Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 341 del 29 giugno 1981 - Resoconto

OGGETTO N. 341/81 - AUTORIZZAZIONE ALL'ESERCIZIO PRESSO LA CASA DA GIOCO DI SAINT-VINCENT DEI COSIDDETTI "GIOCHI AMERICANI".

Il Consiglio regionale

DELIBERA

1) di autorizzare l'esercizio presso la Casa da gioco di Saint-Vincent dei cosiddetti giochi americani, consentendone la gestione da parte della SAISET S.p.a., in base alla convezione in data 23/5/1981 tra la SITAV e la SAISET nel testo integrato e modificato come sotto riportato, dando mandato al Presidente della Giunta regionale di attuare gli adempimenti relativi;

2) di confermare, per quanto concerne la gestione dei nuovi giochi e per quanto non espressamente indicato in convenzione, tutte le condizioni attualmente regolanti la vigente convenzione tra Regione Autonoma Valle d'Aosta e la Società SITAV per la gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent.

Presidente - Vi ricordo che siamo in sede di discussione generale dell'oggetto n. 16, c'è stata la relazione dell'Assessore Pollicini.

È aperta la discussione generale.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

Mafrica (PCI) - Il nostro Gruppo non è favorevole a questo tipo di convenzione per una serie di ragioni. Innanzitutto dobbiamo constatare - dando un giudizio diverso da quello dell'Assessore Pollicini - che per la prima volta non è più una sola società a gestire la Casa da gioco di Saint-Vincent, in quanto si apre la strada ad una seconda società. Quali siano gli effetti di una apertura di questo tipo lo si potrà valutare solo col tempo; resta il fatto che attraverso lo strumento della sub-concessione, secondo ciò che ha affermato lo stesso Assessore, la Regione non viene a prelevare sugli introiti di questi nuovi giochi le percentuali dal 70,5 al 78%, ma percentuali inferiori dal 43,4 al 48%. Noi non riusciamo a comprendere perché, avendo la Regione la possibilità di ricevere introiti superiori, debba accettare una convenzione che prevede già in partenza entrate inferiori.

Ma la ragione che non ci fa concordare con questo tipo di proposta è anche di carattere più generale. Il fatto stesso che la SITAV conceda ad un'altra società la gestione di questi nuovi giochi e su questo chieda poi l'avallo della Regione, ci pare l'indizio di una certa decadenza nella direzione e nella gestione da parte di questa società della Casa da gioco, che per noi è preoccupante. Dicevamo già stamani che una serie di indizi lascia intravedere quella che ho chiamato una decadenza nella gestione aziendale che non lascia bene sperare per il futuro.

Noi consideriamo un elemento di questo tipo innanzitutto il fatto di essersi lasciati incastrare per inadempienze rispetto alle norme relative alle costruzioni edilizie fino al punto di ricevere un intervento della Magistratura. Oltre a questo il non avere definito la vicenda delle trattative con i dipendenti dimostra una certa incapacità di gestione della Casa da gioco. Non ultima, una serie di altri elementi mettono in discussione le vantate caratteristiche di efficienza e signorilità di cui si parlava in anni trascorsi. Credo che il cordone di presta soldi che si può osservare all'ingresso della Casa da gioco non sia in effetti un esempio di gestione che tenga a dimostrarsi, come per alcuni periodi è stata, capace di controllare tutti gli aspetti, quindi di ridurre al minimo gli aspetti negativi dell'attività relativa alla Casa da gioco. Allora, il fatto che la SITAV non si senta da sola di gestire questi tipi di giochi - e sono giochi che devono rendere qualcosa se una seconda società si è fatta avanti - è un indice preoccupante della capacità di questa società di gestire in modo adeguato le attività che alla Regione comunque danno introiti rilevanti.

Inoltre, una serie di polemiche che si sono innescate in questi giorni ci fanno essere d'accordo con l'Assessore Pollicini nel richiedere, magari attraverso un'opportuna revisione del contratto - si è visto che il contratto si può rivedere e infatti negli ultimi due anni è stato rivisto due volte - che si giunga finalmente al controllo delle mance. Noi siamo favorevoli affinché la Regione abbia una percentuale, anche se ridottissima, di compartecipazione a queste mance per permettere un controllo effettivo delle attività relative alla Casa da gioco e per chiudere tutta una serie di discussioni e polemiche che si sono avute su questo tema in questi ultimi giorni.

Crediamo di non dover fare molte discussioni - come Gruppo - sul tipo di attività e di giochi che vengono svolti all'interno della Casa da gioco, mentre riteniamo opportuno ribadire che un allargamento della fascia dei giocatori - che, come qualcuno afferma, sarebbe già in atto - potrebbe costituire un elemento favorevole per la Regione da perseguire attraverso una gestione diretta - sempre che ci sia la volontà da parte della SITAV - e non attraverso una gestione in concessione ad altre società, che oltre a risultare svantaggiosa, introdurrebbe, nella gestione della Casa da gioco, elementi di preoccupazione che dobbiamo tenere ben presenti.

In ultimo due richieste di chiarimento all'Assessore: non è ben specificato nella delibera se il calcolo delle percentuali spettanti alla Regione decorre da zero fino a 5 miliardi, oppure che si aggiungono quelli relativi a questi giochi agli altri introiti, facendo scattare le percentuali relative a quote superiori.

In secondo luogo, quanto ci ha detto l'Assessore in relazione all'assunzione del personale non risulta in modo chiaro nella delibera; bisognerebbe trovare il modo di introdurre o nella delibera o in atti successivi, una normativa molto più precisa in questo senso.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Viberti, ne ha facoltà.

Viberti (DPROL) - Questa mattina avrei giurato che avremmo perso delle ore oggi pomeriggio in sede di discussione generale; evidentemente ancora una volta la potenza del denaro si dimostra Dea che conduce le sorti di questo Consiglio. Già in altre occasioni noi abbiamo detto quello che pensiamo della Casa da gioco di Saint-Vincent, per cui non mi sembra il caso di stare a tediare il Presidente della Giunta, che tanto spesso viene chiamato in causa per la bisca che gestisce la SITAV per conto della Regione in quel di Saint-Vincent. Semplicemente voglio dire che siamo contrari all'introduzione di nuovi giochi non tanto perché possono costituire un problema per questa o quella clientela, ma perché quando il denaro è troppo facile non viene speso bene. Queste cose non le dice la Nuova Sinistra, ma quella saggezza popolare di cui il popolo valdostano era tanto ricco e che pare stia perdendo; le stesse persone che stamani sembravano volersi opporre, evidentemente lo facevano per difendere chi sa quali diritti o persone o interessi, non certo per difendere gli interessi del popolo valdostano.

Quindi non prendiamo in considerazione le richieste che vengono da parte di persone che a nostro avviso sono fin troppo remunerate per il tipo di lavoro che fanno e pagano dal punto di vista morale più di quel che guadagnano dal punto di vista materiale; valutiamo solo che le grosse ricchezze accumulate avrebbero potuto portare dei benefici alla cittadina, un tempo ridente, della Media Valle, invece di venire sperperati in auto costose, brillanti e non voglio andare oltre perché non voglio fare del moralismo.

Non è, secondo noi, ampliando una bisca che si pongono le fondamenta di una società migliore; non è, Assessore Pollicini, invogliando nuove persone al gioco d'azzardo che si migliora la cosa pubblica a quel livello e se ne controlla la gestione. In altri momenti avete fatto anche delle proposte sensate; però oggi anziché riproporre qualcosa che potevamo considerare valido pur in una realtà che non accettiamo, voi venite a proporci di ampliare la realtà del gioco d'azzardo, di introdurre un tipo di gioco che dovrebbe scremare la feccia che ormai va a sporcare le sale un tempo così rinomate, frequentate da imprenditori, liberi professionisti, di quelli che quando compilano la dichiarazione dei redditi pagano meno di un povero impiegato di qualsiasi Ente pubblico, e non voglio scendere a parlare di quelle persone che lavorano davanti ad un altoforno, perché non sono a livello di chi, quando parla di autostrada, parla del sangue versato, salvo dimenticarsene cinque minuti dopo, ma di un semplice impiegato che fa, né più, né meno, un lavoro come quello che fanno altre persone.

Noi, dalla nascita di questa nuova società, - in questo concordiamo con quanto è stato detto dal Capogruppo del PCI - vediamo un indebolimento della società che fino ad oggi ha gestito la realtà del gioco d'azzardo a Saint-Vincent, vediamo un astro non tanto nascente, perché da tempo splende nel firmamento della nostra Regione, persona dall'indubbia capacità che catalizzerà sicuramente intorno a sé le forze necessarie per sostituirsi alla SITAV. E in questo senso bisogna dire che qualcuno all'interno del Governo regionale un po' di buon senso lo mantiene, perché sta preparando insieme ad una persona valida la successione ad una società che ormai non è più in grado di tenere neppure i rapporti con il personale. Penso che non ci sia altro da aggiungere, se non l'esecrazione, la profonda vergogna di una persona che non si ritiene superiore a nessuno, che però, visto che si trova in questo Consesso, quando parla, cerca di farlo non nel suo interesse, ma in quello della collettività. Quindi più che criticare questa Giunta, mi permetto di criticare coloro che cercano - come si suol dire - di cavalcare le tigri. Non è così che si fa della buona amministrazione. E se qualcuno è stato spinto a dare il suo consenso per ingenuità, ebbene la prossima volta non si lasci più prendere per il naso e dica chiaramente quello che pensa. Altrimenti è meglio la bovina, supina accettazione di certi altri Consiglieri che almeno mantengono cucita la loro bocca e poi chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Nebbia, ne ha facoltà.

Nebbia (PSI) - Di fronte a questa proposta presentata dalla Giunta esprimiamo un assenso condizionato: siamo favorevoli a tutte le forme di potenziamento di un'attrezzatura che ormai fa parte integrante della Valle d'Aosta con le sue qualità sul piano culturale e scientifico, coi suoi deprecabili aspetti quali ad esempio quelli accennati dal Consigliere Mafrica.

Per poter continuare ad esistere, tale attrezzatura deve essere la migliore e la più efficiente possibile e produrre, per quanto riguarda il bilancio regionale, la massima quantità di introiti.

D'altra parte ci sono aspetti negativi, deteriori, che non devono essere sottaciuti, al contrario devono essere segnalati alle forze di polizia per quanto di loro competenza. Non credo che su molti aspetti il Consiglio regionale possa agire direttamente, però in questa Regione esistono autorità che se ne devono occupare: mi riferisco alle presenze indesiderate agli ingressi, a certe forme di violenza e ricatto che ci sono e che devono senz'altro essere stroncate. Abbiamo avuto anche noi dei dubbi sul fatto che sia scesa una nuova società in campo e accettiamo le spiegazioni che sono state date in sede di commissione sulle differenze che contraddistinguerebbero questa società dalla SITAV, per il tipo di lavoro e la gestione del personale. Ritengo però più fondata una valutazione come quella del Consigliere Viberti - evidentemente più istintiva - basata sulla presenza di una nuova società che si sta rafforzando e di una vecchia società, la SITAV, che invece si sta indebolendo, e sulla probabilità che col tempo o l'una sostituisca l'altra o entri in concorrenza con essa.

Per la Regione questo fatto può essere positivo perché altera quella situazione di monopolio che c'è stata sino ad oggi e che forse l'ha messa in difficoltà, dovendo trattare con un solo interlocutore.

Quello che ci lascia perplessi - ed in questo senso il nostro assenso è condizionato - è il fatto che tra un anno e mezzo, cioè verso la fine dell'82, è prevista una revisione del contratto, dei rapporti economici stabiliti, delle modalità di espletamento dei giochi, dell'orario di apertura, dei locali occupati ecc. Ci rendiamo conto che la situazione attuale è transitoria e che nell'arco di un anno circa dovrebbe sanarsi con l'apertura di nuovi locali e che si potrebbe quindi considerare questo come un periodo di sperimentazione di un qualcosa che dovrebbe diventare successivamente definitivo.

Il nostro assenso va quindi alla sperimentazione, compresa quella della divisone dei cosiddetti utili, in quanto le percentuali riportate nel contratto non ci soddisfano e ci sembrano, anche se in parte motivate, effettivamente insufficienti per la Regione: in questo senso noi riteniamo che il contratto possa essere approvato per questo periodo intermedio, purché ci sia nello stesso tempo un impegno della Giunta di riportarlo in Consiglio alla fine dell'82 per una revisione complessiva e delle modalità di attuazione del contratto e, inoltre, della situazione dei locali che si sarà venuta a creare a seguito della ristrutturazione del complesso di Saint-Vincent.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Martin, ne ha facoltà.

Martin (UVP) - Vorrei fare una distinzione come mi pare abbia inteso fare anche il collega Consigliere Nebbia, fra la questione prettamente morale e quella contingente, di un Casinò che esiste e che dobbiamo cercare di far funzionare al meglio, traendone tutti gli utili possibili. Il Casinò rappresenta per la Regione un'entrata non indifferente che grosso modo si aggira sul 20% del complessivo delle entrate del bilancio regionale e di conseguenza è importante per l'intera economia della Regione. Pertanto non siamo assolutamente contrari ad un potenziamento e miglioramento delle strutture esistenti, se queste corrispondono ad una maggiore entrata per le casse regionali. Tuttavia su questa proposta che la Giunta ci presenta abbiamo alcune perplessità, per il cui chiarimento ci rimettiamo all'Assessore competente ed al Presidente della Giunta.

Anzitutto questa famosa società SAISET, per quanto ne sappiamo noi, è abbastanza sconosciuta e non ci risulta che abbia per il momento operato in altri Casinò; da affermazioni fatte dal Prof. Masi, - presente alla riunione congiunta della I e III Commissione - mi pare di ricordare che questa società abbia operato, per ora, solo alle Bahamas. Chiedo se questo risulta vero o se, comunque, la società ha qualche esperienza nel campo.

Ed ancora, pensiamo non sia del tutto negativo l'avere una nuova società all'interno della SITAV, che ultimamente ci pare eccessivamente preoccupata di trarre il maggior profitto possibile in tempi brevi, anziché fare dei programmi che permettano di assicurare dei buoni proventi al Casinò, nel medio e lungo periodo.

Altre preoccupazioni ci derivano da alcune affermazioni rese stamani dall'Assessore Pollicini e da colui che presumibilmente sarà chiamato a rappresentare questa società SAISET, cioè il Prof. Masi. Diceva stamani l'Assessore Pollicini che in questi giochi americani prevale la logica del divertimento e non quella della passione vera e propria del gioco.

Diceva anche che per i giochi americani - si riferiva anche alle percentuali ricavate nei Casinò di Francia - si prevedono delle somme e degli introiti abbastanza modesti, che si aggirano all'incirca sul 10% degli introiti globali. Questi sono giochi che permettono puntate anche abbastanza basse, tant'è che in Francia - mi pare si riferisse esplicitamente a Montecarlo le sale dove ci sono questi giochi, vengono aperte al mattino presto - verso le dieci, undici del mattino - per una clientela diversa da quella che si è soliti vedere nelle sale del Casinò: vale a dire gente che al limite esce per fare la spesa, fa una puntatina a queste macchine, mette su le sue 1.000-2.000 lire e si fa la sua giocata. Il Prof. Masi, ricollegandosi a quello che diceva l'Assessore Pollicini, diceva che il giocatore dei giochi americani non è un giocatore da Casinò, in quanto i due tipi di gioco, permettendo delle puntate molto diverse - gli uni con puntate minime e gli altri con puntate molto più alte - evidentemente hanno una clientela molto diversa.

Sulla base di queste affermazioni, pensiamo che potrebbe registrarsi non un aumento di entrate dal Casinò, ma addirittura un calo, dovuto alla presenza dei giochi americani, perché una certa clientela tradizionale potrebbe spostarsi verso questi giochi, togliendo puntate a quelli tradizionali, con conseguenti perdite anche per la Regione. Anche per questa perplessità ci rivolgiamo alla Giunta per un chiarimento.

Attualmente la Valle d'Aosta percepisce in media il 73% degli introiti globali del Casinò, escluse le mance. Le mance non sappiamo esattamente a quanto ammontano, ma si ha motivo di ritenere, secondo voci abbastanza attendibili, che queste si aggirino sui 15-20 miliardi all'anno, complessive della quota dei croupier e della quota del Casinò, quindi si può dire che la Valle d'Aosta percepisce solo il 55% ca. dell'incasso globale della SITAV, comprese le mance. Chiediamo se è possibile prevedere in questa convenzione, un avvicinamento della quota dei giochi americani, anziché avere - come è invece previsto - solo il 48% che deriva da due diverse quote, il 33% per la SAISET e il 14% ca. per la SITAV al fine di assicurare tutta una serie di servizi (servizi sala, segreteria, ecc.) necessari a questi giochi.

Un'altra cosa non ben chiara dalla convenzione, è il metodo che adotterà questa società per l'assunzione del personale. In commissione è stata fatta presente la necessità di avere almeno un paio di esperti provenienti dall'esterno, che fossero in grado di far funzionare immediatamente questi giochi, e si è detto poi che la rimanenza del personale avrebbe dovuto essere assunta con la precedenza per il personale valdostano. Vorremmo fosse ben chiaro nella convenzione che questi esperti, necessari per far funzionare subito questi giochi, non superassero il 20% del totale del personale che dovrebbe essere reperito o in SITAV o comunque in Regione.

Un'altra cosa che ci pare importante è quella di tutelare il personale della SAISET da possibili interruzioni del lavoro; potrebbe infatti verificarsi che fra un anno, per motivi diversi, la Regione potrebbe decidere di non prolungare questo tipo di rapporto con la società, oppure la società stessa rompere con la Regione, per cui questi dipendenti verrebbero a trovarsi senza lavoro. È un'ipotesi, magari fantascientifica, però potrebbe verificarsi. Siccome di tutto ciò nella convenzione non si parla, non sarebbe male prevedere un meccanismo che assicuri in questo caso la continuazione del rapporto di lavoro a questi dipendenti, magari facendoli assorbire direttamente dalla SITAV.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Faval, ne ha facoltà.

Faval (UV) - Dato per scontato che il Consiglio regionale della Valle d'Aosta ha rinnovato il contratto con la SITAV - e ogni volta che in quest'aula si riprende il discorso del Casinò, si rifanno più o meno discorsi moralistici come anche oggi abbiamo sentito aleggiare in quest'aula, che io assolutamente non intendo fare, perché nessuno di noi ignora i molti italiani - come indicano le liste fatte dai quotidiani italiani in occasione di certe festività importanti quali il Capodanno, il Natale, ecc. - i quali occupano a Montecarlo ed in altri luoghi, gli hôtels più cari di quelle zone e sono i migliori clienti dei Casinò; dato per scontato ancora che in effetti la Regione autonoma della Valle d'Aosta ha ritenuto di convogliare in un modo corretto e serio, tutta questa massa di denaro che, comunque verrebbe sperperata magari in modi non consentiti dalla legge - a questo proposito non si dimentichi che, non dico tutti i giorni, ma molto spesso i giornali ci mettono al corrente di bische clandestine scoperte in varie zone d'Italia, da Milano a Genova ed anche in Valle d'Aosta - per le suddette ragioni, non vedo come da parte del Consiglio regionale ci possano ancora essere, anche sulla base dell'esperienza che questo Consiglio ha fatto circa questo tipo di attività, delle remore in relazione alla proposta che stiamo esaminando, cioè di valutare i proventi della Comunità valdostana nell'esercizio di questa attività, che può essere criticata, ma, in tal caso, da un punto di vista moralistico.

Non faccio il moralista d'abitudine, ma sto coi piedi per terra, e noto che fare del moralismo è un aspetto incorreggibile della natura umana, della società nella quale viviamo e siamo vissuti anche in precedenza; non vedo perché ci dobbiamo nascondere dietro un dito e dire che questo tipo di attività non si deve fare, dal momento che è stata fatta, ci rende, è il modo più valido di incanalarne i proventi e l'unico modo per poterli controllare. Questo poi è l'importante, in quanto al di fuori di questi circuiti, la suddetta attività non solo non rende a nessuno, non è controllata; ma addirittura dà vita ad una forma di malvivenza che su essa lucra.

Questa proposta è arrivata ad un momento molto particolare della vita del Casinò di Saint-Vincent, perché - come diceva il Presidente stamani - si stanno operando delle scelte che dovrebbero consentire un'attività diversa; finalmente si stanno ampliando determinati locali per dare spazio ad attività collaterali che anche qui sono state giudicate positive. Questo è importante perché attualmente c'è un certo disagio, del quale mi sono reso conto visitando - per la prima volta venerdì scorso, da quando sono Consigliere regionale - il Casinò di Saint-Vincent, proprio perché oggi dovevo discutere di questo argomento. È vero: c'è una situazione di disagio, dovuta alla sistemazione evidentemente provvisoria dei giochi; le sale sono di ripiego, i giochi sono stati trasferiti in alcuni locali all'Hotel Billia, nel quale in precedenza si svolgevano alcune attività come conferenze, congressi, ecc. Vorrei pregare la società o chi ne ha la responsabilità, di procedere al più presto ad un miglioramento della situazione attuale, per liberare tutti questi spazi, che possano essere destinati di nuovo a quelle attività collaterali che senz'altro onorano sia la SITAV che la Regione.

Inoltre è avvenuta l'occupazione di una sala che era stata predisposta per i giochi e poi sequestrata successivamente dalla Magistratura, ed al disagio di questa situazione si è unito quello della vertenza sindacale iniziata dal personale della SITAV per rinnovo di contratto. A questo punto io non posso non stupirmi dell'affermazione del Consigliere Mafrica, quando dice che la SITAV avrebbe dimostrato la propria incapacità a gestire il Casinò di Saint-Vincent, anche in relazione alle trattative col personale che sembra non diano esiti positivi.

Per quanto riguarda i cosiddetti impiegati tecnici - per capirsi "croupier" - mi limito a dire che certo quella è una posizione di privilegio assoluto di un numero limitato di persone rispetto al resto della Comunità valdostana. Certamente svolgono un lavoro importante e delicato. Questa categoria però non deve superare i limiti della propria collocazione nell'ambito della comunità locale. Qui bisogna fare le dovute distinzioni; sembrerebbe - almeno da quello che ho potuto sentire e verificare - che qualcuno voglia addirittura sostituirsi alla Regione in quella che è la gestione di questo contratto. Ci sarebbero proposte che richiedono la modifica del contratto esistente con la Regione, la quale - lo ricordo a coloro che mi ascoltano - rappresenta la Comunità valdostana. Quindi questo Consiglio ha votato una convenzione che ha ritenuto la migliore possibile nell'interesse della Comunità valdostana, ed anche questa proposta è rivolta a incrementare gli introiti in funzione degli interessi della comunità locale. Sono state sollevate delle preoccupazioni più che legittime da parte di alcuni Consiglieri, ma la risposta a queste preoccupazioni è contenuta nella convenzione stessa che il Consiglio è chiamato a votare.

All'art. 8 si dice in modo esplicito che questo è un periodo di prova: da qui ad un anno - si parla di anno solare dall'inizio dell'attività - il Consiglio regionale potrà rivedere le percentuali e quanto riguarda la parte importante di questa convenzione. Inoltre non si contrabbandi l'introduzione di questi giochi americani con una pretesa perdita di posti di lavoro per altri, perché questo non è assolutamente vero. I dati che ci ha fornito stamani l'Assessore Pollicini stanno a dimostrare esattamente il contrario. Si può anche non credergli, ma votando questa convenzione, non corriamo grossi pericoli perché fra un anno possiamo rivedere tutto e abbiamo tutte le garanzie perché il Consiglio faccia una scelta valida per incrementare gli introiti e i profitti a favore della Comunità valdostana. Ripeto che a questo proposito, in questa situazione, non presterei troppa attenzione a quelle che sono rivendicazioni di carattere corporativo, in difesa di posizioni di grosso privilegio sul piano economico, ma limitate ad un numero molto esiguo di persone.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Pedrini, ne ha facoltà.

Pedrini (IPLI) - Solo due parole sull'argomento. Io non voglio entrare in merito, devo dire solo che ancora una volta su questo problema come su tanti altri problemi, il Consiglio regionale ha perso l'autobus. Mi spiace andare contro a quanto ha detto il rappresentante della Nuova Sinistra Consigliere Viberti, ma ad un dato punto dobbiamo vivere - come ha detto bene il Vice-Presidente Faval - coi piedi per terra, ed è inutile cercare di impostare dei problemi quando, da che mondo è mondo, ci sono tante cose che vanno per il loro verso senza che né il Consigliere Viberti, né la sinistra riescano a cambiarlo.

Io, vent'anni fa - quasi il tempo che sono in Consiglio - mi permisi di dire, avendo fatto un giro un po' in tutte le parti del mondo per vedere come funzionavano queste Case da gioco, all'allora Presidente della Giunta, che i giochi a Saint-Vincent dovevano allargarsi e comprendere tutti i giochi possibili. Non vedevo infatti perché gli italiani dovessero andare all'estero e con loro i nostri soldi solo perché qui non avevamo i giochi americani. Quindi, ancora una volta imputo alle Giunte passate, non a questa evidentemente, il non avere affrontato il problema prima e l'aver fatto perdere un sacco di miliardi alla Valle d' Aosta che comunque ci sarebbero venuti - l'amico Consigliere Viberti permetta o meno - se si fossero aperti questi giochi. Il resto non mi riguarda, a me interessa fare l'interesse della cittadinanza valdostana e non del falso moralismo o altro. Qua si tratta di prendere dei soldi che se non venissero alla Valle d'Aosta, andrebbero da un'altra parte. Allora non vedo perché non si può arricchire la nostra valle di una fontana, o magari della pietra del secolo scorso, che mi sta bene, anziché lasciarla andare a costruire a Sanremo o a Montecarlo o altrove. Direi che questo è il concetto sul quale dobbiamo basarci e ripeto, non entro in merito, perché ci sarebbero anche qui i "pro" ed i "contro". Non voglio entrare nei "pro", che sono quelli dei posti di lavoro per il quali la Regione, il Consiglio, il sottoscritto, hanno tante volte stanziato a fondo perso milioni e milioni per dei posti di lavoro che poi si sono rivelati un fallimento totale. Non ritengo che questa volta qua ci si debba aspettare un fallimento, perché dove c'è il gioco è difficile fallire; di norma fallisce quello che gioca e non il tenutario del banco. Allora, giunti a questo punto, direi che bisogna guardarsi bene in faccia e senza dare colpi a destra e a sinistra, miriamo solo al centro, cioè alla nostra Regione, al suo interesse nell'inserire i nuovi giochi, visto che si sono e che non portano ad altro se non ad un aumento delle nostre entrate.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Maquignaz, ne ha facoltà.

Maquignaz (DP) - Stamani avevo chiesto il rinvio dell'oggetto previsto all'o.d.g., perché molti punti della convenzione non erano stati chiariti ed esaminati a fondo. A parte i motivi che avevo elencato stamani, volevo ancora fare delle considerazioni di carattere generale per esprimere le perplessità del nostro movimento sull'autorizzazione alla SITAV e sulla convenzione fatta dal Casinò in questa nuova società. Innanzitutto mancano dei dati che permettono di dare un giudizio sereno sulla SAISET, società a nostro avviso fantomatica, di cui non si conosce la composizione societaria, la sua organizzazione e la sua preparazione tecnica. Si dice che abbia operato alle Bahamas, però i Consiglieri regionali non hanno alcun elemento sul quale dare un giudizio valido.

In secondo luogo, il criterio di ripartizione degli introiti ci pare che comporti una perdita secca per la Regione del 27%: si tratta quindi di una convenzione che modifica sostanzialmente per i nuovi giochi, i criteri stabiliti dal contratto regionale con la SITAV del '78. Quindi riteniamo non ci sia motivo plausibile per avere una perdita che ammonta a circa il 27% rispetto alla convenzione del '78. Non si riesce a capire poi dalla convenzione l'entità del personale che verrà importato da altre zone d'Italia, e di quello invece assunto fra i residenti in Valle d'Aosta.

Altro punto che ci lascia perplessi è il fatto che la convenzione appare abbastanza incompleta, di non facile interpretazione; in particolare l'art. 16, come già stamani ho avuto modo di dire, prelude ad una revisione del contratto del '78, per la SITAV e la Regione. Infatti l'art. 16 dice testualmente: "Per quanto non previsto si richiamano, in quanto applicabili e con gli opportuni adattamenti, ecc.", quindi è chiaro che bisognerà vedere se questi articoli saranno applicabili e fare gli opportuni adattamenti.

Mi sono permesso di sentire alcune consulenze legali sul problema delle responsabilità penali per l'inserimento dei nuovi giochi d'azzardo; da quanto ho potuto capire la cosa è molto delicata, in quanto i giochi d'azzardo sono vietati sul territorio nazionale. La Vallée ha avuto in via eccezionale, come sapete, il consenso ad aprire la Casa da gioco a Saint-Vincent e i legali dicono si tratta - il Presidente della Giunta mi guarda sorridendo, anche lui è un legale e sarò contento di avere una sua risposta precisa su questo punto - di una norma eccezionale che fa riferimento ai giochi finora esercitati. Le norme eccezionali non sono suscettibili - sembra - di interpretazione estensiva ed analogica, da qui il pericolo che l'esercizio del gioco d'azzardo con tali macchine possa costituire un reato, comportando responsabilità penali che in questo momento non siamo in grado di valutare.

Per questi motivi stamani mi ero permesso di chiedere un rinvio della discussione e non per mettere in crisi con questo atteggiamento la maggioranza regionale costituita dalle forze progressiste, dalla D.C. e dal nostro movimento: solo vorremmo poter esaminare più serenamente il problema con otto giorni a disposizione insieme ad altre persone competenti nella materia della convenzione.

Altro non voglio aggiungere, spero che la Giunta voglia venire incontro a questa richiesta, senza aversene a male.

Grazie.

Presidente - Se ho ben capito, Consigliere Maquignaz, lei a questo punto pone il problema dell'interruzione della discussione generale e del suo rinvio, ai sensi dell'art. 51 del Regolamento. Come questa mattina, vi sono un Consigliere a favore ed uno contro: secondo l'art. 51 - la discussione può essere interrotta solo per domandare un rinvio della proposta all'esame di una commissione o della Giunta regionale. Il regolamento dice che al termine della discussione generale possono ancora parlare un Consigliere per Gruppo, l'Assessore competente ed il Presidente della Giunta regionale. Però nel momento in cui c'è una richiesta di sospensione e di rinvio, questa ha la precedenza sul resto, come mozione d'ordine, in quanto si interrompe la discussione generale che viene rinviata, ma l'argomento resta in discussione.

Mi sembra che il Consigliere Maquignaz abbia formalizzato questa richiesta, allora chiedo al Consiglio, seguendo la prassi ormai consolidata - come dicono gli avvocati - se c'è un Consigliere che intende parlare a favore di questa proposta e uno che intende parlare contro, per motivare. Il proponente, Consigliere Maquignaz, ha motivato la sua richiesta di rinvio.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino, ne ha facoltà.

Tonino (PCI) - Sono a favore del rinvio. Forse potrà apparire strano perché noi abbiamo già espresso la nostra opinione su questa convenzione, tuttavia ci sono aspetti che vorremmo chiarire meglio se il dibattito proseguirà oggi o un'altra volta. Inoltre ritengo che una pausa di riflessione all'interno della maggioranza possa essere anche utile.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta regionale, Andrione, ne ha facoltà.

Andrione (UV) - Evidentemente non per ripetere l'argomentazione di stamani, ma solo per ringraziare il Consigliere Tonino delle preoccupazioni che si dà per la maggioranza. Comunque noi penseremo per nostro conto e voteremo contro il rinvio. Grazie.

Presidente - Colleghi Consiglieri, il Consiglio è chiamato a pronunciarsi per votazione palese sulla proposta del Consigliere Maquignaz, concernente - questo mi sembra di interpretare - il rinvio dell'oggetto n. 16 alle Commissioni competenti con inscrizione alla prossima seduta del Consiglio, già convocata per l'8-9-10 luglio.

Esito della votazione:

Presenti: 29

Votanti: 29

Maggioranza: 15

Favorevoli: 11

Contrari: 18

Il Consiglio non approva.

Presidente - Continua la discussione generale. Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino, ne ha facoltà.

Tonino (PCI) - È già stato detto dal collega Consigliere Mafrica che il problema di una dirigenza della SITAV in crisi deriva da una convenzione che noi abbiamo a suo tempo criticato, perché forniva - in sostanza - anche una grossa possibilità di decisione e di indirizzo alla società concessionaria. Noi avevamo sottolineato allora come ben più importante dovesse essere la funzione di controllo esercitata dal Consiglio regionale. Non a caso oggi la SITAV punta ad una massimizzazione delle mance, più che ad una qualificazione della presenza delle sale da gioco ed ad un aumento della produttività. Già allora avevamo sollevato la necessità di un controllo delle mance, ed è anche da questo mancato controllo che deriva quella che oggi è stata definita una libertà troppo ampia della SITAV, che abbinata alla sua incapacità a dirigere per motivi interni, sta creando grossi problemi di conduzione aziendale.

Questa vertenza nasce anche da un'incapacità della SITAV a dirigere; sia chiaro che noi non vogliamo difendere nessuno, né vogliamo con questo dare giudizi favorevoli sulla piattaforma che sicuramente è tale da essere rivista; ma siamo contrari ad una direzione aziendale che si rifiuta addirittura di discutere la trattativa. Queste incapacità a dirigere ha provocato due fenomeni presenti oggi nel Casinò di Saint-Vincent: una caduta della presenza di giocatori chiamiamoli più piccoli, e allo stesso tempo anche a causa di questi fenomeni di chiusura temporanea delle sale - una caduta di giocatori più grossi ed importanti. Questi fatti che dimostrano come oggi sia da rivedere il rapporto fra Regione e SITAV, e tutti i momenti sono buoni per riaprire questa trattativa.

Fatte queste considerazioni, mi viene spontaneo chiedermi - e la domanda la rivolgo alla Giunta - perché si è scelta la formazione di una nuova società. Francamente le motivazioni che ha addotto l'Assessore Pollicini stamani sono deboli. Noi vorremmo capire perché quest'attività con delle percentuali discutibili, non poteva e non può essere svolta dalla SITAV, e con l'occasione anche rivedere e ridiscutere complessivamente il contratto.

Un altro dubbio, che non è solo nostro a quanto abbiamo sentito anche da altri Gruppi, riguarda l'enigma delle percentuali. Si è detto che la Regione percepirà dai nuovi giochi il 47-48%, e considerando la massa delle mance rispetto all'introito complessivo che ha oggi la SITAV, le spetterà una percentuale che si avvicina al 55%. Allora perché la SITAV con un margine del 55%, non può gestire i nuovi giochi? A questa domanda che mi sembra elementare, chiedo una risposta, altrimenti la conclusione logica da trarsi è che la differenza fra il 47-48% ed il 55% sia una percentuale che noi sprechiamo indebitamente. Questo lo diciamo anche nella convinzione che i nuovi giochi debbono essere introdotti, in quanto non diamo giudizi moralistici e giudichiamo utile il loro inserimento.

Pur tuttavia su questo punto permangono dei grossi interrogativi, per esempio se ci sarà effettivamente un incremento del gioco e delle entrate; questa è una di quelle domande alle quali è difficilissimo dare una risposta; sarebbe stato opportuno almeno un esperimento prima di avventurarci in una convenzione tanto onerosa. Non dimentichiamo che - gli esperti di Case da gioco lo sanno molto bene - l'incremento dei giochi americani in località come Montecarlo o Sanremo è dovuto al fatto di poter contare durante tutta la giornata, su una grossa presenza di turisti di passaggio: il che difficilmente potrà verificarsi a Saint-Vincent, tant'è che la SITAV ha organizzato tutti i suoi giochi, puntando ormai su una clientela che viene a Saint-Vincent per partecipare a congressi o ad analoghe manifestazioni. Questo è un altro interrogativo importante che in modo incauto la Giunta oggi sottovaluta, andando a spron battuta verso questa convenzione azzardata.

Un altro interrogativo riguarda il problema delle assunzioni, come altri hanno già sottolineato. Per questo sarebbe opportuno che la convenzione fosse più precisa sul numero di dipendenti ed anche sui relativi criteri di assunzione. Il regolamento per l'assunzione del personale fra Regione, SITAV ed in questo caso SAISET, dovrebbe essere uno degli elementi prioritari rispetto all'apertura di nuove assunzioni. Se poi pensiamo che l'assunzione prossima - stando alle parole dell'Assessore Pollicini - sarà dell'ordine di 100 persone, siamo decisamente allarmati di andare verso un numero così grosso di nuovi assunti, non tanto per la cifra in sé stessa, giustificata dalla SITAV per il nuovo ampliamento del Casinò, quanto per come si procede verso quelle assunzioni, in assenza di criteri per la scelta del personale, per le spinte che ci potranno essere, per i criteri ancora una volta discriminatori che potranno essere usati. Questo problema dovrebbe preoccupare la Giunta, ma non ci pare sia così.

Un altro aspetto sul quale chiediamo chiarimenti riguarda il controllo regionale sui nuovi giochi. Esiste questo controllo e in caso affermativo, quante persone dovranno essere impiegate? Quanto verrà a costare il controllo regionale sui nuovi giochi e in che rapporto sta con l'introito che avremo da questi giochi? Sono interrogativi che dovrebbero essere sciolti prima di firmare l'accordo.

L'ultima considerazione riguarda l'art. 2, punto b), della convenzione, dove si dice: "il secondo costituito da punto bantout-va e simili"; si parla successivamente di un introito regionale relativo a questi giochi che viene forfaittizzato partita per partita giornalmente, diversamente dal trattamento riservato agli altri giochi di una percentuale fissa sugli incassi. Non siamo riusciti a capire il perché di questa forfaittizzazione; in sostanza, vorremmo capire che incidenza possono avere questi giochi e perché si è abbandonata in questo caso quella percentuale così bassa prevista per altri giochi?

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Viberti, ne ha facoltà.

Viberti (DPROL) - Visto che mi è stato fatto l'invito di mettere i piedi per terra, credo che nonostante tutto la mia modesta mole mi imponga di tenerli continuamente per terra e anche quando, raramente, tento di saltare, con gravi conseguenze per la mia muscolatura, ricado immediatamente coi piedi e qualche volta anche con qualcosa di altro, per terra. Spero stavolta di non seguire la seconda delle ipotesi, ma di trovarmi coi piedi per terra.

Vengo subito a dire e fare alcune considerazioni, completamente avulse da quel quadro moralistico nel quale mi si è voluto inserire, ossia nell'intervento che la Nuova Sinistra fa sul problema del Casinò.

Io non capisco come si possa accusarmi di moralismo, quando poi qui si fa del bieco moralismo in decine di altre occasioni. Ma ammesso che nel caso del Casinò si faccia del moralismo, ed in quello per esempio del sangue versato per la mancanza di un'autostrada no, vorrei chiedere perché questo Consiglio non si preoccupa di ottenere da parte dello Stato, così come lo ha ottenuto per il gioco d'azzardo, la possibilità di gestire delle case chiuse che credo ci darebbero degli introiti ben superiori a quello che ci dà il Casinò; e su questo penso che il maschilismo imperante all'interno di questo Consiglio regionale non possa che darmi ragione. Vorrei che fosse presente in Consiglio la Sig.na Viglino che immediatamente si metterebbe a protestare, perché lei è una persona seria.

Signor Presidente, questa può essere considerata una battuta, però a livello di battute si sta scendendo sempre più in basso. Il fatto evidentemente che io abbia colpito e centrato una delle argomentazioni che più facilmente potrebbero smontare quanto io dico, dà fastidio perché siamo allo stesso livello - se vogliamo fare della teoria - dello sfruttamento della prostituzione; allora perché non organizzare qualche banda armata per rapire qualche possidente? Perché dobbiamo fare i soldi proprio con un Casa da gioco? Ne abbiamo di sistemi, basta cercarne, ma non venitemi a dire che io faccio del moralismo: non mi pare. Noi sosteniamo delle posizioni chiare, diciamo quello che pensiamo e lo facciamo davanti a tutti, senza nasconderci dietro un dito. Noi non chiediamo di votare aspettando un anno, perché - come spesso dice il Presidente della Giunta - niente più del provvisorio dura in questo paese, ivi compresa la Valle d'Aosta - ammesso e non concesso che faccia parte dell'Italia, e lo abbiamo constatato in decine di occasioni.

Nel nostro caso in particolare, la convenzione per la ricerca delle fonti di energia rinnovabili ne è un esempio tipico: avremmo dovuto rivedere dopo un certo tempo come stavano andando le cose. Oggi, coloro che hanno ascoltato qualche volta quello che è stato detto in aula e quanti, per aver seguito i lavori della Commissione speciale per l'Energia sono al corrente di come questi stanno andando, hanno potuto accertate che niente dura più del provvisorio. Quindi chi vota pensando fra un anno di rivedere, si nasconde dietro un dito, perché sa bene che fra un anno rinnoveremo - magari adeguando qualche percentuale - ma non si tornerà indietro, a meno che non ci sia qualche clamoroso fallimento, che non è da mettersi in bilancio rispetto al discorso che sto facendo.

Fra l'altro, qui si sostiene che la SITAV intraprende delle iniziative a livello culturale, direi quasi sociale, organizza degli spettacoli; io vi invito a leggere quello che dice oggi "La Stampa" - non un giornale di estrema sinistra, ma la Stampa di Agnelli o - come si soleva dire un tempo - la Stampa del Padrone - della manifestazione che si è tenuta per Un Disco per l'Estate. Se questo è fare pubblicità alla Valle d'Aosta, voglio vedere allora chi verrà ancora qui a giocare.

Non so chi ha steso questa convenzione, ma quando si legge: "Tali introiti, depurati della predetta percentuale, verranno dalla SITAV versati all'Amministrazione regionale giusta i criteri di cui all'art. 4) ecc.", oppure all'art. 13): "Regione e SITAV provvederanno a controllare giornalmente, nei modi meglio visti, gli introiti dei giochi gestiti dalla SAISET", viene da pensare che qui, ancora una volta, questo Consiglio si fa menare per il naso, perché contano più alcune persone che fanno girare una pallina, di qualche babbeo che mette una pallina dentro un'urna. Ed è questa la cosa più vergognosa perché non si può ritenere che le Istituzioni abbiano un valore, quando poi conta più una pallina che gira dentro una cosa rotonda, che non la pallina di un rappresentante del popolo messa dentro un'urna. Da qui si capisce perché le Istituzioni sono così squalificate, non solo fuori dalla Valle d'Aosta, ma anche qui. Cerchiamo prima di vedere i problemi di casa nostra e di metterli a posto, e non andiamo sempre a mettere il dito dov'è facile, perché è distante.

Presidente - Colleghi Consiglieri, in sede di discussione generale i colleghi Consiglieri Maquignaz, Martin e Lanivi hanno sottoscritto e presentato alla Presidenza, come prescrive il Regolamento, il seguente emendamento, che io vi leggo: dopo la parola "tirocinio" inserire "La SAISET si impegna ad assumere entro il primo anno solare intero di esercizio non meno di trenta unità lavorative di cui almeno l'80% di elementi residenti in Valle d'Aosta."

Ha chiesto di parlare il Consigliere Pedrini, ne ha facoltà.

Pedrini (IPLI) - Vorrei fare solo una piccola precisazione, perché ho sentito un elenco fatto dal Consigliere Maquignaz della composizione della maggioranza di questo Consiglio. Voglio dire che fino al Congresso del PLI, che avverrà l'11 ottobre 1981 - quindi fra tre mesi circa - il PLI fa parte di questa maggioranza; solo in quell'Assise, decideremo se dovremo continuare a farne parte o meno. Pertanto, fino a quando il Presidente della Giunta non dichiara in questa sede che il PLI non è gradito nella maggioranza, il PLI ne fa ancora parte. Grazie Consigliere Maquignaz.

Presidente - È chiusa la discussione generale. Ha chiesto di parlare l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni culturali Pollicini, ne ha facoltà.

Pollicini (DP) - Mi pare che nel corso dell'illustrazione che ho fatto stamani, ho dato il massimo dell'informazione di cui ero in possesso, per cui una serie di domande che mi sono state poste qui, trovano risposta in ciò che ho detto stamani; altre invece richiedono nuovi chiarimenti.

Rispondo al Consigliere Mafrica, in ordine al punto dove si dice: "Tali introiti, depurati dalla predetta percentuale, verranno dalla SITAV versati all'Amministrazione regionale giusta i criteri di cui all'art. 4). "Si sta parlando della parte che rimane alla SITAV, che all'art. 4) della convenzione, votata in questo Consiglio il 6/12/77, dice: "sino a 5 miliardi il 78%, da 5 a 10 miliardi il 76%, da 10 a 20 miliardi 72%" e poi via di questo passo. A chiarimento verbale con la società, il conteggio per l'applicazione della percentuale a favore della Regione, si fa a partire da zero - quindi da zero a 5 miliardi - la percentuale a favore della Regione è il 78% della quota che la SAISET verserà alla SITAV, che a sua volta rientra in Regione.

Per quanto invece riguarda la proposta legata al controllo delle mance fatta dal Consigliere Viberti, l'ho già detto stamani in maniera molto chiara che questa era una proposta fatta da noi democratici popolari proprio in quella data 6/12/77 e non accettata da questo Consiglio, di mettere lo 0,15 per mille a fini di beneficenza della quota mancia, che era lo strumento per il controllo delle mance. Il Consiglio non ritenne opportuno accettare quella proposta che invece andava discussa proprio in quella sede, quando fu votata la convenzione di dodici anni fra Regione e SITAV io, per compito istituzionale, ho il dovere di rispettare gli obblighi e i contratti che la Regione ha attuato nella veste di Ente che rappresenta la Amministrazione regionale. Sono comunque sempre convinto che a tale proposito è opportuno introdurre nella convenzione uno strumento di moralizzazione e di chiarezza.

Per rispondere alla domanda del Consigliere Martin in ordine all'esperienza che ha questa società, io certo non ne so molto più di lui, perché eravamo insieme in Commissione quando abbiamo discusso coi rappresentanti della S.A.I.S.E.T.. Mi risulterebbe che la SAISET che avrà sede legale in Aosta, e non in Roma, come erroneamente scritto nella proposta, è una società formata da due società, la Adicat e la Sisat, rispettivamente al 70% ed al 30%. Sono due società del nord-Italia della zona di Milano. Come ho già detto stamani, il Collegio dei Revisori dei conti è formato da tre professionisti valdostani, e questo mi pare possa essere un elemento innovativo nei rapporti con un società che gestisce quel tipo di giochi.

Un altro aspetto della domanda del Consigliere Martin riguardava le garanzie per il lavoro del personale. Penso che nessuna società che dovesse chiudere l'attività, possa dare garanzie di permanenza del rapporto di lavoro se viene a chiudersi.

Per garanzie in ordine alle assunzioni, mi pare che l'emendamento che lo stesso Consigliere Martin, insieme ai Consiglieri Maquignaz e Lanivi hanno presentato - se viene votato - dia la garanzia per l'assunzione degli elementi valdostani. Se gli assunti sono come minimo 30, almeno 24 saranno residenti in Valle d'Aosta. È chiaro che il resto della garanzia è tutto legato all'andamento di questa società. Ci auguriamo che questo anno e mezzo di esperimento che la Regione ha chiesto per questa proposta di nuovi giochi e di cui non abbiamo esperienza, ci sia utile come elemento di conoscenza del nuovo andamento e dello sviluppo di questa società. Dopo un anno, com'è previsto dalla convenzione, faremo il punto di tutti i problemi dei quali oggi non siamo in grado di dare né certezza né chiarimenti.

Il Consigliere Maquignaz dubita che i nuovi giochi possano essere elemento di certezza perché potrebbero essere messi in dubbio dalla Magistratura in un momento così caldo. Sono della stessa opinione, ma non essendo un giurista sarà il Presidente a rispondere in questo campo; quando tutto il gioco d'azzardo è autorizzato come nel caso della SITAV non penso vi sia un'elencazione continua o una limitazione di quali fra questi giochi sia lecito condurre. Poiché i giochi sono fra loro diversi, io penso sia la concessione ad avere un significato, non il numero di questi che possono essere giudicati da un Magistrato in quanto compatibili o meno con il decreto che il Presidente della Giunta ha fatto all'epoca della concessione del diritto di esercitare il gioco d'azzardo.

Evidentemente questo - ripeto - è un discorso che chiarirà meglio il Presidente sotto l'aspetto giuridico.

Il Consigliere Tonino fa un lungo discorso in ordine all'incapacità del Gruppo dirigente della SITAV a gestire la società. Evidentemente è un discorso che ci può trovare d'accordo e non, a seconda dell'aspetto che si considera. Indubbiamente i rapporti che la società ha oggi col personale stanno a dimostrare che le prospettive di gestione non sono le migliori: in una fase difficile come questa il rinnovo del contratto che comunque e sempre rappresenta un momento di frizione fra le due parti, qui viene complicato dall'inserimento di lavori che hanno spostato le sedi della sala da gioco, con conseguente ristrettezza di spazio e difficili situazioni di lavoro per la gente. Quindi sotto questo aspetto mi auguro anch'io che la nuova dirigenza dia prove diverse da quelle date sinora.

Sull'enigma delle percentuali mi pare di avere chiaramente espresso stamani le motivazioni di questo tipo di rapporto; però vorrei porre una correzione ad una dichiarazione del Consigliere Tonino - che mi pare non sia in aula in questo momento -. Secondo quanto lui dice, avrei dichiarato che - da una valutazione complessiva - alla Regione verrebbero di fatto il 55% del complesso degli introiti che la Casa da gioco percepisce fra introiti diretti e mance. Invece ho detto solo che poiché le mance non sono note, si calcola - se vengono trasferite pari pari le stesse percentuali applicate in Francia dove le mance sono controllate - che quello che viene alla Regione, fra introiti e mance è all'incirca il 50%. Bisogna vedere ora se il giocatore italiano è più generoso o meno del giocatore francese, il che non lo sappiamo in quanto non siamo in grado di sapere a quanto ammontano le mance.

Un'altra domanda, sempre fatta dal Consigliere Tonino, riguarda gli interrogativi che lui si pone sui nuovi giochi, sui loro possibili risultati. Evidentemente è proprio questo esperimento di all'incirca un anno e mezzo che dovrà verificare o meno quelle che sono le previsioni che la società fa su questi giochi: cioè se anche noi possiamo contare su quella fetta del 10% medio - rispetto al complesso dell'introito - che ai Casinò francesi proviene dai giochi americani, oppure se avremo un altro tipo di risultato. Questo lo verificheremo solo con l'esperienza. Per quanto riguarda la possibilità di favorire aree diverse, quali quelle balneari com'è Montecarlo ed a Sanremo, qui presumo ci si riferisca all'area degli accompagnatori, che potrebbero impiegare il loro tempo di attesa in un divertimento al Casinò che potrebbe rendere quel famoso 10% di cui si faceva cenno prima. Ma sono tutte ipotesi da verificare.

Sulle nuove assunzioni evidentemente mi pare che una delle garanzie, ma incomplete, in quanto non esiste né un contratto né un rapporto né una convenzione, è ancora quella per cui qualunque assunzione viene fatta attraverso il nulla osta che viene dalla Giunta. Quindi il rispetto di alcuni parametri viene fatto attraverso la nostra Giunta come appunto la garanzia dell'obiettività delle assunzioni; evidentemente sono rapporti rimasti in sospeso da quella convenzione che non è entrata in funzione fra la SITAV e la Regione.

Non sono in grado di dire in cosa consisteranno i futuri controlli regionali, né quante persone occorreranno, né quale sarà il loro costo: saranno anche questi sperimentati con l'entrata in funzione dei nuovi giochi.

Sul problema poi della forfaittizzazione che riguarda i secondi giochi, cioè banco e tout-va, poiché la Casa qui interviene - e rischia - come giocatore, anche di questi non se ne conosce il comportamento. L'indeterminatezza a cui è sottoposto questo secondo punto va capita in quanto sono giochi tutti da verificare.

Ad altri aspetti legati alle domande del Consigliere Viberti, mi pare di avere già risposto, per cui a questo punto - se non ho dimenticato nulla - dico solo che sono d'accordo con la proposta di emendamento alla convenzione presentata dai Consiglieri Martin, Maquignaz e Lanivi.

Presidente - Ha chiesto di parlare l'Assessore alle Finanze Ramera, ne ha facoltà.

Ramera - Vorrei fare due precisazioni su questa convenzione e precisamente sui giochi e sulla presenza delle due società.

In queste due settimane che sono stato in vacanza, ho avuto modo di visitare tre Casinò, cioè quello di Mentone, Montecarlo e Beau-Lieu, e devo dire che in tutti e tre i Casinò si giocano questi giochi americani, il black-jack - o il 21 come si vuol dire, che poi è la stessa cosa - le slot-machines, che servono soprattutto per selezionare un certo pubblico, che si ammassa nella Hall dei Casinò. Ho visto che sia al black-jack sia alle slot-machines o alla roulette americana che è completamente diversa dalla normale, si avvicendavano parecchi giovani e questo dovrebbe farci meditare su quelle che potranno essere le entrate del Casinò. Infatti, mentre noto che per il reparto fiscale c'è una certa fiscalizzazione di vedute da parte di tutti, su un'entrata che dovrebbe essere verificabile da noi, non c'è quest'esatta visione. Avendo a suo tempo presieduto la Commissione che ha fatto la convenzione, do ragione all'Assessore Pollicini che si è soffermato parecchio sulle mance, perché come Assessore alle Finanze, dovrei dire che se tutto fosse chiaro, la Regione percepirebbe i 7/10 sia dall'una che dall'altra parte delle due che sono in gioco, cioè della società e degli impiegati tecnici, mentre invece abbiamo visto quando abbiamo fatto la convenzione, che non era possibile - pro bono pacis - metterci il naso, in quanto nessuna delle due parti voleva che la Regione venisse a conoscenza delle mance.

Ora, nessuno più di me, che sono Assessore alle Finanze, sarebbe lieto di poter conoscere esattamente i termini di questa cifra, perché con il nuovo riparto sapete che prendevamo i 7/10.

L'altro punto importante che ho notato - perché nonostante tutto credo che il Casinò sia una delle voci particolari che interessano l'Assessorato alle Finanze - sta nella presenza di due società. Pur essendo stato lontano in queste due settimane, ho seguito attraverso i giornali quanto è accaduto per il rinnovo contrattuale, cioè scioperi, ecc. e penso che su tutto questo si debba meditare molto attentamente, perché credo che nessun motivo di vertenza sindacale sia anomalo come questo.

Normalmente in ogni vertenza, ci sono da una parte i lavoratori e dall'altra i datori di lavoro, mentre in questa vertenza ci siamo anche noi. C'è un triangolo per cui i lavoratori rivendicano verso la società, però se accadono delle vertenze sindacali che pongono il Casinò nella impossibilità di funzionare praticamente mi accorgo che le nostre finanze possono soffrirne. Quindi non so come potremo entrare nel gioco.

La presenza di due società come previsto da questo nuovo argomento che stiamo discutendo, mi dà maggiore tranquillità - come dissi la prima volta che se ne discusse in Giunta - perché, mentre una società come l'attuale mi dà molto da pensare per questo improvviso mutamento dei vertici e dà da pensare forse allo stesso personale, la presenza di due società - che avviene con la introduzione di una nuova controparte - mi tranquillizza maggiormente in quanto se contestazioni dovranno esserci sulla convenzione o altro, sarà più comodo avere un altro partner presente. Quindi io ritengo che questa deliberazione debba avere l'approvazione, perché non solo il nostro Casinò viene a porsi al passo coi tempi coi nuovi giochi che ormai hanno successo dappertutto; ma nello stesso tempo danno una garanzia alla convenzione che venne votata nel '77 da questo Consiglio regionale.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta Andrione, ne ha facoltà.

Andrione - Ogni volta che viene in discussione nel Consiglio regionale un argomento che riguarda il Casinò di St. Vincent, credo sia opportuno rifare un po' la storia e ricordare quali sono stati i motivi per i quali il Casinò è sorto e per quali motivi continua ad esistere ed essere utile e necessario per la Regione. Nel 1946, quando il bilancio regionale era ancora approvato con delibera, non arrivavano soldi da Roma; anzi un Ministro delle Finanze parlando ai valdostani aveva fatto una dichiarazione in questo senso: che non si facessero soverchie illusioni perché i rubinetti li aprivano e li chiudevano loro. La nostra risposta a questa dichiarazione è stata quella di aprire il Casinò di Saint-Vincent, perché è vero, soldi da Roma non ne arrivavano e non ce n'erano neanche per pagare la scuola. Quelli che hanno i capelli un po' schiariti come me si ricordano bene come da allora e per degli anni, è stata pronunciata a tutti i livelli la frase famosa: "Basta un maresciallo dei Carabinieri per chiudere il Casinò di Saint-Vincent", il quale con passo felpato arriva notte tempo e stabilisce l'esistenza di reato previsto dagli artt. 718-719 del C.P.. La cosa non si è sviluppata in questa maniera, forse anche per il fatto che la autonomia valdostana prevede che il Presidente della Giunta sia contemporaneamente Prefetto e di conseguenza le forze di Polizia e Carabinieri debbono rispondere a lui di quello che fanno. Ma vi è stata regolare denuncia penale con regolarissimo processo durato anni e finito davanti alla Corte di Cassazione, che con sentenza delle sezioni unite ha dichiarato che era lecito il gioco d'azzardo in quel di Saint-Vincent, ossia la Valle d'Aosta aveva il diritto di concedere - ed anche gestire in proprio se lo avesse ritenuto opportuno i giochi d'azzardo. Vorrei allora richiamare l'attenzione dei C onsiglieri su questo punto proprio nella denegata ipotesi che si volesse risollevare la questione: mi sembra sia assoluto dovere del Consiglio regionale stabilire che la concessione dei giochi appartiene alla Regione, giochi d'azzardo inclusi, senza distinzione.

Dopo di che sarà il Consiglio regionale a fare le sue scelte.

Penso che per quanto riguarda qualsiasi persona di buon senso, il gioco d'azzardo è anche una questione di libero arbitrio: chi vuole gioca, chi non vuole non gioca. Il gioco d'azzardo può essere paragonato alla prostituzione, alla rapina, all'omicidio; per quanto ci riguarda è l'esercizio di una facoltà che spetta a chi vuole esercitarla e non c'è carabiniere o altra Istituzione che possa proibire il gioco d'azzardo in un paese in cui a schiacciante maggioranza si approva l'ergastolo e l'aborto, problemi che pongono ben altre questioni di natura morale. È un'opinione personale, ognuno evidentemente è libero di pensare come vuole: chi ritiene che il gioco di azzardo sia immorale non giochi ma non imponga la propria opinione agli altri.

Da questa piccola premessa discende che per quanto riguarda la Regione, il gioco di Saint-Vincent è un'entrata paga fiscale e come tale questa entrata deve essere regolata con la massima chiarezza, sulla base di percentuali certe e sicure. Esistono una, due o più società concessionarie, esiste il diritto della Regione a prelevare sui giochi una percentuale che è un'imposta, un'entrata paga fiscale. Contrariamente a quanto è stato affermato - lo ripeto adesso e lo ripeterò anche in futuro, ed è un'opinione personale che ho già esposto in Consiglio quando ero all'opposizione - è assolutamente necessario che il Consiglio regionale stia lontanissimo dalle mance, perché queste sono un fatto che riguarda cliente, impiegati tecnici e S.I.T.A.V.. Se dovesse esserci un intervento regionale, ci dovrebbe essere un controllo per ogni giocata e mancia, moltiplicandosi all'italiana il controllore del controllato del controllore ecc., dopo di che alla fine sparirebbe tutto e si inciterebbe chi gioca a dare la mancia sottobanco, perché in questi casi nessuno vuole che le cose cambino. Un Casinò non è un convento di Clarisse, ma resta una Casa da gioco e deve essere trattato come tale. Pertanto deve essere un'offerta turistica perché oggi i tempi sono cambiati rispetto a 34 anni fa, e la Regione deve attirare più larghe fasce possibili di giocatori. Quindi non ci si deve fermare ai giochi di oggi, cosiddetti francesi come lo "chemin de fer", dove la Regione è spettatrice e dove come tutti sapete, circolano voci incontrollate e incontrollabili - perché obiettivamente lo "chemin de fer" è l'unico caso in cui non esiste un obiettivo interesse comune fra impiegati tecnici e Regione - o come "il trente e quarante" e la "roulette", tutti giochi residuati del 1800, destinati solo a gente che può perdere soldi e tempo ed in sostanza giochi onesti, nel senso che il rapporto fra puntata e vincita è conosciuto e matematico. I gusti cambiano coi tempi e nascono giochi che somigliano sempre più alla lotteria dove le probabilità di vincita sono molto inferiori, ma nella quale ognuno spera di essere quell'unico fortunato vincitore. Ho saputo che il Casinò di Monaco non fa la propaganda a questi giochi per la Francia, ma solo per l'Italia, in quanto sembra che gli italiani si divertano moltissimo ed in particolare i matematici - chiedo scusa al Consigliere Mafrica, non so se anche lui subisca questo fascino ...

Il problema grave che si pone qui evidentemente non è neanche il problema delle percentuali quanto un problema di rapporti fra questi giochi e quanto si è svolto fino ad oggi. Da diversi anni sentiamo lamentele giustificate sul sovraffollamento della Casa da gioco, sul fatto che non si potessero sfruttare bene quelle installazioni che già esistevano perché vi era troppa gente. Sulla base di questi dati procederemo ad un ampliamento del Casinò, il quale non dovrà offrire esattamente gli stessi giochi di prima, e pur non essendo un giocatore sono certo che i giochi americani non porteranno perdita e neanche una diminuzione delle mance, ma serviranno a selezionare la clientela. E quante volte abbiamo sentito che ci voleva un privée per lo "chemin de fer" dove la Regione non è interessata di parte propria, ma dal quale preleva semplicemente una tassa su quello che è il banco e dove evidentemente è interesse comune - degli impiegati tecnici, della società concessionaria e della Regione - che si giochi ad altissimo livello. Ma questo non lo si può fare se almeno 500 persone stanno addosso al giocatore per vedere cosa fa. Quindi la separazione, la distribuzione di percorsi, la possibilità di offrire giochi diversi, possono rendere un servizio non solo alla Regione ma anche a tutte le strutture ed ai lavoratori di quella zona.

Comunque contro quella che era la proposta iniziale, la Giunta regionale ha voluto porre una cautela dovuta al fatto che nessuno di noi è profeta e può dire quello che avverrà. Ha ragione il Consigliere Viberti che le cose provvisorie sono sovente più durature di quelle che si dicono eterne; vedasi per esempio il Terzo Reich, che doveva durare millenni, e dopo pochi anni è andato a finir male. Qui il provvisorio non è nel fatto che ci sia la possibilità di fare altri giochi ma nel senso che vogliamo controllare quali sono gli effetti di questo tipo di iniziativa nei nuovi locali. Non pensiamo che sia la soluzione migliore quella di tenere le cose sempre come sono, siamo convinti che gli unici discorsi seri da fare sono di due tipi: o chiudiamo il Casinò, oppure se il Casinò deve continuare ad esistere ed a rappresentare una delle attrattive turistiche del terziario della Valle d'Aosta, dev'essere messo in grado di affrontare la concorrenza di altri Casinò d'Italia nelle migliori condizioni possibili. Di conseguenza è nostro dovere prepararci a condizioni di concorrenza più severe che ci permetteranno di avere sempre un Casinò di alto valore in quanto rappresenta economicamente un notevolissimo indotto, di cui una parte è rappresentata anche da quei cordoni poco sanitari.

Chiedo ancora una volta che mi si riferiscano solo le questioni certe, dopo di che, come ho già fatto in altre occasioni, interverrò; ma fino a quando mi arrivano solo voci il massimo che posso fare è quello di prenderne atto.

Queste sono le ragioni per le quali noi abbiamo presentato al Consiglio questo contratto che - come tutti i contratti - è stipulato da due parti e di conseguenza è un tiro alla fune fra due opposti interessi. Noi avremmo raggiunto l'equilibrio sui punti che vi sottomettiamo con la garanzia che il Consiglio regionale sarà chiamato ad una verifica seria di quanto sarà stato fatto e perciò pensiamo possa essere votato serenamente da questo Consiglio.

Presidente - Prima di aprire le dichiarazioni di voto devo dire che abbiamo due tipi di votazioni con dichiarazione di voto per ciascuna: la prima riguarda i punti 1° e 2° per i quali - se nessuno mi chiede la votazione separata - ci sarà una sola votazione e la seconda, il deliberato con la parte relativa ai 16 punti della convenzione- È stato presentato un emendamento che riguarda il punto 10 sul quale il Consiglio sarà chiamato a pronunciarsi.

L'Assessore Borbey chiede di parlare, ne ha facoltà.

Borbey - La mozione d'ordine consiste nel chiedere una sospensione di 5-10 minuti per una riunione della maggioranza; la propongo non a titolo personale ma quale Consigliere regionale della D.C. il quale non ritiene logico che a livello di un Gruppo politico quale quello dei democratici popolari, ci sia una spaccatura all'inizio - a livello di richiesta di rinvio di questo dibattito - e alla fine della votazione della richiesta di rinvio un emendamento che non mi sembra una soluzione a quella richiesta. Il Consigliere Pedrini giustamente ha detto di fare parte della maggioranza, ma in pre-consiliare non c'è mai e quindi mi permetto di dirgli che in pre-consiliare ci siamo trovati la D.C., i democratici popolari, l'Union Valdôtaine e i repubblicani. E dato che oggi ci troviamo con la richiesta di rinvio da parte del Gruppo dell'Union Progressiste, a titolo personale chiedo una sospensione di dieci minuti per avere un chiarimento a livello politico di questa che è una questione politica e spero che il Presidente del Consiglio e tutti voi colleghi sarete così gentili nel concedermela. A titolo personale ho bisogno di alcuni chiarimenti dal Presidente della Giunta, dagli Assessori Pollicini e Ramera, che hanno trattato questo problema. Visto che il Presidente è così competente e ritiene che la Valle d'Aosta ha avuto ragione di chiedere per sé il Casinò, altrimenti non potevamo neanche pagare la pubblica istruzione - infatti abbiamo tutti professori meridionali - si vede che lo Stato ha pagato le regioni meridionali per far i professori, ritengo sia logico che la maggioranza si riunisca ed arrivi in Consiglio unita per votare nel suo complesso la legge com'è stata presentata, altrimenti la rinviamo.

Presidente - Faccio presente che la proposta di rinvio è stata respinta dal Consiglio, il quale è chiamato alle due votazioni a cui ho accennato prima, dell'emendamento e dell'oggetto n. 16. Pertanto ritengo che, poiché non è mai stata respinta una proposta di richiesta di sospensione, anche in questo caso il Consiglio sia d'accordo nel sospendere la seduta per una decina di minuti.

La seduta è sospesa.

La seduta riprende.

Presidente - Il Consiglio riprende i suoi lavori. Ricordo ai Sigg. Consiglieri che prima di sospendere i lavori, il Consiglio era chiamato ad approvare l'emendamento presentato in sede di discussione generale e l'oggetto n. 16 nel suo complesso. Pertanto apro le dichiarazioni di voto sull'emendamento presentato dai Consiglieri Maquignaz, Martin e Lanivi che viene messo in discussione.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

Mafrica - Siamo favorevoli all'emendamento, perché precisa almeno il numero di addetti entro il primo anno in questo tipo di attività, quindi toglie un po' della vaghezza che abbiamo invece riscontrato negli altri punti della convenzione.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Viberti, ne ha facoltà.

Viberti - Dichiaro che mi asterrò dalla votazione di questo emendamento, al contrario di quanto farò in seguito quando voterò contro, perché, tutto sommato, non posso non riconoscere le intenzioni di chi propone l'emendamento che tentano di migliorare questa convenzione.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo, ne ha facoltà.

Minuzzo - Mi asterrò su questo emendamento perché non mi sembra corretto così com'è stato formulato. Si parla di vincolare, almeno per quanto ci è stato riferito nella riunione delle commissioni congiunte a 1° e 3°, la società all'assunzione di non meno di 30 unità lavorative, quando sappiamo che ci sono programmi già prestabiliti. Sarei d'accordo per lasciare l'80% e poiché non sono d'accordo sul fatto che sia specificatamente detto non meno di 30 unità, mi asterrò dalla votazione dell'emendamento.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Voyat, ne ha facoltà.

Voyat - Siamo favorevolil e ci raccomandiamo anche al Presidente della Giunta che si avvalga, com'è sempre stato fatto, del diritto di veto sulle assunzioni del Casinò. Pertanto questo emendamento per noi è quasi superfluo.

Presidente - Se non c'è nessun altro per dichiarazione di voto, passiamo alla votazione.

Metto in approvazione l'emendamento all'art. 10 della bozza di convenzione.

Esito della votazione:

Presenti: 30

Votanti: 28

Astenuti: 2 (Minuzzo, Viberti)

Favorevoli: 28

Il Consiglio approva.

Presidente - Si passa ora alla votazione del deliberato, facendo presente che per correzione d'ufficio nella prima pagina della relazione, la parola "Roma" viene sostituita con la parola "Aosta" come richiesto dall'Assessore al Turismo. La votazione unica riguarda il deliberato ai punti 1 e 2 del testo integrato con l'emendamento testè approvato dal Consiglio.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica per dichiarazione di voto sull'oggetto n. 16, ne ha facoltà.

Mafrica - Noi abbiamo aderito prima alla richiesta di sospensione da parte dell'Assessore Borbey, però dobbiamo rilevare al fine di snellire i lavori del Consiglio, che sarebbe opportuno, se la maggioranza ha dei problemi da chiarire, non aspettasse di arrivare in Consiglio al termine di una discussione.

Per esprimere la nostra posizione, abbiamo rilevato in questa convenzione, molti aspetti su cui diamo giudizio sfavorevole e solo alcuni che approviamo. Ne risulta che complessivamente la nostra posizione è di astensione: più precisamente, tenendo conto degli aspetti positivi di cui dirò, ne è risultato il seguente giudizio. Fra gli elementi negativi che abbiamo denunciato innanzitutto rileviamo come questa convenzione sia stata di per sé da noi considerata come il segnale di una certa crisi della gestione delle attività da gioco della nostra Regione. Abbiamo criticato in passato quando la SITAV si intrometteva nell'ambito dell'attività politica e pubblica, dicendo che toccava a lei gestire bene le attività relative al gioco e nient'altro. Ma se oggi ci possiamo rallegrare di una minore interferenza della SITAV nella vita politica della nostra Regione, dobbiamo però lamentarci di una sua non efficiente gestione manageriale che è suo compito precipuo.

Ne sono sintomi rivelatori da una parte la vicenda della chiusura di quei locali in cui erano state trasferite le sale da gioco, dall'altra l'incapacità di riuscire a trattare col personale, creando disagi nello svolgimento dell'attività della Casa da gioco stessa.

Abbiamo detto che a noi interessa non tanto prendere le parti degli impiegati e dei tecnici, ma evitare che persista una situazione di confusione che poi va a detrimento del Casinò. In secondo luogo, da questa convenzione si ha un'ulteriore prova della diminuita capacità di controllo da parte della Regione su questo tipo di attività e questo si può notare dalle due revisioni - una relativa alle percentuali, l'altra alle opere - che ci sono state rispetto alla convenzione votata nel '77. Innanzitutto abbiamo criticato l'andamento oscillante delle percentuali a vantaggio della SITAV oltre una certa soglia; mentre per le opere abbiamo rilevato come di fronte a rilevanti impegni della Regione risultassero in parte ridotti quelli della S.I.T.A.V.. Oggi la Regione con questa convenzione accetta in sostanza di introitare da queste nove attività di gioco, percentuali inferiori a quelle che potrebbe avere se l'introduzione dei giochi americani fosse gestita - come si poteva pensare fino a qualche tempo fa - direttamente dalla S.I.T.A.V.. A noi sembra come migliore soluzione possibile quella di accettare una diminuzione dal 27% al 30% negli incassi da parte della Regione; ci sembra anzi che si sarebbe dovuto cercare in qualche modo di convincere la SITAV a gestire direttamente la nuova attività. Non possiamo accettare le affermazioni dell'Assessore secondo cui la SITAV non avrebbe avuto interesse a gestire direttamente i giochi americani, in quanto questi non danno origine a mance, perché già oggi ci sono - almeno per quanto ne so io che non sono un frequentatore di questa Casa - delle differenze di mance fra personale di sala ed altro tipo di personale.

Esiste d'altronde il problema del rifiuto da parte della SITAV a gestire un'attività che alla SAISET garantisce almeno un miliardo all'anno di introito. Noi da questo deduciamo che c'è una sempre minore volontà di impegnarsi in modo produttivo nella gestione dei giochi ed una sempre maggiore tendenza a prelevare in modo un po' parassitario delle risorse da un lavoro già costituito in precedenza. In questo senso diamo un giudizio negativo su questi aspetti della convenzione.

C'è poi, sempre irrisolto, il problema delle mance. Non siamo d'accordo col Presidente della Giunta, crediamo che questo sia il problema principe per quanto riguarda la Casa da gioco di Saint-Vincent. L'Assessore Pollicini ha ripetuto più volte che nel '77 il suo partito era favorevole a introdurre nel contratto un principio per il controllo delle mance: lo eravamo anche noi e lo siamo tutt'ora. L'Assessore afferma inoltre che se si doveva rivedere il contratto, si poteva farlo solo allora, e questo non può essere accettato perché da allora il contratto è stato rivisto in maniera determinante per ben due volte rispetto alle percentuali. Quindi, se si vuole, si può rivedere anche questo aspetto e ci sembra che una volta che ci sia la trasparenza delle entrate per ciò che riguarda la Regione e la SITAV, si possano togliere molte occasioni che a volte creano degli intralci rispetto all'attività della Casa da gioco stessa.

Per terminare dirò quali sono invece gli aspetti favorevoli che sono sostanzialmente due: il primo è che comunque riteniamo che l'allargamento dei giochi possa portare - ed è garantito dal contratto - ad una certa maggiore entrata per la Regione; il secondo è che pensiamo sia possibile comunque andare ad un ampliamento dell'occupazione attraverso questo tipo di convenzione. La convenzione ci sembra, al di là dei grossi difetti che abbiamo denunciato e di questi pochi aspetti positivi, molto giustificabile proprio nella sua stesura, e conserva ancora adesso, nonostante l'emendamento presentato, delle frasi oscure che potranno essere variamente interpretate nel futuro dando origine ad equivoci. Quando si dice che la Regione e la SITAV provvederanno a controllare giornalmente nei modi meglio visti, gli introiti dei giochi, non si capisce chi è che deve vedere e non è precisato cosa significhi questo meglio. Là dove si dice che la SITAV provvederà a mettere a disposizione zone e locali idonei, senza nessun altro elemento di descrizione, direi che la convenzione resta abbastanza nel vago. Quando poi dice al punto 16: "Per quanto non previsto, si richiamano, in quanto applicabili e con gli opportuni adattamenti, gli artt. 7-8-9 ecc." con "in quanto applicabili" si fa già una riserva, con "gli opportuni adattamenti" non si precisa quali adattamenti si intendano e in quale senso sono opportuni.

Quindi al di là delle cose che ho detto prima, la convenzione conserva uno stato di incertezza che non ci permette di dare voto favorevole.

Presidente - Ha chiesto di parlare l'Assessore ai Lavori Pubblici, Borbey, ne ha facoltà.

Borbey (DC) - La democrazia cristiana è favorevole a questa convenzione; stranamente vi ha dibattuto a lungo, ha convocato la propria direzione tramite telegramma e si è riunita sabato alle ore 16. Ha convocato il Comitato regionale domenica mattina, perché riteniamo che una convenzione dove si tratta di introiti finanziari per l'Ente pubblico sia di natura politica ed ha avuto dei chiarimenti a livello di segreteria politica oggi, quando è rientrato l'Assessore alle Finanze Ramera - che era assente dalla Valle d'Aosta - il quale nella sua veste politica ha seguito da vicino insieme al Presidente della Giunta ed all'Assessore Pollicini, questo problema. Abbiamo piena fiducia come democratici cristiani nel nostro Assessore competente in materia ed abbiamo fatto alcune valutazioni, dando nel complesso il nostro parere favorevole.

Il sottoscritto, a titolo personale, ha chiesto una sospensione per un chiarimento a livello politico, perché in questo ambito alcuni partiti della minoranza votavano a favore, mentre altri Gruppi - facenti parte della maggioranza - avevano altre posizioni. Abbiamo chiarito che come in politica è così come la DC un po' di tempo fa - vi ricordate - si è trovata in difficoltà a livello del vincolo alberghiero, e gli altri Gruppi di maggioranza non hanno chiesto esattamente la fiducia su questa maggioranza, se la DC aveva cambiato opinione dalla prima votazione alla seconda, e vi ricordate allora che in seconda votazione ci siamo astenuti tutti insieme. Oggi, dopo la mia richiesta di sospensione, chi aveva idee diverse su questa impostazione ha dichiarato di averla a titolo personale senza coinvolgere il movimento ed il partito che rappresenta. Ci sentiamo tranquillizzati poiché per noi è una questione prettamente politica e ci prendiamo le nostre responsabilità di fronte a tutti. Quando il Capogruppo del PCI si diletta qui a dichiarare che l'astensione da parte di un Gruppo di minoranza - qual è il PCI - è tendenzialmente sfavorevole, lo contesto in pieno perché l'astensione di un Gruppo di minoranza vuol dire dare parere favorevole e questo nessuno può contestarmelo, o qui ci prendiamo tutti per fessi. L'astensione da parte di un Gruppo di minoranza vuol dire che questo è tendenzialmente favorevole, non contrario. Mi scusi, Professore, ma la logica in politica è questa, salvo che in Valle d'Aosta si voglia stravolgere tutto. Si dice che in Valle d'Aosta non vogliamo fare la politica all'italiana, ma qui si fa la politica ultra italiana. Quindi, consapevole della sua responsabilità quale partito che può essere attaccato da destra e da sinistra, la DC è favorevole a questa convenzione, sicura di non aver trovato una convenzione ottima, ma convinta che dopo un anno potremo variare - almeno in percentuale - e che gli anni passano velocemente: ricordate che fra un anno e mezzo ci troviamo di nuovo in campagna elettorale, quindi avremo il tempo di rivedere se per caso avremmo fatto degli errori.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Viberti, ne ha facoltà.

Viberti (DPROL) - Dichiarazione di voto direi scontata, anche perché non voglio far passare per fesso nessuno; quindi non mi asterrò ma voterò contro per maggior chiarezza di posizione. Con questo non voglio dire che chi si astiene non ha una posizione chiara, la mia è stata più che motivata e comunque a questo livello ognuno può avere le opinioni che crede, per fortuna.

In questa dichiarazione di voto mi permetto ancora di porre una domanda che è questa: chi sono quelle due società che costituiscono la SAISET, la Adicat che ha il 70% ed è stata costituita in Milano, e la Sisat che ha il 30% ed è sta costituita a Saronno? Di chi sono queste due società che - pare - abbiano lavorato alle Bahamas? Chi è questo Amministratore delegato che da noi forse è fin troppo ben conosciuto, ma fino a che punto? Cosa è andato a fare negli USA? Quali interessi rappresenta? Vorrei saperlo proprio per evitare di fare quel moralismo di cui mi si accusa qui, quando poi di moralismo se ne fa ad ogni piè sospinto, ed è questa la riprova di come le parole cadano a rotoli in questa sala senza venir mai ascoltate.

Il Presidente della Giunta ha riconosciuto una volta tanto con nostro piacere che la nostra posizione non è come invece da altri sostenuto, di poco valore; ma è una delle due possibili soluzioni rispetto al problema Casa da gioco di Saint-Vincent: e qui do atto al Presidente della Giunta di essere una persona che almeno ha una reale visione delle cose e dei fatti. La Casa da gioco c'è; avevamo fatto a suo tempo una proposta per chiuderla ma la maggioranza ha fatto le sue scelte e noi su questo non sindachiamo. Però ho avuto il piacere finalmente di sentire dire che è importante gestirla bene - e su questo sono d'accordo anch'io - perché meglio la gestiamo, meglio è per tutti. Quindi per chi ci accusa di moralismo, di utopismo, di non essere reali, valgano le parole del Presidente della Giunta a smentire. Piuttosto invece non posso concordare con la posizione che il Presidente della Giunta ha preso sulla questione delle mance, anche se debbo riconoscere che è quella che meglio risolve il problema all'interno e all'esterno di questa sala. La sua è una posizione chiara che porterà a lui personalmente degli indubbi vantaggi; non credo che porti altrettanti vantaggi all'Amministrazione regionale. D'altra parte anche questa è un'opinione, il Presidente della Giunta ne ha espressa una diversa dicendo che è proprio mettendo il naso in queste cose che potremo procurare dei danni all'Amministrazione regionale. Le opinioni - si sa - sono molte e possono essere condivise o meno.

Certo è che questa convenzione appare piuttosto oscura e di difficile comprensione; fra un anno ci ritroveremo a doverla riesaminare - sempre che l'esecutivo sia questo e mantenga gli impegni - e dovremo vedere cosa è successo e su questo non ci sono dubbi. Però nel corso dell'anno, quando dovranno essere prelevate le quote parti che spettano alla SITAV ed alla Regione, ho paura che ci saranno dei problemi a causa della facile interpretazione di parte di alcuni degli articoli. Mi stupisco che il Presidente della Giunta, così preciso, lasci passare dei punti in questa convenzione che lasciano immaginare che ci saranno dei problemi. Un punto lo ha già detto il Consigliere Mafrica, là dove si dice "Per quanto non previsto, si richiamano, in quanto applicabili ecc. "per pensare che su una cosa del genere non ci saranno dei problemi, bisogna proprio chiudersi il naso, occhi e bocca e lasciare aperto qualcos'altro.

Ed ancora il Consigliere Mafrica si è già richiamato a quel "nei modi meglio visti", dico che se siamo in quelle condizioni non avremo mica molte cose da dire, se non lamentarci per il dolore.

L'art. 7 dice: "La SAISET si impegna a garantire e garantisce per la propria attività l'introito minimo annuo di un miliardo di lire ecc. ". Non so cosa voglia dire la prima frase, forse che se la SAISET guadagna 100 milioni, metterà lei la differenza? Allora vuol dire che la SAISET è più abile di noi, altrimenti non verrebbe a proporci una cosa del genere e noi l'accettiamo supinamente. Ce ne sono altri - già citati prima - di problemi in questa convenzione che dovrebbero imporci di non votare. Qualcuno ha provato ancora una volta molto timidamente e ingenuamente di modificare all'ultimo momento ed il risultato è che andiamo di nuovo a gestire posti di lavoro senza sapere come verranno spartiti. Mi auguro che la riunione richiesta sia servita anche a questo, in modo che non dovremo poi avere ulteriori discussioni al momento del veto del Presidente della Giunta su questo o quel personaggio. Di conseguenza la nostra valutazione mi pare più che chiara rispetto a questo problema, non voglio annoiare ulteriormente il Consiglio e concludo ribadendo il nostro voto contrario.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Lanivi, ne ha facoltà.

Lanivi (DP) - Stamani il Consigliere Maquignaz aveva richiesto un rinvio perché su questo tema così delicato ci fosse dato il tempo di arrivare ad un migliore approfondimento e poter votare poi con il massimo di possibilità di giudizio e conoscenza del problema stesso. Questo tipo di riflessione non c'è stata data, quindi in coerenza dichiaro che il Consigliere Maquignaz ed io ci asterremo dalla votazione. Questa astensione - come ha premesso il Consigliere Borbey - non ha significato di sfiducia alla Giunta né vuole significare modificazione di rapporti del Movimento dei Democratici Popolari con le altre forze della maggioranza.

Presidente - Metto in votazione l'oggetto n. 16 del deliberato 1 e 2 nella convenzione integrata con l'emendamento approvato dal Consiglio.

Esito della votazione:

Presenti: 30

Votanti: 21

Astenuti: 9 (Gruppo comunista, Maquignaz e Lanivi)

Maggioranza: 16

Favorevoli: 20

Contrari: 1

Il Consiglio approva

Presidente - Colleghi Consiglieri, sono le 19,08; la Presidenza propone - siccome ci dobbiamo rivedere fra pochi giorni - di fare stasera ancora due oggetti: il 17 ed il 19; il 17 per esaurire gli argomenti di cui è relatore il Presidente della Giunta ed il 19 perché trattasi di una votazione segreta che dovrebbe essere fatta. Il Consiglio è d'accordo?

Passiamo alla discussione dell'oggetto n. 17.