Oggetto del Consiglio n. 234 del 14 gennaio 2021 - Resoconto
OGGETTO N. 234/XVI - Dibattito sulle comunicazioni del Presidente della Regione sulle misure per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19.
Bertin (Presidente) - Affrontiamo la discussione relativa alle comunicazioni del presidente Lavevaz. Consigliere Manfrin ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) - Abbiamo purtroppo preso atto in maniera decisamente preoccupata delle comunicazioni che sono state fatte in quest'aula in maniera ufficiale dal Presidente riguardo alle anticipazioni rese dagli organi d'informazione relativamente alla sospensiva ottenuta a livello di Corte Costituzionale sulla legge 11/2020, la cosiddetta legge anti Dpcm.
Siamo assolutamente preoccupati per tutta una serie di motivazioni, ma cercherò di rendere più chiara la nostra preoccupazione a quest'Aula facendo degli esempi concreti.
Secondo quello che è stato riportato dagli organi d'informazione il ricorso che lo Stato ha fatto contro la legge 11 riguarda gli articoli 2 commi 4, 6, 7, 9, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 18, 20, 21, 22, 23, 24 e 25 e su questo forse un poco ce l'attendevamo che questo ricorso vertesse su questi articoli, ma quello che mi risulta ancora più curioso è che si ricorra contro l'articolo 3 comma 1 lettera A e l'articolo 4.
Siccome quest'Aula è sicuramente dotata delle capacità di comprendere qual è la materia che trattiamo, vorrei leggervi due piccoli articoli tratti da una legge che è attualmente in vigore rispetto a una legge che invece non è più in vigore, perché è stata accettata la sospensiva.
Legge che attualmente è in vigore: "Negli spostamenti del territorio della Provincia di Bolzano si osservano il divieto di assembramento, l'obbligo di distanziamento interpersonale e sicurezza e vanno utilizzate da parte degli adulti e dei bambini in età scolare protezione delle vie respiratorie in tutti i casi in cui vi sia possibilità di incontrare altre persone con le quali non si convive".
Legge che è stata impugnata e quindi attualmente sospesa: "Negli spostamenti del territorio della regione si osserva il divieto di assembramento, l'obbligo di distanziamento interpersonale di sicurezza e vanno utilizzate da parte degli adulti e dei bambini in età scolare protezione delle vie respiratorie in tutti i casi in cui vi sia la possibilità di incontrare altre persone con le quali non si convive".
Io invito quest'Aula che ovviamente fa le leggi, le vota, le produce e le fa, a indicarmi delle differenze, fatta salvo per il termine Bolzano e Regione, all'interno di questi due testi.
Invito anche coloro che sono contrari a questa legge a indicarmi le differenze, perché, vedete, la differenza normativa, a prescindere dal fatto che si condivida una norma oppure no, non cambia, ma quello che vorrei evidenziare, e lo ripeto, è che si è fatto anche un ricorso contro l'articolo 3.
Dell'articolo 3 vi leggo il titolo: "Unità di supporto e coordinamento per l'emergenza Covid-19". Cioè lo Stato impugna una normativa che dota la Regione di un'unità di supporto e coordinamento per l'emergenza, cioè un pool di esperti che ci dice cosa fare, cosa non fare durante la pandemia, e poi attacca anche l'articolo 4: "Gestione dell'emergenza sul territorio regionale", che disciplina che il Presidente della Regione operi in attuazione delle disposizioni statali emanate per la specifica emergenza e dell'ordinamento regionale di organizzazione regionale di Protezione civile, cioè quanto prevede il nostro Statuto.
Se non l'avessimo capito, in questo momento è ancora più evidente che la nostra Autonomia è sotto attacco.
Il collega Aggravi voleva intervenire, allora lascio la parola al collega Aggravi così ci dividiamo l'intervento.
Presidente - Consigliere Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (LEGA VDA) - Sarò telegrafico visti i tempi, ma voglio esprimere anche io, a compendio di quello che ha riportato il collega Manfrin - che poi è stato un leit motiv che da quando abbiamo presentato questa proposta di legge ha contraddistinto - a favore o contro della nostra iniziativa- tutti i lavori:
Sicuramente io spesso dico e lo dico di continuo: le sentenze non si commentano, ma si accettano e ne prendiamo atto; sicuramente però questa è una sentenza molto importante anche perché - visto che la norma di Bolzano è rimasta tale e nessuno l'ha toccata e si sa che certi numeri a Roma contano, e forse i numeri contano anche molto in questa fase, e, lo dico a chi ha orecchie per intendere, forse anche l'appartenenza, per carità, di soggetti che devono essere super partes -volevo però sottolineare che, comunque sia, chi è stato eletto su indicazione di un Partito nazionale... - che fa parte non so se dire dell'attuale Governo nazionale, perché il Partito Democratico fa parte dell'alleanza di Governo ma non abbiamo ancora capito se il Governo ci sia o no - partito che indicò nel 2015 quale Giudice costituzionale il professore Augusto Barbera, che poi fu eletto.
Sicuramente questo non influisce, assolutamente, io immagino, sulla decisione presa dallo stesso professore, ma sicuramente l'ondata e la voglia di centralismo da parte di chi ha preso certe decisioni - e forse ne prenderà ancora di peggiori domani - è viva e vegeta e dobbiamo stare molto attenti.
Spero che qualcuno a Roma con le orecchie mi abbia sentito bene.
Presidente - Consigliere Carrel, ne ha facoltà.
Carrel (PA) - Abbiamo ascoltato anche noi quanto ci ha detto il presidente Lavevaz e sicuramente questa è una giornata abbastanza triste per quest'Aula e per il lavoro che svolge quest'Aula. Lo hanno ricordato i colleghi che mi hanno preceduto: la legge 11 è di fatto una attuazione della legge 4 alla realtà della Valle d'Aosta e ci permetteva in qualche modo di avere dei margini per intervenire soprattutto quando la pandemia, speriamo presto, inizierà a calare i suoi effetti e quindi avremmo avuto sicuramente un margine d'azione più ampio e questo sarebbe stato molto, molto importante.
Ciò che però non ci è chiaro dall'intervento del presidente Lavevaz è cosa facciamo noi adesso. Oltre alla sospensione della legge, visto che arriverà un nuovo Dpcm, dobbiamo avere il coraggio di essere chiari e dire che cosa succederà da domani o dopodomani. Gli impianti di sci aprono o non aprono? I ristoranti e i bar possono o non possono aprire? Lo dico perché rimandare un'altra volta a metà febbraio sarebbe come continuare ad alimentare delle speranze che se non ci sono è meglio dirlo subito, è meglio trovare delle soluzioni e usare il tempo e le energie anche di chi lavora qui in quest'aula per trovare appunto delle risposte da dare ai nostri concittadini, perché lo abbiamo dimostrato con la legge 11: possiamo essere costruttivi anche dall'opposizione, lo saremo se ci saranno dei temi su cui assolutamente la politica tutta deve confrontarsi.
Quindi questa è sicuramente una richiesta che faccio al Presidente, al Governo di chiarire al più presto qual è la linea che, viste le condizioni che ormai sono chiare, dobbiamo attuare.
E poi, ovviamente, chiedo al presidente Lavevaz se dopo questa sentenza ha sentito il Senatore e la Deputata per capire quali sono le loro posizioni.
Come abbiamo ricordato prima, la situazione politica a Roma è molto instabile e non abbiamo i numeri anche di parlamentari, e quindi di senatori e deputati; soprattutto i senatori di Bolzano contano in questo momento, però anche uno conta uno e quando i governi traballano uno è sicuramente importante, questa è un'altra domanda che volevamo porre al Presidente.
Aspettiamo quindi domani anche se ovviamente il Governo, come ci ha detto lei Presidente, non ha accolto le richieste delle Regioni, o meglio non ha accolto gran parte delle richieste delle Regioni; questo è un altro attacco centralista del Governo italiano. Continueremo a lavorare, continueremo a produrre delle leggi che vadano nell'interesse dei Valdostani perché qui rappresentiamo i Valdostani e siamo qui appunto esclusivamente per quello.
Presidente - Ha chiesto la parola la consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz E. (PCP) - È con un po' imbarazzo che intervengo, perché già in fase di discussione noi avevamo posto il problema della costituzionalità di questa legge, è l'avevamo dichiarato non votandola e capimmo anche allora che in quel momento si voleva lanciare una sfida al Governo nazionale che, come avete sottolineato - come hanno fatto anche governatori delle nostre Regioni che spesso vengono citati -sicuramente c'è in questo momento una volontà di centralismo, esplicitata anche dal senatore Lanièce in una delle nostre Commissioni, che sicuramente deve trovare in questo senso l'unità di tutto il Consiglio regionale.
Noi allora non trovavamo che la salute pubblica fosse il terreno di scontro mentre abbiamo sempre sostenuto le ordinanze del Presidente e con orgoglio abbiamo sostenuto gli Assessori, che ringrazio pubblicamente, quindi l'Assessore alla pubblica istruzione e l'Assessore ai trasporti che hanno fatto sì che le nostre scuole aprissero prima di molte altre regioni facendo vedere lì sì che l'autonomia in modo responsabile potevamo interpretarla.
Quindi non ho voglia di sottrarmi al dibattito e non ho voglia nemmeno di dirvi che non vedo, e lo dico a titolo personale, questa volontà d'intervenire sulle Regioni. Capisco anche che in una fase di pandemia e di emergenza sanitaria questo possa avvenire.
Su questo ribadisco che ci deve essere la volontà del Consiglio regionale tutto di ribadire la forza della nostra Autonomia e sotto questo punto di vista la prossima settimana incontreremo di nuovo i parlamentari in I Commissione e quello sarà sì il luogo dove potremo, secondo me, influire con più forza rispetto alla sfida che avete voluto lanciare e che non ci ha visto protagonisti insieme a voi.
Presidente - Si è prenotato il consigliere Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (AV-SA) - Sinceramente con dispiacere e con un certo rammarico le sentenze si accettano e soprattutto si applicano, ma noi abbiamo voluto credere in questo percorso. La sfida sapevamo che non era assolutamente facile ma nel rispetto della nostra autonomia, delle nostre piccole comunità e della nostra peculiarità, avevamo creduto in questo percorso. Sicuramente non vogliamo metterla né in caciara e né in politica ma riteniamo che le istituzioni abbiano un ruolo e che questo ruolo sia un ruolo di un certo livello e che abbia un suo peso. Questo penso che ci debba da una parte far riflettere, dall'altra crescere, sapendo che è un momento comunque difficilissimo, il rammarico è veramente tanto.
Concludo dicendo che se da una parte si accettano le sentenze, dall'altra il dispiacere è alto e a differenza di chi vuole sempre mettere eventualmente le questioni, così, con un "Proviamoci", quello non era il nostro intento. Il nostro intento era veramente più robusto, in un momento dove le nostre piccole comunità oggi, noi abbiamo affrontato dei temi delicatissimi... che il rispetto sia reciproco, che quella sfida nel prosieguo possa di nuovo ridarci comunque se da una parte concretezza, dall'altra quel rispetto istituzionale che penso che spettino a questo Consiglio e alla nostra piccola regione.
Presidente - Il consigliere segretario Jordan si è prenotato, ne ha facoltà.
Jordan (VdA Unie) - Apprendiamo anche noi con dispiacere questa notizia.
La norma che questo Consiglio ha approvato non voleva essere, così come è stata ribattezzata e dipinta ad arte, una norma anti Dpcm, ma voleva essere uno strumento per far valere le nostre prerogative. Qui in aula è stato detto da molti in più occasioni: uno strumento per far valere le nostre prerogative e utilizzare alcuni spazi che le norme del Governo ci potevano consentire per far valere le nostre differenze rispetto alle altre regioni.
E così è stato. La collega Guichardaz ha ricordato l'esempio positivo dell'apertura delle scuole, così come va dato atto che il Presidente, nelle sue ordinanze, con coraggio ha anticipato l'apertura di alcune attività - avremmo potuto farlo in maniera ancora più incisiva se la situazione pandemica non fosse in qualche modo peggiorata - con lo stesso spirito che ha guidato la Provincia autonoma di Bolzano nel fare la stessa norma. Quindi consentirci di ripartire secondo le nostre prerogative.
Tutti eravamo consapevoli dei limiti normativi, proprio perché il contesto era diverso, il contesto e l'approvazione di questa norma erano diversi rispetto a quelli dell'Alto Adige, ma era giusto, assolutamente, comunque provarci perché se non altro questa legge è stata un sussulto per la nostra Autonomia e i Valdostani hanno apprezzato un Consiglio coraggioso che, pur con i limiti normativi, cerca e cercherà ancora, me lo auguro, di far valere le nostre prerogative.
Presidente - Consigliere Marguerettaz ne ha facoltà.
Marguerettaz (UV) - Vorrei fare un passo indietro rispetto alla nostra legge 11.
La nostra legge 11 è arrivata dopo che il presidente Lavevaz, con il sostegno di tutto il Governo regionale e quindi di tutte le componenti di questa maggioranza, ha approvato un'ordinanza dove sostanzialmente abbiamo anticipato di tre giorni la zona gialla, perché ritenevamo che i dati che Roma aveva elaborato fossero sbagliati.
La legge 11 è semplicemente arrivata per dare uno strumento in più in modo tale da radicare queste ordinanze su un impianto legislativo. Ecco perché capisco che a volte ci sia un po' di strabismo: l'ordinanza dove anticipiamo di tre giorni una zona gialla rispetto alle indicazioni statali va bene, mentre se facciamo una legge dove in modo responsabile gestiamo la nostra autonomia non va bene.
Allora io vorrei dire che la cosa che più mi ferisce è essere considerato parte di una Regione sciagurata che mette a rischio l'incolumità dei suoi residenti, dei suoi abitanti.
Voglio ricordare che, nonostante questi provvedimenti, la nostra Regione ha per adesso uno degli indici più bassi dal punto di vista del contagio e dal punto di vista dell'epidemia. Quindi vuol dire che così male non abbiamo gestito la nostra autonomia.
Allora, vedete, se rivendicare le proprie competenze è considerato una sfida, io veramente sono disorientato, perché nel momento in cui voglio sfidare voglio portare all'estremo un conflitto e questo non è assolutamente nelle nostre corde, noi abbiamo semplicemente chiesto di avere una maggiore considerazione.
Non vi sfuggirà quello che ha detto Lavevaz poco fa, ha detto: "Non sappiamo ancora se siamo gialli o se siamo arancioni". Ma come possiamo programmare il nostro futuro e le nostre attività?
Voi immaginatevi quei ristoranti, quei bar: non sanno se fare gli approvvigionamenti o non farli.
Chiaramente da questo punto di vista non vogliamo neanche fare delle false promesse, cioè dire che oggi riusciamo ad aprire gli impianti di sci, non è assolutamente credibile! Abbiamo tutte le regioni bloccate, quindi noi non vogliamo prendere in giro nessuno. Vogliamo semplicemente dare un contorno a questo nostro Governo.
Allora, anche nelle attività, non dobbiamo mettere in contrapposizione la scuola con l'economia, sono parte di uno stesso disegno! Non è che possiamo pensare di mandare i ragazzi a scuola e di far morire tutti perché l'economia non regge, perché non riusciamo a pagare gli affitti, perché non riusciamo ad assolvere i nostri compiti.
Quindi tutto il nostro ragionamento era "per", era "pro", e da questo punto di vista io mi dissocio da coloro che hanno detto: "Parliamo con il nostro senatore, il nostro deputato e in qualche modo facciamo un ricatto". Noi non ricattiamo nessuno. Questi sono dei rapporti di natura politica, per cui mai e poi mai io credo che si debba condizionare l'appoggio a un Governo, a una serie di attività rispetto a una sentenza. Sono ragionamenti che stanno su due piani.
Quindi dal punto di vista della leale collaborazione, parlo a nome di questa maggioranza, nessuno cercherà di ricattare un Parlamento italiano al fine di rivendicare delle posizioni, ma continueremo nel nostro dialogo e cercheremo di portare avanti le nostre posizioni.
È chiaro che questa sentenza è una sentenza che accettiamo ma che non ci fa bene, non rende onore al nostro percorso. Torno a dire: non era una sfida, non era un qualcosa che abbiamo fatto contro qualcuno, era una legge che abbiamo fatto per i Valdostani.
Quindi da questo punto di vista ne prendiamo atto e valuteremo i passi nelle prossime settimane.
Presidente - Il Presidente della Regione, ne ha facoltà.
Lavevaz (UV) - Solo per una brevissima replica, anche perché credo di essere stato sollecitato soltanto dal collega Carrel, per gli altri interventi, credo di poter condividere quanto è stato detto.
Il collega Carrel chiede cosa si farà domani, che tipo di posizionamento ci sarà da parte del Governo. Credo che sia abbastanza evidente che ci viene a mancare un presupposto normativo che ci dava quella cornice di cui abbiamo parlato in queste settimane, quindi dovremo muoverci all'interno del solco della normativa sia nazionale che regionale per quanto riguarda le prerogative che comunque rimangono in capo al Presidente della Regione, in particolare la possibilità di fare ordinanze.
Quindi dovremmo muoverci, come ci siamo mossi all'inizio della seconda ondata - da fine ottobre, nel mese di novembre quando la legge 11 non c'era ancora - quindi con la possibilità che ci è data dalla normativa attuale che è quella di non essere ampliativi rispetto alle possibilità inserite all'interno sia dei D.L. che del Dpcm, ma cercheremo di essere interpretativi come abbiamo fatto in questa fase, quindi cercare di adeguare alla nostra realtà le disposizioni, in particolare per quanto riguarda gli spostamenti, per quanto riguarda le attività e soprattutto per quanto riguarda l'effettivo stato di necessità che viene dalla nostra configurazione territoriale, in particolare per quanto riguarda lo spostamento.
Mi voglio collegare anche a quanto detto dal collega Jordan, che ha parlato di un sussulto di quest'Aula, perché lo condivido, la condivido in pieno, avevo già avuto modo di fare un intervento molto simile a quello che ha fatto il collega Jordan quando abbiamo approvato la legge, perché questo è un passo importante che abbiamo voluto fare come Consiglio regionale; il fatto che questa legge sia stata impugnata e che sia stata sospesa nella sua validità non deve farci desistere dall'intraprendere delle iniziative, anche coraggiose dal punto di vista legislativo, perché questo credo che sia veramente importante per continuare a far valere questa autonomia che tanto decantiamo ma che spesso non riusciamo a far valere con i giusti valori.
Questo è un primo passo, il fatto che non sia andato a buon fine non deve farci desistere dal continuare a insistere anche in maniera coraggiosa nell'attività legislativa.
