Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 584 del 11 novembre 1981 - Resoconto

OGGETTO N. 584/81 - INTERVENTI A FAVORE DELLE ENTRATE FINANZIARIE DEGLI ENTI LOCALI. (Approvazione di mozione)

Presidente - Do lettura della mozione presentata dai Consiglieri Mafrica, Carral, Tonino, Cout, Péaquin e Bajocco:

MOZIONE

Considerato che il Governo ha più volte dichiarato la propria volontà (come appare peraltro in modo esplicito dal bilancio dello Stato per il 1982) di mantenere per il 1982, le entrate dei Comuni allo stesso valore monetario del 1981, penalizzando quindi di fatto le risorse dei Comuni di una percentuale almeno pari al tasso di inflazione);

Verificato che anche le restanti quote finanziarie dovute dallo Stato ai Comuni per il 1981 saranno corrisposte in misura fortemente ridotta, creando difficoltà agli Enti locali di base, parte dei quali dovrà ricorrere a costosi prestiti bancari per far fronte a spese indilazionabili;

Ricordato che i Comuni valdostani hanno già dal maggio scorso richiesto che parte delle risorse provenienti dalla revisione del riparto fiscale fosse destinata al decentramento finanziario e che tale richiesta è stata recentemente ribadita in incontri che i rappresentanti dei Comuni valdostani hanno avuto con la Giunta regionale e con alcuni Gruppi consiliari;

Constatato che la corresponsione, ormai da numerosi anni, di una cifra bloccata ai 2 miliardi e mezzo, attraverso una legge annuale, non corrisponde più alle esigenze dei Comuni valdostani, vista la continua svalutazione della somma stessa;

Al fine di avviare un primo decisivo passo in materia di decentramento di mezzi finanziari, competenze e personale agli Enti locali valdostani;

Il Consiglio regionale

DELIBERA

1) di impegnare il Presidente della Giunta ad esprimere al Governo, attraverso una documentata e formale protesta, l'opposizione della Regione Valle d'Aosta ai deleteri tagli previsti nel bilancio dello Stato a carico delle entrate degli Enti locali;

2) di impegnare la Giunta Regionale a predisporre opportuni disegni di legge che destinino ai Comuni e alle Comunità Montane della Valle d'Aosta una percentuale fissa ed adeguata delle entrate ordinarie della Regione.

Presidente - La parola al Consigliere Mafrica.

Mafrica (PCI) - È proprio in questi giorni in discussione in Parlamento - e la discussione, per lo meno per quello che se ne sa dai giornali, non appare ancora definita - la questione della legge finanziaria. In questa legge finanziaria ci sono alcuni elementi di rilievo che interessano i Comuni ed in particolare quelli valdostani.

L'orientamento del Governo che, come è accaduto altre volte, potrà anche essere modificato dal Parlamento e comunque comincia ad essere incerto, è quello di mantenere le entrate per i Comuni per il 1982 allo stesso livello monetario del 1981. Questo significa, in poche parole, penalizzare i Comuni almeno di una quantità di risorse pari all'inflazione. Questo è un primo elemento di una certa gravità, perché i Comuni non hanno mai avuto risorse abbondanti. Andare a tagliare, di fatto, queste risorse, significa tagliare dei servizi che i Comuni fanno; il personale, in qualche modo, dovrà essere pagato e quindi se ci saranno dei tagli saranno sui servizi sociali a favore degli anziani o sulla scuola materna.

Un altro elemento particolarmente grave di questa situazione è la riduzione delle quote già decise per il 1981: infatti, rispetto alle ultime rate, c'è stata una decurtazione di queste cifre. È questa una situazione che può creare difficoltà immediate agli stessi Comuni, che si troveranno a ricorrere al credito e quindi a dover, poi, pagare rilevanti interessi passivi su queste somme.

Poiché nella nostra Regione la sensibilità ai problemi dei Comuni è in aumento, anche perché i Comuni hanno fatto sentire le proprie esigenze, noi chiediamo con questa mozione due cose: da una parte, che il Consiglio regionale si pronunci contro questi tagli nei confronti dei Comuni, e dall'altra che il Presidente della Giunta esprima con un proprio documento da far conoscere al Consiglio, la protesta del Consiglio Regionale della Valle d'Aosta rispetto a queste iniziative antiautonomistiche. Inoltre, chiediamo che si dia una prima risposta, per lo meno a livello di indirizzo, alle richieste dei Comuni valdostani.

I Comuni valdostani nel mese di maggio avevano chiesto che, qualora fosse stato approvato il riparto fiscale, fosse destinata una percentuale del 10% delle entrate ordinarie della Regione ai Comuni e del 5% alle Comunità Montane. Queste richieste credo siano state ribadite, non dico come cifre, ma come esigenze, alla Giunta regionale, in un incontro che l'Associazione dei Sindaci ha avuto con il nostro Gruppo. Riteniamo che, visto che il riparto fiscale è stato approvato, si debba prendere un impegno per andare questa direzione. L'impegno che chiediamo è quello di stabilire una quota percentuale fissa, sia per i Comuni che per le Comunità Montane, di cui questi organismi abbiano libera disponibilità.

Come Regione molto spesso ci lamentiamo nei confronti dello Stato, che ci trasferisce delle risorse già finalizzate, magari non immediatamente utilizzabili Nella nostra Valle. Siamo dell'idea che una parte da determinare, di cui i Comuni e le Comunità Montane possano disporre liberamente, sia un indirizzo che, a nostro avviso, la Giunta Regionale dovrebbe accogliere e mettere alla base di un provvedimento che dovrà comunque essere approvato.

Voglio ricordare che a questo proposito esiste anche un'iniziativa popolare che dovrà essere discussa entro l'inizio dell'anno prossimo.

Occorre dare una risposta a questa cose, perché i due miliardi e mezzo, ormai, da numerosi anni sono insufficienti. Pertanto, con questa mozione, chiediamo un pronunciamento delle forze politiche del Consiglio per dare un'indicazione di lavoro alla Giunta e allo stesso Consiglio, nell'affrontare questo problema.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.

Carlassare (DPROL) - Indubbiamente sono d'accordo sulla proposta fatta dal Partito Comunista ed ora illustrata dal Consigliere Mafrica. Vorrei solo far rilevare nella giusta misura l'importanza dei due disegni di legge popolari a cui faceva cenno prima Mafrica.

A parte che è la prima volta che in Valle d'Aosta si fa ricorso a questo strumento previsto dallo Statuto, c'è da far rilevare che tutta una serie di forze politiche e sociali si sono dichiarate favorevoli all'iniziativa nel suo indirizzo politico; a questo proposito faccio presente una mozione votata all'unanimità del Congresso del Partito Socialista, una mozione votata all'unanimità dal Congresso della CISL e mozioni che sono state votate nei Consigli Comunali di Aosta e di altri paesi della Valle. C'è poi un consenso sull'iniziativa (se non nel merito dell'iniziativa, cioè sulle percentuali da ripartire fra i vari Comuni) data l'Associazione dei Sindaci, tutte le organizzazioni sindacali interpellate singolarmente.

Intendo perciò sottolineare l'impegno che deve essere di questo Consiglio nell'affrontare il tema del decentramento, in modo da garantire un'autonoma capacità economica di intervento ai Comuni ed alle Comunità Montane.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta; ne ha facoltà.

Andrione (UV) - Lo spirito di questa mozione ci trova consenzienti; chiederemmo però alcune modifiche che sono, a nostro avviso, importanti e che vorremmo esplicitare per far capire come andiamo ad agire in questo campo.

Devo ribadire ancora una volta che, ai termini della legislazione vigente, i Comuni non sono competenza della Regione e che un disegno di legge, presentato in questo Consiglio e votato a maggioranza, è finito in qualche misterioso cassetto e non va avanti. Devo altresì ribadire che la Regione è cosciente che di fronte alla latitanza dello Stato, latitanza che si verifica a tutti i livelli, ivi compreso quello di tagliare l'entrata del Comune, è dovere della Regione sostituirsi, dando ai Comuni, primo Ente territoriale, la possibilità di effettuare un'amministrazione che non sia soltanto l'anagrafe e la guardia campestre.

Quindi, per quanto riguarda il punto 1), lo votiamo così com'è. Per quanto riguarda il punto 2), una riunione di Giunta ci ha dimostrato che non possiamo, prima della pubblicazione della legge, presentare una variazione di bilancio che dia qualcosa ai Comuni; mancano infatti i tempi tecnici, perché dovremmo farla entro la fine del mese e non sarà ancora promulgata.

La nostra intenzione è di presentare con il nuovo bilancio, una legge che incominci ad attribuire 5 miliardi ai Comuni; 2500 milioni per quest'anno e 2500 milioni per l'avvenire, facendo, poi, successivamente una serie di leggi che danno ai Comuni delle possibilità finanziarie comparabili, non solo alla loro effettiva importanza territoriale, ma anche alla loro effettiva assunzione di responsabilità. È avvenuto, purtroppo, che diversi Comuni non abbiano fatto quanto dovevano per l'assegnazione dei fondi integrativi dello Stato e non abbiano contratto i mutui ad interesse zero che permettevano loro di fare delle opere pubbliche, perché al di sotto di certi parametri. Mentre crediamo che l'intervento immediato sia indispensabile, non crediamo che ci possa essere trasferimento finanziario senza trasferimento di responsabilità. Riteniamo che questo sia uno dei punti fondamentali.

D'altra parte, pensiamo che debba essere approfondito dal Consiglio un vasto discorso sulle Comunità Montane, quali Enti di programmazione e non di spesa.

La nostra richiesta è perciò di impegnare la Giunta Regionale a predisporre opportuni disegni di legge che destinino ai Comuni della Valle d'Aosta una percentuale dell'entrata ordinaria della Regione. Non accettiamo la questione della "fissa e adeguata" perché "fissa" vorrebbe dire stabilire una percentuale comunque volontaria. Noi sosteniamo che la legge finanziaria annuale deve dire quello che la Regione trasferisce, per il momento come sostituto; infatti, non è possibile che la Finanza comunale continui ad essere in Italia così ignorata.

La nostra legge non deve essere completamente avulsa; deve essere una legge cosciente della situazione effettiva e che quindi viene a sostituire una carenza effettiva.

Su questo punto, voteremo la mozione con l'eliminazione delle parole che ho detto e saremo disposti, sia con chi ha presentato la mozione, sia con l'Associazione dei Sindaci che coi Comuni, ad un vasto confronto per ottenere: primo, la massima responsabilizzazione dei Comuni con entrate e garanzie di finanziamenti sufficienti agli scopi comunali; secondo, il massimo disimpegno della Regione dai problemi comunali. Evidentemente, quando si ha un problema regionale, deve intervenire la Regione su questi due punti e penso che potrebbe essere possibile, non in sede di discussione di mozione, ma in sede di approfondimento di particolari, trovare un accordo. Ciò risulta anche da un incontro informale avvenuto con l'Associazione dei Sindaci.

Noi faremo questa mozione completamente nostra, con queste modifiche, ritenendo che il presentatore della mozione e Carlassare - che non l'ha firmata ma che ha detto di essere d'accordo - debbano essere presenti alla discussione che vogliamo avere quanto prima con l'Associazione Sindaci e con i Comuni per stabilire questi principi.

In sostanza, quale ci sembra essere il punto fondamentale? Quello di garantire a livello comunale la propria responsabilità e la certezza dei finanziamenti relativi a quelle responsabilità. Chi sceglie di fare qualcosa, deve essere sicuro di poter avere i finanziamenti per farcela.

D'altra parte, non vorremmo che il bilancio regionale venisse irrigidito, non in maniera conforme alla legislazione attuale, perché purtroppo non è la sua competenza, ma in maniera tale che comunque vadano la cose, tutti i Comuni ricevano in fretta il denaro regionale semplicemente per il gusto di dire che si sono distribuiti quei soldi. Ci troveremmo di nuovo di fronte a quei contributi a pioggia sui quali non siamo d'accordo.

Credo che i presentatori della mozione possano accettare le nostre proposte, liberi di approfondire il problema e di presentare interpellanze e mozioni su questo punto.

È nostro convincimento che i Comuni della Valle d'Aosta debbano essere rivitalizzati, anche per fare - lo dico anche se so di non essere molto popolare - la prova della vitalità dei Comuni, per non avere semplicemente l'etichetta "Comune" dietro la quale si nasconde il vuoto assoluto.

Presidente - Prima di dare la parola ai Consiglieri che la chiederanno, mi rivolgo ai presentatori della mozione per sapere se accettano la proposta di modifica fatta dal Presidente della Giunta. Tale modifica consiste nell'inserimento dell'inciso "che destinino per il momento ai Comuni" e la soppressione delle parole "e alle Comunità Montane".

Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

Tonino (PCI) - Prima di esprimerci sulla richiesta, credo sia necessario precisare brevemente perché abbiamo parlato di Comuni e Comunità Montane, e perché parlavamo di percentuale "fissa e adeguata".

Intanto, una cosa che condividiamo perché è sempre stata la nostra impostazione, è che ci deve essere un intervento affinché la finanza locale sia adeguata in tutto il Paese; è necessario cioè fare finalmente la riforma della finanza locale.

Abbiamo sempre detto che per i Comuni della nostra Regione sono necessari due interventi: un primo intervento, che abbiamo chiamato "decentramento finanziario", è quello che oggi diciamo insufficiente dei 2500 milioni e che deve essere adeguato.

Il secondo intervento è molto più importante del mero "decentramento finanziario", ed è quello di responsabilizzare a livello di Comunità locale, delegando delle funzioni che oggi sono impropriamente svolte dalla Regione. È questa concetto della delega che ci fa parlare di Comunità Montane perché, secondo noi, esse sono un'espressione dei Comuni; se vogliamo fare in modo che ci siano delle funzioni delegate dalla Regione ai Comuni, è necessario trovare il momento organizzativo dei Comuni in cui si possa esercitare la delega.

Quando andremo a discutere di come responsabilizzare i Comuni, sono convinto che ci scontreremo sulla necessità che alcuni Comuni esercitino alcune funzioni in modo associato. In caso contrario, avremo sempre la giustificazione per non decentrare nulla in fatto di responsabilità. Accettiamo la richiesta del Presidente della Giunta di discutere concretamente, anzi preannunciando che presenteremo proprio in questi giorni le nostre proposte di delega di funzioni, nel campo della forestazione e delle opere pubbliche, ai Comuni e alle Comunità Montane. In esse si individua un meccanismo che non è quello della dispersione a pioggia, ma che è quello della partecipazione e della responsabilizzazione dei Comuni nelle scelte.

Con questo, mi riallaccio alle infinite discussioni che abbiamo fatto in quest'aula e fuori da essa sui parametri per dividere i due miliardi e mezzo. Perché è sempre stato molto difficile trovare un accordo? Perché si pretende, con un intervento di decentramento finanziario, di risolvere anche i problemi di squilibrio che ci sono tra diversi Comuni. È necessario, secondo noi, effettuare il decentramento finanziario affinché i Comuni svolgano le funzioni primarie; e poi, la delega di funzioni per altri settori deve tenere conto di piani fatti dal Comune, dalle Comunità Montane e decisa con la partecipazione degli stessi. È inutile, credo sia anche ingiusto, iniziare adesso questo tipo di discussione, perché ci arriveremo presto con le nostre proposte.

Quello che proponiamo con la mozione e, in sostanza, presentare delle proposte che vadano in questo senso; il bocciare a priori le Comunità Montane ci sembra sbagliato. Possiamo, forse, tener conto delle contraddizioni che ci sono in questa maggioranza sul ruolo delle Comunità Montane per le quali il Presidente della Giunta ha affermato che "visto che non abbiamo ancora deciso, per adesso non parliamo di Comunità Montane"; però dovete cercare di superare queste contraddizioni più in fretta possibile, in modo che anche voi abbiate una posizione sulle Comunità Montane. Credo che sia urgente che come maggioranza, perché so che nella maggioranza ci sono posizioni diverse, prendiate una decisione.

La nostra richiesta di lasciare "Comunità Montane" ha questo fondamento: non è concepibile oggi pensare ad una responsabilizzazione dei Comuni che sia degna di questo nome, se non si individuano anche i momenti organizzativi del Comune.

Per quanto concerne, poi, la percentuale fissa e adeguata, secondo noi, essa deve essere adeguata, se è valido quel discorso che facevo prima. Possiamo essere disposti a discutere "fissa", perché se va avanti un processo di delega, anche il decentramento finanziario deve rispondere a dei programmi di spesa, dei progetti di pianificazione regionale; la Regione deve svolgere sempre il suo ruolo, ma resta il fatto che bisogna dare anche ai Comuni il segno che si vuole andare decisamente in quella direzione.

Presidente - Ha chiesto di parlare l'Assessore ai Lavori Pubblici, Borbey; ne ha facoltà.

Borbey (DC) - Come Democrazia Cristiana, siamo d'accordo con il Presidente e voteremo questa mozione emendata come l'ha proposta il Presidente. Desideriamo però precisare alcune cose, cioè che lo spirito nel quale noi votiamo questa mozione non è uno spirito sic et simpliciter, come dice Tonino. Siamo favorevoli a delegare ai Comuni le opere pubbliche, perché la maggior parte dei lavori che eseguiamo come Regione sono per l'80% di competenza dei Comuni, salvo le strade regionali e arginature, mentre le arginature dei torrenti, sono di competenza comunale.

Inoltre riteniamo che ci debba essere una programmazione regionale della forestazione e che essa vada delegata ai Comuni. Ogni Comune parte per la propria tangente su una politica della forestazione, e se ho ben capito il Partito Comunista intende che un domani i vari Comuni gestirebbero direttamente i cantieri di lavoro, senza più avere a monte degli ispettori forestali.

Non mi dilungo oltre come ha detto giustamente anche Tonino. A nome della D.C. siamo pronti a confrontarci con la maggioranza e siamo aperti a confrontarci anche con la minoranza, perché il problema non è soltanto un trasferimento di competenze, ma è una questione di personale in grado di svolgere tutte queste mansioni. Se il Comune non può assumere tecnici, mi spiegate come potrà provvedere alla direzione dei lavori o all'assistenza? E del personale della Regione, cosa ne facciamo? Siamo disponibili e aperti, ma vorremmo evitare di trovarci poi paralizzati. A questo proposito ci sono i fondi a residuo passivo che voi, giustamente, avete sempre criticato e che sono già enormi: io qui vi dichiaro che la maggior parte dei fondi, dove abbiamo residui passivi forti, sono già quelli per i quali noi diamo dei contributi al Comune.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta; ne ha facoltà.

Andrione (UV) - Il mio tentativo non era quello di imporre una scelta, ma quello di scegliere all'interno di una mozione i punti sui quali pensavo che il Consiglio avrebbe potuto votare unanime. Qui non si tratta di differenze all'interno della maggioranza o di differenze di opinioni, perché evidentemente la discussione potrebbe continuare adesso per delle ore senza riuscire ad andare a fondo in un Consiglio dove si parla con un certo stile e attraverso certi canali.

Mi sia permesso, però, dire che la mia proposta salvava il principio della responsabilizzazione e dell'intervento regionale a favore dei Comuni. Per quanto riguarda le Comunità Montane, ognuno è libero di pensare quello che vuole, però l'art. 1 della legge 1102 dice: "la valorizzazione delle zone montane favorisce la partecipazione delle popolazioni presso le Comunità Montane alla predisposizione e all'attuazione dei programmi di sviluppo dei piani territoriali dei rispettivi comprensori montani, ai fini di una politica generale di riequilibrio economico e sociale nel quadro dell'indicazione del programma economico nazionale e dei programmi regionali". A questo punto, o questa legge salta, e per quanto mi riguarda sono dispostissimo a farla saltare e a porre il problema in maniera differente, o altrimenti questa legge non può essere trasformata in una legge sostitutiva del 1934, riguardante l'ordinamento comunale. Questa è un'opinione personale, ma sono dispostissimo a discuterne, anche se non oggi in questa sede.

Siamo anche disponibili, mantenendo le affermazioni fatte a nome della D.C. e della maggioranza a votare contro la mozione, rimanendo fermo il nostro impegno in questa materia.

La mia proposta era quella di salvare un'immagine del Consiglio che si impegna in maniera unanime a favore della responsabilizzazione dei Comuni e del trasferimento di responsabilità; per quanto mi riguarda, le deleghe sono esattamente lo stesso errore della programmazione settoriale del governo. Noi dobbiamo infatti dare dei finanziamenti e responsabilizzare, non semplicemente delegare.

Comunque, non anticipiamo adesso discussioni che sono future; il livello supercomunale anche nella legislazione attuale, perché il Consorzio dei Comuni non l'ha inventato questa Giunta né quelle passate, è possibilissimo; è vero che in Valle d'Aosta, data la testa dei valdostani, quando si fa una scuola media bisogna poi fare il Consorzio obbligatorio, firmato dal Prefetto, perché altrimenti non si trova l'accordo sull'ubicazione. Bisogna tener conto anche questi fatti e casomai ci dovessero essere delle possibilità di una differente organizzazione del territorio, è chiaro che ci devono essere delle competenze che salgono, e che oggi sono comunali, e delle competenze che scendono, e che oggi sono la ex-Provincia assorbita dalla Regione.

La nostra proposta rimane valida con l'intesa che questa mozione non chiude l'argomento, in quanto siamo tutti intenzionati ad approfondirlo, proprio in relazione a quanto è alla base di questa mozione: il fatto cioè che la Regione oggi deve avere disponibilità finanziarie per intervenire in questa materia, per non occuparsi soltanto di quello che è lo stretto compito regionale di spese correnti.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà. Prima di dargli la parola, chiederei al Consigliere Mafrica, che è uno dei firmatari della mozione, di voler esprimere in termini chiari quale sia la formulazione della mozione che intende portare in Consiglio.

Mafrica (PCI) - Rispetto alle cose che ha detto il Presidente della Giunta in questo secondo intervento, credo non sia necessario ricordargli, anche se può essergli sfuggito in questo momento, che c'è una seconda legge per le Comunità Montane, mi sembra del marzo di quest'anno, che amplia i compiti delle stesse, arrivando anche alla possibilità di forme di gestione. Tale legge prevede fin da ora la possibilità di utilizzare del personale; le Comunità Montane entro la fine dell'anno devono fare determinati adempimenti per avere la possibilità di avere del proprio personale. Da conteggi che abbiamo fatto, sarebbero 43 persone per le 7 Comunità Montane che dovrebbero essere assunte direttamente.

Le Comunità Montane, secondo la nostra impostazione, sono una forma di aggregazione dei Comuni per svolgere determinati compiti e non sono più soltanto quanto previsto dalla legge 1102. Intendiamo che queste Comunità Montane abbiano un ruolo: siamo pronti a discutere su cosa e come esattamente devono lavorare, ma nella mozione intendevamo ricordarle per questo scopo.

Continuiamo perciò a conservare le nostre riserve, per rispondere a Faval, e ciò che abbiamo detto fino ad ora rappresenta la nostra posizione. Poiché, comunque, ci interessa impegnare la Giunta a fare un passo in avanti, crediamo che, pur mantenendo la nostra posizione, l'accettare la formulazione del Presidente della Giunta rappresenti un impegno della stessa rispetto a questo problema del decentramento che, pertanto, possiamo accogliere.

Oggi noi conserviamo, sulla questione delle Comunità Montane, della percentuale fissa e adeguata, le nostre impostazioni e continueremo a sostenerle; riteniamo però utile che, queste cose che sono state dette, abbiano in tempi brevi qualche significativo frutto e possiamo quindi accettare le modifiche con queste finalità e in questo senso proposte dalla Giunta.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.

Carlassare (DPROL) - Mi trovo d'accordo con le cose che ha detto Mafrica. Ritengo che le Comunità Montane possano svolgere un ruolo molto importante in un'ipotesi di decentramento effettivo, di deleghe, di funzioni, di capacità di operare dei Comuni e degli Enti periferici in genere.

Pertanto, il problema non si esaurisce con questa mozione, ma ritengo che essa, anche se parzialmente modificata dall'intervento del Presidente della Giunta, possa essere il primo passo per aprire quella discussione in un modo generalizzato, in modo da coinvolgere il Consiglio, i Sindaci, l'Associazione dei Sindaci, gli Amministratori Comunali e, in genere, tutte quelle persone che si interessano della condizione della cosa pubblica. Sono perciò disponibile a dare il mio voto favorevole alla mozione, come modificata dall'intervento del Presidente della Giunta.

Presidente - Nessuno chiede più la parola. Do lettura della nuova formulazione della parte dispositiva della mozione:

"2) di impegnare la Giunta regionale a predisporre opportuni disegni di legge che destinino per il momento ai Comuni della Valle d'Aosta una percentuale adeguata delle entrate ordinarie della Regione.".

Presidente - Non ci sono dichiarazioni di voto.

Metto in votazione la delibera testé letta nel suo testo emendato.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 30

Maggioranza richiesta: 16

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - A questo punto, essendo esaurita la trattazione degli argomenti all'ordine del giorno della seduta odierna, possiamo passare alla trattazione dell'oggetto inserito d'urgenza su richiesta del Consigliere Pedrini.