Oggetto del Consiglio n. 62 del 26 luglio 2018 - Resoconto
OGGETTO N. 62/XV - Interpellanza: "Tempistica per la riapertura del parco archeologico di Saint-Martin de Corléans".
Fosson (Presidente) - Punto n. 25 dell'ordine del giorno. La parola al Consigliere Bertin per l'illustrazione.
Bertin (IC) - Ritorno qui su un argomento sul quale sono già intervenuto diverse volte. È un argomento a cui do molta importanza, innanzitutto perché, dal punto di vista storico e archeologico, è un ritrovamento importante, poi perché potrebbe rappresentare, o dovrebbe rappresentare per la città e per l'intera Regione un'opportunità da sfruttare dal punto di vista turistico, e non solo, e poi anche per ragioni personali poiché, avendo i miei nonni materni la casa appena sopra il parco archeologico, sin da bambino ho seguito con interesse e con curiosità questi lavori. Tra l'altro, sottolineo che il ritrovamento è stato fatto ben 50 anni fa, da lì poi si è progettato il parco, sono passati 50 anni e siamo ancora in una fase certamente lontana da quello che poteva essere un utilizzo ottimale di questo ritrovamento, che poteva essere un'opportunità per la città e per la regione. Nel frattempo abbiamo speso per questa grande opera, eccessivamente ingombrante a mio avviso, più di 20 milioni, ne restano ancora da spendere altri 20 per portare a termine i lavori progettati. Nel frattempo è stata aperta parzialmente due anni fa con un risultato in termini di visitatori a dir poco deludente se immaginiamo che il primo semestre ha avuto circa 16.000 visitatori per l'effetto novità, nel resto del 2016 e nel corso del 2017 abbiamo avuto un calo rispetto al primo semestre 2016, con dei risultati intorno ai 14.000 visitatori. Complessivamente in due anni abbiamo avuto circa 34.000 visitatori: un numero estremamente preoccupante, poiché, da uno studio fatto dall'Università di Ferrara - non per dare una giustificazione in termini economici perché non deve ovviamente produrre un reddito una struttura del genere -, per giustificare un'apertura di una struttura che ha dei costi di gestione decisamente elevati ci vorrebbero circa 180 mila visitatori all'anno e in due anni la nostra media è appena superiore ai 15.000, neanche un decimo. È un fatto preoccupante e, secondo noi, come dare un futuro al parco archeologico dovrebbe essere una priorità.
Come detto, in questi anni si sono spesi circa 20 milioni e poi all'improvviso, ma neanche tanto, è arrivato un temporale di inizio estate e, da quanto abbiamo appreso dai mezzi di informazione, c'è il serio rischio che il parco archeologico nel periodo potenzialmente di maggiore afflusso rischi di rimanere chiuso e il fatto è particolarmente grave. Volevamo pertanto capire a quanto ammonta il danno di questo temporale, quali siano i costi di gestione della struttura dal 1° gennaio, perché ogni anno faccio un po' il punto su questo aspetto. Penso si possa fare una stima realistica sul tempo di riapertura del parco archeologico, che mi pare sia la cosa più importante, anche perché ci troviamo in piena stagione turistica e, se non sfruttiamo questa opportunità, ovviamente i risultati saranno ancora peggiori di quelli dell'anno scorso, che già erano estremamente preoccupanti. Se siamo riusciti a fare ancora peggio dell'anno precedente, certamente qualcosa non ha funzionato.
Presidente - La parola all'Assessore Sammaritani per la risposta.
Sammaritani (LEGA VDA) - Chi non è più tanto giovane come me probabilmente avrà sentito in passato pronunciare, con un tono fra lo scherzoso e il serio, più volte il detto: "piove, Governo ladro!". Allora volevo fare una premessa e annunciare ufficialmente che questa Giunta non è responsabile della bomba d'acqua che si è verificata il 2 luglio scorso e che ha provocato l'allagamento oggetto di questa interpellanza. Ho fatto questa premessa, perché vorrei evitare di prendere la seconda insufficienza nella stessa mattinata, senza avere colpe o responsabilità per scelte che qualcun altro ha fatto prima che questa Giunta si installasse.
Detto questo e per passare al merito della questione, dico che il danno che si è prodotto a seguito dell'evento naturale del 2 luglio scorso è di 45.365 euro, IVA esclusa, così come si evince dettagliatamente dal provvedimento dirigenziale n. 3932 in data 17 luglio 2018.
Per quanto riguarda la domanda: "quali siano i costi di gestione sostenuti dal 1° gennaio 2018", il parco ha avuto costi per personale di euro 161.993, IVA esclusa, per pulizie di euro 7.493, sempre IVA esclusa, c'è poi una convenzione con la CONSIP relativa alla fornitura di gas per 1.810 euro circa. Per quanto riguarda l'elettricità, invece a gennaio c'è stata una spesa di 5.992 euro, IVA esclusa - tutte le voci sono sempre IVA esclusa -, a febbraio 5.383, marzo 7.334, aprile 8.108, maggio 9.264 e giugno 9.534, per un totale complessivo di 45.618.
Terza questione: "se possa fare una stima, alla luce delle informazioni in possesso, sui tempi necessari per la riapertura del parco...", considerato che gli interventi previsti da realizzare con somma urgenza e i relativi ripristini, stante la difficile quantificazione dei tempi necessari alla completa asciugatura delle strutture interessate dall'evento dannoso sottostanti il pavimento oggetto di sostituzione - quindi è difficile comprendere bene quando si asciugheranno evidentemente, si tratta di situazioni relative ai materiali e ai tempi -, si prevede che la riapertura al pubblico ci sarà entro la metà del mese di agosto. Tuttavia, occorre precisare che, considerata l'incipiente stagione turistica estiva e fortunatamente la marginalità della localizzazione del danno rispetto all'area archeologica e al museo, gli uffici competenti stanno verificando l'opportunità e la possibilità di individuare un percorso alternativo a quello canonico che permetta comunque una fruibilità pressoché completa e una visita complessiva del sito del museo in totale sicurezza, di fatto quindi, una volta individuato questo percorso, non ci dovrebbero essere grandi disagi per gli utenti.
Concludo questa breve risposta con un evidente tentativo di captatio benevolentiae, ma ho preparato anche uno schemino che riporta le cifre che ho citato, che naturalmente sono dei numeri e quindi è difficile memorizzare. Ho qui le copie, se volete, poi ve le passo.
Presidente - La parola al Consigliere Bertin per la replica.
Bertin (IC) - Non si preoccupi, per fortuna, degli eventuali studenti non faccio il professore, per cui non do voti a nessuno.
Ciò detto, certamente la situazione è piuttosto preoccupante e la notizia che in qualche modo si cerca comunque di riaprire almeno con un percorso diverso e di utilizzare il parco anche nel periodo estivo è certamente un fatto positivo. La invito, Assessore, a seguire in modo puntuale questa riapertura anche parziale, ma che diventa essenziale. Proprio perché non voglio accusare di colpe che non ha, non le ho neanche chiesto il numero di visitatori di questo semestre per evitare proprio di mettere in evidenza i numeri che sono estremamente bassi. Se ci perdiamo anche questo periodo... al di là dei numeri in sé, è anche l'occasione di promozione per questo sito che in periodo estivo ha un potenziale superiore. La invito pertanto a seguire attentamente questo dossier, almeno in questa fase di emergenza bisogna fare tutto il possibile per riaprirlo, seppure in modo minimo, ma riaprire in fretta.
Resta poi un discorso più generale: la promozione di questo parco archeologico va presa seriamente in considerazione, non si può andare avanti in questo modo. Ci rendiamo tutti conto che in Valle d'Aosta esistono molte strutture sovradimensionate con dei costi altissimi, ma se non riusciremo in qualche modo a portare dei visitatori, alla lunga diventerà difficile tenere aperto questo museo, vanificando degli investimenti notevoli e anche le opportunità per la nostra Regione.
