Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 636 del 15 dicembre 1981 - Resoconto

OGGETTO N. 636/81 - COPERTURA DEL POSTO VACANTE DI PRIMARIO PRESSO IL LABORATORIO DI ANALISI DELL'OSPEDALE GENERALE DI AOSTA. (Interpellanza)

Presidente - Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Carlassare:

INTERPELLANZA

PRESA VISIONE della delibera del Comitato di Gestione della U.S.L. n. 301 del 9.11.1981, con la quale il Dott. Renato Saggiorato, viene nominato nella posizione funzionale di Primario, presso il laboratorio di analisi chimico-cliniche e microbiologiche dell'Ospedale Generale di Aosta;

RITENENDO questo provvedimento in contrasto con l'attuale normativa, più precisamente con l'art. 39 del D.P.R. 761 del 20.12.1979, che non prevede il trasferimento del personale laureato appartenente alle posizioni funzionali apicali;

CONSIDERANDO CHE: il Dr. Saggiorato è attualmente Direttore del laboratorio di Igiene e Profilassi e che la suddetta delibera non lo solleva da questo incarico, si può delineare un'incompatibilità per cumulo di incarichi, come previsto dal D.P.R. 761, oltre che l'impossibilità ad adempiere a quanto previsto dall'art. 32 dello stesso D.P.R., che stabilisce che: "Il servizio ospedaliero è assicurato con la presenza del necessario personale medico e non medico nell'arco dell'intera giornata ...";

CONSTATANDO CHE: l'attribuzione delle funzioni superiori al personale medico attualmente in servizio presso il laboratorio dell'ospedale avevano durata fino al 31.10.'81;

INTERPELLA

l'Assessore alla Sanità ed Assistenza sociale per sapere:

1) per quale motivo si è voluto coprire il posto vacante di primario presso il laboratorio di analisi dell'ospedale, con questa anomala e fantasiosa procedura;

2) perché, appena possibile, non è stato bandito un concorso pubblico per titoli ed esami, come previsto dall'art. 75 del D.P.R. 130 del 27.3.1969;

3) perché non si è provveduto dal 1° novembre ad attribuire le "funzioni superiori in via transitoria", secondo la graduatoria per titoli, come previsto dal D.P.R. 761;

4) in quale modo si intende affidare, nel rispetto della legge vigente, gli incarichi e le funzioni al laboratorio di analisi in oggetto.

Presidente - Il Consigliere Carlassare intende illustrare l'interpellanza. Ne ha facoltà.

Carlassare (DPROL) - All'inizio di maggio di quest'anno, il primario del laboratorio ed il suo aiuto hanno ritenuto opportuno richiedere sei mesi di aspettativa perché hanno trovato una collocazione di lavoro diversa che evidentemente ritenevano migliore.

Si è provveduto, secondo i termini di legge, nell'ambito del reparto, a dare degli incarichi provvisori al personale avente le qualifiche ed i titoli necessari per svolgere questi incarichi.

Il periodo di aspettativa per questi due signori è scaduto il 31 ottobre scorso e di conseguenza in quella data sono venuti a scadere gli incarichi dati all'interno del laboratorio alle persone aventi i titoli per svolgere le funzioni.

A questo punto, si apriva la necessità di dover bandire un concorso pubblico per titoli ed esami, come previsto dalla legge quando personale con cariche apicali viene ad essere carente, essendo previsto nell'organico dell'Ente questo posto che risulta scoperto.

In questo caso, non è stato bandito il concorso, ma c'è stata una delibera del Comitato di gestione della U.S.L., delibera n. 301 del 9.11.1981, che nominava con incarico provvisorio il Dr. Saggiorato, attuale Direttore del Laboratorio di Igiene e Profilassi, da una parte coordinatore dei servizi di laboratorio per tutta la U.S.L. e dall'altra lo nominava pro-tempore primario del laboratorio stesso.

A questo punto, mi pare sia evidente che questa prassi contrasta con quanto previsto dalla legge. La cosa non è parsa evidente solo a me; per esempio, ho qui sotto gli occhi un esposto del Prof. Chantel, Segretario della CIMO della Valle d'Aosta, che fa rilevare che questa è una prassi del tutto anomala. Esso fa presente che ciò va contro all'art. 3, 5° comma, del D.P.R. n. 1930 del 27 marzo 1969, secondo il quale gli incarichi di interni non devono essere affidati a seguito di avviso pubblico, ma sulla base di regolare graduatoria. Inoltre, tali deliberazioni, costituiscono arbitrio e ledono i diritti costituzionali.

Un'altra considerazione va fatta. Mi pare che all'interno dell'ospedale ci siano altre situazioni di questo genere: ci sono cioè dei posti in organico che non sono stati ancora coperti in pieno come previsto dalla legge. Ho presente il caso del Prof. Spagliardi, che non è ancora stato sostituito a pieno titolo, in quanto non è stato bandito il concorso e ho presenti ancora altre situazioni.

In questo caso, mi pare che questo comportamento sia stridente con lo spirito della legge, tanto più che viene a crearsi una situazione di assoluta anomalia all'interno del laboratorio stesso, perché le persone che hanno ricevuto questi incarichi, anche se hanno ricevuto lo stipendio previsto da chi svolge queste mansioni, non hanno avuto una lettera che li riconfermi in tali incarichi. Pertanto, formalmente, non si sa se debbano tuttora svolgere le funzioni a cui erano stati proposti. Quindi, con questa interpellanza, vorrei capire cosa intende fare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza sociale per risolvere questa situazione.

Presidente - Risponde l'Assessore alla Sanità ed Assistenza sociale, Rollandin; ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - Innanzitutto, bisognerebbe fare anche qui una piccola premessa: questo atto non è preso dalla Giunta regionale, ma è preso dalle Unità Sanitarie Locali. Potrei anche fermarmi qui, perché di fatto è l'Unità Sanitaria Locale che gestisce. Però, visto che sono stati chiesti dei chiarimenti e la situazione la conosco in quanto è legata anche ad una normativa nazionale, preferisco fornire quei chiarimenti, rispecchianti la realtà attuale.

In particolare, quanto si dice nella premessa è cosa vera. È vero cioè che l'art. 39, ultimo comma, prevede che non ci siano possibilità di spostamenti di incarichi all'interno delle carriere apicali; è altrettanto vera la situazione che richiamava prima, circa la vacanza dei posti all'interno.

Quello che qui non è richiamato sono due D.P.R. che prevedono il blocco degli organici, e delle sostituzioni. Questo ha messo in difficoltà non solo noi, che ci trovavamo di fronte certe scadenze, ma anche servizi che devono entrare in funzione; questo per chiarire come mai si è arrivati a prevedere una situazione anomala.

È prevista la copertura di una funzione (e non del posto) svolta da un pari grado, in quanto il primario del laboratorio dell'ospedale di Aosta corrisponde ed è equiparato, in quanto a titoli, al Direttore di un laboratorio; non c'è però la stessa situazione per i posti ancora scoperti, soprattutto nei reparti di chirurgia e tanti altri.

L'atto che è stato fatto dal Comitato di gestione dell'Unità Sanitaria Locale, non si configura come un incarico, ma come uno svolgimento di funzioni che non comporta le maggiori attribuzioni e che, quindi, non viene ad essere sottoposto al dettato dell'art. 32 del 761 che prevede la presenza e la disponibilità continuativa all'interno della sede ospedaliera. Infatti, la vacanza in un settore come quello del laboratorio, che in questo caso verrebbe funzionalmente svolto da un pari grado, non comporta tutte quelle procedure che invece esistono nella rideterminazione dell'incarico. In questo caso infatti ci si potrebbe avvalere della normale prassi, per cui viene fatto il bando di concorso, poi l'avviso pubblico, e viene dato l'incarico. Non è questo però il nostro caso, e nella lettera prima esposta viene fatta una dichiarazione di principio, che accetto come tale, in quanto fa riferimento ad un dettato del D.P.R. 130 che regolava la normativa dell'attribuzione dell'incarico in regime normale.

Purtroppo, in questa situazione, siamo nell'impossibilità di prevedere degli atti di copertura, abrogati da due D.P.R.

Questa è la spiegazione logica di una situazione anomala; si voleva solo prevedere uno svolgimento di funzioni esercitate da un pari grado, senza nessuna previsione di retribuzione, lasciando intatte tutte le previsioni di bando di concorso.

Non so se ho reso il quadro della situazione attuale e il perché questa situazione sia diversa da quelle di vacanza di posto in altri settori. Questo naturalmente, ha comportato degli atti di proroga, previsti dall'ultimo decreto 678 uscito dieci giorni fa.

Presidente - Il Consigliere Carlassare intende replicare ne ha facoltà.

Carlassare (DPROL) - Penso che uno dei decreti a cui si riferisce l'Assessore competente sia il decreto legge 26 novembre 1981 n. 678. Comunque, mi pare che questo decreto dia la possibilità adesso di bandire questi concorsi.

Al di là del fatto di essere soddisfatto o meno, per me è estremamente importante che si arrivi nel più breve tempo possibile alla risoluzione di questo problema, e all'instaurazione di una prassi conforme alla legge che prevede il bando di concorso pubblico. Infatti, molto esplicitamente, questa situazione, in cui sono dati degli incarichi in modo strano, determina uno scompenso delle funzioni.

Comunque, resta il fatto che all'interno il personale che subisce queste operazioni è tutt'altro che contento, e questo si riflette sui servizi che finiscono con l'essere svolti meno bene di quanto sia necessaria.

Il problema non è tanto che io sia soddisfatto della risposta ma soprattutto che si risolva finalmente questa situazione, proprio perché ha delle ripercussioni in un elemento essenziale del servizio sanitario nel suo complesso e rischia di lasciare delle grosse confusioni. Tra l'altro, mi pare che la CORECO abbia bloccato questa operazione di carattere burocratico, per il laboratorio di analisi in questo momento si trova assolutamente sprovvisto di chiunque svolga la funzione di primario.

Presidente - Colleghi Consiglieri, prima di passare alla trattazione dell'oggetto n. 638 vorrei dare due brevi informazioni. La prima riguarda l'ordine del giorno approvato dalla Conferenza dei Capi-gruppo che vi è stato consegnato in fotocopia con le firme di tutti i Capigruppo ad eccezione del Consigliere Berti perché assente.