Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 162 del 14 dicembre 2020 - Resoconto

OBJET N° 162/XVI - Communications du Président de la Région.

Bertin (Presidente) - Punto n. 2 all'ordine del giorno. Il Presidente della Regione ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Lavevaz (UV) - Nel corso della settimana scorsa abbiamo avuto diversi incontri con il ministro Speranza e con il ministro Boccia, oltre che con il commissario Arcuri, per la predisposizione del piano vaccini, sia per quanto riguarda la distribuzione, che sarà effettuata direttamente dalla ditta produttrice che per lo stoccaggio delle prime dosi, il cui arrivo è previsto già a cavallo tra la fine dell'anno e la prima settimana di gennaio. Le prime vaccinazioni saranno effettuate secondo il piano nazionale che sarà diffuso nei prossimi giorni e che terrà conto di priorità legate ovviamente alla vulnerabilità al virus.

In considerazione del continuo e consolidato miglioramento della situazione pandemica della nostra regione, giovedì 10 dicembre ho inviato una nota al ministro Speranza chiedendo, come previsto dal decreto-legge n. 157 del 2020, dal DPCM 13 dicembre 2020 e dalle stesse ordinanze ministeriali, di valutare una riclassificazione in scenario 2, quindi in zona gialla, della Valle d'Aosta contestualmente alla riclassificazione del Piemonte e della Lombardia, richiesta che notoriamente non è stata accolta. Ai sensi della legge regionale n. 11/2020 recentemente approvata ed entrata in vigore nella giornata di sabato, abbiamo analizzato la situazione dell'epidemia e in particolare del carico delle strutture sanitarie con le Unità di supporto e di coordinamento dell'emergenza ed è stata emessa l'ordinanza n. 552 dell'11 dicembre 2020.

Giovedì 10 dicembre scorso poi abbiamo istituito il tavolo prefettizio previsto al comma 10 lettera s) dell'articolo 1 del DPCM del 3 dicembre scorso. Il tavolo coinvolge diverse strutture regionali, il Dipartimento trasporti, la Sovrintendenza agli studi, il Sindaco di Aosta, il Presidente del CPEL e i rappresentanti delle aziende di trasporto pubblico locale e di Trenitalia, le società di gestione dei servizi di trasporto alla finalità di coordinare la ripresa delle lezioni in presenza per il 75% degli alunni delle scuole secondarie di secondo grado il 7 gennaio con il limite imposto di capienza massima del 50% dei mezzi di trasporto.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Nel riprendere ovviamente le domande che ho fatto a lei, mi auguro che questa volta il Presidente a questo punto risponda e ci risponda sul punto, sul perché una legge è stata pubblicata immediatamente e l'altra legge invece ha avuto la necessità di attendere più di una settimana per essere pubblicata nonostante sia uscito un bollettino il 9 di dicembre, mi auguro che questo mistero ci venga a breve svelato. Mi permetto di fare alcune considerazioni: la prima è, Presidente, che per l'ennesima volta lei ha fatto un'ordinanza senza metterci a conoscenza di nulla, invece di come eravamo d'accordo e come avevamo chiesto durante la prima seduta di questo Consiglio; abbiamo dovuto apprendere quello che accadeva direttamente dagli organi di informazione, riteniamo che questo sia gravemente lesivo per l'azione anche politica di rappresentanza che svolgiamo in quest'aula.

Lei ha giustamente esordito parlando della classificazione di questa regione, quasi tutte le Regioni sono diventate zona gialla e a rimanere zona arancione sono rimaste soltanto la nostra Regione, la Provincia autonoma di Bolzano e l'Abruzzo. Eppure, nonostante appunto il fatto che, come lei ha detto e come ha dichiarato, c'erano tutti i dati, tutte le possibilità di dichiarare la nostra regione zona gialla per il sostegno di quelli che erano i dati epidemiologici, siamo rimasti in zona arancione. È quindi ancora più inspiegabile il fatto che, Presidente, come abbiamo anche modo di affermarlo pubblicamente, lei non abbia utilizzato le prerogative che la legge regionale n. 11 le dava, anzi non le dava, perché in realtà la legge regionale n. 11 se fosse stata lasciata libera di agire, ad oggi avrebbe dato la possibilità in sicurezza, esattamente come lei ha affermato, perché abbiamo dati ovviamente molto bassi rispetto al contagio al pari delle regioni che sono in zona gialla, anzi forse anche al di sotto di alcune... avrebbe permesso di poter fare tutte quelle attività che ci sono state precluse in questo week-end. Lei invece ha dovuto fare un'ordinanza con la quale chiudeva le attività per aprirle, forse, se i dati - così lei ha detto in conferenza stampa e ci rifacciamo a quello che le ha detto - le daranno ragione, mercoledì quando li analizzerete. C'è però un'incongruenza in questo comportamento, se lei chiede che vengano applicate alla Regione autonoma Valle d'Aosta le disposizioni che vengono applicate per le regioni gialle, evidentemente se il Ministro le avesse ascoltate, l'ennesima volta che non le ascolta, sarebbe stato evidente che tutto quello che è stato fatto nelle altre regioni, quindi zone classificate gialle, sarebbe stato possibile, ma già da domenica, non da mercoledì!

Non si capisce quindi perché con la sua ordinanza lei procrastina a mercoledì, chiude le attività che invece dovrebbero essere aperte, fino a mercoledì e ovviamente si riserva anche di fare delle valutazioni sul punto.

Noi crediamo una cosa: crediamo che ci sia un fatto che è affermato a questo punto con la sua ordinanza e ci sia un fatto di cui tanti devono prendere atto, tanti osservatori di quest'aula che ci dicevano: "ah no, ma guardate che la legge non è applicabile, è inapplicabile, non può essere applicata" ed è inapplicabile a tal punto che è servita un'ordinanza per chiudere le attività. Dall'altra parte ovviamente questa stessa affermazione si può fare ai nobili osservatori che da fuori ci dicevano le stesse identiche cose: "non si può fare, è inapplicabile, non va bene" e invece la legge si è dimostrata essere efficace.

Quello che ci troviamo però a contestare è che proprio a fronte del fatto che, nonostante la Valle d'Aosta avesse dei dati che la classificavano nella zona gialla, la sua cortese richiesta al ministro Speranza sia stata - non ho idea di cosa le abbia detto o se le abbia detto qualcosa di persona - nei fatti evidentemente rifiutata. Allora ecco perché avevamo una motivazione in più per utilizzare la legge regionale che dà corpo alle nostre prerogative statutarie, avremmo avuto la possibilità di applicarla e applicarla in toto proprio dicendo allo Stato: "visto che tu non consideri i nostri dati positivi, noi facciamo in modo di poter utilizzare le possibilità che vengono date alle zone gialle ". Questo ce lo siamo chiesti sinceramente perché non sia stato fatto, ce lo chiediamo, Presidente, e ce lo chiedono i tanti Valdostani che al di fuori di qui ci chiedono: "avete discusso questa legge, pareva che potesse essere la soluzione ma adesso perché non viene utilizzata?" e la risposta è questa, ma non è che siamo dei pazzi, perché appunto la legge è stata discussa ed è stata supportata da dati scientifici e lo ha detto anche lei. Sinceramente quindi noi non capiamo questa sua presa di posizione.

È chiaro che dobbiamo sottostare alle disposizioni dei Governi, che attualmente dicono ad alcune Regioni: "adesso potete aprire, adesso potete fare gli acquisti, però potete fare gli acquisti in questi orari e potete fare gli acquisti con il cash back" e il giorno dopo dicono: "ma caspita ma quanta gente in giro, chiudiamo tutto", dopo che effettivamente hanno permesso di aprire, evidentemente siamo di fronte a una schizofrenia che forse va combattuta e gli strumenti ce li abbiamo.

Per non far ripiombare la Valle d'Aosta in questa follia, che non ha né capo, né coda, quindi le chiediamo veramente più coraggio e più volontà di esercitare la nostra autonomia statutaria.

Presidente - Si è prenotato il consigliere Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (LEGA VDA) - Volevo chiedere, proprio a rafforzamento di un aspetto che sia il collega Manfrin ma che anche il Presidente hanno citato, in particolare volevo chiedere una specifica, se fosse possibile, al Presidente, ci ha detto che ci sono state delle interlocuzioni con il ministro Speranza e poi giustamente ci ha ricordato di aver scritto questa missiva al Ministro. Non ho capito se effettivamente c'è stata poi una risposta formale da parte del Ministro oppure la risposta è stata... non avere una risposta. Volevo capire cosa era avvenuto a fronte della lettera o se c'è stata una telefonata magari notturna da parte del Ministro come sua precedente abitudine.

Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.

Lavevaz (UV) - Ringrazio delle domande. Per quanto riguarda la pubblicazione, mi riservo di verificare, io non ho elementi al momento per sapere il motivo per il quale ci sono state differenze di tempi di pubblicazione, non mi occupo personalmente com'è facilmente immaginabile delle pubblicazioni delle leggi sul BUR, quindi verificherò quanto è successo.

Per quanto riguarda la legge, io credo che essa sia stata - dal momento in cui è entrata in vigore - pienamente utilizzata nei limiti previsti dalla legge stessa. La legge prevede che si debba, attraverso ordinanze del Presidente della Regione e sentita l'Unità di supporto che è stata validata, la cui esistenza è stata validata e alla quale è stato dato un valore anche operativo all'interno della gestione dell'emergenza, quindi sentita l'unità di supporto, in base alle evidenze scientifiche e sanitarie della situazione, le ordinanze del Presidente devono definire l'applicazione di questa legge, questo dice la legge, non dice: "liberi tutti a prescindere dalla situazione sanitaria", perché non dobbiamo dimenticarci che la pandemia non è finita, non è perché noi abbiamo deciso correttamente - e ho condiviso questo passaggio in maniera convinta - di far valere le nostre prerogative statutarie che la pandemia sia finita perché così non è ed è importante che non lo facciamo credere alla gente.

Sulla mia mancanza di comunicazione prima dell'ordinanza ho già avuto modo, collega Manfrin, di farglielo presente nei corridoi, anche se non è l'ideale, ma ovviamente è l'occasione per spiegare a tutti che era mia intenzione venerdì pomeriggio fare i passaggi innanzitutto con l'Unità di supporto e di coordinamento dell'emergenza con la quale ci siamo incontrati sia nella giornata di giovedì, sia nella giornata di venerdì verso le ore 13:00 per analizzare la situazione della pandemia e delle possibili aperture così come previste giustamente all'interno della legge. Nel pomeriggio avevo intenzione di fare dei passaggi con la Giunta, con la maggioranza e con la Conferenza dei Capigruppo, questo non è stato possibile perché è diventata un'emergenza la comunicazione verso l'esterno di quello che l'Unità di supporto aveva proposto al Presidente, quindi per la predisposizione dell'ordinanza, perché in particolare il vostro gruppo nella giornata di venerdì mattina aveva fatto un comunicato stampa in cui si diceva che da sabato mattina tutto era aperto, questo quindi ha creato una gran confusione all'interno della gente. Io credo che nel momento di emergenza sanitaria - che credo sia piuttosto ancora evidente a tutti, basta farsi ancora un giro nell'Ospedale o pensare al fatto che abbiamo ancora dei malati che sono all'interno delle tende giù alla Pépinière - ci voglia serietà da parte di tutti i gruppi in modo che ci possa essere più collaborazione e anche più condivisione poi dei passaggi, perché se questo comunicato non fosse uscito... poi io non voglio mettere in discussione ovviamente l'autonomia dei gruppi a fare comunicati stampa, ci mancherebbe altro, ma è diventata un'emergenza fare una comunicazione puntuale di quello che sarebbe successo sabato mattina ai Valdostani, perché iniziavano a chiamare per chiedere cosa sarebbe successo sabato mattina, se tutto era aperto, se i bar e i ristoranti erano aperti, eccetera. Abbiamo quindi dovuto fare questa conferenza stampa nella giornata di venerdì pomeriggio invece di fare i passaggi all'interno dei gruppi, del Consiglio, della Giunta, eccetera, cosa che non ho potuto fare neanche con la Giunta se non per le vie molto informali e molto rapide.

Io credo che non serva coraggio come ha detto lei, collega Manfrin, per l'attuazione di questa legge, ma che serva un approccio scientifico che tenga conto della situazione sanitaria in modo serio senza fare voli imprudenti, ma non imprudenti per me: imprudenti per i Valdostani.

Presidente - Ha chiesto la parola la consigliera Spelgatti, ne ha facoltà.

Spelgatti (LEGA VDA) - Presidente, per cortesia, abbia l'accortezza, nel momento in cui parla all'interno di quest'aula, di non prendere in giro tutti perché, nel momento in cui lei viene a dire: "non lo so, chiederò agli uffici ", è un tentativo di uscire dall'angolo ma è evidente che tutti quanti noi conosciamo la risposta, anche perché ci sono all'interno di quest'aula tante altre persone che comunque hanno rivestito la carica che lei oggi ricopre. È evidente quindi che la pubblicazione è stata rimandata perché doveva decidere che cosa fare e ha preso molto tempo per decidere che cosa fare visto che la legge le metteva in mano determinati poteri e lei doveva decidere se utilizzarli o meno e ha deciso di non utilizzarli.

A fronte di tutto quello che è venuto fuori da parte dei detrattori di questa proposta di legge ampiamente condivisa all'interno di quest'aula, è ovvio che nessuno si aspettava che tutto fosse aperto e non è questo che abbiamo detto noi, ma che c'era la possibilità di aprire compatibilmente con la questione sanitaria, perché partiamo dal presupposto che è evidente che il focus principale di questa legge è comunque la tutela sanitaria. Non è quindi un liberi tutti, non è che all'interno di questo Consiglio tutti sono impazziti e hanno deciso di fare il libera tutti, ma la decisione che è stata presa è stata quella di dare una cornice normativa per dare dei poteri in mano al Presidente per poter esercitare la propria autonomia compatibilmente con la situazione sanitaria ma tenendo ben presente le peculiarità del nostro territorio, che sono molto, molto differenti rispetto a quelle dei grandi centri urbani, della pianura e di quant'altro,

noi abbiamo delle peculiarità specifiche. Lei ha deciso, comunque sia, di non utilizzare questi poteri, nel frattempo ha preso chiaramente un sacco di tempo e un sacco di giorni e non può venire in questo momento a dirci: "ah non lo so, lo chiederò gli uffici " perché è il segreto di Pulcinella ma soprattutto questa cosa a chi non è all'interno delle istituzioni può passare per buona, chiaramente non può passare all'interno di quest'aula e ci vorrebbe maggiore onestà intellettuale, sarebbe stato meglio dire: "ho preso il tempo per poter decidere che cosa fare o che cosa non fare".

Ci tengo, ripeto, a sottolineare che lei avrebbe potuto utilizzare maggior coraggio senza per questo violare l'emergenza sanitaria e soprattutto tenendo conto dell'esigenza della tutela della salute. Questo è un aspetto assolutamente fondamentale ma lei è entrato in contraddizione con sé stesso perché, nel momento stesso in cui chiede a Roma e dice: "qui abbiamo i dati da zona gialla" - ed è lei a dirlo e a metterlo per iscritto, quindi questa è una certificazione che la nostra parte tecnica e lei stesso fa - almeno questo passo, dico solo questo, poi ci sarebbero stati tanti altri particolari che si sarebbero potuti adattare alla nostra realtà ma non l'ha fatto... visto che è lei stesso a dirlo, visto che è lei stesso a scriverlo al ministro Speranza, di fronte alla non risposta, o comunque sia al niet come al solito da parte di Roma e visto che questa è una convinzione di poter rientrare nei dati di zona gialla, almeno questo passo si sarebbe potuto fare solo per non entrare in contraddizione con sé stesso.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Lei, Presidente, ci ha chiesto serietà, però la pregherei di ascoltarmi quando le parlo, chiediamo anche noi serietà a lei, perché, nel momento in cui effettivamente, come già detto dalla collega Spelgatti, lei ha chiesto al ministro Speranza di classificare la Valle d'Aosta fra le zone gialle, cosa pensava? Che classificandoci fra le zone gialle avremmo mantenuto sempre le stesse disposizioni di prima? Non credo, ha fatto questa richiesta perché sapeva che ci sarebbe stato un allentamento delle misure di sicurezza e questo stesso allentamento era permesso dalla legge ma se questa sua richiesta fosse stata accettata, queste disposizioni sarebbero state applicate da domenica, non da mercoledì. È questa la contraddizione che lei fa nel suo intervento, è questo quello che io non comprendo nel suo intervento, Presidente, o lei effettivamente voleva la classificazione di zona gialla, allora le diamo tutti atto di aver fatto effettivamente un atto di richiesta di autonomia, altrimenti lei ha fatto una richiesta perché sapeva che non le sarebbe stata accettata e poi ha detto: "applichiamo la legge da mercoledì". Il problema è che questa legge che applica da mercoledì la applica tre giorni prima e in realtà entrano in vigore le norme normali, tre giorni prima in cui la Valle d'Aosta entra nella classificazione come tutte le altre Regioni, è questo che non comprendiamo sinceramente.

Nel momento in cui lei dice, Presidente, che la legge le dà la facoltà di applicare la legge, in realtà non dice una cosa perfettamente aderente alla realtà, perché se lei va all'articolo 4, comma 1, che immagino sia quello che cita lei, si dice: "il Presidente della Regione opera in attuazione delle disposizioni statali emanate per la specifica emergenza, dell'ordinamento regionale e dell'organizzazione regionale di protezione civile e con propria ordinanza, sentita l'Unità di supporto e coordinamento per le emergenze di cui all'articolo 3, tenuto conto dell'andamento epidemiologico del contesto socio-economico e delle peculiarità del territorio regionale, stabilisce le misure di sicurezza per lo svolgimento delle attività di cui all'articolo 2". Le misure di sicurezza significa i protocolli, quelli che l'articolo 2 prevede.

Anche nell'articolo 2 nel suo comma 24, che lei ha utilizzato nella sua ordinanza, c'è scritto: "l'eventuale sospensione delle attività di cui ai commi dall'11 al 19 è disposta in caso di necessità inerenti l'andamento dell'emergenza sanitaria dal Presidente della Regione. Tale sospensione è disposta anche in caso di violazione delle misure di cui ai relativi protocolli di sicurezza vigenti".

La legge quindi le dà facoltà non di applicare la legge perché la legge è autoapplicativa ed era sufficiente - e questo era l'oggetto del nostro comunicato stampa - lasciare la legge agire, perché le attività che abbiamo inserito all'interno del nostro comunicato stampa, quindi tutte quelle contenute all'interno della legge, avrebbero potuto aprire. Abbiamo fatto un elenco, perché ovviamente se lei non avesse fatto nulla, quelle attività avrebbero potuto aprire, quindi abbiamo ricordato ai Valdostani l'azione meritoria di grande parte di questo Consiglio: quella di aver reclamato l'autonomia: ecco perché abbiamo fatto questo comunicato stampa e abbiamo detto: "bene, la legge è stata pubblicata"... in ritardo, e condivido le osservazioni fatte dalla collega Spelgatti. Presidente, non ci prenda in giro, davvero lei ci viene a dire che non sa perché la legge è stata pubblicata in ritardo? Glielo ho già anche fatto presente prima, la legge n. 10 che è stata pubblicata immediatamente aveva degli emendamenti che hanno richiesto un coordinamento formale del testo; la legge n. 11 non ne aveva, quindi è stato pubblicato il testo così com'è uscito e lei ci dice che non sa perché è stato pubblicato così tardi? Non ci prenda in giro, Presidente. Aveva chiesto serietà, facciamo serietà, la stessa serietà che lei ha chiesto quando mi ha detto: "glielo ho detto in corridoio, non ho avuto neanche tempo di coordinarmi con la Giunta". Nella conferenza stampa delle tre e mezza con la Giunta però pareva che vi foste parlati e delle informazioni le avete condivise perché parlavate tutti della stessa cosa. Non ci prenda in giro quindi, Presidente, ci dica le cose come stanno. Non ha voluto applicare la legge? Ha avuto paura? Ha chiesto la zona gialla per fare semplicemente la comunicazione sui giornali e prendersi qualche merito sulla comunicazione o l'ha fatta perché effettivamente credeva in quella zona gialla? Perché se lei credeva nella zona gialla, allora bastava far agire la legge e lei evidentemente non ha avuto il coraggio.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Marguerettaz, ne ha facoltà.

Marguerettaz (UV) - Non per inventarci di nuovo un punto all'ordine del giorno e quindi fare tutta una discussione, a questo punto solo per complimentarmi con il Presidente della Regione per la corretta applicazione della legge che è stata approvata da questo Consiglio.

Il fatto di richiedere la zona gialla non preclude, come abbiamo avuto modo di vedere in tutta una serie di Regioni italiane, l'adozione di ordinanze specifiche. Noi, senza fare nessun tipo di mistero, abbiamo preso spunto per la nostra legge regionale dalla legge provinciale di Bolzano e non sarà sfuggito ai Consiglieri, né ai Valdostani che, a fronte di determinate classificazioni, il presidente Kompatscher ha adottato delle ordinanze molto più restrittive rispetto alle condizioni della zona, e ha fatto anche clamore. Ecco perché nel rivendicare autonomia, noi diciamo che bisogna esercitarla con buon senso, quindi, da un lato, si richiede autonomia e dall'altra parte la si applica in modo responsabile. Il confronto con l'Unità di sopporto quindi è un'attività assolutamente indispensabile, bisogna non essere sordi alle indicazioni che ci vengono dalle autorità sanitarie, si trova un compromesso perché è stato detto anche a livello nazionale per adottare tutti i protocolli e tutte le misure di sicurezza per essere prudenti bisogna chiudere tutto. Ovviamente questo non è praticabile, bisogna trovare un compromesso ma devo dire che il presidente Lavevaz ha esercitato molto bene l'autonomia che abbiamo rivendicato.

Presidente - Ha chiesto la parola la consigliera Spelgatti, ne ha facoltà.

Spelgatti (LEGA VDA) - Collega Marguerettaz, le rispondo velocemente: uno, c'è una contraddizione in termini rispetto a quello che lei dice e porta come esempio quello che ha fatto il presidente Kompatscher, perché il Presidente però non ha richiesto la zona gialla, quindi, nel momento in cui si chiede la zona gialla e si ha il potere di applicarla, vuol dire che il Presidente ritiene di poter essere in zona gialla ma non lo fa; due, il presidente Kompatscher i bar e i ristoranti li aveva aperti.

Presidente - Ha chiesto di intervenire il consigliere Carrel, ne ha facoltà.

Carrel (PA) - Noi, come gruppo Pour l'Autonomie, come il gruppo Lega, dobbiamo sottolineare che non siamo stati informati di quanto succedeva per l'ennesima volta sul tema dell'ordinanza. Questo lo dico e lo sottolineo qui, anche perché in molti poi ci chiedono delle informazioni che di fatto non possediamo. In più, rispetto al consigliere Manfrin, non sono stato nei corridoi giusti si vede, ho sbagliato corridoio e quindi non avevo neanche informazioni in merito.

Per quanto riguarda le dichiarazioni del Presidente, ci aspettavamo - e le ripongo la domanda - un passaggio sullo screening di massa, le avevamo già fatto apposita domanda due settimane fa in Consiglio e ci aveva detto che l'Unità di crisi si sarebbe riunita il venerdì, quindi le chiederei semplicemente se abbiamo delle informazioni in più.

Per quanto riguarda invece l'applicazione della legge e le ordinanze, credo che i Valdostani abbiano bisogno prima di tutto di chiarezza e non aiuta sicuramente un comportamento in cui si chiede di tenere un determinato atteggiamento a Roma e poi qui si tiene un comportamento un po' diverso. Credo che, al di là di tutte le posizioni che posso capire, gli elementi ce li abbia la Giunta e il Presidente, quindi deve prendere delle decisioni che siano delle decisioni molto chiare. Se siamo da zona gialla, bene, sappiamo benissimo che da DPCM dobbiamo rimanere in zona arancione per due settimane, quindi dal 6 dicembre sino al 20 dicembre, se noi crediamo di poter essere zona gialla prima, allora abbiamo una legge che ci permette di fare delle aperture in più, magari non tutte quelle previste dalla zona gialla ma delle aperture in più. In più oggi, leggendo i vari giornali nazionali, apprendiamo di una possibile zona rossa per Natale, questo ovviamente sta già spaventando moltissimi commercianti e ristoratori valdostani in quanto non sanno a questo punto se vale la pena aprire mercoledì 16 o domenica 20, questo bisognerà vedere, per poi chiudere eventualmente il 24 dicembre. C'è quindi veramente poca chiarezza e dunque credo che l'unico che possa fare realmente chiarezza sia appunto il Governo e il Presidente della Giunta.

Presidente - Invito i Consiglieri a rimanere nell'ambito delle comunicazioni del Presidente. Ha chiesto la parola il consigliere Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (LEGA VDA) - Rimarrò nell'ambito delle comunicazioni del Presidente nell'ambito della domanda che avevo fatto. Soltanto se il Presidente può gentilmente confermare quello che avevo chiesto e quindi com'è avvenuta la risposta del Ministro.

Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.

Lavevaz (UV) - Chiedo scusa innanzitutto al collega Aggravi al quale non ho risposto prima e parto da qui: non ho avuto risposte di nessun tipo.

Per quanto riguarda le altre questioni, in particolare sulla richiesta della zona gialla, la motivazione mi sembrava abbastanza evidente ma credo sia bene specificarlo perché evidentemente non lo è, non è evidentemente una richiesta che è stata fatta per apparire sui giornali, perché francamente non è nel mio stile, meno ci sono e meglio è sui giornali per quanto mi riguarda. La richiesta era evidentemente legata alla possibilità, nel caso in cui fossimo riclassificati zona gialla da ordinanza del ministro Speranza, di sbloccare gli spostamenti tra regioni, cosa che ovviamente non possiamo fare con la nostra legge perché noi regolamentiamo ovviamente le nostre attività per quanto possibile ma non possiamo di certo sbloccare gli spostamenti tra regioni, cosa che con ogni probabilità avverrà in quei pochi giorni che ci saranno tra il 19-20-21 dicembre, perché sappiamo poi dal 21 dicembre gli spostamenti essere di nuovo bloccati e, di conseguenza, questa era la motivazione per la quale abbiamo fatto questo tipo di richiesta.

Mi spiace che la collega Spelgatti non sia presente, lei ha detto e ribadito in maniera molto chiara che tutti i passaggi vanno fatti tenendo nella giusta considerazione gli aspetti sanitari, è esattamente quello che abbiamo fatto. Gli aspetti sanitari nel nostro caso sono indirizzati dall'Unità di supporto e coordinamento dell'emergenza nella quale c'è sia il Responsabile sanitario della gestione, c'è in questo caso il Commissario dell'azienda, ci sono vari dirigenti della sanità, medici di sanità pubblica, il Direttore sanitario. Da qui sono venute fuori le indicazioni, in particolare sull'apertura dei bar e dei ristoranti da mercoledì e non da domenica su basi scientifiche e la base scientifica è quella ormai abbastanza riconosciuta dei famosi 14 giorni, che non sono messi a caso nel DPCM come limite di passaggio tra una situazione e l'altra ma sono i 14 giorni che, secondo la comunità scientifica, sono necessari per avere evidenza sui dati sanitari delle manovre che si fanno a livello di aperture. Noi quindi con nostra ordinanza peraltro che era stata fatta qualche giorno prima della stessa legge nella quale avevamo dato la possibilità di aprire gli esercizi di vicinato. I sanitari hanno chiesto che passassero almeno 14 giorni da questo passaggio all'apertura successiva, questo è il motivo per il quale abbiamo detto: mercoledì bisognerà verificare la situazione dei dati. I dati sono comunque in netto miglioramento, anche perché nell'ambito degli esercizi di vicinato non ci sono state problematiche di sorta, anche perché non abbiamo centri commerciali, quindi non abbiamo vissuto le problematiche di assembramento che le nostre regioni vicine hanno avuto quando hanno aperto gli esercizi di vicinato. Questa è la motivazione per la quale abbiamo messo come data di riapertura mercoledì e non domenica. Non sono date quindi che abbiamo deciso tirando i dadi, sono indicazioni che sono nate proprio da indicazioni di tipo sanitario.

Per quanto riguarda lo screening, ancorché non sia una questione legata alle discussioni che ho messo nella mia comunicazione, quindi questo non è un question time ma è un dibattito che deve essere fatto sulle comunicazioni fatte ma non mi tiro indietro ovviamente alla comunicazione, ne abbiamo parlato ancora nelle Unità di supporto che abbiamo fatto durante l'ultima settimana, lo screening sarà organizzato innanzitutto per tipologie e per categorie, motivo per il quale abbiamo proposto innanzitutto di fare uno screening di tutti gli operatori dei servizi che vanno a riaprire nel corso di questa settimana, quindi gestori di bar e ristoranti, nel mese di gennaio saranno organizzati screening per gli studenti e per tutte quelle attività che ripartono il 7 di gennaio e in maniera più organica saranno organizzati anche degli screening che abbiamo chiamato "sentinella", questa è la vera innovazione che, secondo me, sarà utile, oltre che far fare uno screening alla popolazione, anche per avere una situazione aggiornata non solo con una fotografia immediata e istantanea ma con degli screening, che sono da organizzare, ma verranno fatti su un campione di popolazione anche significativo, un 2-3% della popolazione, però in maniera continuativa. Per un mese quindi a queste persone, che saranno ovviamente individuate a livello volontario e il più possibile eterogenee della popolazione valdostana, verranno eseguiti i tamponi ogni settimana-10 giorni. Questo campione poi verrà modificato dopo un mese, se ne prenderà un altro e questo servirà ad avere una situazione dell'andamento epidemiologico in Valle d'Aosta. Nel momento in cui in questo campione sentinella si dovessero verificare delle modifiche sostanziali nei dati, quindi nei contagi, questo permetterebbe di anticipare un pochettino e di individuare in maniera più puntuale le misure contenitive, cosa peraltro che la nostra legge prevede, perché dovremo ragionare anche in questo senso, non solo sulla riapertura ma eventualmente, nel caso in cui l'epidemia - speriamo di no - dovesse peggiorare, di essere in grado di anticipare anche eventuali chiusure che dovessero essere indicate.

Spero di aver risposto a tutto.