Oggetto del Consiglio n. 187 del 13 gennaio 2021 - Resoconto
OBJET N° 187/XVI - Communications du Président de la Région.
Bertin (Presidente) - Possiamo passare al punto n. 2 all'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il presidente Lavevaz, ne ha facoltà.
Lavevaz (UV) - Buongiorno a tutti e buon anno. Come di consueto, utilizzo un po' la possibilità all'interno delle comunicazioni per fare il punto un po' sulle diverse interlocuzioni, in particolare con lo Stato, che ci sono in queste settimane, in particolare relativamente ovviamente alla gestione della pandemia, questo al di là poi di tutte le iniziative specifiche che ci sono anche in questo Consiglio e nelle quali ci sarà la possibilità di approfondire alcuni aspetti nello specifico.
Com'è noto, in questi giorni sono in corso le interlocuzioni per la predisposizione del nuovo DPCM, che entrerà in vigore il 16 gennaio, abbiamo avuto una prima riunione con il ministro Boccia e con il ministro Speranza nella mattinata di lunedì, una riunione ancora del tutto interlocutoria, nella quale però ci è stata fatta presente quale fosse l'intenzione sostanzialmente del Governo nazionale per la gestione dell'emergenza dei prossimi mesi. Si è partiti dal presupposto che il nuovo aumento abbastanza regolarmente diffuso su tutto il territorio nazionale dei nuovi contagi richiede, a detta ovviamente del CTS, e quindi della parte scientifica e medica, ma anche dal Governo - e indubbiamente è una questione condivisa anche dalle Regioni -, una rinnovata attenzione e la necessità sicuramente di mantenere alta l'attenzione sulle misure di prevenzione. La curva dell'ormai iniziata terza andata va in tutti i modi possibili appiattita e allungata nei suoi effetti, ancor più per il fatto che ovviamente questa arriva nel pieno di una campagna vaccinale che indubbiamente è senza precedenti. Tutte le misure che vengono ancora proposte, quindi vanno ovviamente, a detta della parte scientifica, nella direzione di mitigare il più possibile la recrudescenza e la violenza della recrudescenza di questa terza ondata per il fatto che ci troviamo nel pieno della campagna vaccinale.
In sostanza, come avete avuto modo già sicuramente di sentire sugli organi di stampa e sulle notizie che sono trapelate, l'impostazione dovrebbe rimanere sostanzialmente quella attuale, quindi con una divisione degli scenari di rischio regione per regione a seconda della situazione della pandemia. Finalmente sembrerebbe che vengano inserite delle facilitazioni almeno - cosa che abbiamo chiesto già da qualche mese - nei passaggi almeno tra uno scenario e l'altro, senza che le cose si allunghino per diverse settimane soprattutto quando i dati migliorano.
Sempre nell'ottica di una maggior prudenza, sono stati rivisti al ribasso già all'inizio di questa settimana, anzi alla fine della scorsa a dire il vero, i limiti di Rt per il passaggio da uno scenario all'altro. Come sapete, il passaggio tra scenario 2 e scenario 3 e tra scenario 1 e scenario 2 era 1,25 per il passaggio tra giallo e arancione e 1,50 (parlo di indice Rt) per il passaggio da arancione a giallo. Questi indici sono stati abbassati quindi ora è sufficiente un Rt pari a 1 per passare da scenario giallo a scenario arancione e un Rt pari a 1,25 per il passaggio da scenario arancione a scenario rosso.
Oltre a questo, sono stati proposti - ma, a dire il vero, sono ancora in fase di discussione - ulteriori metodi di passaggio che hanno chiamato automatici ma non so quanto automatici siano; comunque, per i passaggi in particolare nella zona arancione, è stato proposto dal Comitato scientifico un passaggio automatico legato all'incidenza dei positivi, dei contagiati. La proposta è un passaggio automatico in arancione nel caso in cui la Regione abbia un indice pari a 250 contagi a settimana ogni 100 mila abitanti. Questa è una cosa che non è stata ovviamente richiesta né dal Governo, né dalle Regioni, quindi è una discussione aperta ma che sostanzialmente le Regioni hanno un pochettino bocciato.
L'altro aspetto, questo invece proposto dal Comitato tecnico-scientifico, è un passaggio in automatico in arancione nel caso in cui la Regione sia classificata come scenario di rischio alto. Voi sapete che c'è l'indice Rt, che è una cosa, e poi ci sono i famosi 21 parametri che concorrono insieme a classificare lo scenario di rischio della regione, che può essere basso, moderato o alto. La proposta che sarà discussa domani è quella nel caso in cui la regione sia classificata a rischio alto per i 21 scenari, a prescindere quindi dal Rt, che questa sia inserita in zona arancione.
Verranno probabilmente riproposte anche le limitazioni di spostamento tra regioni e anche tra regioni gialle, questo è stato uno degli aspetti un pochettino più criticati dalle Regioni e questo, al di là di quello che si deciderà sul tema specifico, parlo di impianti di risalita, e al di là dello scenario e della situazione pandemica della nostra regione, sarà il vero problema sul quale bisognerà ragionare per una possibile apertura degli impianti, perché è di tutta evidenza che diventa difficile immaginare un'apertura degli impianti, se la situazione sanitaria ce lo permette, nel momento in cui siano vietati gli spostamenti tra regioni, questo è di tutta evidenza e per ragioni anche banalmente economiche.
Altro aspetto che è stato proposto, anche questo criticato dalle Regioni - dalle notizie sembrerebbe che su questo ci sia la possibilità di rientrare... -, è la questione dei week-end arancioni, quindi il Governo intendeva riproporre sostanzialmente l'impostazione natalizia dei 15 giorni delle feste natalizie, cioè a prescindere dalla situazione pandemica della singola regione, quindi anche se la regione si trovasse in una situazione da scenario 2, anzi, da scenario 1 con una zonizzazione gialla per intenderci, nei week-end, come sapete e come ricordate nel periodo delle vacanze, automaticamente si piombava di nuovo nella zona arancione con tutte le conseguenze, in particolare ovviamente per le attività di ristorazione, che dovevano aprire, chiudere, fare le forniture e poi trovarsi nell'impossibilità di poter lavorare nel week-end. Su questo la partita è aperta, abbiamo peraltro un incontro ulteriore domani mattina, quindi vi chiedo scusa fin d'ora se domani mattina mi assenterò qualche momento per seguire i lavori della Conferenza delle Regioni, però con la fine del Consiglio di domani avrò comunque delle notizie in più sicuramente da fornirvi.
L'altro aspetto che è ancora in discussione è quello del divieto dell'asporto dopo le ore 18:00 per i bar, anche questa è una cosa in discussione che però vedremo a cosa porterà nella versione definitiva nel DPCM che verrà presentato venerdì.
Questi sono un po' gli scenari, come dicevo, su molti di questi aspetti la partita è ancora aperta, con domani mattina avremo, diciamo, la chiusura della situazione.
L'altra comunicazione che vi faccio ma è cosa ben nota è che oggi si riunirà la Consulta per decidere in merito alla sospensiva della nostra legge n. 11, quindi anche su questo già nella giornata di oggi avremo notizie in merito almeno alla sospensiva.
Ultima cosa: vi è stata consegnata una borraccia, che è un omaggio che è stato fatto dal Celva insieme a CVA, è un'iniziativa, credo, che fosse legata a un evento che doveva svolgersi durante l'anno scorso che poi è stato annullato per cause Covid e quindi il Celva ci omaggia di questa borraccia.
Presidente - Vedo prenotato il collega Aggravi a cui passo la parola.
Aggravi (LEGA VDA) - Due domande: la prima riguardo appunto al rapporto che ci ha appena fatto per sapere, visto che dalle notizie dei giornali in parte era emerso, se qualche Regione... o comunque c'è stata anche una comunicazione da parte del Governo riguardo all'eventuale revisione del sistema dei 21 parametri... perché si era discusso, o comunque anche era emerso dalle notizie una valutazione di una revisione di questa parametrizzazione.
Vorrei poi sapere se nel corso degli incontri avuti è emersa anche una possibilità di gestione di macroaree e mi spiego: la Valle d'Aosta, essendo tipicamente piccola, è svantaggiata per definizione, il ragionamento è più economico, se vogliamo, che di gestione della crisi, perché realtà molto più grandi, pensiamo al vicino Piemonte, hanno avuto dei fenomeni soprattutto in corrispondenza della fine della settimana, dove ovviamente chi è nella città si è potuto spostare nelle seconde case vicine in località che sono anche concorrenti rispetto alla nostra realtà. Volevo quindi sapere se questo tema era stato oggetto di discussione.
Visto che l'ultima volta ci eravamo lasciati con quest'attesa, vorrei sapere se ci sono novità sulla visita del ministro Boccia dato che si è parlato, si parlerà e si è anche scritto sui giornali di Paritetica, se appunto sappiamo quando il ministro Boccia, al di là di tuonare simpatiche parole nei confronti della Regione, ci degnerà della sua attenzione.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Manfrin, ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) - Ringrazio il Presidente per le comunicazioni di cui ha voluto mettere a conoscenza quest'Aula, però mi trovo per la terza o quarta volta credo a ricordare all'interno di quest'aula gli impegni che sono stati presi, impegni che noi avevamo sollecitato durante la prima seduta di questo Consiglio e che sostanzialmente consistevano nel riunire la Conferenza dei Capigruppo perlomeno, se non tutta l'Aula, e riferire nel merito di ordinanze che dovessero riguardare la questione Covid. La volta scorsa lei, Presidente, ci ha detto che c'era stato un incontro di fronte alla macchinetta del caffè, quindi sostanzialmente si poteva giudicare quello come incontro avvenuto, in realtà io non ho avuto modo di replicare la volta scorsa ma ero lì davanti e lei mi ha detto: "adesso facciamo conferenza stampa, facciamo un'ordinanza", quindi non è che ci ha messo a conoscenza in maniera scientifica, ci ha solo annunciato che avrebbe fatto la conferenza stampa. Abbiamo visto e abbiamo potuto apprendere durante la pausa e lo stop del periodo natalizio e che riguarda il Capodanno di ordinanze che hanno applicato alcune disposizioni nazionali e hanno adottato ovviamente le disposizioni regionali, abbiamo preso visione delle ordinanze che sono state fatte in questo periodo, nulla è stato comunicato a questo Consiglio, nulla è stato comunicato alla Conferenza dei Capigruppo. Sinceramente ritenevamo, così come lei ha concordato, che gli impegni presi dovessero essere poi portati a termine e invece ci troviamo per l'ennesima volta a prendere atto del fatto che questi impegni non sono stati esperiti.
Le chiederei, Presidente, quindi di rispettare quanto lei ovviamente ci ha promesso, quanto lei ha annunciato a quest'Aula, perché se effettivamente lei ricopre l'incarico di Presidente della Giunta, le ricordo che la Regione non è rappresentata solo da questa maggioranza ma c'è un'ampia parte di Valdostani che ha riposto la sua fiducia anche in altri suoi rappresentanti e perlomeno avere delle notizie prima che vengano pubblicate sui giornali sarebbe buona norma e regola.
Presidente - Ha chiesto la parola la consigliera Spelgatti, ne ha facoltà.
Spelgatti (LEGA VDA) - Io vorrei anche sapere un attimino che aria tira a Roma sul discorso dell'apertura degli impianti visto e considerato che ovviamente, nel momento in cui non c'è la possibilità di passaggio tra le regioni, per noi la questione dell'apertura degli impianti è assolutamente antieconomica e dovrete fare poi delle scelte differenti, però, nel momento in cui anche dovessero aprire le regioni, se non ci danno poi comunque la possibilità di aprire gli impianti, in ogni caso il problema è duplice. Vorremmo pertanto anche sapere un attimino se tutte le pressioni, le sollecitazioni che sono state fatte anche a Roma da parte della Lega per tutelare la montagna, per tutelare tutte le nostre realtà che si basano fondamentalmente sullo sci stanno smuovendo un qualche cosa oppure il Governo continua comunque a non sentirci.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Carrel, ne ha facoltà.
Carrel (PA) - Mi aggrego, come ormai di consuetudine, presidente Lavevaz, nel ricordarle se possibile di avvisarci prima delle ordinanze, di fare magari una Conferenza dei Capigruppo, ma, oltre questo, ci terrei a sottolineare nel suo discorso due questioni: la prima, lei ha parlato di bar da asporto dopo le ore 18:00, la stessa regola vale anche per i ristoranti o solo per i bar? Perché leggiamo sulla carta stampata varie interpretazioni.
Dall'altra parte capisco bene la situazione per quanto riguarda gli impianti e credo che sia giusto prendere una decisione, magari domani potremo ridiscuterne dopo questo incontro del Presidente in Conferenza Stato-Regioni. Ricordo che vi sono numerose attività sulle piste da sci che oggi non possono aprire semplicemente perché gli impianti sono chiusi ma sono delle attività che da DPCM potrebbero aprire ma si trovavano isolate, quindi si potrebbe iniziare a ragionare anche su questo tema per capire se vi sono delle possibilità per evitare una chiusura forzata legata agli impianti.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega segretario Distort, ne ha facoltà.
Distort (LEGAV DA) - Lei, presidente Lavevaz, ha anticipato che ci sarà un ulteriore incontro domani che permetterà ulteriori chiarimenti e, di conseguenza, si potrebbe avere uno scenario un po' più completo rispetto a quanto esposto in questa mattinata. Vorrei però chiedere che aria tira su un certo argomento, un argomento che per mio DNA legato alle dinamiche del mondo imprenditoriale... io non tendo a essere particolarmente sensibile alla priorità dei regimi di aiuto, di contributo, di risarcimento, di ristoro, però è assolutamente e drammaticamente vero che tutto il comparto economico del nostro territorio legato alle attività economiche di montagna è in una situazione ormai drammatica. Noi sappiamo perfettamente quanto il fatturato di tutto quell'indotto sia sostanzialmente impostato sull'attività degli impianti di sci, sia imperniato sulle attività degli impianti sciistici soprattutto nel periodo appena trascorso. Noi quindi ci troviamo con gli imprenditori del nostro territorio che sono in una situazione allarmante. È estremamente necessario, urgente poter confortare questo settore con notizie le più chiare possibili, le più attendibili possibili relative alle previsioni dei cosiddetti "ristori".
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Brunod, ne ha facoltà.
Brunod (LEGA VDA) - Io volevo intervenire in merito anche all'articolo che è uscito ieri in base al quale il Governo sta valutando delle possibili ipotesi di apertura in merito allo sci alpinismo: un tema che in quest'ultimo periodo è stato molto dibattuto, un tema molto caldo, dove c'è stato molto interesse. Volevo quindi un po' chiedere se per caso ad oggi avete qualche valutazione e considerazione in più in merito per tranquillizzare tutto questo settore, che comunque, con i dovuti modi, avrebbe una grande voglia di rimettersi in pista. Con quest'apertura delle piste quindi, che al momento non sappiamo come sarà, magari si potrebbero trovare delle soluzioni dove con maggiore sicurezza poter permettere con buon senso la pratica di quest'attività.
Presidente - Ha chiesto la parola il presidente Lavevaz, ne ha facoltà.
Lavevaz (UV) - Grazie anche per le domande che permettono di far chiarezza su alcuni aspetti che sono sicuramente oggetto di grande discussione poi in questi giorni.
Cerco di andare per ordine: relativamente alle richieste del collega Aggravi sulla questione delle macroaree, in effetti è stato oggetto di alcune discussioni già credo nel corso dell'elaborazione del DPCM di novembre in realtà, perché in effetti è un aspetto che potrebbe permettere almeno qualche micro spostamento anche infra-regionale anche nelle situazioni almeno di parità di scenario fra regione e regione, però questo non è stato sostanzialmente poi inserito nel DPCM e quindi è rimasto un pochettino lettera morta.
Sulla questione degli indici anche questo è stato oggetto di discussione ed è stato oggetto anche di una proposta formale da parte della Conferenza delle Regioni, una richiesta di semplificazione di questi 21 parametri, di questi famosi 21 indici; in realtà, nella situazione attuale e nell'elaborazione dei report settimanali attuali si usa assolutamente ancora l'impostazione dei 21 indici.
La proposta che si sta facendo è di inserire addirittura qualche indice in più per il passaggio automatico ma non nella semplificazione dei 21 parametri, e questo lo capisco che non sia una scelta ovviamente politica ma una scelta tecnica, perché i 21 parametri sono stati elaborati già alla fine della prima ondata dal Comitato tecnico-scientifico e quindi diventa difficile per la politica dire: "facciamo delle scelte diverse sull'analisi della situazione sanitaria" se il Comitato tecnico-scientifico non lo ritiene.
Sulla questione degli impianti, quindi di cosa succederà, effettivamente su questo c'è un grosso punto interrogativo, perché, al di là della questione spostamenti, una posizione chiara sull'apertura o non apertura degli impianti al momento non c'è, quindi anche questo sarà sicuramente oggetto della discussione di domani e domani avrò qualche notizia in più.
È chiaro che anche il fatto di aver abbassato gli indici per il passaggio da giallo ad arancione in particolare, perché comunque il protocollo che era stato elaborato dalle Regioni prevedeva la possibilità ovviamente di apertura e di sciare solo in zona gialla, abbassa anche la possibilità di sciare. È stata fatta quindi anche una proposta da parte degli Assessori competenti, del gruppo di lavoro tecnico e politico delle Regioni con stazioni sciistiche di valutare l'opportunità nei protocolli di inserire la possibilità di sciare anche in zona arancione, però questo è sempre collegato ovviamente alla questione degli spostamenti perché poi sempre lì torniamo.
Peraltro adesso dalle notizie che ho, che sono tutto del tutto informali e tutte da valutare, sembrerebbe che una delle Regioni a rischio per il passaggio in zona arancione, al di là del fatto che può esserci anche la Valle d'Aosta, perché comunque avevamo un Rt di 1,06, in questo momento c'è il Piemonte, che è messo un pochettino peggio di noi. Il Piemonte quindi ha delle buone possibilità o, meglio, ha delle possibilità maggiori rispetto alle nostre già nella prossima settimana di passare in zona arancione. Questo quindi comunque impedirebbe ulteriori aggiornamenti anche sulla questione dell'apertura.
Mi collego a questo con l'ultima domanda del collega Brunod sulla questione dello sci alpinismo, perché è collegata agli impianti, in qualche modo almeno nei ragionamenti che stiamo cercando di fare, perché ovviamente sullo sci alpinismo è stata molto criticata l'imposizione dell'accompagnamento della guida almeno nella prima fase, ma questa è una scelta che è nata all'interno dell'unità di supporto da un'indicazione dei sanitari per questioni che vi avevo già anche illustrato relative a un rischio di carico delle strutture sanitarie, della difficoltà di gestire un eventuale evento valanghivo, eccetera.
Ovviamente sono ragionamenti che all'interno dell'unità di supporto facciamo e facciamo regolarmente, lo abbiamo fatto anche nell'ultima riunione che abbiamo fatto venerdì in cui abbiamo preso in considerazione la possibilità di togliere quest'obbligo, perché non sapevamo ancora in realtà venerdì mattina se avremmo dovuto fare una nuova ordinanza o no, perché eravamo ancora in fase di attesa della validazione dei dati, però il ragionamento che si è fatto è che l'ordinanza comunque aveva un orizzonte temporale ormai molto vicino, che era quello del 15, cioè di dopodomani, e soprattutto eravamo a venerdì e lo siamo ancora oggi in una fase di rischio alto per quanto riguarda le valanghe. L'unità di supporto quindi ha suggerito una revisione di questo aspetto di accompagnamento delle guide per lo sci alpinismo al 15, quindi a dopodomani, e quindi questa sarà una valutazione che verrà fatta.
Ho collegato questo aspetto alla questione degli impianti, perché è una valutazione che si farà nel momento in cui ci dovesse essere il divieto o l'impossibilità di apertura delle piste per l'attività di sci da discesa. Quello che si ipotizzava con l'assessore Bertschy era di valutare, almeno su alcuni impianti, di dare la possibilità di fare lo sci alpinismo proprio per dare una mano anche a quelle attività che sono - per venire alla domanda della collega Spelgatti - sulle piste e quindi nell'impossibilità di poter lavorare. È chiaro che lo sci alpinismo non porta certo i flussi dello sci alpino, però potrebbe permettere almeno a queste attività che sono sulle piste di poter lavorare, ovviamente se siamo nella condizione di poter aprire.
Venendo invece alle questioni sottoposte dal collega Carrel, la richiesta del Governo di divieto di asporto dopo le ore 18:00 è solo relativa ai bar, anche se in realtà - e questa è una questione che è stata posta nella riunione da alcune Regioni - c'è un problema, anzi, questa è una cosa che è stata sollevata dai Comuni, dall'ANCI: ci sono dei codici Ateco che, in realtà, sono a cavallo diciamo dell'attività di bar e ristorante, quindi diventa difficile a volte discernere l'attività di bar dall'attività di ristorante, pertanto questo è uno degli aspetti - quindi la domanda è pertinente - che va approfondito laddove si decida di vietare l'asporto, perché si rischia di imporre delle chiusure ulteriori.
Venendo invece alle sollecitazioni del collega Distort, è chiaro che tutta la questione delle attività economiche non è oggetto nello specifico di queste riunioni che stiamo facendo, ma viene fuori ovviamente regolarmente, perché tutte le Regioni sollecitano gli aspetti legati ai ristori e a tutto quanto è quello che si deve fare per cercare di risolvere, o comunque cercare di evitare il più possibile che la crisi economica diventi per molti una crisi irreversibile, quindi che porti a delle chiusure.
Sulla situazione economica quindi, come sapete, c'è tutto il capitolo aperto dei ristori, che ovviamente non è sul tavolo attualmente delle Regioni, che continuamente sollecitano attenzioni particolari su questo. Ieri c'è stata una lettera a firma del presidente Bonaccini proprio nello specifico al Governo sulle attività di montagna, quindi un'attenzione specifica nei ristori che tenga conto ovviamente delle perdite, in particolare nei periodi di dicembre e gennaio, che per la montagna, è inutile dirlo, sono fra i momenti più importanti a livello di attività e a livello di fatturato. Su questo quindi c'è una grande attenzione da parte delle Regioni e dei solleciti continui al Governo, però al momento notizie certe non ci sono e le avremo nel momento in cui il famoso Ristori 5 avrà la sua definizione conclusiva.
Infine la richiesta corretta del collega Manfrin della sollecitazione della mia mancata convocazione della Capigruppo, effettivamente è un impegno che mi ero preso, non ho ritenuto di chiedere la convocazione della Capigruppo, perché non posso convocare io la Capigruppo, per il semplice motivo che sostanzialmente le ordinanze che abbiamo fatto da inizio dicembre in poi sono tutte ordinanze che sono assolutamente nello stesso solco, nel senso che, in seguito alla situazione della pandemia, alla situazione degli indici, si vanno a riapplicare le regole che avevamo definito, quindi per uno scenario e per l'altro. Questo quindi è il motivo per il quale non ho ritenuto di chiedere di convocare la Capigruppo: perché non ritenevo ci fossero novità particolari su queste ordinanze, però su quella che faremo in questa settimana probabilmente dovremo impostare le cose in modo diverso perché, al di là del fatto che con la fine della settimana sapremo se la nostra legge è sospesa o meno e quindi anche proprio l'impostazione dell'ordinanza dovrà essere fatta in modo diverso, anche il DPCM sarà nuovo e quindi l'impostazione dovrà essere giocoforza diversa.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Aggravi per il secondo intervento, ne ha facoltà.
Aggravi (LEGA VDA) - Chiedo scusa se sono noioso, presidente Lavevaz, ma notizie da Boccia?
Presidente - Per integrazione alla risposta, la parola al presidente della Regione Lavevaz.
Lavevaz (UV) - Chiedo scusa, non avevo preso bene gli appunti, mi era scappato Boccia. Allora la disponibilità del Ministro è tuttora presente, eravamo rimasti di sentirci poi dopo la nomina della Paritetica, quindi il Ministro è tuttora disponibile a venire in visita in Valle e quindi adesso vedremo di fissare poi una data da qua a fine mese, salvo quello che potrà succedere a Roma in questi giorni ma questo lo vedremo nei prossimi giorni.
Presidente - Non vedo altre richieste di intervento.
