Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 577 del 11 novembre 1981 - Resoconto

OGGETTO N. 577/81 - CESSIONE ALLA PROVINCIA DI TORINO DELLA QUOTA DI PROPRIETA' DELLA REGIONE SUL COMPLESSO IMMOBILIARE IN COMUNE DI GRUGLIASCO, GIA' ADIBITO AD OSPEDALE PSICHIATRICO - DELEGA ALLA GIUNTA

Presidente - È relatore il Presidente della Giunta che ha la parola.

Andrione (UV) - È norma di comune di buon senso che chi ha ragione debba mettere a favore di questa ragione anche un minimo di buona volontà. Ha voluto che fossero allegate agli atti in questione le ultime lettere scambiate con la Direzione Generale del Demanio per dare un'idea dei rapporti in applicazione delle leggi esistenti - non parlo di livelli politici - fra burocrazia dello Stato e la Regione.

Grugliasco è stata una spina nel piede della Regione per lungo tempo, con la legge 180 è diventato inutile. Abbiamo usato di Grugliasco per arrotondare due bilanci regionali - se Mafrica ricorda - mettendolo tanto per fare delle operazioni che poi sono state risolte in conto consuntivo, ed è venuta a proposito l'operazione, alla quale la Regione ha sempre detto che era favorevole, della cessione gratuita della quota regionale a Grugliasco, nella provincia del Comune di Torino, per la creazione, negli ex-locali e terreni dell'Ospedale psichiatrico, delle nuove facoltà di Agraria e Veterinaria all'Università di Torino.

La Regione aveva cercato di condizionare questa cessione gratuita di un'area di edifici che valutati dall'UTE sono di almeno 4 miliardi a un comportamento se non favorevole, se non particolarmente rispettoso delle leggi esistenti, per lo meno non ostruzionistico da parte di organi dello Stato, di cui vi è traccia nelle lettere che sono allegate: una del 17 settembre della Direzione Generale del Demanio e una in risposta del 9 ottobre del Presidente della Giunta.

Era nostra intenzione - ve lo dico francamente - di non procedere a questa cessione gratuita fino a quando non ci fosse stato un gesto da parte degli organi centrali, gesto che avrebbe potuto trovare la sua formulazione in differenti occasioni. Non parlo di questioni più difficili che abbiamo sollevato al Ministero del Tesoro d'intesa con l'Assessore Rollandin, ma molto più semplicemente della questione del Forte di Bard a cui fa riferimento specifico la lettera in questione, Forte di Bard che potrebbe rappresentare un motivo di conflitto tra Regione e Stato se quest'ultimo facesse non dico un lavoro, ma per lo meno garantisse la custodia. Dato che si ha paura, invece, la Direzione Generale Demanio non si preoccupa che il Forte di Bard sia restaurato o cose di questo genere, ma lo lascia in sospeso tra intendenza di Finanza e Ministero dei Beni Culturali, senza che atterri mai da nessuna parte. Il degrado è tale che da qui a tre anni avverranno i crolli dei tetti dell'ala sinistra, e, d'altra parte, non possiamo intervenire su qualcosa che non è di proprietà della Regione e per cui non siamo delegati a intervenire.

Questa poteva essere, se non la prova del 9, per lo meno una piccola prova di buon senso. Infatti, se ci fosse un conflitto tra lo Stato che vuole fare qualche cosa e la Regione che vuole fare qualcos'altro, sarebbe comprensibile; ma il conflitto fra chi non fa niente e lascia che si degradi il patrimonio, e chi propone di fare qualcosa, è incomprensibile, almeno dal mio punto di vista. Per questo motivo, ho scritto la lettera allegata, alla quale non è stata data risposta né spero di riceverla mai. Eravamo decisi a non muoverci, ho ricevuto la visita del Sindaco di Torino e due lettere pressanti da parte della Provincia che dicevano: "avete tutte le ragioni di questo mondo, siamo disposti ad appoggiarvi ed a aiutarvi, sosterremo la vostra causa; però, la vostra posizione finisce per danneggiare indirettamente anche la Regione Valle d'Aosta, perché l'Università di Agraria e Veterinaria sono anche valdostane. In ogni caso, danneggia in maniera particolare il Comune di Torino, che in questa permuta dà allo Stato beni per 45 miliardi di lire - stime UTE - e riceve in contropartita 24 miliardi di lire".

Il Sindaco Novelli mi ha anche proposto di dire che avrebbe rinunciato a 25 miliardi di lire, facendosi attribuire il Forte di Bard; evidentemente non è questo il problema perché non si tratta di compensazione finanziaria, bensì dell'applicazione dell'art. 5 dello Statuto per il quale non possiamo non sostenere la tesi che con un semplice decreto del Ministro dei Beni Culturali questo debba essere trasferito alla Regione.

Di fronte alla situazione in cui si trovano i Comuni della Provincia di Torino, la Giunta Regionale ha deciso di proporre al Consiglio, dimostrando di avere maggiore buon senso che altri, di cedere, comunque, Grugliasco, affinché sia possibile definire la questione delle Università di Agraria e di Veterinaria.

Evidentemente, questo non impedirà che, per quanto possibile, si continui a combattere per ottenere l'applicazione dello Statuto su questo punto: il Comune di Torino, la Provincia e la Regione Piemonte faranno presente il nostro comportamento e il tentativo di trovare applicazione all'art. 5 dello Statuto. È per queste ragioni che la Giunta Regionale propone al Consiglio di votare questa cessione gratuita. Deve, però, essere sottolineato il punto 2 della delibera, perché la cessione non è, in certo senso, completamento astratta. Il punto 2 stabilisce che con questa cessione ogni rapporto fra Provincia di Torino, Ospedale Psichiatrico di Grugliasco e pretese di somme per rapporti intervenuti,viene completamente a cessare.

Presidente - È aperta la discussione.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.

Carlassare (DPROL) - Sono abbastanza d'accordo sulle cose che ha detto il Presidente della Giunta; vorrei chiedere solamente se per caso è stato avanzata una qualche forma di collaborazione, non dico di scambio di favori, nei confronti dello Stato ma del Comune e della Provincia di Torino.

Mi viene in mente l'interrogazione fatta dal Consigliere Minuzzo che sollevava il problema della sistemazione degli studenti universitari a Torino. Non sarebbe possibile chiedere al Comune o alla Provincia di Torino di aprire un discorso di questo genere, per andare incontro alle cose che ha detto Minuzzo stamattina?

Presidente - Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta; ne ha facoltà.

Andrione (UV) - Parlando con il Sindaco di Torino, in termini giuridici, si dice "aliud pro alio". Abbiamo chiesto al Comune di Torino, che si è impegnato in tal senso, a far presente che esso perde 25 miliardi in questa questione e che può rappresentare questi 25 miliardi anche nella quota valdostana. D'altra parte, noi chiediamo semplicemente l'applicazione di una legge esistente e non si vede perché la Direzione del Demanio dovrebbe fare opposizione.

L'accordo con il Piemonte è questo, e ci sembra valido; non speriamo che questo sblocchi la situazione, perché siamo al di là di questi temi, ma ci sembrerebbe un torto da parte nostra bloccare una questione alla quale siamo indirettamente interessati e che è anche un bene per tutti.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

Tonino (PCI) - Desidero esprimere il voto favorevole del nostro Gruppo. Credo infatti si possa dire che questo è sostanzialmente un atto di buon senso che può anche favorire le giuste rivendicazioni che ha avuto la Regione finora. In particolare, credo debba essere apprezzato questo accordo anche per fare in modo che le sedi universitarie della Regione Piemonte, che interessano anche gli studenti della nostra Regione, siano adatte e confacenti allo scopo. Queste sono le ragioni per cui noi approviamo questa proposta della Giunta.

Presidente - Metto in votazione l'oggetto n. 22 bis.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 28

Il Consiglio approva all'unanimità.