Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1573 del 26 maggio 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1573/XVI - Ritiro di mozione: "Impegno per la soluzione delle criticità riguardanti le disposizioni applicative per la concessione di mutui nel settore dell'edilizia residenziale".

Bertin (Presidente) - Ora passiamo al punto n. 53 dell'ordine del giorno. Si è prenotato per l'illustrazione il consigliere Distort, ne ha facoltà.

Distort (LEGA VDA) - Partiamo da una riflessione sulla scala gerarchica dei fabbisogni umani, io immagino che conosciamo tutti la teoria dei bisogni di Maslow diffusa nei recenti anni Cinquanta. Da questa teoria si percepisce l'incidenza dell'abitazione come bisogno primario; inoltre, nel caso del nostro particolare tessuto socio-economico valdostano e nazionale, noi evidenziamo che la casa di proprietà è una caratteristica tipica che ci contraddistingue. In più l'acquisto di una casa, visto che la casa in proprietà è una caratteristica che ci contraddistingue, costituisce l'impegno economico principale di una persona o di un nucleo familiare.

Queste tre premesse: abitazione come bisogno primario, casa di proprietà come tendenza socio-economica del nostro tessuto e l'impegno economico di una vita intera fanno capire che il tema dei mutui regionali sulla casa sia automaticamente per proprietà transitiva fondamentale; di conseguenza, scelte politiche su questo tema diventano discriminanti tra un buon Governo e un vero e proprio fallimento.

Fortunatamente noi disponiamo, a livello regionale, di un ufficio regionale ai mutui per l'abitazione di cui alla legge n. 3/2013, che è, tra l'altro, l'interfaccia per eccellenza tra il Governo regionale e il singolo utente su questo tema così fondamentale, fortunatamente non è una sviolinata che io voglio fare nei confronti del personale dell'Ufficio mutui ma, avendo avuto spesso occasione di avere a che fare con loro, sia a livello personale ma anche a livello professionale, io posso attestare di aver riscontrato professionalità, equità, efficienza, disponibilità e gentilezza, che non sono qualità indifferenti, soprattutto quando questa realtà costituisce l'interfaccia tra il Governo della Regione e il cittadino. Questo è quanto in un sistema meritocratico si definisce eccellenza e nell'ambito dell'attività di governo si definisce la fortuna di avere una struttura che funziona così bene.

Noi abbiamo avuto la gentilezza, da parte dell'assessore Marzi e della dirigente competente, di ricevere l'esposizione in Commissione, un atto non dovuto da parte del Governo, ha messo a disposizione un'illustrazione in III Commissione dell'allora bozza di quella che poi è diventata la deliberazione della Giunta regionale n. 531 del 9 maggio 2022: "Approvazione delle disposizioni applicative per la concessione di mutui agevolati per interventi nel settore dell'edilizia residenziale ai sensi del titolo IV della legge regionale 13 febbraio 2013 n. 3 capi II e III" e da cui abbiamo preso atto di una serie di cambiamenti, perché sennò non era il caso di procedere con una DGR. Noi sappiamo che l'erogazione dei mutui si è sospesa a dicembre 2019 per i noti motivi di mancanza di disponibilità, di copertura finanziaria, con tutta la situazione e il disagio che si è creato a partire dal 1° gennaio 2020 in poi, poi si è aggiunta anche la difficoltà della pandemia e poi aggiungiamo anche un po' le ulteriori difficoltà che rendono sempre più difficile la normale vita dei cittadini.

Oggetto di questa mozione è poter condividere un'ulteriore riflessione sul fatto che, per quanto sia stato illustrato in Commissione e a seguito e a conclusione della Commissione abbiamo espresso un voto, tra l'altro, con nota da parte del presidente Chatrian con il quale abbiamo condiviso, ma per quale motivo noi ci esprimiamo con voto? Il nostro ruolo è un ruolo puramente consultivo, però abbiamo preso atto, condividendo ovviamente, non ostacolando i contenuti di questa DGR con un voto unanime, lo devo dire per onor del vero.

L'intelligenza presuppone di cambiare idea qualora ulteriori conoscenze o ulteriori approfondimenti conducano ad altre conclusioni, allora non è che con questo noi vogliamo svolgere un atto di abiura rispetto a quanto operato nei lavori di Commissione, quelli sono lavori, un'attività di lavoro nobile che svolgiamo e che cerchiamo di svolgere nel migliore dei modi, ma l'attività di Commissione è una parte del nostro lavoro, l'altra parte del nostro lavoro è l'attività che svolgiamo in Consiglio, sono gli ulteriori approfondimenti. Allora ecco che questi ulteriori approfondimenti sono di questo tenore, noi ci rendiamo conto che sulla deliberazione citata si prevede che non sono ammessi a finanziamento gli acquisti con atto di compravendita stipulato da oltre diciotto mesi dalla data di presentazione della domanda di mutuo, quanto abbiamo individuato in Commissione in ex tempore... però il concetto è questo, è corretto per un'onestà intellettuale poter effettuare i dovuti approfondimenti e continuare a svolgerli, perché se c'è la possibilità di migliorare qualunque condizione, qualunque atto, allora noi ci spendiamo, perché questo è il nostro ruolo. Questi ulteriori approfondimenti ci hanno permesso di rilevare che sono tanti i casi di persone che hanno comunque concluso gli atti di acquisto in data immediatamente successiva alla chiusura, alla sospensione di erogazione di mutuo, quindi, a partire dal 1° gennaio 2020, hanno svolto gli atti, hanno stipulato gli atti perché esistevano scritture private, scritture di accordo preliminari che diversamente li avrebbero indotti a trovarsi inadempienti rispetto alle condizioni contrattuali, con tutti i problemi derivanti, e questi casi sono tanti.

Allora ecco che noi ci troviamo di fronte una DGR che però rende la validità di retroattività soltanto di diciotto mesi dalla presentazione della domanda, in particolare se la signora Maria dopo il 1° luglio del 2022, quando verrà aperto il bando, approfondisce ulteriormente la propria documentazione relativa alla domanda di mutuo e presenta la domanda di mutuo in un periodo che è perfettamente lecito, nel periodo di validità del bando, presenta nel mese di settembre-ottobre la sua domanda, la retroattività va dalla data di presentazione della domanda, ecco che questi diciotto mesi diventano esternamente penalizzanti. Si tratta quindi, a nostro parere, di effettuare una riflessione su questa posizione.

Io anticipo che questa mozione ha anche un po' i tratti dell'interpellanza e vuole essere veramente un dialogo costruttivo tra l'opposizione e il Governo.

Altra considerazione, è emerso questo in Commissione: le perizie di stima degli immobili - me lo ricordo perfettamente perché comunque ne ho parlato personalmente, o le determinazioni dello stato di consistenza, così come le perizie di determinazione dei valori di stato d'avanzamento dei lavori - sono state svolte per prassi dal personale degli uffici regionali, garantendo in questo modo due condizioni fondamentali: la prima è l'obiettività dei criteri e dei parametri di stima, perché io ho ricordato in Commissione e ricordo ancora oggi che il perito che stima un bene, un avanzamento lavori ma soprattutto stima il valore di consistenza di un bene utilizza elementi dell'estimo che attua secondo la propria visione professionale. L'estimo non è una materia univoca, l'estimo si svolge attraverso l'utilizzo di metodi oggettivi, però può raggiungere conclusioni diverse secondo il professionista che lo svolge. Questo fa sì che possano esserci visioni diverse, conclusioni diverse a livello estimativo nel momento in cui quest'incarico viene affidato a singoli professionisti, a diversi professionisti, anziché all'unico personale dell'Ufficio mutui, che ha assunto un suo modus operandi tale per cui diventa garante invece di un'univocità di metodo, quindi di conclusione dal punto di vista della determinazione del valore di stima. Questo è il primo elemento fondamentale.

Il secondo elemento è il contenimento delle spese ovviamente, perché è chiaro che se l'utente deve rivolgersi al professionista, il professionista non è che apre il suo studio e scrive anziché "studio di architettura", "studio di volontariato" e svolge il proprio lavoro a livello di volontario, piccola parentesi: lo fa eccome in tante situazioni, il libero professionista come lavoratore autonomo si trova spesso a fare dei lavori sottocosto o addirittura a livello gratuito... comunque queste spese ricadono sull'utente, oppure vengono mediate attraverso un istituto, in questo caso potrebbe essere anche Finaosta, che, a sua volta, definisce con i professionisti dei prezzi, che, tra l'altro, difficilmente sono dei prezzi che rispettano il tariffario per cui noi ci siamo espressi, battuti, abbiamo raggiunto fortunatamente uno strumento legislativo sulla tutela delle libere professioni.

Infine l'Ufficio mutui ha raggiunto delle professionalità rispetto a queste mansioni, professionalità che sono avvenute attraverso corsi di formazione il cui costo è stato sostenuto dalla Pubblica Amministrazione, quindi la Pubblica Amministrazione ha investito su questa professionalità.

Verrete a dire: "ma la DGR è stata approvata, caro Distort, che cosa ci vieni a chiedere?". Io vengo a chiedere il fatto che la DGR è stata approvata, non è un documento scolpito nella pietra ma soprattutto ci sono percorsi attuativi, percorsi di svisceramento del regolamento e soprattutto un percorso fondamentale che è la definizione dell'accordo con Finaosta per andare a definire i vari dettagli.

L'oggetto - e concludo -, l'impegnativa della mozione è chiedere all'Assessore competente "di considerare i contenuti di quanto esposto nelle premesse della presente mozione, precedentemente..." e su questo già mi autoemendo perché "precedentemente all'adozione delle disposizioni applicative"... sono già state espresse nella DGR, ma l'autoemendamento è di ulteriori approfondimenti applicativi che determineranno il regolamento finale di concessione dei mutui a decorrere dal 1° luglio 2022 riferendone alla Commissione consiliare competente, in coerenza e in linea con questo beau geste già espresso mi sembra il 4 maggio ultimo scorso. Soprattutto anche per definire l'assetto definitivo delle condizioni di accordo con Finaosta, perché questo è rimasto un capitolo scoperto, e questo diventa un elemento importante se si vuole sfruttare in modo costruttivo il rapporto con la III Commissione in tempi congrui per operare le eventuali osservazioni prima della riapertura del bando.

Ringrazio per l'attenzione e ascolto la risposta dell'Assessore.

Presidente - L'illustrazione è stata fatta, apriamo la discussione generale. Se qualcuno vuole intervenire, si prenoti. Non vedo richieste di intervento, chiudiamo la discussione generale. Replica l'assessore Marzi.

Marzi (SA) - Ricevo sollecitazioni da parte di tanti colleghi rispetto al fatto che in finale di Consiglio uno scontro titanico, almeno in termini temporali, tra me e lei che rischia, visto il tempo a disposizione, di risultare pesante, quindi provo a essere sintetico ma provo anche a dimagrire e non ci riesco mai.

Partiamo, secondo me, dalla seconda parte del suo intervento, cioè quello che di fatto è inerente alla parte legata alle professionalità che devono esprimere... un estimo sui valori di riferimento che, come giustamente da lei richiamato, è una domanda in termini concettuali che abbiamo approfondito durante la III Commissione consiliare del 4 maggio nel corso del proficuo dibattito che ebbe luogo, e per questo ringrazio sia la Commissione e anche lei naturalmente per il dibattito e per le domande che arrivarono sia dai membri della Commissione, sia in alcuni casi da alcuni Consiglieri, che, vista la rilevanza del tema, erano presenti e che a loro volta fecero una serie di domande.

Di fatto, come abbiamo già avuto modo di trattare, la questione rispetto agli estimi, e quindi fondamentalmente ai tecnici di riferimento che sono chiamati a fare le perizie del caso, è un tema che era già dibattuto in maniera parallela rispetto al percorso che avrebbe portato alla delibera di Giunta regionale che poi c'è stata il 9 maggio stesso, quindi si era già in procinto di svolgere una serie di comunicazioni, che poi, di fatto, avrebbero portato alla definizione dell'atto che riguarda fondamentalmente i rapporti di convenzione tra la Regione e Finaosta proprio per la definizione degli aspetti più operativi di quanto definito con la deliberazione del 9 di maggio.

Le dico subito che nella giornata di lunedì appena trascorso, quindi lunedì di questa settimana, la convenzione era già in Giunta e che, per correttezza, sia istituzionale nei confronti del Consiglio che per il percorso che poi andrò a rappresentare, la scelta che la Giunta ha fatto è stata quella di ritirarla dalle delibere di riferimento per poter poi dopo dare una serie di spiegazioni rispetto a un percorso posto in essere, ma questo evidenzia anche come, a partire dal 28 di marzo, in I e II Commissione poi in Giunta, la volontà è stata assolutamente quella di condividere un percorso di riferimento e di essere assolutamente trasparenti in una serie di scelte. Questo ha fatto anche sì che a maggio, quando ci siamo visti in III Commissione, il percorso con Finaosta per arrivare a definire questo atto era assolutamente già iniziato ed era un percorso che voleva portare tutta una serie di semplificazioni, alcune delle quali, tra l'altro, oggetto di una serie di valutazioni amministrative, che, nel frattempo, in parallelo si stavano compiendo in Consiglio per il tramite della II Commissione, dove sono arrivate una serie di sollecitazioni e, tra parentesi - mi permetta il gioco di parole -, anche di consigli dalla Commissione stessa.

È naturalmente sorto in quella sede, quindi noi ne abbiamo dato anche verifica durante il dibattito in III Commissione, che le scelte che si stavano facendo con Finaosta erano quelle di semplificare i processi di estimo e di perizia facendo in modo che si cercasse di diminuire il più possibile dei doppi passaggi anche sulla fase legata alle perizie. È venuta quindi in maniera forte da parte sia degli uffici della struttura Credito e Previdenza che di Finaosta la possibilità di andare a individuare, come vi avevamo già detto, tra l'altro, in fase di III Commissione, una figura che si occupasse in primis della perizia e che questo potesse passare per il tramite di Finaosta rivolgendosi al mercato e quindi, come, tra l'altro, da lei anche richiamato nella domanda che fece in III Commissione, per il tramite del libero mercato e quindi di professionisti competenti. Questo non va assolutamente a ledere - mi accompagno a lei - le professionalità dell'Ufficio Credito e Previdenza perché non soltanto queste vengono confermate ma addirittura svolgeranno tutta una serie di compiti, che, di fatto, sono gli estremi del provvedimento della concessione del mutuo: il soggetto beneficiario, le caratteristiche dell'intervento finanziato, dell'importo massimo del mutuo, le espressioni sul tasso di interesse, la copia del questionario della prima informazione sulla clientela, la copia della domanda, l'eventuale documentazione attestante la classificazione energetica del mutuo, la relazione tecnico-descrittiva redatta da questa struttura rispetto alla descrizione catastale del fabbricato e l'oggetto del finanziamento, la documentazione catastale, gli atti di provenienza, le planimetrie catastali, la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà attestante l'agibilità, la copia degli elaborati di progetto relativi alle varianti, relazioni tecnico-descrittive. Insomma, è assolutamente garantita l'assoluta centralità della professionalità presente all'interno delle strutture legate all'attuale struttura di secondo livello, struttura che viene definita Credito e Previdenza.

Tra l'altro, questo individua anche, lo dico come piccolo inciso, il fatto che durante tutto il dibattito consiliare che capita spesso, ad esempio, che tratti il tema dell'edilizia residenziale pubblico e dell'emergenza abitativa, in realtà si è andati - in maniera giusta o sbagliata che sia - a fare delle scelte amministrative che non sono replicabili e non sono quelle che sono state ripetute nel passato, nel senso che nel passato c'era una struttura dedicata che prevedeva, sotto la stessa struttura dirigenziale, sia il sostegno all'acquisto della prima casa, eccetera, sia gli interventi rispetto all'edilizia residenziale pubblica o all'emergenza abitativa, per cui, giusto o sbagliato che sia stata la scelta fatta, è una scelta che non permette di avere due strutture omologhe in conflitto tra di loro.

Veniamo invece alla prima parte dell'iniziativa: come avrà notato, sto cercando di essere il più puntuale possibile perché lei è persona attenta e che ascolta e quindi, ascoltando, apprezzerà credo anche l'interlocuzione di natura logica e programmatoria che ha portato a un percorso di riferimento. Quando il Governo Lavevaz si è insediato, quindi il 21 di ottobre del 2020, la situazione, come da lei richiamata rispetto al tema in esame, era di, vado a memoria, 567 pratiche ferme e 85,3 milioni di euro in sospeso. Il motivo per il quale questo era un dato di fatto molto complesso, che, tra l'altro, non aveva potuto essere gestito nella fase iniziale del 2020, perché, come sappiamo tutti, si era in ordinaria amministrazione, è legato fondamentalmente ad alcuni passaggi legislativi che ci furono durante il 2017. Il secondo dei tre Governi del 2017 fece una scelta politico-amministrativa che era quella di puntare in termini di sviluppo sull'edilizia in Valle d'Aosta legando, oltre a tutta una serie di iniziative espresse e dirette anche gli interventi per il tramite della finanziaria regionale rispetto al sostegno alla prima casa e al sostegno all'edilizia di recupero sulla seconda di natura prospettica, tutta una serie di fondi dedicati presso la finanziaria regionale. Il terzo Governo di quell'anno, che dopo accompagnò, tra l'altro, all'elezione regionale del 2018, fece le scelte invece di andare a recepire lo stesso tipo di interventi di natura legislativa ma dandogli una connotazione anche retroattiva che arrivò di fatto a prevedere che potessero essere finanziati dalla partecipata regionale interventi che erano stati compiuti, se non erro, in un arco temporale che oscillava tra i due e i tre anni rispetto al momento in cui si fecero le valutazioni e i cambiamenti del caso.

Che cosa ha comportato questo genere di intervento? È una valutazione tecnica, non di merito, un ingorgo, nel senso che un intervento legislativo di sviluppo economico nel mondo dell'edilizia si trasformò in un intervento che andava a pagare interventi non che dovevano essere fatti, ma che, di fatto, erano già in larga parte stati compiuti. Questo comportò appunto un ingorgo che portò alla fine del 2019 il Governo di allora a dover sospendere l'erogazione dei mutui prima casa e, di conseguenza, anche quelli poi dell'allegato E del recupero edilizio. Questa scelta è una scelta che da subito anche il Governo Lavevaz ha dovuto recepire, tant'è che poi assieme al Consiglio si è fatta la scelta amministrativa, e questo è merito - lo dico sempre - del Consiglio tutto perché molti di questi dispositivi di legge sono stati approvati all'unanimità da parte del Consiglio, di non replicare determinati tipi di scelte rispetto, ad esempio, alla possibilità di non sospendere le moratorie su tutte le posizioni debitorie ma di consentire, ad esempio, soprattutto ai lavoratori subordinati che non avevano avuto particolari problemi in termini lavorativi, in termini di crisi finanziaria e durante il periodo della pandemia, di continuare a pagare le rate dei mutui. Questo ha creato un flusso economico-finanziario.

Grazie a queste scelte che, ripeto, in larga parte ha fatto tutto quanto il Consiglio, ci si è potuti permettere con l'inizio del 2022, come di fatto i flussi finanziari facevano presagire in termini sui fondi di rotazione dedicati a questi aspetti presso la finanziaria regionale di arrivare a chiudere la posizione debitoria nella misura di 85,3 milioni di euro e quindi di andare fondamentalmente a risolvere le 567 pratiche di cui sopra. Il fatto di aver compiuto queste scelte ha fatto sì che si potesse programmare anche come intervenire sulla deliberazione finale del 9 di maggio del 2022 da lei richiamata nella mozione di riferimento: però è assolutamente fondamentale, per arrivare a quel 9 di maggio, partire dal 28 di marzo, data nella quale il Governo regionale, d'accordo con la II Commissione consiliare, decide in maniera consultiva di anticipare il passaggio deliberativo in Giunta di quest'atto che era in forma di bozza e di portare l'atto in II Commissione consiliare.

Perché ho fatto questo excursus in termini logici ma anche programmatori? Perché proprio durante il dibattito della II Commissione consiliare arrivarono una serie di segnalazioni che sintetizzo rispetto a quanto richiamato nella risposta del secondo punto che ho anticipato rispetto alla necessità di avere tempi certi e un rapporto forte e collaborativo tra la Regione autonoma Valle d'Aosta, per il tramite della struttura poc'anzi richiamata, con Finaosta stessa e poi soprattutto quello di cercare di eliminare il più possibile la possibilità che si andassero a replicare le scelte fatte nel passato rispetto alla ripartenza dei mutui per la casa principale dal 1° di luglio con un effetto retroattivo troppo lungo, tant'è che l'atto che venne presentato in prima istanza dal Governo, e quindi dal sottoscritto in maniera consultiva in II Commissione, prevedeva che questa avesse una retroattività che appunto partiva dal 1° di gennaio 2020. La scelta che la Commissione fece fu quella di portare la retroattività soltanto a ventiquattro mesi proprio per il motivo poc'anzi richiamato, quindi, noi ci presentammo con un atto che era retroattivo solo ed esclusivamente di ventiquattro mesi.

La delibera di Giunta passa e poi arriva nuovamente in Commissione affinché la Commissione esprima un parere. Come da lei richiamato, la Commissione di riferimento, in questo caso fu la III Commissione consiliare, il 4 di maggio, oltre ad analizzare una serie di aspetti, espresse un parere favorevole con una nota che richiamava, per i motivi logici che abbiamo cercato di rappresentare oggi, il fatto che bisognava cercare di limitare la retroattività addirittura non più a ventiquattro mesi ma a diciotto: quindi, visto tutto il percorso consultivo di riferimento, il sottoscritto, recependo in maniera positiva l'indicazione della III Commissione, è andato poi in deliberazione il 9 di maggio con l'espressione di una retroattività di diciotto mesi, anche perché nel frattempo, tra i vari disegni di legge richiamati durante il 2021, in questo percorso che abbiamo cercato di evidenziare, si era, di fatto all'unanimità, arrivati a prevedere un altro dispositivo di legge: quello che prevedeva di mettere in forma sperimentale il contributo in conto interessi sulle posizioni debitorie aperte presso le banche per il prossimo triennio, quindi a partire dal 2021, 2022 e 2023.

Non ultimo questo dispositivo di legge approvato all'unanimità del Consiglio, quello del contributo in conto interessi che nel frattempo si è aperto in maniera sperimentale, prevede appunto la possibilità - per chi ha contratto dei mutui nell'annualità che rimarrebbe esclusa dalla ripartenza dei mutui tradizionali presso Finaosta - a partire dal 1° di luglio comunque di avere un intervento da parte della Regione autonoma Valle d'Aosta, se non sul mutuo tradizionale, a quel punto, potendo beneficiare del contributo in conto interessi. Ecco che quindi se sul secondo punto della sua mozione ci sono sicuramente degli aspetti che sono stati valutati e sui quali si è cercato di trovare una sintesi, anche tenendo conto delle indicazioni che sono arrivate dalla II Commissione, sulla parte dell'iniziativa che invece riguarda la retroattività sarebbe veramente il recepire questa mozione, che io colgo in maniera positiva assolutamente nel suo spirito, contraddittorio rispetto a quanto è avvenuto non tanto per la fase del Governo che è arrivato in fase ultima, ma per tutto il rapporto di condivisione, sia passato prima in II che in III. Per questo motivo le chiedo di ritirare la mozione, altrimenti ci asterremo.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Distort, ne ha facoltà.

Distort (LEGA VDA) - Grazie assessore Marzi. Vede, Assessore, io penso che io e lei possiamo convenire adesso su un accordo certo, dobbiamo ammettere che non è facile per i nostri colleghi seguire le nostre discussioni. Questo lo devo a tutto il Consiglio, lo dobbiamo a tutto il Consiglio, però tengo soltanto a precisare solo un paio di aspetti: non andiamo a responsabilizzare la III Commissione che ha audito la presentazione di una DGR e in estemporanea si è espressa e che questo diventi un ruolo vincolante, perché allora a questo punto scopriamo che la III Commissione ha un valore superiore alla Giunta. Presidente Chatrian, dobbiamo festeggiare su questo, però mi permetta, assessore Marzi, è lei che mette la faccia, è il suo Assessorato che mette la faccia, è la sua Giunta che mette la faccia, è il presidente Lavevaz a capo della Giunta che mette la faccia, quindi in questa sede emerge quest'approfondimento che fa parte degli strumenti di cui dispone il Consiglio, uno degli strumenti.

Alla luce di queste precisazioni, alla luce di questi approfondimenti, alla luce di queste riflessioni, espresse chiaramente e trasmesse a lei, assessore Marzi, io le dico- questo è un consiglio che mi sento di dare perché sono un Consigliere e quindi consiglio, faccio il mio lavoro - prenda atto di quanto è stato detto, prenda atto del fatto che la struttura dell'Ufficio mutui, per il quale non voglio svolgere un ruolo di difesa, le eccellenze non hanno bisogno di difendersi, ma le eccellenze vanno assolutamente sfruttate fino in fondo, nell'interesse suo, assessore Marzi, e nell'interesse di tutta la Giunta. Valuti innanzitutto se lei ritiene effettivamente, come ha detto, di depotenziare l'attività dell'Ufficio mutui trasferendo altre competenze a Finaosta, io le dico solo questo, è un consiglio; valuti, perché l'interfaccia con l'utente, tra il Governo e l'utente avviene attraverso chi erogherà e chi controllerà questo ruolo fondamentale relativo ai mutui. Poi preciso, non so se lei si è espresso o ho capito male, ma da parte mia il mio intervento in III Commissione non andava a proporre di rivolgersi al libero mercato per le perizie estimative, tutt'altro, andava esattamente nell'altra direzione, proprio per garantire quest'obiettività.

Detto questo e precisato sotto questo punto di vista, io mi sono espresso con chiarezza, quanto ho detto è registrato, verrà trascritto, diventa un atto che può essere ripreso in futuro da chiunque, il suo intervento pure. Questa mia replica che va ad accorare il ruolo di un consiglio svolto all'interno di quest'aula... consiglio inteso come azione del consigliare, questo è quanto. A questo punto a me non interessa di portare avanti al voto questa mozione ben sapendo che finirà, se va bene, 17 a 18, non mi interessa, non è questo l'obiettivo. L'obiettivo è esprimere questi concetti, trasmettere questi concetti e che lei, Assessore, ne abbia piena coscienza. Pertanto ritiro la mozione.

Il Consiglio prende atto del ritiro.