Oggetto del Consiglio n. 513 del 29 ottobre 1981 - Resoconto
OGGETTO N. 513/81 - DISEGNO DI LEGGE CONCERNENTE: "FINANZIAMENTO, PER L'ANNO 1981, DELLA LEGGE REGIONALE 25 AGOSTO 1980, N. 44 RECANTE PROVVEDIMENTI PER IL RISPARMIO ENERGETICO E PER L'UTILIZZAZIONE DELLE FONTI INTEGRATIVE ED ALTERNATIVE DI ENERGIA".
Presidente - Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, Chabod, ne ha facoltà.
Chabod (DC) - Questo disegno di legge ha il parere favorevole delle Commissioni e dell'Assessorato alle Finanze. Si è riusciti a tirare fuori 78 milioni da quello che era avanzato sulle Confidi.
Presidente - È aperta la discussione generale sull'oggetto n. 15. Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo, ne ha facoltà.
Minuzzo (PSDI) - Mi dichiaro favorevole a questo disegno di legge, come mi sembra abbia detto il Consigliere De Grandis nel suo intervento, in caso di discussione del regolamento di applicazione della legge quadro i 78 milioni sono una cifra abbastanza limitata. Vorrei chiedere all'Assessore Chabod - se è in grado di farlo - di comunicare al Consiglio a quanto ammonta l'importo delle domande giacenti in Assessorato ed inoltre come ha fatto a tirare fuori i 78 milioni dalle Confidi.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere De Grandis, ne ha facoltà.
De Grandis (PRI) - Sono favorevole all'approvazione del disegno di legge per ovvii motivi, vorrei però rammentare che mi aspetto dalla Giunta un maggiore impegno finanziario in questo settore, non solo perché si tratta di un settore di primaria importanza, ma anche perché il piano di intervento che abbiamo testé rinviato, non conteneva una precisa indicazione - che c'era nella legge - e cioè di pubblicizzare la necessità di ricorrere alle fonti alternative di energia, il che evidentemente comporta dei costi. Non sarà sufficiente introdurre questi concetti nelle scuole, perché vengono appresi dai giovani l'importanza e la necessità collegate a questo settore, ma sarà importante che la Regione svolga un'azione promozionale per incoraggiare il ricorso alle fonti alternative d'energia. Se questo verrà fatto così come la legge vuole e le sue forme saranno approvate dal Consiglio, occorreranno fonti adeguate per poter utilizzare alcuni canali di informazione diretti a tutta la popolazione, in modo che il ricorso alle fonti alternative di energia sia più massiccio e soprattutto tale da diminuire e contenere i costi, i consumi di olii combustibili che sono anche i più inquinanti per la nostra Regione. La nostra vocazione turistica vuole che ci si faccia carico di questi problemi in maniera corretta, per cui sono favorevole all'approvazione del disegno di legge, anche se ha dei limiti notevoli di carattere finanziario.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Viberti, ne ha facoltà.
Viberti (DPROL) - Faccio una mozione d'ordine e vorrei poterla illustrare. Questo Consiglio di sfruttatori non ha tenuto conto di un voto che è stato espresso.
Presidente - Consigliere Viberti, conosco il problema ma lei potrà illustrare anche per un'ora la sua mozione d'ordine - perché ne ha diritto - ma solo dopo che è finito l'oggetto n. 15. Le anticipo che siccome non si tratta di un riferimento a questo oggetto, la mozione d'ordine ha la precedenza assoluta su tutto quanto si riferisce all'oggetto di cui si parla. Lei mi annuncia - cosa che ha già fatto il Segretario - che nella votazione precedente c'è stato un errore per cui non è stato conteggiato un nominativo; le assicuro che la votazione sarà rifatta, pertanto la sua mozione d'ordine sarà illustrata alla fine di questo oggetto.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
Mafrica (PCI) - Discutere di questo oggetto, che finanzia per l'anno '81, in base alla legge regionale 25/8/80, gli interventi per il risparmio energetico dopo che la Giunta ha proposto il rinvio alle Commissioni, è un po' strano, comunque noi avevamo votato contro il rinvio, e cercherò di spiegare perché ora siamo favorevoli ad andare avanti nella discussione di questo oggetto e votarlo.
Abbiamo votato contro il rinvio perché le osservazioni che avevamo fatto sul piano di intervento non erano nel merito, anche se l'Assessore Chabod non era riuscito a chiarire quel punto - il cui concetto ci era chiaro - relativo al meccanismo con cui fare le graduatorie per le ditte che fanno le richieste, ma piuttosto sul metodo con cui l'Assessore presenta le cose. L'Assessore ha detto prima che questa è una questione tecnica, la Giunta non ci ha messo il naso e quindi non c'è bisogno che risponda del merito dei provvedimenti; credo che questa argomentazione sia da respingere perché è compito della Giunta regionale utilizzare i tecnici perché questi predispongano gli strumenti adatti per attuare le politiche. È ovvio che la Giunta regionale, se non riesce a fare delle sintesi rispetto alle esigenze, si affida poi ai tecnici, ma non è naturale che un piano di intervento per l'energia sia fatto da un Comitato tecnico, che lo deve fare in base alle indicazioni fornitegli dalla Giunta.
Quindi la giustificazione che ha dato l'Assessore per chiedere il rinvio non era adeguata, di conseguenza eravamo pronti a continuare la discussione e non eravamo d'accordo per il rinvio.
Non abbiamo potuto dirlo perché poteva parlare solo uno a favore e quindi lo dico adesso.
Il discorso è sempre di carattere generale dal momento che ogni argomento è un esempio di come lavora la Giunta regionale e quindi può prestarsi a un discorso sui metodi da lei utilizzati. In questo senso anche il riferimento alla questione Finsider era un riferimento al metodo di lavorare seguito dalla Giunta regionale. Rifiuto l'accusa di essere un demagogo, poiché è contrario alla mia natura non citare dei fatti precisi quando parlo e sostengo che è particolarmente grave che la Regione sia stata assente in questa fase perché il piano Finsider - contro cui aveva votato il Consiglio regionale - non è più lo stesso ma è stato modificato. Da 9128 posti in meno si è scesi nell'ultima versione approvata l'altro ieri dal CPA, a 5500. È stato modificato perché il Ministro De Michelis, molto intelligentemente dal suo punto di vista, ha scavalcato in una certa misura il Parlamento ed i Sindacati, andando a discutere di quel piano direttamente con le Regioni ed i Comuni; il Sindaco di Napoli ha fatto delle osservazioni relative all'impianto di Bagnoli dove erano stati tolti 1000 posti che sono stati rimessi. Altre zone che si vedevano danneggiate, sono riuscite in quelle riunioni a far modificare il piano. La Valle d'Aosta non è riuscita ad ottenere niente fino a questo momento. Mentre altre Regioni, partecipando a tutte le riunioni che sono state quattro, con proposte scritte, documentate, sono riuscite a far modificare questo piano, la Valle d'Aosta è andata una volta su quattro e l'Assessore probabilmente ha espresso il proprio parere, però oggi come oggi questo piano è già stato modificato senza che la situazione grave, prevista per la Cogne sia cambiata. Oggi sarà difficile modificare quel piano che ha ricevuto un consenso da Regioni e città tranne la Lombardia e la Valle d'Aosta. Quindi chiedo alla Giunta - se non lo ha già fatto - di cambiare metodo e di seguire l'evolversi degli eventi nel modo dovuto e non con faciloneria come aveva fatto a proposito di quel piano per gli interventi energetici. Oggi il Ministro De Michelis ha convocato per il piano chimico una riunione, c'è di mezzo la Montefibre; invito l'Assessore a preoccuparsi di questa questione perché non vorrei che anche alla Montefibre ci capitasse di doverci trovare con tagli superiori a quelli di cui già si parla, che per il momento sarebbero di 50 addetti su 500.
Quindi la mia era una questione di metodo posta rispetto a questo punto, ma valida per qualunque altro; in particolare sul fatto che 78 milioni sono pochi, lo hanno già detto altri Consiglieri e lo ribadisco. Stanziare 78 milioni per interventi a favore del risparmio energetico significa dare un contentino al Consiglio che è stato promotore di una legge in questo campo, senza dare però a questi interventi alcuna particolare priorità.
Noi chiediamo che essendo stato approvato il riparto fiscale, nel complesso degli interventi che saranno studiati per la utilizzazione di queste somme sia data una parte di un certo rilievo alla questione energetica. Voi sapete che quello che ancora tiene la Cogne in Valle d'Aosta è il risparmio previsto dal Ministero - questo lo ha detto De Michelis ieri - con le centrali, occorre quindi che ci diamo molto da fare nel settore dell'energia, perché le condizioni per avere un'industria sviluppata sono: una, che ci siano in questo momento delle fonti energetiche a basso costo, l'altra, che ci sia una rete di trasporti che favorisca gli scambi commerciali. Se la Giunta regionale non riuscirà a muoversi in queste due direzioni - per momento si è fatto molto poco - avremo come conseguenza una continua perdita dell'occupazione industriale della nostra Regione senza riuscire ad intervenire in modo adeguato negli altri campi.
Quindi noi votiamo questo provvedimento ma chiediamo che ci sia la volontà della Giunta di intervenire in modo più incisivo rendendosi conto dell'importanza del tema dell'energia.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Viberti, ne ha facoltà.
Viberti (DPROL) - Sono d'accordo, Signor Presidente, che la discussione si faccia alla fine di questo argomento, ma non accetto che lei approfitti della sua conoscenza del regolamento per impedirmi di parlare. All'art. 51 c'è scritto: la discussione può essere interrotta solo per domandare il rinvio della proposta, per proporre un accertamento, una mozione d'ordine o un richiamo all'osservanza della legge del regolamento. Qui non c'è scritto "su quell'argomento". Per proporre un accertamento, non conoscendo come lei il regolamento, potevo chiedere di accertare quanto dicevo, cioè che gli scrutatori non hanno posto in essere quello che devono fare, e mi costringono a rinunciare alla segretezza del voto, questa è una cosa grave. Accetto di discuterlo dopo ma non accetto che mi si faccia passare per fesso neanche da parte del Presidente del Consiglio.
Presidente - La mozione d'ordine è un richiamo al regolamento, il Presidente le dà la parola. L'illustrazione della mozione d'ordine se non riguarda l'oggetto in discussione, viene fatta alla fine dell'oggetto, ormai per prassi più che consolidata.
Ha chiesto di parlare sull'oggetto n. 15 il Vice-Presidente Faval, ne ha facoltà.
Faval (UV) - Questa riunione del Consiglio è un po' strana, per quel che mi riguarda è la prima volta che sento dei Consiglieri interpretare il regolamento nel modo in cui è stato interpretato stamani, per cui parlando di una legge di finanziamento ed un provvedimento che è stato votato nell'anno scorso, si è riusciti a parlare della Cogne, della Finsider e dei metodi con i quali la Giunta in questa maggioranza affronta il problema. Visto che questo si può fare, lo faccio anch'io, perché se del demagogo ti hanno dato, Consigliere Mafrica, dopo il secondo intervento mi sono convinto anch'io che effettivamente avevano ragione. Il Consiglio regionale, quando ha affrontato il discorso della Cogne e del piano Finsider, ha detto che non gli andava bene il piano Finsider perché significava la morte del settore pubblico della produzione degli acciai speciali. È stato anche affermato che in questo piano si privilegia il settore privato per la produzione che rende, quindi si privatizzano le rendite; mentre invece si danno al comparto pubblico tutti i debiti di un certo tipo di produzione - gli acciai normali. Se poi la tecnica - che è poi quella del PCI - di opporsi a questo tipo di piano è di richiedere di conservare posti di lavoro all'interno delle fabbriche che producono debiti, anche perché ci sono troppi addetti rispetto alle necessità, per carità noi ne prendiamo atto, ma siamo convinti che in questo paese non ci si possa ergere a moralizzatori se poi si richiede che vengano mantenuti posti di lavoro che non rendono. Con questo chiediamo che quegli occupati continuino ad essere tali in settori diversi, diversificando la produzione e puntando verso quelle produzioni che rendono. Questo l'Union Valdôtaine lo ha già detto nel 1968, ma anche prima, che alla Cogne si doveva ridurre la produzione, specializzarsi, poter lavorare in loco una parte del materiale che veniva prodotto per evitare di mandare a spasso quegli operai che sarebbero risultati in più rispetto alla diminuzione della produzione. Voi avete detto allora che eravate d'accordo nell'aumento della produzione; noi avevamo fatto presenti alcune difficoltà rispetto al piano di Vittuone e Scaffati, il Consigliere Germano, ex senatore della Repubblica, che all'epoca era Capogruppo del PCI, dal Libro Bianco sulla Cogne dice testualmente: "Per noi gli operai di Vittuone e Scaffati hanno la stessa posizione degli operai della Cogne di Aosta". I risultati quali sono stati? Negli anni recenti - mi ricordo che c'eri anche tu in Consiglio comunale - avete presentato una mozione per difendere l'occupazione in Valle d'Aosta, allora gli operai di Vittuone e di Scaffati non erano più sullo stesso piano degli operai della Cogne? Non si può una volta sostenere una cosa ed un'altra volta sostenerne una diversa, occorre un minimo di coerenza. Per cui - ripeto - quello che hai fatto stamani, Consigliere Mafrica, è pura demagogia, perché sono convinto che il modo di difendere gli interessi di questa Repubblica non è quella di insistere perché vengano mantenuti dei posti che rendono solo ed unicamente dei debiti. La Cogne - e ti ho detto prima cosa pensiamo noi della Cogne - nei primi mesi del 1981 - i primi sei mesi - è già riuscita ad avere un deficit di 56 miliardi, alla fine dell'anno saranno più di cento, chiedo se è questo il modo di portare avanti il problema economico e sociale di questo paese. Chiediamo soluzioni diverse, lo diciamo da sempre e con coerenza insistiamo su questa posizione. Alla Cogne in questo momento per esempio si sta producendo il così detto "billettame" che non solo non rende, ma procura deficit, mentre non si riesce a produrre materiali che tra l'altro - così a detta di persone che lavorano alla Cogne - risulterebbe essere la Cogne l'unica in Italia in grado di produrli. Nonostante ci siano delle commesse in questa direzione non si riescono a fare e si deve produrre ciò che ci è stato imposto in un certo modo. Questo non lo sopportiamo e nemmeno di sentirsi dire che per esempio il Sindaco di Napoli ha ottenuto che rimanessero 1000 posti di lavoro in un settore che non produce. Vogliamo per Napoli 1000-2000 posti, perché sappiamo qual è la loro situazione, ma vogliamo che questi posti di lavoro vengano realizzati in termini validi, anche dal punto di vista economico, non solo dal punto di vista demagogico.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
Mafrica (PCI) - È segno di poca capacità di adeguamento al mutare degli eventi continuare a riferirsi ad una data - il '68, che fra l'altro anche per me rappresenta un anno di grande importanza per motivi diversi da quelli del Consigliere Faval - perché la realtà economica ed industriale della Valle d'Aosta, del paese e dell'Europa è in così veloce sviluppo che se qualcuno pensa di aver detto le cose giuste già nel '68 o è un grande profeta oppure è uno che ha quella come unica argomentazione.
Le posizioni nostre - che non puoi falsificare - non sono di difendere i posti di lavoro comunque e dovunque, piantando delle bandiere rosse sulle fabbriche senza pretendere di cambiare qualcosa. Sono d'accordo che la Cogne in questi anni sta seguendo un processo di deterioramento per varie ragioni. Non credo assolutamente, e non mi permetterei neanche di dirlo - mi fa piacere però che il Consigliere Faval l'abbia detto e vorrei che lo andasse a dire anche agli operai della fabbrica - che sia il numero dei lavoratori della Cogne la causa principale della grave situazione in cui si trova, bensì il fatto che si va nella direzione inversa a quella necessaria, si tagliano i trattamenti termici per gli acciai da costruzione e si cancellano delle seconde lavorazioni. I debiti della Cogne non derivano dal numero in eccesso dei lavoratori, ma dal fatto che non si riesce a commercializzare l'acciaio prodotto, che ci sono oneri finanziari rilevanti, che non si fa ricerca per gli acciai per più alto contenuto di lega. La Cogne non può essere pensata solo come una piccola fabbrichetta con pochi addetti che fa la punta più elevata della piramide degli acciai speciali; il discorso è molto più complesso. Faccio una questione di metodo, non discuto in questo momento del piano Finsider, ci saranno altre occasioni per farlo perché purtroppo siamo incamminati in una direzione abbastanza negativa; mi limito solo a dare degli elementi. È falso dire che difendiamo dappertutto, dove ci conviene, i posti di lavoro: in Valle d'Aosta siamo stati d'accordo con le organizzazioni sindacali di andare verso l'utilizzazione del forno elettrico invece che del ciclo integrale, ed in questo senso l'idea di fare qualcosa di nuovo per avvicinarci alle esigenze attuali l'abbiamo sempre seguita. Il problema che ho sollevato prima e che solleverò su tutti i punti da adesso fino a quando non cambierà metodo la Giunta o non cambierà la Giunta, è il suo modo di governare non adeguato alle esigenze della nostra Regione.
Quindi ribadisco che questo provvedimento ci va bene ma è minimale; occorre un grosso sforzo nel settore del risparmio energetico, perché se non ci sarà energia in quantità elevate e a bassi costi in Valle d'Aosta, tutti i settori economici ne risentiranno. Chiedo alla Giunta un impegno, visto che ormai le risorse finanziarie ci saranno, perché si muova in questa direzione.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Tamone, ne ha facoltà.
Tamone (UV) - È evidente che questo Consiglio sta ritornando interessante perché riesce a fare rimanere incollati ai banchi i Consiglieri, cosa che non succedeva da molto tempo. Può darsi che il Consigliere Mafrica, quando ritorna da Roma - l'aria di Roma gli fa bene - venga qui con le notizie della sua parte dopo aver parlato con i suoi compagni comunisti e con il suo compagno De Michelis, perché li si possa tutti quanti ammirare per le loro decisioni e le loro capacità. Ai dirigenti della Cogne credo meno di quello che credo al Consigliere Mafrica, perché i dirigenti della Cogne li ho messi in croce, facendo dire loro quello che non volevano dire, dimostrando che era gente in malafede che veniva qui a venderci fumo: da trent'anni lo andiamo dicendo ai dirigenti della Cogne e glielo continueremo a dire fintanto che si comporteranno in questo modo. Vengono qui a parlarci dei tagli di 200 persone che poi diventano 1500, non solo non vogliamo neanche sentirli, ma neanche vederli.
Per quel che riguarda il problema della Cogne, un po' più specificatamente, e l'azione della Giunta, teniamo a precisare che le riunioni alle quali eravamo stati invitati erano tre: alla prima riunione l'Assessore Chabod per impegni inderogabili non ha potuto andarci, e questo lo abbiamo già detto ieri quando eri assente. Alla seconda riunione non ha potuto partecipare nessuno perché il Ministro De Michelis nella sua onnipotenza aveva pensato che potesse, chi abitava a Milano o ad Aosta, ricevendo un telegramma alle undici e mezzo del mattino, essere a Roma alle sei del pomeriggio; né l'Assessore all'Industria della Lombardia, né il Sindaco di Sesto S. Giovanni, né il Sindaco di Aosta, né l'Assessore all'Industria della Valle d'Aosta sono riusciti a trovare un posto sull'aereo per poter essere a Roma per le sei del pomeriggio. La loro assenza è stata accettata dal Ministro De Michelis tanto che ha convocato per il 15 ottobre gli Assessori che non avevano potuto essere sentiti, e quel giorno ha detto in modo deciso sia all'Assessore regionale della Valle d'Aosta, che conta 100.000 abitanti, sia a quello della Lombardia, che ne conta 9 milioni, che il piano per quel che riguardava la Nuova SIAS veniva posto in questi termini: o prendere o lasciare. Quindi se dicevamo no, avrebbe chiuso la Cogne. In più, la memoria ultima presentata dal nostro Assessorato era molto chiara e per questo ti rileggo tre punti soltanto del documento che l'Assessore Chabod ha consegnato il 15 ottobre al Ministro De Michelis, che speriamo sia così onesto da voler dare questo documento di poche righe al CIPI perché ne prenda atto nella sua decisione politica e tecnica: "si ribadisce la posizione della Valle d'Aosta di rinviare le decisioni in merito al definitivo assetto produttivo ed occupazionale della siderurgia speciale, fino a quando non sia chiarito il rapporto fra aziende pubbliche e private, in particolare Teksid e Vertek". Il Ministro di fronte a questa sollecitazione risponde che non gliene importa niente che il discorso verrà fatto solo dopo che il piano sarà passato. Noi su questo non concordiamo lo abbiamo detto e l'Assessore Chabod glielo ha riscritto e ridetto il 15 ottobre. Più avanti leggo: "ribadiamo che mentre possiamo condividere la decisione di tagli occupazionali accettabili per la situazione del comparto, siamo per una netta opposizione ai tagli occupazionali che tocchino l'integrità ed il ciclo dello stabilimento di Aosta". Il Ministro non vuole capire questo concetto fondamentale, e cioè che tagliando il ciclo là dove lui propone, rovina lo stabilimento di Aosta e lo porta alla chiusura, sebbene tutto questo noi glielo abbiamo detto e scritto. Il concetto fondamentale del Ministro De Michelis, del piano della Finsider, è di bloccare la lavorazione dell'acciaio alla prima lavorazione, perché il nostro fatturato nei confronti di quello che paghiamo per addetto è troppo basso; questo concetto noi non lo accettiamo come vero e contestiamo che quello che lui propone valga a risolvere il problema. Inoltre, è evidente a tutti che bloccare la produzione dell'acciaio alla prima lavorazione, come previsto dal piano, comporterà un notevole calo del fatturato, e credo questo sia evidente a tutti e non contribuirà certo a diminuire pure con i tagli l'attuale rapporto lavoro-fatturato, che è il dramma del Ministro De Michelis. Quindi il piano di De Michelis non ci va bene e glielo ha detto l'Assessore Chabod in faccia, speriamo solo che il Ministro - e lì sono perfettamente d'accordo con il Consigliere Faval - se avrà il coraggio di dire che i 9000 posti andavano tolti perché era necessario, abbia la coerenza di andare fino in fondo. Invece qui si ha la coda di paglia ed è evidente che l'esplosione della Valle d'Aosta ha creato al Ministro meno problemi di quanti non ne crei quella di Napoli. Il Ministro De Michelis è talmente intelligente da capire che il problema di Sesto S. Giovanni non è così drammatico come quello di Napoli, è tutto lì, non è che i compagni comunisti siano migliori di altri.
Dobbiamo assieme cercare di far variare questa decisione - che concerne soprattutto la Cogne e la Breda - che tecnologicamente porterà alla chiusura a brevi termini della Cogne di Aosta, senza farci polemiche addosso e senza voler sfruttare l'occasione per denunciare le nostre debolezze, le nostre mancanze, perché non ci sono state qui né debolezze né mancanze, ma solo la volontà di andare in fondo a questo discorso. Il Consigliere Faval lo ha detto prima, crediamo di essere stati tutti assieme, maggioranza e minoranza, unanimi nel dichiarare che qui c'è l'intenzione di privatizzare degli utili che potrebbero essere fatti alla Cogne. Scusami ma uno sfogo ci voleva.
Presidente - La Presidenza ritiene che anche se siamo usciti un po' dal seminato, questa mattina sono stati affrontati argomenti che hanno elevato il confronto in sede consiliare, pertanto penso che il Consiglio possa concordare con la Presidenza sull'opportunità di non aver strozzato un dibattito che si è dimostrato proficuo almeno per la precisazione delle posizioni di ogni singolo Gruppo.
Ritornando all'oggetto n. 15, ci sono altri Consiglieri che desiderano prendere la parola?
Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, Chabod, ne ha facoltà.
Chabod (DC) - Mi era stato chiesto quante domande c'erano. Il totale delle domande al 31/1/81 era di Lire 1 miliardo 698 milioni, ma c'erano due domande per Lire 1 miliardo 504 milioni per un complesso di funivie di Champoluc per le quali poi non si è più ricevuto nessun documento. Per altre cinque domande non è stato possibile stabilire il tipo tecnologico adottato perché anche qui non è stata portata tutta la documentazione; ad ogni modo con questi 78 milioni riusciamo a far fronte per adesso alle restanti domande.
Sapete benissimo perché non abbiamo potuto mettere di più; avevamo dei soldi ed il Consigliere Minuzzo mi chiede come mai sulle Confidi. Non so se lui se lo ricorda, abbiamo fatto tutti i calcoli delle Confidi - industriali, commercianti, artigiani ed albergatori - per vedere i soldi che avevamo e siamo riusciti ad aumentare la (registrazione incomprensibile) anche togliendo 78 milioni. Dunque il conto torna.
Adesso non voglio più infierire sul Consigliere Mafrica, perché poi gli rovineremmo il pasto di mezzogiorno; è arrivato tutto pimpante da Roma con le sue notizie e invece oggi il Consigliere Faval ed il Consigliere Tamone lo hanno legnato un po', ed io non voglio esagerare, perché dopo tutto sono un democristiano e un po' di fede ce l'ho. Volevo dirti però questo che non hanno detto prima: fra i componenti dunque - questo ho sempre dato a De Michelis - darebbero garanzia al futuro dello stabilimento Cogne, ristrutturazione dell'azienda tenendo conto del riassetto gestionale, risparmio energetico, perché loro non hanno tenuto conto nemmeno che siamo in procinto di fare metanodotto. Anche questo glielo abbiamo detto, abbiamo cercato di fare tutto quello che era in nostro potere.
Presidente - Passiamo all'esame dell'articolato.
Dò lettura dell'art. 1:
Art. 1
L'articolo 9 della legge regionale 25/8/80, n. 44, è sostituito dal seguente:
"Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge, previsti in Lire 78 milioni, graveranno sul cap. 38110 della parte Spesa del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1981.
Per gli anni successivi, le spese per l'applicazione della presente legge saranno finanziate annualmente, con legge di bilancio, sulla base del piano d'intervento di cui al precedente articolo 3".
Presidente - Metto in approvazione l'art. 1 testé letto.
Esito della votazione:
Presenti: 24
Votanti: 23
Astenuto: 1 (Faval)
Favorevoli: 23
Il Consiglio approva.
Presidente - Do lettura dell'art. 2:
Art. 2
Alla copertura dell'onere derivante per l'anno 1981 dall'applicazione della presente legge, ammontante a Lire 78 milioni, si provvede mediante riduzione di pari importo dello stanziamento iscritto al Cap. 50050 "Fondo globale per il finanziamento di spese per l'adempimento di funzioni normali (spese di investimento)" della parte Spesa del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1981 (allegato n. 7 della legge regionale 23 marzo 1981, n. 17; settore 2 - sviluppo economico) all'uopo utilizzando parzialmente il fondo di Lire 460 milioni a disposizione per i provvedimenti concernenti "Interventi regionali per l'anno 1981 a favore delle Confidi" nel limite dell'importo disponibile ad avvenuta utilizzazione della somma di Lire 382 milioni con legge regionale 23 marzo 1981, n. 17.
Presidente - Metto in approvazione l'art. 2 testé letto.
Esito della votazione:
Presenti: 24
Votanti: 23
Astenuti: 1 (Faval)
Favorevoli: 23
Il Consiglio approva.
Presidente - Do lettura dell'art. 3.
Art. 3
Al bilancio di previsione della Regione per l'anno 1981, sono apportate le seguenti variazioni:
PARTE SPESA
Variazione in diminuzione:
Cap. 50050 - Fondo globale per il finanziamento di spese per l'adempimento di funzioni normali (spese d'investimento)
Lire 78.000.000=
Variazione in aumento:
Cap. 38110 - Contributi a enti e privati per installazione di impianti finalizzati al risparmio energetico (L.R. 25/8/80, n. 44 - L.R. 23 marzo 1981, n. 17)
Lire 78.000.000=
La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.
È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.
Presidente - Metto in approvazione l'art. 3 testé letto.
Esito della votazione:
Presenti: 24
Votanti: 23
Astenuti: 1 (Faval)
Favorevoli: 23
Il Consiglio approva.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.
Mafrica (PCI) - Per esprimere il voto favorevole a questo punto e per chiarire rapidamente con due battute che il convegno a cui ho partecipato ieri era stato organizzato dai Gruppi parlamentari con le forze politiche, i dirigenti della Finsider, le organizzazioni sindacali, i Consigli di fabbrica. I dirigenti della Cogne erano presenti, non è che mi fidi dei dirigenti della Cogne più che del Consigliere Tamone, del quale condivido il discorso nella sostanza tecnica, anzi sono preoccupato in generale che il piano di risanamento dell'industria pubblica delle partecipazioni statali sia affidato alle stesse persone che hanno assassinato le partecipazioni statali, ma ritorneremo su questo argomento perché mi sembra antindustriale.
Presidente - Si passa alla votazione segreta sul complesso della legge.
Votazione a scrutinio segreto
Esito della votazione:
Presenti: 26
Votanti: 25
Astenuti: 1 (Faval)
Maggioranza: 14
Favorevoli: 23
Contrari: 2
Il Consiglio approva.
