un dato - che Forza Italia non è entrata nel 2020 e oggi ha tre Consiglieri, questo è un dato di fatto.
Il Consigliere Ganis è una persona posata, anche attento alle tematiche del territorio da cui proviene e al settore in cui ha operato in passato. A volte le scelte sono condizionate e a volte obbligate, come è stato nel nostro caso.
Abbiamo dovuto dividere il gruppo per ovvi motivi, c'era il blocco delle Commissioni e il blocco dei lavori del Consiglio; ricordo che c'era un gruppo PCP in maggioranza e uno in minoranza, e questo è un dato di fatto, quindi non si poteva procedere con i lavori.
La sua scelta liberale, caro collega, è coraggiosa, il mio è un augurio per il prosieguo dell'attività politica, ma sempre con la schiettezza del passato e - come ha detto, sabato scorso, il Presidente emerito della Camera dei deputati, Violante, a Cogne- bisogna rispettare gli altri che, come noi, sono stati eletti. A offendere politicamente il singolo si offendono i sostenitori.
Poi ognuno ha le sue strategie politiche, europee, liberali, moderate e democratiche.
Auguri, collega.
Presidente - Consigliere Marquis, a lei è rimasto un minuto, non è una discussione libera. Un minuto è rimasto al consigliere Marquis a cui passiamo la parola.
Marquis (FI) - Una breve replica a quanto è stato asserito dal Consigliere Cretier, che Forza Italia non è entrata in Consiglio e ora si trova con tre Consiglieri regionali.
Io volevo sottolineare che bisogna smetterla anche di fare queste affermazioni, perché, se vogliamo dare delle letture di quanto è avvenuto in Consiglio, voi siete entrati in un percorso completamente diverso in quello cui siete oggi e non è detto che sareste seduti in Consiglio se vi foste presentati come partito democratico.
Così come ci sono stati degli altri cartelli elettorali, che la stessa sera dei risultati si sono sciolti e hanno fatto dei percorsi diversi. Potrei star qui ancora per un momento a spiegare queste cose all'Aula, non accettiamo e rimandiamo al mittente le critiche che vengono fatte a Forza Italia, che ha fatto i suoi percorsi legittimi, così come altre persone sono fuoriuscite dai gruppi, hanno formato un altro gruppo e un altro partito politico, pertanto credo che sia anche legittimo che delle persone fuoriescano dai propri gruppi e possano aderire a dei partiti politici che sono già presenti sul territorio.
Presidente - Un minuto anche alla Consigliera Minelli, ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - Meno di un minuto, Presidente. Solo perché apprende oggi il Consiglio e chi ci ascolta che la separazione del gruppo del PCP è avvenuto perché c'era un problema di Commissioni. Mi sembra un poco ridicolo ma, per onor del vero, devo anche fare una precisazione: dopo la separazione del gruppo di PCP, quando si sono costituiti i nostri colleghi con il gruppo FP-PD o quello che è, io sono rimasta 18 mesi senza avere un posto in nessuna delle Commissioni, dopo la separazione, fin quando il collega Rollandin non si è dimesso da una delle due Commissioni in cui era rappresentante per il suo gruppo e allora finalmente sono entrata io.
Ricordo anche che il regolamento attuale del Consiglio prevede che ogni Consigliere partecipi almeno a una Commissione. La sottoscritta non l'ha fatto per 18 mesi, perché qui non si sbloccava una situazione, e non era di certo legata alla separazione dei due gruppi.
Presidente - Consigliere Aggravi ne ha facoltà.
Aggravi (RV) - Presidente, io ieri le avevo chiesto espressamente in capigruppo anche di dare comunicazione al Consiglio, visto che ho mandato una missiva (a lei per conoscenza), al Presidente della V Commissione - che in Consiglio parla molto più che nella Commissione che presiede - e anche ai capigruppo, e questo io penso che sia rilevante ai fini dell'Aula, quindi le chiederei di darne comunicazione.
Presidente - Se ricordo bene, quella missiva non è arrivata - come ieri ha evidenziato, era in realtà nell'intenzione di mandarla domenica ma, per un problema di posta elettronica, non l'abbiamo ricevuta. È stata data comunicazione da lei alla Conferenza Capigruppo ieri e poi trasmessami successivamente.
Nella missiva, come dice lei, venivano sottolineati i problemi all'interno della V Commissione, in ragione di un percorso rapido di un D.L., se ben ricordo; nel quale si evidenziava questa problematica relativa alla Commissione, peraltro era stata inviata domenica proprio perché la Commissione si sarebbe riunita lunedì, ma domenica non è purtroppo arrivata a destinazione. Riporto quanto da lei segnalato ieri nella Conferenza Capigruppo, a situazione ormai superata.
Consigliere Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (RV) - Sì, Presidente, solo per integrare quanto lei ha detto. Mi spiace che ci sia qualcuno che la domenica lavora, questo è ovviamente per chi è impegnato sui propri dossier, ma è quanto a volte avviene.
Riguardo al fatto che la Presidenza del Consiglio non l'abbia ricevuta, mi spiace, però, come le ho detto, sulla posta elettronica è bene fare anche una pulizia d'indirizzi, perché ci sono delle possibilità infinite per scriverle, penso che una mail poco cambi rispetto a una lettera formale, perché siamo comunque nel 2024, quasi nel 2025, e parliamo spesso di digitalizzazione.
Vorrei sottolineare che c'è un altro passaggio che io le ho sottolineato, ovvero una discriminazione nel trattamento di un disegno di legge rispetto a una proposta di legge.
Poi vero è che l'Assessore ha specificato delle questioni di natura tecnica che approfondiremo sul punto, però è buona cosa che un Presidente di Commissione, che gestisce la Commissione e gestisce delle urgenze... tema sul quale forse sarà buona cosa comprendere le modalità di definizione dell'urgenza, perché in alcuni casi tutto è urgente, in altri nulla è urgente, ma questo magari lo rimandiamo alla Commissione regolamento; era per me, in quanto capogruppo del gruppo che aveva presentato anche quella proposta di legge, bene sottolinearlo nei confronti di chi dovrebbe fare il garante di quest'Aula e non rivestire spesso le vesti di Ponzio Pilato, anche se è una figura che io spesso dico dovrebbe essere rivalutata e valorizzata meglio rispetto a quello che ne è passato.
Presidente - Consigliere Aggravi, intanto la sua mail mandata domenica e non ricevuta perché abbiamo scoperto che fa riferimento alla Presidenza una serie di e-mail ormai non più usate, se non altro ieri sono state cancellate tutte le e-mail inutili e da adesso in poi una resta e una, quando verrà inviata, verrà consegnata, per cui, al di là del disguido per il quale non abbiamo potuto leggere la mail, altrimenti, la domenica anche noi leggiamo le mail e, se capita, lavoriamo, come tutti in questo Consiglio.
Passiamo al punto n. 2 all'ordine del giorno...
Consigliere Restano, sempre per il primo punto o per questo? Ne ha facoltà.
Restano (RV) - Chiedo scusa per il ritardo nella prenotazione, credevo volesse intervenire il collega Chatrian.
Volevo solamente integrare quanto detto dal mio capogruppo e precisare alcuni punti di vista. Confermo che per noi lei è il garante del buon funzionamento del Consiglio e di tutte le sue articolazioni, quindi anche delle Commissioni; più volte ci siamo già rivolti a lei segnalando che forse, in certe occasioni, e soprattutto nel caso di presentazione di proposte di legge da parte della minoranza, qualcosa in V Commissione non funziona come dovrebbe.
Io continuo a chiedere chi sia che definisce l'urgenza di una proposta di legge o di un disegno di legge, perché, se tocca al Presidente della Commissione, deve motivarlo, se tocca invece, nel caso della Giunta, all'Assessore proponente, ne ha la facoltà, come penso avviene.
Allora chiedo che il gruppo che presenta una norma, che il primo firmatario di una legge possa dichiarare l'urgenza della norma che sottopone all'attenzione della Commissione.
Se - ipotizzo - questa norma, come evidenziato dall'Assessore in Commissione, non presenta tutti i requisiti per dichiararla legittima e il proponente la vuole discutere in Aula o in Commissione, bene, non è legittima, sarà bocciata, però chi decide che si devono aspettare ulteriori approfondimenti? É competenza del Presidente della Commissione o è competenza del proponente? Perché nel caso in esame non avevamo chiesto, come proponenti, eventuali approfondimenti; a noi sembra che in questo caso si sia un poco giocato per non poter portare - come avevamo invece esplicitamente chiesto e messo a verbale - in discussione la norma, alla pari di altre norme che noi discuteremo durante questo Consiglio.
Ci sembra che si stia un poco esagerando, quindi ci appelliamo a lei, Presidente, per l'ennesima volta, affinché definisca delle regole certe.
In altri Consigli mi sembra che, come viene depositata una proposta di legge, o un disegno di legge, venga addirittura calendarizzata la sua discussione, allora mi chiedo quale attività di programmazione possano fare i Capigruppo, siamo solo qua quando rappresentiamo i Capigruppo per decidere cosa si discuterà il giorno dopo in Consiglio?
Di certo discutiamo ciò che i nostri Presidenti di Commissione, non tutti, ma almeno quello della V, decidono arbitrariamente di portare all'attenzione del Consiglio, distraendo l'attenzione della popolazione intera, perché noi, almeno, rappresentiamo chi ci ha eletti.
Presidente - Consigliere Manfrin, lei è già intervenuto, un minuto...
(Interruzione del Consigliere Manfrin fuori microfono)
Presidente - No, no... complessivamente è di cinque minuti, pertanto...
(Interruzione del Consigliere Manfrin fuori microfono)
Presidente - Come da regolamento, per una durata complessiva di 5 minuti, c'è scritto sul regolamento...
(Interruzione del Consigliere Manfrin fuori microfono)
Presidente - C'è un regolamento, comunque un minuto lo concediamo a tutti.
Manfrin (LEGA VDA) - Grazie Presidente, perché evidentemente il problema è à la une, ne abbiamo discusso già in V Commissione, abbiamo, purtroppo - ma non è la prima volta che lo facciamo - chiesto, al netto di quello che è avvenuto con la legge sullo sport e quant'altro, che le proposte di legge abbiano tutte la stessa dignità.
Ora io ho il panorama, ma mi riferisco in particolare alla V Commissione, dove ci sono due leggi a mia prima firma depositate, che ristagnano... una almeno da un anno e mezzo, quella sul fattore famiglia, e quella sulla celiachia da svariati mesi, però vediamo che ci sono proposte che invece acquisiscono un'immediata velocità e rapidità.
Allora io credo che, a fronte dell'inefficienza del Presidente della V Commissione, che spesso si nasconde in bagno in aula per non votare contro la sua maggioranza, lei dovrebbe farsi garante proprio del funzionamento delle Commissioni e quindi intervenire perché tutti abbiano lo stesso peso e tutti abbiano lo stesso percorso.
Presidente - Consigliere Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (UV) - Per quanto i colleghi hanno sollevato, il collega Aggravi e il collega Restano, indubbiamente, presidente Bertin, diciamo che ci siamo trovati in un momento veramente di difficoltà e anche un po' d'imbarazzo, nel senso che sul piano politico noi abbiamo, come V Commissione, calendarizzato l'incontro, mettendo comunque in disponibilità le due proposte, la proposta che arrivava dalla minoranza e la proposta scaricata dal Governo regionale di disegno di legge, con tanto di compatibilità finanziaria.
Cosa è successo? É successo che praticamente la proposta di legge che è stata scaricata, da un punto di vista tecnico, quindi nulla di politico, aveva qualche criticità o ha qualche criticità. Capisce che per noi il tutto è diventato molto difficile/imbarazzante, quindi la richiesta da parte nostra... Come?
(Interruzione fuori microfono)
...da parte nostra c'è stato comunque quella di calendarizzare le due iniziative, hanno 7-8 giorni di differenza, oltretutto intervengono su dei temi simili, ma non uguali, e quindi era praticamente impossibile, da parte della Commissione, poter accompagnare il percorso di natura amministrativa.
Per quanto ci riguarda, chiediamo veramente a lei, ai suoi uffici, ai dirigenti e a chi segue il percorso dei disegni di legge e delle proposte di legge, di addivenire, quanto meno in queste situazioni, e che ci sia la competenza anche, almeno, della II Commissione consiliare.
Questo è un auspicio, senza nessuna polemica, con tutta tranquillità, abbiamo cercato e calendarizzato insieme di scaricare e di portare in discussione qualche giorno fa le due leggi, le due proposte, una è una proposta e l'altra è un disegno di legge, ma veramente una aveva delle criticità in pancia, proprio da un punto di vista giuridico, ma soprattutto finanziario.
Ripeto, questo è solo per mettere a fattor comune e mettere in evidenza il percorso che si è deciso in Commissione all'unanimità.
Presidente - Consigliere Aggravi, per i restanti due minuti, ne ha facoltà.
Aggravi (RV) - Prima di tutto tendo a dire che forse il collega Restano ha parlato d'illegittimità, non era una questione d'illegittimità, ma era una questione legata a possibili conseguenze finanziarie. Lo dico a beneficio di quello che ha detto l'Assessore, però dall'altro lato io capisco l'astuzia e la furbizia di chi è in Consiglio da tempo - e dico in particolare il collega Chatrian - ma la linea del tempo è importante.
Noi abbiamo appreso di questa notizia quando l'Assessore si è seduto, quindi voi non ne sapevate in realtà nulla o non lo avete detto.
In particolare, il Presidente della Commissione, a cui sono state chieste di esplicitare delle cose prima che l'Assessore si sedesse, doveva dirlo. Si sarebbe evitata tutta una serie di polemiche e di questioni che sono state fatte, ma finché l'assessore Grosjacques non si è seduto a quel banco, nessuno ne ha parlato.
Quando è stata convocata la Commissione, non c'era contezza di questa situazione o ve la siete tenuta nel cassetto o ve la siete magari dimenticata oppure avete ritenuto che non fosse urgente comunicarlo, tanto per dirlo.
Vero quindi che c'è stata una situazione successiva, ma che abbiamo appreso quando l'Assessore si è seduto, quindi: o il Presidente della V Commissione sapeva e non l'ha detto o qualcuno se l'è dimenticato.
Diciamo le cose come stanno, perché altrimenti sembra che si sapesse prima che c'era questa problematica; lo abbiamo appreso qui, come lo hanno appreso molti di voi.
Lo dico solo a beneficio di come sono andate le cose.
Presidente - Consigliere Restano, un minuto, ne ha facoltà.
Restano (RV) - Oltre a quanto ha detto il mio capogruppo, vorrei aggiungere che qua si fa politica e se noi abbiamo presentato una proposta di legge - e l'abbiamo presentata prima del disegno di legge della Giunta - è perché avevamo delle buone intenzioni di confrontarci in questa sede con i colleghi della maggioranza, per dare un impulso diverso rispetto a quello che oggi avviene su determinati argomenti.
Siamo sempre a favore di tutti i provvedimenti che riguardano lo sport e non avevamo nessuna intenzione di boicottare nessuno, però avevamo la necessità e la volontà di confrontarci per contribuire al buon esercizio e alla pratica dello sport in Valle d'Aosta.
Non ci è stato permesso, con degli escamotage che si ripetono nel tempo, è per quello che lei deve intervenire.
Presidente - Consigliere Chatrian per il minuto restante.
Chatrian (UV) - Assolutamente le buone intenzioni le abbiamo sicuramente recepite nel valutare delle proposte che arrivano direttamente sui tavoli della Commissione.
Il nostro grido d'allarme, colleghi, è alle strutture del Consiglio regionale, come ho detto poc'anzi. Gentilmente, prima di scaricarci qualsiasi tipo di atto amministrativo o proposta di legge o disegno di legge, sul piano finanziario che ci sia la certezza che la discussione può avvenire in Commissione sul piano politico, perché le regole del gioco sono corrette.
Questa è, per quanto ci riguarda, la richiesta che facciamo al presidente Bertin sul piano politico, che lui saprà molto bene declinare sul piano amministrativo con i suoi dirigenti e i suoi uffici.
La dico in maniera molto semplice: bastava che ci fosse anche l'assegnazione in II Commissione, probabilmente l'impasse in questo caso sarebbe già stata fermata prima, non mettendo assolutamente il carro davanti ai buoi.
Il nostro grido d'allarme è: quando arrivano le proposte sui tavoli delle Commissioni, che ci siano tutte le condizioni corrette per poter fare un bel sano e interessante posizionamento di natura politica.
Presidente - Ci sono altri interventi? Non ci sono altri interventi.
Ovviamente rimane un'autonomia delle Commissioni che si auto-organizzano, però è ovvio che la discussione in Consiglio regionale deve avvenire e ogni gruppo e ogni Consigliere devono essere messi nelle condizioni di poter portare le proprie iniziative in Consiglio.
