Oggetto del Consiglio n. 153 del 3 dicembre 2020 - Resoconto
OGGETTO N. 153/XVI - Dibattito sulle misure per fronteggiare l'emergenza epidemiologica.
Bertin (Presidente) - Passiamo adesso, come convenuto nella Capigruppo di ieri, alla discussione politica sulle novità relative alla pandemia. La parola al presidente della Regione Lavevaz.
Lavevaz (UV) - Innanzitutto volevo solo precisare che ieri non c'era volontà di dolo da parte mia nel non voler fare la discussione, semplicemente rispetto a quello che era successo nei due Consigli precedenti in cui nell'ambito delle comunicazioni avevo fatto il punto sulla situazione di emergenza e di fatto il dibattito non c'era stato, siccome c'erano due question time che erano esattamente confacenti con quello che avrei detto nelle comunicazioni, ho ritenuto di riprendere le comunicazioni nella question time, ma non perché non volessi che ci fosse dibattito, ci mancherebbe altro! Quindi bene che ci sia questo dibattito, anche perché credo che sia più opportuno e più utile forse oggi il dibattito rispetto a ieri mattina, perché le cose sono un poco cambiate, nel senso che abbiamo qualche argomento in più rispetto a ieri mattina, oggettivamente.
Come sapete, abbiamo ricevuto una bozza di Dpcm come Regioni nella notte - all'una e cinquantasei per la precisione - questa mattina l'abbiamo analizzato e ne abbiamo parlato nella conferenza delle Regioni ed è la motivazione per la quale mi sono assentato verso metà mattinata per seguire i lavori della conferenza delle Regioni.
È stato un dibattito molto acceso all'interno della conferenza delle Regioni, perché abbiamo preso atto un po' tutti, anzi direi proprio tutti, che in questo Dpcm sostanzialmente, dopo tutte le riunioni che abbiamo fatto, le tante ore di riunioni, l'ultima quarantotto ore fa, sostanzialmente delle richieste delle Regioni non è stato accolto praticamente niente; quindi la conclusione è stata che la conferenza delle Regioni non esprime parere su questo Dpcm, è un parere consultivo, non è un parere vincolante, quindi sicuramente il presidente Conte oggi firmerà il Dpcm e domani diventerà attuativo.
Vi dico alcuni aspetti fondamentali, anche se gli organi di stampa hanno già in parte ripreso alcuni contenuti, il primo già sull'articolo 1: si parla di spostamenti e di coprifuoco. È stato istituito il coprifuoco dalle ore 22:00 alle ore 05:00 a partire già dalla pubblicazione del Dpcm e nonché dalle ore 22:00 del 31 dicembre alle ore 07:00 del primo gennaio, quindi la notte di Capodanno.
Il comma successivo è quello un poco più discusso, è quello che ci ha portato via un po' di tempo in più questa mattina, perché riguarda gli spostamenti tra Regioni e tra Comuni, in particolare il comma 3-bis dell'articolo 1 prevede che dal 21 dicembre al 6 gennaio sia vietato ogni spostamento in entrata o in uscita tra i territori di diverse Regioni o Province, questo anche nel caso in cui le Regioni siano gialle e soprattutto nelle giornate del 25 e 26 dicembre e del primo gennaio è vietato, oltre allo spostamento tra Regione e Provincia autonoma, ogni spostamento tra Comuni, questo anche per le Regioni gialle, anche perché probabilmente da qui a Natale quasi tutte le Regioni saranno comunque gialle.
In più è vietato nelle giornate del 25 e 26 dicembre e del primo gennaio raggiungere le seconde case ubicate in altro comune e dal 21 dicembre al 6 gennaio è consentito il rientro alla propria residenza se si è altrove.
Qual è la questione in questo comma - come ben potete capire - che infastidisce molto le Regioni?
È ovviamente il fatto che sia una norma assolutamente iniqua, perché ovviamente ci sono comuni e comuni, anche Roma è un comune con 3 o 4 milioni di abitanti - non so quale sia il numero esatto - e con un'estensione enorme. Nella realtà cittadina ovviamente, se ci si può spostare all'interno del Comune, anche per gli ambiti parentali e le attività cambia rispetto a realtà più piccole.
Pensiamo alle attività di ristorazione: anche per queste un'iniziativa di questo tipo è assolutamente iniqua rispetto ai nostri territori, dove ci sono comuni dove addirittura non c'è un'attività ricettiva, non c'è un ristorante, non c'è un bar. Per come è scritta questa norma non ci si può spostare neanche nel comune vicino per il pranzo di Natale che comunque è ammesso nell'ambito delle attività di ristorazione.
È una norma che di fatto crea una grande disparità tra i territori, ma quello che ha dato ancora più fastidio a tutti i governatori è il fatto che vicino a questa norma, a questo Dpcm, c'è un decreto legge, il Decreto legge 158, che è stato approvato stanotte e che contiene queste disposizioni, quindi - al di là della condivisione parziale di questo Dpcm con le Regioni, perché comunque le indicazioni delle Regioni non sono state sostanzialmente ascoltate - in più è stato approvato questo Decreto legge che fissa questi divieti di spostamento proprio nel periodo di Natale.
Da qui al 21 dicembre ci sono ancora tre settimane, quindi l'urgenza di approvare questo Decreto legge durante la notte io francamente non la vedo e sono anche abbastanza convinto che la conversione di questo Decreto legge in legge avverrà dopo il 21 dicembre, ma questo è un mio parere personale.
Sulla questione scuola ci siamo anche qui abbastanza dilungati nell'analisi perché sapete che ci sono delle posizioni anche all'interno del Governo un poco diverse, quindi quest'ambito è ancora aperto, io non so se la versione definitiva del Dpcm di questo pomeriggio sarà così o sarà modificata. Nella sostanza quello che viene proposto qui è che per quanto riguarda le scuole superiori, quindi di secondo grado, si tenga il 100% di DAD fino al 7 gennaio e dal 7 gennaio si preveda il 50% della popolazione studentesca in presenza e il 50% in didattica a distanza.
Poi sempre rispetto alla scuola c'è un altro passaggio che - ancorché non sia importante perché non influisce nell'ordinamento valdostano - è un'indicazione secondo me chiara della volontà dello Stato, del Governo, di essere presenti in maniera inopportuna, direi, all'interno della gestione delle Regioni, perché prevede che sia istituito un tavolo di coordinamento per la gestione dei trasporti e per la gestione dell'inizio dell'attività scolastica che è presieduta dai Perfetti.
Questa è una cosa francamente un po' particolare che ha infastidito molto i Presidenti di Regione. Tutti i Presidenti di Regione, tranne noi, hanno a che fare con le Province e con i Prefetti all'interno delle Province, quindi il fatto che si dica in un Dpcm che sono i Prefetti a definire le regole di spostamento e di organizzazione dell'ambito scolastico è comunque un'esautorazione delle competenze delle Regioni che francamente fa discutere.
Altre cose meno sostanziali: l'apertura fino alle ore 21:00 dei negozi, sulle attività di ristorazione poco cambia, sugli impianti di sci anche qui nulla è stato recepito di quanto abbiamo chiesto - e lo abbiamo ancora ribadito stamattina insieme alle Province autonome di Trento e di Bolzano - si definisce che gli impianti sciistici sono chiusi, rimane esattamente la dicitura del precedente Dpcm; si dice solo che a partire dal 7 gennaio gli impianti riapriranno a patto che venga approvato il famoso protocollo che, come sapete, è stato approvato dalla conferenza delle Regioni ma non ancora dal Comitato Tecnico Scientifico.
Poi per quanto riguarda invece gli articoli 2 e gli articoli 3 che sono come nel Dpcm precedente gli articoli che regolano gli scenari di elevata e di massima gravità - quindi sostanzialmente le zone arancioni e le zone rosse - anche qui la richiesta di una procedura più chiara e soprattutto più tempestiva dei passaggi tra uno scenario di rischio e un altro è rimasta inascoltata e, se posso dire, probabilmente è stata anche peggiorata, perché è rimasto sostanzialmente l'impianto precedente e si è in più normato e codificato il lavoro della cabina di regia di cui vi ho parlato brevemente ieri in risposta al question time: è stato codificato che è la cabina di regia che definisce i passaggi e viene anche codificato una cosa che prima era ancora un attimo interpretabile cioè il fatto che nel momento in cui si scende di criticità, quindi si passa ad esempio da uno scenario 4 a uno scenario 3, in questo scenario 3 ci si debba comunque fermare per quattordici giorni almeno.
Questo vuol dire che noi con una buona probabilità domenica saremo classificati in uno scenario 3, dovremo stare in questo scenario 3 almeno quattordici giorni e quindi questo vuol dire che in questo scenario noi andremo a ipotizzare un passaggio ulteriore, quindi scendere a scenario 2 che vuol dire essere zona gialla, intorno al 20 dicembre.
Quindi questo oggettivamente è un po' lontano da quello che abbiamo chiesto nelle lunghe conferenze che abbiamo fatto nei giorni precedenti.
Oltre a questo, io vorrei tornare ancora indietro un secondo, poi lascio ovviamente a voi la parola ed eventualmente poi alla fine cercherò di rispondere a vostri eventuali quesiti. Le considerazioni sulla legge approvata ieri le abbiamo fatte quindi vorrei tornare sulle ordinanze.
Noi, a seguito del Dpcm del 24 ottobre, abbiamo fatto una prima ordinanza in cui abbiamo tentato di usare in maniera, per quanto possibile, utile e intelligente, la nostra autonomia; non parlo della nostra autonomia statutaria, parlo di mettere in campo un po' di buon senso nella norma che ci era imposta, perché di fatto questo abbiamo fatto. C'era un Dpcm che prevedeva una classificazione, nell'ordinanza abbiamo cercato d'interpretare questa norma calandola sulla realtà territoriale della Val d'Aosta, quindi quando si parla di attività all'aria aperta, si parla di spostamenti tra Comuni, bisogna considerare che nelle nostre vallate ci sono Comuni che sono piccolissimi o che hanno degli spazi e comunque delle attività all'interno del Comune che non permettono di garantire tutte le necessità delle famiglie valdostane.
Abbiamo interpretato, senza essere ampliativi del Dpcm, la norma così come era stata prevista. Questo l'abbiamo fatto sostanzialmente il 25-26 ottobre, adesso non ricordo la data precisa, e i dati non sono peggiorati, quindi non è stato un intervento sciagurato, perché da lì in poi i dati sono comunque sempre migliorati e - grazie anche credo alla responsabilità di tutti i Valdostani - le cose sono state gestite nella maniera corretta e la curva della pandemia si è comunque appiattita; fra l'altro siamo fra le regioni in cui i dati sono migliorati più velocemente.
Invece l'ordinanza che abbiamo fatto questa settimana - quindi pochi giorni fa a seguito della mancata classificazione della Val d'Aosta così come ci aspettavamo - ha invece una matrice più alta, perché credo che potremmo anche senza essere così troppo retorici posizionare questa scelta nell'ambito di prerogative costituzionali e mi spiego: abbiamo voluto fare questa ordinanza perché ci è sembrato abbastanza evidente che con i passaggi che sono stati fatti nelle ultime settimane si siano create sostanzialmente delle disuguaglianze importanti tra cittadini italiani perché cittadini con situazioni simili dal punto di vista sanitario o addirittura cittadini con delle situazioni migliori di altre si trovavano ad avere delle limitazioni importanti, e non parlo solo di limitazioni di mobilità ma di limitazioni di lavoro soprattutto, quindi delle iniquità che si sono create in maniera importante sia per i cittadini ma soprattutto per le imprese di tutto il territorio italiano.
Tutto questo è stato fatto ovviamente, sia nella prima ordinanza che nella seconda, sempre nella logica e secondo le norme previste dalla pianificazione della gestione dell'emergenza che parte da quel famoso documento elaborato durante l'estate, eccetera. Perché si è creata questa iniquità? L'abbiamo detto ieri un po' en vitesse ma il passaggio è legato a questa diversa interpretazione del famoso comma 3 dell'articolo 3 del Dpcm del 3 novembre.
Il comma 3 è formato da due periodi, sostanzialmente, il primo dice che - vado a memoria - il Ministro della Salute, almeno settimanalmente, quindi vuol dire anche più di una volta a settimana, valuta la situazione delle regioni e provvede alla riclassificazione degli elenchi; il secondo periodo dice: fatta salva la possibilità, nel caso in cui una regione si trovi per almeno quattordici giorni in una situazione con dei dati migliori rispetto allo scenario in cui è collocata, che questo passaggio allo scenario inferiore sia sostanzialmente automatico, quindi ci sia una sorta di riclassificazione automatica.
Allora fatto salvo il fatto che il primo periodo di questo comma non è mai stato preso in considerazione perché una riclassificazione neanche settimanale è mai stata fatta ma si è sempre aspettato quattordici giorni, però se quattordici giorni devono essere, come specificato sul Dpcm, che quattordici giorni siano.
Come sapete, lo abbiamo detto ieri, noi ci troviamo in una situazione in cui abbiamo dati da zona arancione dal 9 novembre, saremo in tutta probabilità riclassificati in uno scenario 3, quindi in una zona arancione, domenica 6 dicembre, quindi dopo quasi un mese, e abbiamo dei dati da scenario 2, quindi da zona gialla, dalla settimana del 15 novembre e lo saremo con tutta probabilità - se le cose non ricominciano a peggiorare ma non credo vista la situazione - intorno al 20 dicembre, quindi capite che c'è qualcosa che non va.
C'è un piano pandemico, chiamiamolo così, e lo rispettiamo, c'è un Dpcm e lo rispettiamo però deve essere anche rispettata la possibilità che questo Dpcm possa essere seguito, perché sennò veramente siamo fuori dalla logica in questo caso, perché veramente andiamo a creare delle situazioni difficili anche da spiegare.
Tutto questo - poi chiudo e lascio a voi la parola - senza mettere in discussione, perché poi anche ieri le dichiarazioni fatte anche dal Ministro sembrano un po' una minaccia, come per dire: "Fate attenzione, vi prendete la responsabilità anche in ambito sanitario", ma noi ce la prendiamo la responsabilità in ambito sanitario, anzi, sappiamo bene che se ci vogliamo prendere la responsabilità della gestione dell'emergenza, ci prendiamo anche una responsabilità più alta dal punto di vista delle conseguenze sanitarie, ma non abbiamo difficoltà a prendercela, anche perché tutte le scelte che abbiamo fatto in queste tre settimane sono assolutamente coerenti con quello che prevede il piano pandemico e con le logiche e gli obiettivi che il Dpcm si è dato, questo mi sembra abbastanza evidente. Se abbiamo fatto dei passaggi è perché la situazione sanitaria ce lo permetteva e ce lo permetteva in maniera molto chiara. Abbiamo forzato per due giorni un'apertura degli esercizi commerciali di vicinato che è prevista nello scenario 3 perché abbiamo dati da scenario 3 da quattro settimane.
Tra l'altro stanotte mi sono stati mandati i dati, ancorché informali, quindi da validare dall'Istituto Superiore di Sanità ma nella settimana precedente - perché voi sapete che la chiusura dei dati sanitari della settimana precedente arriva a metà della settimana -quindi nella settimana che è finita domenica, abbiamo un indice Rt che è intorno a 0,70, quindi la nostra curva sta scendendo e sta scendendo molto velocemente.
Quindi credo che i passaggi che sono stati fatti, sono stati fatti con la correttezza della logica, soprattutto sanitaria che è sempre ovviamente il primo obiettivo; l'abbiamo detto sempre, non c'è nessuna volontà di fare in modo che la gente non faccia attenzione, che abbassi la guardia o che non dia l'attenzione che va data alla sicurezza, tutt'altro, però credo che abbiamo il diritto, tutti, di essere trattati allo stesso modo.
Presidente - La discussione generale è aperta. In discussione generale attribuiamo dieci minuti di massima a ogni Consigliere. Il consigliere Manfrin ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) - Non in discussione generale, ma per chiedere una breve sospensione per una riunione dell'opposizione.
Presidente - Accordata.
La seduta è sospesa dalle ore 16:18 alle ore 16:42.
Bertin (Presidente) - Possiamo riprendere i lavori dopo la sospensione. La parola al collega Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Io attenderei l'ingresso del Presidente della Regione in aula, sarebbe forse opportuno. Nel frattempo mi può ricordare le tempistiche d'intervento che non abbiamo discusso in capigruppo, quindi non conosciamo e non abbiamo concordato?
Presidente - Abbiamo applicato quelle dell'ultima volta in cui abbiamo fatto una discussione generale, dieci minuti per ogni Consigliere.
Possiamo iniziare. Collega Manfrin, ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) - Abbiamo ascoltato con attenzione le sue parole e intervengo non a titolo personale ma a titolo ovviamente del Gruppo Lega e poi ci sarà anche un intervento del collega a nome del Gruppo Pour L'Autonomie.
Abbiamo voluto riflettere sulle parole e sulle informazioni di cui ci ha voluto mettere a conoscenza, sono informazioni peraltro decisamente molto gravi, molto pesanti, che ci hanno profondamente colpito, che hanno stimolato molte riflessioni, che hanno fatto aggregare molti interrogativi e credo che forse i principali siano quelli che sto per esporle.
Innanzitutto le chiederei a questo punto - questa è una domanda che arriva da entrambi i Gruppi - cosa succede allo stato attuale della sua ordinanza, l'ordinanza che perde effetto oggi, quindi da domani si crea un vuoto e smette di avere i suoi effetti, quindi: cosa accadrà nella giornata di domani nel momento in cui la sua ordinanza perderà di effetto e la legge, peraltro, non sarà ancora entrata in vigore?
Una seconda domanda: quando ha fatto la conferenza stampa e ha parlato della sua ordinanza, ha fatto riferimento non soltanto ai piccoli negozi ma anche alle attività dei servizi alla persona. Successivamente ha modificato questa sua dichiarazione, ha detto che poi i servizi alla persona sarebbero stati oggetto di un intervento successivo, a oggi non ci pare che ci siano stati interventi successivi, quindi siamo interessati a sapere che cosa effettivamente verrà fatto e se verrà fatto qualcosa per i servizi alla persona e, prendendo atto delle gravi notizie di cui ci ha riferito rispetto alla questione e rispetto alle decisioni prese nella conferenza Stato-Regioni, ma a questo punto potremmo dire decise in maniera unilaterale dallo Stato, le chiediamo quali sono a questo punto le intenzioni del Governo nel merito delle valutazioni che lei ha fatto, cioè come intende comportarsi a questo punto la Giunta a fronte di una tale presa di posizione da parte dello Stato?
Io ci tengo a ribadire quello che è stato detto all'esordio di questo Consiglio, le avevamo chiesto di tenerci informati nel merito di decisioni che venivano prese, lei ci ha correttamente informato preventivamente sull'ordinanza, la prima che ha fatto, non ci ha assolutamente informato della seconda e quindi siamo venuti a conoscerla da una malaugurata uscita del collega Padovani in Commissione, o in aula, il giorno prima e poi dopo tendenzialmente dalle anticipazioni giornalistiche e dalla conferenza stampa successivamente.
L'esortazione che mi permetto di rivolgere è quella di continuare a tenere informati i Gruppi per poter essere anche aggiornati su quello che accade e non apprendere le notizie sui giornali.
Presidente - Consigliere Carrel, ne ha facoltà.
Carrel (PA) - Anche noi come gruppo Pour L'Autonomie siamo sicuramente molto preoccupati da quanto esposto dal Presidente in quanto emerge chiaramente una non volontà da parte dello Stato di ascoltare le esigenze delle Regioni, e questo credo che sia un atto di cui dobbiamo prendere atto e dobbiamo sicuramente capire - come Regione Autonoma Valle d'Aosta - come vogliamo agire. Dunque mi aggrego alla domanda del collega Manfrin per capire meglio quale sia la linea che il Governo regionale e la maggioranza vogliono intraprendere a partire da domani, in quanto andiamo incontro a un periodo sicuramente molto importante per la Valle d'Aosta e per l'economia della Valle d'Aosta, quindi è importante capire quali siano le direzioni che vogliamo prendere senza sottovalutare mai l'aspetto sanitario.
Sempre ai fini di avere una maggiore chiarezza e dunque di portare a conoscenza chi ci ascolta, quindi i Valdostani, vorrei chiedere al Presidente quali siano le linee della maggioranza in merito a una proposta che abbiamo letto sui giornali - una proposta presentata da un Gruppo di maggioranza, Alliance Valdôtaine - di fare uno screening di massa stile quello di Bolzano, ci è parso di capire. Non abbiamo elementi in merito e quindi diventa difficile fare delle valutazioni, capire quando si farebbe questo screening, come si farebbe e se è intenzione appunto del Governo effettuare questa operazione che potrebbe avere dei risultati, ma dobbiamo avere degli elementi in più.
Lo ha detto e l'ha ricordato più volte nei suoi interventi il Presidente: il centro del dibattito deve essere il Consiglio regionale e crediamo che questo possa essere un modo per condividere alcuni documenti e alcune idee per capire dove stiamo andando.
Lo aveva chiesto già il collega Baccega, ma anche il collega Aggravi con question time, cioè di coinvolgere maggiormente l'Aula per renderci più partecipi e per permettere anche a noi di entrare nel dibattito.
Ovviamente, come ha detto l'assessore Caveri ieri rispondendo a un'interrogazione mi sembra, o a un'interpellanza, tutti noi siamo sollecitati da numerosi messaggi e diventa difficile, soprattutto nella nostra posizione, dare in questo momento delle risposte, anche perché non abbiamo le informazioni e spesso e volentieri riceviamo le informazioni con le conferenze stampa e con i Tweet e i Facebook, quindi diventa per noi veramente un po' difficile svolgere appieno il nostro ruolo. Questo è quello che ci preme comprendere.
Se poi fosse possibile, chiederemmo una bozza del Dpcm in quanto personalmente da ciò che ho capito, dall'elenco che ha fatto il Presidente, sono veramente molto preoccupato anche dal tavolo di lavoro dei Prefetti, su questo tema vorrei capire bene cosa ci sia scritto in bozza, perché credo che forse ai tempi del fascismo si usavano i Prefetti per coordinare determinate azioni; mi sembra utile capire bene, portare l'attenzione e quindi fare un focus in aula su questo tema, anche perché ci siamo schierati già nei Consigli precedenti a favore delle funzioni prefettizie al Presidente, quindi sicuramente è un tema importante per la nostra regione.
Quindi quello che chiedo sono queste informazioni. Lo screening preventivo: che cosa si può fare, quando si fa e come si pensa di fare, se si ha intenzione di farlo e una bozza del Dpcm, per capire meglio quale è la situazione anche perché sui ristoranti, tema molto importante per la nostra regione, abbiamo colto poche parole quindi ci premeva approfondirle meglio e capire qual è la direzione del Governo.
Capire con questo vostro intervento e con queste nostre domande, cercare di fare chiarezza su alcuni aspetti che, secondo noi, alla popolazione valdostana non sono assolutamente chiari.
Presidente - Altri interventi? La parola al Presidente della Regione.
Lavevaz (UV) - Per quanto riguarda gli effetti dell'ordinanza, abbiamo fatto una riunione dell'Unità di supporto alle ore 14:30 - veloce, proprio per definire questo buco che si creava in questi due giorni perché l'ordinanza aveva effetto fino a oggi, non poteva essere altrimenti essendo legata comunque al Dpcm che scadeva oggi - quindi di fatto abbiamo prorogato per due giorni la validità dell'ordinanza che abbiamo fatto lunedì o martedì e quindi avrà effetto fino a domenica; da domenica ci sarà la nuova riclassificazione e quindi di conseguenza saremo classificati in maniera generale in scenario 3, quindi di fatto entreranno in vigore tutte le norme dello scenario 3. Abbiamo già convocato comunque l'Unità di supporto anche domani pomeriggio per fare le valutazioni, si spera domani pomeriggio di avere le idee chiare anche sull'ordinanza, quindi avere la certezza di essere classificati, ma a meno di sorprese dovrebbe essere così, in modo da fare eventuali ragionamenti con l'Unità di supporto anche relativamente a una nuova ordinanza che vada di nuovo a interpretare lo scenario 3 così come abbiamo fatto sullo scenario 4.
Per quanto riguarda i servizi alla persona la domanda è pertinente e corretta perché effettivamente in conferenza stampa su quest'aspetto ho magari creato un po' di confusione. Effettivamente nei ragionamenti fatti nell'Unità di supporto si è parlato di aperture, in questa fase in questi tre giorni, di esercizi di vicinato; per quanto riguarda i servizi alla persona abbiamo fatto una verifica ed è necessario verificare l'aggiornamento dei protocolli perché il Dpcm ormai è scaduto ma il nuovo sostanzialmente dice la stessa cosa, i servizi alla persona sono aperti anche in zona gialla e in zona arancione a patto che le Regioni abbiano approvato i protocolli, cosa che qui è stata fatta, sono stati già applicati nella prima ondata, si tratta di verificare l'aggiornamento di questi protocolli con la situazione pandemica attuale, che non è quella di maggio, e quindi una verifica ed un eventuale aggiornamento.
Abbiamo valutato se fosse il caso di modificare l'ordinanza oggi, però effettivamente diventava complicato fare una nuova ordinanza per due giorni, quindi abbiamo deciso sostanzialmente di fare una proroga oggi per venerdì e sabato e da domenica sostanzialmente tutti i servizi alla persona saranno aperti con i protocolli verificati. Quindi non facciamo come ho detto un provvedimento ad hoc ma di fatto aspettiamo domenica l'entrata in vigore della nuova ordinanza e quindi applichiamo quella.
Su cosa farà la Giunta, o meglio il Consiglio, sulla situazione generale che si è creata, credo che un segnale importante sia stata la legge di ieri, che ha dato una risposta molto chiara di quelli che saranno gli atteggiamenti, perché poi non sapremo di questa legge cosa ne sarà nei prossimi giorni. Da questo punto di vista credo che il dibattito debba continuare in questo senso, il problema generale di questa gestione dell'emergenza non è ovviamente un problema solo nostro, io credo che si debba in queste settimane aumentare e migliorare ancora il rapporto con le altre Regioni, in particolare le Regioni alpine che hanno problemi simili ai nostri in questo momento in particolare, quindi per l'apertura della stagione sciistica, della stagione turistica al 7 gennaio: questo è stato ribadito stamattina ed è stato oggetto ancora di discussione nel momento in cui c'era il presidente Conte e si stava discutendo proprio della questione degli impianti.
Per quanto riguarda l'informazione dei Gruppi il collega Manfrin ha ragione, su questa ordinanza confesso che i passaggi sono stati fatti con una certa fretta perché ci siamo trovati sabato e domenica, sabato pomeriggio, in particolare, anche con i tecnici per cercare di trovare una soluzione e mettere in piedi un'ordinanza e quindi effettivamente è mancata l'informazione, spero di mantenere l'impegno di un passaggio, almeno con i capigruppo, prima della prossima ordinanza.
Sullo screening di massa - ne potremo parlare anche nel dibattito - la questione è abbastanza semplice: come ho già detto ieri, en passant alla fine della question time, è una questione - giustamente sollecitata da qualche Gruppo -che è stata portata all'attenzione dell'Unità di supporto e di gestione dell'emergenza ed è stato dato mandato al responsabile della Protezione civile di valutare la fattibilità tecnica e sanitaria di questo screening. Il responsabile della Protezione civile si è mosso con la Protezione civile nazionale, essendo lui il soggetto attuatore, quindi di fatto quello che ha la responsabilità di tutto quello che riguarda gli acquisti e i rapporti con la Protezione civile romana, quindi c'è una disponibilità di questi tamponi. È stata ipotizzata una soluzione per fare questo screening, quindi dal punto di vista organizzativo, e questa soluzione tecnica verrà discussa domani pomeriggio all'interno dell'Unità di supporto dell'emergenza. Domani pomeriggio l'Unità di supporto - che peraltro questo stesso Consiglio ha deciso di rendere in qualche modo centrale nella gestione dell'emergenza, dandole dei ruoli di indirizzo importanti - domani pomeriggio definirà quali possono essere i modi, i tempi e le modalità di questo screening sulla popolazione, valutando ovviamente sia gli aspetti organizzativi, gli aspetti sanitari e tutto quello che questo comporta, anche a livello di risorse umane e soprattutto di ricadute verso la popolazione. Spero di aver risposto a tutto.
Presidente - Qualcuno vuole intervenire? Consigliere Carrel, ne ha facoltà.
Carrel (PA) - Vorrei controreplicare alla dichiarazione del Presidente, se possibile.
Presidente - Se potesse intervenire qualcun altro del suo Gruppo sarebbe più conforme al regolamento. Deroghiamo per facilitare il dibattito, due minuti.
Carrel (PA) - Sarò rapidissimo, semplicemente per chiedere due informazioni in più rispetto a quanto ci ha detto sullo screening di massa. Da quanto ho capito quindi è intenzione della maggioranza comunque procedere sotto questo aspetto, se state valutando in Unità di crisi, come ci ha detto, quale sarà il piano di attuazione.
Dall'altra parte ciò che ci ha preoccupato, e abbiamo visto di fatto, è che non abbiamo solo valutato la disponibilità o la fattibilità bensì emerge, sempre dalla stampa, una lettera del Commissario Arcuri in cui ci dice che ci sono già 60.000 tamponi in arrivo, quindi volevo solamente fare luce su questo tema per comprendere se abbiamo fatto uno studio di fattibilità o se stiamo già programmando l'intervento.
Presidente - Altri intendono intervenire? Consigliere Aggravi ne ha facoltà.
Aggravi (LEGA VDA) - Volevo soltanto sottolineare un aspetto e aggiungere una domanda che guarda anche al contesto generale, considerato soprattutto quello che è stato il rapport del Presidente riguardo a quello che è avvenuto questa mattina riguardo appunto alla sua riunione della conferenza Stato-Regioni.
A livello complessivo devo dire che il termine di leale collaborazione che è stato più volte utilizzato da tutti da parte dello Stato, con la modalità che ci è stata rapportata, cioè il fatto di non aver raccolto nessuna delle osservazioni, delle proposte, dei suggerimenti fatti dalle Regioni e anche il fatto di reiterare - e questo più forse è una leale collaborazione nei confronti di tutti i cittadini - l'abitudine di questi decreti notturni e anche questa sera vedremo cosa succederà visto che c'è già un annuncio di conferenza stampa; non è proprio il massimo, ma in una situazione di emergenza si capisce benissimo che non possono essere prioritariamente informati - per carità - tutti i cittadini, però una cosa è dire che ci deve essere leale collaborazione tra gli enti, un'altra cosa è chiederlo a spron battuto, un'altra è farlo perché io penso che tutte le Regioni meritino dignità e soprattutto attenzione, e le metto tutte sullo stesso piano, che siano autonome, che non siano autonome, che abbiano dei campioni del calcio a cui verrà intitolato uno stadio oppure no.
Mi spiace constatare ancora una volta che da parte del Governo centrale non ci sia questa attenzione, posto che poi dopo richiama quelle che sono state delle giuste risorse che sono state date a tutte le Regioni.
Detto questo volevo chiedere, Presidente, per capire anche che cosa ci aspetti, se nel corso della riunione, al termine o comunque se sono previsti ulteriori confronti anche tra Regioni - al di là sicuramente dei rapporti più che privilegiati di maggior comunanza d'intenti delle Regioni alpine, ma direi da parte delle Regioni - se c'è stata una presa di coscienza anche da parte di chi guida la conferenza Stato-Regioni riguardo a che azioni mettere in campo per cercare di capire se da parte del Governo ci sono anche dei margini di possibilità non dico tanto di trattativa ma di maggior collaborazione rispetto ai prossimi passi, perché è stato annunciato il piano di vaccinazione, però ci sono tutta anche un'altra serie di aspetti che devono essere considerati perché, come è giusto che sia, non è che basterà un vaccino per risolvere tutta una serie di cose, posto il fatto che ancora non l'abbiamo visto il vaccino.
Mi preoccupa moltissimo - e lo dico proprio perché quest'Aula è già stata oggetto di dibattito sull'esercizio delle funzioni prefettizie - che il tavolo di coordinamento sul trasporto guidato dai Prefetti, alla faccia del sovranismo leghista, mi sembra qualcosa che sia molto, molto preoccupante.
Andare a bypassare le Regioni... un conto è dire il coinvolgimento del Perfetto, un conto è dare in mano, appunto, la funzione prefettizia, ma penso che la dica lunga sull'attitudine dello Stato.
Capisco anche, e qui colgo anche un po' il momento di impasse che abbiamo avuto con i colleghi, che ci sia la necessità, e lei giustamente chiamava a domani pomeriggio a una riunione dell'Unità di supporto... come è già stato detto, ci sono degli strumenti di cui lei è ancor più fortemente in disponibilità e quindi io mi auguro che il confronto con l'Unità di supporto - anche a fronte dei nuovi dati e delle valutazioni che potranno essere fatte - ci permetterà di capire meglio, perché sinceramente - ma lo dico senza vena polemica, lo dico come un dato di fatto e lo capisco anche - in questo momento non abbiamo molto capito, almeno personalmente, quali saranno i prossimi passi. Capisco benissimo che bisognerà anche a vedere il Dpcm prossimo come sarà emanato perché siamo stati abituati a leggere delle bozze e poi a trovarci delle sorprese, quindi capisco anche quello, però io quello che le dico, e qui è più un invito, la invito a utilizzare questi strumenti e soprattutto a fare fronte comune insieme alle altre Regioni, perché in questo momento non è la Valle d'Aosta contro Roma, non è Bolzano contro Roma, è l'ente Regione che necessita di essere preso più in considerazione, perché io immagino che nessun Presidente di Regione non voglia che il bene delle propria comunità, dei propri cittadini, però qualcuno a Roma se ne deve rendere conto.
Visto che ieri il collega Marguerettaz giustamente parlava della denominazione della Regione autonoma, mi spiace davvero che oggi un Ministero porti il nome delle autonomie, forse conviene che il Ministero dell'autonomia abbia un'altra denominazione, perché mi sembra che di volontà di autonomismo ne abbia ben poca l'attuale conduzione del Governo centrale.
Presidente - Il consigliere Marguerettaz ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Marguerettaz (UV) - Non vi nascondo che prendo la parola con grande disagio, perché abbiamo assistito nella serata di ieri, piuttosto che nella giornata di oggi, a un attacco veramente ingiustificato nei confronti della Regione Valle d'Aosta; Regione Valle d'Aosta che oggi è stata rappresentata sui vari quotidiani e sui vari telegiornali nazionali come una Regione sciagurata che vuole aprire i bar, che vuole aprire le piste di sci, e questo mi fa male, perché una notizia data in questi termini è una notizia superficiale e divulgata volutamente per mettere in cattiva luce un Consiglio regionale che cerca di dare delle risposte.
Ora qualcuno che mi ha preceduto ha detto che sicuramente in una situazione pandemica non è facile, d'altra parte - io credo sia abbastanza significativo - il Presidente ci ha detto che ha ricevuto una bozza di un Dpcm alle ore 01:56, quindi oggi hanno discusso su un documento che è arrivato a notte fonda.
Allora noi abbiamo tutta la comprensione nei confronti di chi ci governa, ma immagino che non sia così comodo fare delle valutazioni a quelle ore di notte.
Leggo adesso - perché io credo che questo sia un problema che hanno tutti - che venticinque Senatori del PD hanno mandato una lettera al loro capogruppo Marcucci per chiedere di rivedere il contenuto del Dpcm, ma soprattutto del Decreto legge. Lo ha spiegato molto bene il Presidente Lavevaz: immaginare di mettere dei limiti nel trasferimento dei comuni, io immagino la nostra realtà: Bosses, Saint-Oyen ed Etroubles, se malauguratamente andiamo nel Comune di Etroubles abbiamo passato addirittura due comuni, abbiamo fatto cinque chilometri e abbiamo passato due comuni!
Voi immaginate la conseguenza di questo Dpcm.
Allora quando qualcuno ha chiesto: ma la vostra legge che cosa vuole fare?
La nostra legge, io ieri l'ho detto, è una legge che vuole essere complementare, vuole inserirsi all'interno di un quadro che è definito a livello nazionale. Lo dico anche agli amici giornalisti: l'articolo 4 della legge che abbiamo approvato ieri esprime chiaramente che il Presidente della Regione, con propria ordinanza, sentita l'Unità di supporto e soprattutto in attuazione delle disposizioni statali emanate per la specifica emergenza, prende delle decisioni.
Quindi il quadro è un quadro definito, ci sono poi ovviamente le declinazioni. Ecco che ieri nella discussione mi pare che tutti coloro che sono intervenuti hanno detto che nell'ordinanza fatta tre giorni fa il Presidente della Regione ha detto: "Sulla base dei dati", sulla base quindi di quanto riportato dall'Unità di supporto che ha rilevato i dati, "noi siamo in zona arancione".
Allora questa legge voleva semplicemente dare un supporto a ordinanze di quel genere, quelle ordinanze sono state apprezzate da tutto il Consiglio regionale. Io non ne ho sentito uno che abbia detto che questa ordinanza era un'ordinanza sbagliata.
Allora la legge che è stata approvata ieri dà semplicemente un supporto a ordinanze di quel genere; dire che noi vogliamo aprire le piste di sci, che vogliamo aprire i bar senza tenere conto della situazione pandemica è una mistificazione.
Io l'ho detto ieri nel mio secondo intervento: è errato dire che con l'approvazione di questa legge all'atto della sua pubblicazione noi potremo aprire i bar, potremo aprire i ristoranti, potremo aprire le piste di sci perché non è così. Le cose verranno fatte qualora vi siano le condizioni normative e sanitarie che lo permetteranno, ecco perché è veramente assurdo che questa norma sia stata denominata anti Dpcm.
I limiti dei Dpcm sono evidenti a tutti, tant'è che tutte le Regioni, sia governate dalla Sinistra sia governate dal Centrodestra, non hanno espresso parere perché è ovvio che all'interno di questo Dpcm ci sono dei contenuti che non sono ragionevoli.
Il Presidente ha detto una cosa che io prego di evidenziare: noi in virtù delle tempistiche nazionali rimarremo verosimilmente, qualora non vi sia un ragionamento corretto, in zona arancione fino al 20 di dicembre.
Allora capite che una situazione del genere è una situazione fortemente penalizzante, soprattutto se i dell'unità di supporto evidenziano che i nostri dati sono i da zona gialla ormai da una decina di giorni.
Allora voi capite che non si tratta di un "libera tutti", si tratta semplicemente di equità, la parola che è stata utilizzata è equità, giustizia, si tratta di evitare di mortificare una comunità, non è una legge che vuole aprire tutto indiscriminatamente.
Io credo che sia stato un dibattito dove non c'è stata un'analisi corretta dei documenti e devo dire che con un certo imbarazzo ho letto sui giornali, ma spero che non sia così, che velatamente sono state fatte delle minacce, che velatamente è stato rinfacciato il fatto che lo Stato abbia aiutato la Valle d'Aosta. Perché lo Stato cosa doveva fare?
Se siamo dei "signor sì" ci mandate i medici e gli infermieri e se instauriamo un confronto "vi lasciamo morire"? Se diciamo "sì va tutto bene" e ci mandate l'Ospedale da campo, se abbiamo delle rivendicazioni "vi togliamo l'Ospedale da campo"?
Credo che questa discussione sia grave, una cosa del genere vorrei che, indipendentemente dall'appartenenza, venisse messa sul tavolo da tutto il Consiglio regionale. Cioè, in una discussione ci minacciate?
Io credo che si debba fare un passo indietro, si debba recuperare tutta la calma, si debbano evitare dei proclami e delle rivendicazioni, credo che il lavoro da fare in questi giorni sia un lavoro di diplomazia, di confronto per dare un valore aggiunto alla nostra comunità e cercare di dare un aiuto a delle famiglie che stanno soffrendo.
Qualcuno ha parlato, e concludo, di lavoro, non si può tutelare il lavoro senza che vi sia un'attività.
Il lavoro è una conseguenza dell'attività, quindi il nostro orgoglio e la nostra dimensione ci porta a dire che sicuramente apprezziamo e valuteremo molto bene tutti i ristori e tutti gli aiuti, ma cerchiamo di mettere la nostra comunità nella posizione di lavorare senza mettere in discussione né la sanità e né la scuola.
Credo che l'assessore Caveri potrà dirci qualcosa sugli intendimenti per aprire la scuola il prima possibile, perché era un altro argomento che credo sia assolutamente sentito dalla nostra comunità.
Presidente - Consigliere Baccega, ne ha facoltà.
Baccega (PA) - È una triste giornata questa, perché il confronto con questo bizzarro e folle Governo ci sta esasperando sempre di più.
Devo inevitabilmente ricordare alcuni passaggi determinati fin dalla prima fase della pandemia, ovvero quando eravamo in carenza di dispositivi di protezione individuale che dovevano arrivare dal centro e non arrivavano mai e allora ci si doveva fare in quattro per cercare a destra e a manca le disponibilità e le disponibilità dei volontari.
Non posso dimenticare alcuni passaggi del professor Brusaferro, il quale interpretava i dati che arrivavano correttamente dall'Assessorato e dalla Protezione civile della Valle d'Aosta mettendoci fortemente a disagio con articoli di giornale che facevano in modo che la Valle d'Aosta apparisse sempre su tutti i media come la pecora nera di tutto il Paese.
E poi ci si è messo anche il dottor Ricciardi, il consulente del Ministro, che dice: "Le Regioni hanno dormito", riferendosi ai progetti che dovevano essere inoltrati al Ministero per la riorganizzazione dei presidi ospedalieri.
Tre mesi ci ha messo Arcuri per farci arrivare la documentazione necessaria a dare il via alla fase di progettazione, ben tre mesi!
Ecco che ovviamente oggi arriviamo a ricevere un Dpcm che è assolutamente illeggibile, supportato da un Decreto legislativo fatto nella notte, e questo è decisamente preoccupante!
Un Dpcm che è tutto discutibile: chiudere i ristoranti alle ore 18:00 è una follia, è una vera follia, vuol dire mandarli allo sfascio. Avere gli albergatori che non possono dare la cena a capodanno ai loro ospiti, li mandiamo alla pizza al taglio? È una follia! E poi l'attenzione alla famiglia: per la prima volta io dovrò dire a mio figlio: "Stai a casa tua perché a Natale non ci possiamo vedere", lui abita a Nus e io sto ad Aosta.
Ma vi sembra una cosa seria, il giorno di Natale? La famiglia! Ora io condivido, bisogna recuperare, per quanto possibile, i rapporti - credo che condividano anche i miei colleghi - ma quello che abbiamo sentito ieri: fulmini e saette su questa Regione solo perché quella legge ci metteva al riparo e ci metteva in condizioni di aggiustare quelle prerogative rispetto a una regione piccola e di montagna... veniamo trattati in quel modo da tutti i media e da Boccia, da Speranza e da Conte! Ma poi la nostra deputata dice: "questa legge è fumo negli occhi", ma scherziamo?
Quindi, Presidente, io credo che, nel fare quadrato, tutti questi passaggi - io non ho parlato di sanità così siamo tranquilli da questo punto di vista - non possano non essere valutati e approfonditi anche dalla V Commissione, che io chiedo fortemente di convocare, appena dopo l'approvazione del bilancio, per fare una riflessione di carattere generale in questo senso, ne ho già parlato con la Presidente.
Presidente - L'assessore Caveri ha chiesto d'intervenire, ne ha facoltà.
Caveri (VdA Unie) - Dirò sostanzialmente tre cose: la prima cosa è quanto ha accennato l'assessore Marguerettaz rispetto alla scuola. Lo faccio volentieri, perché questa mattina salendo ad Aosta ho sentito da una importante radio nazionale irridere alla Valle d'Aosta dicendo "Questi vogliono aprire i bar, i ristoranti, le piste da sci" - e c'è da chiedersi come diavolo si potesse interpretare così la legge che noi abbiamo votato ieri -"e tengono chiuse le scuole".
Non si capisce chi abbia scritto una cosa di questo genere, quando noi in queste ore siamo pronti da una parte a riaprire il 9 le due scuole, la seconda e la terza media, e siamo anche pronti a riaprire le scuole superiori, come previsto, il 7 di gennaio. Ne abbiamo parlato con i dirigenti scolastici, ne ho parlato con la collega Minelli che deve occuparsi della questione dei trasporti, ne abbiamo parlato questo pomeriggio con le autorità sanitarie, tutto è pronto.
Trovo insopportabile questo fatto di essere invece descritti come si descrivevano una volta i montanari, se voi andate a vedere le cronache ottocentesche, i montanari erano quelli con il gozzo, il cretinismo era una delle caratteristiche dei Valdostani. È inaccettabile questa logica ed è la seconda cosa che volevo dire approfittando di questo dibattito.
Nella storia valdostana la posizione politica che noi abbiamo avuto è sempre derivata dalla posizione geografica. Non vorrei scomodare il vescovo di Aosta Albert Philibert Bailly quando descriveva questo nostro paese: nec ultra nec citra sed intra alpium montes collocata.
Allora uno dice: questo qui usa dei paroloni, adopera il latino, ma la realtà è che nei mille anni con casa Savoia quelli che venivano chiamati in senso non negativo i privilèges del Duché d'Aoste, che si sono poi spenti in parte nella seconda metà del Settecento, derivavano dal fatto che il territorio montano è diverso dagli altri territori e non è un tema banale perché è lo stesso identico tema che si ritrova nella dichiarazione di Chivasso del 1943, quando esponenti politici valdostani e delle valli valdesi - ricordando il ventennio fascista le imposizioni del ventennio fascista e criticando l'esistenza della figura del Prefetto come incarnazione del potere centralista - chiedevano un trattamento legislativo differenziato, guardavano naturalmente ai cantoni svizzeri.
Vorrei ricordare che cosa si diceva nel decreto luogotenenziale del 1945: "La Valle d'Aosta, in considerazione delle sue condizioni geografiche, economiche e linguistiche del tutto particolari, è costituita in circoscrizione autonoma".
La radice dell'autonomia è la differenza del territorio montano che noi in qualche maniera rivendichiamo oggi rispetto a un Dpcm di ventinove pagine scritto con un linguaggio borbonico, del tutto incomprensibile, tant'è che anche passaggi banali sullo sci ci portano a dire "Che cosa vorranno dire rispetto a questo testo e rispetto a queste affermazioni?".
I toni del Presidente Lavevaz, peraltro ingiustamente offeso, in queste ore sono sempre stati pacati e a questa pacatezza è corrisposta un'inutile aggressività, francamente noi ieri sera ci siamo scritti come membri della Giunta ed eravamo tutti stupiti di un attacco personale ingiustificato: le scelte che vengono fatte qui sono scelte politiche. Noi riaffermiamo che l'esistenza stessa del Consiglio Valle, che si rifà a radici antiche e profonde, deriva dalla necessità che le norme, anche in materia anti-pandemica, devono tener conto della particolarità del nostro territorio.
Forse siamo degli irresponsabili, pensiamo di ammalarci noi stessi, d'infettare i nostri figli, di far morire le nostre persone anziane? Davvero si può pensare da Roma che noi siamo persone irresponsabili? Davvero si può credere che questo Consiglio regionale, come dei banditi messicani, si mette a fare chissà quale revolution in nome di che cosa?
Noi siamo qui, siamo persone responsabili, ciascuno con la propria storia e la propria visione, ma è del tutto evidente che lo facciamo per il bene comune della Valle d'Aosta e per quel particolarismo della montagna che deve essere applicato.
Quando vediamo alcune norme, sono già state citate, rispetto alla piccolezza del nostro territorio, alla vicinanza dei comuni, al senso di responsabilità della nostra popolazione, quando vediamo le code nelle grandi città, quando vediamo le feste negli stadi, quando vediamo cose di questo genere, ci chiediamo: ma davvero noi siamo diventati di improvviso così antipatici da descrivere la montagna come un luogo nel quale si pensa di far - che cosa? - una specie di Bengodi in cui mentre tutto il resto del mondo affronta la pandemia noi avanti, fiesta?! Ma davvero qualcuno ci deve rappresentare in maniera così grottesca?
Io non mi riconosco in questa immagine del montanaro stupido, del montanaro ribelle, ribelle rispetto a che cosa? Siamo, lo ripeto, persone con la testa sul collo e con il senso di responsabilità.
È già riecheggiata in quest'aula una parola cardine nei rapporti costituzionali di una Regione autonoma nei confronti dello Stato che è "leale cooperazione".
Condivido, ce lo siamo detto ieri sera con esponenti della Giunta, che non è il caso d'infiammare gli animi o di buttare benzina sul fuoco, ci vuole la testa fredda, il faut garder la tête froide, però non si può neanche pensare che quest'attacco indiscriminato alla montagna, alle Alpi e a noi stessi sia qualche cosa di accettabile.
Per cui va benissimo riprendere la diplomazia, sedersi attorno a un tavolo ma non essere trattati, come si diceva con un'espressione xenofoba e razzista, come persone con la sveglia al collo e l'osso nel naso. Questo sarebbe insopportabile perché si tornerebbe a quell'immagine del cretinismo di una volta.
Riguardo al sussulto che c'è stato in queste ore: non tutti sono d'accordo sul fatto che questo ci sia stato, io personalmente l'ho registrato. Tante volte ci siamo chiesti se noi che facciamo politica nel mondo autonomista siamo dei generali ormai senza truppe e cioè se quella andurmia, quell'addormentamento, che mio zio Severino Caveri temeva che in qualche maniera prima o poi avrebbe toccato i Valdostani, avesse veramente colpito a fondo e ci fosse una sorta di addormentamento che rendesse soporifero il clima in queste ore; poi si può essere d'accordo o contro la legge che abbiamo varato, si può essere d'accordo contro le ordinanze che abbiamo scritto e che scriveremo però io devo dire che questa volta ho visto che sotto la cenere c'era ancora un fuoco d'interesse nei confronti di quella che in senso generico potremmo chiamare la valdostanità, un senso di appartenenza che non viene dalla Z in fondo al proprio cognome ma viene dalla scelta - che tante famiglie hanno fatto venendo in Valle d'Aosta - di sentirsi, dopo poche generazioni, interamente Valdostani e interamente connotati a questo territorio.
E allora torno al cardine della cosa che volevo dire: le leggi non sono né buone né cattive: le leggi servono per fare in modo che siano corrispondenti alla realtà dove devono essere applicate. Questo è il compito che tutti noi, al di là delle differenze, dobbiamo avere, nel rispetto dello Statuto di autonomia che è e resta la nostra costituzione regionale.
Presidente - Ha fatto richiesta l'assessore Minelli, ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - Credo che la correttezza istituzionale vorrebbe che si parlasse non da questi banchi quando s'interviene in un dibattito generale di questo tipo ma, come ho già avuto modo di dire, la situazione che stiamo vivendo imporrebbe norme per la sanificazione, quindi parlo da questa postazione.
Come è evidente a tutti, ci troviamo in una situazione - ed è stato detto da tanti - estremamente difficile. A rischio di collasso c'è il sistema economico valdostano, fortemente dipendente in inverno dallo sci da discesa, pur se la montagna valdostana - come tutti sappiamo - non è soltanto sci ma è anche passeggiate a piedi con le ciaspole, relax, sci di fondo, sci alpinismo, immersione nella natura, nella cultura, nell'artigianato e nell'enogastronomia di questa nostra regione.
Io ritengo che ci sia stata molta superficialità nell'approccio alla montagna in tempo di Covid da parte del governo centrale. Abbiamo bisogno al più presto di risposte certe, perché noi abbiamo bisogno di una montagna viva e a questo proposito ritengo rovinosi gli scontri di principio sullo "sci sì o sci no", le baruffe partitiche, la benzina buttata sul fuoco, l'inasprimento dello scontro istituzionale.
Sono convinta che serva ragionare, dialogare, confrontarsi, come ha saggiamente detto anche il Presidente Mattarella, per fare in modo che le misure di prevenzione del contagio non siano irragionevoli e contraddittorie, perché ogni spazio di ripresa delle attività di studio, economiche e sociali sia consentito in sicurezza.
Nel periodo natalizio è meglio consentire l'accesso alle strutture ricettive e ai proprietari o affittuari di seconde case e di trasferirsi nella dimora di montagna contribuendo all'economia del territorio, oppure obbligare a stare in città dando lo sfogo di assembrarsi nei centri commerciali?
È meglio avere un accesso alle piste di fondo e un numero chiuso agli impianti di risalita, oppure avere persone arrabbiate in città che cercano di trasgredire?
Sono degli interrogativi che non possono essere elusi, in quanto sappiamo bene che sul piano economico gli indennizzi pubblici - che pure devono essere riconosciuti a tutti gli operatori danneggiati dalla chiusura imposta delle attività e che dobbiamo chiedere con forza - non saranno comunque mai in grado di far fronte alle perdite subite se non in piccola parte.
Ma una proposta di legge come quella che è stata presentata e votata ieri e sulla quale ci siamo astenuti non dà queste risposte, anzi, amplia la confusione e la complessità del quadro, come dimostra il fatto che sono molte le domande che arrivano in questo momento da parte di persone che ci chiedono che cosa sia possibile fare, e lo dimostra anche il fatto che in quest'Aula stessa sono state date delle interpretazioni contraddittorie, perché c'è chi ci dice che non è che si riapre e qualcun altro che invece ci ha detto che è possibile riaprire. Questo è un atto importante e da qui in avanti cambieranno le cose.
Negli ultimi giorni ci sono stati scambi di note tra il Ministro degli affari generali e il Presidente della nostra Regione, in alcuni casi anche con toni molto aspri.
Io nutro sincera stima verso il presidente Lavevaz e rispetto, per il suo ruolo istituzionale, il ministro Boccia. Sono convinta che entrambi, per quanto sia di loro competenza, si stiano adoperando per affrontare una situazione di estrema complessità che mette a dura prova i rapporti tra le varie parti del territorio nazionale.
Sono peraltro convinta che in un momento così difficile gli scontri istituzionali siano dannosi e che occorra puntare invece a una leale collaborazione tra lo Stato e le Regioni.
L'autonomia costituisce un valore primario ma non può essere concepita come un atteggiamento che non tiene conto del necessario dialogo a livello nazionale ed europeo, per cui quello che mi auguro in questo momento è che ci sia uno sforzo comune, a tutti i livelli, finalizzato ad affrontare in modo serio ed efficace i problemi sanitari ed economici provocati dalla pandemia anche nella nostra regione, e che da ogni parte ci si allontani dai toni esasperati che stanno portando a uno scontro che non fa bene a nessuno. Di certo non lo fa a coloro che fuori di qui aspettano di avere delle risposte e ritengono indispensabile avere dei punti di riferimento il più possibile certi e chiari.
Presidente - Altri intendono intervenire? Consigliere Rollandin, ne ha facoltà.
Rollandin (PA) - All'inizio della seduta sono state fatte alcune considerazioni e alcune richieste di chiarimento per, possibilmente, avere la documentazione che ci permettesse di entrare un po' più nel merito di quello che uno si aspetta di raggiungere nell'ambito in cui c'è una discussione e si può arrivare a dei contenuti che rispecchiano quello che si è sentito adesso durante questa riunione e questa discussione.
Ora credo che questa legittima domanda andasse nella direzione di dire: "ma una serie di documenti li abbiamo in qualche modo o letti per una parte oppure sono stati illustrati anche lì in parte in quest'aula, ma documenti in sé noi non li abbiamo".
Logicamente vi è il rischio di fare una discussione che non è in linea completa con quello che hanno portato questi decreti: tutta una serie di considerazioni che, francamente, per la gran parte sono sicuramente condivisibili.
Spiace un po' che non venga considerata nel modo giusto la legge appena approvata ieri, perché questo denuncia un po' il modo con cui alcuni intendono l'autonomia regionale rispetto a quello che è l'andamento nazionale nell'ambito della discussione sulle Regioni a statuto speciale.
Ora pensavo che questa discussione andasse in una certa direzione cioè a dire: "bene, noi siamo a questo punto, dove vogliamo arrivare, che cosa vogliamo fare al di là delle prese di posizione che ci sono state?", giusto per capire se e come noi vogliamo andare in una direzione che, come si diceva con la legge di ieri, va a tutela delle nostre prerogative senza dimenticare i principi sostanziali e sostanziosi della situazione, cioè il fatto di rendersi conto che alla base c'è sicuramente una grande preoccupazione a livello del sistema sanitario che regga o non regga, e lo abbiamo visto anche noi durante questi mesi; ora, conseguentemente, c'è un tema che non può essere dimenticato: francamente questa Regione, come altre Regioni a statuto speciale l'hanno dimostrato, può reggere, ora e in futuro se può organizzarsi e reggere in modo adeguato e senza mai dimenticare il problema sanitario.
Il fatto di discutere sulla montagna, sullo sci, le possibilità degli alloggi durante questo periodo... è tutto giusto, però bisogna guardarlo nell'ottica di capire perché noi riteniamo che non sia una contraddizione in termini il fatto di rispettare o di voler valorizzare quello che abbiamo e nel contempo evitare che ci sia naturalmente un peggioramento dell'aspetto sanitario e non solo, ma garantire pure le precauzioni e la previsione che noi possiamo fare tenendo conto del nostro territorio, che è chiaramente e ragionevolmente sostenibile dal punto di vista delle osservazioni che noi possiamo fare, degli interventi che noi possiamo fare e che sono già stati fatti e che verranno fatti, perché sennò il dibattito di oggi dove ci porta? Al fatto di discutere chi è più autonomista? Ieri abbiamo già visto queste figure come compaiono, scompaiono e come molte volte sfigurano i principi della nostra autonomia, quindi non c'è più niente da aspettarsi.
Quello che noi vorremmo invece capire è da oggi - dopo la discussione che stiamo facendo - che cosa succederà? Rispetto alla decisione di fare quell'intervento che termina oggi, che verrà prorogato di due giorni, ci rendiamo tutti conto che non è lì la soluzione e non può essere quella, perché il difendere alcune nostre prerogative va ben al di là di questi spunti, che sono apprezzabili ma non sono determinanti.
Noi vorremmo capire quali sono le intenzioni da portare avanti, se possibile, con una discussione che ci coinvolga tutti e che possa essere condivisa, perché non è che qualcuno deve dire che è più dell'altro e così via; no, il problema è che assolva alla funzione fondamentale del dibattito che stiamo facendo e che dovrebbe avere una sua conclusione, una sua prerogativa che purtroppo così si discute. Possiamo apprezzare anche tutta una serie di riferimenti puntuali che sono stati fatti, che sicuramente apprezzo, però dalle riunioni che si terranno con i Presidenti di Giunta con i responsabili romani cosa ne uscirà? Qual è il risultato? Dove si va a parare rispetto alle decisioni già prese e che non sono state gradite o che non potranno essere più svolte se non in termini molto ridotti? Lì è il discorso di fondo perché la gente la preoccupazione ce l'ha, c'è poco da fare.
Allora noi riteniamo che su questo tema oggi c'era la possibilità forse di entrare più nel merito proprio dei dati disponibili oggi e che sono stati già in qualche modo oggetto d'interessamento con il Presidente della Giunta. Questo era l'obiettivo che pensavamo di poter ottenere da una discussione su questi temi.
Qual è l'argomento che noi possiamo portare in modo che non ci sia la chiave di lettura per cui qualcuno diceva: "Ma voi vedete la montagna perché ci vivete ed è una visione tutta particolare"?
No, non è così, non è così! Questo è l'aspetto più delicato perché non agiamo per favorire uno, per favorire l'altro, ma per tenere in piedi la nostra situazione, garantendo nel contempo il discorso sanitario, cosa che si sta facendo con il massimo impegno da parte di tutti.
Quindi questo noi vogliamo sottolineare e questo deve portarci a dire: cosa facciamo da domani? Rispetto alla situazione attuale, quale sarà la soluzione che verrà presa domani o stasera o quando verranno fuori le nuove indicazioni? Su questo noi obiettivamente non possiamo entrare nel merito, non sappiamo come fare.
Questa è l'unica preoccupazione che abbiamo, in quanto su tutta la serie di osservazioni più che corrette da parte di chi ieri ha votato questa legge - e a ragion veduta l'ha votata e oggi ancora di più emerge il fatto che quella legge va nella direzione giusta - se non si apprezza quello che la legge dice, allora si afferma qualcosa che poi di fatto si nega, non si apprezza, non si vota.
Allora diciamocelo. Credo che su questo tema noi torneremo in altre occasioni e torneremo anche sulle decisioni che verranno prese, perché le decisioni naturalmente hanno delle conseguenze molto, molto forti.
Non è che guardiamo solo chi è che viene beneficiato più di un altro, non è quello il punto, ma noi vogliamo dimostrare che siamo coscienti e vogliamo mantenere quell'attitudine che è sempre stata tipica delle autonomie: non essere egoista e poter dimostrare che quello che si fa lo si fa per sé e anche per gli altri.
Presidente - Consigliere Manfrin, per mozione d'ordine.
Manfrin (LEGA VDA) - Intervengo, così mi autodenuncio, per secondo intervento e non voglio avere condizioni diverse rispetto al collega Carrel. Sono intervenuto a nome del Gruppo e quindi chiedevo semplicemente un intervento breve, solo perché ho sentito alcune inesattezze ed è necessario anche correggere alcune inesattezze che sono state dette.
Mi trovo a sposare appieno quanto detto dal collega Rollandin nel chiedere che vi sia una presa di posizione, che vi sia chiaramente un'indicazione della direzione che si vuole prendere, ma soprattutto mi trovo a non concordare assolutamente con quanto ha appena dichiarato l'assessore Minelli relativamente all'illusione che qualcuno avrebbe dato ai Valdostani.
Questo è bene chiarirlo. Lei ha detto che qualcuno ha dato un'illusione e invece c'è bisogno di certezze e allora io le do subito una certezza, assessora Minelli.
Bolzano: da domani 4 dicembre, in base all'ultima ordinanza provinciale, potranno riaprire bar e ristoranti presenti sul territorio altoatesino. Potranno aprire anche gli hotel e ovviamente si potranno anche fare spostamenti.
Sulla base di che cosa vengono fatti questi spostamenti? Sulla base di che cosa vengono riaperti bar e ristoranti? Sulla base di che cosa vengono riaperti gli hotel? Sulla base di un'ordinanza provinciale che trae forza dalla normativa provinciale.
Questa normativa provinciale così particolare ma cosa avrà scritto dentro? Esattamente quello che abbiamo votato ieri. Ieri lo abbiamo detto in maniera chiara e desideriamo ripeterlo oggi: abbiamo messo nelle mani del Presidente uno strumento molto potente, adesso però ovviamente sta a lui, alla Giunta - e sta al Consiglio verificarlo - di utilizzare questo strumento. Quindi non si devono illudere le persone ma non si deve nemmeno dire che questa legge non ha effetti. Questa legge gli effetti ce li ha e Bolzano ce lo ha dimostrato.
Presidente - L'assessore Bertschy ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Bertschy (AV-SA) - Partendo dall'intervento del collega Manfrin, ovviamente come Governo teniamo a ribadire che questa legge non l'abbiamo fatta per finta, l'abbiamo fatta con l'idea chiara che se non ci sarà la possibilità attraverso un'interlocuzione seria con il Governo di veder valutata in maniera corretta la nostra situazione, avremo uno strumento che ci permetterà di declinare - nel massimo rispetto della tutela della salute delle persone- misure che permetteranno sul nostro territorio di adeguare gli interventi socio economici alla situazione sanitaria.
Perché l'abbiamo fatta? È inutile che ce lo ricordiamo tutte le volte che interveniamo ma diciamolo per l'ultima volta: un esercizio commerciale o un'attività ricettiva in un comune di una media valle valdostana sono ben diversi da un'attività ricettiva o commerciale vicino a un centro commerciale o dentro al centro commerciale di una grande città.
Quindi, con i dati sanitari che ci permettono di lavorare - Presidente, io colgo l'occasione per dirlo ancora una volta - il lavoro che è stato fatto in questo periodo è un lavoro che ha dato i suoi risultati e la popolazione valdostana va rispettata per i sacrifici che ha fatto: siamo allo 0,79 di Rt, c'è un calo di contagi. Se sapremo equilibrare anche politicamente alcune delle decisioni che vanno assunte nelle prossime ore e nei prossimi giorni, credo che avremo fatto il lavoro che era giusto fare, ma se tutti questi sacrifici poi vengono valutati su una macro scala come quella che hanno utilizzato i Ministri dell'attuale Governo, ovviamente tutto questo non ha più senso di esistere e diventiamo meno credibili, tutti, nei confronti della nostra popolazione.
Allora quella legge servirà nella misura in cui ovviamente non verrà denigrata, contrastata e soprattutto impugnata dall'attuale Governo, perché sennò - come il collega Caveri ha detto benissimo ieri - si aprirebbe un interrogativo clamoroso sul perché uno stesso atteggiamento politico e una disposizione legislativa simile possano essere trattati in maniera diversa.
Quindi anche su questo misureremo. Io condivido le parole della collega Minelli: speriamo proprio che inizi la diplomazia.
Il comunicato stampa di ieri sera indicava ben altro, ma se diplomazia ci deve essere, deve giungere questa volta da altra direzione, perché la prima lettera - che chiedeva la revoca dell'ordinanza - è arrivata da Roma e non è partita da Aosta.
Io spero che chi ci difende al Parlamento - al Senato sappiamo che è così - non perda tempo e pensi di sostenere le azioni di questo Governo, di questo Consiglio, perché altrimenti potrà essere più debole e diventeremo tutti meno credibili.
Allora per venire alla fase concreta cosa dobbiamo fare? È stato detto, è ovvio che noi cerchiamo la collaborazione di tutti per cercare di dare una risposta, la migliore possibile, alla situazione sanitaria e alla situazione economica. In queste ore abbiamo ricevuto un'ulteriore sollecitazione da parte di un'associazione di categoria ma altre ne arriveranno. Noi siamo di fronte a uno scenario dove poco poco nei prossimi venti-trenta giorni prenderemo 20-30-40 milioni di euro, così, tanto perché si parte, e parlo dei fatturati delle società più grosse, non sto parlando ovviamente di tutto l'indotto e tutto quanto.
Allora stanotte o domani uscirà il Dpcm, il decreto ristoro, e vedremo se già solo per la nostra Regione ci saranno queste attenzioni.
Io sono in contatto con i colleghi delle altre Regioni oltre aver appena scritto al Ministro che avendo parlato di atleti di alto livello, ha creato una confusione nell'applicazione di una norma che non era più confusa, quindi c'è veramente la capacità di ritornare sempre indietro e di non andare mai avanti, però ci stiamo chiedendo se quelle richieste avranno un valore, perché se ce l'avranno si potrà anche ragionare in termini diversi e ci sarà una diplomazia, forse, a tutela della comunità che potrà avviarsi, altrimenti oltre al danno la beffa e la beffa sarebbe la cosa più negativa per tutti noi.
Quindi l'azione concreta è dare applicazione, se ce lo permetteranno, a questa legge che - lo ripeto, se non ci ricordiamo cosa abbiamo fatto ieri - non vorrà dire altro che permettere al Presidente di agire su base legislativa e non extra Dpcm.
Io vorrei che il concetto fosse semplice, perché è molto più semplice di quanto lo si vuole rappresentare. Noi per cercare di adeguare le nostre azioni al comune sotto i cento abitanti così come alla città di Aosta abbiamo bisogno di una legge che meglio si adatti alla possibilità di costruire ordinanze specifiche per i settori, per l'economia e per tutti i servizi che dobbiamo gestire. Questo è e su questo ci misureremo ovviamente, non lo diciamo più dopo quest'oggi, ricordandoci che prima di tutto viene la salute delle persone; la salute delle persone e il lavoro, che è all'attenzione di tutti noi.
Quindi a chi può costruire diplomazia il compito di farlo, ma di farlo veramente con fatti concreti e a chi può creare delle condizioni di rispetto della nostra Regione di farlo veramente, di farlo con fatti concreti. Qui non è che qualcuno deve vincere o apparire come quello che è stato più forte o più bravo a sostenere le esigenze della Regione o della comunità, qui c'è necessità di trovare delle soluzioni, perché abbiamo di fronte una crisi economica importante che non potremo affrontare senza una visione d'insieme.
Noi allora ribadiamo che a Roma chi governa ci deve ascoltare, non ci deve ovviamente insultare, e, se su questo piano ci si può misurare, la nostra legge non arreca alcun danno a nessuno ma ci dà la possibilità di meglio regolamentare la vita di tutti i giorni.
Presidente - Grazie, Assessore. Altri? Non vedo altre richieste. Se non ci sono altre richieste, chiudiamo il dibattito. La discussione è chiusa. Propongo una capigruppo per organizzare il prosieguo dei lavori del Consiglio. Una breve riunione della capigruppo.
La seduta è sospesa dalle ore 18:03 alle ore 18:17.
