Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2204 del 23 marzo 2023 - Resoconto

OGGETTO N. 2204/XVI - Interrogazione: "Contenuti e tempistica per l'approvazione della legge in materia di riforma elettorale".

Bertin (Presidente) - Punto n. 28. Risponde il Presidente della Regione, ne ha facoltà.

Testolin (UV) - La consigliera Minelli interroga il Governo regionale per sapere: se nel corso dell'elaborazione della legge elettorale regionale ci sarà una consultazione popolare, e in quale forma; quali sono i contenuti fondamentali che in sede di elaborazione del programma di legislatura è stato deciso debba avere secondo il Presidente e la sua maggioranza la nuova legge elettorale; quali sono i tempi previsti per approvare tale legge ritenuta prioritaria.

Cercherò di dare una lettura complessiva di queste tre domande nella risposta, partendo dal presupposto che, secondo me, chi fa parte di un Consiglio, in qualunque ruolo si trovi, dev'essere investito di un ruolo, perché è stato eletto quale rappresentante da chi ha deciso di dargli fiducia e deve dunque far propria la scelta che questa rappresentanza gli ha assegnato investendolo.

Pensare di ricorrere a delle consultazioni popolari, non credo che sia l'obiettivo di chi è chiamato a rappresentare le istanze del territorio e della gente, tolto il fatto che la consultazione popolare è già prevista nelle norme, nelle modalità e nei numeri che lei conosce almeno tanto quanto me.

Non calata dall'alto... personalmente intendo che non debba essere il Governo a proporre una via per individuare l'architettura della nuova legge elettorale, ma che debba nascere da un confronto in Commissione - così come sta avvenendo - dove la pluralità delle forze politiche presenti penso che possa fornire uno spaccato più che rappresentativo delle sensibilità e delle visioni della popolazione valdostana.

È pertanto peraltro evidente come la legge elettorale sia importante non per l'attuale Governo e l'attuale maggioranza, ma per il futuro di tutta la comunità.

Ci sarà modo di confrontarsi in sede di analisi in I Commissione sui temi e sugli indirizzi che i movimenti e i partiti politici che fanno parte di questa maggioranza metteranno a disposizione del tavolo, per un confronto costruttivo rispetto a tale argomento.

La I Commissione sarà sede del giusto e articolato processo di analisi e di confronto delle possibili diverse opportunità che legittimamente ogni forza politica può rappresentare.

Anticipare oggi questa discussione, penso che non aggiungerebbe nessun beneficio al confronto, ma porterebbe ai soliti sterili battibecchi, così cari solo a chi ha voglia di fare polemica senza arrivare a un risultato.

In merito alle tempistiche comunque mi pare che la I Commissione consiliare con celerità abbia già avviato il confronto sul tema lo scorso 16 di marzo e si sia posta come obiettivo quello di arrivare a una prima definizione del percorso normativo da qui a metà estate, per poi addivenire alla conclusione dell'iter normativo per la fine dell'anno, e questo è un obiettivo che ci poniamo tutti.

Presidente - Replica la consigliera Minelli.

Minelli (PCP) - Grazie, presidente Testolin. Abbiamo depositato quest'interrogazione dopo aver letto, Presidente, la sua intervista al quotidiano La Stampa dell'8 marzo, un'intervista che ci ha particolarmente colpiti per i toni da lei utilizzati, a nostro avviso non consoni a un Presidente neo-eletto: toni a tratti arroganti e sprezzanti, e mi riferisco in particolare alla questione della rappresentanza di genere in Giunta, che lei ha liquidato con estremo fastidio, ma soprattutto per i contenuti assai deboli che sono emersi in quell'intervista.

Riguardo alla riforma elettorale, lei ha affermato che è una priorità della comunità - queste sono le parole che sono state riportate nel testo - e che non deve essere calata dall'alto.

Comprenderà bene che la prima domanda che mi è balenata in testa è stata proprio quella che lei ha trovato nell'interrogazione: se non deve essere calata dall'alto, a quale forma di consultazione popolare penseranno il Presidente e la sua maggioranza?

Apprendo ora che non avete ovviamente pensato proprio a nessuna forma di consultazione popolare o di coinvolgimento della popolazione e mi sarebbe anche sembrato strano, visto l'atteggiamento che avete dimostrato durante tutto l'iter della richiesta di referendum consultivo, sottoscritta da oltre 3.300 cittadini.

Per voi questa - e lei lo conferma - resta una questione da discutere all'interno del Palazzo, e che i cittadini non si permettano di attentare allo status quo degli eletti, unici soggetti deputati a esprimersi!

La seconda domanda me l'ero già posta quando ho visto il vostro comunicato sui punti prioritari del programma di Governo, che metteva la riforma elettorale giù, all'ultimo, poi dopo nel programma è stato un po' ribaltato, e - l'ho esplicitato anche in aula durante il dibattito sulla sua mancata prima elezione - mi sono detta: se la considerano una priorità come maggioranza, uno pensa che ci si sarà confrontati all'interno della maggioranza sui pilastri, sui punti cardine della riforma, e quindi la maggioranza avrà le idee chiare, visto che mette la riforma come priorità.

Invece no, lei mi ha detto ora sostanzialmente che ci dovrà essere un lavoro in I Commissione, che si dovrà analizzare, discutere, confrontare... e ci mancherebbe altro, ci mancherebbe che non si discutesse di quest'argomento! Però quello che emerge da quanto lei ci ha detto è che nemmeno oggi noi sappiamo quali siano i contenuti fondamentali e imprescindibili della riforma elettorale per questa maggioranza che, lo ricordo, è una maggioranza che ha al suo interno il Partito Democratico, che ha dei Consiglieri che sono stati eletti sulla base di un programma che su questo argomento specifico era molto chiaro e indicava come prioritaria l'elezione diretta del Presidente della Giunta, della sua maggioranza, sulla base di un programma definito, e della doppia preferenza di genere. Quindi alla seconda domanda lei non ha risposto.

Sulla terza domanda riguardo ai tempi previsti per l'approvazione della riforma, ha citato la seduta della I Commissione della scorsa settimana. É vero, c'è stata questa riunione della I Commissione che ha stabilito di non confermare l'istituzione della sottocommissione che voi avevate previsto in quella risoluzione depositata il giorno in cui avete affossato la richiesta di referendum consultivo, bocciando allegramente tutti insieme quella domanda; però in quella risoluzione, che non è stata discussa e che è ancora all'ordine giorno, perché è lì nel Consiglio di oggi, erano indicati dei tempi precisi. Su quel testo - che voi avete scritto - c'era scritto che occorre elaborare una proposta di legge di riforma del sistema elettorale entro la pausa estiva.

Ricordo che l'ex presidente della Commissione Restano aveva poi chiarito, in quella seduta che aveva istituito la sottocommissione, che era previsto di avere la bozza entro luglio, quindi aveva specificato che "entro la pausa estiva" voleva dire entro luglio, di conseguenza, alla ripresa di settembre la discussione della proposta di legge, del testo di legge che poi deve diventare la legge vera e propria.

Adesso lei dice all'inizio, a metà dell'estate, quindi è stato molto, molto vago; noi riteniamo che quei termini vadano rispettati entrambi: "pausa estiva" ed "entro luglio", se si ha davvero l'intenzione di operare con serietà.

Altrimenti, come è spesso accaduto per quest'argomento, sono parole al vento.