Oggetto del Consiglio n. 85 del 26 settembre 2018 - Resoconto
OGGETTO N. 85/XV - Discussione sulla situazione del Casino de la Vallée S.p.A.
Fosson (Presidente) - Iniziamo la discussione, la parola al consigliere Marquis.
Marquis (AC-SA-PNV) - Rompo il ghiaccio in qualità di Presidente della Commissione consiliare competente e cerco di dare una rappresentazione della difficile realtà che sta vivendo la Casa da gioco. Partirò dal percorso intrapreso lo scorso anno a febbraio 2017, quando, a fronte di una situazione di difficoltà, è stata approvata una legge (la legge n. 2/2017), che impegnava ad acquisire, entro 60 giorni, un piano di ristrutturazione aziendale: questo era il mandato che veniva dato in quella circostanza dal Consiglio regionale al governo in carica. Entro il 25 maggio è stato predisposto questo piano di ristrutturazione, che prevedeva la ristrutturazione dell'azienda Casa da gioco, un percorso tracciato e articolato su un arco temporale triennale, al termine del quale si sarebbe dovuta raggiungere la sostenibilità economico-finanziaria, perché era di tutta evidenza che nell'ambito di un'annualità non si potevano ottenere i risultati allorché la sfida è assai complessa.
È stato sicuramente un percorso difficile, affrontato in modo innovativo; sono state introdotte anche delle procedure di monitoraggio dell'avanzamento dell'attuazione del piano. Questo piano si reggeva su due condizioni: la prima, un sostegno pubblico che veniva erogato in tre tranche, di cui una immediatamente nel maggio 2018, la seconda al 30 settembre, la terza di 6 milioni doveva essere erogata alla fine del mese di luglio 2018. Dall'altra parte la necessità di avere il sostegno del sistema creditizio, sistema creditizio che aveva in essere allora 20 milioni di linee di credito, sistema attraverso il quale si sarebbero dovuti ottenere altri 15 milioni di nuovi affidamenti. Sicuramente le vicissitudini, vissute anche per dei fattori esogeni alla gestione aziendale, hanno fatto sì che sia venuta un po' meno la disponibilità da parte degli istituti di credito a sostenere queste iniziative. Tutto questo ha portato a una situazione di forte tensione finanziaria della Casa da gioco.
Sotto il profilo dei risultati, va registrata la situazione in essere, perché trovo che, sotto questo profilo, sia corretto dare la giusta rappresentazione ai valdostani, perché purtroppo in questi mesi la rappresentazione parziale, le varie sensibilità che si sono espresse hanno dato una visione tale che un terzo non ha potuto farsi un'idea con chiarezza della vera situazione che si sta attraversando. Il bilancio 2016 che è stato approvato l'anno scorso portava un disavanzo gestionale di 46 milioni di euro; il bilancio 2017 che è stato posto all'attenzione di quest'anno è un bilancio che chiude a meno 21,5 milioni di euro. Non è che fosse previsto che il bilancio avesse una situazione di attivo sul 2018, questo dobbiamo averlo molto chiaro. Il bilancio di quest'anno allo stato attuale - e questa è una rappresentazione che ci è stata data ieri sera in commissione da parte della governance - verosimilmente chiuderà a meno 3 milioni. Questo significa che è stato intrapreso un percorso, sono state somministrate delle terapie al malato e la cura ha iniziato a fare effetto. La cura però non è sufficiente, è questa la dimostrazione dei fatti, perché nel frattempo sono cambiate anche delle condizioni esterne, c'è stata un'evoluzione del mercato del gioco che interessa tutti i casinò italiani: nel frattempo un casinò ha chiuso i battenti, è stato intrapreso un percorso di ristrutturazione e di riorganizzazione interno che deve ancora dare tutti i suoi frutti, che deve essere implementato, sul quale bisogna concentrare ancora di più l'attenzione e credo che, per quanto concerne l'aggiornamento del piano, si dovrà intervenire ancora su questo argomento, sui costi di gestione. Si cominciano a vedere i primi effetti positivi, è la prima volta che i risultati operativi affermano che gli introiti superano i costi operativi, e quindi questo lo cogliamo come un segnale positivo. Dall'altra parte questo non basta ancora, perché c'è il peso degli ammortamenti, del costo del denaro, ci sono i problemi di natura finanziaria.
A fronte di questo è stato presentato un bilancio 2017 che deve essere sottoposto all'attenzione dell'assemblea entro il 30 settembre, il che significa domenica prossima, quindi tra quattro giorni, il socio si dovrà presentare all'assemblea ed esprimere il posizionamento politico a riguardo di tale questione. Nel frattempo ieri è stato presentato un documento contenente le linee guida per predisporre l'aggiornamento del piano redatto lo scorso anno: un aggiornamento di manutenzione che si rende necessario a seguito dell'esperienza di un anno di lavoro o di un anno di gestione dell'azienda. Ieri in commissione abbiamo avuto modo di audire il socio nella figura dell'Assessore e soprattutto la governance, che ci ha illustrato i pilastri sulla cui base erigere questo fabbricato (la sostenibilità dell'azienda).
Ci sono state rappresentate cinque linee d'azione: una che contempla il sostegno del socio, se crede nell'azienda, un'azienda che produce 60 milioni di euro (la terza azienda in Valle d'Aosta in termini di fatturato), un'azienda che mette a disposizione delle casse della Regione circa 15-20 milioni di euro all'anno attraverso il gettito fiscale, un'azienda che occupa 600-700 persone in modo diretto, più fornitori e prestatori di servizi, un'azienda che contribuisce alla vita di un territorio, alla vita di tante famiglie. È un'azienda che non è più quella di una volta, ma che può essere ancora un fiore all'occhiello per l'economia e per la Valle d'Aosta.
Credo che a questo riguardo sia importante avere un approccio responsabile su questo argomento, un approccio che io mi auguro che il socio sappia trovare attraverso un confronto in quest'aula, un confronto che dovrebbe superare il posizionamento politico di maggioranza e di opposizione, un approccio politico costruttivo da parte di tutti, quindi guardando al bene comune, perché il bene comune è dare una soluzione a questo problema nell'ambito della legalità e della legittimità. Credo che tutti partiamo da questo presupposto nell'approccio a questa materia e penso sia importante che il confronto sia trasparente.
Non voglio entrare in polemica con il consigliere Mossa che mi ha preceduto, però a me pare che il volersi sottrarre alla discussione in Consiglio regionale su questo argomento non sia una rappresentazione del nuovo corso politico, di quello che vediamo a livello nazionale, perché è importante parlare in aula, non basta parlare con i post, sui giornali o facendo dei video! Non è questo il problema: il problema nei confronti della nostra comunità è quello di assumersi delle responsabilità. Ieri in commissione all'unanimità è stato deciso di sottoporre la proposta e mi ha fatto piacere che la collega Nasso abbia condiviso l'opportunità di discutere oggi in aula questo argomento e oggi lei è venuto qui e l'ha contraddetta in Capigruppo e con la votazione. Credo che in modo molto aperto, per quello che siamo capaci di contribuire, dobbiamo portare il nostro pensiero e la nostra riflessione nell'ambito dei lavori dell'aula.
Ritengo pertanto che quanto è emerso ieri sia un fatto importante all'interno dei lavori della commissione, perché le audizioni ci hanno rappresentato sicuramente una situazione di difficoltà, se siamo qui, non è perché la situazione è semplice, diversamente non saremmo qui a parlare di questo tema a quattro giorni dall'assemblea dei soci. Credo però che non possiamo esimerci in questi due giorni di dare una linea politica forte, che deve essere la più trasversale possibile su un argomento di estremo interesse per la Valle d'Aosta. Reputo che sia uno degli argomenti più importanti, perché tratta il futuro di una delle più grandi aziende valdostane e quindi ritengo importante che tutti noi interveniamo oggi portando il nostro contributo con il massimo del senso di responsabilità, con i giusti toni all'interno dell'aula. Credo che ciascuno debba essere chiamato a contribuire in questo difficile momento con il suo bagaglio esperienzale e per cercare di contribuire attivamente in modo proattivo a dare una soluzione a questo difficile tema.
Questa è un po' la rappresentazione della situazione del Casinò che mi sentivo in dovere di fare e credo che ci possano essere tutti i presupposti affinché, con una pacata discussione, si possa trovare una via d'uscita a questa difficoltà che sta vivendo la Casa da gioco.
Presidente - La parola al consigliere Bertschy.
Bertschy (UVP) - Essendo evidente il problema che esiste in maggioranza su questo dossier - e non parliamo degli altri -, dopo un'ora e mezza di discussione, essendo anche ormai andati oltre i termini previsti, vorremmo avere un'interpretazione di quello che vorrà fare l'Assessore, perché l'intervento del collega Marquis, oltre a essere stato corretto e trasparente nella sua ricostruzione dei fatti, e non ha raccontato in maniera contraria e solo negativa il lavoro fatto l'anno scorso. È evidente che la linea che emerge porta a immaginare un sostegno, un completamento del piano e una sua rivisitazione, pertanto, per evitare di fare dodici interventi inutili, vorremmo capire dall'Assessore se questa è la linea emersa dalla maggioranza, se vi è l'impegno di andare avanti.
Assessore, ha avuto un giorno di tempo per analizzare e studiare definitivamente le linee guida presentate ieri, quindi chiederei a questo punto di capire quale sia la sua posizione e se quella sia la posizione della maggioranza che, nella ricostruzione del collega Marquis, come gruppo, vediamo possibile di sostenere in aula.
Presidente - La parola all'assessore Aggravi.
Aggravi (LEGA VDA) - Come ho fatto ieri in commissione, cercherò di fare un piccolo riassunto e poi di dare degli elementi di novità, perché sicuramente c'è stato in parte il tempo di verificare e di valutare queste linee guida, e alcune di queste già ieri sono state oggetto di discussione, di cui in particolare una... sono state poc'anzi anche oggetto di valutazione con gli uffici, che stanno comunque ancora valutando nel dettaglio i possibili effetti di queste linee.
Come ho detto ieri in commissione, noi oggi non abbiamo ancora un bilancio approvato; è necessario valutare la continuità aziendale al 31 dicembre 2017 e il bilancio deve essere allineato, ovviamente nella sua parte finale, con gli elementi di continuità aziendale che devono essere forniti affinché l'azienda prosegua nel suo cammino di risanamento e nella sua operatività. Questi elementi sono stati oggetto di discussione durante l'assemblea del 14 in cui è stata valutata la bozza di bilancio, insieme alle valutazioni espresse dal collegio sindacale e dalla società di revisione. In quella sede sono state chieste delle integrazioni e delle modifiche, perché in alcuni punti il bilancio era carente o aveva delle problematiche - e capita nella discussione e nella valutazione di una situazione comunque complessa come quella che stiamo esaminando - e soprattutto sugli elementi di continuità che necessariamente devono essere allineati allo stato dell'arte e a una situazione che giustamente, come ha detto il Presidente della IV Commissione, è mutata nel tempo, perché i piani sappiamo che nel tempo possono necessitare di aggiornamenti. Questo non l'abbiamo scoperto soltanto per amore di cronaca oggi o negli ultimi mesi, ma già era chiaro precedentemente. Come era chiara forse la necessità di evitare di andare oltre con l'approvazione di un bilancio, che è necessario prima di tutto a far sì che le banche possano esprimere una loro valutazione più corretta e soprattutto un nuovo rating per la Casa da gioco, che oggi ancora si basa sul bilancio del 31 dicembre 2016. Questo è uno degli elementi che sicuramente ha messo in difficoltà e mette tuttora in difficoltà la continuità di una tranquillità finanziaria che oggi, purtroppo, per "enne" motivi, sappiamo essere in tensione.
Gli elementi forniti dalla governance - com'è stato richiesto per valutare, per completare quest'ultimo capitolo - sono arrivati lunedì sera e, come detto in commissione, sono stati in parte oggetto di valutazione e di esposizione sia da parte del sottoscritto, sia da parte della governance stessa. Sono elementi di novità che devono anche essere valutati, perché, è vero, bisogna prendere delle decisioni politiche, ma prenderle - e la storia qualcosa ci insegna - senza una valutazione puntuale di quello che è stato un certo tipo di percorso - e adesso vado a dettagliare questa affermazione - e soprattutto senza comprendere gli effetti futuri non fa l'interesse dell'azienda e soprattutto dell'Ente Regione.
La tematica degli aiuti di Stato, che è rimasta a latere e che sicuramente ha una sua influenza, una sua importanza e un suo potenziale impatto, deve essere valutata attentamente, perché alcuni elementi presenti in queste nuove linee guida - già in parte oggetto anche di discussione nelle interlocuzioni di questi mesi - possono presentare delle fattispecie che cambiano il panorama rispetto a quello che è stato presentato alla Commissione europea nel dicembre 2017, e soprattutto cambiano lo scenario futuro perché in alcuni casi potrebbero portare ulteriori elementi di problematicità. Quindi c'è la necessità di allineare quanto previsto nel bilancio del 2017, che è anche e soprattutto funzionale - e tocco anche questo punto - a comprendere se ci sono i presupposti per l'erogazione della famosa sesta tranche, perché la continuità che stiamo valutando sicuramente è ad oggi, ma soprattutto a fine anno 2017, questo lo sottolineo perché il bilancio non è ancora stato chiuso; vi sono degli elementi di forte criticità che devono essere per forza vagliati.
Sicuramente una soluzione politica, com'è stato già evidenziato, è quella di riuscire a identificare elementi forti di continuità nel proseguimento dell'abbattimento dei costi, di una ristrutturazione del debito finanziario, perché senza finanza privata soprattutto non si può fare nulla. E non è una posizione politica, è un dato di fatto, perché ci sono degli impianti normativi che non prevedono certi tipi di interventi, perché comunque le banche, di fronte oggi ad una rinnovata intenzione di abbattere i costi in maniera significativa e di mettere in sicurezza tutta una serie di voci di costo, sicuramente sono disponibili a valutare un consolidamento, ovvero un'evoluzione delle linee.
Sicuramente vi è la necessità di stare molto attenti sul discorso degli immobili, perché - e qui voglio soffermarmi un attimo in più - la questione degli immobili (ritorni, ristorni, restituzioni) deve anche tenere conto di quello che è stato nel passato l'operare dell'Ente pubblico, che si era indebitato per acquistare alcuni immobili, altri no, che erano stati conferiti. Sicuramente c'è un disciplinare che prevede certi tipi di limitazioni sugli immobili, una valutazione che potrebbe essere fatta e che va valutata sicuramente nell'immediato e che sarà oggetto di valutazione è utilizzare quegli immobili per cui non ci si era indebitati per conferirli alla Casino, perché gli altri eventualmente aprono un ulteriore scenario, perché bisogna comprendere che cosa ne sarà di quel prestito obbligazionario che era già stato sottoscritto, perché l'Ente pubblico lì si era indebitato - legittimamente, non sto mettendo in dubbio quello - e per prendere una decisione futura bisogna tenere conto di quanto era stato fatto. Oggi la necessità quindi è essere certi che queste misure possano costituire... visto che costituiscono nella nuova informativa trasmessa in serata che dovrebbe recepire in toto - com'è stato anticipato ieri in commissione da parte del management della società- quanto il 14 settembre è stato chiesto di fare per dare una maggiore rappresentazione corretta e veritiera anche al 30 giugno dell'attuale situazione... per comprendere soprattutto, per quanto riguarda il futuro, come si chiuderà il 2018 e come si proseguirà.
Un altro elemento di forte criticità che fino ad oggi non è stato considerato è che, al di là delle banche, la principale banca si chiama Finaosta e ha dei piani di ammortamento differenti e ci sono delle scadenze previste, molto ingenti, che bisogna comprendere come poter rivedere, come poter ristrutturare. Anche in quel caso la situazione non è così semplice, perché c'è un discorso legato agli aiuti di Stato che deve essere ben valutato, altrimenti, rispetto a quanto è stato comunicato e rispetto alla situazione, si potrebbero aprire degli scenari peggiori.
Sicuramente è intenzione - qui parlo più sul lato personale, ma penso di parlare a nome di tutti, in linea con quella risoluzione che già era stata votata - di trovare soluzioni perseguibili per dare continuità all'azienda. In questo momento alcune di queste soluzioni sono al vaglio degli uffici, si stanno valutando perché prima di tutto è necessario trovare una coerenza, un allineamento per il voto del bilancio, altrimenti ci potrebbero essere altri scenari da dover considerare e alcune di queste misure dovrebbero essere modificate. Purtroppo sono misure arrivate nel breve periodo -ristrettissimo: lunedì sera - e che devono essere valutate attentamente e forse, con il senno di poi, potremmo dire tante cose. Siamo arrivati in questo momento, è vero, ma la problematica - è inutile dirlo e non mi soffermo - si è presentata molto prima.
La famosa questione legata alla fideiussione: sappiamo che anche lì abbiamo un problema legato agli aiuti di Stato che dovrebbe essere risolto e che pare non sia così facilmente risolvibile, come evidenziano in parte i nostri uffici e chi ci segue in quella questione. I dati di fatto mostrano che sono presenti tre direttrici. Sicuramente una l'ho toccata: quella della situazione finanziaria, dell'esposizione finanziaria, che non è solo legata alle banche private, ma anche a Finaosta e deve essere considerata. Seconda: i costi, che sono in diminuzione, ma dobbiamo tenere conto che, ahimè, anche gli introiti sono in diminuzione, vuoi per la crisi del settore del gioco, vuoi per l'effetto Campione, vuoi per tutta una serie di questioni, che incidono sui rapporti con i costi. Dall'altra parte, non me ne si voglia, ma anche sul costo del personale sono state fatte delle valutazioni - come giustamente in parte in queste linee guida - e sicuramente, com'è stato anche evidenziato nell'incontro con le parti sociali, c'è la necessità di rivalutarlo in funzione dell'attuale situazione e di comprendere - e questo l'ho detto sia a loro, sia al management - come poterne uscire; sicuramente da parte del socio e da parte del sottoscritto c'è la piena disponibilità a sedersi e trovare una soluzione sin da subito: questo è stato evidenziato fortemente nel corso dell'assemblea del 14 settembre. Forse una di queste linee guida indicate in questo piano deve essere approfondita e soprattutto deve essere resa operativa.
L'operato del sottoscritto, che sicuramente è criticabilissimo - e lascio perdere questioni per cui già mi sono state tirate le orecchie, e ben volentieri ho accettato la tirata di orecchie -, è stato sempre quello di tutelare l'ente Regione e forse di riportare nell'alveo dell'ente Regione l'operato dell'Assessorato, perché, visto quello che è successo sino ad ora, viste certe situazioni e viste le necessità del futuro, c'è la necessità di dare una risposta concreta e forse anche un po' più tecnica che politica perché per essere presa deve essere sostenuta da forti motivazioni. Al di là di tutto, è d'importanza focale comprendere cosa quest'azienda rappresenta per la Valle d'Aosta, ma soprattutto per il suo futuro, perché questo è il primo vero problema. Soprattutto bisogna comprendere se le soluzioni proposte sono definitive o di taccone, perché, purtroppo, gli eventi portano a delle difficoltà e a dei cambi di scenario che devono essere valutati e soprattutto devono modificare il nostro agire, perché muoversi in maniera integrale non porta bene a nessuno e non porta alla risoluzione dei problemi.
Sicuramente, se queste soluzioni possono essere al vaglio, e saranno vagliate, potranno costituire una base di valutazione e di continuità, altrimenti la continuità deve essere cercata in quegli elementi che dicevo prima, più chiari e più semplici, che già si conoscono e i dati di fatto dei numeri ce lo rappresentano.
Presidente - Ringrazio l'assessore Aggravi per aver spiegato la posizione dell'Assessorato. La parola al consigliere Testolin.
Testolin (UV) - Nel ritrovarmi in pieno in quello che è stato tracciato dal consigliere Marquis, nella ricostruzione degli ultimi due anni, anno e mezzo, di quello che è successo all'interno del Casinò, prendo atto da parte dell'Assessore che ci sia un continuo rimando alle analisi tecniche che sono state ben illustrate ieri e in audizioni precedenti, ma che, purtroppo, portano da nessuna parte. Il termine più utilizzato all'interno del tracciato esplicativo dell'Assessore è il termine "se". Evidentemente ci vogliono tutta una serie di controlli che nessuno nega, noi per primi ieri siamo stati a sollecitare all'Amministratore delegato le necessità di avere una conferma della legittimità e dell'aggiornamento del piano che è stato presentato per poterci lavorare sopra, cercare di migliorarlo dove va migliorato e cercare di trovare una soluzione definitiva. Quello che purtroppo manca oggi, che anima la nostra preoccupazione e che ci troviamo a chiedere, è una linea politica condivisa. Il nostro timore è che, a distanza di tre o quattro giorni, il tempo che ci separa dall'assemblea... non siamo assolutamente sicuri che l'espressione del Governo regionale sia innanzitutto univoca di tutta la maggioranza, che perlomeno deve esprimere in merito a questo dossier, importantissimo un'approvazione o meno del bilancio. Questo ci preoccupa enormemente, perché quello è l'ultimo appello. Il fatto di trovarci oggi a discutere dell'argomento in questa sede è propedeutico a uscire di qua con la consapevolezza che la linea della maggioranza è una, che sarà seguita e che ci dia dei punti certi, quindi non sto a ripetermi su altri valori.
È chiaro che noi abbiamo sempre operato come gruppo e come Consiglieri nell'ottica di dare il nostro contributo positivo a una soluzione della questione Casinò; siamo stati animati da questo e da tutta una serie di dati che comprovano come il Casinò abbia dei ritorni importanti sia sul territorio sia per le finanze regionali: sono mediamente 16-17 milioni i ritorni negli ultimi anni dal punto di vista fiscale per le casse regionali e all'incirca 450-500 mila i ritorni per le casse del Comune di Saint-Vincent.
Ieri in audizione è stato sottolineato con tranquillità da parte dei sindaci interpellati la ricaduta sul territorio derivante dall'attività del Casinò e solo per quanto riguarda l'Amministrazione di Châtillon si attestano intorno agli 8 milioni gli effetti di ricaduta positiva dell'indotto. Ci sono quindi tutta una serie di dati che ci portano a temere che la soluzione proposta in assemblea dall'Assessore vada a pregiudicare i 600 posti di lavoro, gli investimenti e gli sforzi fatti fino adesso e quindi vorremmo sollecitare a darci delle linee che possano essere chiare anche nei confronti di interlocutori primari come sono le banche, che si sono fatte influenzare in maniera importante e purtroppo negativa da un dibattito animato sui social in questi ultimi mesi e che ha portato delle criticità importati al Casinò, come l'Assessore ben sa anche per una sua interlocuzione a questo riguardo con l'amministratore delegato.
Io mi fermo nel ribadire l'assoluta necessità da parte dei Consiglieri di avere ben tracciata - e sapere se sia condivisa e perseguibile - una strada che porti, nel solco tracciato dal nuovo piano strategico del Casinò, elementi di forza che possano delineare una strada da intraprendere.
Presidente - La parola alla consigliera Rini.
Rini (GM) - Ritengo che oggi sia doveroso - e uso il termine doveroso con cognizione di causa - affrontare in quest'aula il dossier sul Casinò de la Vallée, un tema così importante, un tema che è stato oggetto della discussione di quest'estate della politica valdostana. Lo si deve fare per il rispetto che dobbiamo portare a questa tematica. Un tema che, come ha molto ben riassunto e ricordato il collega Testolin ora, ha ricadute importanti e purtroppo spesso si tende a banalizzarlo. Quando penso alle ricadute non penso solo alle ricadute più impattanti sui lavoratori diretti della Casa da gioco, ma alle ricadute, e all'indotto, che ha sull'intera regione Valle d'Aosta. Noi che rappresentiamo gli elettori, i valdostani e le valdostane, abbiamo il dovere di esprimerci e il dovere di dare delle risposte non solo ai lavoratori della Casa da gioco, in primis a loro, ma all'intera comunità e dobbiamo riuscire a uscire dall'attitudine che purtroppo ultimamente troppi di noi stanno portando avanti su questa tematica. Un'attitudine negativa: cercare sempre di buttare un velo di negatività continua e cercare di dividere la comunità su questo tema. Un tema che invece dovrebbe vedere l'unione delle nostre concittadine e dei nostri concittadini e dovrebbe vedere anche un'unione d'intenti all'interno di quest'aula, proprio perché è un tema che porta ricadute dirette e indirette su tutta la nostra regione.
Cosa vuol dire amministrare? In questi giorni me lo sono chiesta tante volte: quando decidiamo di candidarci e quando poi veniamo anche eletti in quest'aula, amministrare comporta sicuramente degli onori, e quelli sono belli da assumersi e più o meno tutti esercitano questo onore, ma amministrare comporta anche degli oneri e delle responsabilità. Quando si entra in quest'aula, con serietà e con impegno bisogna affrontare e saper affrontare i dossier più facili, ma anche quelli più difficili, anche quelli più spinosi, che richiedono delle assunzioni di decisioni che, ovviamente, comportano sempre delle responsabilità. A mio parere, una maggioranza che non sa assumersi le proprie responsabilità e che non sa decidere, qualunque sia la decisione, e che non ha il coraggio di decidere su un tema così importante è una maggioranza inadeguata. E lo dico con tutta la serenità possibile, lo dico a me stessa in primis e a tutti i colleghi. Bisogna avere il coraggio di scegliere. Ovviamente non banalizziamolo su "io voglio il parere tecnico". Certamente! Anche io voglio ed esigo dei visti di legittimità, dei pareri tecnici agli atti, così come li abbiamo sempre richiesti, e questo tengo a sottolinearlo, ma noi qui non siamo dei tecnici! Ognuno di noi ha una professionalità qui dentro, ma le professionalità si esercitano sul posto di lavoro. Qui noi siamo dei politici, qui noi dobbiamo avere il coraggio di assumerci delle responsabilità e di prendere delle scelte. Scelte che devono essere avallate da pareri tecnici, legali di chi ha le competenze per farlo.
Io non voglio tediare nessuno, per cui concludo dicendo che oggi è il momento, perché ci sono delle scadenze imminenti, non si può più fare melina su questo tema, perché non è un tema che può essere ricondotto a uno scontro politico. Per le ricadute che ha questo tema per la nostra regione (economiche, sociali) il termine ultimo è oggi, bisogna avere il coraggio di uscire con una scelta e una decisione, una strada politica, politica, lo sottolineo ancora una volta: politica! La confusione porta alle non-decisioni e io non amo le non-decisioni. Bisogna avere il coraggio di scegliere politicamente. Questa scelta politica poi verrà posta al setaccio dei tecnici, che ci diranno se sono sostenibili o meno, ma quello che io chiedo oggi, e lo chiedo perché sento forte su di me - ancor più forse per il percorso politico che mi ha segnato negli ultimi mesi - la responsabilità di dare delle risposte a un'intera comunità che non è la comunità del Casino de la Vallée, che non è la comunità delle zone colpite, quindi dei comuni di Châtillon e di Saint-Vincent, ma che è la comunità valdostana.
È il nostro dovere. Io quindi sin d'ora chiedo che oggi si esca con una presa di posizione chiara, politica, perché altrimenti siamo inadeguati a portare avanti un programma che a questo punto, ovviamente, non è più condiviso.
Presidente - La parola al consigliere Viérin.
Viérin (UVP) - Ci si ritrova dopo la pausa estiva e ci si ritrova dove ci si era lasciati: sul Casinò. Ci sarebbero tante cose da dire su quest'estate, ma avremo modo di discuterne, avremo modo di esporre la nostra posizione su ciò che è stato fatto o non fatto, ma il dossier che oggi è urgente sul tavolo della politica rimane il dossier Casinò.
Intanto ringraziamo la collega Rini per la sua franchezza, perché il suo intervento riassume questa maggioranza che non ha saputo, malgrado il nostro silenzio, la nostra disponibilità quest'estate nel lasciar lavorare chi aveva detto di risolvere i problemi dei valdostani, quindi, anche per togliere l'alibi di un finto nemico o di qualcuno che avrebbe creato ostruzionismo, noi abbiamo lasciato lavorare il cosiddetto "governo del fare".
Purtroppo dobbiamo prendere atto che siamo al 26 settembre e sul dossier Casinò non c'è una decisione che sia stata adottata, malgrado la risoluzione che in quest'aula tutti avevamo dato la disponibilità a votare e malgrado certi atteggiamenti che durante quest'estate hanno ulteriormente aggravato la situazione della Casa da gioco. Assessore Aggravi, mi dispiace, abbiamo avuto modo di dirlo attraverso comunicati, perché non era convocato il Consiglio, noi riteniamo che lei abbia una grande responsabilità almeno su alcuni volets, al di là anche del merito della questione. Lei lo sa, in commissione abbiamo dato disponibilità per discutere nel concreto, ma nel concreto non si è ancora arrivati a discutere.
La prima cosa che doveva essere fatta è che a fine luglio comunque la Giunta doveva adottare un atto deliberativo, che poteva anche essere un atto deliberativo che diceva alcune cose, che non erogava il finanziamento perché mancavano elementi, la relazione trimestrale aveva questo scostamento di 607 mila euro, non c'era la continuità aziendale; c'erano delle motivazioni che vi hanno portati ad assumere delle decisioni, ma le decisioni dell'Amministrazione arrivano attraverso atti deliberativi. E troviamo strano che altri colleghi di Giunta che hanno fatto i tecnici seduti in questi banchi non abbiano capito (e noi ieri lo abbiamo chiesto ai tecnici, all'amministratore unico) quali erano state le conseguenze per una non adozione della delibera a fine luglio e andate a leggervi quello che è stato detto. Ci sono grandi responsabilità e lei, Assessore, è il primo responsabile. Per non parlare di tutte le interviste che lei ha rilasciato. Ci ha chiesto in una seduta congiunta delle Commissioni II e IV la secretazione degli atti, poi è uscito da quella riunione ed è andato a fare interviste show, ha portato documenti, ha divulgato documentazione interna, creando ulteriore fibrillazione. Durante l'estate ha avuto modo di rilasciare interviste sui social: ci ricordiamo l'intervista di fine agosto che ha portato alla revoca di alcune linee di finanziamento.
Oggi è la prima occasione in cui riusciamo a esprimerci su questo atto e noi siamo fortemente preoccupati, perché non è stato trattato in commissione, altrimenti non avremmo mai chiesto la discussione di un punto aggiuntivo, perché la sede deputata era la quarta commissione di ieri.
Poi non entriamo nel merito di quando sono arrivati i documenti, Assessore; la realtà è che a tre mesi dal vostro insediamento, a due mesi dal momento in cui ci siamo lasciati in quest'aula siamo qui a non discutere una variazione di bilancio che doveva già essere portata al mese di luglio, e questo è un dossier su cui c'è una non risposta! Su tantissimi altri dossier ci sono delle esigenze e delle attese della comunità e voi non avete deciso sul primo dossier che secondo la legge per fine luglio doveva vedere un'assunzione di responsabilità.
Oggi quindi noi non abbiamo gli strumenti, se non il chiedervi di portare oggi in quest'aula una linea della maggioranza che possa essere discussa. Poi ognuno di noi dirà: "siamo favorevoli o meno", ma almeno noi vedremo, al di là del tecnicismo di aver rimandato un'assemblea, ma l'assemblea entro il 30 settembre si terrà e quindi noi vi chiediamo di portare all'attenzione di questo Consiglio una linea sulla quale rivendichiamo la possibilità di dire la nostra, ma soprattutto sottolineiamo le responsabilità che ci sono in quest'estate in cui il dossier secondo noi è stato gestito ? per la mancata delibera e per tutte le mediatizzazioni ? in un modo che, secondo noi - confermato ieri dai vertici dell'azienda - ha ulteriormente aggravato la situazione dell'azienda in sé e dell'azienda nei confronti del mondo della finanza e di chi oggi guarda con attenzione questo dossier.
È stato ricordato bene dalla collega Rini: amministrare non significa solo fare slogan, significa decidere, portare sul tavolo delle azioni, soprattutto per chi si è presentato come "governo del fare". Noi aspettiamo che questo fare, dopo tre mesi di non-fare, arrivi finalmente, almeno sul dossier che è il più urgente, a portare delle soluzioni che sono da più parti da condividere. In vista dell'assemblea del 30, noi vorremmo evitare che continui ad esserci questo continuo rimando in termini di tempi ? come l'orchestra che continua a suonare sul Titanic ? e soprattutto che ci si renda conto che la situazione è molto grave e che portiate finalmente le decisioni che voi vi dovete assumere la responsabilità di prendere.
Presidente - La parola al consigliere Bertin.
Bertin (IC) - Dopo un'estate di discussioni virtuali, era forse il momento di affrontare la questione in questo Consiglio ? che è l'assise politica più importante della regione ? senza però condizionare i lavori dell'aula. Come sottolineavo anche nella Capigruppo, è importante che si affronti questo punto, ma che non si stravolgano completamente i lavori, perché in generale la Valle d'Aosta non è soltanto il Casinò. Il Casinò è importantissimo, ma non c'è soltanto quello.
Il Casinò si trova in una situazione estremamente grave ed è anche per questo che va affrontata. Il banco rischia di saltare. Contro la statistica e il calcolo delle probabilità il Casinò (il banco) che dovrebbe vincere sempre, rischia di saltare. La situazione è questa, pertanto è importante fare in fretta e decidere in fretta.
Le responsabilità di questa gravissima situazione sono il risultato di anni e sono principalmente della politica che ha visto nel Casinò una macchina da voti e la costruzione di clientele e di facile consenso, realizzando una struttura sovradimensionata e creando i presupposti di quello che sta succedendo; anche il cambio del mercato del gioco certamente ha modificato la situazione in generale, ma le responsabilità della politica sono evidenti nella situazione di oggi, che, lo ripeto, è grave.
Il Casinò è stato spesso una questione politica: sono nate maggioranze e sono finite maggioranze sul Casinò. La politica si è occupata troppo, e soprattutto male, del Casinò. La politica di oggi, di ieri e dell'altro ieri ha costruito intere campagne elettorali sulle questioni legate al Casinò e i risultati sono quelli che vediamo oggi.
Sono ormai tre mesi, venendo all'attualità, che non si fa altro che parlare di Casinò, che la maggioranza non fa altro che parlare del Casinò senza alcuna decisione e, come abbiamo visto anche ieri, la mancanza di decisione, qualunque essa sia, ha comportato un aggravarsi della situazione con una tensione finanziaria in crescita, e più si aspetta a prendere una decisione, più il rischio per il Casinò aumenta, il rischio che il banco salti.
Il Casinò non potrà più riavere il ruolo che aveva 20-30 anni fa; il mercato è cambiato e dovrà andare verso un ridimensionamento nel diventare quell'attrattiva turistica supplementare che la nostra Regione ha rispetto alle altre, ma probabilmente non potrà mai più avere il ruolo avuto in passato. Sarà un punto in più, un atout in più per un'offerta turistica complessiva. Questa sarà la prospettiva credo, senza voler fare delle previsioni ? di cui tra l'altro non ho neanche le competenze ?.
Ritorniamo a quest'estate durante la quale le numerose e contrastanti dichiarazioni sui media e sui social di questa maggioranza hanno creato fibrillazione e tensione, anche finanziaria, per la società. Un aspetto estremamente negativo. Una grave responsabilità questa di una maggioranza che è nata senza affrontare in precedenza questo dossier, senza avere un'idea di come affrontarlo, e questo aspetto è estremamente grave e irresponsabile, perché poi abbiamo visto cosa ha prodotto. Invece di decidere almeno la strada di come affrontare questa questione, al momento della formazione di questa maggioranza si è preferito spartirsi i posti senza affrontare il primo e più importante dossier che sarebbe arrivato immediatamente sul tavolo del Governo regionale, con tutte le conseguenze che questa mancanza iniziale ha comportato: tre mesi di discussione senza decisione.
Un "governo del fare" che in questa fase ha fatto soprattutto finta; certamente la situazione è complessa e difficile, ma ogni giorno che passa senza prendere una decisione non fa altro che aggravare la situazione.
Abbiamo tra l'altro anche constatato l'assenza della Presidente della Giunta su questo dossier, un'assenza se vogliamo dovuta in parte anche a una mancanza di leadership in questa maggioranza, ma certamente determinata dall'incapacità di poter esprimere un indirizzo politico comune, che ha determinato questa situazione. Quando si vuole governare, bisogna essere in grado di avere una visione comune e poi tradurre questa in atti in tempi relativamente brevi perché, se aspettiamo ancora un po', la situazione può veramente scappare di mano, con le conseguenze che possiamo benissimo immaginare.
È venuto il tempo delle decisioni: chi si è assunto la responsabilità di governare questa Regione decida e lo faccia in fretta.
Presidente - La parola al Consigliere Baccega.
Baccega (UV) - Il collega Bertin ha evidenziato quanto sia grave la situazione in questo momento. Ieri dopo cinque e più ore di Commissione siamo arrivati a casa e uno dei TG evidenziava la grande protesta che c'è in questo momento nella città di Campione. Il 27 luglio è fallito il Casinò di Campione portandosi dietro 487 dipendenti, centodue dipendenti del Comune, mandando in default il Comune di Campione, e molte testate sottolineavano quanto questa città stia scoprendo la povertà e l'abbandono. Noi, dopo aver sentito ieri in Commissione il Sindaco di Saint-Vincent, la Sindaca di Châtillon, dopo avere avuto modo di confrontarci con le organizzazioni sindacali e dopo aver avuto in questo periodo modo di approfondire il tema nelle diverse Commissioni che si sono succedute, ribadiamo che non vogliamo che la Valle d'Aosta, che Saint-Vincent, che Châtillon possano fare quella fine.
Concedetemi brevemente un po' di storia. Purtroppo il tempo è tiranno e avevo preparato un percorso molto più ampio. Noi non possiamo dimenticarci che, non appena la crisi delle case da gioco in generale si è avviata, questo Consiglio regionale si è preoccupato d'intervenire e di guardare avanti: sono stati approvati dei piani di sviluppo prima per la Casa da gioco, poi per il Grand Hotel Billia che è stato acquisito con ben 63 milioni di investimento, si sono predisposte delle leggi (legge n. 49) per creare un polo d'accoglienza e del gioco di straordinaria efficacia.
Lo dico perché, nei recenti confronti che si sono avuti, l'avvocato Di Matteo ha detto due cose fondamentali che sono rimaste alla mia attenzione: "il brand ha rafforzato la sua posizione", affermazione importante perché ci fa capire che aver realizzato il cinque stelle, il quattro stelle, la s.p.a., una centrale di cogenerazione, aver rivisto tutte le sale gioco è stato un investimento straordinariamente importante; "il Casinò è uscito dal coma, il malato è uscito dal coma": il primo piano di sviluppo che è stato presentato io non l'ho votato, perché in quel momento non avevo gli strumenti per poterlo votare, ma nella rivisitazione con le linee guida presentata ieri io credo che ci possano essere tutti i margini per dare una risposta concreta e proseguire in quella direzione. Percorso che certamente richiede tutti i visti di legittimità. La domanda ben precisa che abbiamo fatta: "quelle linee guida sono state costruite sulla base del parere di legittimità pro veritate a suo tempo dato?" La risposta è stata: "sì, certamente, sulla base di quel parere pro veritate". Questo è un elemento che rafforza pienamente le nostre scelte.
Io credo che voi abbiate grosse responsabilità nel non aver rispettato la legge n. 7, nell'aver lasciato che le cose andassero nella direzione da voi tracciata e nel non aver proseguito gli interventi.
Le problematiche si sono acuite, per cui la situazione di gravità della Casinò è conseguenza del vostro atteggiamento ? senza poi avere predisposto alcun atto in quel senso ? e due banche hanno deciso di togliere parte della fiducia che davano alla Casinò! C'è stato un ridimensionamento delle aperture di credito e addirittura per una banca c'è stato il blocco totale. Questo evidentemente pone in grossa difficoltà un'azienda che già aveva delle sue criticità e che si stava avviando verso un percorso di miglioramento ? se poi, assessore Aggravi, ci farà avere l'aggiornamento al 30 giugno pervenutogli... ? miglioramento che, sulla base delle cose dette dall'amministratore unico ieri, in proiezione 31 dicembre 2018 è decisamente positivo, anche rispetto alle aspettative di prima.
Cara Giunta, cara maggioranza, è il momento delle decisioni, è il momento di essere seri. Se non ci sono altri disegni sottobanco, vi prego di darci quanto prima il vostro indirizzo rispetto a questo dossier perché è fondamentale.
Presidente - La parola alla consigliera Minelli.
Minelli (IC) - Il mio intervento è a completamento di quanto ha precedentemente detto il collega Bertin, ma raccoglie anche la sollecitazione della collega Rini che ci ha ricordato che noi qui non siamo tanto dei tecnici, ma dei politici, persone che hanno anche delle responsabilità nel portare avanti una posizione politica e un programma politico.
Voglio fare due brevi considerazioni. La crisi del Casinò ha delle radici lontane, ma la responsabilità dell'attuale situazione di dissesto, a nostro avviso, risale in gran parte a scelte politiche sbagliate di chi ha governato precedentemente. Il Casinò negli anni? e non è cosa ignota ? è stato trattato come un bancomat, come una macchina da clientela elettorali. Chi ha governato ha assunto in questi lunghi anni troppo personale rispetto al necessario e, a nostro avviso, sono stati esternalizzati dei servizi con lo scopo principale di estendere l'area di favore elettorale. Tutto questo è stato fatto con delle procedure opache e di dubbia regolarità. Non siamo noi che lo diciamo, ci sono indagini in corso.
La situazione ovviamente in questo momento va valutata con grande attenzione e prudenza per i risvolti sulle condizioni di coloro che lavorano nella Casa da gioco, una realtà occupazionale che ha ancora 588 addetti. A noi non pare però accettabile una posizione che sia favorevole a ulteriori erogazioni finanziarie e alla richiesta di un nuovo piano che preveda il rilancio della Casa da gioco di Saint-Vincent. L'ho detto ieri in commissione e lo ripeto: siamo convinti che la Casa da gioco di Saint-Vincent, come del resto anche gli altri casinò italiani, tutti più o meno in difficoltà, sia una realtà sovradimensionata e non più competitiva, in un mercato del gioco italiano che ha avuto una profonda evoluzione.
Anche lo scorporo tra il Grand Hotel Billia e il Casinò, proposto da alcune forze politiche, è il contrario di quanto Impegno Civico propone nel suo programma. Vorrei ricordare che "lavoro" è stata una delle parole fondanti che hanno condotto la nostra campagna elettorale, ma accanto a questa parola c'era anche "uguaglianza": la crisi colpisce allo stesso modo molte altre imprese e molti altri lavoratori e, in tempi di risorse che sono sempre più scarse, il denaro dei cittadini, a nostro avviso, non può continuare ad essere impiegato in modo non oculato. Il Casinò deve tornare a essere un'azienda e non, com'è stato per tanto tempo, un ammortizzatore sociale. Da subito, secondo noi, bisogna fermare eventuali nuovi incarichi esterni, assunzioni a tempo determinato. Sempre da subito ? e questo va detto anche con un po' di coraggio ? vanno rivisti anche gli stipendi, di una parte almeno del personale, che oggi sono slegati dalla realtà produttiva e dal resto del contesto occupazionale valdostano. Rispetto ai lavoratori, sempre nel principio dell'uguaglianza, noi diciamo che vanno definiti dei criteri oggettivi e trasparenti per stabilire chi sarà oggetto dei progetti di razionalizzazione del personale. Sarebbe infatti abbastanza intollerabile che, dopo aver assistito a un clientelismo in entrata, le stesse logiche di corruzione fossero adottate anche per decidere il destino dei singoli dipendenti.
Per quanto riguarda la realtà di Saint-Vincent e di Châtillon, noi crediamo che occorra anche un pochino smitizzare questo elemento dell'indotto, e le dichiarazioni che sono state rese ieri in Commissione dai sindaci, che sicuramente evidenziavano l'importanza della Casa da gioco, hanno anche messo sul tappeto il fatto che esiste molto altro in queste due cittadine, in queste due realtà. Noi crediamo addirittura che Saint-Vincent e Châtillon non siano in crisi tanto per la situazione e la crisi del Casinò ? e questa è una riflessione che vogliamo sottoporre all'attenzione di tutti ? ma anche a causa di com'è stato condotto il Casinò e di questa presenza che ha concentrato nel tempo tutte le risorse e le energie.
Quindi, a nostro avviso, non si può pensare solo a un piano di rilancio del Casinò, ma dell'intera zona, pensando a una strategia e a una visione completamente diversa che valorizzino tutte le opportunità che ci sono sul territorio.
Presidente - La parola al consigliere Mossa.
Mossa (M5S) - Vorrei rendicontare quello che è avvenuto ieri in IV Commissione, quando la collega Nasso ha votato affinché oggi fosse discusso in assemblea dei Capigruppo l'inserimento all'ordine del giorno la questione Casinò. La collega Nasso ha votato perché questa venisse inserita all'ordine del giorno e così è stato, quindi il suo voto non era un'intenzione di voto sul discutere oggi in assemblea, ma semplicemente perché venisse discusso in assemblea dei Capigruppo, e questo è successo.
Noi non ci siamo sottratti alla discussione sul tema Casinò, il problema fondamentale è la totale mancanza di proposte veramente valide per salvare la Casa da gioco. Oggi noi siamo stati gli unici quattro che abbiano votato contro l'inserimento all'ordine del giorno della situazione Casa da gioco; abbiamo aspettato fino alla fine perché tutti gli altri hanno votato a favore e quindi aspettavamo delle proposte per salvare la Casa da gioco. Al momento non ne è arrivata neanche una, per questo ci sembrava superfluo sprecare il tempo prezioso a disposizione di questa assemblea, e per discutere di cosa? Lo stesso consigliere Marquis nel suo magnifico intervento ha fatto proposte valide che vanno in tale direzione? Assolutamente no. Ha fatto proposte per salvare il Casinò? Assolutamente no. Quindi di cosa stiamo parlando? Al momento gli unici documenti che abbiamo in mano sono un piano industriale che non è stato rispettato, una bozza di qualche paginetta di linee guida per aggiornare tale piano industriale, ma quello che sostanzialmente si chiede ai cittadini è di investire ulteriori 47,8 milioni di euro di soldi pubblici.
Per cosa? Di cosa stiamo parlando oggi? Dove sono queste proposte?
Abbiamo sentito parlare tutti e al momento non sono arrivate proposte, anche nelle commissioni, e abbiamo partecipato a tutte.
Quando e se verranno fatte proposte valide per salvare la Casa da gioco e per continuare a finanziare con i soldi dei cittadini la società Casinò, saremo qui pronti a discuterne, anche se sino ad ora non ne abbiamo sentita una.
Presidente - La parola al consigliere Vesan.
Vesan (M5S) - Noi eravamo perplessi nei confronti di questa discussione, come ha già evidenziato Luciano, e finiamo la discussione senza avere nessuna soluzione alle nostre perplessità. La consigliera Rini ha declamato la mancanza di una scelta politica dai banchi di una maggioranza.
Qui tutti quanti siamo favorevoli a salvare il Casinò, come probabilmente eravamo favorevoli a salvare la Tecdis, a salvare un sacco di altra attività che coinvolgevano tante persone e tanto impatto avevano sul nostro territorio.
Il vero problema, perché non siamo solo politici, siamo amministratori, è: "a che prezzo salviamo il Casinò?". Qualcuno qui si è presentato dicendo che l'attuale piano di rilancio è perfetto, impeccabile, il malato è uscito dal coma, abbiamo fatto investimenti importanti, siamo sulla via della salvezza, la stessa cosa ha detto Di Matteo ieri, l'ha ribadita Marquis nel suo intervento, e contemporaneamente queste dichiarazioni sono un po' smentite dai fatti, soprattutto per il fatto che contemporaneamente ci arriva un piano di revisione di questo investimento per cui i 6 milioni di euro diventano solo 5, però contemporaneamente bisogna dare 7,2 milioni di euro di fideiussione e bisogna ricomprarsi ?un'altra volta! ? le strutture messe a disposizione della società per il Casinò. Questo significa che Finaosta che ha nei confronti del Casinò 48 milioni di crediti da esigere adesso, più altri crediti da esigere successivamente, rinuncia a questi crediti. Tutto questo è ammissibile, non sto parlando di illegittimità, l'assessore Aggravi è preoccupato da un punto di vista tecnico: "se sia legittima o meno l'approvazione del bilancio, se sia legittimo o meno l'aiuto di Stato", questo è un problema a monte sul quale in realtà questo Consiglio ha poco potere di discutere. Quello di cui questo Consiglio dovrebbe discutere è: "salviamo il Casinò, fino a quale importo?" Questa è una decisione politica. Una decisione politica che non ho sentito nessuno. Tutti dicono "salviamo tutti i posti di lavoro del Casinò", ma nessuno in quest'aula ha detto che questo piano di risanamento prevede quaranta licenziamenti. "Salviamo il Casinò", ma nessuno discute il fatto che ci ricompriamo una seconda volta un Hotel Billia per il quale non abbiamo ancora finito di pagare i debiti. È questo che vogliono i cittadini valdostani: salvare il Casinò a qualunque costo e prima di qualunque cosa? Perché quello di cui abbiamo discusso tutti quanti con questa votazione è che questo Consiglio deve affrontare prima di tutto la questione Casinò, prima di tutte le cose che sono state legittimamente calendarizzate all'interno di questo Consiglio. Questa posizione è assolutamente irresponsabile. Siamo di nuovo qui a farci la campagna elettorale in diretta streaming e davanti alle persone, senza entrare nel merito della discussione. Nessuno qui dice quanti soldi siamo disposti a far pagare ai valdostani per il Casinò. I 48 milioni di euro di credito che la Finaosta ha nei confronti del Casinò, se vengono azzerati, sono 48 milioni di euro che la Valle d'Aosta non ha più a disposizione per un sacco di altre iniziative nel suo bilancio: non può dare mutui per la prima casa, non può fare interventi nell'ambito della sanità e questa è una discussione importante, di cui nessuno parla. Tutti parlano del valore della scelta politica. E qual è la scelta politica che hanno fatto tutti quelli che hanno chiesto questa discussione?
Nel momento stesso in cui sappiamo che questo piano di risanamento non arriverà alla salvezza del Casinò, il Consigliere Baccega ha detto che questo piano di risanamento era talmente bello che è quasi pentito di non averlo votato.
Avremmo preferito risparmiarcela questa mattinata e andare avanti con i lavori del Consiglio.
Presidente - La parola all'assessore Certan.
Certan (ALPE) - Intervengo perché mi sembra importante non fare come gli struzzi su questo argomento; l'abbiamo trattato anche nella scorsa legislatura e credo che sia importante, in un dibattito schietto e costruttivo, esprimere la posizione personale e quale sia il lavoro fatto, perché io non banalizzerei, né da una parte, né dall'altra, ha anche ragione il collega Vesan: tutti ci saremmo voluti evitare questo dibattito e molti altri.
Le assicuro che spesso la nostra azione ? sia di consiglieri sia di assessori sia di amministratori locali ? è fatta di riunioni e d'incontri che a volte sembrano anche non portare a niente, sembrano una perdita di tempo, però questa è la democrazia: se non ci sono dei confronti e non ci sono delle posizioni ? anche contrapposte, a volte difficili da conciliare ? che s'incontrano, sarà sempre difficile parlare, ci sarà sempre qualcuno che decide e altri che eseguono e questa è una delle cose che io in questi anni, anche nella passata legislatura, non ho mai accettato e che vorrei che questa maggioranza? nel suo ruolo quotidiano ? non accettasse. Mi dispiace che, come lei ha detto, forse si perda tempo, ma credo che quello che esce da questo dibattito sia comunque rinforzante e mi auguro anche, in qualche modo, risolutivo.
Non credo che sia oggi il momento di prendere sul Casinò una posizione pro o contro, è evidente che in maggioranza ci sono pensieri, idee e anche modalità d'intervento e di azione diverse, ma penso sia abbastanza noto che lo siano, sennò ci saremmo presentati in una coalizione; lo sapevamo dall'inizio, speriamo solo che non siano inconciliabili.
L'importante è che non si perda di vista che il percorso della Casino S.p.A. non è del tutto e solo sempre negativo e spesso, anche in Giunta, abbiamo e ho cercato di sollecitare la discussione nel valutare tutti gli aspetti negativi, gli obiettivi non raggiunti, ma anche gli obiettivi in parte raggiunti.
Se qualcuno vuole decidere di chiudere l'esperienza del Casinò di Saint-Vincent o fare altri passaggi dovrà dirlo. Lo scorso anno, anche con grande responsabilità, la Giunta Marquis portò avanti un percorso molto difficile ? come anche le Giunte precedenti, che in modo più o meno condivisibile avevano restaurato le strutture ? la Giunta ha cercato di salvaguardare il lavoro e in questo percorso ha anche cercato di dare uno slancio per rilanciare e per far andare a buon fine tutti gli interventi precedenti, magari anche non condivisibili. Però a un certo punto, quando ci si trova ad amministrare, bisogna anche tenere conto della strada fatta prima: non si può solo stabilire che quella sia la strada sbagliata, bisogna guardare quello che è stato fatto prima e poi cercare di andare nella direzione giusta.
Alcuni passaggi li ho evidenziati prendendo anche posizione, alcuni passaggi in Giunta non sono stati fatti; a mio avviso, avremmo dovuto farli prima come maggioranza e io ho sempre sollecitato questo dibattito in maggioranza, a mio avviso è ancora possibile, ma dovremmo in qualche modo essere chiari. Poi può essere anche che la maggioranza della maggioranza proponga una soluzione e che sia il Consiglio a decidere su un tema così grande. Ci sono diverse soluzioni.
Io vorrei che la maggioranza prendesse unanimemente la sua posizione e la sua responsabilità, perché condivido quanto detto dalla collega Rini: quando si amministra si è responsabili di quello che si fa e che si eroga, ma anche di quello che non si fa o non si eroga. Pur discutendo, abbiamo sempre cercato di condividere quegli aspetti sui quali l'Assessore era più reticente, a mio avviso ciò era comprensibile sia per il fatto che c'eravamo insediati da poco, sia per il fatto che c'era comunque una serie di aspetti che andavano valutati meglio per tutta una serie di motivazioni che la legge n. 7 non poteva prevedere, anche io ho condiviso il modo cauto con il quale si è proceduto su alcuni passaggi e/o su approfondimenti ulteriori. Quello che non ho condiviso sono dichiarazioni personali, o a nome forse di qualche forza politica, prese in modo personale o non condiviso con la maggioranza, o con la Giunta, perché quelle azioni hanno fatto più male che bene, non hanno delineato il percorso giusto per una Società che comunque ha degli impiegati e ha dei lavoratori valdostani, sui quali ho sentito anche commenti che non voglio approfondire in questa sede, ma certe posizioni o certe azioni si contrastano e si combattono quando avvengono, dopo di che tutti i lavoratori hanno la stessa dignità.
E in questo momento come amministratori, visto che ripetiamo spesso che abbiamo a cuore sia il futuro di questa società che quello della Valle d'Aosta, mi auguro che saremo capaci di trovare una soluzione condivisa, e che ci sia la voglia di arrivare a una soluzione condivisa, perché sappiamo che spesso, da un punto di vista politico, se c'è la volontà, si potrà definire un percorso legittimo, serio e condiviso, ma se non c'è la volontà politica questo non avverrà.
Presidente - La parola al consigliere Bianchi.
Bianchi (UV) - A mio avviso, si può evidenziare come già solamente la sospensione del Consiglio per un'ora di tempo per decidere se iscrivere o no un punto così importante denoti già l'approccio di questa maggioranza e denoti in ogni caso che ci sono delle visioni diverse di approccio a questo dossier, ma non solo a questo dossier, perché il problema è politico, lo hanno già evidenziato altre discussioni.
Faccio un esempio: la scuola polmone. La Giunta riunita delibera e due Assessori escono perché non sono d'accordo. Quindi vuol dire che all'interno di questa maggioranza ci sono delle visioni diverse su tutta una serie di problematiche su come si vuole gestire la Regione.
A oggi su questo dossier non mi sembra ci sia una linea politica, perché poi dalle linee politiche scaturiranno tutta una serie di piani, non piani, di richieste di parere e via dicendo, ma una linea bisogna averla. A oggi la linea di questa maggioranza noi non la conosciamo e non la conosce nessuno: né i valdostani né i dipendenti che lavorano al Casinò e forse neanche voi.
Chi mi ha preceduto ha fatto degli esempi a mio avviso poco consoni e mi riferisco ai ritorni che la Casa da gioco dà alle casse della Valle d'Aosta e quindi ai valdostani. Come ha detto il collega capogruppo Testolin, la Regione ha incassato dal 2009 al 2017 180 milioni, quindi con una media di 16 milioni all'anno, dati dall'IRPEF dei dipendenti, dalle tasse che paga la Cava S.p.A., quindi vuol dire che dal Casinò di Saint-Vincent la Regione prende una media di quasi 17 milioni all'anno. Automaticamente, se il Casinò chiudesse, questi 17 milioni non li avremmo a bilancio della Regione, quindi potremmo dare meno risposte all'agricoltura, risposte al mondo dell'edilizia, quindi l'approccio che dobbiamo avere da amministratori, da politici deve essere diverso, meno populista ma più amministrativo e di decisione.
Non mi sembra di sprecare il tempo. Il tempo non lo sprechiamo, lo dedichiamo al Casinò, come a qualsiasi altro dossier. A mio avviso, è fin troppo facile entrare sul piano emozionale, quando parlo di questo dossier, non lo nascondo, ma è una responsabilità che ho dentro, che abbiamo dentro, quella dell'amministratore di cercare di fare il bene dei valdostani e oggi il bene per i valdostani è cercare di dare risposte su un dossier che ha bisogno di una risposta, risposta politica che non c'è. Io non sto dicendo che non bisogna tagliare sui dipendenti. Non entro nel merito, ma chiedo che da parte della maggioranza ci sia una linea che possa conoscere. A luglio ho fatto la stessa domanda, abbiamo votato quasi all'unanimità una risoluzione e a oggi cosa è stato fatto? Niente. Solamente una cosa avrebbe dovuto essere fatta entro luglio: una delibera, un atto amministrativo. Qualcuno lo ha già evidenziato, questa è una grave carenza di questo governo regionale. Una gravissima carenza sotto l'aspetto amministrativo.
Assessore Aggravi, quindi, lei in questi tre mesi sul dossier Casinò, cosa ha fatto oltre a scrivere articoli sui giornali e su Facebook, chiedere pareri agli uffici, che arrivano in maniera molto raffazzonata, passare videoclip su Facebook perché i Consiglieri chiedono dei documenti, ma smettiamola! Cerchiamo di amministrare, di dare risposte ai valdostani.
Già una volta durante una discussione che non era sul Casinò ma sulla mobilità elettrica, ha detto che stavamo sprecando del tempo, molto probabilmente lo starà pensando anche adesso che sprechiamo del tempo: per noi discutere non è sprecare del tempo! Oggi molto probabilmente questa discussione non l'avremmo fatta, se avessimo conosciuto la vostra linea. Ieri c'era la Commissione, ci aspettavamo che lei dettasse la linea della maggioranza, la linea non l'ha dettata, perché non la conosce neanche lei. La cosa quindi è veramente pericolosa, ma non è pericolosa solamente per i dipendenti del Casinò, è pericolosa per tutti i Valdostani, perché, oltre ad avere dei dipendenti senza lavoro ? magari come il sottoscritto, non mi vergogno di dirlo ? rischiamo di perdere 20 milioni, oltre al resto. Assessore, ci pensi!
Presidente - La parola al consigliere Chatrian.
Chatrian (ALPE) - In pochi minuti vorrei fotografare la situazione. Ieri abbiamo avuto modo di affrontare in commissione la questione e mi dispiace che qualche gruppo banalizzi questa criticità perché, se siamo qui, c'è una criticità che va risolta e qualcuno all'interno di quest'aula deve prendersi le responsabilità e, per quanto riguarda ALPE e il sottoscritto, noi siamo all'interno di una maggioranza e gradiremmo che oggi si decidesse il percorso, per tre motivi.
Il primo. Non possiamo nasconderci dietro al fatto che a oggi il bilancio non è ancora stato approvato, quindi il primo impegno che oggi dovremmo mettere nero su bianco sono i tempi di approvazione del bilancio 2017. Il pubblico parla solo per atti, solo per atti.
Secondo. Dobbiamo, in quanto maggioranza, dare delle indicazioni e, di conseguenza, impegnare il governo regionale che in tre settimane predisponga l'iter amministrativo, perché il pubblico parla solo per atti, quindi un aggiornamento del piano che venga scaricato dalla Giunta, un suo disegno di legge a sostegno dell'aggiornamento che al suo interno deve avere alcune misure, perché mi pare di aver capito che tutti riteniamo importante salvare il Casinò, ma non ci siamo detti però come. Manca il passaggio molto importante, tutto di natura politica. I tecnici facciano i tecnici, ci mettano nelle condizioni di poter fare una scelta di natura politica che sia percorribile, legittima e a norma di legge. Voi avete sentito dire a qualcuno all'interno di questo Consiglio che qualcuno vuole approvare dei provvedimenti non a norma di legge e non legittimi? Mi sembra che sia l'abbiccì di un amministratore. Oggi noi dobbiamo come maggioranza scrivere nero su bianco il percorso da seguire.
Terzo. Dobbiamo darci anche dei tempi, perché forse stiamo sottovalutando la situazione legata soprattutto alla tensione finanziaria. Altri colleghi lo hanno già esplicitato molto bene, però a oggi questi sono i quattro principali elementi: si chiuderà un bilancio con una perdita nel 2018 per un importo di circa 2,8 milioni, quindi qualcosa è stato fatto negli ultimi anni; si chiuderà il 2018 per la prima volta con quasi 6 milioni di euro di gestione positiva, quindi qualcosa è stato fatto. Tutto questo però probabilmente non è sufficiente e quest'aula deve prendere delle decisioni importanti. Per fare questo, però, ci va decisione, volontà, coraggio, ma soprattutto si deve avere una visione generale, fotografando la realtà. Ieri pomeriggio in commissione abbiamo avuto modo di mettere in evidenza che il bilancio 2017 è storia, perché siamo a fine settembre e, a seguito dell'inerzia del decisore, della politica e del socio, non solo le banche hanno fatto dei passi indietro, ma, e nulla c'entra con la questione di natura economica, la tensione finanziaria è alle stelle.
Qui si apre la discussione politica. Si apre la procedura di licenziamento? Questa è un'opzione. Per quanto mi e ci riguarda noi l'abbiamo stoppata l'anno scorso e non siamo disponibili ad aprire una procedura di licenziamento. Se non si apre la procedura di licenziamento, si devono trovare dei correttivi. Mi sembra di aver letto da parte di qualche gruppo che non bisogna toccare gli stipendi. Non è possibile, è una misura da mettere in atto nei modi, nei tempi, con i sindacati e con tutti i lavoratori, perché la nostra posizione è di non lasciare a casa una persona.
Poi c'è il terzo passaggio che probabilmente è quello dove nessuno vuole prendersi la responsabilità: tutti vogliamo salvare l'azienda, ma che lo facciano gli altri. Come? Una volta trovate le misure per ridurre il costo del personale, una volta trovata la miglior gestione, anche per quanto riguarda il controllo di gestione, una volta azzerati ? o che si tenda ad azzerare ? gli sprechi, a supporto dell'aggiornamento ci va il sostegno di natura pubblica. Nessuno vuole mettere in campo un centesimo in più di quello che è stato deciso l'anno scorso (a maggio 2017), ma deve essere un percorso legittimo, a norma di legge, che sostenga un'azienda con l'obiettivo di farla camminare con le proprie gambe. Quindi posti di lavoro, accompagnamento per il tramite di incentivi che saranno piccolissimi, perché non ci sono altre condizioni, la salvaguardia dell'indotto diretto e indiretto nelle comunità di Châtillon e Saint-Vincent della media valle e di tutta la Valle d'Aosta e poi il gettito di natura fiscale. Oggi entrano nelle casse regionali, nonostante le mille difficoltà, più di 15 milioni di euro. Penso che dobbiamo tutti cercare di avere una visione generale e soprattutto avere tutti gli elementi per poter decidere.
Noi riteniamo che, se c'è un percorso, se ci sono degli indirizzi e all'interno di una maggioranza non ci sono le condizioni per dare corso all'iter amministrativo, a quel punto, anche se a monte ci sono delle strade percorribili e legittime, bisogna sapersi fermare e dire che lì non c'è la possibilità di andar oltre. Ma la criticità deve essere risolta, non possiamo né abdicare né delegare qualcun altro. Ecco perché questa discussione dal nostro punto di vista non solo è importante, ma è fondamentale, anche perché due mesi fa abbiamo approvato un atto, quasi all'unanimità, e gli atti non sono dei post su Facebook, sono degli atti che le istituzioni approvano e che obbligano e danno una certa responsabilità per adoperarsi a creare quelle condizioni, con un unico obiettivo. Che ognuno faccia la sua parte: l'azienda deve fare l'azienda; io sono certo che i sindacati faranno la loro parte, che in parte hanno già fatto negli ultimi mesi e negli ultimi anni; i lavoratori, perché sanno che la situazione è delicatissima e che il pubblico non può andare oltre un certo margine, sapendo che su quelle misure ci dovrà essere assolutamente ancora una riduzione: per mille ragioni e all'interno delle linee guida io penso che la soglia minima sia quella del 50 percento. Ieri mi sembra che i tecnici, che l'amministratore dell'azienda abbia declinato molto bene qual è quella soglia: entro il 2019 dobbiamo stare sotto il 50 percento. Possibile? Sì, se tutti fanno la loro parte. Impossibile? Forse, ma io penso che i tempi e i modi da parte del decisore ci debbano essere, perché nel giro di due o tre settimane ci devono essere gli atti di natura amministrativa affinché si approvi il bilancio, affinché si approvino le misure e affinché si approvi il sostegno, senza spendere un centesimo in più di quello che è stato deciso nella passata legislatura a maggio 2017.
Presidente - La parola al consigliere Ferrero.
Ferrero (MOUV') - Io inizierei con le parole del Procuratore Luca Ceccanti nel corso di un'audizione fatta all'inizio dell'anno: "Altrettanto percepibile e percepito che il pericolo vero risieda nella struttura dell'Amministrazione regionale e nel suo pervasivo intervento in campo economico, nell'accaparramento di voti con forme molte più insidiose che trovano terreno di coltura fertile e nell'anomalia ? tutta valdostana e che non ha eguali in questo Paese ? del sistema delle società partecipate". Penso che questo possa far riflettere, non l'ho detto io, ma il sostituto procuratore.
Io ci tengo a confermare il sostegno all'assessore Aggravi per quello che ha fatto finora, per quello che sta facendo, per come sta conducendo questo problema che è difficilissimo da risolvere, lo sta conducendo semplicemente con la diligenza del buon padre di famiglia. Non come una volta, e qualcuno avrà delle nostalgie del passato. Una volta si era sbrigativi: con una telefonata si diceva una cosa e in Consiglio se ne diceva un'altra e andava bene a tutti.
Certo, è un cambio o, meglio, sarebbe un cambio quello che si vorrebbe dare come segnale di un modo di fare politica diverso. Possiamo anche far finta di niente, possiamo anche recitare un film che potremmo intitolare "Per un pugno di voti" e continuare a nasconderci una parte della realtà. Io non farò delle diagnosi, se il paziente è in coma o se sono necessarie delle amputazioni; non mi diletto, in questo ci sono altre persone. Le cure le conosciamo tutti e soprattutto le sanno i dipendenti della Casa da gioco: bisogna fare un taglio dei rami secchi, perché non c'è lavoratore di classe uno in tutti i livelli, sappiamo bene che ci sono dei lavoratori che lavorano bene e dei lavoratori che o non lavorano o che fanno dei danni. Non si è mai avuto il coraggio di fare questa pulizia. Se non si tagliano i rami secchi, prima o poi l'albero cade. È una pulizia molto impegnativa che però doveva essere iniziata.
Si è parlato molto del piano precedente, ma, al di là delle disquisizioni sull'atto amministrativo che è stato fatto o non fatto, c'è una realtà, perché qui poi si mistifica la verità delle cose e la realtà è quella che l'obiettivo non è stato conseguito, quindi all'amministratore era stato detto "tu mi devi fare A, B, C, D" e l'obiettivo non è stato conseguito. In una ditta privata si prende l'amministratore, gli si dà un calcio nel sedere e lo si sostituisce. Questa non è una ditta privata, sappiamo che è una società partecipata, che ci sono degli equilibri e, con la delicatezza del caso, nessuno ha dato un calcio nel sedere all'amministratore, anche se qualcuno in cuor suo poi l'avrebbe dato volentieri, ma queste sono considerazioni che ognuno avrà fatto in silenzio. Certo non è facile stare dietro a un'amministrazione che continua a fornire dei documenti che ogni volta sono innovativi: linee guida, piani, bilanci, un esempio secondo me raro e fine di finanza creativa quella che utilizzavano già alcuni signori in altri frangenti, ma non è con la finanza creativa che si può andare avanti, ma è con le scelte che vengono fatte sulla base della cognizione di causa. È ovvio quindi che, se l'amministratore mi consegna ieri sera o ieri pomeriggio un documento tecnico che va valutato, che va sviscerato, solo un idiota potrebbe venire in Consiglio oggi e dire di aver deciso questo o quell'altro. Una persona responsabile dice "abbiamo il documento, lo facciamo esaminare anche dai tecnici, poi ci facciamo la discussione e decidiamo". Non si tratta di ritardi, si tratta comunque di un'amministrazione che ha svolto un'attività che non può essere certo definita degna di lode.
Ovviamente la preoccupazione per la sorte dei lavoratori c'è: è la prima preoccupazione che abbiamo tutti. Inutile dirlo. Anche se, bisogna dirlo, il Casinò ha una specie di rappresentanza sindacale interna al Consiglio, abbiamo due consiglieri dipendenti del Casinò, abbiamo delle persone che hanno comunque i parenti che sono dipendenti del Casinò.
E allora io faccio anche un ragionamento che si lega alle considerazioni fatte dal collega Vesan: per la Casa da gioco abbiamo speso 150 milioni circa, che poi secondo me saranno 200, se si calcolano altri mancati introiti; ci sono attualmente in ballo circa cinquecento/seicento posti di lavoro, ma per i lavoratori della Lavazza, ma per i lavoratori di altre società della bassa Valle che hanno chiuso, quanti soldi sono stati investiti? Per gli agricoltori che hanno dovuto chiudere i battenti, per gli artigiani in difficoltà e per i disoccupati? Adesso ci sono i quarantenni e i cinquantenni disoccupati. Chi ha a cuore la legalità, la legittimità, la giustizia, ma anche l'equità deve anche guardare al complesso delle spese in modo da non creare degli ulteriori privilegi, perché, se dobbiamo guardare al passato, la Casa da gioco di Saint-Vincent ha usufruito di un trattamento di favore rispetto a tutte le altre realtà produttive della Valle d'Aosta. Quando c'è stato da investire, si è trovata sempre una quadra. Adesso io quindi non vorrei che si creassero delle vittime: non c'è nessuna vittima, dobbiamo tenere conto però di una realtà che è cambiata, avete visto tutti quello che sta succedendo a Campione d'Italia: ci sono stati dei licenziamenti, il mondo del gioco sta cambiando profondamente; quello che non è cambiato purtroppo in questi anni e che speravo potesse cambiare adesso è l'atteggiamento di tenere con il cappio al collo i dipendenti della Casa da gioco, cercando di protrarre l'agonia di qualche mese, forse di sei mesi, senza che ci sia un'amministrazione in grado di presentare veramente delle prospettive di rilancio.
Non è una questione di coraggio, è una questione di responsabilità nell'adottare le decisioni. Ci sono i soldi da spendere? No, non ci sono. Se dobbiamo trovarli, sappiamo che i soldi vanno tolti ad altri settori produttivi, dobbiamo chiederci se legittimamente noi cittadini investiremmo ? con le prospettive che ci sono attualmente per le Case da gioco ? ulteriore denaro o se invece bisogna guardare effettivamente al risanamento che ci deve essere all'interno della Casa da gioco, un risanamento che riguarda figure professionali inutili. Lo sanno i dipendenti. Quelli che lavorano lo sanno: ci sono figure professionali inutili! Ci sono ancora, retaggio del passato, vecchie forniture che possono essere tranquillamente diminuite negli importi; ci sono delle economie che possono essere fatte. Finora si è scelto il taglio netto degli stipendi a tutti, che è stato la via meno impegnativa: tagliamo lo stipendio e risolviamo il problema. Ma non è quello il problema. Non è il modo di risolverlo. Io penso che sia necessario attualmente affrontare la questione in una maniera diversa, in una maniera di responsabilità che richiede quindi lo studio accurato di tutte le carte che sono a disposizione, tenuto conto che c'è ancora un'inchiesta della Corte dei Conti che non si è conclusa, che ci sono delle inchieste della magistratura. Non abbiamo le sentenze, ma da parte della Procura regionale della Corte dei Conti abbiamo comunque le motivazioni. Se avete letto le motivazioni della relazione, penso che una piccola riflessione bisognerebbe quantomeno farla.
È inutile cercare di farla facile, la situazione è molto complessa, ma va affrontata in una maniera nuova che richiede impegno, responsabilità e soprattutto serietà: quella che non c'è stata finora nei confronti e dei lavoratori e della Casa da gioco di Saint-Vincent.
Presidente - La parola al consigliere Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Chi mi ha preceduto ha detto che la soluzione deve essere politica e condivido questa impostazione e ringrazio i tanti che hanno ricordato questo particolare. Ringrazio per un particolare soprattutto l'assessore Certan, che ha detto una cosa fondamentale che probabilmente non si è colta: effettivamente qui ci sono posizioni diverse. Prendiamo atto, ma non credo che lo si sappia da oggi, che i movimenti che oggi compongono la maggioranza provengono da esperienze politiche diverse: chi per la prima volta all'interno di quest'aula, chi ha già calcato questi banchi e ha già avuto modo di avere contatto con la macchina amministrativa regionale. Questo è un particolare che non va mai dimenticato, va sempre tenuto a mente, perché effettivamente trovare la sintesi tra diverse posizioni spesso non è semplice, ma è questo l'obiettivo che ci siamo posti ed è questo l'obiettivo che vogliamo raggiungere.
Ho sentito oggi dire che ci avete lasciato lavorare quest'estate e quindi abbiamo avuto la libertà di lavorare quest'estate. Spiace dover smentire questo, ma durante quest'estate non passava giorno che non trovassimo nella nostra casella di posta un comunicato stampa, una richiesta di documenti, una richiesta di convocazione, un approfondimento. Per carità, assolutamente legittimo! Anzi, da persona che ha fatto opposizione fino a ieri, avrei fatto esattamente la stessa cosa, ma non si venga oggi a dire che non si è detto nulla e che non si è fatta un'azione invece di controllo, un'azione intensa di richiesta di documenti che spesso magari non erano ancora nella disponibilità nemmeno di tutto il Consiglio.
Quello che ho apprezzato sono state molte delle cose dette dalla collega Minelli, la quale ha ben evidenziato come le responsabilità della situazione odierna non siano certo da ricercare all'interno di chi fa parte di questa maggioranza, ma ovviamente vadano cercate tra le file di chi da diversi anni ha gestito questa situazione e il Casinò come ha meglio creduto spesso come una propria dependance. Immaginate quindi il mio stupore in quest'aula, nei pochi Consigli che abbiamo affrontato, quando da alcuni banchi dell'opposizione si è levata la richiesta di un cambio di metodo non soltanto sul dossier del Casinò, ma su tutti i dossier, su tutti gli argomenti discussi: proprio quella maggioranza che aveva fatto proprio quel metodo chiedeva di cambiare il metodo, e mi è venuto un po' da sorridere. Ma il dato che rimane è questo. Qualche settimana fa ero a pranzo e un consigliere di minoranza era a pranzo vicino a me, è stato fermato da una persona che ad alta voce gli ha detto "Meno male che siete all'opposizione, perché ne avete di cose scottanti: per voi in questo momento è meglio stare lì". Lui ha detto "Sì, ma non farti sentire, perché c'è Manfrin dietro di noi". Sfortunatamente l'ho sentito ed effettivamente è così, la situazione è grave ma noi ci siamo assunti l'impegno di lavorare per risolvere questa situazione ed è per questo che il nostro gruppo intende ribadire la fiducia nell'assessore Aggravi e nella Giunta per far sì che si trovi una soluzione tecnica e politica che contempli le giuste necessità di continuità aziendale, di legittimità e di sostenibilità della struttura.
Presidente - La parola alla consigliera Pulz.
Pulz (IC) - Voglio innanzitutto fare una dichiarazione di umiltà che valga una volta per tutte: il fatto di sedere su questa poltrona dal 26 giugno non mi ha resa all'improvviso tuttologa e nemmeno una scafata politica, come la maggior parte di voi. Sono inoltre allenata a pensare molto più che a parlare quando non ho una profonda cognizione di causa.
Il mio breve intervento qui sullo scottante tema Casinò vuole semplicemente portare la voce dei cittadini, perlomeno di quelli che condividono la nostra sensibilità politica. Io mi chiedo anche quanti tra noi siano davvero titolati a parlare di Casinò, senza riserva alcuna. Questa situazione drammatica non si è infatti verificata all'improvviso, ma è il frutto di anni d'investimenti di denaro pubblico, a fronte di una pericolosa parabola che da tempo è discendente. Questo processo richiama quindi a delle precise responsabilità quanti in quest'aula da anni hanno posto le loro radici e ora, con un'invidiabile retorica, che a me sembra un po' vuota e che credo di non essere proprio capace a imparare, ci spiegano come si potrebbe salvare il Casinò. Allo stesso tempo, pur conoscendo l'estrema complessità della situazione, va rilevato che il governo regionale non pare ancora capace di trovare soluzioni convincenti e definitive all'unanimità. Con lo stesso coraggio di guardare la realtà in faccia non possiamo nemmeno dimenticare che stiamo parlando dell'ambiente Casinò, di un ambiente ad alto tasso di clientelismo ? com'è stato già detto ? dove il personale da collocare sembrava non bastare mai e dove si è creato un ottimo bacino di voti per alcune aree politiche, non la nostra. Per questo ora si parla di 800 famiglie a rischio, tra dipendenti e indotto, persone che però hanno in molti casi goduto di una situazione economica privilegiata, con stipendi che non sono sempre stati corrispondenti all'entità del lavoro. Crediamo che questo sia innegabile.
Dopo anni di politiche prive di lungimiranza e di progettualità ? l'atto che peraltro sembra caratterizzare un po' tutta la politica valdostana ? ora è necessaria la razionalizzazione, quindi sembrano indispensabili dei tagli coraggiosi, ma è altrettanto indispensabile che questi tagli siano generalizzati e che coinvolgano tutte le categorie, anche quelle apicali, i quadri dirigenziali - anzi, magari si potrebbe proprio partire da quelli! - impedendo nuova corruzione nel momento in cui si deve organizzare lo snellimento dell'azienda. Questo sarebbe il vero rispetto dei lavoratori! Qualcuno parlava prima della dignità dei lavoratori, qui mi sembra che ci sarebbe il rispetto della loro dignità.
Più di tutto in questa drammatica vicenda a me sembra che manchi il protagonista principale: il futuro. Una visuale più ampia almeno a medio termine, se il termine più lungo è troppo complesso da tenere in considerazione. Ci siamo davvero chiesti fino in fondo quali sarebbero le conseguenze economiche e sociali delle diverse soluzioni in gioco, quelle che abbiamo messo in campo? In particolare che cosa accadrebbe davvero, se questo governo decidesse di finanziare ancora questo Casinò mettendo altri soldi in una sorta di buco nero che sembra inghiottire tutto? Perché poi, oltre alle analisi tecniche di cui l'assessore Aggravi è senz'altro un maestro ? e questo è un complimento sincero ? deve poi scaturire una prospettiva politica convincente sull'affaire Casinò che al momento attuale sembra ancora mancare da parte della maggioranza, che forse si è costituita un po' troppo in fretta senza una preliminare, sufficiente condivisione di analisi e di prospettive politiche, non solo tecniche.
Ma la politica ha sempre il compito di guardare lontano, altrimenti che cos'è? Deve essere lungimirante e non può ridursi alla semplice amministrazione. Occorre quindi ripensare il futuro di una delle più grandi aziende della Valle d'Aosta per cercare di superare questa impasse terribile, promuovendo una riqualificazione del settore turistico del territorio tutto di Saint-Vincent e dintorni, perché la Casa da gioco non potrà che essere un'appendice dell'attività alberghiera che è apprezzata soprattutto da una clientela straniera, perlopiù americana. Senza dimenticare ? e non per fare qui del moralismo ma della sana moralità ? che il Casinò è da sempre anche fonte di forte inquinamento della vita sociale e della vita politica della nostra regione. Questo è un altro tratto innegabile. Come ora lo sono le sale slot che hanno invaso anche la città di Aosta, creando le dipendenze di cui abbiamo già parlato anche in questa sede e cambiando i contorni del settore.
Presidente - La parola alla consigliera Morelli.
Morelli (ALPE) - Sul Casinò si è detto di tutto e il contrario di tutto, creando tifoserie tra la gente, creando animosità tra categorie diverse (che è una cosa bruttissima), banalizzando e riducendo molto spesso il tema a una questione da bar. ALPE non l'ha mai banalizzato, ha evitato di strumentalizzare il problema anche quando dall'opposizione argomentavamo le nostre posizioni critiche. À plus forte raison, ALPE non ha banalizzato, anche se dal punto di vista del puro consenso elettorale forse se ne sarebbe giovata, nemmeno quando si è trovata a governare. Anzi, si è assunta la responsabilità di prendere in mano il dossier dalla posizione più scomoda, quella dell'Assessorato alle finanze che il collega Chatrian si è preso in carico, perdendoci il sonno ma portando a casa delle soluzioni difficili, ma praticabili. E lo ha fatto per interesse, certamente! Chatrian e ALPE lo hanno fatto per interesse e per la considerazione che un'azienda come il Casinò merita da parte della classe politica e sulla stessa linea ha proseguito in questa legislatura, proponendo, documentandosi, non sparando numeri a caso, come mi sembra che ogni tanto in quest'aula succeda.
Sarò molto franca, noi abbiamo aderito a questo progetto di maggioranza con la convinzione, che si sta forse rivelando infondata, che sulla questione Casinò si sarebbe data continuità al percorso intrapreso nella scorsa legislatura. Vi è una legge con delle tappe, con degli impegni presi da parte di tutti gli attori, anche da parte dei lavoratori. Non è superfluo ricordarlo. A noi sembrava scontato, ci stiamo rendendo conto che forse così non è di fronte alle difficoltà di mettere intorno a un tavolo in modo positivo, propositivo per cercare le soluzioni, tutti gli attori: socio Regione, socio Comune, la governance, i sindacati, i lavoratori, tutti quelli che devono concorrere alla soluzione del problema. Questa si è rivelata una difficoltà in questi mesi. Bisogna trovare la migliore soluzione possibile, la più corretta, nella legalità sicuramente, evitando anche gli errori del passato per far sì che il Casino de la Vallée possa reggersi sulle sue gambe e non diventare un dramma.
Per noi oggi le decisioni non sono più rinviabili, si facciano le verifiche necessarie, ma questa nostra maggioranza oggi deve dare un segnale chiaro e inequivocabile. Noi stiamo lavorando a una risoluzione che vada in questo senso.
Presidente - La parola al consigliere Marquis.
Marquis (AC-SA-PNV) - Prima sono intervenuto in modo asettico nel cercare di rappresentare la situazione come Presidente della Commissione e ora vorrei fare due considerazioni di carattere più politico e anche personale.
Ho ascoltato con grande attenzione gli interventi che si sono succeduti in aula, credo che ci siano stati degli spunti molto interessanti, sono emersi comportamenti responsabili, però devo evidenziare che non mi posso riconoscere in tutti gli interventi che ho sentito questa mattina.
Credo che fare politica significhi assumersi delle responsabilità, governare è diverso che protestare, qui dentro siamo chiamati dalla gente e retribuiti per dare delle soluzioni ai problemi. Sono capace anch'io a fare demagogia e populismo, ma credo che oggi sia altamente irresponsabile dividere la popolazione valdostana su questi temi, creare l'acredine tra lavoratori del Casinò e le altre categorie sociali; oggi occorre affrontare questa questione con serietà, perché noi dobbiamo dare una soluzione e non possiamo uscire da questo Consiglio senza aver espresso un chiaro indirizzo politico come maggioranza. Una proposta ci deve essere, perché non possiamo permetterci di lasciare un'azienda di questo livello a navigare nel mare come una barca senza sapere dove le onde e il vento la porteranno. Io credo che il cambiamento non possa essere distruttivo. Noi abbiamo intrapreso questo percorso politico qualche mese fa con la piena convinzione di voler cambiare, voler risolvere le questioni che interessano i Valdostani, ma noi non ci siamo su un cambiamento distruttivo, perché non decidere significa attuare un cambiamento distruttivo. Non ci riconosciamo in questo tipo di politica e in questo tipo di approccio. Noi rappresentanti di Stella Alpina non riteniamo che le soluzioni politiche vadano determinate dentro le aule dei tribunali; noi rispettiamo la giustizia, ne apprezziamo il lavoro, ma non sempre nelle aule dei Palazzi di giustizia le azzeccano tutte, quindi crediamo che le soluzioni debbano nascere qui dentro, perché non ci si deve nascondere dietro i problemi tecnici o altri organismi che devono fare delle valutazioni, che devono decidere. Non aspettiamo sicuramente la sentenza della Corte dei Conti, entro sera presenteremo una risoluzione sulla quale in qualche modo la maggioranza si dovrà ritrovare, perché la sentenza su questo argomento forse arriva prima dall'aula che dalle aule del tribunale. Credo che oggi sia fondamentale trovare una soluzione a questo problema. Non possiamo esimerci. Diversamente l'azienda rischia di fare una brutta fine.
Ho sentito prima chiedere qual è stato l'approccio nei confronti di aziende che hanno chiuso. Non mescoliamo le cose, se vogliamo essere seri, perché un conto è quando chiude un'azienda con sede fuori Valle e altro quando succede a una con sede locale. Abbiamo sempre fatto tutto il possibile per salvaguardare i posti di lavoro e sostenere le aziende in crisi. In questo caso ci sono 20 milioni di gettito fiscale che vanno persi e non solo perdiamo quello, rischiamo di perdere il diritto alla concessione. Io credo che qui bisogna riscoprire lo spirito di essere valdostani e di ritrovare il fuoco che alimenta il cuore dell'autonomia che deve spronare gli autonomisti e tutti quelli che vivono la Valle d'Aosta. Non ci dobbiamo fare condizionare dalle logiche romane, siamo gente che vive la Valle d'Aosta e siamo attaccati alle nostre radici, quindi dobbiamo trovare delle soluzioni ai problemi dei valdostani. Non li banalizziamo, come ho sentito stamattina quando qualcuno ha detto non ci sono delle soluzioni. Noi le soluzioni le abbiamo. Le soluzioni devono essere politiche, perché prima si danno le linee politiche che poi si tramutano in linee tecniche e si devono declinare nel rispetto della legislazione e nel rispetto della legge. Qui nessuno vuole non rispettare la legge, abbiamo tutti a cuore questo principio e non possiamo farne a meno, però credo che a questo punto occorra non più tergiversare. Ci sono state presentate delle linee da parte della governance? La governance ha il compito di proporre delle azioni, la politica le deve valutare e le deve condividere o meno. Io credo che noi dobbiamo esprimerci su quelle linee, ma non dobbiamo entrare nel merito se siano legittime o no, ce lo deve dire qualcun altro. Noi dobbiamo dare per scontato che quelle linee siano legittime, perché devono essere certificate da soggetti terzi, che non siamo noi. Quindi la politica si deve esprimere sotto questo profilo a mio avviso e io ritengo che oggi sia il momento fondamentale per questo passaggio, perché domenica sera il nostro Assessore si dovrà recare all'assemblea ed esprimere la posizione della Regione Valle d'Aosta. La Valle d'Aosta non si può permettere di tergiversare ulteriormente su questo tema.
Io sono il primo a fare autocritica. Probabilmente abbiamo sbagliato tutti nell'affrontare questo tema, perché non è mai colpa di uno, quando le cose non funzionano, però a un certo punto bisogna avere la capacità di superare le difficoltà. Io credo che qui bisogna guardare alla cultura del fare e non alla cultura del distruggere. Perché se pensiamo di affrontare le questioni solo vedendo i problemi e vedendo negativo... ma voi avete visto qualcuno che non è ottimista vincere qualcosa, ottenere dei risultati nella vita? Io no. Bisogna credere in quello che si fa, bisogna essere consapevoli dei rischi e delle difficoltà che si devono correre, però arriva un momento in cui bisogna essere in grado di prendere delle decisioni.
Condivido pienamente la posizione espressa dalla collega Morelli e quanto è stato detto dalla collega Rini: io credo che oggi la maggioranza deve guardarsi negli occhi e in primis deve avere la capacità di offrire una soluzione e credo anche che sia doveroso da parte di tutta l'opposizione cercare di fare un ragionamento di condivisione, perché qui sta prendendo fuoco il villaggio. I valdostani ci insegnano che, quando succedevano questi tristi eventi, tutti formavano una catena umana per passarsi i secchi dell'acqua superando tutti i rancori del passato, cercando di lavorare per il bene comune, per dare soluzione ai problemi di tutti.
Presidente - L'assessore Aggravi mi dice che farà distribuire adesso a tutti i Consiglieri una copia del bilancio del Casinò al 30 giugno. La parola al consigliere Bertschy.
Bertschy (UVP) - Grazie, Assessore. Un documento che arriva con una certa sollecitudine. Io direi che il fallimento oggi c'è, ma non è quello del Casinò, è quello della Presidente Spelgatti, della Lega e nell'insieme della maggioranza che non è riuscita a costruire quella squadra che era stata annunciata al primo Consiglio di luglio e che, da cittadino e non da oppositore politico, mi auspicavo. Noi uscivamo come eletti da un Consiglio regionale litigioso, da un Consiglio regionale che non era riuscito a trovare delle soluzioni stabili e, pur con delle differenze che stavano tra opposizione e maggioranza, era auspicabile, da cittadino, veder formare una squadra di governo coesa, capace di prendere in mano il governo dei problemi valdostani.
Avete fallito. Lei ha fallito, perché lei lo ha annunciato per la Lega. Avete fallito perché siete stati presuntuosi con i vostri colleghi di maggioranza. Con noi ci sta. Collega Manfrin, ha riportato un pettegolezzo da bar non più tardi di un minuto fa e la Presidente Spelgatti chiedeva al Presidente Fosson di chiudere il microfono alla collega Morelli di maggioranza, perché probabilmente stava dicendo cose che non andavano nella direzione che voleva, perché l'intervento era andato troppo lungo. Se vogliamo quindi giocare ai pettegolezzi, qui ne facciamo per tutti: nei corridoi dei gruppi se ne sentono di tutti i colori e andiamo avanti. Però il fallimento c'è e c'è su questo dossier ed è il fallimento vostro. Quando si amministra e si va all'opposizione, si possono dire tutte le cose che si vuole, ma quando si va al governo, si deve cercare prima di tutto di trovare un equilibrio, una sintesi con chi ti sta intorno e con chi deve governare con te, anche se ha una storia e anche se questa storia la vuole cancellare.
Il collega Ferrero, ma tutti gli altri colleghi, hanno fatto finta che ci fossero movimenti nuovi in Valle d'Aosta. Le rappresentanze di anni di persone che fanno politica sono cancellate dal fatto di iscriversi a un nuovo movimento, e non faccio nomi. Ognuno se li inventi e se li vada a cercare. La politica ha periodi storici, si possono fare degli errori nel rappresentare i governi e le opposizioni, vedremo cosa saprà fare il nuovo che cambia, anche a livello nazionale, e auspichiamo che tutto cambi, perché, prima che degli eletti, siamo cittadini! Però piano a dare pagelle a tutti e piano a cancellare la storia di tutti. Ognuno di noi ha una storia, nel bene e nel male, e per fortuna ne costruisce delle altre con la propria famiglia, guardando l'educazione dei propri figli e cercando di guardare avanti. Fa sorridere anche Impegno Civico che tutto d'un colpo si smarca dal dossier Casinò, avendo avuto comunque con il dossier Casinò da fare con qualcuno che nella scorsa legislatura ha votato questo piano e che è stato presente nelle proprie liste.
È chiaro che parlare del Casinò oggi non fa consenso, però siete in troppi a parlarne male, forse ve lo dovrete dividere troppo questo consenso contro il Casinò, ma sottoscrivo l'intervento del collega Marquis ? che mi è sembrato anche non collegato a un interesse di natura personale ? l'intervento del collega Chatrian e la presa di posizione della collega Rini.
Governare e amministrare vuol dire cercare di guardare il bene di tutti, anche di quelle categorie che magari in questo momento non portano consenso, ma nel 2000, 2002 facevano 140 milioni di euro di fatturato. Quell'azienda faceva 140 milioni di euro di fatturato. Diventa difficile governare se tutto quello che oggi è negativo viene cancellato e non viene considerato come un progetto di governo. Certo, addirittura noi l'abbiamo perso il consenso in certi posti e forse proprio lì, perché non abbiamo mai cercato di mantenere privilegi, anzi! Lo posso dire oggi, il collega Chatrian non credo che abbia portato a casa un grande elettorato da quelle parti, perché è il primo che si è speso per cercare di trovare un equilibrio, e ci è dispiaciuto di non essere riusciti a trovare ancora la strada giusta per creare le condizioni perché gli incassi possano salire nella misura che era stata prevista! Però tutto questo non può essere cancellato semplicemente buttando lì delle cifre a caso, cercando di ridurre tutto a uno spreco. Questa è un'azienda che, se domani mattina chiude, a Saint-Vincent, a Châtillon e in Valle d'Aosta si crea una voragine. Quindi bello sognare che faremo economia con i castelli, con i sentieri, con tutto quanto: certo, è il progetto! Tanti di noi amano la montagna e tanti di noi vorrebbero valorizzare di più le proprie montagne e le proprie ricchezze, ma domani mattina non si fanno 60 milioni di euro di fatturato con quelle ricchezze, perciò dobbiamo riuscire a trovare un equilibrio tra delle scelte da fare, delle rinunce da fare, e su questo credo che ci siamo spesi e l'indicazione che è venuta fuori, anche dalla discussione in Commissione, è che ci saranno altri sacrifici da fare. Però da lì a non prendere in mano una situazione così grave... credo che sia un gesto di grande responsabilità.
Ieri l'amministratore delegato ?e risulta tutto a verbale ? ci ha anticipato le sue linee guida, abbiamo chiesto più volte - e l'abbiamo sottolineato - stiamo parlando di piani di legittimità nelle scelte che vengono indicate, ci è stato risposto più volte che si tratta di piani di legittimità, poi è anche stato detto in maniera chiara che si è dovuto ricorrere a una richiesta formale di atti per avere un'istruttoria che poche ore dopo è stata pubblicata sulla stampa e che tutti noi abbiamo in mano. Se questi sono i rapporti che l'Assessore tiene con l'amministratore di riferimento di un'azienda in crisi, è chiaro che non si può avere fiducia o dell'uno o dell'altro.
Noi dobbiamo alla fine di questa discussione ? se no veramente è tempo perso ?, avere delle posizioni politiche chiare in cui ognuno si deve esprimere a riguardo di questo dossier in via definitiva con una risoluzione che chiarisca una volta per tutte se esiste una linea politica che possa essere indicata di maggioranza all'Assessore e, se non esiste, che si decreti la fine di questa maggioranza e che si dia la possibilità ad altri di governare questo dossier come altri.
Presidente - La parola al consigliere Rollandin.
Rollandin (UV) - L'ultima discussione fatta sul tema Casinò era avvenuta in streaming nell'aula vicino a questa, ma noi che eravamo qui non sentivamo quello che veniva detto dall'altra parte, tant'è che abbiamo dovuto rivedere, risentire per capire cos'era successo. Nel frattempo si erano dette una serie di cose che oggi sono state riprese, giustamente, nel senso che nel tempo sul Casinò si sono fatti diversi passi: c'è stato un momento in cui, per uscire dall'accerchiamento, si è deciso che si doveva comprare il "Billia" e si è giustamente andati avanti per valorizzarli insieme.
Oggi noi siamo qui a discutere una cosa molto semplice: la conclusione di un percorso ? da quando c'è stata la ristrutturazione del Casinò a quando si è voluto giustamente verificare quali potevano essere i punti forti di questo Casinò (che ci sono e sono stati evidenziati) ? che oggi deve essere concluso. Questo è il punto. Non si può più trascinare in eterno questo tipo di procedura. Se il piano a suo tempo approvato deve avere qualche aggiustamento, questo non giustifica il fatto che gli impegni presi non vengano mantenuti. Il più eclatante è quello dei soldi della terza tranche che non sono stati erogati. Questo è stato un segnale negativo che ha influito su tutto l'insieme: le banche non ci hanno più creduto, i fornitori sono andati all'attacco. Tutto questo ha creato una difficoltà oggettiva, una perdita oggettiva di appeal del Casinò.
Non entro nel discorso sui lavoratori che è già stato fatto. Mi ha fatto specie sentire da qualcuno dire: "per il Casinò siete intervenuti, perché per gli altri no?" Non c'è un'azienda in Valle d'Aosta, dalla Cogne alla più piccola, per la quale non siano stati fatti tutti gli interventi necessari. Sfido chiunque a portarci qui un'azienda che non sia stata considerata. Questo vuol dire che non conoscete nemmeno la Valle d'Aosta! Continuate a passare dall'uno all'altro senza capire cosa fate, questa è la verità! E sicuramente, quando si interviene come si è intervenuti, si possono anche fare degli errori, però si è intervenuti per un'azienda che ha dato quegli introiti che sappiamo, mentre per gli altri era grasso che cola se stavano in piedi, e si faceva di tutto, lo si faceva per i lavoratori.
Io credo che oggi sia il termine ultimo per dirci se vogliamo chiudere un capitolo difficile per evitare che ci siano i traumi che molti possono immaginare. Questo è il momento. Dobbiamo dircelo nel senso che voi dovete chiarirvi le idee, dire se il bilancio approvato, gli investimenti con quello che è necessario fare in un periodo limitato, abbiano un senso e, se è così, dobbiamo deciderlo in modo che si abbia chiarezza su quello che deve essere fatto.
Su alcune affermazioni ? su chi in passato era di qua, chi era di là ? credo che, guardando solo nel panorama "città di Aosta e Regione", ce ne sia per tutti, direi che è meglio sorvolare su queste piccole tematiche.
È meglio concentrarci su una soluzione che esiste, che è stata predisposta e che oggi deve essere approvata.
Presidente - La parola al consigliere Luboz.
Luboz (LEGA VDA) - "Mal comune, mezzo gaudio" et "Divide et impera", hier soir j'ai beaucoup pensé à ces deux dictons et je crois qu'ils sont très bien emblématiques pour expliquer la période que nous vivons. À l'intérieur de la majorité et aussi de la minorité, les nouvelles forces politiques, n'ayant jamais eu à se confronter à cet argument, jusqu'au moment du payement de la troisième tranche de 6 millions d'euros, se trouvent à côté d'autres mouvements qui, au contraire, connaissent très bien le problème et, en certains cas, sont même ceux qui ont contribué le plus à produire le malheur dans lequel le casino est précipité.
Et maintenant ? Maintenant, ceux qui parlaient de "società bollita" voudraient là nous indiquer le bon chemin ? Les autres, à l'intérieur de la majorité, ceux qui l'année passée avaient réalisé le plan de sauvetage avec l'administrateur unique Di Matteo, qui n'a sûrement pas su se démontrer à la hauteur de Marchionne pour ce qui est de la Fiat : ils veulent à tout prix nous pousser à continuer la même thérapie avec l'injection d'argent public dans les caisses d'une entreprise qui n'a pas su démontrer le respect du plan.
Il faut le dire, il est vrai aussi que les plus hauts représentants de la force majoritaire qui régit ce Gouvernement n'ont pas toujours été à même d'éclaircir quel parcours était le mieux à faire pour sortir de l'impasse. Et nous voilà, donc, ici à décider que faire de cette entreprise.
Hier, dans la séance de la IVe Commission, on a écouté les syndics de Saint-Vincent et de Châtillon; il m'a fort impressionné le discours et la passion, l'enthousiasme de Monsieur Borgio, quand il décrivait l'état du Casino et de Saint-Vincent. Il a, à plusieurs reprises, mis l'accent sur les grandes possibilités et les opportunités que pourrait encore avoir la maison de jeux. À ce point-là, penser à une Ferrari m'est venu spontanément, une Ferrari qui perd son essence par un trou dans le réservoir, en mesure beaucoup plus grande que celle qui fait bouger la voiture. Alors, qu'est-ce qu'on décide de faire? Boucler le trou ou continuer à mettre de l'essence? Ou carrément s'en défaire de la Ferrari? Vu qu'un certain moment, étant donné de l'abondance d'essence, on a continué, vous avez continué à remplir le réservoir, même si la perte était continuelle, peut-être vous en aviez l'intérêt; l'année passée la perte était réduite, mais l'essence a continué à être mise en surabondance; la perte était grandement réduite, c'est vrai.
On est arrivés, donc, là, au "Mal comune, mezzo gaudio" : il suffit de lire les journaux pour comprendre que la stratégie de quelqu'un est celle de faire en sorte à ce que tous ceux qui s'occupent du Casino aient la même responsabilité, pas nécessairement face à la justice, ce qui est déjà par sa nature embêtant, mais surtout face à la communauté valdôtaine, qui en très grande partie nous demande de prendre des décisions sur cet argument. De là ma référence au "mal comune, mezzo gaudio", au combien différent du dicton "l'union fait la force", soyons sérieux nous de la majorité sur cet argument, c'est vrai, nous n'avons pas été capables d'être unis et pourtant, j'en suis persuadé, nous pourrions et surtout nous devrions trouver une synthèse dans les différentes sensibilités.
L'autre dicton "Divide et impera", de très ancienne mémoire, est là à nous témoigner que l'habilité de la minorité est celle d'aller attaquer le point faible de l'adversaire politique et, malheureusement, sur cet argument nous sommes très faibles, fragiles ; il est donc à nous de savoir résister si nous avons la force et le courage, ou bien de succomber, admettant notre faiblesse.
Depuis que je participe aux travaux de la IVe Commission et aux auditions de la Gouvernance du Casino, j'ai toujours assisté à la critique envers l'assesseur Aggravi d'une approche trop technique à l'argument et pas assez politique. Mais, bon Dieu, je vous demande, si vous étiez mécaniciens, quand vous portent une voiture à réparer, vous regarderiez les problèmes mécaniques, qui sont à l'origine du mauvais fonctionnement, ou bien l'état de la carrosserie et celui des pneus, qu'ils soient bien gonflés?
Voilà, souvent c'est ça à quoi j'ai assisté, à des interprètes qui parlent d'arguments différents sur un même sujet à traiter, quelqu'un favorable, parait-il à n'importe quelle condition, comme cela arrivait dans un passé même pas si lointain, favorable à continuer le financement public du Casino, d'autres plus douteux à admettre d'éventuels financements à condition qui soient justement respectées les différentes lois communautaires, surtout liées aux aides d'État. D'autres encore, et personnellement, je fais partie de ce groupe et je partage ce que vient de dire tout à l'heure Madame Minelli, c'est-à-dire qu'il serait souhaitable une stratégie complètement différente, la plus urgente et partagée possible, qui puisse valoriser tous les atouts que la moyenne et basse Vallée peut offrir et non seulement le Casino.
Si nous en aurons encore le temps, je souhaite que nous sachions trouver un accord clair pour donner une réponse certaine et complète avant tout à la communauté valdotaine, ensuite aux administrateurs de Saint-Vincent et aux travailleurs du Casino.
Presidente - La parola all'assessore Aggravi.
Aggravi (LEGA VDA) - Una piccola precisazione, perché ho sentito dire che il sottoscritto avrebbe dato alla stampa dei documenti o avrebbe fatto uscire dei documenti dalle deputate sedi. Questo non è avvenuto e su questo punto sinceramente mi ritrovo molto perplesso, perché nessun documento è stato dato da parte del sottoscritto alla stampa.
Quella che abbiamo vissuto in questa mattinata è stata un'importante discussione in cui sono emersi numerosi spunti. Ho apprezzato l'intervento della collega Minelli, che ha parlato di soluzioni d'azienda, come del collega Luboz. Spesso la soluzione non è una soluzione fantasiosa, ma è una soluzione d'azienda e più volte, quando sono stato interrogato anche dalla stampa ?e questo lo sottoscrivo ? ho detto che le possibilità di continuità erano in soluzioni d'azienda, scelte sicuramente coraggiose che si devono e che si possono fare insieme. L'ho detto prima, forse tra le righe, l'ho detto in commissione, l'ho detto ai giornalisti: tagliare i costi, riguadagnare la fiducia delle banche che, di fronte ad un taglio di costi, arriva e sicuramente procedere con serietà anche nei confronti dei fornitori, perché è necessario sicuramente dare le risposte che molti colleghi hanno evidenziato.
Non entro nel merito di questioni giudiziarie o questioni passate, ma guardo al futuro. Parlando di continuità giustamente si chiede la possibilità d'identificare degli elementi seri di continuità e non mi nascondo dietro a nessun tipo di parere tecnico. L'ho detto e ve l'ho detto anche in commissione, forse è vero, mi scuso di essere troppo tecnico, ma in alcune situazioni, trovando delle soluzioni molto complesse e soprattutto potenzialmente pericolose, preferisco identificare delle soluzioni più semplici che possono essere messe in campo e se, purtroppo, gli eventi per "enne" motivi hanno creato difficoltà a perseguire un certo tipo di strada, bisogna capire che questa strada deve essere modificata e bisogna fare delle scelte diverse, sicuramente in continuità, sicuramente per il risanamento ma forse più forti, perché altrimenti - come giustamente ricordava la collega Pulz - il futuro non c'è.
Credo e sono fiducioso che una risoluzione che verrà scritta sia dalla maggioranza, ma con l'aiuto di tutti, potrà sintetizzare al meglio la posizione necessaria che questa maggioranza e, lo voglia, tutto il Consiglio potranno prendere. Ho solo un dubbio ? mi scuso con la collega Certan che condivide la mia destra ? ma il fatto che essa abbia parlato dal banco forse dà una risposta alla collega Rini e mi pone un interrogativo sul nostro futuro.
Presidente - La parola alla presidente della Regione.
Spelgatti (LEGA VDA) - Parlo per la prima volta dopo un'intera estate di assoluto silenzio, silenzio tombale, probabilmente silenzio assordante. A prescindere dal fatto che sono sicuramente molto silenziosa, non amo apparire sui giornali, non amo apparire davanti alle telecamere - fa parte del mio carattere - sono abituata a lavorare e basta. Questa è stata una mia decisione per serietà profonda nell'affrontare una situazione così complessa, così delicata come quella del Casinò. Preciso e ci tengo a sottolineare che ogni singola scelta, ogni singola mossa dell'assessore Aggravi è stata studiata insieme. Abbiamo lavorato giorno dopo giorno tutti i santi giorni insieme e quindi qualunque tipo di eventuale responsabilità che qualcuno volesse additare all'Assessore, me la prendo a pieno titolo insieme con lui, perché abbiamo lavorato insieme tutti i santi giorni. Il fatto di stare in silenzio in questo momento e lasciar parlare sempre l'assessore Aggravi è stata una scelta dettata dal fatto che in questo momento e in questa fase la situazione del Casinò è gravissima, ma è ancora assolutamente salvabile, ci sono ancora delle scelte che possono essere fatte, che devono essere fatte e che possono salvare comunque l'azienda. Chiaro, scelte pesanti, scelte difficili e quindi ogni singola parola fuori posto comporta comunque un rumor da parte dei giornali, dei social, della gente, eventuali posizioni differenti delle banche e quindi, siccome l'assessore Aggravi è preparatissimo, è stato giusto, in qualità di Assessore competente, che parlasse lui e che non parlassi io.
Questo per rispondere anche ad alcuni colleghi di maggioranza, da cui ho sentito dire tantissime volte in tutto questo periodo - è stato ripetuto anche qui in aula e quindi è evidente che si debba rispondere - che Aggravi e io siamo troppo tecnici, che affrontiamo la questione in maniera troppo tecnica. Lui in qualità di manager, io perché ragiono da avvocato. Questo è stato ripetuto come un mantra tante volte a noi, così come tante volte (troppe) ci è stato detto che le scelte devono essere politiche. Vero. Io ricordo che in questo momento i margini per le scelte politiche sono ridotti all'osso, perché ormai, da quando noi siamo arrivati e siamo arrivati dopo anni e anni di un lunghissimo percorso del Casinò, la questione è diventata tecnica, perché la mancata presentazione del bilancio e tutte le problematiche che l'Assessore ha continuato a ripetere, le problematiche tecniche in quel momento impedivano altre scelte politiche. Non è stato quindi un continuo procrastinare delle scelte, è stata una continua richiesta di documentazione, di risposte fatte per le vie brevi, fatte per le vie formali, fatte via email, fatte direttamente con il socio, a cui non venivano date delle risposte, di conseguenza le scelte che dovevano seguire dovevano necessariamente essere vagliate dal punto di vista tecnico, perché comunque ci si muove nell'alveo di leggi e di numeri. Questo quindi è quanto accaduto.
Ricordo anche - a questo punto va detto ? che due settimane fa in una riunione di maggioranza ci siamo presentati dicendo che non stavamo avendo le risposte auspicate, quindi abbiamo posto sul tavolo tre soluzioni differenti, se vogliamo cambiare la governance, quindi siamo arrivati con nomi e cognomi e accettazioni possibili da parte dei soggetti, perché c'era già tutto, prospettando una "soluzione 1": cambio secco di governance. In questo caso vi dico anche esplicitamente come si arrivava a quei nomi. Sostituzione secca dell'amministratore unico, la professoressa dalla Bocconi, mia docente in Bocconi in un master di alta amministrazione della cosa pubblica, persona molto preparata con un curriculum eccezionale.
Seconda ipotesi: si mantiene Di Matteo e gli si affiancano altri due soggetti, anche lì tecnici, un'altra professoressa (sempre della Bocconi) che nella vita si occupa proprio di queste ristrutturazioni, oltre a questa persona.
Terza possibilità: cambio totale della governance e anche qua tre nomi differenti. Le risposte non ci sono arrivate.
Il discorso è questo, dobbiamo fare delle scelte per poter rilanciare in maniera decisa il Casinò, verissimo, abbiamo detto che ci deve essere: una netta riduzione dei costi, reperimento di finanza privata, accordi con fornitori e valutazione in relazione al cambio eventuale della governance oppure mantenimento della governance, rafforzata da un Cda oppure Cda completamente nuovo; sono soluzioni che devono essere affrontate, che devono essere vagliate, a cui questa maggioranza deve dare una risposta.
Ricordo infine che noi crediamo profondamente che questa azienda possa essere salvata nell'interesse dell'azienda e di tutti i Valdostani. Chiaramente ci devono essere delle soluzioni molto dure da prendere, perché altrimenti il Casinò non può sopravvivere e questo è un danno per i lavoratori, per il Casinò e per la Valle d'Aosta tutta, però devono essere prese delle decisioni e affrontate delle scelte sicuramente molto dure.
Presidente - La parola alla consigliera Certan per fatto personale.
Certan (ALPE) - Solo per chiarire il perché sono scesa. Non c'è nulla di già determinato, assessore e collega Aggravi. Semplicemente siccome io da questi banchi dovrei intervenire da Assessore alla Sanità e non da Assessore con delega sul Casinò, per rispetto, anche nei suoi confronti e nei confronti della presidente Spelgatti, sono scesa, perché ?così mi è stato detto all'inizio della scorsa legislatura - così dovrebbe essere fatto. Non perché ci sono già scenari determinati, era per rispetto nei confronti della sua delega e della sua posizione. Siamo colleghi, mi posso esprimere su un argomento non legato al mio assessorato, ma credevo che non fosse opportuno che lo facessi da questi banchi e sono scesa per questo. Non perché ripeto ci sia qualcosa di già predeterminato!
Presidente - La parola alla consigliera Rini.
Rini (GM) - Io non avevo nessuna intenzione di intervenire nuovamente, credo che tanto sia stato detto, ma sono basita da tutto quello che ho sentito in quest'aula, soprattutto dagli ultimi interventi e non posso e non voglio tacere.
Sono anche un po' imbarazzata nell'intervenire, perché non so se non ho capito bene io quello che è stato detto in quest'aula o se forse lei, Presidente, non ha capito bene la portata del problema che stiamo affrontando. Spero che non abbia capito la portata del problema che stiamo affrontando, perché la superficialità e la confusione con cui lei ha reso delle dichiarazioni in quest'aula sono imbarazzanti. Io sono contenta che lei abbia avuto dei bravi professori, anch'io alla Facoltà di giurisprudenza ne ho avuti tanti bravi, bravissimi, ma qua non stiamo parlando di nomi e trovo imbarazzante che in quest'aula si vengano a parlare di nomi o di cambi di personaggi. Forse in tutta l'estate ci siamo concentrati troppo sulle nomine e sui nomi e non sui dossier, il problema non è questo. A me non interessa chi fa cosa, a me interessa cosa, non chi. Questo noi oggi dobbiamo avere la capacità politica di mettere nero su bianco, è il nostro dovere: noi siamo pagati per fare questo!
Il silenzio o non il silenzio. Anche sul silenzio non tiriamocele da soli, perché stiamo rasentando il ridicolo. Ho parlato di inadeguatezza prima e sono stata troppo leggera, me ne rendo conto ora. Il silenzio? Abbiamo passato un'estate a vedere siparietti, scenate, dichiarazioni su Facebook e Twitter. Qui stiamo parlando di un problema che riguarda e tocca tutta la comunità.
Come ho detto, stiamo parlando di ricadute e d'indotti che toccano l'intera comunità della Valle d'Aosta; abbiamo visto sipari di ogni genere - qualcuno li ha paragonati, e forse anch'io, allo Charaban e me ne scuso perché gli attori dello Charaban sono Valdôtains capaci e sanno fare ridere -questi sipari a me non hanno fatto ridere, hanno fatto pena, perché qua il problema è serio.
Io ho chiesto oggi di affrontare il dossier in maniera politica e delle repliche così mi fanno veramente cadere le braccia, perché allora veramente non ci capiamo. Non capiamo qual è la portata e qual è il significato dello stare seduti in quest'aula per rappresentare le istanze delle Valdostane e dei Valdostani. Io chiedo di rientrare e di ricollocarci nel solco della serietà. Ho sentito degli interventi vergognosi da parte di questa pseudo maggioranza e io non permetto a nessuno d'infangare il percorso fatto in questi anni (dieci anni nel mio caso), con errori ?come chiunque di noi può fare quando si fa - ma con assoluta serietà nei confronti di coloro che hanno riposto fiducia in me, ma anche di coloro che non l'hanno riposta, lavorando sempre per il bene comune, commettendo degli errori come tutti, ma sempre nella legalità, nell'assoluta legalità e non permetto a nessuno, tantomeno in quest'aula, di fare delle affermazioni come quelle che ho sentito e di cui si farà totale carico.
Se ancora c'è una volontà di lavorare in maniera seria e costruttiva, evitiamo certe uscite, evitiamo certe dichiarazioni che denotano ancora una volta la totale inadeguatezza nel ricoprire certi ruoli!
Presidente - La parola al consigliere Baccega.
Baccega (UV) - Per mozione d'ordine. Noi abbiamo esaurito il nostro tempo dicendo tutto quello che pensavamo di dire per sostenere l'ipotesi di avere degli indirizzi chiari e precisi, ma le dichiarazioni aberranti della presidente Spelgatti ci portano a dover intervenire nuovamente. Se la presidente Spelgatti ci dice che la soluzione del Casinò passa: a) attraverso il cambio di governance mettendo la mia amica; b) mettendo intorno a Di Matteo due persone mie amiche; c) cambio totale del consiglio d'amministrazione, allora qui dobbiamo continuare a dibattere!
Ne parleremo degli incarichi in questo Consiglio, ne parleremo a lungo, ma queste affermazioni sono pazzesche! Il problema è gravissimo, la situazione è tremenda e la risoluzione passa attraverso i consigli d'amministrazione con gli amici degli amici? Non ci stiamo, grazie!
Presidente - La parola al consigliere Chatrian.
Chatrian (ALPE) - Non tutti i gruppi hanno terminato i venti minuti, per cui, se si decide di andare avanti, andiamo avanti a oltranza, anche perché la collega Morelli poc'anzi ha annunciato la presentazione di una risoluzione. Se chiudiamo adesso la discussione ripartiamo alle 15:30, altrimenti chiederei una sospensione di maggioranza. In caso contrario, alle 15:30 continuiamo la discussione del punto in questione.
Presidente - Io convoco una riunione della Conferenza dei Capigruppo per le 15:30 e poi continuiamo i lavori. La seduta è tolta.
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La seduta termina alle ore 13:40.
