Oggetto del Consiglio n. 20 del 14 gennaio 1982 - Resoconto
OGGETTO N. 20/VII - INATTIVITA' DEGLI ORGANI PREPOSTI ALLA PROGRAMMAZIONE REGIONALE. - PROGRAMMAZIONE DELLA SPESA REGIONALE SULLA BASE DI PROGRAMMI DI ATTUAZIONE DEL PIANO DI SVILUPPO REGIONALE - (Interpellanze).
PRESIDENTE: Comunico al Consiglio che l'interpellanza, presentata dal Consigliere Minuzzo, iscritta al n. 21 dell'ordine del giorno, è stata abbinata all'interpellanza, presentata dai Consiglieri Tonino, Mafrica, Péaquin e Bajocco, iscritta n. 24 dell'ordine del giorno, in quanto trattano dello stesso argomento e vengono pertanto discusse insieme.
Do lettura delle interpellanze:
INTERPELLANZA
VISTO l'art. 1 della legge regionale 15.5.1978, n. 12 "Finalità e soggetti della programmazione regionale;
TENUTO CONTO che l'approvazione del nuovo riparto fiscale porterà nuove e ingenti risorse finanziarie e che tali risorse non possono, vista la situazione economica regionale, essere collocate correttamente in assenza di un piano programmatico globale
INTERPELLA
il Presidente della Giunta per conoscere:
1) come mai il Comitato Tecnico di Programmazione previsto dall'art. 10 della legge regionale 15.5.1978, n. 12 non è stato più convocato dal febbraio scorso;
2) per quale motivo non è mai stato effettuato un incontro tra il succitato Comitato e la Giunta;
3) perché la Commissione Consultiva Regionale per la Programmazione (art. 11 - legge regionale 15.5.1978, n. 12) non è mai stata convocata;
4) quali intenzioni ha il Presidente della Giunta nei confronti dei suddetti organismi;
5) quando intenda convocare nuovamente il Comitato e dare le indicazioni necessarie affinché il discorso programmatico prenda finalmente corpo.
INTERPELLANZA
Con l'approvazione del nuovo riparto fiscale è assolutamente necessario predisporre strumenti per la programmazione della spesa regionale sulla base di programmi di attuazione del piano di sviluppo regionale;
visto che la legge regionale 7 dicembre 1979, n. 68, prevedeva che il primo piano di sviluppo fosse predisposto dalla Giunta regionale e presentato al Consiglio per l'approvazione entro il 1979, per il periodo 1980/82;
preoccupati per i ritardi e le gravi inadempienze della Giunta regionale,
i sottoscritti Consiglieri regionali
INTERPELLANO
il Presidente della Giunta regionale per conoscere:
1) quale è stato il lavoro svolto finora dal Comitato Tecnico per la Programmazione Regionale, costituito da sette membri esperti e di cui la giunta è autorizzata ad "avvalersi" per l'attività di programmazione regionale;
2) che fine ha fatto il documento "Prime indicazioni per il piano di sviluppo regionale" presentato dalla Giunta nel 1979;
3) se vi è speranza fondata che questa Giunta regionale presenti alcune linee per il piano di sviluppo regionale entro la fine della legislatura.
PRESIDENTE: Per l'oggetto n. 21 intende illustrare l'interpellanza il Consigliere Minuzzo, ne ha facoltà.
MINUZZO: (P.S.D.I.) - Sebbene formulata in modo diverso da quella presentata dai colleghi del Gruppo comunista, siamo stati spinti probabilmente dallo stesso motivo a presentare questa interpellanza.
Abbiamo sempre ribadito che la programmazione nell'ambito regionale, visto che siamo a questo livello, abbia una funzione preminente per gli indirizzi politici di spesa e di intervento della Regione.
E' stato istituito un Comitato Tecnico di Programmazione, previsto da una legge regionale, ed è un anno, più o meno, che non viene più convocato. E' stato un anno nel quale si continuava a dibattere il problema del riparto fiscale che sembrava dovesse arrivare da un mese all'altro; finalmente è arrivato e questo Comitato Tecnico di Programmazione non si è mai riunito in questo arco di tempo per predisporre un piano di spesa, da sottoporre alla Giunta regionale, per l'eventuale importo del riparto fiscale.
Mi risulta inoltre che la Giunta non abbia mai avuto un incontro con questo Comitato, a meno che questi incontri non fossero fatti "ad personam"; il Presidente del Comitato Tecnico incontrava il Presidente della Giunta e lo informava dell'attività svolta e delle decisioni e degli indirizzi presi.
Sempre nella legge che va a costituire questo Comitato Tecnico, è prevista la costituzione di una Commissione Consultiva Regionale per la Programmazione, nella quale dovrebbero entrare a fare parte tutte le forze sociali operanti nella Regione, rappresentanti delle forze politiche; questa forse è stata convocata una volta, contrariamente a quanto ho scritto nell'interpellanza e, durante questa prima riunione, è stato nominato un Presidente o qualcosa del genere, dopo di che anche questa non è stata più convocata.
Non sapevo che il Consigliere Fosson ne fosse il Presidente, comunque, dicevo che è stata riunita per eleggere un Presidente, so che c'era stato qualcosa di non molto chiaro, per cui si doveva poi di nuovo riunire, ma di fatto non è più stata convocata.
Per cui ritengo che in questo momento specifico sia necessario che sia il Comitato Tecnico di Programmazione che questa Commissione Consultiva Regionale per la Programmazione si riuniscano di modo che si possano dare degli indirizzi ben precisi alla Giunta la quale, dopo averli confrontati con i suoi, li sottoporrà al Consiglio regionale per decidere in modo unitario, se la Giunta ritiene di dover accogliere il contributo delle forze politiche presenti in Consiglio regionale, il modo di spesa e di investimento dei soldi che vengono alla Valle d Aosta con il riparto fiscale.
Ritengo di avere sufficientemente illustrato questa interpellanza. Mi permetto di aggiungere una piccola malignità, se così posso chiamarla: dall'analisi fatta dal Consigliere Mafrica nel suo intervento sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio, a proposito dell'attività degli organi consiliari, risulta che una certa tenuta dei lavori delle varie Commissioni si ha in quelle che sono presiedute da componenti della minoranza o, almeno, abbiamo visto che fintanto che qualcuno ricopriva certe cariche, si sono svolti i lavori in un certo modo, dopo di che, ciò non è più avvenuto.
Devo dire allora che non lo sapevo, ma il collega Consigliere Fosson fa parte della maggioranza ed è il Presidente di una Commissione che non ha mai convocato. A questo punto bisogna sollecitare che questa venga completata, il Presidente del Consiglio non può sapere se questa Commissione è completa o meno. Questa ad ogni modo era una piccola parentesi.
PRESIDENTE: Per l'oggetto n. 24 illustra l'interpellanza il Consigliere Tonino, ne ha facoltà.
TONINO: (P.C.I.) - Non so se vale la pena in questo Consiglio sollevare periodicamente questo problema a cui, evidentemente, la Giunta non è interessata.
Basta ricordare la data del piano di sviluppo regionale che doveva essere predisposto entro il 1979 per il periodo '80-'82; siamo ormai nell' 82 ma il piano non è stato predisposto.
Questa insensibilità della Giunta nei confronti delle necessità di alcune scelte programmatiche è doppiamente preoccupante nel momento in cui arrivano le risorse del riparto fiscale che devono essere spese secondo dei piani che siano di effettiva utilità.
Il disinteresse di questa maggioranza e della Giunta nei confronti della programmazione, a cui avevo accennato prima, risulta chiaro se si va a rileggere la legge n. 12 dei 1978, che, fino a prova contraria, dovrebbe essere la legge che regola le procedure della programmazione nella nostra Regione, fino a che questa maggioranza non la modifica - e farebbe bene a farlo - proponendone un'altra.
Quella legge prevedeva che la Giunta predisponesse un quadro di riferimento all'interno del quale ruotasse tutta l'attività politico-amministrativa del Consiglio e prevedeva che attraverso le leggi di attuazione della legge n. 12, fossero fissate le procedure di programmazione, cioè cosa intendiamo, cosa facciamo, come lavoriamo ed il raccordo fra i piani regionali e la programmazione delle Comunità Montane.
Queste leggi attuative non sono mai state predisposte, solo in parte si è risposto al punto C dell'art. 16 con una nuova legge sulla contabilità regionale che, peraltro, in alcuni punti stravolge anche l'impostazione della legge n. 12, perché stacca il bilancio pluriennale della Regione dal piano pluriennale di attività e di spesa previsto nella legge n. 12.
Per poter rispettare anche la legge n. 12 riteniamo necessario definire due aspetti: il primo l'ho già accennato ed è che la Giunta definisca un quadro di coerenze, un quadro di indirizzi all'interno del quale si deve agire e, questi programmi dovrebbero essere i programmi di attività della Giunta, la quale non dovrebbe perdere invece il suo tempo a discutere di piccoli interventi, di contributi, sostituendosi così all'attività del Consiglio.
Questo è un primo elemento indispensabile, altrimenti anche il resto rischia di non funzionare.
Non voglio difendere il Consigliere Fosson, che è il Presidente di questa Commissione Consultiva, ma ci dovremmo chiedere di che cosa discute la commissione oggi. Questa serve per essere consultata su argomenti, piani, proposte; da questa Giunta, fino ad oggi, non è evidentemente uscita nessuna proposta.
Il secondo aspetto fondamentale è quello organizzativo.
Tutta l'organizzazione della Regione non tiene assolutamente conto dei principi della legge n. 12, che prevedeva un momento di coordinamento a livello di Giunta e di Segreteria Generale della Regione.
In realtà ancora oggi noi abbiamo gli Assessori che lavorano per conto proprio e che fanno una infinità di piani in modo assolutamente stagno, direi che il difetto tipico dello Stato è qui riprodotto in modo esasperato.
Ho letto in una recente ricerca che esistono, tra legislazione nazionale e regionale, circa trenta diversi piani di settore, senza nessun aggancio l'uno con l'altro.
Il primo compito di un'attività di programmazione regionale dovrebbe essere quello di mettere ordine, di coordinare almeno l'attuazione di questi piani di settore.
Nella nostra Regione, anche da un punto di vista organizzativo, la macchina regionale non permette questa possibilità di coordinamento né questo raccordo fra scelte programmatiche ed attività dei singoli assessorati; è un difetto vecchio di funzionamento della Giunta che si ripercuote anche sull'andamento della macchina regionale, che è sotto gli occhi di tutti.
Ci sono perciò alcune questioni di fondo dietro alle richieste che abbiamo fatto su come ha funzionato il Comitato Tecnico di Programmazione e che abbiamo esposto anche in modo un po' sarcastico: questo che dovrebbe essere l'organo consultivo della Giunta, non si riunisce da un anno, la Giunta non lo ha mai consultato, si tratta di inadempienze che giudichiamo molto gravi.
Approfitto dell'occasione anche per chiedere, dal momento che le questioni sono strettamente legate, a che punto è la revisione della legislazione esistente, proposta in questo Consiglio dal Consigliere De Grandis, che potrebbe diventare molto importante se effettivamente si vuole andare nella direzione di avere un momento di coordinamento regionale sull'attività dei singoli Assessorati.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
ANDRIONE: (U.V.) - Il Comitato Tecnico di Programmazione aveva deciso di affidare ai suoi membri una serie differenziata di analisi approfondite nei vari settori e questo era stato stabilito durante una riunione alla quale era presente il Presidente della Giunta.
A nome della Giunta, ognuno aveva ricevuto la sua parte di lavoro che doveva essere presentata al mese di giugno dell'anno scorso.
Purtroppo, per una serie di coincidenze, come ho saputo con un certo ritardo, il Comitato Tecnico di Programmazione è andato in crisi per le dimissioni del suo Presidente che, per motivi di lavoro, non si sente più di garantire la sua presenza anche nel Comitato Tecnico.
La lettera non è ancora pervenuta, ma lui ha annunciato che si dimetteva, mentre io ero assente, ed è stato all'inizio dell'estate; a questo proposito ho telefonato a Parigi per sollecitare la definizione della questione.
Ripeto che gli incontri sono avvenuti fra Comitato Tecnico e Presidente della Giunta per l'organizzazione del lavoro, in quanto mi sia permesso di dire che programmazione non è una formula magica ma, per quanto ci riguarda vuol dire maggiore conoscenza possibile della realtà esistente, conoscenza delle risorse e applicazione di queste alla realtà esistente secondo metodi e sistemi che vengono conosciuti. Non una questione taumaturgica, serve semplicemente ad organizzare il lavoro.
La Commissione Consultiva Regionale ed il Comitato Tecnico di Programmazione si sono trovati in difficoltà - così come la Giunta ed il Consiglio - ad operare nell'anno di grazia 1981, durante il quale, come forse qualcuno degli interroganti ha ricordato, eravamo affannati, e molto, per altri problemi.
D'altra parte, non sapendo esattamente quali erano le risorse, bisognava per forza di cose fare quello che non piace a questa Giunta e cioè dei discorsi tecnici che sono sempre e solo delle parole e, fra i vari momenti che vengono sottolineati, bisognerebbe anche trovare il momento per essere solamente concreti.
Ora, quali sono le intenzioni della Giunta? Sono semplici perché non appena il Comitato verrà reintegrato nel suo plenum - speriamo di farlo entro la settimana prossima - deve operare in base alle indicazioni politiche date dalla Giunta e deve trovare i mezzi per fare questo lavoro di indicazione su come applicare le risorse.
Le prime indicazioni del piano di sviluppo regionale si portano molto bene e sono stati portati avanti degli studi; ma è chiaro che quando ci troviamo nella situazione di avere una programmazione di Stato, che è settoriale, possiamo cambiarla con leggi regionali, per cui dovremo applicarla protestando come protestano tutti i Presidenti delle Giunte, ogni volta che veniamo riuniti, se mancano per un periodo X le risorse, perché non possiamo programmare delle risorse inesistenti.
Su questi concetti elementari, come si dice oggi in italiano, non ci piove. Vi sono delle fondate speranze di rispondere al punto n. 3 dell'interpellanza, presentata dal Gruppo comunista, il primo appuntamento in questione - estremamente importante in quanto un momento di verifica del nuovo riparto fiscale - avverrà con il prossimo bilancio, nel quale le risultanze del lavoro, per adesso lavoro di ricerca e burocratico e non ancora lavoro di indicazione fatto alla Giunta regionale su certe scelte politiche, dovranno concretarsi in specifici progetti, che, prima le Commissioni e poi il Consiglio regionale, avranno ampio modo di discutere.
Questa, come risposta generica ed ufficiale.
Da un altro punto di vista, dobbiamo riconoscere che oggi, ne parlavo con i Sindacati, la gravità della crisi che sta colpendo direi l'economia mondiale, ma anche la Valle d'Aosta, fa sì che il primo compito specifico della Giunta regionale e del Consiglio sia quello di cercare di impedire l'aggravarsi della situazione esistente.
Non siamo nella posizione di poter fare delle previsioni fra scelte numerose, e, quindi, di poter dire: - diamo priorità da A a B. Siamo invece nella situazione di dire: - Attenzione, la situazione di giorno in giorno si aggrava e, quindi, vediamo quale è il tipo di sostegno per impedire questo degrado continuo.
Non voglio aprire il discorso perché evidentemente ci porterebbe molto lontano, però credo che siamo tutti coscienti ed informati di quella che è la drammatica situazione dell'industria, specie quella di Stato in Valle d'Aosta, di quale è la situazione del credito e, in questa situazione specifica, quali sono i mezzi che abbiamo per poter superare il blocco bancario.
Questi devono essere dei punti concreti e fermi sui quali il Consiglio regionale deve pronunciarsi e di conseguenza, secondo l'auspicio dato dal Consigliere Minuzzo, visto che non riteniamo di essere i più sapienti, ma pensiamo di avere bisogno della collaborazione di tutti, saremo lieti se le forze politiche ci daranno suggerimenti ed indicazioni perché onestamente ed umilmente riconosciamo di averne bisogno.
Non si tratterà di questioni facili, anche perché molte di queste purtroppo sfuggono al controllo della Regione.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo, ne ha facoltà.
MINUZZO: (P.S.D.I.) - Per le ultime due frasi dette dal Presidente della Giunta ci possiamo dichiarare soddisfatti, riservandoci di andare a verificare la disponibilità che ci ha preannunciata, di accogliere i suggerimenti e la collaborazione anche delle forze in opposizione.
Per quanto concerne la risposta data all'interpellanza che ho illustrato, mi limito solo a fare una replica con alcune considerazioni, senza per questo dichiarare la mia soddisfazione o insoddisfazione.
Innanzitutto mi sembra di aver colto in contraddizione il Presidente della Giunta, quando dice che la prossima settimana il Comitato dovrebbe venire integrato, quando poco prima aveva dichiarato che le dimissioni, benché annunciate da giugno, non erano ancora pervenute.
Mi sembra quasi impossibile pertanto che venga integrato questo Comitato Tecnico la prossima settimana, in quanto oggi siamo già giovedì e, considerati i tempi di convocazione, minimo minimo passeranno ancora venti giorni.
Questa mi è parsa una piccola contraddizione del Presidente perché o lui ha già le dimissioni e non lo ha detto, oppure è così speranzoso di averle, per cui è già certo di poter integrare questo Comitato.
Sulla spiegazione che ha dato della funzione della programmazione, mi rendo conto che per la microrealtà della Valle d'Aosta, il Presidente della Giunta e tutti i suoi Assessori possono essere chiaramente a conoscenza della realtà della nostra Regione, di quali sono le sue risorse e di tutto il resto a cui ha accennato il Presidente della Giunta; però ritengo anche che, quando con legge regionale si istituisce un Comitato di Programmazione, questo deve funzionare per le funzioni per le quali è stato creato.
Diversamente, come ha detto il Consigliere Tonino, la Giunta modifica le legge o abroga il Comitato Tecnico di Programmazione, cioè faccia quel che vuole, ma non è concepibile che quando viene istituito un organismo, questo venga quasi obbligato a non funzionare, visto che è nelle facoltà e possibilità della Giunta di farlo.
E' chiaro che probabilmente questo Comitato non ha funzionato più di tanto, al di là delle dimissioni annunciate dal Presidente, forse anche per il fatto che non è mai stato sollecitato da parte della Giunta regionale che gli fossero dati gli elementi indispensabili per una corretta gestione della "Cosa pubblica". Sono considerazioni che faccio a voce alta e, ripeto che mi dichiaro soddisfatto della risposta datami dal Presidente della Giunta, soprattutto per le ultime due frasi, quando ha dichiarato che è disponibile ad accogliere la collaborazione di tutte le forze presenti in Consiglio.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare, per conto dei presentatori dell'interpellanza iscritta al n. 24, il Consigliere Mafrica per la replica, ne ha facoltà.
MAFRICA: (P.C.I.) - In effetti, il problema della programmazione è tornato in discussione in questo Consiglio. Noi, come forza di opposizione, pensiamo almeno di avere un merito che è quello di continuare ad insistere su alcuni temi, quali ad esempio il decentramento e la programmazione, fino a far aumentare la coscienza della loro importanza.
Per il decentramento credo che la Giunta, prima o poi, si troverà di fronte alla necessità di dare risposte non solo ad una forza di opposizione, ma ad uno schieramento di forze più ampio, che tocca le stesse forze della Giunta.
Un discorso analogo si può fare per la programmazione; non è più solo una forza di opposizione a chiedere queste cose, abbiamo letto dichiarazioni fatte, per esempio, anche da industriali con le quali si afferma che un governo regionale che non segua alcun diritto di programmazione non è adeguato alle necessità del momento. Quindi, queste discussioni non sono inutili e, se possiamo condividere la definizione di programmazione data dal Presidente della Giunta, non crediamo però che la Giunta sia coerente con quanto dice, cioè, non crediamo voglia quantificare le risorse per poi intervenire sulla realtà.
Come forza di opposizione abbiamo fatto recentemente un piccolo sforzo di quantificazione delle risorse e abbiamo fissato sulla carta alcune idee per l'utilizzazione delle somme che ci verranno nei prossimi anni.
Ci auguriamo che anche la Giunta faccia, in tempi brevi, qualcosa di analogo, per poterci poi confrontare, perché se l'attività della Giunta fosse stata adeguata alle necessità, probabilmente si sarebbero ottenuti dei risultati migliori.
Per quella che è la realtà valdostana di oggi, non si vedono vie di uscita più facili; nell'industria la crisi sta diffondendosi sempre più rapidamente e sta aggravandosi. Nell'agricoltura, a parte l'area assistita, il settore produttivo non riesce a prendere quota, nel turismo ancora non si riescono a vedere segni di equilibrio, per quel che riguarda i Servizi si potrebbero fare moltissime considerazioni.
La Giunta regionale, per esempio nel campo della Sanità, ha indubbiamente contribuito in questi anni alla costruzione di alcune mura, però la maggioranza dei cittadini valdostani, quando è gravemente ammalata o quando ha bisogno di diagnosi serie, non si rivolge alle strutture politiche della nostra Regione.
Per la casa, nei centri principali è praticamente impossibile trovare anche solo abitazioni in affitto; per i trasporti, la ferrovia è antidiluviana, la grande viabilità in Valle è pericolosa. Per la scuola, dopo alcune spinte al rinnovamento e all'aggiornamento degli insegnanti degli anni passati, si è ripiombati in una situazione di catalessi per cui gli insegnanti, tendono anch'essi a trasformarsi in impiegati pubblici, a timbrare il cartellino, punto e basta.
E' una fotografia della realtà presa a distanza, tanto per dare un'idea di come stanno i fatti, ma non mi pare si sia in una situazione in cui l'attività della Giunta, che da sette anni ininterrottamente è al Governo, abbia dato segni tangibili di miglioramento.
Siamo convinti che si possa fare di più ed è questo l'intendimento che vogliamo portare in questo Consiglio.
