Oggetto del Consiglio n. 8 del 14 gennaio 1982 - Resoconto
OGGETTO N. 8/VII - PROBLEMI CONCERNENTI L'ACCESSO AI FINANZIAMENTI F.E.O.G.A. E L'UTILIZZAZIONE DEI FONDI Dl ROTAZIONE REGIONALI - (Interrogazione).
PRESIDENTE: Do lettura dell'interrogazione presentata dal Consigliere Pedrini:
INTERROGAZIONE
VENUTO A CONOSCENZA che l'Assessorato all'Agricoltura e Foreste avrebbe rifiutato le richieste per il finanziamento F.E.O.G.A. non essendo previsto il miglioramento, nel campo agricolo, delle infrastrutture, dell'elettrificazione, dell'adduzione di acque potabili e della viabilità rurale;
CONSTATATO come nei fondi di rotazione dell'Assessorato Industria e Commercio (che dovrebbe in questo campo camminare di pari passo con l'Assessorato all'Agricoltura), secondo la legge regionale 8 ottobre 1973, n. 33 e la delibera del Consiglio regionale pag. 6 Ramo Industrie Manifatturiere, classe 2.01 e sottoclassi 2.OIE, 2.01 F riferentesi all'Industria dei grassi vegetali ed animali e Industrie alimentari varie, pare non vengano prese in considerazione le domande di allevamento di animali e di bestiame in genere appartenenti al fondo dell'agricoltura ed industriale nello stesso tempo, che verrebbero ad offrire nuova possibilità di manodopera e coprire una deficienza valdostana in questo campo senza la spesa di una sola lira da parte dell'Amministrazione regionale (quando la Regione spende milioni e milioni per un solo posto lavorativo)
INTERROGA
i due Assessorati competenti se non ritengono urgente e necessario aprire le porte dei fondi di rotazione a queste attività che si ritengono valide per migliorare i sistemi agricoli e industriali della nostra Regione.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Chabod per quanto lo concerne, ne ha facoltà.
CHABOD: (D.C.) - L'art. 8 della L.R. 8.10.1973, n. 33, sui fondi di rotazione regionale, stabilisce che possono essere concessi mutui per acquisto, costruzione, ampliamento ed ammodernamento di opifici situati sul territorio regionale, nonché per l'acquisto di nuovi macchinari, scorte ed attrezzature alle imprese produttrici di beni o servizi tecnici.
Come previsto dallo stesso articolo, il Consiglio regionale ha determinato con deliberazione del 30 ottobre 1973, i rami, le classi e le sottoclassi di attività economica cui devono appartenere le imprese industriali, ammissibili ai finanziamenti agevolati previsti dalla legge 8 ottobre 1973, n. 33, basandosi sulla classificazione della attività economica elaborata dall'ISTAT nel gennaio 1971.
Le classi citate nell'interrogazione, riguardanti le industrie alimentari ed affini, in particolare la sottoclasse 2.OIE concernente l'industria dei grassi vegetali ed animali, comprendono i seguenti tipi di produzione:
- produzione di olio di oliva per spremitura;
- produzione e raffinazione di olii di semi;
- idrogenazione di olii o/e grassi vegetali o animali;
- produzione di margarina o lavorazione di grassi alimentari per l'industria dolciaria.
Le aziende di allevamento suini sono comprese nelle classi riguardanti la zootecnia, ramo agricoltura, foreste, caccia e pesca. Infatti il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale le ha precisato in data 24 ottobre 1972 che l'allevamento del bestiame è attività agricola primaria ai sensi dell'art. 2185 del C.C., indipendentemente dal fatto che sia connesso o meno alla coltivazione dei fondi.
Le attività agricole sono caratterizzate dall'assenza di trasformazione di materia ad opera dell'uomo a differenza di quanto avviene nell'attività industriale.
L'agricoltura consegue l'oggetto della propria attività attraverso lo sfruttamento dei fenomeni organici naturali e non come avviene nell'industria, attraverso la trasformazione di materia prima - inerte - come mezzi fisici e chimici.
Ritengo pertanto di esclusiva competenza dell'Assessorato dell'Agricoltura e Foreste la regolamentazione dei contributi per l'attività di allevamento del bestiame in genere, in quanto tale tipo di attività non può rientrare nel settore industriale.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta per quanto gli compete, ne ha facoltà.
ANDRIONE: (U.V.) - Credo che il Consigliere Pedrini sappia già come stanno le cose, comunque non ci sono stati rifiuti da parte di tutte le domande presentate per l'utilizzazione dei fondi F.E.O.G.A., anzi, in certi casi, erano alcuni Consiglieri regionali a votare contro certi interventi, alla luce di quanto poi è venuto dopo; forse quei pochi fondi F.E.O.G.A. sono costati cari alla Regione.
Con il regolamento 1760 sono stati finanziati la strada di Quart, la strada di Etroubles e Valpelline, l'acquedotto Monto Ros di Ayas, di Rhêmes e di Chévrère di Champdepraz, cioè tutte le domande che ci sono pervenute.
E' invece in corso di esame il progetto della Cooperativa Forza e Luce di Gignod in quanto trattasi di un progetto molto grosso, fatto non proprio secondo certi canoni, dove sovente si sono dovute apportare delle modifiche.
Per quanto riguarda l'allevamento del bestiame, il regolamento della C.E.E. permette solo di finanziare la trasformazione e la conservazione, per cui sono stati finanziati il caseificio di Arnad ed è in esame a Bruxelles la pratica di Châtillon, mentre non permette il finanziamento ad esempio di stalle e altre cose simili.
Per il fondo di rotazione, credo siano disponibili duecento milioni, però fra le domande che sono state presentate, ce ne sono poche degne di essere accolte. Quando su una rotazione si chiedono tre o quattro milioni, in realtà è un prestito di esercizio, tanto per dirla in breve.
In quanto alle altre questioni a cui il Consigliere fa cenno, la giunta regionale sta preparando un disegno di legge per il finanziamento dell'elettrificazione rurale, ma che sia totalmente a parte. Lei sa che è un problema di Lillianes, deve essere finanziato, ma si tratterà di un mutuo con pochissimo a carico degli interessati e al solo scopo di responsabilizzarli.
Credo che qui il finanziamento avverrà al di fuori della questione del F.E.O.G.A. e trova un solo limite, che però è limite, che però è un limite grave, nella scarsità delle ditte che fanno questo lavoro; a Verrayes ad esempio abbiamo dovuto rimandare i lavori di un anno perché la ditta in questione era occupata altrove.
Comunque, nello spazio di due-tre anni al massimo, l'elettrificazione rurale dovrebbe essere un capitolo chiuso in Valle d'Aosta.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Pedrini, ne ha facoltà.
PEDRINI: (Indipendenti - P.L.I.) - Ringrazio sia l'Assessore che il Presidente della Giunta per le chiare notizie che mi sono state date, desidererei solo, se fosse possibile, avere copia di quel che è stato detto.
