Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 73 del 11 febbraio 1982 - Resoconto

OGGETTO N. 73/VII - PROBLEMI CONCERNENTI L'ORGANIZZAZIONE IN VALLE D'AOSTA DI ADEGUATE STRUTTURE PER L'ASSISTENZA PSICHIATRICA - (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura del testo dell'interpellanza del Consigliere De Grandis.

Richiamato l'ordine del giorno concernente "assistenza psichiatrica" approvato dal Consiglio regionale nella seduta del 28.2.1980, che impegnava la Giunta regionale a porre in atto gli strumenti tecnici e finanziari per soddisfare la richiesta di servizi alternativi al ricovero in istituti contenuta nella petizione popolare sottoscritta da 3916 cittadini;

Viste le norme ed i principi contenuti nella legge 13.5.1978, n. 180, nella legge 23.12.1978, n. 833 nonché nella deliberazione della Giunta regionale n. 3222 del 23.6.1978;

Constatato che sono ancora numerosi i cittadini valdostani ricoverati in Ospedali psichiatrici e che non possono essere dimessi in quanto mancano ancora in Valle d'Aosta adeguate strutture di sostegno;

INTERPELLA

l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale per conoscere:

1) se vi sono state più specifiche elaborazioni a livello regionale e a livello locale degli indirizzi programmatici e dei criteri organizzativi per l'assistenza psichiatrica indicati nel documento elaborato dall'Assessorato alla Sanità in data 10 luglio 1980;

2) quali strutture sono state realizzate in Valle d'Aosta dal 1980 ad oggi e quante dimissioni si sono ottenute dagli Ospedali psichiatrici di Torino per effetto della realizzazione delle predette strutture;

3) se sulla base di un piano regionale d'intervento è già stato possibile concordare con gli Ospedali psichiatrici di Torino i tempi e le modalità per le dimissioni dei valdostani ancora ricoverati;

4) se è stata già decisa, e in quali termini, l'utilizzazione dell'immobile sito in località Champlan-Talapé lasciato alla Regione per testamento della defunta Signora Boulard Rosalia ved. Désaymonet.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere De Grandis per l'illustrazione dell'interpellanza; ne ha facoltà.

DE GRANDIS: La mia interpellanza riguarda un vecchio tema scottante che io ripropongo all'Assessore alla Sanità, ben sapendo quante e quali siano le difficoltà per chi vuol operare in questo campo. Le stesse reazioni che ha suscitato a suo tempo, e continua a suscitare, la legge 180 non mi sono ignote, però c'è da fare una constatazione: che rispetto alle posizioni assunte, anche a livello politico, dalle diverse forze nei confronti di detta legge quando fu emanata, ci sono oggi differenze notevoli. Si sono attutiti e si sono ridimensionati certi atteggiamenti, perché si è potuto constatare, dalla prima applicazione di questa legge, che si sono verificate situazioni anche di estrema difficoltà, quando, addirittura, non si sono create difficoltà maggiori di quelle precedenti, perlomeno nell'ambito sociale e nell'ambito delle famiglie che venivano automaticamente interessate e coinvolte in modo diretto in questo problema.

Mi risulta che sono ancora parecchi i valdostani ricoverati nelle strutture manicomiali, fuori Valle, e che fra queste persone vi è un grande desiderio, che si è andato a mano a mano sviluppando, di poter fare rientro nella loro Regione, riavvicinandosi alla famiglia da parte di alcuni, al proprio contesto sociale da parte di altri.

Evidentemente per poter raggiungere questi scopi è necessario passare attraverso alcune strutture di congiungimento, che consentano un passaggio più graduale possibile da una situazione di ricovero come quella manicomiale, che la legge prevede di eliminare, a strutture di tipo diverso; fino a tornare, per coloro che hanno ancora parenti disponibili nei loro confronti, nella loro famiglia. Tra l'altro, poiché a favore della Regione c'era stato un lascito testamentario nella zona Champlan-Talapé, volevo conoscere se l'Assessore aveva già un progetto per usufruire di questa struttura, se non nei modi indicati esattamente nel testamento, perlomeno in una maniera compatibile con le disposizioni di legge e utile, tuttavia, a quel tipo di cittadini che hanno necessità di questa assistenza.

PRESIDENTE: Risponde l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale; ne ha facoltà.

ROLLANDIN - (U.V.): Il programma di attuazione della legge 180 è stato discusso in Consiglio e prevedeva una certa attività legata al recupero dei soggetti che attualmente sono ancora ricoverati presso gli istituti fuori Valle. Nel contempo prevedeva l'organizzazione per la cura e l'intervento nei casi acuti e per gli eventuali casi di riacutizzazione. Va infatti tenuto conto che non sono infrequenti questi episodi che rendono, prima di tutto, traumatica l'esperienza per il luogo, e, secondo, creano un effetto psicologico contrario a quello che era lo spirito innovativo della 180.

Su questa base si è cercato di creare una rete di ambulatori su tutta la Regione. Sono stati aperti nuovi ambulatori nella bassa Valle (Pont-Saint-Martin, Verrès) tenendo conto dell'esigenza locale, e dei casi che via via erano stati individuati, avendo sempre presente la situazione analitica, distretto per distretto, che era stata seguita dagli operatori socio-sanitari, sia assistenti sociali che psicologi, che avevano analizzato assieme agli operatori locali e agli operatori degli istituti fuori Valle quali erano le possibilità di dimissioni degli attuali ricoverati, quindi le possibilità di recupero e le necessità che erano legate alla zona.

Teniamo conto poi che l'organico attuale del servizio ospedaliero è ancora carente, a causa del blocco degli organici legato ai decreti emanati che hanno ritardato queste norme concorsuali; ma, adesso, essendo stata regolata la normativa del decreto 761, questa parte è stata sbloccata, e si sta provvedendo a definire i concorsi per coprire completamente l'organico necessario per attuare questo servizio fuori ospedale. Teniamo conto inoltre che in base al regolamento attuativo della legge regionale è stato stipulato un accordo con i sanitari per uscire sul territorio, utilizzando quindi a livello ambulatoriale gli stessi operatori dell'ospedale e realizzando un collegamento ben preciso, proprio per evitare che coloro che erano trattati ambulatoriamente venissero seguiti da medici diversi da quelli che poi intervenivano nel caso acuto, non conoscendo quindi tutta la patologia e creando delle difficoltà obiettive nell'analisi e prolungando la degenza oltre quelli che sono i termini consentiti.

Ora, per quanto riguarda la realizzazione delle strutture, va detto che già in occasione della discussione della legge 47, era stato deciso che non fossero esclusive per una certa patologia o per una certa casistica, ma debbano prevedere anche casi di handicappati dimessi dagli ospedali psichiatrici e di anziani.

Le strutture attualmente operanti in Valle d'Aosta sono relativamente poche, e avevo ricordato La Thuile, Aosta e Gressoney, dove abbiamo avuto la possibilità di inserire alcuni di questi ex ricoverati.

Per prevedere un programma effettivo è stato inviato, nell'agosto dell'81, a tutti i Presidenti dei Comitati di zona dei distretti, un invito a prevedere quanti Centri, a seconda delle esigenze zona per zona, potessero essere oggetto della programmazione - quindi di un relativo finanziamento - del piano sanitario regionale triennale.

Ci sono già state consegnate diverse proposte che tengono conto delle esigenze zona per zona, e sono al vaglio dell'Assessorato prima, poi della Giunta, e che dovranno entrare come parte programmatoria, e quindi finanziaria, nel nuovo bilancio che dovrà essere prossimamente presentato. Questo proprio per realizzare in pratica quei Centri di sostegno che sono indispensabili per permettere le dimissioni dei ricoverati che continuano a rimanere fuori Valle.

Per quanto riguarda il numero attuale dei ricoverati nelle cosiddette comunità terapeutiche (che sono, dopo l'applicazione della legge 180, gli ex istituti) essi sono 52 a Collegno e 12 a San Maurizio Canavese.

Relativamente all'ultimo punto, cioè l'utilizzazione della casa Talapé, che è oggetto della delibera n. 601 richiamata dal Consigliere De Grandis, va detto che abbiamo avuto contatti con le famiglie interessate e anche colloqui con i vari organismi operanti nel settore, per una prima discussione sull'utilizzo di questa struttura. Per eseguire il mandato della delibera consiliare la Giunta deve avere gli accordi completi per l'utilizzo definitivo della casa, per cui in Giunta questo è già stato discusso, concordando sulla definitiva utilizzazione per scopi legati a questo tipo di attività, cioè attività assistenziale.

Si tratta ora di definire a livello progettuale, mentre nel contempo si stabilisce la parte normativa, e quindi la parte legale per l'utilizzo definitivo della struttura.

E a questo proposito ho preso contatti con il Comune di Aosta, che è la parte interessata, perché nel programmare questi servizi aveva previsto una struttura che potrebbe essere ubicata in questa zona, per cui vi sono già stati degli incontri, che proseguiranno nei prossimi giorni, per arrivare a una definizione, coinvolgendo contemporaneamente le associazioni di famiglie che stanno seguendo questo problema.

Questo è l'iter attuale di questa procedura, che è abbastanza recente, e che deve essere definita in termini legali per il completo svincolo da quelle che erano le precedenti opzioni testamentarie.

PRESIDENTE: Replica il Consigliere De Grandis; ne ha facoltà.

DE GRANDIS - (P.R.I.): E' una situazione evidentemente piuttosto complessa che va avanti con una certa lentezza, come l'Assessore mi conferma. Gli stessi distretti interessati a fare proposte non hanno ancora risposto tutti, nonostante la lettera dell'Assessore sia già stata inviata da tempo; si avverte in tutti i settori una notevole difficoltà a prendere decisioni in questo campo, perché ognuno è pieno di dubbi e di preoccupazioni di sbagliare, di non fare bene. E proprio per questa ragione io chiedo che l'Assessore voglia mantenere e rafforzare il suo impegno perché si realizzino strutture di questo genere.

Così come gli chiedo di insistere nella preparazione dei progetti per l'utilizzazione della casa di Champlan-Talapé senza aspettare che siano risolti i primi problemi di carattere giuridico che sappiamo esserci e che erano stati esposti molto bene dal Presidente della Giunta; ma che, sembrano superabili proprio con una proposta che il Presidente della Giunta stesso aveva fatto rispetto al secondo erede, che era poi l'Istituto San Giuseppe.

Quindi chiedo che l'Assessore si prodighi per imprimere maggiore velocità a questo tipo di interventi che sono particolarmente sentiti nel nostro territorio.