Oggetto del Consiglio n. 92 del 18 febbraio 1982 - Resoconto
OGGETTO N. 92/VII - ATTIVITA' DELLA GIUNTA REGIONALE PER RISOLVERE IL PROBLEMA DELL'ASSUNZIONE DA PARTE DELLA NUOVA SIAS DEI PARTECIPANTI AL CORSO RISERVATO AI DISOCCUPATI INVALIDI. (Interrogazione).
PRESIDENTE: Do lettura dell'interrogazione presentata dal Consigliere Carlassare:
Nel corso della seduta tenutasi in data 14 gennaio 1982 il Consiglio ha dibattuto in merito al problema sorto dalla mancata assunzione, da parte della Nuova SIAS, dei corsisti che hanno frequentato il corso, finanziato dalla C.E.E., riservato a disoccupati invalidi, istituito con deliberazione di Giunta regionale n. 2281 del 9.5.1980;
Rammentando che la conseguente mozione, approvata con voto unanime dal Consiglio, tra le altre cose, impegnava la Giunta regionale a svolgere con urgenza tutte le attività idonee per il raggiungimento dello scopo presso le competenti autorità aziendali e ministeriali;
INTERROGA
la Giunta per conoscere:
1) quali contatti sono stati avviati con le competenti autorità;
2) quale soluzione si sta delineando, e se l'assunzione da parte della Nuova SIAS dei lavoratori interessati è ipotizzabile in tempi brevi.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
ANDRIONE - (U.V.): Sono state tenute tre sedute alla Presidenza della Giunta e infine quella conclusiva martedì scorso - in mia assenza - con l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, Chabod. Si deve verificare se l'anno di pre-assunzione, il 1982, verrà contato lavorativo a tutti gli effetti quindi i pensionamenti e tutto quanto partirebbero dal 1982, ed allora l'accordo è raggiunto. Fra l'altro sembra che non sia impossibile avere questa garanzia. Qualora non vi fosse questo tipo di garanzia, c'è l'impegno della Giunta regionale di riconvocare le parti per vedere cosa si può fare per chiudere la vicenda.
La causa è iniziata e continua, ma è stata ritirata fino a quando non vi sia questo accordo definitivo fra le Organizzazioni sindacali da una parte e la Società Nazionale Cogne dall'altra.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare. Ne ha facoltà.
CARLASSARE - (Dem. Prol. Nuova Sin.): Siamo di fronte ad un comportamento della Cogne che si perpetua nel tempo e che prima ancora di questa vicenda, riguarda la mancata assunzione dei corsisti delle scuole Cogne dell'anno precedente.
Poiché la Cogne continua ad utilizzare tutti i fondi C.E.E. per corsi di riqualificazione e di vario genere, ed usufruisce anche di una serie di servizi regionali per poter ottenere questi investimenti ed utilizzare le leggi esistenti, ritengo indispensabile che la Regione stabilisca nei confronti della Cogne un rapporto logico anche se brutto dell'"io do a te, tu dai a me", per cui sin dall'inizio si pretenda che gli impegni assunti siano poi condotti a termine.
Questo si riconduce anche al discorso fatto in precedenza dal Presidente Andrione concernente le prospettive della Cogne. Il problema non è rappresentato solo dai 17 operai che non vengono assunti, bensì ci troviamo di fronte alla realizzazione di un piano che prevede come minimo il feroce ridimensionamento della Cogne, e che in un'ipotesi non così lontana potrebbe portare anche alla chiusura dello stabilimento stesso. Per cui il condurre sino in fondo una battaglia in favore di 17 operai significa iniziare ad opporsi sulle cose concrete, e non solo sui grandi principi, a questo piano che potrebbe depauperare definitivamente la Valle d'Aosta del tessuto industriale che l'ha vista primeggiare per molto tempo.
