Oggetto del Consiglio n. 90 del 3 ottobre 2018 - Resoconto
OBJET N° 90/XV - Communications du Président du Conseil régional.
Fosson (Président) - Bonjour à vous toutes et à vous tous. À la présence de 32 Conseillers, nous pouvons commencer les travaux de la séance d'aujourd'hui. Point 1 à l'ordre du jour.
Je vous communique que les actes législatifs suivants ont été déposés à la Présidence du Conseil:
- Projet de loi n. 5, présenté par le Gouvernement régional le 4 septembre 2018: "Disciplina dello svolgimento delle prove di francese all'esame di Stato del secondo ciclo di istruzione in Valle d'Aosta."
- Proposition de loi n. 6, présentée par le Conseiller Bertin le 11 septembre 2018: "Disposizioni in materia di nomine e designazioni. Modificazioni alle leggi regionali 10 aprile 1997, n. 11, 23 luglio 2010, n. 22, e 14 novembre 2016, n. 20."
- Proposition de loi n. 7, présentée par les Conseillers Minelli, Bertin et Pulz le 20 septembre 2018: "Misure in materia di sobrietà della politica in Valle d'Aosta. Modificazioni alla legge regionale 21 agosto 1995, n. 33 (Norme sulle indennità spettanti ai membri del Consiglio e della Giunta e sulla previdenza dei consiglieri regionali), e abrogazione della legge regionale 17 marzo 1986, n. 6 (Funzionamento dei Gruppi consiliari)."
- Proposition de loi n. 8, présentée par la Conseillère Minelli le 20 septembre 2018: "Modificazione alla legge regionale 25 giugno 2003, n. 19 (Disciplina dell'iniziativa legislativa popolare, del referendum propositivo, abrogativo e consultivo, ai sensi dell'articolo 15, secondo comma, dello Statuto speciale)."
Des propositions d'acte administratif ont été également déposées:
- Parere sul disegno di Legge Costituzionale n. 29 recante "Modifiche agli statuti delle regioni ad autonomia speciale, concernenti la procedura per la modificazione degli statuti medesimi."
Je vous informe aussi que, à partir du 25 juillet 2018, les réunions suivantes ont eu lieu:
Bureau de Présidence: 6
Conférence des Chefs de groupe: 2
1ère Commission: 3
2ème Commission: 2
3ème Commission: 2
4ème Commission: 4
5ème Commission: 2
3ème et 4ème Commission: 1
2ème e 4ème Commission: 1
Pendant la pause estivale, la Salle du Conseil a fait l'objet de travaux d'adaptation qui ont permis un petit restyling par le remplacement de l'ancienne moquette - aussi dans les Salles des Commissions - ainsi que de supprimer les barrières architecturales. Les travaux de requalification de la Salle du Conseil ont débuté en 2013 et ont été divisés en quatre tranches pour des raisons de budget et dont la dernière avait été approuvée en 2017. Je désire remercier les responsables du projet, les entreprises qui ont réalisé le travail ainsi que les bureaux du Conseil de la Vallée et de l'Assessorat des ouvrages publics qui ont suivi les travaux: leur engagement a permis de respecter le calendrier fixé et de nous rendre la Salle à temps pour la reprise d'automne.
Dans la séance de mardi 25 septembre, le Bureau de la Présidence a approuvé l'achat d'un défibrillateur, qui sera au service de tout le Palais régional - y compris la Salle Maria Ida Viglino - et des bureaux du Conseil situés rue de Piave. Nous avons aussi prévu une formation spécialisée adressée à 24 employés de la Région et du Conseil. Nous estimons que cette mesure permettra une augmentation de la sécurité des travailleurs et des citoyens qui accèdent au Palais régional ou qui assistent aux événements organisés dans la Salle Viglino.
La parole au chef de groupe Daudry.
Daudry (UVP) - Ci terrei a ringraziarla, Presidente, per aver iscritto per il prossimo venerdì la mozione di sfiducia nei confronti dell'assessore Aggravi. Nel corso della riunione di ieri avevamo varie opzioni e poi Lei - qui va il nostro sostegno alla sua azione - vista la maggioranza dei gruppi, ha deciso di portare venerdì questa iniziativa all'attenzione di tutti.
Non è tanto nel merito che vogliamo entrare: ne abbiamo discusso tanto e lungamente. Non è esclusivamente la questione della casa da gioco che ci riguarda in questo momento, ma è giunto il momento di fare delle discussioni di tipo politico, perché per due volte gli impegni assunti in questa Assise sono stati disattesi. Questo è successo a fine luglio, quando il Consiglio aveva adottato un atto che andava nella direzione di lavorare per dare una continuità aziendale, ma soprattutto è successo lo scorso Consiglio quando, anche con il voto dell'Assessore e del gruppo della Lega, si era stabilito nella risoluzione di sostenere il bilancio della casa da gioco. Questo principio è stato votato in Aula, ma subito dopo è stato sconfessato a mezzo di dichiarazioni stampa. Un atteggiamento che non riteniamo responsabile, che non possiamo più accettare e che a nostro avviso apre una discussione che va affrontata. È per questo che vogliamo ringraziarla per aver accolto questa istanza e per aver messo in discussione il punto venerdì, subito dopo la fine di questo Consiglio.
Presidente - La parola al capogruppo Testolin.
Testolin (UV) - Per associarci a quanto poc'anzi detto dal capogruppo dell'Union Valdôtaine Progressiste e per ringraziare di una attenzione che il Consiglio vuole rivolgere alle istanze e alle decisioni prese a larga maggioranza, perché oggi ci troveremo a discutere circa novanta punti in cui avremo modo di tracciare dei percorsi, di capire cosa si è fatto e cosa non si è fatto. Così come oggi quest'Aula esprimerà i lavori che si intendono portare avanti ed evidenzierà tutte le criticità di un percorso che la maggioranza sta conducendo, crediamo anche che sia altrettanto importante sottolineare l'attenzione che il Presidente del Consiglio ha voluto riservare a una iniziativa che vuole essere innanzitutto di rispetto verso le decisioni assunte da questa Assemblea. È un rispetto che evidentemente non passa tramite delle norme di legge. Avremo modo di parlarne nella seduta convocata per venerdì e lo ha ribadito più volte l'Assessore dicendo che nessun obbligo è dato al rispetto di risoluzioni approvate in Aula, tuttavia è vero ed è constatabile che nel tempo le indicazioni date da questo Consiglio sono state assolutamente prese in considerazione e messe in atto da chi sedeva nei banchi della Giunta e aveva la responsabilità di portare avanti delle istanze che erano espressione di una larga maggioranza all'interno di questa Assise.
Credo che il senso della nostra mozione di sfiducia sia proprio questo. Come ha ricordato il collega, sono state due le espressioni di questo Consiglio in merito a dei percorsi da intraprendere con solerzia, con cui sono stati dettati anche i termini e i tempi per la loro attuazione: la prima è stata disattesa, perché nulla è stato portato all'attenzione di questo Consiglio in merito agli impegni della risoluzione di luglio; la seconda è stata palesemente messa in discussione. Per cui credo che ci sarà modo di riportare in questo contesto le necessità di avere fiducia in chi ci governa. È proprio questo il senso della mozione: avere fiducia che chi si prende l'impegno di governare possa farlo anche nell'ottica e nella direzione che viene indicata da questo Consiglio, che dovrebbe essere per certi versi sovrano rispetto a decisioni così importanti per la nostra regione.
Presidente - La parola al capogruppo Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Essendo stato presente anch'io alla riunione dei capigruppo che ha deciso di calendarizzare la mozione di sfiducia presentata, desidero anch'io ringraziare il Presidente. Come il Presidente ha avuto modo di manifestare, nella giornata di venerdì c'erano degli impegni concomitanti e ritenevamo peraltro che non fosse un problema iscrivere l'iniziativa nella giornata di lunedì, ma la maggioranza, e non l'unanimità dei capigruppo, ha deciso che così non doveva essere e quindi si discuterà venerdì.
Detto questo, ci tengo a precisare alcune cose. Mi fa specie, anzi, mi diverte sentire da parte di alcuni colleghi parlare di alti profili, di intendimenti politici, di impegni e di progetti per il futuro. Poi mi piacerebbe molto che i cittadini, che sicuramente ci stanno ascoltando in questo momento e che seguiranno con molta attenzione questa adunanza e le prossime, potessero invece assistere al mercimonio che avviene al di fuori di queste aule: sicuramente non si parla di grandi programmi e di grandi progetti.
Progetti! È una parola che sicuramente qui è stata più volte utilizzata, ma che spesso al di fuori e nel segreto delle stanze in cui si fanno le trattative viene vituperata, perché progetto significa invece una bella carica o un bell'incarico.
Ricordo che quello che è stato detto non corrisponde a verità: la Lega non ha cambiato posizione, l'Assessore non ha cambiato posizione e abbiamo deciso di ribadirlo tramite un comunicato stampa che confermiamo in toto. Quello che abbiamo scritto lo confermiamo: la risoluzione votata non impegna nessuno a versare alcunché, la risoluzione votata impegna a fare delle valutazioni. Queste valutazioni verranno fatte e in base all'esito di tali valutazioni uscirà la decisione da prendere. Noi confermiamo in toto queste posizioni e chi vuole dire il contrario è libero di farlo; noi abbiamo chiarito quello che pensiamo.
Presidente - La parola alla consigliera Rini.
Rini (GM) - Ancora una volta mi trovo a dover intervenire senza averne nessuna voglia, ma non si può tacere dopo un intervento del genere: un intervento ancora una volta offensivo. Mi scuso anch'io con chi ci sta seguendo; a differenza del collega, io spero siano in pochi!
State scrivendo l'ennesima brutta pagina. Non credo sia questa la sede per entrare nei dettagli, ma dico al collega Manfrin, il quale fa allusioni a riunioni post incarichi, che qua gli unici che al momento si sono accomodati e che si sono posti con un'arroganza anche abbastanza imbarazzante, sono i membri del partito a cui fa riferimento lei, quindi le offese se le tenga per lei e non le porti in quest'Aula. Se invece sa di riunioni o di cose che velatamente annuncia, la prego di parlare. Ma non di parlare sempre con quel modo di chi butta il venticello della calunnia, ma di parlare. Io credo che quest'Aula meriti rispetto; in quest'Aula si deve discutere di temi importanti e non abbiamo iniziato nel migliore dei modi nemmeno questa volta, e me ne dispiaccio.
Per quanto riguarda la risoluzione, lo dico anche da Vicepresidente e da membro dell'Ufficio di Presidenza: spiace sentire in quest'Aula un membro del Consiglio regionale che usa queste parole per un istituto proprio del Consiglio regionale stesso. Io invece in questi dieci anni, durante i quali ho avuto l'onore e l'onere di sedere in quest'Aula, ho sempre pensato che la volontà, che il voto del Consiglio contasse qualcosa, che fosse importante, che fosse rappresentanza e rappresentazione della volontà popolare. Noi qui non siamo dei singoli battitori liberi, ma siamo rappresentanti delle istanze di chi ci ha dato la fiducia e il nostro voto questo rappresenta, quindi io chiedo, Presidente, che a gran voce si ribadisca l'importanza degli atti che si votano in questo Consiglio.
Faccio una piccola precisazione che non avrei mai fatto in quest'Aula, ma nelle sedi opportune, nelle nostre riunioni. Io ho usato la parola "dietrofront" e me ne assumo la responsabilità! La riuserei e la sottoscrivo, perché di questo si è trattato. Lei cita le riunioni che si svolgono e noi gliel'abbiamo ricordato pubblicamente. C'è stato quello che io ritengo un passaggio importante lo scorso Consiglio e l'avevamo vissuto veramente come un passo positivo in avanti per continuare un percorso solido insieme, perché in una riunione svolta non in qualche bar ma in una sala consiliare qui a fianco, con il collega Aggravi, con l'assessore Sammaritani e con altri colleghi abbiamo lavorato alla ridefinizione di un testo, condiviso e poi votato, che nella sostanza ha modificato una linea che si era portata avanti legittimamente nei giorni precedenti. Io in quest'Aula - perché ho il rispetto di quest'Aula - ho usato la parola dietrofront! Non l'ho fatto sui giornali, non l'ho fatto in seconde battute. Salvo poi leggere il giorno dopo dei grandi comunicati e mi chiedo perché non è stato replicato a me o ai colleghi che possono aver detto qualcosa che non trovava la vostra condivisione. Credo che per la prima volta nella storia non vi è stata replica né dell'Assessore né tantomeno del Presidente, salvo poi la mattina dopo leggerla sui giornali. Questa forse, collega Manfrin, è spettacolarizzazione, è utilizzare dei temi importanti per arrivare ad altri scopi, ma a non raggiungere dei risultati condivisi. Questa era la sede opportuna per discuterne e avevamo tutto il tempo per farlo (era tardi ma penso che nessuno si sottragga al lavoro, quando si discute di temi di questa valenza), ma non l'avete fatto e l'avete fatto il giorno dopo sui giornali. Questo mi preme sottolinearlo, perché forse, quando si parla di buona fede, prima bisognerebbe guardare se stessi.
Presidente - La parola al consigliere Distort.
Distort (LEGA VDA) - Vorrei affrontare il discorso generale sotto un'angolazione totalmente diversa e mi permetto di chiedere a lei, signor Presidente, e a tutti noi presenti in questa sala di tornare a quella che è una dimensione del nostro impegno e del nostro compito. Apprezzo gli interventi, gli interventi caldi su un tema caldo, ma io mi sento con la mentalità che ho professato nello scorso intervento, con la mentalità di chi è qui da poco e si porta dentro quest'Aula uno spirito che è quello dei centotrentamila valdostani che ci ascoltano e ci seguono. Lo spirito è quello di dire che abbiamo un ordine del giorno con più di novanta punti, come ha detto il collega Testolin, estremamente importante. Ci sta aspettando in questa seduta un impegno gigantesco, per cui chiedo di dare la priorità a questi novanta punti, chiedo di portare avanti il nostro lavoro, l'ordine del giorno e poi portare le discussioni, relative a questo tema aggiunto, nel tempo opportuno. Questo è il mio pensiero. Potrei sbagliarmi nelle procedure, ma questa è la logica che io conosco, questa è la logica che rimane fuori da queste pareti ed è la logica dei valdostani che stanno sicuramente chiedendo a noi la stessa cosa.
Presidente - La parola al consigliere Viérin.
Viérin (UVP) - Ringraziamo il collega Distort per il suo intervento e chiediamo che questo sia rivolto ai suoi colleghi, non tanto a noi. Noi ci siamo semplicemente permessi oggi di ringraziare il Presidente del Consiglio per aver iscritto un punto all'ordine del giorno venerdì. La discussione sarebbe già stata chiusa, senonché un collega ha suscitato all'interno delle file della vostra ex maggioranza una reazione che noi condividiamo, perché noi pensiamo ancora che quest'Aula abbia un senso, sia per discutere degli ottanta e più punti, sia per discutere di questioni che hanno un'importanza secondo noi fondamentale. Poi potrà anche essere ritenuto che qui gli uni debbano decidere su che cosa discutere e che non si possa trattare alcuni argomenti, ma abbia per favore almeno l'onestà intellettuale di riconoscere che viviamo una situazione assurda. In queste settimane voi state dando ai centoventimila valdostani un'immagine della politica che secondo noi veramente non è degna di questa Assise. Ogni giorno prendete posizione tra di voi sui giornali, ogni giorno dobbiamo apprendere che ci sono delle tensioni e delle problematiche, ma forse ai valdostani bisognerebbe spiegare se, quando avete siglato un accordo politico, avete discusso dei temi o se, come per la risoluzione, probabilmente avete detto delle cose e poi le avete disattese.
Collega Distort e colleghi, se qui un Assessore o un Presidente di un governo votano una risoluzione e dopo tre minuti dicono che non c'è nessun impegno nel portare avanti gli impegni assunti, al di là del merito delle risoluzioni, forse è meglio che in quest'Aula ci si confronti e si dica quando si è d'accordo o non si è d'accordo; ma non, per rimanere a galla, votare qualsiasi cosa! Ecco forse chi le poltrone non le vuole abbandonare, pur non avendo più i numeri!
Noi in modo molto pacato questa mattina abbiamo aperto una seduta, ringraziando il Presidente per una sensibilità che ha permesso, a maggioranza, di discutere un'iniziativa. Volevamo anche spiegare che non c'era nulla di personale nei confronti dell'Assessore e non era neanche il merito della questione casinò o meno. La questione era che noi sinceramente, quando abbiamo visto che l'Assessore non interveniva - lui era impegnato in assemblea; lo abbiamo anche capito -, ci aspettavamo che almeno la Presidente - visto che lei ha detto che tutte le cose sono state condivise durante tutta l'estate, anche se lei non ha parlato con il collega Aggravi principalmente su alcuni argomenti - dicesse qualcosa su un argomento che poi avete votato nel merito, perché una risoluzione, non avendo il Consiglio la possibilità di deliberare, demanda ad altri le azioni di governo. Semplicemente noi oggi abbiamo riconosciuto una facoltà che ci era data di discutere un atto e volevamo anche spiegare che non c'era nulla di personale. Però noi non possiamo accettare ciò che abbiamo denunciato tanto in passato. Ricordo per esempio la risoluzione che aveva impegnato i colleghi di Giunta ad avere alcuni atti, ma che poi è stata disattesa, perché i membri del governo non l'avevano condivisa e non l'avevano votata: c'è una leggera differenza. Qui gran parte del Consiglio vota una risoluzione e dopo tre minuti l'Assessore competente disattende una discussione di numerose ore.
Allora noi ci chiediamo a cosa serva il Consiglio. Forse ai valdostani bisognerebbe iniziare a spiegare che quest'Aula, se dibatte un tema e ci si trova a maggioranza d'accordo su un tema, poi questo deve essere portato avanti. Altrimenti conviene fare una bella discussione qui all'interno, dire che non si è d'accordo, come altri colleghi hanno fatto, magari con metodi diversi, ma questo avrebbe evitato i paradossi che stiamo vivendo in queste ore, in questi giorni e che avremo modo di discutere durante questa giornata.
Noi siamo qui per discutere tutti gli ottanta punti, ma anche per parlare di politica. Questi ottanta punti saranno paradossali, perché ci risponderà un governo che non c'è più. O meglio, in base a quale sarà l'Assessore che risponderà ci chiederemo se è d'accordo con l'Assessore seduto vicino. La linea di un governo e di una maggioranza non può essere plurima! Noi siamo all'opposizione e non abbiamo nessuna intenzione di stravolgere questo quadro, ma vi chiediamo di spiegare ai valdostani che questo triste momento della politica valdostana siete voi che l'avete causato.
Presidente - La parola al consigliere Bianchi.
Bianchi (UV) - Collega Manfrin, oggi si voleva andare avanti in maniera spedita sui punti all'ordine del giorno, come avevamo già detto ieri anche in Conferenza dei Capigruppo. Infatti i due interventi da parte dei due capigruppo mi sembrava che ringraziassero il Presidente, perché era una decisione che spettava al Presidente del Consiglio, ascoltati i capigruppo. La maggioranza dei capigruppo la voleva di venerdì pomeriggio e il Presidente, pur avendo la facoltà di decidere un altro giorno, ha deciso che la discussione in Consiglio della mozione di sfiducia nei confronti dell'Assessore Aggravi avvenisse venerdì pomeriggio. Quindi già la sua ricostruzione non è così esatta.
Sposo il discorso del suo vicecapogruppo, avete due linee diverse. La linea del vicecapogruppo Distort è quella di andare avanti con l'ordine del giorno: anche noi lo vogliamo.
Sul discorso delle poltrone, collega Manfrin! In questi novanta giorni avete dato quello che le forze autonomiste in quarant'anni non sono riuscite a dare. Partiamo dai due segretari particolari del Presidente: una cosa che non avevamo mai visto! Le poltrone di segretari particolari a persone che erano in lista, sono quasi tutti candidati non entrati in Consiglio regionale e chiaramente, per tenere calma la truppa, diamo loro un incarichino; questo è stato il leitmotiv della Lega in questo momento.
Torno al programma. È normale che, se io leggo un programma amministrativo presentato da un'ipotetica maggioranza, poi già nel primo Consiglio viene screditato: sto parlando dei rifiuti, infatti il gruppo dei Cinquestelle aveva presentato una mozione che ci stava, perché scrivevate una cosa sul programma e poi dite che ne fate un'altra. Quindi è bene che i centotrentamila valdostani sappiano che quello che scrivete su un programma amministrativo poi non corrisponde a quello che volete fare. Questo è!
Il discorso è molto importante, altrimenti è inutile che discutiamo i punti in Consiglio regionale: è una farsa, è uno Charaban, se quando discutiamo poi non teniamo conto di quello che si vota!
Collega Manfrin, probabilmente qualcuno l'ha consigliata male, perché è andato fuori tema oggi. Se in passato sono state votate delle mozioni che il governo non aveva votato, in ogni caso da parte del governo o degli assessori competenti il giorno dopo non è mai stato fatto un comunicato dicendo il contrario. Voi le avete votate, per due volte! Quindi pensateci sopra. Potevate non votarla. Potevate fare come ha fatto parte del gruppo MOUV e andarvene.
Accogliamo quello che ha detto il collega Distort e andiamo pure avanti con i punti all'ordine del giorno, però, se li discutiamo, teniamolo presente, se no è inutile ed è una farsa!
Presidente - La parola al consigliere Bertin.
Bertin (IC) - Purtroppo ancora una volta stiamo assistendo a una brutta pagina di questo Consiglio. Assistiamo in diretta alla fine, o quasi, di una maggioranza che si sta decomponendo attraverso un weekend di comunicati stampa. E oggi anche qui si ripropone uno spettacolo certo non edificante e forse una nuova maggioranza che sta nascendo. Di fatto si apre una nuova crisi, l'ennesima crisi di governo di questa Regione.
Credo che i cittadini siano più che stufi di questa situazione. Si passa da una crisi all'altra oramai senza soluzione di continuità, per l'incapacità di chi si assume la responsabilità di affrontare le questioni e trovandoci di nuovo in una situazione certo incomprensibile per i cittadini valdostani, ma anche per noi che assistiamo dall'esterno alle grandi manovre che si stanno svolgendo in questi giorni tra i corridoi del palazzo. Certo uno spettacolo che ancora una volta allontanerà i cittadini dalla politica.
Oggi abbiamo novanta punti all'ordine del giorno, più volte è stato sollecitato dai colleghi di affrontare la questione, iniziamo i lavori e finiamola con questo spettacolo, che tanto si riproporrà a breve. Affrontiamo i lavori in questo modo surreale, sapendo che chi ci risponde è in realtà delegittimato dalla maggioranza stessa che l'ha votato nemmeno cento giorni fa.
