Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 652 del 15 dicembre 1981 - Resoconto

OGGETTO N. 652/81 - PREDISPOSIZIONE DI UN PROGETTO DI RIFORMA DELLA LEGISLAZIONE REGIONALE CONCERNENTE LA BONIFICA SANITARIA DEL BESTIAME. (Reiezione di mozione)

Presidente - Do lettura della mozione in oggetto, presentata dai Consiglieri Mafrica, Tonino, Cout, Carral, Péaquin e Bajocco:

MOZIONE

Premesso che 19 anni di bonifica sanitaria del bestiame in Valle d'Aosta non hanno sortito risultati soddisfacenti nella lotta contro la tubercolosi animale;

Constatato che dal 1962 ad oggi tale situazione ha comportato l'abbattimento periodico di una buona parte del patrimonio bovino della Valle, procurando danni notevoli allo sviluppo della zootecnia, ai singoli allevatori e comportando lo sperpero di ingenti risorse finanziarie;

Rilevato che persistono rilevanti difficoltà nella conduzione dei programmi di risanamento e che esistono seri pericoli per la sopravvivenza stessa della pezzata valdostana;

Ritenuta quindi indispensabile l'assunzione di provvedimenti regionali adeguati alla gravità della situazione;

Il Consiglio regionale

DELIBERA

di impegnare la Giunta regionale a presentare, dopo aver consultato le associazioni di categorie e gli allevatori, una legge regionale di riforma che contenga i seguenti punti qualificanti ed innovativi:

1) determinazione dei piani di bonifica sanitaria con il concorso dei Comuni e delle Associazioni interessate;

2) costituzione di équipes per l'attuazione dei piani di bonifica sanitaria, comprendenti i rappresentanti degli allevatori;

3) istituzione, su richiesta dell'allevatore o per disposizione amministrativa, dell'eventuale visita clinica in particolare per quei capi di bestiame talmente ammalati da non reagire più al siero;

4) aumento per i capi da abbattere dell'indennizzo tra il 100 e il 90% del valore del capo considerato sano, in relazione alle dimensioni dell'azienda ed alla consistenza del reddito prodotto;

5) costituzione di Commissioni di Comunità Montana, che prevedono la presenza degli allevatori, per la determinazione del valore dell'indennizzo;

6) istituzione della possibilità di ricorso, da parte degli allevatori, avverso dal risultato sanitario ed alla valutazione dell'indennizzo;

7) istituzione di Centri regionali, consortili o di Comunità Montana per il ritiro e la vendita degli animali da abbattere;

8) predisposizione, nel quadro di una prevenzione organica, di misure volte a promuovere la ristrutturazione di stalle ed alpeggi;

9) promozione della costituzione di centri di allevamento indenni, per il reintegro, la valorizzazione e la selezione della razza pezzata valdostana;

10) istituzione di un centro regionale per la cura e la ricerca sulla tubercolosi animale, in collegamento con l'Istituto Zooprofilattico Piemonte-Liguria-Valle d'Aosta.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

Mafrica (PCI) - Avevamo presentato questa mozione per risanamento già nel Consiglio scorso e avevamo chiesto di rinviarla perché, anche da discussioni avvenute con altre forze politiche, era sembrato opportuno avere un testo unificato che potesse ricevere l'approvazione di tutto il Consiglio regionale.

La nostra mozione, dopo alcune premesse sulle difficoltà che si sono presentate dopo 19 anni di bonifica sanitaria, tendeva a introdurre alcuni criteri per una legge che affrontasse e risolvesse in modo definitivo il problema.

Ci sono state, in questa settimana, due riunioni: una prima riunione dei Capigruppo e una seconda riunione degli stessi con esperti che ogni Partito poteva portare perché dessero il proprio contributo. Si è discusso in modo abbastanza approfondito di queste riunioni, e si è concordato che era possibile arrivare alla modifica della mozione, salvaguardando i criteri a cui la mozione era ispirata, senza entrare nei dettagli.

Quali erano i criteri principali a cui la mozione era ispirata? Il primo criterio era quello di procedere nell'azione di risanamento avendo un maggiore consenso da parte dei produttori e degli allevatori. Era risultato, dallo svolgimento dei fatti di questi mesi, che c'erano dubbi sulle procedure, su come veniva condotto il risanamento, sul perché non ne veniva capita l'importanza, o sul perché c'erano delle diffidenze.

L'elemento che intendevamo mettere in primo piano con questa mozione era la necessità di avere un maggiore coinvolgimento, una partecipazione degli allevatori in quest'opera di risanamento.

Il secondo criterio che ispirava la mozione era quello di andare incontro ad esigenze di un indennizzo che fosse il più possibile congruo e vicino alla perdita reale che subisce l'allevatore quando è costretto ad abbattere un capo di bestiame.

Il terzo principio era di andare verso iniziative di ricerca da una parte e di prevenzione dall'altra, che potessero portare ad uno sradicamento definitivo della tubercolosi animale nella nostra Regione. Pertanto, invece di proporre nel deliberato della mozione che la Giunta si impegni a presentare una legge regionale che contenga i dieci punti elencati nella mozione, l'accordo che si è raggiunto in queste riunioni, è quello di incaricare le Commissioni competenti del Consiglio regionale (la seconda e la quarta) a fare un esame della situazione del risanamento, anche alla luce dei risultati che si sono avuti nella campagna di risanamento che è terminata; di proporre e di verificare, se è il caso, o un programma di interventi o una legge, in base ai risultati che emergeranno da questo esame, che tenga conto dei tre criteri prima ricordati.

Pertanto, il testo della mozione dovrebbe essere così modificato:

"Il Consiglio regionale

DELIBERA

di incaricare la II e la IV Commissione permanente del Consiglio regionale per un esame approfondito e documentato della situazione del risanamento del bestiame in Valle d'Aosta, al fine di proporre, attraverso un costante confronto con le Associazioni interessate, provvedimenti legislativi o programmi di intervento che favoriscano: primo, un ampio coinvolgimento delle categorie interessate alla campagna di risanamento; secondo, un adeguato indennizzo dei capi da abbattere; terzo, la predisposizione di iniziative di ricerca e di misure di prevenzione che consentano un definitivo sradicamento della tubercolosi animale".

Tra le cose che intendo mettere in rilievo c'è anche il fatto che le Commissioni dovrebbero lavorare con continuo e costante confronto con le rappresentanze delle categorie interessate, perché le proposte da fare per questi programmi di intervento o per queste modifiche legislative abbiano il massimo consenso.

Quindi, porgo alla Presidenza del Consiglio il nuovo testo del deliberato che credo rispetti quanto era stato concordato nelle riunioni e attendo le osservazioni dei colleghi che erano presenti e sono disponibile a discutere, per verificare se questo testo raccoglie gli assensi di tutto il Consiglio.

Presidente - La prima osservazione la faccio io, ed è di carattere formale. Non si tratta della II e della IV Commissione, ma della III e della IV, in quanto la III - Sviluppo Economico - prevede agricoltura, zootecnia, etc. Quindi mi sembra che le due Commissioni più competenti siano la III e la IV.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Voyat; ne ha facoltà.

Voyat (UV) - Senza entrare nel merito della questione del risanamento, vorrei dire solo una cosa. È vero che Mafrica ha fatto queste proposte, ma è altrettanto vero che non ho detto che le accettavamo in questi termini. Avevo infatti ribadito che la legge n. 13 del '62 era sufficientemente completa e che, in tutti i casi, potevamo accettare (e mi riservavo di parlarne con l'Assessore che non era presente) una maggiore collaborazione delle Commissioni e dell'Associazione degli Allevatori con l'Assessore, ma non di vedere un nuovo progetto di legge.

Se si vuole che le Commissioni esaminino la possibilità di migliorare alcune leggi dietro segnalazione dell'Assessore, questo mi va bene; però sottolineo che non avevo parlato di predisposizioni di un nuovo progetto di legge. Infatti, non vedo cosa ci sia di nuovo da proporre. Se prendiamo la legge n. 13/1962, vediamo che essa è completa, che indica chi deve fare il risanamento, di chi è la responsabilità e quali sono le responsabilità dei Comuni.

Pertanto, ribadisco quanto ho già detto (evidentemente l'Assessore sarà libero di accettare o di allargare queste mie proposte): accettiamo una maggiore collaborazione per l'interessamento delle Commissioni e dell'Associazione Allevatori in collaborazione all'Assessore, ma non accettiamo di esaminare una nuova legge, perché non ne vediamo la necessità.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica per una precisazione. Ne ha facoltà.

Mafrica (PCI) - Il testo dice di incaricare le Commissioni per un esame approfondito del problema del risanamento, al fine di verificare e predisporre un programma di intervento o modifiche legislative come risulta dall'esame. Lo stesso Consigliere Voyat ha detto che da questa discussione possono venire necessità di modifiche delle leggi esistenti.

L'unica cosa che manca rispetto a quanto ha detto il Consigliere Voyat, è il riferimento all'Assessore: ma la competenza dell'Assessore in queste cose, la responsabilità che gli è assegnata dalle normative vigenti, non viene tolta dalle mozioni. Non vedo, quindi, l'importanza di questo aspetto.

Le Commissioni del Consiglio possono preparare dei programmi di intervento e delle norme discutendo con l'Assessore; non si presuppone che debba esserci l'accordo preventivo con l'Assessore.

Presidente - Abbiamo fatto alcune fotocopie che vengono distribuite.

È aperta la discussione sul testo sostitutivo di quello precedentemente trasmesso ai Consiglieri.

Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Salute ed Assistenza sociale, Rollandin; ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - L'esame della situazione attuale e dell'applicazione di normative vigenti, penso non sia solo un compito di Commissioni o sia un compito da delegare a organismi particolari. Diverse volte in questo Consiglio ho avuto modo di relazionare, per quanto mi competeva, sull'aspetto di attuazione della bonifica sanitaria. Piuttosto, c'è da dire che le premesse non sono corrette e portano ad un deliberato che, pur modificato, è scorretto.

Infatti, giustificare una mozione con la necessità di avere il consenso degli allevatori e con la preoccupazione di ottenere un congruo indennizzo, può essere un'osservazione condivisibile. Non solo, ma è stata alla base della preoccupazione della Giunta del '79, che ha previsto l'adeguamento ad una normativa nazionale, e questo ha permesso di ottenere finanziamenti previsti a livello nazionale ed internazionale.

Il consenso degli allevatori su delle norme che prevedono azioni di un certo tipo è possibile. Non sto qui a fare l'elenco di ciò che è successo in altre Regioni; ciò che porta ad un intervento errato è pretendere che le Commissioni predispongano un nuovo disegno di legge, quando la competenza in materia di prevenzione a questi livelli è riservata allo Stato, in base all'art. 6 dell'833, con il quale si è mantenuto l'indirizzo in materie di prevenzione generale; tant'è vero che i decreti ultimi che sono stati emanati tengono conto di questa competenza specifica. Quindi, si vuole prendere atto di una situazione difficile e strumentalizzarla, predisponendo un nuovo progetto di legge.

L'assurdo di tutto questo è che chi, da una parte, si fa bello con le grosse parole (programmazione, pianificazione, prevenzione), quando c'è un piano a lungo termine, che crea delle difficoltà, è il primo a sparare nel mucchio.

Qui ho chiesto tante volte quale fosse l'alternativa. Ci sono leggi e decreti che prevedono al millimetro cosa va fatto: se credete che tutta la competenza in materia internazionale possa essere superata con le Commissioni che si mettono ad esaminare, vi dico che siete degli illusi.

Qui i casi sono due: il primo è considerare che c'è una situazione di attuazione difficile e di questo penso di essere sufficientemente cosciente e di avere relazionato alla Giunta e al Consiglio. Si deve tener conto che nella situazione attuale non si può non attuare un programma di prevenzione, e non sto qui di nuovo a dire qual è la finalità di tutto questo. Premesso che 19 anni di bonifica sanitaria del bestiame non hanno sortito risultati sufficienti alla lotta contro la tubercolosi, non si fa nessun cenno al fatto che la normativa per tutti questi anni non è stata quella ufficiale. Quindi, queste premesse non sono corrette; non sono 19 anni, perché dal '79 la normativa è quella nazionale ed è quella ufficiale.

Proporrei, pertanto di prevedere l'impegno della Giunta a presentare un ordine del giorno che solleciti lo Stato ad adeguare i compensi reali, come era previsto dalla legge iniziale.

L'altra cosa che mi stupisce è come mai tutte queste norme, che qui hanno questa attenzione, quando si tratta del livello nazionale non ne hanno alcuna? Abbiamo perso il finanziamento per un anno e abbiamo fatto un ordine del giorno preciso, chiedendo che lo Stato fosse più solerte nell'approvare queste norme che prevedevano finanziamenti statali, legati a finanziamenti della CEE. Sappiamo che qui l'indennizzo non è adeguato; è fissato con legge nazionale, con perequazione annuale. Propongo di fare un ordine del giorno per avere la disponibilità di attingere a maggiori finanziamenti, facendo rilevare la particolarità della nostra razza, che non può essere adeguatamente salvaguardata con un finanziamento come quello attuale.

Pertanto, non voto una mozione di questo tipo e propongo di non votarla, perché è assolutamente illegittima. Bisogna solo predisporre un nuovo progetto di legge, inserendo la II e la IV Commissione. Sono disposto a relazionare punto per punto, quando volete, assieme alla Giunta sulla attuazione: per il resto, siete rappresentati degnamente a livello governativo. Semmai, si può studiare assieme un ordine del giorno che riprenda a livello effettivo le difficoltà finanziarie (se siete d'accordo lo studiamo assieme); in esso deve essere previsto, sempre rispettando il tetto di 50 miliardi, un adeguato finanziamento del 16% per la particolarità della razza pezzata rossa valdostana, che è riconosciuta ufficialmente. Questo mi sembra un discorso corretto.

Presidente - Mi sembra che la situazione adesso sia la seguente: era stata presentata una mozione. A questa mozione è stato presentato dai proponenti un emendamento; l'Assessore alla Sanità ed Assistenza sociale, Rollandin, mi sembra respinga la mozione, non solo quella originale, ma anche quella emendata. Quindi, di questo dovete tenere conto negli interventi.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Martin; ne ha facoltà.

Martin (UVP) - Credo al lavoro delle Commissioni, perché altrimenti non avrebbero senso di esistere. Penso che del problema del risanamento, tutto sommato, in queste Commissioni se ne sia parlato molto e che questo abbia contributo a schiarire un po' le idee a tutti i Consiglieri che hanno partecipato. Infatti in quella riunione, oltre a me, molti altri Consiglieri erano a digiuno di questo grosso problema. In quella riunione erano presenti anche degli agricoltori e degli esperti che venivano da fuori e che hanno potuto portare il loro contributo.

Ci siamo resi conto che la precedente mozione era un po' utopistica, anche perché certe cose non erano assolutamente proponibili, altre cose già esistono e quindi erano del tutto superate.

In Commissione, al di là di quello che dice il nuovo testo, si era ritenuto opportuno un coinvolgimento delle Commissioni competenti in materia di risanamento, la III e la IV, per vedere di parlare di questo problema, per avere intanto i dati aggiornati che ancora non ci sono, sia sull'80 che sull'81. Non si voleva - e sono d'accordo che non si debba arrivare a questo punto - arrivare ad uno scontro: almeno questo è quello che ho inteso dal Gruppo Comunista. Non si voleva arrivare ad uno scontro con i deliberati della Giunta Comunale, ma si voleva soltanto cercare di portare un contributo in tutta questa materia, e quindi un coinvolgimento maggiore di quello esistente. Mi risulta infatti che l'Assessore competente abbia coinvolto le categorie interessate.

È necessario continuare con questo incontro, cercando soprattutto di informare le persone. Personalmente infatti ho avuto modo di vedere che le persone sono poco informate. In effetti, gli agricoltori, molte volte, fanno delle accuse ingiuste proprio perché non sono correttamente informati sul problema del risanamento. Ritengo quindi che questo sia un punto che dovrebbe essere maggiormente sviluppato, anche per vedere di tutelare maggiormente quello che tutti oggi indicano come capro espiatorio, cosa che secondo me, non è assolutamente giusta. Infatti, all'Assessore alla Sanità ed Assistenza sociale, Rollandin, bisogna dare atto di avere affrontato una volta per sempre il problema da un punto di vista molto serio e molto corretto.

Non so se un tipo di deliberato di questo genere, probabilmente cambiandolo un po' non possa essere accettato. Dico questo perché in effetti in quelle Commissioni avevamo deciso di accettare in parte la mozione del Gruppo Comunista, modificata in questo senso. Se facciamo le Commissioni, se decidiamo certe cose, e siamo tutti d'accordo, e poi in Consiglio arriviamo continuamente a negare tutto, mi chiedo a che cosa servano le Commissioni.

Chiederei all'Assessore Rollandin di esaminare la sua posizione e vedere se è possibile, magari cambiando un po' il testo, arrivare ad una soluzione concordata. Nel caso contrario, possiamo eliminare le Commissioni, se non servono assolutamente a niente.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Vice-Presidente Faval; ne ha facoltà.

Faval (UV) - Anch'io credo nella funzione delle Commissioni. Credo però, che il Consiglio non debba utilizzare in modo equivoco il lavoro delle Commissioni, perché, come ci è stato detto in modo estremamente chiaro, e come d'altra parte noi tutti sapevamo già prima, il problema del risanamento non è un problema di ordine legislativo, ma di carattere applicativo.

Sappiamo che da quando esiste la legge regionale, il problema che ci si pone per realizzare il risanamento del bestiame è quello di applicare la legge in un certo modo: in questo problema sono coinvolte tutte le componenti, a partire dall'Allevatore per arrivare all'Assessore, passando attraverso tutti gli altri componenti.

A questo punto, ripeto, mi sembra equivoco attribuire alla Commissione un certo tipo di funzione che, comunque, non può svolgere. Infatti la funzione che dovrebbe svolgere è un'altra, e quello che dobbiamo fare in questo Consiglio è cercare di parlare chiaro e di dire esattamente come stanno le cose, evitando di strumentalizzare dei problemi così importanti e così delicati come questo. Il problema del risanamento in Valle d'Aosta è legato non solo ad un fatto economico di estrema importanza, ma anche ad uno degli aspetti culturali più importanti della vita di questa Regione: essa infatti è fondamentalmente legata a quel tipo di attività agricola.

A quel punto, ripeto ed insisto sulla necessità di non fare delle speculazioni di bassa lega su cose di questo genere. Cerchiamo di trovare un accordo che possa riuscire finalmente ad ottenere quanto è stato ottenuto in altri paesi e in altre Regioni; che cioè il bestiame che vive e si produce in Valle d'Aosta sia finalmente risanato. Voglio portarvi un esempio: un mio carissimo amico ha avuto i due bambini ammalati con 40 di febbre; bevevano il latte di un alpeggio nella zona di Courmayeur. Si sono fatti oltre 60 giorni di ospedale perché avevano la tubercolosi: in quell'alpeggio infatti, c'erano venti capi di bestiame ammalati.

Presidente - Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza sociale, Rollandin; ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - Non vorrei essere frainteso. Non ho voluto dire che l'attività delle Commissioni non deve essere tenuta nel debito conto. Quello che ho voluto dire è che ci sono due livelli istituzionali, cioè la parte propositiva e la parte legislativa che è giusto che venga esaminata. In questo caso, non è carente.

L'aspetto più difficile è quello applicativo. Concordo sul fatto che, purtroppo, non era mai stato spiegato perché si faceva il risanamento. Dal 1979 fino ad ora, ho avuto ovunque riunioni su questo argomento e la gente continuava a dire: come mai prima si faceva in un altro modo? Ho cercato di spiegare perché la tecnica usata prima non era corretta, e già qui c'era un grosso problema perché fino ad allora erano abituati a vedere solo sé stessi. È un problema di fiducia, che è essenziale nella collaborazione e nel lavoro a livello agricolo; aver fiducia in quello che viene loro detto.

Mi rendo conto che la carenza di formazione è il dato determinante in tutto questo problema. Questo è un dato basilare, perché la gente non sapeva assolutamente perché si faceva in un certo modo. Quando si dice di mettere un animale giovane via, che poi al reparto della macellazione risulta appena con un linfonodo, rispondevano che quell'animale era sano, non aveva difficoltà in alpeggio. Non è comodo adesso modificare una serie di informazioni errate e di questo va tenuto conto.

A me sta bene il coinvolgimento delle Commissioni, però ritengo che la parte più difficile sia quella di dare l'impostazione corretta nell'applicazione. Siamo stati il più rigorosi possibile nell'applicazione, cercando da far vedere che il metodo era uguale, unificando i periodi, facendo vedere all'allevatore che cosa succedeva; abbiamo accettato ultimamente di fare l'analisi microscopica, cosa che non è prevista, per dimostrare le condizioni di un animale. Questo coinvolgimento quindi, c'è già stato, il che non toglie che possa essere ancora migliorato.

Questo dibattito non è assolutamente fuori luogo, anzi è un'informazione corretta, innanzitutto al Consiglio, che deve rendersi conto di qual è la difficoltà applicativa di una legge così triste per i risvolti economici che ha. Allo stesso modo, non si può nascondere che a livello tecnico non c'è niente da inventare.

Mi sta tutto bene il coinvolgimento delle Commissioni, però mi sembra che il loro lavoro debba essere rappresentato da degli incontri dei rappresentanti dei lavoratori con le Commissioni. Questo mi sta benissimo, anzi agevola il lavoro di preparazione; però non vorrei che passasse per miglioramento quello che invece non lo è; non c'è la carenza normativa, c'è una carenza applicativa.

Mi sta bene di prevedere incontri periodici, di avere un maggior contatto con gli allevatori, ma non che si dica di predisporre una nuova norma.

A questo punto, mi permetterei di sollevare un discorso di adeguamento delle tariffe per la particolarità della nostra Regione. La legge nazionale non fa una diversificazione tra l'aspetto specifico del valore di una razza, e il valore della carne. A livello di macello cosa succede? Sia che si porti al macello un animale della pezzata rossa o un animale di una razza Simmenthal, allevata in altre zone della nostra Regione, la resa è diversa ma per noi è indispensabile mantenere le caratteristiche di quel tipo di animale, che è funzionale con il nostro territorio.

Chiederei se fosse possibile, di studiare assieme una proposta che venga inoltrata, affinché la legge del risanamento preveda un adeguamento annuale di queste tariffe e una norma per la particolarità della razza della nostra Regione. Le iniziative e le misure di prevenzione, d'altro canto sono già svolte da istituti nazionali che devono continuare la loro azione.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Voyat; ne ha facoltà.

Voyat (UV) - La soluzione potrebbe essere la seguente; evidentemente se il Partito Comunista l'accetta. Il deliberato sarebbe il seguente: sollecitare la collaborazione della III e IV Commissione permanente del Consiglio regionale e le Associazioni di categoria con l'Assessore competente al fine di seguire e migliorare, ove possibile, il risanamento del bestiame per l'anno '82. Rimane poi aperto il discorso che faceva anche l'Assessore competente, circa un ordine del giorno; oppure, si potrebbe già qui aggiungere una rimostranza nei confronti dello Stato che è uno dei primi inadempienti per la questione finanziaria nella politica del bestiame nei confronti dell'Amministrazione regionale.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

Mafrica (PCI) - L'Assessore alla Sanità ed Assistenza sociale è partito, fin da quando abbiamo presentato la mozione, dal presupposto che la mozione fosse stata presentata per dimostrare che lui non aveva operato bene. Il presupposto era anche che i comunisti volessero fare una campagna di denigrazione nei suoi confronti: almeno così abbiamo capito da quello che ha detto.

In realtà, la mozione non ha questo scopo, perché se abbiamo fatto una prima riunione dei Capigruppo e abbiamo deciso di farne una seconda e di far venire degli esperti, e abbiamo fatto venire come Gruppo Comunista il Vice-Presidente dell'Ente Agricolo di Sviluppo Piemontese, lo abbiamo fatto perché egli per la sua attività aveva delle conoscenze superiore alle nostre. Lo abbiamo fatto intervenire perché volevamo portare un nostro contributo non per impedire che venisse effettuato il risanamento del bestiame, ma perché questo risanamento venisse condotto, secondo il nostro giudizio e secondo anche quello che ha detto l'Assessore, con la comprensione e la partecipazione degli allevatori che, per ragioni storiche, hanno avuto un momento di disorientamento.

Queste riunioni che abbiamo fatto dei Capigruppo, delle Commissioni con gli esperti sono state fatte per trovare un modo d'operare che soddisfacesse le esigenze dei diversi gruppi. Il testo del deliberato non propone, credo, nulla di diverso da quello che dice il Consigliere Voyat. Credo di poter dire che lo stesso Assessore ha fatto riferimento a proposte di legge.

Lo Stato ha delle competenze in materia legislativa, questo è indubbio, però la Valle d'Aosta è una Regione che ha potestà di adattamento delle leggi. Non voglio entrare nei particolari, ma per fare degli esempi, per quello che riguarda la prevenzione, la possibilità di ristrutturare le stalle in determinati modi, i contributi che possono essere dati a chi procede in questa direzione possono essere dati dalla Regione.

Il testo della mozione, in sostanza, dice che la III e la IV Commissione sono incaricate di fare un esame documentato e approfondito della situazione del risanamento del bestiame. In quelle riunioni, non si avevano ancora i dati disponibili per quello che riguarda l'ultima campagna di risanamento e si pensava di fare questo esame anche alla luce di questi risultati.

Si dice che il fine di questo lavoro è quello di proporre, con il confronto costante con le associazioni interessate, eventuali provvedimenti legislativi oppure programmi di intervento. Questi programmi di intervento, questi provvedimenti, hanno quei tre fini che mi sembra siano riconosciuti come opportuni da tutti, quindi, non vedo la materia del contendere, a meno che non si parta con un processo alle intenzioni che in questo caso è fuori luogo.

Presidente - Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza sociale, Rollandin; ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - Ho inteso spiegare la sensazione di essere nel mirino, proprio per il fatto di essere direttamente coinvolto in questo problema. Ho cercato di spiegare i problemi, ho cercato di coinvolgere le categorie dando una spiegazione anche scientifica dell'impostazione attuale del risanamento; per il resto, non ho alcuna preoccupazione nell'esaminare questa mozione.

Quello che voglio dire è che in questa mozione non è corretta la premessa, quindi la premessa si toglie; si è constatato che ci sarebbero tante cose anche lì da aggiungere, ma mi fermo solo sull'ultimo punto che dice: il nostro intendimento è uguale a quello espresso nelle righe che ha letto il Consigliere Voyat. Se una è uguale all'altra, scegliamo quella di quest'ultimo. Se l'intendimento è capito, una volta che siamo d'accordo sugli scopi, non mi sembra che ci sia da discutere sulla parola in più o la parola in meno.

C'era stata una riunione dove mi era stato contestato il metodo: ho detto che aspettavo una Commissione che mi portasse delle prove e testimonianze del fatto che queste cose sono modificabili. Quello che ho detto io è un'altra cosa ed è l'adeguamento monetario, che è l'unica cosa che di volta in volta viene fissata con decreto e non con legge. Ho detto che sono disponibile, assieme alle Commissioni, a studiare un adeguamento specifico per questo coinvolgimento degli allevatori. Ritengo che questi punti siano presenti in quanto ha detto il Consigliere Voyat e possiamo quindi votare la sua mozione.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

Prima di dargli la parola, però, vi leggerei l'art. 108 del Regolamento: "su ciascuna mozione possono essere presentati emendamenti secondo le norme di cui all'art. 62. La discussione degli emendamenti ha luogo dopo la discussione generale, i singoli emendamenti sono discussi e votati separatamente secondo l'ordine dell'inciso cui si riferiscono. Gli emendamenti presentati ad una mozione vanno posti in votazione secondo l'ordine stabilito dall'art. 62 che dice esattamente che gli emendamenti sono prima quelli soppressivi, etc., etc.".

La parola al Consigliere Mafrica.

Mafrica (PCI) - Credo che se il discorso è relativo alle premesse, se il discorso è sul numero degli anni, si può mettere invece che da 19 anni, semplicemente da anni; al limite, questa premessa si può anche togliere. L'Assessore alla Sanità ed Assistenza sociale sottilizza sul fatto che si possono fare delle modifiche attraverso decreti dell'Assessorato e non provvedimenti di legge.

Quando si parla di provvedimenti legislativi la dizione è molto generica. Quindi, anche questa questione dell'indennizzo può essere vista in Commissione con la partecipazione di queste categorie.

Credo di poter dire che il nostro Gruppo è disponibile a togliere la premessa, la prima parte, però insistiamo sul fatto che rimanga questo deliberato, proprio per quei motivi che abbiamo detto.

Presidente - Rileggo l'emendamento del Consigliere Voyat, così avete un momento di riflessione: "Il Consiglio regionale delibera, del dispositivo, di sollecitare la collaborazione della III e IV Commissione permanente del Consiglio regionale e delle Associazioni di categoria con l'Assessore competente, al fine di seguire e migliorare, ove è possibile, il risanamento del bestiame per l'anno 1982".

I presentatori chiedono la votazione della loro mozione; il Consigliere Voyat ha previsto un emendamento, che è sostitutivo. La procedura - in questo caso non abbiamo delle norme precise nel regolamento che parla solo di emendamenti e non di sostituzione del deliberato - ha consigliato molte volte di fare tutte e due le votazioni, in modo che i presentatori possano votare la loro mozione e altri emendamenti. Mancando in questo caso un ordine del giorno, che annullerebbe il dispositivo, la mia proposta è che si metta in votazione il deliberato proposto da uno dei proponenti, dal Consigliere Mafrica, e poi se lo richiede, successivamente, l'emendamento sostitutivo proposto dal Consigliere Voyat. Questa è un'interpretazione di buon senso del regolamento. Altrimenti, non c'è che da mettere in votazione il deliberato della mozione proposta dai proponenti, sennò verremmo all'assurdo di votare una mozione diversa da quella dei proponenti.

Ricapitolando: il primo dispositivo, quello iscritto nella seduta del 26/27 novembre, viene ritirato dai presentatori e sostituito con il dispositivo firmato da Mafrica, che metterei in approvazione. La mozione, secondo i presentatori, rimane uguale fino al dispositivo, poi viene votata tutta la mozione con il nuovo dispositivo proposto.

Mi fanno presente che se viene respinta questa mozione, non può più essere messa in votazione un'altra mozione.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

Mafrica (PCI) - Avevo detto prima, e riconfermo, che c'è la disponibilità, quindi prego il Presidente di considerare decaduto il primo punto delle premesse: poi ci sono le premesse successive (constatato, rilevato, ritenuta) e la proposta nostra di modifica al precedente deliberato con il deliberato presentato oggi. Questo è quello che noi chiediamo che sia votato.

Presidente - Metto in votazione il testo presentato con la soppressione del primo comma delle premesse, relativo ai 19 anni, e il deliberato presentato in data odierna, che è stato distribuito.

Esito della votazione:

Presenti: 21

Votanti: 18

Maggioranza richiesta: 11

Astenuti: 3 (Lanièce, Chabod, Borbey)

Favorevoli: 6

Contrari: 12

Il Consiglio non approva.

Presidente - Per quanto si è detto prima, ritengo che essendo stata respinta la mozione non si possa procedere ad altre votazioni.

Colleghi Consiglieri, la seduta è sospesa, i lavori riprendono domani mattina alle ore 9,30.

La seduta è sospesa alle ore 20,16.