Oggetto del Consiglio n. 121 del 11 marzo 1982 - Resoconto
OGGETTO N. 121/VII - RATIFICA DELLA DELIBERAZIONE N. 480 IN DATA 4 FEBBRAIO 1982, ADOTTATA DALLA GIUNTA REGIONALE IN VIA D'URGENZA: "ADEGUAMENTO DEI LIMITI DI REDDITO PER GLI APPARTENENTI ALLE FORZE DELL'ORDINE COLLOCATI NELLE GRADUATORIE SPECIALI PER L'ASSEGNAZIONE DI ALLOGGI DI EDILIZIA SOVVENZIONATA".
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino. Ne ha facoltà.
TONINO - (PCI): Questa delibera fa giustizia rispetto a una discussione che, il Presidente della Giunta ricorderà, c'era stata in quest'aula circa tre mesi fa, in cui noi sostenevamo che i criteri per l'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica dovevano essere rivisti dalla Regione, mentre il Presidente della Giunta sosteneva l'impossibilità per la Regione di modificare queste cose.
In effetti, oggi, arriva una delibera di Giunta che, correttamente, applica l'art. 5 della legge 457, la quale, in modo abbastanza chiaro dice che è fatta salva la facoltà delle Regioni, in attesa dell'emanazione di criteri, tramite decreto del Presidente della Repubblica - tra l'altro questi sono usciti come indicazione del CIPE proprio in questi giorni, e sono dannosissimi, secondo me, oltre che anticostituzionali, perché invadono la competenza delle Regioni - di apportare perfezionamenti e integrazioni alla disciplina del procedimento di assegnazione ivi stabilito e cioè dei provvedimenti che erano fissati con D.P.R. n. 1035.
Questa è la tesi che noi avevamo sostenuto, mentre il Presidente della Giunta allora ci disse che erano tutte balle.
Questi redditi, tra l'altro, dovrebbero essere indicizzati assolutamente e se emaneremo una normativa regionale - cosa che mi auguro - spero che la Regione applicherà tale criterio di indicizzazione dei redditi.
Il reddito minimo di 5 milioni e mezzo è decisamente inadeguato e in ritardo è arrivato l'elevamento e 7 milioni.
Questa delibera di Giunta, però, autorizza con effetto retroattivo l'applicazione del nuovo limite di reddito limitatamente a quella parte dei partecipanti che appartiene alle forze dell'ordine, per la quale è stata già riservata un'aliquota del 15%.
Mentre siamo d'accordo quindi che ci sia questo effetto, non si capisce perché non si sia, con lo stesso provvedimento, allargata questa possibilità a tutti. Visto che c'è la possibilità, come Regione, di alzare questo limite di reddito, perché non lo facciamo per tutti? Credo, tra l'altro, che tutti sappiamo come sia estremamente difficile, per chi concorre oggi, rimanere nell'ambito dei cinque milioni e mezzo, come per rimanere in tale ambito si ricorra ad artifici, a trucchetti più o meno legittimi e come in sostanza questo limite premi gli evasori, con la conseguenza che i lavoratori dipendenti, che pagano le tasse fino all'ultimo, sono, in genere esclusi.
Siamo d'accordo quindi sul provvedimento, ma proponiamo che sia esteso a tutti i bandi. Questo non vuol dire che si debba sfavorire le forze dell'ordine, che hanno già un'aliquota del 15% separata, ma rispetto a coloro che partecipano ai bandi già pubblicati, permettere che ci sia un'equità di trattamento fra tutti i cittadini; permettere che ci sia la possibilità, per gente che ha la reale necessità di avere una casa, di partecipare a questa assegnazione.
Queste sono le ragioni per cui abbiamo presentato al Presidente del Consiglio il seguente emendamento: abrogazione di quei commi della premessa che fanno riferimento soltanto agli appartenenti alle forze dell'ordine ed estensione a tutti i cittadini.
PRESIDENTE: Prima di dare la parola al Consigliere Minuzzo, siccome sul problema degli emendamenti e delle varianti in sede di ratifica si è a volte discusso e, comunque, si è quasi sempre arrivati con il voto del Consiglio alla determinazione della decisione, io, per quanti volessero rinfrescarsi la memoria, leggerei rapidamente le cinque righe del testo Unico della legge comunale e provinciale che fissano i poteri del Consiglio in sede di ratifica.
"Il Consiglio ha qui il potere ed anche il dovere di controllare che, effettivamente, ricorrano gli estremi dell'urgenza, così come previste dal legislatore, e di esaminare il merito del provvedimento al fine di considerare l'opportunità di ratificarlo, di negarne la ratifica o di modificarlo".
Volevo dire questo perché sull'argomento abbiamo avuto modo di disquisire in altre occasioni e abbiamo, poi, sempre tagliato l'argomento con il voto consiliare.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo.
Ne ha facoltà.
MINUZZO - (PSDI): Per dire che non ho nessuna obiezione all'intervento fatto dal collega Tonino, che però mi sembra di difficile applicazione, perché ritengo necessario distinguere i due momenti: la chiusura del bando di concorso e l'elevazione del nuovo limite di reddito. Era successo, infatti, che una delibera di Giunta avesse riservato un'aliquota di alloggi agli agenti delle forze dell'ordine che, peraltro, non potevano partecipare ai bandi di concorso perché già in possesso di un reddito maggiormente elevato.
Va da sé che quelli che hanno partecipato al concorso e al bando di concorso per l'assegnazione avevano tutti i requisiti.
Ritengo che questa delibera serve soltanto a rendere funzionale quella precedente delibera di Giunta. Non ho alcun problema ad accettare l'emendamento del collega Tonino, però ritengo che non sortirà alcun effetto, perché è evidente che chi ha già fatto domanda ha un maggior punteggio visto che è dentro il limite dei cinque milioni e mezzo. Automaticamente coloro che presenteranno domanda, in seguito, con un reddito di 7 milioni, con ogni probabilità, verranno subito eliminati, perché non hanno il punteggio sufficiente previsto dal bando di concorso.
Volevo piuttosto dire che, finalmente e giustamente, viene presentata questa delibera. Ritengo, però, che si sarebbe potuto fare un tentativo, come è stato fatto nella Regione Lombardia, dove questa aliquota, riservata agli agenti delle forze dell'ordine, veniva gestita da un Comitato interforze.
(...INTERRUZIONE...)
PRESIDENTE: Io vi pregherei di evitare questi colloqui, perché poi, nel resoconto, non si capisce come avviene la discussione, né perché si dicono determinate cose.
MINUZZO - (PSDI): Non sono io che interrompo, Signor Presidente, io ho la parola e sto intervenendo.
Lascio perdere questo discorso, visto che è impossibile portarlo avanti.
Approfitto di questa delibera di Giunta per chiedere all'Assessore Borbey, a che punto è, se è in fase di preparazione una delibera analoga con la quale viene stabilita una quota per le famiglie con portatori di handicaps.
E' una mozione che il Consiglio regionale aveva approvato all'unanimità, sono passati circa due mesi e non ne abbiamo notizia.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Bajocco. Ne ha facoltà.
BAJOCCO - (PCI): Non condivido affatto quello che accennava il Consigliere Minuzzo.
E' vero, infatti, che il Consiglio ha approvato una delibera su una riserva del 15% nel 1980, ma è pur vero che quella delibera veniva inserita nel quadro della famosa legge nazionale 1035 del 30.12.1972 che indicava i vari criteri per l'assegnazione delle case popolari. Secondo tali criteri gli appartenenti alla forza dell'ordine avevano una riserva su quei bandi, ma per il resto tutto era uguale a tutti i cittadini e della Valle d'Aosta e dell'Italia. Per questo mi pare che qui vogliamo creare una discriminazione tra i cittadini.
Gli appartenenti alla forza dell'ordine hanno già una riserva di un 15%, quindi è logico che il reddito da tener presente sia uguale per tutti.
Non tutti hanno la disgrazia di far parte di una Commissione per l'assegnazione delle case popolari, a cui il Consiglio regionale mi aveva delegato, ma vorrei che il Presidente della Giunta sentisse il suo delegato, l'Ing. Freppaz per rendersi conto di quanto 5 milioni e mezzo di reddito siano insufficienti per i lavoratori della forza dell'ordine come per tutti gli altri lavoratori della nostra Regione.
Appoggio pertanto quanto il Consigliere Tonino, con il suo emendamento, chiede circa l'elevazione del reddito da 5 milioni e mezzo a 7 milioni in base alla legge dell'81 per tutti i cittadini.
Penso che non ci sia nessuna difficoltà, perché quanto diceva prima il Consigliere Minuzzo non è esatto, quella riserva infatti del 15% serve solo per dare la casa a questa gente, ma il criterio dell'assegnazione è uguale per tutti gli altri abitanti del nostro territorio.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
ANDRIONE - (UV): Certe volte è un piacere constatare che anche l'italiano non è parlato nella stessa maniera.
I criteri di assegnazione degli alloggi sono il numero dei componenti della famiglia, non avere proprietà, un certo reddito x. Il fatto che il reddito possa essere modificato non cambia i criteri che sono stabiliti dalla legge del Parlamento e non da questo Consiglio regionale. Mi permetto quindi di dire che quanto affermato l'altra volta corrisponde alla normale interpretazione di legge.
Nel novembre 1981 è venuto fuori il ritocco dei livelli di reddito in particolare per quelle categorie cui sono attribuibili delle quote di alloggi di edilizia economica popolare, per il fatto che dovendosi trasferire da una sede all'altra hanno delle particolari difficoltà a trovare l'alloggio.
Il fatto che il reddito sia più alto è legato ai recentissimi aumenti dovuti alle forze di Pubblica Sicurezza, in base ad una legge dello Stato così da evitare che sia vanificata la possibilità di quella riserva, visto che i requisiti, di cui al famoso articolo, non sarebbero più stati raggiungibili per le leggi dello Stato; di conseguenza è solo un adeguamento.
Questo emendamento, a nostro avviso, non sta in piedi e votiamo contro. Mi sembra perfettamente inutile continuare una discussione, perché si vuole semplicemente portare una modifica che allargherebbe soltanto il numero dei concorrenti senza modificare niente. Se ci fossero alloggi sufficienti rispetto alla domanda questo potrebbe avere un senso, ma dato che l'offerta di alloggi è nettamente inferiore ciò mi pare assurdo.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore ai Lavori Pubblici Borbey. Ne ha facoltà.
BORBEY - (DC): Per quanto riguarda il provvedimento per le famiglie portatori di handicaps abbiamo voluto fare un'ulteriore indagine per definire in percentuale quanti alloggi assegnare per famiglie e sino a quale percentuale di invalidità si può assegnare l'alloggio o meno. Questa ricerca è stata fatta, il prossimo venerdì passerà in Giunta e verrà al più presto in Consiglio regionale.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino. Ne ha facoltà.
TONINO - (PCI): Mi dispiace dover rispondere al Presidente della Giunta che si è espresso in modo inesatto. Il reddito infatti viene considerato come uno dei criteri per l'assegnazione; non esiste da nessuna parte quanto ha affermato il Presidente della Giunta e cioè che nel novembre dell'81 sarebbe uscita qualche norma circa il ritocco dei livelli di reddito per categorie particolari.
Nel novembre dell'81 è uscito un adeguamento del reddito su scala nazionale che è portato a 7 milioni; nello stesso periodo sono usciti i criteri in base ai quali, entro sei mesi, la Regione legifererà circa i giudizi di assegnazione delle case popolari. Questi criteri lo dicevo prima e avremo modo di discutere in altre occasioni, secondo noi, sono pesanti perché incidono troppo sulla potestà che deve essere delle Regioni di stabilire tali criteri, le diversità esistenti tra Regione e Regione; fanno sì che quelle osservazioni non abbiano alcun fondamento.
Veniamo ora alla sostanza dell'emendamento. Perché chiediamo di allargarlo a tutti? Perché non è vero che solo il reddito faccia punteggio. Il 1035 prevede dei punteggi per l'alloggio sovraffollato, per l'alloggio antigienico, per le famiglie che sono costrette a vivere in modo separato dal nucleo familiare, punteggi che incidono sulla graduatoria. Il quesito di fondo che noi abbiamo posto sull'emendamento è semplicissimo: vogliamo modificare, visto che dal II comma dell'art. 55 ci è data questa facoltà, in attesa di aver legiferato in materia, anche i criteri e fra i criteri c'è il reddito, come dimostra il visto della Commissione di Coordinamento alla delibera di oggi, fare in modo che questo innalzamento ai 7 milioni sia esteso a tutti o no?
Noi diciamo che se non è esteso a tutti è una discriminazione. E' molto giusto farlo per le forze dell'ordine, è altrettanto giusto farlo per tutti coloro che hanno presentato la domanda per le case popolari, che hanno superato il reddito e sono in possesso del diritto di entrare in graduatoria.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore ai Lavori Pubblici Borbey. Ne ha facoltà.
BORBEY - (DC): Volevo soltanto precisare questo: se non eleviamo il reddito per le forze militari, per le forze dell'ordine, quasi nessuno ha l'assegnazione, mentre dall'altra parte ce ne sono tantissimi che hanno un reddito inferiore e quindi ci sarebbero senz'altro dei ricorsi da parte della gente che, già in graduatoria, ha ottenuto l'assegnazione. Potrebbe infatti entrare qualcuno adesso che ha il reddito di 7 milioni, altri punti per alloggio antigienico, ecc. e superare in tal modo chi ha un reddito di 4 milioni e mezzo, cosa che, invece, nelle forze dell'ordine non capita. Rendendo retroattivo tale provvedimento gli unici due che hanno quattro milioni e mezzo di reddito possono entrare, mentre nell'altro modo salterebbe tutto.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Bajocco. Ne ha facoltà.
BAJOCCO - (PCI): Noi siamo d'accordo di votare a favore sull'emendamento presentato dal Gruppo Comunista.
Non riesco a capire le difficoltà che hanno il Presidente e l'Assessore ai Lavori Pubblici, perché quando il Presidente afferma che questa è una categoria particolare nessuno - raccogliendo anche le ultime parole dell'Assessore Borbey, dice che questa gente, perché ha un reddito superiore ai cinque milioni e mezzo, non beneficerebbe della riserva che gli sarebbe spettata.
Noi diciamo: siamo d'accordo di portare ai 7 milioni questa riserva del 15% per le forze dell'ordine, ma per quale ragione all'altro 85% non si cerca di applicare i medesimi criteri? Non c'è nessuna difficoltà derivante dal fatto che il bando è uscito nel mese di luglio, quando il limite era ancora di 5 milioni e mezzo, in quanto nel mese di novembre è uscita la delibera che, insieme ad altri nuovi criteri, ha portato il reddito a 7 milioni, non solo per la categoria particolare delle forze dell'ordine ma per tutti gli abitanti della nostra Italia.
Concludendo diciamo che va benissimo mantenere questo criterio per questa particolare categoria, ma dobbiamo applicarlo anche per gli altri. Per questo siamo favorevoli all'emendamento presentato dal Gruppo Comunista.
PRESIDENTE: L'emendamento illustrato dal Consigliere Tonino, in sostanza, dice: il limite, invece che da 5 milioni e mezzo viene portato a un reddito pari a lire 7 milioni per i partecipanti ai bandi di concorso, anche già pubblicati.
Metto in approvazione tale emendamento.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 25
Votanti: 24
Astenuti: 1 (Minuzzo)
Favorevoli: 6
Contrari: 18
IL CONSIGLIO NON APPROVA
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica per dichiarazione di voto sulla ratifica della deliberazione 480 nel testo proposto dalla Giunta.
MAFRICA - (PCI): Noi abbiamo proposto un emendamento che tendeva ad allargare, ad estendere questa facoltà, riconosciuta alle forze dell'ordine, a tutti quelli che hanno già fatto domanda, quindi non si apriva assolutamente alcuna altra possibilità.
La nostra proposta permetteva, all'interno di quelli che hanno fatto domanda, a persone che hanno un reddito fino a 7 milioni di rientrare in gioco perché, magari, le loro condizioni di abitazione sono peggiori di quelle di persone che hanno un reddito di 5 milioni e mezzo.
Pur essendo quindi favorevoli nella sostanza, anzi essendo per un allargamento di questo principio, ci asteniamo su questa deliberazione perché non abbiamo ritenuto corretto l'atteggiamento della Giunta e del Presidente della Giunta che, a volte, per fatti suoi, si permette determinate libertà di linguaggio, mentre è pronto a rintuzzare quelle altrui, cosa che penso nessuno lo autorizzi a fare.
PRESIDENTE: Metto in approvazione la ratifica della deliberazione n. 480 come proposto dalla Giunta.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 26
Votanti: 20
Astenuti: 6 (Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Péaquin e Tonino)
Favorevoli: 20
IL CONSIGLIO APPROVA
