Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 189 del 7 ottobre 1970 - Resoconto

OGGETTO N. 189/70 - Commemorazione del Presidente Nasser.

Montesano (P.S.D.I.) - Prima dell'inizio dei lavori del Consiglio, io desidero fare una breve commemorazione del Presidente Nasser deceduto giorni fa.

Signori Consiglieri, è stato detto in questi giorni che la scomparsa di Gamal Abdel Nasser lascia un grande vuoto.

Eravamo certi quando il Presidente egiziano era in vita che l'anarchia nel vicino Oriente non avrebbe superato un certo limite, quello della sicurezza generale; ancora recentemente egli aveva manifestato coraggio e buona volontà nell'accettare il piano di pace Rogers, era ad ogni modo l'unico arbitro e l'unico consigliatore del mondo arabo.

Ora tutti i dati di quel delicato problema cambiano improvvisamente.

Noi oggi però vogliamo ricordare i valori di Nasser non soltanto perché ci accorgiamo quale grave prova i popoli mediterranei devono ora affrontare ma perché sappiamo che il mondo ha perso un altro uomo che lottava per il proprio credo politico fino a giungere alla consumazione di sé stesso.

Possiamo purtroppo misurare ora l'impoverimento del numero di coloro che si dedicano al servizio esclusivo dell'ideale.

In un'intervista del marzo 1969 gli era stata posta questa domanda: "Lei è ancora giovane, cosa pensa di poter ottenere per sé nei prossimi venticinque anni?" E nella risposta che ha dato c'è solo il senso della dedizione: "Non ho sogni personali, ma ho una vita personale, non ho più niente di mio". Eppure egli aveva il culto del valore della persona e del singolo, tanto è vero che in uno dei suoi discorsi, nel novembre 1965, ricordava: "non posso metterli tutti in una stessa macina e venderli uguali. Ci sarà sempre il debole di spirito, l'intelligente, il pelandrone, il diligente" - e ancora ammoniva - "noi diciamo che il Socialismo riduce la differenza fra le classi, ma io non ho detto differenza fra gli individui, questa differenza rimarrà nel regime socialista anche dopo che avremo eliminato lo sfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo; nel lavoro ci sarà sempre colui che si dedica coscientemente al suo compito e colui che lo trascura".

Lo stimolo dell'interesse personale rimarrà, per testimoniare questo aspetto di servitore e stimolatore della propria gente ci uniamo alle parole del Presidente Saragat, che ha ricordato che la scomparsa di Nasser addolora tutti gli uomini, di qualunque siano le loro opinioni politiche, rispettano una vita spesa a servizio di un ideale, penso di interpretare i sentimenti di tutti, nell'associare il Consiglio regionale al lutto del popolo egiziano.

Chi chiede la parola? Consigliere Germano.

Germano (P.C.I.) - Ci associamo alle parole di cordoglio del Presidente del Consiglio sulla scomparsa di Nasser.

È scomparso con lui un protagonista della politica di unità del mondo arabo, è un sincero sostenitore del martoriato popolo palestinese.

Un sostenitore di tutte le forze anti-imperialiste che vogliono la pace.

Noi Comunisti però siamo più ottimisti nelle valutazioni del Signor Presidente del Consiglio. Noi sappiamo che esistono forze capaci di portare avanti la politica di Nasser e noi ci impegniamo nel rendere omaggio alla sua memoria, ed intensificare la lotta contro l'imperialismo, per fare del mediterraneo un mare di pace, per sostenere quello che è stato il più grande ideale di Nasser, per la libertà, per l'indipendenza del mondo arabo.

Mappelli (D.C.) - ... per la morte del Presidente Nasser ci associamo perché ci rattrista ogni qualvolta un personaggio che ha il senso dell'equilibrio e ha, come si dice in patois, il cuore al proprio posto e si batte per il proprio popolo convinto in una strada di equilibrio e di una posizione che serva a levare questo popolo, dunque non può che trovarsi amareggiato.

Auguriamo che il popolo egiziano sappia continuare su questa strada al fine di portare avanti quelle che erano le grandi idee del loro scomparso Presidente.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Mi associo alle parole del Presidente e a quanti prima di me sono già intervenuti in questa doverosa commemorazione e modestamente esprimo a nome del Partito Socialista di unità proletaria le espressioni di profondo cordoglio per l'improvvisa morte del grande capo arabo, di quel grande socialista che ha dato la sua vita si può dire per equilibrare le sorti che tormentano il medio oriente.

Nasser, benché in condizioni di salute preoccupanti, non cessò un istante di lavorare per stabilire un equilibrio di pace nel suo paese.

Definire oggi quale sia stato il ruolo di quel grande uomo durante un ventennio è difficile per me; ma la cosa che più balza in evidenza è come egli sia riuscito a dare al suo popolo una coscienza, una orgogliosa dignità, non per nulla egli si rivolgeva al suo popolo e nei suoi discorsi di molti anni fa, spesso diceva: "alza il tuo capo, fratello, che l'epoca delle obbligazioni è finita". Un uomo che ha lottato alla testa del suo popolo, per vincere alla fame, un uomo più grande delle stesse parole che si possono dire, un capo che ci fa ricordare ciò che egli ha fatto al servizio del suo popolo e dell'umanità per difendere la libertà, il diritto e la giustizia sociale.

La conferma del suo alto valore di socialista è la testimonianza di affetto e di dolore che la sua morte ha seminato non solo in mezzo al mondo arabo, ma nel mondo completo.

Le scene strazianti che hanno accompagnato il feretro di Nasser nella sua ultima dimora confermano le doti dello scomparso combattente per la libertà.

Le parole di cordoglio che si indirizzano al popolo arabo non bastano a cancellare le orme lasciate da questo grande capo che ha saputo dare al suo popolo, lo ripeto, dignità di uomini, dignità di egiziani. Quindi alle mie espressioni di profondo cordoglio che a nome del mio partito vorrei indirizzare a questo glorioso popolo, aggiungo che l'unica cosa che la nazione araba può fare per vivere nel ricordo del suo capo è quello di operare pazientemente fino a che non sarà stata conseguita la vittoria per la quale Nasser è vissuto e per la quale Nasser è morto.

Montesano (P.S.D.I.) - La parola al Vice Presidente Fosson.

Fosson (U.V.) - Le groupe de l'Union Valdôtaine s'associe à la commémoration faite par le Conseil du Président Nasser.

Balestri (P.S.I.) - Ci uniamo al cordoglio per la morte di Nasser e riconosciamo nella figura di Nasser un equilibratore che ha portato negli ultimi tempi a intravedere nel Medio oriente un indirizzo di pace.

Ci auguriamo che anche i suoi successori abbiano la forza di poter continuare in questa azione e che nelle terre del Medio oriente siano riconosciuti i diritti di tutte le genti anche di quelle che combattono in altre parti perché si possa addivenire in futuro ad una pace durevole.

Pollicini (D.P.) - A nome dei democratici popolari, mi associo alle espressioni di cordoglio del Presidente e degli altri gruppi per la morte del Presidente egiziano, un uomo prestigioso ed equilibrato, tutto impegnato per la ricerca di un equilibrio politico nel difficile mondo arabo, la sua dipartita indubbiamente crea oltre che problemi nel mondo arabo, preoccupazioni di quello che può essere il futuro di quella parte del medio oriente che la sua posizione faceva presumere trovare una sua soluzione politica.

Montesano (P.S.D.I.) - C'è qualcun altro che chiede la parola?

Allora si passa alle comunicazioni del Presidente del Consiglio.