Oggetto del Consiglio n. 631 del 15 dicembre 1981 - Resoconto
OGGETTO N. 631/81 - PROBLEMI CONCERNENTI L'APPLICAZIONE DEL DECRETO LEGGE 20 NOVEMBRE 1981, N. 663: "NORME PER L'EDILIZIA RESIDENZIALE E PROVVIDENZE IN MATERIA DI SFRATTI". (Interpellanza)
Presidente - Do lettura dell'interpellanza dei Consiglieri Nebbia e Tripodi:
INTERPELLANZA
Il Decreto legge 20 Novembre 1981, n. 663 "Norme per l'edilizia residenziale e provvidenze in materia di sfratti", detto anche Decreto Nicolazzi, stabilisce, agli artt. 6, 7, 8 nuove norme urbanistiche che modificano decisamente la legislazione attualmente in vigore.
La nuova normativa, tra cui il cosiddetto "silenzio-assenso", stravolge completamente le competenze comunali rischiando di provocare molti disastri nel territorio della Valle d'Aosta.
Le preoccupazioni delle Amministrazioni comunali di tutta Italia sono state espresse a Firenze dai Sindaci delle maggiori città che hanno chiesto lo stralcio delle norme concernenti la Urbanistica del Decreto legge citato, evidenziando i complessi problemi che una sua approvazione comporterebbe.
Auspicando che il Decreto legge Nicolazzi venga modificato in sede parlamentare, si
INTERPELLA
l'Assessore competente per conoscere se:
1) i suddetti artt. 6, 7, 8 del Decreto legge n. 663 sono applicabili, ed in che misura, in Valle d'Aosta che ha in materia competenza statutaria primaria?
2) nel caso fossero applicabili qual è la valutazione politica-amministrative e tecnica dell'Assessore, anche in relazione alle leggi che regolano le competenze della Soprintendenza ai monumenti?
3) quali provvedimenti eventualmente modificativi delle norme del Decreto legge n. 663 intende proporre l'Assessore ed in quali tempi?
Presidente - Illustra l'interpellanza il Consigliere Nebbia; ne ha facoltà.
Nebbia (PSI) - Il Decreto legge 20/11/81 n. 663, conosciuto meglio come "Decreto Nicolazzi", modifica sostanzialmente molte delle acquisizioni che erano ormai state definite dalle leggi urbanistiche nazionali di principio. La modifica è, sotto certi aspetti abbastanza sostanziale in un modo che ha provocato da parte dei principali Comuni e delle principali Regioni una serie di reazioni, anche perché questo Decreto legge deve essere approvato nei termini di 60 giorni e quindi dette reazioni potrebbero comportare alcuni ripensamenti ed alcune revisioni dello stesso.
In Valle d'Aosta, questo Decreto legge comporta una serie di domande che sono state elencate nell'interpellanza.
Prima di tutto se e in che misura queste norme sono applicabili poiché la Regione Valle d'Aosta ha competenza primaria nel settore e perché, in parte, ha normato l'argomento. Mi riferisco, per esempio, all'art. 8 del Decreto legge (per inciso, l'interpellanza riguarda solo alcuni articoli di detto decreto e non la totalità) che introduce il concetto del "silenzio - assenso". In Valle d'Aosta invece è stata votata da questo Consiglio una legge che prevede nel caso di silenzio rifiuto da parte del Sindaco del Comune, il successivo ricorso all'Assessore regionale per una definizione dell'oggetto. Quindi in tal caso sarebbe pensabile che in Valle d'Aosta abbia attuazione questo testo di legge regionale e non il decreto nazionale.
Poi abbiamo chiesto nel testo dell'interpellanza qual è la valutazione dell'Assessore circa questo oggetto, nel senso che l'Assessore è certamente al corrente delle valutazioni delle altre regioni, una valutazione cioè di carattere generale sull'incidenza di questo decreto sull'attività edilizia.
Desideriamo anche sapere cosa pensa l'Assessore di una norma del decreto che riduce notevolmente i tempi per i pareri da parte degli organi statali, regionali o comunali e, per la precisione, da parte della Soprintendenza ai monumenti che ieri aveva 90 giorni di tempo per esprimere il proprio parere e che oggi sembrerebbe avere, secondo una certa interpretazione del decreto, solo 60 giorni, e secondo un'altra non più di 20 o 30 giorni.
E infine, abbiamo chiesto quali provvedimenti o iniziative intende assumere l'Assessore a questo proposito, auspicando, almeno da parte nostra, che sia elaborata una legge regionale che copra l'intero settore della salvaguardia del territorio e dell'urbanistica per evitare che anche in futuro nuovi provvedimenti di legge o nuovi decreti legge - il che è ancora più pericoloso - modifichino improvvisamente delle situazioni che sembravano acquisite.
In relazione a questo comunico al Consiglio che la Commissione regionale per l'urbanistica ha esaminato il Decreto legge Nicolazzi e intende proporre (adesso sentiremo la risposta dell'Assessore) un o.d.g. da inviare alle Camere in modo che le stesse possano esaminare questo decreto legge sotto un'ottica un po' più precisa, in quanto la nostra Regione, insieme alle altre, potrebbe presentare una serie di osservazioni oltremodo utili. D'altra parte la Commissione regionale per l'urbanistica, che vedrà i suoi compiti scadere entro la fine dell'anno, ha approntato una relazione organica che potrà permettere una successiva redazione e articolazione di una legge o di più leggi regionali sull'argomento in modo, come dicevo in precedenza, da organizzare tutto il settore organicamente e acquisendo finalmente alla potestà regionale delle competenze che le sono riservate dallo Statuto.
Presidente - Risponde l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali, Pollicini; ne ha facoltà.
Pollicini (DP) - Indubbiamente esiste sul Decreto Nicolazzi molta confusione, ma se c'è una norma comune esiste un movimento d'opinione nettamente contrastante con questo Decreto Nicolazzi.
Proprio perché la materia è molto delicata noi abbiamo sottoposto il problema ai consulenti giuridici esterni della Regione, perché esiste, per quanto ci riguarda, il problema della competenza primaria in materia urbanistica e quindi fare una proposta più completa suffragata da solide motivazioni di carattere giuridico. Questo documento doveva essere pronto ieri, si presume lo sia oggi o domani. Quindi io mi riserverei, prima di dare una definitiva immagine di quella che può essere la nostra posizione in ordine al Decreto Nicolazzi, di avere questo documento che indubbiamente sarà di grosso supporto giuridico alla posizioni politica che non ammette dubbi sulla nostra rivendicazione di competenza primaria in materia urbanistica.
Lunedì ci sarà a Milano un incontro degli Assessori regionali all'urbanistica per affrontare il discorso nel suo complesso, cui evidentemente, per quanto ci riguarda, si aggiunge l'aspetto politico importante della nostra competenza primaria.
Prego perciò il Consigliere Nebbia di considerare questa possibile dilazione per il completamento della risposta al documento ufficiale. Presumo che entro fine anno il problema possa essere proposto per il dibattito e la sua rilevanza sarà notevole, e sarà poi il Consiglio a giudicare qual è la rispondenza del documento rispetto alle potestà che abbiamo in materia.
Quindi io non vorrei dare una risposta completa, proprio perché vorrei essere suffragato dalla documentazione di carattere giuridico, fermo restando che su quella politica non vi sono dubbi.
Presidente - Replica il Consigliere Nebbia; ne ha facoltà.
Nebbia (PSI) - Accettiamo la risposta procrastinata su questo argomento, che credo consisterà nel parere scritto che questi esperti interpellati forniranno. Suggerirei all'Assessore di far avere anche lo stesso parere alle Amministrazioni comunali, perché in questo momento molte Amministrazioni comunali si trovano in difficoltà, prese tra due fuochi, non sapendo se applicare le norme di piano regolatore o le norme di legge regionale, oppure le norme del Decreto legge che oltre tutto rischia di essere modificato. Quindi ritengo che l'Assessore debba dare loro un indirizzo, coprendo nello stesso tempo le spalle ai Sindaci che opereranno secondo le istruzioni regionali, non assumendosi in prima persona delle responsabilità, che può anche consistere nel non assumersele, nel senso di non rispondere, di non prendere posizione e quindi di favorire in certi casi possibili iniziative che sarebbero contrarie alla normativa attuale.
Nel più breve tempo possibile l'Assessorato deve dare queste istruzioni e fare in modo che la cosiddetta certezza del diritto, che oggi invece è una nebulosità del diritto, sia conosciuta e acquisita da parte e degli enti pubblici e dei privati.
