Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 479 del 28 ottobre 1981 - Resoconto

OGGETTO N. 479/81 - COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE SULL'ATTIVITÀ DEL CONSIGLIO, COMUNICAZIONE DELL'AVVENUTA APPROVAZIONE DELLA LEGGE STATALE SUL NUOVO ORDINAMENTO FINANZIARIO DELLA REGIONE.

Presidente - Passo alle comunicazioni del Presidente del Consiglio che sono oggi come sapete di particolare attualità ed interesse.

Annuncio di disegni di legge

Presidente - Do annuncio dei disegni di legge presentati dal 5/10/81 in poi dalla Giunta regionale:

D.L. n. 327 dell'8/10 - "Nuove norme per l'estensione agli affetti da tubercolosi non soggetti all'assicurazione obbligatoria delle provvidenze economiche previste per gli assistiti dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale". Assegnato alla I e IV Commissione.

D.L. n. 328 del 16/10 - "Delega all'U.S.L. delle funzioni amministrative relative all'assunzione di personale addetto a mansioni elementari di cui all'art. 9, 2° comma, DPR del 20/12/79 n. 761". Assegnato alla IV Commissione.

D.L. n. 329 del 16/10 - "Applicazione dell'art. 4, L. R. 5/11/76, n. 46 -"Concessione di contributi alle imprese private concessionarie di autoservizi di linea in conseguenza della sperequazione contrattuale dei dipendenti del settore". Assegnato alla I e III Commissione.

Annuncio di proposte di legge

Presidente - È stata presentata inoltre una proposta di legge statale dal Gruppo della D.C.:

P.L. n. 18 del 23/10 - "Norme in materia di produzione e distribuzione di energia idroelettrica nella Regione Valle d'Aosta". Assegnata alla I Commissione per competenza ed alla Commissione speciale per l'Energia.

Presidente - Non vi sono disegni di legge non vistati, non vi sono disegni di legge vistati, le deliberazioni vistate dell'ultimo Consiglio sono 31, non vi sono deliberazioni non vistate.

Riunioni di Commissioni

Presidente - Le riunioni delle Commissioni in questo periodo sono state:

I Commissione: 1 riunione

II Commissione: 1 riunione

III Commissione: 3 riunioni

IV Commissione: 4 riunioni

Conferenza dei Capigruppo: 2 riunioni

Ufficio di Presidenza: 2 riunioni

Commissione speciale per Informazioni: 1 riunione

Commissione speciale per i problemi energetici: 1 riunione

Commissione per la casa: 2 riunioni

Commissione per il Regolamento: 1 riunione

Presidente - Le altre attività ed iniziative riguardanti la vita delle commissioni e del Consiglio concernono la presa di posizione della Presidenza di fronte al drammatico attentato in cui ha perso la vita il Presidente egiziano Anwar Sadat, nella cui occasione la Presidenza ha avuto modo, attraverso una dichiarazione rilasciata agli organi di informazione, di sottolineare il profondo cordoglio del Consiglio regionale per la scomparsa dell'uomo politico che ha sempre operato per la pace nel mondo.

---

In data 7 ottobre 1981, una delegazione del Consiglio regionale guidata dal Vice-Presidente Faval e composta dai Consiglieri Cout, Minuzzo, Viberti e Voyat ha compiuto una visita di studio all'Institut Agricole de l'Etat de Fribourg al fine di conoscere le problematiche relative alla sperimentazione in atto in agricoltura.

La Presidenza sottolinea che la visita è stata oltremodo interessante e si permette di richiamare l'attenzione dei Consiglieri su un atto di carattere organizzativo: in occasione di visite come queste, i Consiglieri che si sono prenotati per la visita, sarebbe opportuno che facessero sapere con un certo anticipo la loro rinuncia a prendervi parte, o comunque non si inscrivessero quando sanno che la loro partecipazione può avvenire con grande difficoltà. Questo per evitare che si abbia una organizzazione sovradimensionata, in quanto se i Consiglieri si inscrivono in quindici, poi sono solamente in sei o sette, ovviamente si crea un disguido nell'organizzazione.

---

Sempre in data 7 ottobre ha assunto il comando della Scuola militare alpina e del Presidio Militare di Aosta il Generale Fulvio Meozzi che sostituisce il Generale Benedetto Rocca chiamato ad altri incarichi.

Il Generale Meozzi ha formulato il desiderio che il suo saluto fatto al Presidente del Consiglio regionale fosse trasmesso a tutti i Consiglieri regionali, cosa che faccio con piacere in questa occasione.

---

Il Comune di St.-Rhémy ha trasmesso a questa Presidenza copia di due ordini del giorno approvati dal Consiglio comunale in data 21 settembre 1981.

Il primo sottolinea l'opportunità della definizione dello spostamento del casello autostradale sito all'altezza dell'abitato di Bosses. Il secondo ordine del giorno contiene un invito al Consiglio regionale ad esaminare con sollecitudine i due disegni di legge di iniziativa popolare presentati il 3 luglio.

Questa Presidenza ha già provveduto a trasmettere l'ordine del giorno ai Presidenti delle Commissioni consiliari competenti.

Approfitto per dire ai Presidenti delle Commissioni consiliari permanenti che i due disegni di legge di iniziativa popolare devono essere esaminati in una seduta assieme ai Presentatori, pertanto poiché la data di scadenza fissata dal Consiglio si sta rapidamente avvicinando, pregherei le due Commissioni incaricate di voler espletare con una certa sollecitudine questo adempimento. I documenti sono a disposizione dei Consiglieri per la consultazione.

---

Il Presidente dell'Unione regionale delle Province piemontesi ha trasmesso a questa Presidenza copia dell'o.d.g. approvato a conclusione di un convegno interregionale svoltosi a Biella il 9 e 10 ottobre u.s., sul tema "Il ruolo della Provincia e degli Enti locali per la tutela dell'ambiente".

Il documento che esprime l'orientamento degli Amministratori provinciali sui problemi attuali di carattere giuridico e finanziario nel campo della tutela dell'ambiente è a disposizione dei Consiglieri per la consultazione.

---

In data 13 ottobre è pervenuta a questa Presidenza una lettera del Presidente delle Funivie Val Veny in cui si dà notizia dell'interessamento posto dal Presidente della Commissione Lavori Pubblici della Camera dei Deputati, On.le Giuseppe Botta, per la soluzione del problema relativo ai collegamenti stradali da Aosta al Traforo del Monte Bianco.

Nel rispondere alla lettera in questione ho sottolineato l'importanza che riveste per la nostra Regione una positiva soluzione del problema viario nel tratto Aosta-Traforo del Monte Bianco, già più volte affrontato dal Consiglio regionale ed ho fatto presente che sarà mia premura tenere informati i colleghi Capigruppo della disponibilità manifestata dall'On.le Botta, nella speranza che possa attuarsi l'auspicato incontro tra il Presidente della Commissione Lavori Pubblici della Camera, i Parlamentari valdostani ed i settori operativi.

---

In data 14 ottobre 1981 la Commissione per il Regolamento ha deciso la costituzione di un Gruppo di lavoro per la revisione del regolamento interno presieduto dal sottoscritto e composto dai Consiglieri Bordon, Lustrissy, Tonino e Voyat. Questo Gruppo di lavoro sarà convocato quanto prima.

---

In data 24 ottobre ha avuto luogo l'inaugurazione della nuova sede della CGIL valdostana, partecipando alla quale ho avuto modo di sottolineare l'opportunità di un sempre maggiore collegamento tra le Assemblee elettive e le forze sociali.

---

In data 10 ottobre è pervenuta a questa Presidenza una comunicazione dell'Associazione valdostana famiglie di portatori di handicaps nella quale si dà notizia dell'avvenuta costituzione degli organi direttivi dell'Associazione stessa.

---

Il Console del Regno Unito della Gran Bretagna ed Irlanda del Nord ha trasmesso a questa Presidenza il testo di un discorso rilasciato dal Ministro per l'Irlanda del Nord, James Prior, sui problemi inerenti il sistema carcerario di quel paese.

Nel discorso, che parte dal presupposto della sospensione dello sciopero della fame da parte dei detenuti dell'IRA, si possono intravedere gli intendimenti del Governo inglese circa lo sviluppo futuro del sistema carcerario.

Anche questo documento è a disposizione dei colleghi Consiglieri che volessero consultarlo; ricordo che la documentazione viene fornita dall'Ambasciatore o dal Console di Gran Bretagna e d'Irlanda a noi, in seguito ad una presa di posizione - mi permetto di dire - energica, di questo Consiglio regionale in occasione degli scioperi della fame nell'Irlanda del Nord, a seguito dei quali sono morti alcuni patrioti.

---

Ieri pomeriggio si è svolto un incontro fra l'Ufficio di Presidenza, la Conferenza dei Capigruppo ed i rappresentanti della Regione in seno alla Commissione paritetica di cui al 3° comma dell'art. 72 della legge 16 maggio 1978, n. 196 e successive proroghe per un esame dei problemi relativi all'attività della Commissione stessa.

L'incontro ha avuto luogo con i tre rappresentanti della Valle d'Aosta e si sono stabilite anche le modalità con cui mantenere uno stretto legame fra l'attività della Commissione e la Conferenza dei Capigruppo.

ORDINAMENTO FINANZIARIO DELLA REGIONE VALLE D'AOSTA

Presidente - "Dulcis in fundo" confermo la notizia che è ormai di dominio pubblico dell'approvazione a scrutinio segreto ieri sera a Montecitorio della legge concernente il riparto fiscale. Si dicano due parole a conclusione di questo lungo e travagliato iter.

Ho avuto l'occasione di ascoltare direttamente per telefono il risultato proclamato ieri sera in aula e per qualcuno che avesse desiderio di conoscere anche le cifre, ve ne do notizia.

I Deputati presenti al momento della votazione erano 366, i votanti 365, 1 astenuto, maggioranza richiesta 183, voti favorevoli 318, contrari 47. Pertanto la Camera ha approvato il riparto fiscale. Penso sia indispensabile in un momento così importante per la vita finanziaria ed il bilancio della Valle d'Aosta, sottolineare la celerità con cui il Parlamento ha approvato, dopo anni di cambiamenti di Governo e di trattative alle volte contrastate e confuse - di cui un eco si è avuto anche in quest'aula - il ripristino - sempre in sede parlamentare - dei 9/10 a partire dal 1983.

Credo quindi non sia superfluo esprimere il compiacimento per il positivo esito di questa travagliata legge a cui hanno contribuito attivamente i vari Gruppi del Consiglio e per cui si è manifestata un'operante unità prima di tutto in quest'aula ma poi anche nell'iter romano del provvedimento. E non posso sottacere la particolare attenzione - sollecitata unanimemente dal Consiglio regionale, bisogna ricordarlo - riservata al D.L. dal Presidente del Senato On. Fanfani al momento del dibattito a Palazzo Madama, e l'impegno di tutti i Capigruppo parlamentari, degli oratori dei vari partiti che sono intervenuti sia al Senato che alla Camera a sostegno degli emendamenti migliorativi e del testo definitivo infine ieri sera approvato.

Mi sia consentito formulare un particolare ringraziamento al Presidente della Camera On. Jotti ed ai suoi collaboratori, che con fattivo impegno hanno risposto alle richieste di rapidità nell'approvazione avanzate da un'apposita delegazione nominata dall'Ufficio di Presidenza e rappresentante il Consiglio che si è recata a Montecitorio, nonché alle successive, pressanti e costanti richieste di questa Presidenza del Consiglio. Sono lieto di poter confermare inoltre che una particolare attenzione non mancherà da parte della Presidenza della Camera per i prossimi adempimenti necessari ad una sollecita pubblicazione del testo approvato sulla Gazzetta Ufficiale. Concludendo credo si possa affermare che il voto di ieri sera, come mi ha telefonato alcuni minuti fa l'On. Dujany, è stato un atto di giustizia che può fare ben sperare in chi ha fiducia nelle istituzioni democratiche e nel Parlamento della Repubblica delle Autonomie.

Con questo ho finito le comunicazioni del Presidente del Consiglio e apro la discussione.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino. Ne ha facoltà.

Tonino (PCI) - Voglio esprimere la soddisfazione del Gruppo comunista per l'ottenimento di un nuovo ordinamento finanziario per la Regione ed anche sottolineare l'importanza dell'azione unitaria svolta da tutte le forze politiche in questa ultima fase che ha indubbiamente favorito e permesso l'approvazione del D.L. in tempi abbastanza rapidi. Questo ordinamento che va a sanare una situazione ingiusta ed insostenibile per la nostra Regione, prima che di tutti, è una vittoria di noi comunisti. Dopo l'arbitraria decisione del Governo di riportare a 7/10 - cioè di tagliare di 2/10 gli introiti della Regione dopo aver trattato per oltre un anno e mezzo - è infatti mancata un'azione unitaria degna di questo nome contro un atteggiamento molto grave anzitutto perché era un atto antiautonomistico che faceva ritornare indietro la Regione rispetto a condizioni che erano state acquisite con leggi precedenti, in particolare con la legge del '71, ed in secondo luogo perché il Governo aveva dimostrato un'incoerenza senza limiti non rispettando i patti sanciti con la nostra Regione.

E non erano neanche accettabili in quel momento affrettati calcoli che portavano ad una comparazione delle entrate della nostra Regione rispetto a quelle delle altre Regioni per motivi di principio, per motivi statutari, per motivi storici, perché infine un confronto semplicistico di questa dinamica delle entrate era falso. La riduzione dei 2/10 fu presentata anche in considerazione della difficile condizione economica del paese, ma è stata una manovra discutibile perché si trattava in questo caso di tagliare le entrate della Regione per chissà quanto tempo, invece di operare un taglio di durata limitata. Queste erano le ragioni che ci avevano spinto a dichiarare grave l'atto del Governo, e dev'essere ricordato in questa sede che una nostra mozione per richiedere unitariamente il ripristino del 9/10 aveva ottenuto in quest'aula solo i voti del PCI, PSDI, PLI e Nuova Sinistra, mentre le altre forze politiche avevano tenuto in quell'occasione un atteggiamento che vorrei definire codardo e rinunciatario nei fatti, di fronte ad una posizione così grave.

Abbiamo sempre sostenuto che forse si poteva ottenere un risultato migliore se fino dall'inizio si fosse lavorato con convinzione unitaria da parte della Giunta e delle forze politiche della maggioranza; questo è stato sottolineato alla Camera proprio da un nostro compagno, l'On. Macis, quando nella dichiarazione di voto ha sostenuto che il ritardo nel riconoscimento alla Regione di un nuovo ordinamento finanziario è incredibile. "Tale ritardo" - ha dichiarato ancora l'On. Macis - "non può non essere una responsabilità della Giunta, derivante soprattutto dai metodi usati da lei nella trattativa, inoltre in quella sede non sono state affrontate alcune questioni importanti, in particolare una precisazione dell'eventuale capacità impositiva della Regione - che, come sappiamo, oggi si muove solo nell'ambito delle norme tributarie dello Stato - e della necessità della riscossione diretta delle imposte da parte della Regione - così come avviene nella Regione siciliana - invece di essere ogni volta vincolati ad un decreto del Ministero del Tesoro. Sono esempi questi che avvalorano quella che era stata fino dall'inizio la nostra tesi: anziché trattative personalistiche era necessaria fino dall'inizio un'azione unitaria di tutte le forze politiche con la quale avremmo raggiunto un risultato sicuramente migliore. Va anche ricordato che questa è un'occasione storica, un'opera di straordinario intervento nell'economia e nella vita della nostra Regione. È già stato scritto che in nemmeno due anni le entrate saranno di 1000 miliardi: si tratta di una cifra considerevole, tale da permetterci un intervento che lasci dei segni nella nostra Regione, sempre che con l'arrivo di questa ingente massa di denaro non si apra una furibonda corsa alla sparizione dei nuovi mezzi per sperperarli con calcoli semplicemente elettoralistici, mentre oggi c'è la necessità per la particolare situazione economica della Regione, di compiere grosse scelte innovatrici. Ma è questa Giunta in grado di operare una trasformazione del genere? Crediamo di no, non tanto perché ha già dimostrato di non avere alcuna capacità di programmazione, ma proprio perché questa Giunta, insieme alla maggioranza sta appiattendo in quest'aula e nella Regione il dibattito politico sulle scelte da fare. Si è trasformato questo Consiglio in un momento di routine contro cui sfuma qualsiasi confronto sulle scelte importanti. In vista dell'arrivo di questi miliardi si è poi aperta una corsa all'inseguimento di qualche spazio di potere; è un atteggiamento che evidentemente non condividiamo; anzi sosteniamo che, per l'arrivo di questi fondi, c'è la necessità di cambiare metodi di governo, basandosi sulla partecipazione ed il decentramento. Non rincorriamo alcuna richiesta di spartizione del potere, ma - come già abbiamo avanzato in altre occasioni - crediamo nella necessità che fra le forze politiche si giunga ad un accordo su un disegno di rinnovamento nel quale sia riconosciuta con uno sforzo unitario dignità politica a tutti i partecipanti.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Pedrini, ne ha facoltà.

Pedrini (IPLI) - Signor Presidente, colleghi Consiglieri, due parole soltanto per rettificare l'inizio dell'esposizione del Consigliere Tonino che non rispondeva a verità, ma corretto in un secondo tempo quando ha nominato i Gruppi che in un certo senso si erano allineati alle loro posizioni; posizioni che noi rivendichiamo come prettamente liberali.

Avevamo detto in una tavola rotonda fatta nel Salone delle Manifestazioni di questo palazzo che non eravamo d'accordo sui 7/10, e dopo averne spiegato i motivi, eravamo arrivati al punto di dire che se per caso non si fosse potuti arrivare ai 9/10, si facesse almeno la premessa di potervi ritornare in un secondo tempo, prendendo a caso uno qualsiasi dei codicilli che erano presentati sui versamenti, per esempio quello delle donazioni che era quasi inesistente. Tutto questo limitava la riduzione ai 7/10 al momento contingente che stiamo attraversando, dato il quale si poteva anche capire questa riduzione. Quindi avevamo detto in modo ben chiaro la nostra opposizione, in questo veniva toccata l'impostazione della nostra Regione a statuto speciale, come non più tardi di quindici giorni fa ho ripetuto a Torino in sede di Congresso nazionale delle Regioni a statuto ordinario in cui ho parlato come Regione a statuto speciale.

Fatta questa premessa, ringraziato il Padreterno che ci ha tenuto la mano sulla testa, scendo un po' sotto il Padreterno che si chiama Assessore Ramera e Padreterno non è senz'altro, e lo ringrazio perché se siamo arrivati abbastanza velocemente - prevedevo tempi molto più lunghi conoscendo la burocrazia romana - lo dobbiamo a lui che si è interessato direttamente al problema e che ha ben giocato i grossi "atouts", di cui dispone facendo parte, checché si dica, del partito di maggioranza, in questo caso nell'interesse di tutti i valdostani.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Fosson, ne ha facoltà.

Fosson (DC) - Anche noi riteniamo di esprimere la nostra soddisfazione per l'approvazione del nuovo riparto fiscale, che rappresenta un momento estremamente importante per la nostra Regione, perché significa certezza di ampie entrate, quindi possibilità di poter programmare certe scadenze, a lunga scadenza la vita della Regione.

In quanto Regione autonoma, possiamo affermare la nostra autonomia soltanto su un piano teorico se poi non abbiamo la capacità pratica di metterla in atto, da qui l'importanza della possibilità della Regione di essere autonoma anche finanziariamente. Siamo chiamati tutti ad un grosso sforzo creativo - diceva prima qualcuno - per riuscire ad usare bene delle nostre risorse, non a sperperarle, come è stato fatto per certi verso con contributi a pioggia o seguendo preoccupazioni particolari o particolaristiche. Dobbiamo riuscire a darci una programmazione a lunga scadenza, che sappia individuare le vie lungo le quali impostare la vita della nostra Regione. Tutto questo oggi possiamo farlo grazie alla autonomia finanziaria che abbiamo ottenuto e per la quale mi pare che tutti in questo momento avanzino primogeniture. In realtà tutte le forze politiche hanno svolto il loro ruolo ed in modo particolare rivendichiamo alla nostra forza politica, alla DC, il merito di aver compiuto a mezzo dei suoi uomini in rapporto costante con il Governo centrale, tutto quello che si poteva fare. Non tocca a me ma permettetemi lo stesso di farlo, di ringraziare l'amico Assessore Ramera che in questa trattativa ha saputo esprimere tutto quello che doveva essere espresso, e mi sia permesso respingere la polemica pretestuosa del PCI che d'altra parte, dovendo svolgere il suo ruolo di opposizione, non avrebbe dato la colpa alla DC, ai partiti di Governo ed ai movimenti locali, coi quali la DC in Valle d'Aosta governa. Oggi che con il riparto fiscale è arrivata l'autonomia finanziaria della Regione, il PCI deve per forza differenziarsi, dicendo che qualcosa non funziona, altrimenti si troverebbe senza motivazioni.

Ma queste sono polemiche deteriori sulle quali non voglio dilungarmi e concludo felicitandomi ancora per il risultato raggiunto e soprattutto con un invito a guardare avanti perché effettivamente questo possa diventare l'inizio di un momento di vera crescita della nostra comunità nella sua autonomia.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Nebbia, ne ha facoltà.

Nebbia (PSI) - Anche noi ci felicitiamo perché un riconoscimento dovuto alla nostra Regione si è finalmente realizzato. Però esprimiamo nello stesso tempo preoccupazione circa le caratteristiche di questo riconoscimento e l'uso dei fondi che dovrebbero pervenire alla nostra Regione. Mi pare che le polemiche che il PCI ha fatto sulle modalità di formulazione del testo di riparto fiscale, siano in un certo senso pretestuose perché non tengono conto che la formulazione definitiva del testo - che rinvia ad un tempo successivo il riconoscimento dei 9/10 - non è niente altro che quanto tutte le forze politiche in sede di commissione, di Consiglio, di dibattito, hanno detto di accogliere in un primo tempo.

Un aspetto importante da sottolineare - è bene che tutti se ne rendano conto - è l'aleatorietà degli introiti. Ne abbiamo già parlato in Consiglio ma è bene ripetere che più o meno i 2/3 degli introiti del riparto fiscale saranno conseguenti alla riscossione dell'IVA nel territorio della Valle d'Aosta. È sufficiente che da un lato ci sia un qualche decreto governativo che sposti la località di riscossione di questa tassa perché i 2/3 del riparto fiscale se ne vadano in fumo.

D'altra parte ricordiamo che il traffico internazionale - è quello che sostiene l'autoporto di Aosta e di conseguenza il nostro riparto - è in diminuzione non solo per l'evoluzione dell'economia mondiale in questo momento negativa, ma anche perché si stanno realizzando dei percorsi alternativi in campo europeo che potrebbero diminuire il traffico nella nostra Regione, e mi riferisco, nel settore occidentale, al traforo del Frejus, ma ancora di più nel settore orientale, al collegamento diretto autostradale che si sta realizzando fra Basilea e Milano, che ritengo porterà via ai nostri due trafori una coda di traffico ben più importante di quanto non sia stato fatto fino ad oggi. Quindi dobbiamo tutti renderci conto che l'importo totale del riparto fiscale potrebbe crollare ad un terzo di quello previsto se si verificassero una serie di fattori che sono al di fuori della nostra competenza e capacità di lavoro.

D'altra parte è stato citato, sempre dal Gruppo comunista, il dato dei futuri 1000 miliardi di importo totale del riparto fiscale, una cifra che mi sembra non solo fantascientifica, ma direi fantasmagorica. Ricordiamo che oggi l'importo del risparmio in Valle d'Aosta è di ca. 700 miliardi, il reddito totale di ca. 600 miliardi, supponiamo pure che nel giro di due anni salgano anche questi valori a 1000 miliardi, ma mi sembra inconcepibile che da 1000 miliardi più 1000 miliardi, in totale 2000 miliardi fra risparmio e reddito, se ne possano spremere 1000 per le casse della Regione. Quindi suggerirei di stare molto più con i piedi per terra e di non pensare che oggi si possa assumere qualsiasi iniziativa. Del resto quello che a noi interessa, è che venga accentuata e migliorata la qualità della spesa ed in questo senso il PSI ha proposto una sua eventuale possibile partecipazione per contribuire insieme all'attuale maggioranza, perché i fondi del riparto fiscale vengano utilizzati nel migliore dei modi e la qualità della spesa venga accentuata. Non si tratta, come dice il PCI, di (cito letteralmente) "corsa all'inseguimento di qualche spazio di potere", perché il PSI ha avanzato solamente una richiesta di carattere politico-programmatico, di individuazione di un programma limitato, preciso e puntuale sul quale ci possa essere un accordo e sul quale si possano concentrare gli sforzi economici e politico-amministrativi dell'amministrazione. Crediamo che ci debba essere un rinnovamento della gestione della cosa pubblica e siamo disponibili a dare il nostro contributo per cui chiediamo chiarimenti al PCI, perché ci dica a chi erano diretti quegli accenni alquanto equivoci che sono stati fatti, quando poi è lo stesso PCI che fa oggi le stesse proposte che noi abbiamo fatto ieri. Quindi su questo argomento cerchiamo di essere chiari su un punto: non solo ogni forza politica deve assumersi i meriti che gli sono dovuti per quanto ha fatto per ottenere il riconoscimento, ma deve rinunciare ad essere la mattatrice di un qualcosa che ci è pervenuto unicamente per concordia fra tutti i Gruppi.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere De Grandis, ne ha facoltà.

De Grandis (PRI) - Habemus ripartum, verrebbe voglia di dire data l'importanza del fatto fondamentale di oggi di fronte al quale mi appare secondario voler ripercorrere le tappe che hanno visto il tradursi di questo schema di legge in una legge statale. Anche se il passato ha visto posizioni diverse nelle varie forze politiche presenti in questo Consiglio, sta di fatto che al momento della stretta finale s'è verificata un'unitarietà di intenti che ha portato evidentemente ad una più rapida soluzione di questo problema. Ma la preoccupazione maggiore riguarda il futuro, perché non vorrei che l'aver raggiunto questo traguardo così importante per la nostra autonomia, per la vita economica della nostra Regione, rappresentasse un motivo di rilassamento, il decadere della tensione morale necessaria per un impiego corretto di questi fondi. La responsabilità di questo non mi sento di scaricarla solo sull'esecutivo o sulle forze che partecipano alla maggioranza, ma credo che coinvolga tutto il Consiglio, indipendentemente dalla collocazione di ciascuno delle forze di maggioranza o all'opposizione. A questo proposito vorrei rivolgere una raccomandazione a tutti i colleghi e cioè di impegnarci per rendere possibili investimenti qualificati e per favorire la chiusura di eventuali dispersioni di fondi che oggi avvengono, anche se legittimamente attraverso le leggi esistenti. E per fare questo lo strumento è già in atto, si tratta di renderlo più rapido ed efficace. Mi riferisco alla mozione votata da questo Consiglio, presentata da me, per la revisione di tutte le leggi di spesa, che rappresenta un momento di conoscenza, di analisi fondamentale per potere impostare correttamente l'attività economica futura della Regione. Già da qualche tempo l'Assessorato alle Finanze deve essere impegnato nella formazione del nuovo bilancio 1982, evidentemente nel bilancio si dovranno vedere i primi segni di una svolta che porterà ad investimenti più corretti e più incisivi, che privilegi i settori di sviluppo anziché quelli di assistenzialismo. Ognuno di noi dovrà sentirsi particolarmente impegnato nel seguire lo sviluppo di quel programma di revisione di leggi di spesa, sollecitando se necessario l'esecutivo perché attraverso l'analisi svolta dagli uffici preposti a questo lavoro e dai singoli Assessorati, ci fornisca una reale situazione su cui operare ed incidere con le nuove proposte. Evidentemente ognuno dovrà dare il proprio contributo in maniera corretta e fattiva senza preoccuparsi di dover fare gli interessi di questo o di quello, ma tenendo costantemente davanti agli occhi l'obiettivo finale che deve essere uguale per tutti noi presenti in questa sala, che è quello dell'interesse della collettività.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Voyat, ne ha facoltà.

Voyat (UV) - Nous devons reconnaître que le bon travail fait par nos parlementaires Fosson et Dujany, par le Président du Gouvernement Andrione, par le Président du Conseil Dolchi, par les Assesseurs aux Finances - parce que nous ne devons pas oublier le regretté Sén. Fillietroz - et surtout par le travail fait par les fonctionnaires à l'Administration régionale, comme d'autre part par toutes les forces politiques ici présentes, ce travail - je disais - a rendu finalement justice à la Vallée d'Aoste. L'enthousiasme quand même ne doit pas nous faire oublier que cette répartition fiscale n'est pas un cadeau que l'Etat italien nous a fait, mais c'est simplement un droit que nous avons en tant que Région autonome, droit d'autre part reconnu par la Constitution Italienne. C'est un devoir pour l'Etat italien de nous accorder depuis 1948, mais ça n'a été fait qu'en 1971. Malheureusement un simple changement de système d'impôt et la non-modification de la loi 1605 nous a fait perdre jusqu'à maintenant des centaines de milliards, et nous a obligés à déclarer des négociations longues et épuisantes qui ont duré - et nous le savons - pendant des années, après la réduction du pourcentage de 70% au lieu de 90%, réduction que le gouvernement de Rome avait fait après avoir demandé l'avis de ce Conseil, a été de la part de quelque force politique une motivation et un moyen de polémique.

L'Union Valdôtaine a toujours affirmé aussi bien ici au Conseil qu'aux débats publics de lutter pour les 9/10. Nous avions aussi affirmé que si, pour arriver aux 9/10, il était nécessaire d'accepter pour le moment les 7/10, nous étions d'accord. Les faits nous ont donné raison. Si le Président Andrione n'acceptait pas avec réserve les 7/10 au moment voulu, sans doute cette loi ne serait pas passée et nous serions encore au début du problème.

Le parti communiste devrait nous expliquer comme on aurait pu modifier et voter à l'unanimité d'abord la loi au Sénat et après à la Chambre des Députés, si cette loi ne pouvait pas suivre son cours et n'arrivait pas au Sénat. L'attaque que le parti communiste et autres forces font à nouveau au parti socialiste en l'accusant d'être plutôt opportuniste et d'avoir demandé d'entrer dans cette majorité simplement parce qu'il y avait odeur de répartition fiscale avant et certitude maintenant, la chose nous fait rire.

Réaction drôle, si nous voulons, de la part de ces gens, mais compréhensible d'autre part parce que ils ont été laissés seuls à l'opposition; mais ce n'est pas la même chose pour nous, la demande qu'a fait le parti socialiste nous démontre que cette majorité n'est pas si mauvaise comme on veut le faire croire et nous prouve aussi qu'il y a encore des forces politiques qui comprennent que l'opposition, pour le simple goût et plaisir de l'opposition, ne sert pas à l'intérêt de notre Région. Ce qui sert à la Vallée d'Aoste c'est la collaboration et la coopération de toutes les forces politiques; d'autre part l'action unanime de toutes les forces politiques ici présentes a rendu l'approbation de la répartition fiscale possible et plus facile.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Martin, ne ha facoltà.

Martin (UVP) - Non mi rimane che associarmi alla soddisfazione espressa da quanti mi hanno preceduto per l'approvazione del nuovo ordinamento finanziario della Regione Valle d'Aosta con il quale viene finalmente riconosciuto in modo concreto la nostra autonomia.

Come già hanno sottolineato quanti mi hanno preceduto, adesso tutti noi siamo tenuti a dotarci di un organico piano di sviluppo per non rischiare di impiegare malamente ed in modo improduttivo questa massa di soldi che sta per arrivare, soprattutto in quei settori importanti per la vita economica valdostana così da ottenere una reale crescita sociale della nostra Comunità.

Già in occasione dell'approvazione del bilancio di previsione dell'anno 1981 avevo tenuto a sottolineare come compito principale di questa maggioranza fosse la presentazione di un piano di sviluppo regionale di cui in effetti tutte le forze presenti in Consiglio regionale sentono la necessità. Siamo pronti a dare il nostro contributo affinché questo piano si realizzi e si arrivi come richiesto da tutti i Comuni valdostani, ad un decentramento finanziario verso i Comuni e le Comunità Montane.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Viberti, ne ha facoltà.

Viberti (DPROL) - Le parole pronunciate dal Capogruppo dell'Union Valdôtaine hanno ricordato che è merito del Presidente della Giunta se al Senato è stato iscritto all'o.d.g. un progetto di legge che portava anziché i 9/10 come questo Consiglio aveva accettato, i 7/10. È vero, è merito suo, su questo non ci sono dubbi. Il Presidente della Giunta aveva anche detto in questo Consiglio che chiunque avesse proposto delle modifiche, si sarebbe assunto le responsabilità di una grave possibilità per il fatto di non essere approvata. L'intervento di tutte le forze politiche presenti in questo Consiglio ha invece smentito le paure che qualcuno addirittura ha definito "codardia" di questa maggioranza e quanto era dovuto ci è stato restituito, se non altro a livello di principio. Adesso tutti dicono che bisogna qualificare la spesa; siamo d'accordo e ci stupiamo che qualcuno pensi che è solo entrando in maggioranza che si possono modificare gli atteggiamenti o le intenzioni di questa Giunta, che è legandosi ad un carrozzone qual è questa maggioranza che si possono modificarne gli atteggiamenti contando sulla - purtroppo - scarsa forza del PSI all'interno di questo Consiglio. Abbiamo visto qualcuno che nella maggioranza c'era e se ne è andato proprio perché il programma concordato non era stato assolutamente rispettato. Forse la spiegazione sta nel fatto che nel nostro paese un omone grande grosso calvo grasso con gli occhiali si diverte oltre che a studiare la vita di Garibaldi ed a giocare con i trenini, a piantare dei garofanini sulle Regioni, Comuni su tutte le Amministrazioni locali del nostro paese. E siccome c'era posto per un altro garofanino in Valle d'Aosta, ha deciso di piantarlo. Lo strumento c'è, è appena stato approvato dal Parlamento italiano: si tratta del riparto fiscale. Non vogliamo dire che si riapra la politica dei rubinetti perché senza dubbio, finché è stato possibile fare qualcosa, bene o male, unitariamente o con delle discussioni, fra le viarie forze politiche, si è raggiunto un risultato che è andato a beneficio della nostra Regione. Si tratta ora di vedere cosa vuol dire questa richiesta d'ingresso non condizionata alla richiesta di potere. Non mettiamo in dubbio che il Consigliere Nebbia, che noi stimiamo, abbia delle velleità di potere, purtroppo però è anche un ligio rappresentante del PSI, che non esprime uomini al suo livello, ma a livelli ben più bassi e siamo in attesa di vedere come la applicazione di questa legge sarà fatta, perché proprio il Ministro delle Finanze, che è quello che dovrà contrastare e verificare i conti in base alla legge approvata, avrà la possibilità o meno di fare arrivare più o meno velocemente il denaro alle casse della nostra Regione.

È stato già accennato dal Consigliere Voyat, che qui tutti sono pronti a prendersi dei meriti; noi non ne abbiamo richiesti, quello che abbiamo potuto fare lo abbiamo fatto, e purtroppo rispetto ad alcuni nostri dubbi, abbiamo avuto la conferma che questo riparto è inferiore - se non in termini di denaro, in termini di possibilità per la nostra Regione - a quello approvato nel '71. Lo ricordava il Consigliere Voyat, se di qualcuno è il merito per questo riparto fiscale non è di nessuno dei presenti in questa aula, ma di chi a suo tempo - Presidente della Giunta - ebbe il coraggio e la forza di contrattarlo con lo Stato romano. Noi non abbiamo fatto altro che seguire una strada già battuta per la quale nel '75 qualcuno - Assessore alle Finanze - diceva: "Il riparto è dietro l'angolo". Ebbene l'angolo era un angolo con molti lati, perché siamo ormai alla fine del 1981.

Noi non abbiamo fatto altro che richiedere un adeguamento rispetto a quanto era già stato sancito come principio, per cui chi ha ceduto nei confronti dello Stato, si è dichiarato scarsamente autonomistico, poco disposto a difendere nei fatti l'autonomia della nostra Regione. Questo è quanto: responsabilità ce ne sono, speriamo che questi soldi non vengano spesi male - d'altra parte più che sperare non possiamo fare, perché la nostra possibilità di incidere rispetto a questa maggioranza che si va ancora a gonfiare, è molto modesta.

Per conto nostro siamo partiti prima dell'approvazione del riparto fiscale con due proposte di legge di iniziativa popolare che vanno verso un decentramento in quanto autonomia è decentramento. Chi si professa autonomista e non sostiene il decentramento, è un falso autonomista: questo dovrebbe valere anche all'interno dell'Union Valdôtaine. Il concetto fondamentale che passa attraverso queste due proposte di legge è, oltre a quello di dare la possibilità alle gente di capire cos'è una legge, anche quello di responsabilizzare le Amministrazioni comunali per poter intervenire sul territorio senza dover questuare né dipendere da questa o quella maggioranza, cosa che noi come Consiglio regionale abbiamo per altro sempre rivendicato nei confronti del Governo centrale. Quindi non si può avere un atteggiamento doppio. Abbiamo fatto delle proposte che chiediamo siano discusse da questo Consiglio e dov'è necessario, modificate. L'importante per noi è che i Comuni siano dotati da una parte di denaro e dall'altra di un aiuto da parte della Regione che li metta in grado di dare attuazione a quelle idee delle quali i Comuni non sono certo privi, non è che gli uomini politici quando sono nei Comuni siano più bolsci di quelli che lavorano all'interno del Consiglio regionale, tutt'altro! Anzi le ristrettezze in cui vivono i primi abitualmente li costringono a darsi da fare più di quanto non faccia questo Consiglio regionale che è ormai allargato in un'enorme maggioranza che non combina più niente di buono. Allora vediamo con questo riparto fiscale di dare nuova linfa alla vita politica di questa Regione, anche per arrivare a qualcosa di nuovo all'interno di questo Consiglio regionale che finalmente potrà occuparsi di cose che più lo concernono quale fare leggi che diano gli indirizzi precisi e il controllo su quanto avviene sul territorio, invece di fare il maxi-comune o il dispensare di contributi e favori o la spicciola amministrazione.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo, ne ha facoltà.

Minuzzo (PSDI) - Ritengo non sia assolutamente il caso di cogliere l'occasione dell'approvazione del riparto fiscale per la Valle d'Aosta per creare polemiche con il PSI che per quanto abbia fatto un'esplicita proposta alla maggioranza, in maggioranza ancora non è. Ritengo che sulle scelte fatte dal PSI le valutazioni si debbano fare a fatti compiuti e non su illazioni o informazioni qualche volta distorte dalla stampa.

Voglio ricordare però quello che è avvenuto in questo ultimo anno della vita politica valdostana. Ricordo che in fase di votazione del bilancio di previsione per il 1981, sia il PSI che il PSDI dettero congiuntamente una dichiarazione di voto con la quale annunciavano la loro astensione ritenendo quel bilancio provvisorio, poiché sembrava imminente l'approvazione del riparto fiscale alla Valle d'Aosta, dal quale sarebbe scaturita tutta una nuova discussione sull'impostazione da dare alla spesa del bilancio regionale. Ricordo anche che in risposta agli appelli fatti in modo particolare dal Presidente della Giunta e dall'Assessore ai Lavori Pubblici, Borbey, di - non dico - "rientrare" in maggioranza per noi ed "entrare" in maggioranza per il PSI, rispondemmo che non eravamo assolutamente in una posizione di "opposizione per l'opposizione" (come mi sembra abbia detto il Consigliere Voyat nel suo intervento) ma anzi disponibili ad un confronto franco e sincero per cui avevamo invitato la Giunta regionale a presentare al più presto un programma di investimenti produttivi per il fantomatico riparto fiscale. A questa nostra dichiarazione ricordo si aggregò nella sostanza - seppure con altre parole - il Consigliere Martin. Lui appartiene ad un movimento che fa parte organica di questa maggioranza e diede una votazione critica - seppure a favore - al bilancio di previsione regionale, un piano di sviluppo per cercare di portare fuori la nostra Regione dalla crisi che già allora stava attraversando. Quanto è stato detto da un anno a questa parte almeno da parte nostra non è stato modificato. Non mi sembra che la maggioranza regionale abbia potuto dare così delle indicazioni su quello che è il suo indirizzo per la gestione della cosa pubblica; abbiamo visto che la maggioranza nei confronti dell'opposizione spesse volte ha fatto valere la logica dei numeri senza mai raccogliere le istanze più giuste che questa le proponeva. È chiaro che oggi come oggi nessuno può illudersi di aver scoperto l'acqua calda e vediamo ripetersi nuovamente quanto verificatosi un anno fa: prendiamo atto delle dichiarazioni fatte dal Capogruppo della D.C., dalle quali mi è parso di capire - almeno fra le righe - che il modo di gestire non sia proprio dei più congeniali per la D.C. e mi è parso di cogliere un appello soprattutto alle forze di opposizione, perché ci si metta attorno ad un tavolo per discutere su come investire questi quattrini del riparto fiscale. Ebbene da parte del mio partito c'è tutta questa disponibilità a discutere e a confrontarci sul da farsi, senza per questo avanzare richieste di ingresso in maggioranza, anche perché riteniamo che ognuno debba svolgere i ruoli che si è assunto. Il mio partito ha cercato di collaborare nei confronti dell'attuale maggioranza seppure in una posizione critica in quanto siamo all'opposizione, ritengo però che proposte concrete sull'utilizzo di questi fondi debbano venire dalla maggioranza, mentre sarà l'opposizione a dare dei giudizi e eventualmente dei suggerimenti su come intende gestire la cosa pubblica.

Non mi dilungo oltre in ringraziamenti a destra e a manca, giustamente l'On. Dujany nella sua dichiarazione ebbe a dire che ringraziava tutti coloro che si erano adoperati per far sì che fosse riconosciuto un diritto alla nostra Regione, già sapendo che ci sarebbero state innumerevoli paternità per questo riparto fiscale. Penso che tutti quanti nel limite delle loro possibilità si siano adoperati per ottenerlo e ritengo serenamente che gli interessi valdostani siano al di sopra delle questioni politiche e che la maggioranza regionale al più presto debba presentare un programma d'investimento, perché chiaramente non può da solo il PSI riuscire con un eventuale suo ingresso in maggioranza a frenare la gestione a carattere clientelare portata avanti dalla Giunta regionale.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Berti, ne ha facoltà.

Berti (ACV) - Vorrei esprimere le mie soddisfazioni per questo momento importante per la Valle d'Aosta per il conseguimento di un diritto già sancito in passato ma purtroppo lungamente combattuto per tutti questi anni. Ora, finita la battaglia, auspico che la Giunta regionale ci porti una prospettiva di piano di sviluppo per vedere nel migliore dei modi come gestire per la nostra Comunità tutto questo afflusso di denaro.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Cout, ne ha facoltà.

Cout (PCI) - Rispetto al dibattito sul nuovo riparto il nostro partito è stato bollato di portare avanti un'opposizione demagogica e pretestuosa, ma intanto nessuno ha smentito due cose che sono essenziali ed inconfutabili: la prima è che i 9/10 sono stati ripristinati grazie ad un emendamento proposto e firmato dai senatori comunisti, in primo luogo il Sen. Modica; la seconda è che quando abbiamo chiesto in Consiglio regionale di ripristinare i 9/10, la maggioranza, l'Union Valdôtaine, D.P., D.C., PSI, PRI, UVP, hanno votato contro.

Per quanto riguarda la nostra posizione politica, direi che questa non si può definire equivoca: in questo momento diciamo semplicemente due cose: la prima è che questa Giunta ci ha dimostrato in varie occasioni di non essere in grado di gestire nel modo migliore i nuovi fondi del riparto fiscale per cui deve essere cambiata. Chiediamo quindi un confronto, a cominciare dalle componenti della sinistra, per la formazione di una nuova Giunta regionale, in cui sia presente il PCI e per un cambiamento dei metodi di governo; non ci bastano degli aggiustamenti né è sufficiente dare degli appoggi in questo momento, anche perché abbiamo visto da tempo come non si riesca da parte di questa Giunta arrivare ad un modo diverso e programmato di intervenire e di spendere. Accettiamo di buon grado l'invito del Consigliere De Grandis di sollecitare l'esecutivo e di impegnarci tutti.

Per quanto riguarda il nostro gusto per l'opposizione, vorrei solo ricordare al Consigliere Voyat che se non c'eravamo noi, non passava entro questi tempi il riparto alla Camera. Abbiamo collaborato per questo, vogliamo collaborare ancora e chiediamo di collaborare in questo modo. Penso sia una posizione più che chiara e certamente non equivoca.

Al di fuori della questione del riparto - se è finita la discussione - vorrei fare presente una questione forse meno importante e meno simpatica da dibattere fra Colleghi Consiglieri regionali, che riguarda il funzionamento della 5° Commissione consiliare permanente. Mi corre l'obbligo di informare il Consiglio a tale proposito - e l'avevo già fatto il 13 maggio di quest'anno - delle difficoltà che incontra questa Commissione per il suo funzionamento e di richiedere quindi ai vari Gruppi ed anche ai singoli Consiglieri una riflessione su questo problema ed un impegno per il futuro. Vorrei riportare alcuni dati sul funzionamento di questa Commissione che è stata insediata con la nuova denominazione il 14 febbraio 1980, fino a questo momento sono state 28 riunioni di Commissione, delle quali 19 valide e 9 deserte, quindi 1/3 ca. delle riunioni di Commissione sono andate deserte. Dobbiamo dare atto di questi dati per porsi effettivamente il problema e ricercarne una soluzione, perché altrimenti il funzionamento della Commissione diventa di una difficoltà estrema anche quando si ha il numero legale per poter funzionare. Ci sono tutta una serie di argomenti urgenti che insieme ad altri vengono rimandati di volta in volta. Se sono sette i membri della Commissione, quando immancabilmente ne mancano due o tre, la maggioranza è quattro, non si può più riunire la Commissione; se è giusto che per impegni che logicamente ognuno ha all'esterno, può capitare il momento in cui uno si assenta, non è però giusto che immancabilmente dei membri delle Commissioni manchino una seduta dietro l'altra, anche per permettere a quelli che sono presenti sempre di assentarsi una volta tanto anche loro. Quindi è anche una questione di rapporti fra Consiglieri, oltre che di funzionamento di un organo che all'interno del Consiglio ha una grandissima validità e potrebbe averne ancora di più. Quando abbiamo modificato il regolamento, abbiamo detto che giustamente le condizioni non devono essere solo dei momenti di ratifica o di parere sulle leggi che sono in discussione, ma potrebbero assumere tutta una serie di altre iniziative ed altri compiti. Mi era capitato di esaminare delle proposte per una modifica del regolamento interno del Consiglio, e quando si parlava di Commissioni si diceva solo che la questione è molto controversa ed è quindi necessario meditare sulle proposte che saranno portate in discussione. Mi permetto di fare un paio di proposte in questa occasione perché penso che potrebbero essere anche raccolte.

Un problema intanto è sorto il 23 aprile in Commissione, quando ci siamo riuniti con una rappresentanza del II° circolo di Aosta per discutere dei problemi che interessavano il Circolo, sui quali dovevamo riferire dopo avere esaminato degli atti che dovevamo richiedere all'Assessore competente. Innanzitutto l'art. 20 del regolamento interno, ultimo comma, non è molto chiaro e potrebbe diventare un momento di discussione per la modifica del regolamento; in secondo luogo avevamo chiesto dei documenti da esaminare e la risposta è stata che per quanto riguarda la corrispondenza intercorsa, i documenti restano riservati alla funzione scolastica e quindi non potevamo prenderne atto. Ci sono stati inviati solo tre documenti non riservati, due circolari già inviate ai direttori didattici ed ad altri organismi ed una deliberazione di Giunta che fra l'altro abbiamo già all'ufficio gruppi. Quindi mi chiedo se non è necessario mettere in grado i membri delle Commissioni di lavorare su degli elementi. Fra l'altro in una lettera inviata al Presidente del Consiglio, al quale facevo presente queste cose, ho anche fatto una piccola riflessione. È capitato altre volte che un singolo Consigliere senza qualificarsi come membro di nessuna Commissione ma solo con un'interrogazione a risposta scritta, aveva avuto delle risposte che potrebbero essere definite anche riservate. Potrei dare prova di questo perché mi è capitato personalmente di fare un'interrogazione alla quale mi era stata fornita una risposta in via riservata. Dobbiamo porci questo problema perché non possiamo pretendere che dei membri di Commissioni debbano prendere visione degli atti solo con interrogazioni come singoli Consiglieri.

La seconda proposta riguarda un riequilibrio delle Commissioni perché forse alcune di esse hanno delle competenze abbastanza limitate. Ci sono delle competenze che non passano attraverso queste commissioni, sono scritte sulla carta, ma mai ad esempio la Commissione n. 5 ha esaminato la questione della formazione professionale, anche se in questo stesso Consiglio dovremo ancora una volta esaminare questa questione, che è stata decisa con una deliberazione di Giunta. Il problema più importante rimane però - una volta che le Commissioni avranno tutte le loro competenze e saranno state messe in grado di funzionare - l'impegno dei Consiglieri regionali e dei membri delle Commissioni di parteciparvi per favorire questo lavoro.

Presidente - Per quanto riguarda le Commissioni ed i suggerimenti circa i regolamenti, il gruppo di lavoro ha ascoltato le osservazioni del Consigliere Cout; per quanto riguarda la V Commissione, è un problema che si pone ai Commissari della V Commissione, i quali se non possono parteciparvi per motivi personali, devono con tutta franchezza trarre le conseguenze da queste loro impossibilità.

Ha chiesto di parlare l'Assessore alle Finanze, Ramera, ne ha facoltà.

Ramera (DC) - Ritengo che se il Consigliere Cout avesse voluto farlo apposta di interrompere la discussione sul riparto o almeno il giudizio sul riparto con questo melange di riparto e Commissioni, forse non sarebbe riuscito così bene, tanto è vero che ha avuto il pregio se non altro di smontarmi completamente e di farmi dimenticare quello che pensavo e che invece è giusto che dica perché sembra quasi che il Governo regionale sia avulso dal dire il proprio parere sul riparto fiscale. Non dirò molto perché molto è stato già detto e ridetto in quest'aula durante questo ultimo anno ed anche oggi ribadito. Dirò solo che la cosa mi interesserà ancora fra due anni quando lascerò il Consiglio regionale e mi divertirò a scrivere la storia di questo riparto per mettere in evidenza alcuni aspetti che ancora oggi non sono conosciuti e che era bene non lo fossero. Si saprà allora come alle volte si fanno i confronti con il Governo centrale, dove in alcuni casi basta che uno dica una cosa ed il Parlamento la voti, ed è stato bravo lui che l'ha proposta e non gli altri che l'hanno votata; soprattutto quando mi si riporta alla mente la vicenda di W. Churchill, il quale finita la guerra che lo aveva visto vittorioso, fu rimandato a casa dal popolo inglese che lo sconfisse alle elezioni. Questa è una battuta che mi sono assegnato, dato che passato il riparto, questa Giunta adesso deve essere cambiata. Tanti ragionamenti possono essere anche veri, perché se l'essere arrivati ad una votazione alla Camera dei deputati ieri sera è stata una corsa affannosa, difficile e sofferta soprattutto per noi che dovevamo fare i conti con le cifre che avevamo in bilancio, è altrettanto vero che il riparto ci fa intraprendere una strada che deve determinare lo sviluppo degli anni futuri ed è una tappa difficile perché saremo da soli a determinare questo nostro futuro. Se si parla, fra parentesi, della storia dell'atto di giustizia, è un atto di giustizia che avrebbe dovuto colmare questa lacuna verso tutte e cinque le Regioni a statuto speciale, ma, caso strano, nonostante i nostri difetti e la nostra piccolezza, siamo i primi in Italia fra le Regioni a statuto speciale ad avere il nuovo riparto fiscale. Quindi nessuno ha visto in noi dei nemici o cattivi abitanti di questa nostra Nazione, ma abbiamo avuto se non altro la soddisfazione di vedere sempre accolte le nostre tesi anche in polemiche accese. Senza soffermarmi voglio ricordare anch'io come lo ha fatto il Consigliere Voyat, che questo riparto ha preso l'avvio con il Senatore Fillietroz. Entrambi mi ricordo ci presentammo dal Ministro Pandolfi per designare quelle che sarebbero state le persone da una parte, del Ministero delle Finanze e Tesoro, e dall'altra della Regione, che avrebbero dovuto mettere mano a questo nuovo ordinamento finanziario. La morte improvvisa del Sen. Fillietroz mi passò naturalmente tutta questa vicenda in prima persona, tuttavia non posso non ricordare con quanta collaborazione, amicizia e cordialità abbiamo vissuto a Roma i primi mesi di questa vicenda che si è chiusa ieri sera. Devo dare atto a tutti i Gruppi politici che formano il Parlamento italiano della loro sensibilità nei confronti del nostro problema. Persino i radicali, che con la loro opposizione anche di voto contrario, non hanno voluto mettere in atto il sabotaggio come avevano preannunciato in precedenza ed hanno accolto invece le tesi portate da tutti gli altri Capigruppo perché il nostro riparto venisse inserito in un'apposita seduta, quella di ieri, che precedeva il loro Congresso, per cui si sono limitati al dissenso sia nella votazione degli articoli che nella votazione finale. Naturalmente il merito maggiore va ai Gruppi più importanti che hanno saputo fare mettere nell'o.d.g. questo nostro provvedimento, e che lo hanno votato. Come dicevo, nessuno ha dei meriti, già un anno e mezzo fa dissi che questo riparto avrebbe avuto tanti padri, quanto a me mi considero solo quello che ha portato il flambeau al battesimo e l'ho fatto perché era mio dovere, come di un qualsiasi altro membro della Giunta, portare a soluzione i problemi che sono di interesse regionale. Questo è forse il più importante, perché consente alla Regione di poter vivere i prossimi anni, prima di una revisione dell'argomento, dà ossigeno, anche se come dicevano molti, occorre che questo ossigeno sia bene emanato per permettere a tutti i valdostani di goderne. Soprattutto occorre un piano chiamiamolo di sviluppo biennale, triennale, o comunque pluriennale, che la Giunta andrà a presentare in occasione del nuovo bilancio - chiedo scusa personalmente del bilancio ancora una volta in ritardo - ma voglio sperare che sia considerato un peccato veniale in quanto nell'attesa di questo riparto fiscale mi sembrava inutile presentare un documento che non avrebbe avuto alcun peso. Ringrazio tutti coloro del Consiglio regionale che con suggerimenti, azioni, hanno determinato la votazione in Parlamento del riparto fiscale e sia per tutti l'inizio di un lavoro proficuo nell'interesse generale del paese.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Voyat, ne ha facoltà.

Voyat (UV) - Seulement pour dire des précisations: parce-que le Conseiller Cout me fait dire vraiment le contraire de ce que j'ai dit. C'est vrai que moi j'ai dit, il y a des force politiques ici au Conseil qui font de l'opposition pour le goût et le plaisir de faire de l'opposition, et nous avons quand-même les preuves; j'ai quand-même dit: "ce qui sert à la Vallée d'Aoste, c'est la collaboration et coopération de toutes les forces politiques". J'ai continué en disant que: "l'action unanime à Rome de toutes les forces politiques ici présentes a rendu l'approbation de la répartition fiscale possible et plus facile".

Seconda cosa voglio precisare che l'emendamento fatto dal partito comunista era stato concordato con il Sen. Fosson in Commissione. Evidentemente il Sen. Fosson ha seguito anche le direttive dell'Union Valdôtaine.

Al Consigliere Viberti voglio solo fare una piccola precisazione: non accettiamo lezioni sul decentramento o l'autonomismo da parte vostra.

Presidente - Consideriamo chiusi gli interventi sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio. Non vi sono comunicazioni del Presidente della Giunta che è assente.

Passiamo alla trattazione dell'oggetto n. 3.