Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2335 del 19 aprile 2023 - Resoconto

OGGETTO N. 2335/XVI - D.L. n. 87: "Disciplina del canone annuale e del canone aggiuntivo per le concessioni di grandi derivazioni di acqua per uso idroelettrico".

Bertin (Presidente) - Presenti 32 Consiglieri, possiamo riprendere l'ordine del giorno. Punto n. 4.02. Il D.L. n. 87 è composto da tredici articoli. Sono stati depositati due emendamenti da parte delle Commissioni III e IV. I relatori sono il Presidente della II Commissione per la maggioranza, come il Presidente della IV per la maggioranza, e per la minoranza il consigliere Aggravi. Si è prenotato il consigliere Malacrinò a cui passo la parola.

Malacrinò (FP-PD) - Il disegno di legge che ci accingiamo a discutere reca: "Disposizioni in materia di determinazione dei canoni demaniali relativi alle grandi concessioni di derivazione d'acqua per uso idroelettrico" in coerenza con quanto previsto dall'articolo 12 del decreto legislativo 16 marzo 1999 n. 79 recante: "Norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica", così come previsto dalla normativa europea di riferimento.

Il disegno di legge prevede quindi, per le grandi derivazioni d'acqua a scopo idroelettrico, la corresponsione da parte dei concessionari di un canone demaniale costituito da una parte fissa e da una parte variabile.

Per le concessioni scadute, invece, la presente norma prevede che i concessionari corrispondano un canone aggiuntivo per l'esercizio dell'impianto nelle more della riassegnazione della concessione.

Ai fini della determinazione dell'entità del canone demaniale, la citata legge di riferimento prevede che, con Decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentita l'Autorità di regolazione per l'energia, reti e ambiente (l'ARERA), e previo parere della conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, siano determinati il valore minimo della componente fissa del canone demaniale e il valore minimo del canone aggiuntivo riguardante le concessioni scadute ancora in esercizio.

Si segnala inoltre che l'ARERA, con deliberazione 197 del 3 maggio 2022, ha espresso parere favorevole sul presente disegno di legge.

In sintesi il presente disegno di legge definisce, con riferimento esclusivamente alle grandi concessioni di derivazione d'acqua per uso idroelettrico, l'importo unitario della componente fissa del canone demaniale, la percentuale della componente variabile, le modalità di quantificazione dei ricavi normalizzati per la determinazione della suddetta componente variabile e la misura del canone aggiuntivo per le concessioni scadute, demandando la definizione delle modalità di aggiornamento, versamento, introito, controllo e riscossione dei suddetti canoni alla Giunta regionale.

Si compone di tredici articoli.

L'articolo 1 definisce l'oggetto e l'ambito di applicazione della norma, consistente nella determinazione dell'importo unitario del canone annuale e delle modalità di quantificazione dei ricavi normalizzati, nonché la misura del canone aggiuntivo per le concessioni che risultino scadute.

L'articolo 2 definisce la composizione e la periodicità di versamento del canone demaniale, la sua decorrenza e le cause di esclusione dal pagamento.

L'articolo 3 stabilisce l'entità economica del canone demaniale, con particolare riferimento all'importo unitario, fissato sulla base della potenza nominale media di concessione, della componente fissa da utilizzare in fase di prima applicazione.

La determinazione della percentuale dei ricavi normalizzati necessaria per la quantificazione della componente variabile è invece determinata annualmente con legge di stabilità.

Viene stabilito inoltre che tale percentuale non può eccedere la misura del 2,5%.

L'articolo 4 stabilisce la modalità di determinazione dei ricavi normalizzati necessari per definire l'importo della componente variabile del canone.

L'articolo 5 definisce le modalità e le tempistiche riguardanti la corresponsione del canone da parte dei concessionari.

L'articolo 6 definisce il canone aggiuntivo riguardante le concessioni scadute, anche se esercitate in forza di autorizzazione provvisoria.

L'articolo 7 stabilisce l'entità economica del canone aggiuntivo, individuando l'importo unitario di prima applicazione.

L'articolo 8 definisce le modalità e le tempistiche riguardanti la corresponsione del canone aggiuntivo da parte dei concessionari scaduti.

L'articolo 9 prevedere il rinvio ad apposita deliberazione della Giunta regionale per la definizione dell'aggiornamento annuale della componente fissa del canone e di ogni eventuale e necessaria modifica all'attuazione della legge.

L'articolo 10 dispone l'abrogazione dell'articolo 4 della legge regionale 24 aprile 2019 n. 4, il quale fissava la base di calcolo per il canone di concessione.

L'articolo 11 reca la clausola d'invarianza finanziaria.

L'articolo 12 reca le disposizioni transitorie e finali.

L'articolo 13 la dichiarazione di urgenza.

Il presente disegno di legge è stato oggetto di esame congiunto da parte della II e della IV Commissione consiliare e, infine, in data 13 aprile 2023 è stato espresso, a maggioranza, parere favorevole sul testo di legge comprensivo degli emendamenti.

Presidente - Consigliere Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (LEGA VDA) - Carissimi colleghi, il presente disegno di legge reca: "Disposizioni in materia di determinazione dei canoni demaniali relativi alle grandi concessioni di derivazione d'acqua per uso idroelettrico", in coerenza con quanto previsto dai commi 1quinquies e 1septies dell'articolo 12 del decreto legislativo 79 del 16 marzo 99.

Non mi dilungherò sulla parte più tecnica e di contenuto del presente disegno di legge, perché, giustamente, questa parte è già stata trattata dalla controparte di maggioranza; permettetemi dunque di fare alcune considerazioni, a partire da quanto è emerso nel corso delle audizioni dedicate a questa tematica.

Il 19 gennaio scorso il disegno di legge ha, di fatto, iniziato il proprio iter nelle Commissioni consiliari II e IV. L'allora Assessore competente in materia ha, di fatto, presentato il disegno di legge oggi in esame come il tassello mancante del percorso che ha portato questo Consiglio all'esame e all'approvazione a maggioranza della legge regionale 7/2022, con la quale è stato ridefinito il modello organizzativo che ha portato il BIM a diventare "Ente di Governo d'ambito del servizio idrico integrato".

In tale sede, si ebbe a discutere, anche e in particolare, dell'articolo 8 relativo alle risorse finanziarie funzionali per l'appunto al Governo d'ambito del servizio idrico integrato che così stabilisce, e visto che avete già la copia della relazione, la do per letta questa parte.

In tale sede, così come poi ricordato nell'audizione del 19 gennaio scorso, si ebbe anche a precisare che, rispetto a tali coperture finanziarie, si sarebbe, tra l'altro, previsto un successivo intervento legislativo, quello oggi in esame, che avrebbe di fatto fornito le coperture finanziarie necessarie agli interventi che poi l'EGA - e quindi il BIM - avrebbe dovuto compiere sulla rete potabile a livello regionale, per un fabbisogno aggiuntivo corrispondente a circa 4 milioni di euro, la cui prima tranche era stata stanziata a favore dei Comuni con la legge di assestamento rispetto poi ai complessivi stimati 445 milioni previsti del Piano degli interventi che ci era stato presentato dall'allora assessore Marzi; cifre notevoli e importanti per la nostra realtà.

In sintesi, questa legge è funzionale a drenare il gettito di entrata necessario per coprire quei 4 milioni di euro che mancano, risorse di cui il Presidente del Consorzio BIM della Valle d'Aosta aveva già parlato durante l'assemblea del Consiglio permanente degli enti locali dedicata all'ultima legge di stabilità depositata il 2 novembre scorso dalla Giunta regionale, la Giunta precedente.

Come ebbe a dire il Presidente del Consorzio BIM, "Al BIM i soldi servono, quest'anno abbiamo messo in campo 42 milioni di euro e ci siamo indebitati per il futuro" - e anche - "Dovrò chiedere ai Sindaci, a cui avete appena dato 6 milioni in più, le risorse per riuscire a coprire tutto quello che devo fare, e questo vuol dire solo una cosa: aumentare le tariffe". Una prospettiva per niente positiva, soprattutto per gli utenti finali che si sarebbero poi visti caricare in bolletta i relativi costi. Tutto verteva e verte su quei 4 milioni di euro ulteriori.

In quella sede l'allora Presidente della Regione promise di portare quanto prima questa legge in Consiglio per risolvere la problematica. Il resto delle puntate è storia e già la conosciamo.

Dai dati presentati in audizione, si è appreso "Come da una prima analisi fatta sul 22 rispetto al 21" - queste sono le parole dell'Assessore - "Il 22 sta presentando dei dati in termini di produzione leggermente in calo nella misura del 16% però la stragrande maggioranza del calo è ascrivibile alla partecipata CVA nella misura del 17%".

Tra l'altro sappiamo che, al di là di quello che si è detto in Commissione, i dati che si stanno consolidando, confermano appunto questo trend.

Nel corso delle audizioni, è anche emerso come, di fatto, la partecipata CVA sia quella che andrà a pagare il 95% dei canoni straordinari previsti in legge; dato più che ovvio considerata la tipologia di concessioni di derivazione ricomprese nel perimetro di riferimento del presente disegno di legge e che ne fa - la partecipata - ancora una volta il principale interlocutore nelle questioni inerenti alla gestione della nostra risorsa idrica a scopi idroelettrici.

Sempre il 19 gennaio 23, l'allora Assessore aveva confermato che il confronto di natura tecnica con i relativi portatori d'interesse si era già tenuto, in particolare per quel che attiene alle problematiche che si presenterebbero in anni di particolare siccità; tema, tuttavia, che alcuni degli intervenuti hanno portato all'attenzione delle Commissioni, finanche proponendo modifiche dirette al testo di legge. Agli atti delle Commissioni ci sono delle osservazioni in tal senso.

Riprendendo il tema della minor produzione, è bene ricordare che, come ebbe proprio a confermare sempre l'Assessore, tale calo sia stato di fatto calmierato - termine interessante per argomentare il tema in oggetto - dall'aumento dei prezzi dell'energia anche nell'ordine del 245% (sappiamo tutti, appunto), fatto, tra l'altro, che tutti noi conosciamo benissimo da utenti finali come singoli, famiglie e aziende.

Tornando però al tema cardine del presente disegno di legge, ovvero le risorse, ci è stato confermato in audizione come le simulazioni facciano prevedere un gettito variabile da 7.900.000 all'anno a 7.500.000, una cifra di fatto più che doppia rispetto alle prospettate necessità.

Ovviamente puntualizzo questo aspetto perché il canone, quello fisso, lo dirò dopo, è frutto di un'altra fonte normativa.

Nell'ambito delle audizioni della controparte tecnica si è tra l'altro parlato della questione inerente alle derivazioni per le quali sono attualmente scadute le concessioni di derivazione d'acqua e che - in assenza della norma di attuazione dello statuto speciale che disciplini il rinnovo delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche - vengono esercite sulla base di autorizzazioni provvisorie; un tema ormai ricorrente nel dibattito politico regionale che sembra non trovare pace, almeno a oggi, e che sarà senza dubbio la prima delle questioni che dovrà dirimere la nuova conformazione della Commissione paritetica, ovvero la prima interlocuzione di peso con l'attuale Governo centrale, considerato che il testo finale della norma di attuazione pare sia pronto da tempo.

Un tema, tra l'altro, che pone la nostra regione nel mezzo di un limbo tra chi ha legiferato in materia - diciamo la stragrande maggioranza delle Regioni interessate da questo tema, e che tra l'altro hanno in corso notevoli interlocuzioni con il Governo centrale, e da tempo, riguardo soprattutto ai contenziosi che si sono aperti, stanno chiudendo e si sono riaperti in sede di Corte costituzionale - e chi no, e cito, ad esempio, la Provincia autonoma di Bolzano.

Nel complesso, come già detto, il presente disegno di legge riforma la disciplina del canone annuale, di quello aggiuntivo, a fronte delle concessioni di grandi derivazioni d'acqua per scopo idroelettrico, ai sensi del già citato articolo 12 del Decreto legislativo 79/99 e permette così di superare la regolamentazione, come a dire transitoria, del canone annuale definita all'articolo 4 della legge 4/2019 e oggi abrogata con l'articolo 10.

Va detto che il percorso di definizione del presente disegno di legge ha permesso di fare una prima sintesi dell'attuale stato dell'idroelettrico valdostano, ovvero anche di considerare nuovamente il fatto che, nel suo complesso, il sistema idrico regionale necessiterà nei prossimi anni d'ingenti interventi di manutenzione e potenziamento, quei 445 milioni e direi magari anche di più di cui parlavo e di cui l'Assessore che è venuto in Commissione il 19 gennaio ci ha dato ampio dettaglio.

Tutto questo in un momento d'incertezza, sia dal punto di vista dell'evoluzione climatica che della stessa titolarità delle concessioni di grandi derivazioni. per via del quadro normativo già ampiamente discusso e direi complicato.

Sul tavolo resta, tra l'altro, aperto il dossier del Piano tutela delle acque che, di fatto, più passa il tempo più rischia di essere datato nella concezione, nonché nei suoi contenuti, rispetto a un mondo in piena e complessa evoluzione.

Elementi su cui riflettere che necessiterebbero, tra l'altro, di una visione comune e di un insieme per evitare di generare ulteriori distonie o inefficienze tipiche di una misura adottata a sé stante.

Tale scenario era già chiaro in sede di trattazione della legge regionale 7/2022 concepita in fretta e per mettere soluzione a problemi che si trascinavano nel tempo, il tutto poi in un momento in cui il futuro delle bollette dei Valdostani non è ancora chiaro e su cui incombono, al di là delle fonti di finanziamento per gli interventi strutturali al nostro sistema idrico, possibili aumenti in tariffa per la gestione del servizio; se n'era già parlato in Consiglio, è vero, non solo sul sistema idrico ma in generale su tutte le tariffe che incombono sui cittadini.

Discutere e votare questo disegno di legge senza tenere conto anche di questi fattori risulterebbe parziale e incompleto, ma sinceramente non si sa se c'è al momento una reale visione d'insieme delle prospettive del nostro sistema idrico, sia esso per usi civili che a scopo idroelettrico.

Il gettito che questa norma porterà, coprirà ampiamente, almeno così le strutture tecniche hanno stimato, quel fabbisogno di 4 milioni di euro annuo che il BIM aspetta, ma delle altre risorse che cosa ne sarà?

Quest'argomento non è stato trattato nel corso delle audizioni né del confronto politico, forse a causa dei tempi tormentati della crisi politica regionale, forse perché ancora non si è davvero deciso che farne, oppure, forse, anche perché comunque lì finiranno, e questo in parte si tiene con la necessità di un sistema, quello idrico, che - perdonate la battuta - non può più essere trattato a compartimenti stagni rispetto a tutte le altre contingenti criticità.

Presidente - Apriamo la discussione generale. La discussione generale è aperta. Chi vuole intervenire si prenoti. Si è prenotata la consigliera Minelli a cui passo la parola.

Minelli (PCP) - Il disegno di legge che è in esame in questo momento, come ha già evidenziato chi mi ha preceduta, stabilisce due canoni: uno per le grandi derivazioni di acqua formato dalle due componenti, una fissa e una variabile, e uno aggiuntivo per le concessioni scadute.

Per quanto riguarda i canoni per le grandi derivazioni, sarebbe meglio - secondo noi - poter abbassare l'applicazione di tale canone alle derivazioni con una potenza nominale media superiore a 2.000 e non a 3.000 kilowatt, come è proposto dal disegno di legge, ma sappiamo che ci sono dei problemi in tal senso.

Per quanto riguarda invece il canone variabile aggiuntivo stimato nel 2,5%, avevamo già osservato, durante la discussione in Commissione, che questa è la formula minima che si poteva adottare, ma per la nostra Regione va a coincidere con il massimo dell'applicazione.

Altre Regioni, come ci è stato evidenziato dai dirigenti in audizione, hanno applicato altre percentuali, molte Regioni stabiliscono il 2,5% come minimo e le quote massime poi variano. Il Veneto, per esempio, ha fissato al 5% la quota massima.

Si potrebbe quindi quasi dire che per la Regione Valle d'Aosta ci si accontenta di avere il minimo indispensabile, senza tenere in alcun conto i profitti eccezionali che sicuramente in questi ultimi anni l'idroelettrico ha accumulato.

Sappiamo che nel Paese ci sono delle Regioni che chiedono dei ristori particolari in opere o in denaro, una formula che non ci sembra particolarmente apprezzabile mentre sarebbe giusto, a nostro avviso, prevedere invece una sorta di ristoro a tutti i consumatori che hanno pagato o che stanno pagando, lo sappiamo, delle bollette esorbitanti; un ristoro tangibile ed effettivo, sappiamo che su questo non c'è la stessa visione da parte praticamente di quasi tutta l'Aula.

Riteniamo poi, e in questo concordiamo con l'analisi che ha fatto il collega Aggravi, che anche la materia di questo disegno di legge dovrebbe essere inserita in un contesto e in una riflessione più ampi sul futuro del sistema idrico regionale; una riflessione che ovviamente deve comprendere anche il Piano di tutela delle acque, - e sottolineo di tutela delle acque -, il servizio idrico integrato ma anche la norma di attuazione in materia di concessione di derivazioni di acqua.

Il nostro sarà quindi un voto di astensione.

Presidente - Ci sono altri che vogliono intervenire in discussione generale? Consigliere Marquis ne ha facoltà.

Marquis (FI) - Ho ascoltato attentamente gli interventi precedenti, che hanno già inquadrato il disegno di legge che è stato scaricato, che è stato discusso in Commissione e che oggi è stato portato al confronto in aula e sul quale il Consiglio si deve esprimere. Si tratta di disciplinare i canoni demaniali sostanzialmente delle grandi derivazioni, quelli superiori a 3.000 kW.

Quello che mi ha colpito durante il percorso che c'è stato in Commissione - in cui abbiamo avuto modo di audire i soggetti interessati, i gestori degli impianti in buona sostanza - è stato, al di là degli aspetti economici e delle tariffazioni che sono state definite, il lamento che è stato alzato riguardo all'introduzione di nuove situazioni che poi dovranno essere interpretate e che aumenteranno il carico di gestione, anche amministrativo, delle aziende.

Faccio magari due esempi concreti: a fronte di situazioni dove vi è ben introdotto il canone aggiuntivo, disciplinato con la procedura normalizzata che è stata disciplinata dall'articolo 4, è difficile per chi deve lavorare e che deve fare dei budget annuali dover determinare quale è poi l'importo a consuntivo da riconoscere alla Regione: "Per noi produttori" - dicono - "Sarebbe bene sapere questo all'inizio dell'anno, perché si stabiliscono dei budget, si preparano dei piani industriali, si decidono degli investimenti; diversamente si hanno degli elementi che ricoprono una variabilità e che sono poi da gestire a posteriori.

Così come sono state rilevate alcune critiche riguardo alla decorrenza del pagamento e del riconoscimento del canone di concessione, si dice: "Nel 1933, quando c'era la prima legge di riferimento, si dava un'autorizzazione, si cominciava il giorno dopo il lavoro e si cominciava a produrre; adesso magari, da quando c'è la concessione, ci vogliono dieci anni prima di cominciare a mettere in produzione l'iniziativa e sono dieci anni che bisogna pagare quindi dei canoni senza avere dei ritorni derivanti dalla produzione".

Sono stati fatti anche dei rilievi sul canone aggiuntivo, che è un canone che viene applicato quando ci si trova in scadenza di concessione e che quindi viene data un'autorizzazione provvisoria alla continuazione dell'esercizio dell'attività.

Il canone aggiuntivo porta all'incremento del canone del 50% rispetto a quello ordinario. Allora i produttori dicono: "Ma qualora l'Amministrazione allungasse i termini... noi continuiamo a pagare dei canoni aggiuntivi, bisognerebbe limitare queste situazioni, perché diversamente non vengono posti dei limiti e si potrebbe continuare ad andare in regime transitorio, e questo avrebbe dei riflessi economici.

Questo solo per fare due o tre esempi che magari si è fatto tutto il possibile a livello di proposta di legge e non si poteva fare di più, però sono state rilevate alcune situazioni di oggettiva difficoltà che, a nostro avviso - se si poteva o qualora si potesse - sarebbero state degne della dovuta attenzione ...se si potesse andare incontro alle esigenze di chi poi deve lavorare tutti i giorni.

Questo, in linea di principio, è un po' l'approccio che abbiamo sempre portato avanti come gruppo, che è cercare da una parte di tutelare le entrate della pubblica amministrazione ma dall'altra di cercare anche di semplificare la vita a chi intraprende e a chi produce perché, diversamente, magari anche a livello inconsapevole, si vanno a produrre, attraverso degli articoli e delle frasi, delle situazioni che poi, di fatto, creano delle difficoltà, magari anche nella misura in cui noi non immaginiamo, questo è un po' il ragionamento.

Per quanto riguarda il discorso invece delle tariffazioni, è stato detto che il canone fisso è quello di 40 euro a kilowatt di potenza, il minimo avrebbe potuto essere 30, comunque è stato scelto di mettere 40. Invece il canone minimo aggiuntivo è previsto dalla norma di 20 e così si è adeguata anche la Regione; sotto questo profilo diversamente non si poteva.

Pertanto la nostra posizione sarà una posizione nel complesso di astensione a livello di votazione per le ragioni che ho testé illustrato.

Presidente - Altri che vogliono intervenire in discussione generale? Consigliere Lavevaz ne ha facoltà.

Lavevaz (UV) - Come è già stato detto, questo disegno di legge aggiunge un passaggio importante e direi fondamentale a un quadro complesso di canoni e di sovra canoni a livello nazionale, a livello regionale, ma soprattutto - è già stato detto in particolare dal collega Aggravi, riportando un po' il percorso che ha portato oggi ad approvare (spero) questo disegno di legge - è un tassello che va a completare un quadro fondamentale per quanto riguarda indirettamente l'ambito di gestione del servizio idrico integrato nella nostra regione. Un quadro complesso a tutti i livelli perché basti pensare, qualcuno l'ha già citato, che, al di là di tutte le modifiche e integrazioni successive che sono state fatte e che sono venuti negli anni, siamo ancora oggi ancorati a norme che sono quasi secolari, basti pensare al citato famosissimo Regio Decreto n. 1765/33 che tutti i nostri Presidenti dei Consorzi conoscono molto bene, che hanno una storia, a seguito di questo, di decenni di battaglia, in certi casi anche legale eccetera ...e poi i sovra canoni invece che arrivano qualche anno dopo, ma pochi anni dopo, con una legge che è del 53, che ha esattamente 70 anni.

Quindi siamo legati a delle norme che, nonostante abbiano subito tante modifiche successive, sono ancora alla base quelle, e, ancora oggi, per certi versi, aspettano dei decreti attuativi.

Questa stessa norma del 53 è fra l'altro la stessa che ha istituito il BIM, con uno specifico obiettivo, che era proprio quello di gestire questi sovra canoni che venivano introdotti con la stessa legge; questi sovra canoni avevano, almeno in origine, una finalità molto precisa: indennizzare in qualche modo i territori, i Comuni, quindi in qualche modo di rimediare all'alterazione che le opere - e quindi l'alterazione naturale del corso dell'acqua attraverso le opere di adduzione - arrecavano ai territori, tant'è che - e in certi passaggi ancora lo si fa oggi - per calcolare questo indennizzo si calcolava la lunghezza, la distanza, tra il punto di prelievo, l'opera di presa e il momento in cui l'acqua viene restituita al suo naturale corso.

Progressivamente negli anni la natura giuridica di quest'obbligazione ha un po' cambiato la sua natura ed è stata assimilata via via, sempre di più, a una fiscalità generale, prendendo come una sorta di indice indiretto di questa capacità contributiva dell'esercente la potenza nominale media che prendiamo anche in questo disegno di legge, almeno nella parte fissa del canone, come riferimento per questo calcolo.

La complessità del quadro, anche nella nostra realtà, è abbastanza dimostrata dal fatto che anche con questo disegno di legge, con quello che diventerà una legge, andiamo di fatto a dare applicazione a un decreto legislativo che è del 99, quindi che ha 24 anni, un decreto legislativo che, peraltro, aspetta ancora a sua volta un decreto applicativo ministeriale. Questo per far capire a chi non è addentro a questi meccanismi complessi che effettivamente la materia è in divenire o è fluida, visto che parliamo di acqua, però siamo comunque in un ambito molto, molto articolato.

Gli aspetti tecnici sono stati già ampiamente illustrati: la natura duplice di questo sovra canone... anche se la vera novità, di fatto, sta nell'introduzione della parte variabile, perché la parte fissa rimane sostanzialmente invariata rispetto a oggi; non era 40,06, era 38 (vado a memoria) e qualcosa, una cosa del genere, quindi quella non è una novità, perché si va sostanzialmente a inserire all'interno di una nuova legge, per fare ordine in maniera complessiva a una norma che era invece più sparpagliata in diversi ambiti.

La vera novità è la parte variabile che viene invece commisurata alla determinazione dei cosiddetti ricavi normalizzati dei quali poi si calcola la parte variabile, però tengo a sottolineare che abbiamo lavorato insieme all'assessore Marzi in particolare a questo disegno di legge verso la fine dell'anno scorso da un lato - come giustamente è stato detto - per dare piena attuazione a questo Decreto legislativo del 99, n. 79, ma anche per dare questa copertura al BIM, così come era stato preso come impegno politico da parte nostra, anche se io questo lo ritengo un passaggio non definitivo o ultimo, ma un passaggio ancora transitorio, perché io credo che abbiamo una particolarità - anche questa va compresa appieno, e oggi non ne abbiamo ancora parlato - ossia che - lo dicevo poc'anzi - il BIM è nato proprio per gestire questi sovra canoni, quindi il suo "obiettivo di vita" è gestire questi sovra canoni, però noi, pochi mesi fa, con la legge 7/22, abbiamo attribuito al BIM un ruolo importante, che è il ruolo di gestore del servizio idrico, è stato ricordato dal collega Aggravi: il BIM è diventato l'Ente di governo dell'ambito della nostra regione.

Quindi da un lato dobbiamo ottemperare a degli obblighi verso il BIM per la sua natura stessa, dall'altro dobbiamo dare all'ente gestore del servizio idrico valdostano la possibilità di gestire e di dare un servizio importantissimo alla comunità.

Peraltro per tanti anni i fondi che derivavano da questi sovra canoni sono stati in qualche modo accantonati e poi trasferiti al bilancio regionale, forzando anche un poco la mano sul BIM che si trova a essere, da un certo punto di vista, una sorta di esattore per conto della Regione, tant'è che il BIM ancora oggi ha delle partite aperte - adesso non ho il dato aggiornato - per 2.000.000-2.800.000 di crediti da recuperare verso gli esercenti.

Questa rotta è stata invertita in maniera definitiva con la Finanziaria 2022: con la legge 35/21, per la prima volta, abbiamo definito che tutti i sovra canoni venivano lasciati al BIM, quindi nella loro naturale destinazione, salvo 4 milioni che servivano a gestire ancora i finanziamenti della legge 5/2001, e qua vengo alla transitorietà di cui parlavo prima. Serviva la copertura per quei 4 milioni, sapendo però che ci sarebbe stata questa legge che sarebbe arrivata e che avrebbe da un lato dato questa copertura e dall'altro - ripeto, nell'ambito di un ragionamento più ampio di finanza locale che nei prossimi mesi dovremo fare insieme agli enti locali... probabilmente magari anche rimettere un po' in ordine, nel senso che da un lato lasciamo 4 milioni, dall'altro li prendiamo, quindi qua probabilmente un ragionamento può ancora essere fatto - però dall'altro era fondamentale che questa legge venisse portata in Consiglio, perché sappiamo benissimo l'importanza oggi, forse come non mai, per chi gestisce le acque, per chi gestisce in particolare le acque per il consumo umano, l'importanza di poterle gestire avendo la sicurezza delle coperture, anche perché sappiamo bene che l'alternativa è l'aumento delle tariffe, quindi anche in futuro, anche rispetto ai ragionamenti che faremo a breve sull'ambito più generale di finanza locale, è importante trovare un quadro definitivo e strutturale in modo che gli enti locali, in tutti gli ambiti - ma in particolare in un ambito oggi come non mai importante come quello della gestione delle acque umane - possa avere certezze, delle coperture per fare un piano di gestione importante.

Va anche ricordato che sul lato investimenti - e guardo sempre l'Assessore Marzi con il quale sono stati intrapresi questi percorsi - è stato fatto un piano d'investimenti di decine di milioni di euro che ha permesso al BIM, e quindi poi ai Comuni, di dare le prime risposte che in buona sostanza sono degli interventi di messa in pristino degli acquedotti che oggi stanno partendo nei diversi Comuni, sempre nella logica di razionalizzare l'uso dell'acqua.

Esprimo soddisfazione per il fatto che questo disegno di legge sia arrivato comunque in tempi rapidi all'approvazione del Consiglio.

Presidente - Se non vi sono altri interventi, chiudo la discussione generale. La discussione generale è chiusa. Per il Governo, l'assessore Sapinet si è prenotato, ne ha facoltà.

Sapinet (UV) - Siamo ripartiti con il testo che era stato visto in Commissione, lo avete ricordato, il 19 di gennaio 2023. Per prima cosa intendo ringraziare il collega Marzi e il collega Lavevaz, che hanno più di tutti hanno lavorato a questo testo in quel 2022, abbiamo raccolto un testimone, l'abbiamo ripreso nella Commissione della scorsa settimana con un passaggio più che altro formale, una piccola modifica, rispetto al testo che avevamo esaminato, in considerazione appunto del fatto che l'entrata in vigore della legge è prevista nel corso dell'anno solare 2023.

Come già allora ricordato, un disegno di legge che va a definire il canone delle grandi derivazioni, che per legge sono sopra i 3.000 kW, e canoni aggiuntivi per le concessioni in scadenza. Disegno di legge che prevede, quindi, per le grandi derivazioni d'acqua a scopo idroelettrico, la corresponsione da parte dei concessionari di un canone demaniale, binomio costituito da una componente fissa e una componente variabile, come chi mi ha preceduto ha già illustrato.

Occorre disciplinare inoltre il canone aggiuntivo per le concessioni scadute, così come richiesto dal Decreto legislativo 79/99, in attuazione della Direttiva 96/92 dell'UE recante: "Norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica nelle more della riassegnazione delle concessioni".

Canoni - in particolare quello variabile - che sono importanti, anche per il sostentamento del servizio idrico integrato, la cui organizzazione è stata rivista con la legge regionale n. 7/22, che, anche in relazione a una criticità e a una prospettiva di scarsità di risorse idriche, necessita di un adeguato sostegno; un passaggio significativo, come ricordava poc'anzi il collega Lavevaz, un momento importante per una visione collettiva da parte degli Enti locali di questo servizio idrico, l'abbiamo ricordato ieri durante l'assemblea del CPEL anche parlando di altri tipi di servizi dove questa visione non c'è ancora ma si arriverà.

Il tutto in un contesto decisamente anomalo: da un lato il forte calo di produzione a cui abbiamo assistito nel 2022, dovuto alla carenza idrica e alla scarsità di precipitazioni, dall'altro il prezzo dell'energia le cui fluttuazioni degli ultimi due anni le conosciamo tutti, situazioni che tra l'altro non possono essere considerate uniformi, sia per la diversità dei contesti idrici, presenza di bacini o di ghiacciai, sia per i contratti di vendita.

Certamente, con i dati che avremo in corso d'anno, saremo in grado di fare le migliori valutazioni in vista della legge di stabilità.

I dati in nostro possesso sono già stati oggetto di confronto in occasione di alcune iniziative durante le varie sedute di Commissione.

Nei prossimi mesi saremo anche chiamati a decidere sull'assetto futuro della gestione delle risorse idriche in Valle d'Aosta.

L'esame e la discussione dell'aggiornamento del Piano di tutela delle acque rappresenteranno il prossimo momento, nel quale torneremo ad affrontare la questione acque in modo complessivo; un aggiornamento: gli uffici stanno completando la messa a punto del documento per tenere conto dell'evoluzione della situazione degli ultimi tempi per delineare le linee d'intervento strategiche in materia.

La crisi idrica dello scorso anno ci impone di adottare misure urgenti, che devono però essere integrate in una strategia complessiva di chiarezza di obiettivi e di strumenti da porre in atto.

Ieri, nella presentazione di una prima misura per far fronte alla crisi idrica, quella relativa alla semplificazione delle procedure per i bacini di capacità inferiore ai 100 metri cubi, abbiamo rappresentato brevemente le analisi che si stanno conducendo per rafforzare la capacità d'immagazzinamento delle acque del medio e lungo periodo, sottolineando anche la necessità di operare su più livelli, anche con misure di riduzione delle perdite e delle esigenze idriche di tutti i settori, non la risposta - lo abbiamo detto ieri in Commissione - una risposta immediata e rapida alla quale seguiranno altre.

Il quadro nel quale ci si sta muovendo è ben chiaro e le connessioni tra diverse misure sono ben presenti e vedono nel nuovo Piano di tutela delle acque, nelle attività per far fronte alla crisi idrica, gli strumenti che saranno adottati, che costituiranno le linee d'azione per i prossimi anni. Iniziative che avranno dei costi e il disegno di legge 87 è uno degli strumenti per poter disporre di un aiuto necessario in via prioritaria nel settore del servizio idrico, e, in relazione alle diverse priorità, anche in altri settori, direi che rappresenta un punto di equilibrio.

Venendo alle percentuali si citavano le altre Regioni: è vero, qualche Regione è sopra il 2,5 ma altre Regioni invece si sono poste al di sotto di questa percentuale, quindi per noi oggi è una collocazione che ci vede più o meno in mezzo.

Non intende quindi, questo disegno di legge penalizzare nessun settore, in particolare quello idroelettrico del quale conosciamo la grande importanza strategica per l'economia valdostana, ma poter disporre degli strumenti più adatti per far fronte alle diverse sfide nel prossimo futuro.

Termino ringraziando i relatori e i colleghi che sono intervenuti, i colleghi che hanno lavorato nelle Commissioni, le strutture interessate per la preziosa collaborazione; i colleghi che mi hanno preceduto come detto, il collega Marzi e il collega Lavevaz, che hanno lavorato a quest'iter di legge durante tutto il 2022.

Presidente - Ci sono dichiarazioni di voto? Il Presidente della Regione ne ha facoltà.

Testolin (UV) - Solo due considerazioni in merito a questo disegno di legge, considerazioni che vogliono essere più politiche rispetto all'aspetto tecnico già ampiamente illustrato da chi è intervenuto e da chi ha fatto la relazione, sia di maggioranza che di minoranza, che ringrazio per avere dato un quadro complessivo.

Sono stati interessanti gli interventi a sostegno di questo percorso, che oggi trova una sua parziale chiusura e che dà delle risposte puntuali a un'esigenza che era stata manifestata, come è stato ricordato, durante l'approvazione della legge regionale 7 del 2022, un percorso che garantisce la possibilità di intervenire in merito a delle iniziative che il BIM ha programmato e dovrà mettere in campo nel prossimo futuro e che vedono la possibilità o l'opportunità di rimodulare quelle che possono essere le percentuali di applicazione di questo canone.

Credo che questo sia un punto di giusto equilibrio a dispetto di chi si posiziona a non voler votare questo provvedimento perché troppo oneroso o, dall'altra parte, perché troppo poco oneroso.

Io penso che quando ci si posiziona in una situazione di equilibrio si sia fatto un buon lavoro in mediazione, attenzionando le necessità di coprire con dei canoni... per dirla come al bar, con delle tasse per finanziare qualcosa di utile per tutti, e, dall'altra parte, per non gravare in maniera eccessiva su chi fa l'imprenditore, su chi deve fare i conti tutti i giorni con il costo della sua attività.

Credo che le opportunità che questo disegno di legge convertito in legge ci darà saranno quelle di fare delle valutazioni per tempo anche sui futuri bisogni del BIM stesso, il quale si confronta in questo periodo con delle spese di ordinaria manutenzione aumentate rispetto ai suoi budget iniziali e che dovranno e saranno sicuramente oggetto di valutazioni anche nel prossimo assestamento, così come nelle nuove leggi di bilancio che verranno nei prossimi anni, leggi di bilancio che peraltro vedranno ancora l'assegnazione di importanti risorse derivanti dall'idroelettrico.

Continuiamo a fare un po' di populismo in quest'Aula e ci dimentichiamo però che dalla produzione idroelettrica il nostro bilancio ha attinto ancora lo scorso anno circa 60 milioni di euro che sono poi stati posizionati una parte sul 2022, una parte sul 2023 e una parte sul 2024, a beneficio d'interventi a favore della popolazione sotto diverse sfaccettature.

Credo che la filosofia che anima e che ha animato questo percorso sia una filosofia virtuosa e io ringrazio tutti i colleghi che hanno lavorato in questo senso, dalla presentazione della legge all'approvazione all'interno della Commissione competente, e che oggi la vorranno votare.

Mi dispiace che non ci sia un'attenzione e una partecipazione più importante al voto positivo perché, se ci pensiamo, se non votiamo questo provvedimento, tendenzialmente nessun introito potrebbe entrare nelle casse dell'Amministrazione e nessun contributo potrebbe essere dato fattivamente e materialmente al BIM per procedere alle iniziative di cui necessita.

La maggioranza si fa carico di questa situazione e assolutamente, in maniera convinta, credo che andrà a votare questo provvedimento perché utile e costruito con equilibro e attenzione alle necessità del bilancio e delle iniziative da attuarsi sul nostro territorio.

Presidente - Consigliere Restano per dichiarazione di voto.

Restano (GM) - Ho ascoltato con molta attenzione le relazioni, gli interventi del Governo e anche gli interventi dei Consiglieri che mi hanno preceduto.

Molte volte è stato richiamato il servizio idrico integrato nella sua interezza e soprattutto la crisi che abbiamo oggi di acqua e le necessità di salvaguardare la fornitura dell'acqua potabile.

Sicuramente, Presidente, dal punto di vista economico, questa legge dà una risposta, ma guardi, si poteva fare di più e si poteva fare meglio, perché nessun riferimento è stato fatto al futuro delle risorse idriche in quanto acqua potabile, è questo che mi aspettavo. Non basta dare soldi al BIM che costruisce le tubazioni, bisogna anche dare degli indirizzi: cosa fare per salvaguardare la salute pubblica, e dopo ne parleremo.

Questa legge manca di quest'aspetto, potete scuotere la testa, potete dire che non c'entra niente, ne riparleremo di acqua potabile... Ma soprattutto, Presidente e Consiglieri, di acqua potabile! Acqua superficiale a uso potabile che già attualmente viene utilizzata, e guardo l'Assessore di competenza. Cosa abbiamo fatto? Quali risorse mettiamo? Cosa pensiamo di fare?

Non si tratta solo di soldi, come ho già avuto modo di dire, si tratta di idee e di preparazione, pertanto mi asterrò.

Presidente - Altre dichiarazioni di voto? Assessore Marzi.

Marzi (SA) - A nome della Stella Alpina voteremo in maniera assolutamente convinta il disegno di legge oggetto dell'analisi quotidiana e lo faremo fondamentalmente per un motivo amministrativo che è stato chiaramente individuato dai due relatori di maggioranza e di minoranza e, non me ne voglia il presidente Malacrinò, ma ringrazio il collega Aggravi per aver voluto politicamente puntualizzare un punto di passaggio rispetto alla storia del decreto legge 87.

Dico da un punto di vista amministrativo, perché, un aspetto che non è stato trattato nella giornata di oggi è legato al fatto che, in realtà, questo tipo di sovra canoni erano in attesa di essere legiferati, di essere trattati amministrativamente, perché a tutti gli effetti era previsto - come ha ottimamente richiamato il collega Lavevaz - che la Regione da anni si facesse carico della presa in carico di questa necessità.

Rispetto ad aspetti invece di matrice più politica, mi rifaccio a tutti gli interventi che sono occorsi, in particolar modo a quelli dell'assessore Sapinet e del presidente Testolin.

A mio modesto avviso, c'è buona politica in due aspetti fondamentali che questo disegno di legge tratta, il primo è quello di occuparsi delle entrate regionali e il secondo di destinare un'entrata, occupandosi di un tema assolutamente fondamentale come quello dell'acqua potabile perché, il fatto di decidere politicamente di destinare un'entrata che era in corso di essere presa amministrativamente in carico - bisognava farlo - ma decidere d'inserirla all'interno di un percorso politico che è passato per l'approvazione di un ente d'ambito che si occupa di acqua potabile, come il BIM, con la legge 7/22, mantenendo la parola come maggioranza e Consiglio nel dare destinazione di queste entrate a un intervento da 444,5 milioni di euro, che è il Piano d'ambito che è stato approvato dal BIM dopo essere diventato EGA, a mio avviso è buona Amministrazione ma soprattutto buona politica.

Buona politica, prima di tutto, perché in una qualche maniera ha permesso una mediazione tra i portatori d'interesse e il territorio e, in secondo luogo, ha permesso un intervento straordinario - permettetemi - anticipato, rispetto a una situazione assoluta di crisi che poi si è vista non soltanto sull'acqua a uso agricolo e idroelettrico ma anche e soprattutto sull'acqua a uso potabile.

Colgo in maniera assolutamente positiva lo spunto del collega Restano, sicuramente nelle mie attuali vesti è fondamentale dare indirizzi al BIM, come già si sta facendo, rispetto alla tutela sempre più dell'acqua potabile, però è altrettanto vero che il modo migliore attraverso il quale la politica riesce a dimostrare di prendersi in carico un tema è attraverso due strumenti: gli atti, e stiamo per approvare una legge, e le coperture finanziarie, e stiamo per approvare una legge che stabilisce delle coperture finanziarie; in più le stabilisce in maniera adeguata, permettendo, in una discussione politica che si è analizzata, di dare spazi al BIM non soltanto per far fronte a entrate che in una qualche maniera gira la Regione ma addirittura avendo ulteriori risorse, che potrebbero permettere non soltanto di fare gli interventi che già a oggi sta ponendo in essere, ma, addirittura, di poter mettere in piedi un piano straordinario attraverso il debito per un intervento che si aspettava da tantissimo tempo sull'acqua potabile nella nostra regione.

Presidente - Altre dichiarazioni di voto? Non vedo prenotazioni. Passiamo all'analisi dell'articolato. Mettiamo in votazione l'articolo n. 1. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Favorevoli: 19

Astenuti: 16 (Aggravi, Baccega, Brunod, Distort, Foudraz, Ganis, Guichardaz Erika, Lavy, Lucianaz, Manfrin, Marquis, Minelli, Perron, Planaz, Restano e Sammaritani).

L'articolo n. 1 è approvato.

Stesso risultato per l'articolo n. 2, n. 3, n. 4, n. 5, n. 6, n. 7, n. 8, n. 9, n. 10 e n. 11. All'articolo n. 12 vi è il primo emendamento delle Commissioni II e IV; è un emendamento sostitutivo che sostituisce l'intero articolo. Mettiamo in votazione l'emendamento all'articolo 12. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Favorevoli: 19

Astenuti: 16 (Aggravi, Baccega, Brunod, Distort, Foudraz, Ganis, Guichardaz Erika, Lavy, Lucianaz, Manfrin, Marquis, Minelli, Perron, Planaz, Restano e Sammaritani).

L'articolo n. 12 è approvato.

All'articolo n. 13, come per l'articolo precedente, abbiamo l'emendamento della II e della IV Commissione, sostitutivo dell'intero articolo. Posso dare lo stesso risultato di quello precedente? Stesso risultato.

A questo punto votiamo la legge nel suo insieme. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Favorevoli: 19

Astenuti: 16 (Aggravi, Baccega, Brunod, Distort, Foudraz, Ganis, Guichardaz Erika, Lavy, Lucianaz, Manfrin, Marquis, Minelli, Perron, Planaz, Restano e Sammaritani).

Il testo di legge è approvato.

Si è prenotato il consigliere Padovani.

Padovani (FP-PD) - Visto che sul prossimo punto all'ordine del giorno sono pervenuti alcuni emendamenti, io chiederei una sospensione per una riunione di maggioranza per guardare appunto questi emendamenti.

Presidente - La sospensione è concessa. Il Consiglio è sospeso.

La seduta è sospesa dalle ore 16:06 alle ore 16:20.

Dalle ore 16:21 assume la Presidenza del Consiglio il vicepresidente Marguerettaz.