Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 337 del 29 giugno 1981 - Resoconto

OGGETTO N. 337/81 - INIZIATIVE PER L'ORGANIZZAZIONE DI UN EFFICACE SERVIZIO DI PROTEZIONE CIVILE. (Interpellanza)

Presidente - Do lettura dell'interpellanza:

INTERPELLANZA

I Consiglieri regionali Piero Minuzzo, Tonino Alder, Ilio Viberti, Franco De Grandis e Giuseppe Nebbia

INTERPELLANO

gli Assessori competenti onde conoscere:

1) lo stato di attuazione delle iniziative già intraprese ;

2) quali dovrebbero essere in sede regionale le strutture della Protezione Civile e quali i collegamenti tra i diversi Enti e Corpi interessati;

3) quali iniziative sono ancora da assumere per creare un efficace servizio di Protezione Civile, e quali tra queste deve ed intende assumere la Giunta regionale.

Presidente - Illustra l'interpellanza il Consigliere Nebbia. Ne ha facoltà.

Nebbia (PSI) - Questa interpellanza è una parte di alcuni avvenimenti, tristi avvenimenti, che sono successi ultimamente, ma si riferisce anche ad altre discussioni, altre interpellanze che sono state svolte in questo Consiglio. Non so se implicitamente, in risposta a questa interpellanza sulla "Gazzetta" di sabato è stata pubblicata un'intervista all'Assessore alla Sanità nella quale veniva illustrato lo stato di attuazione del programma di coordinamento del servizio delle autoambulanze, e la centralizzazione di un servizio di controllo nell'ospedale, come del resto era stato previsto da una legge del Consiglio. Quello che, oltre alle domande che sono elencate nell'interpellanza, mi premeva di sottolineare era invece la necessità di un servizio globale di protezione civile. Rilevo che questo problema è molto sentito anche in campo nazionale, tanto che, nell'attuale Governo, è stato previsto un nuovo Ministero affidato all'Onorevole Zamberletti, con specifica competenza circa la protezione civile. Voglio anche ricordare, ed è a qualcosa di simile che io tenderei e dovrebbe tendere la Regione, che, nella provincia di Torino, - e questa è una notizia pubblicata su "La Stampa" di venerdì 26 giugno, - un piano per la protezione civile è stato realizzato. Ed è un piano di intervento per le pubbliche calamità, che è un vademecum dei Vigili del Fuoco, della Polizia e dei Carabinieri per mettere in moto l'organizzazione della protezione civile. Non è solo un elenco di procedure, di competenze, ma contiene soprattutto indicazioni sul come operare in caso di disastro, con informazioni particolari sulla dislocazione dei mezzi pubblici e privati da utilizzare per il soccorso, ed un elenco delle scuole, dei magazzini viveri e delle aziende specializzate da impiegare in caso di necessità.

Quindi la domanda è questa: che cosa si sta facendo nella nostra Regione, per arrivare ad un piano analogo a quello della provincia di Torino e che sia un piano efficace?

Presidente - Ci sono altri interpellanti che intendono aggiungere qualcosa all'illustrazione sull'oggetto 14?

Risponde l'Assessore alla Sanità ed Assistenza sociale, Rollandin, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - Già in una precedente occasione avevo avuto modo di illustrare che cosa era stato disposto per quanto riguarda la protezione civile e l'integrazione dei servizi già esistenti con quelli da istituire. Nebbia ha citato, in particolare, una legge regionale riguardante il pronto soccorso sanitario che tiene conto delle esigenze di intervento in un determinato campo, e dell'esigenza di prevedere un coordinamento tra le strutture esistenti in quel caso. Non sto a ripetere qual è il punto guida di quella legge, vale a dire la possibilità di utilizzo dei mezzi già esistenti per coprire l'esigenza delle singole vallate, con un coordinamento a livello centrale situato all'interno dell'ospedale. Ma il progetto che riguarda la protezione civile e che tiene conto dell'integrazione di tutti i sistemi, è stato già predisposto ed approvato, ed in particolare nel progetto si parla espressamente di un elenco generale dei radiocollegamenti richiesti per avere un utilizzo ottimale delle strutture.

Si parla quindi della rete di protezione civile in condominio con il servizio forestale, vigili del fuoco, ambito protezione civile in senso stretto, rete di pronto soccorso sanitario, rete per il soccorso alpino, collegamento con gli elicotteri della scuola militare alpina, collegamento della stazione di Aosta dei Vigili del Fuoco con le altre stazioni del Piemonte, collegamento dei ripetitori per il soccorso aereo e con l'aeroporto di Aosta. Teniamo conto che in questo piano si vuole utilizzare e sfruttare tutti i mezzi esistenti collegandoli in modo, come dicevo, ottimale. Il passo successivo all'approvazione di questo piano, che è dettagliato e tiene conto in modo particolare delle difficoltà di collegamento della nostra Regione, cui avevo già accennato altre volte, è quello di avere la possibilità di utilizzo di bande riservate per questi tipi di collegamento. È già stata inoltrata la richiesta, sono già state interpellate delle ditte che forniscano materiali per provvedere a questi collegamenti, e quindi si stanno attuando, via via, le fasi che questo programma prevede. L'utilizzo e la realizzazione di questo piano all'origine era valutata sul miliardo di lire. Penso che questo, naturalmente, avrà la tendenza a crescere in questi ultimi tempi. L'accenno che si fa al servizio di protezione civile che è stato istituito nelle Regioni limitrofe, ricalca questo schema e tiene conto della realtà locale. Attualmente, e soprattutto in questi ultimi tempi, si è visto ancora una volta quanto, già solo per i soccorsi limitati, ci siano delle carenze gravi. Teniamo conto che in questo discorso debbono partecipare anche quegli Enti che sono ritenuti validi ed efficienti proprio per questi soccorsi di emergenza. E mi riferisco in modo particolare a quello che è il problema della Croce Rossa. Con il decreto che prevede, in attuazione dell'art. 70 della deliberazione 833, lo scorporo della Croce Rossa che dovrebbe essere utilizzata unicamente per gli interventi di emergenza, quindi per quanto riguarda la protezione civile, dice che deve essere ristrutturata, che quei servizi di soccorso resi attualmente dovrebbero passare alle Regioni, cosa che ancora non è stata fatta da nessuna parte, perché continua, anno dopo anno, con gestioni stralcio; vengono fuori dei miliardi a fondo sanitario per darlo a questi enti e quindi manca il collegamento che è ritenuto indispensabile per un buon funzionamento. Uno dei motivi di carenze, a livello locale, è proprio dovuto all'impossibilità di utilizzare i mezzi che la legge assegnerebbe alle Regioni e che invece continuano ad essere autonomi. Adesso varie Regioni propongono dei collegamenti a base di convenzioni, in modo da poter rendere sufficienti questi servizi. Quindi, per quanto riguarda le iniziative che sono ancora da assumere per creare un efficace servizio di protezione civile, ritengo che il proseguire sulla legalizzazione di questo piano generale, che vede già impegnate tutte le varie strutture regionali, sia quanto si può fare, e ci auguriamo che questa autorizzazione già richiesta da più mesi, venga al più presto in modo da poterlo attuare completamente.

Presidente - Risponde il Consigliere Nebbia. Ne ha facoltà.

Nebbia (PSI) - Ho apprezzato quello che ha detto l'Assessore circa lo stato di attuazione della legge regionale per un coordinamento dei servizi di pronto soccorso. Però mi pare che questa legge regionale, che ha una notevole funzione per prevedere e potenziare i collegamenti radio e i collegamenti tra i diversi enti, non sia sufficiente per un efficace servizio di protezione civile. E mi spiego meglio. Nel caso di alluvioni, di smottamenti, di frane o di valanghe è sempre necessaria l'opera di mezzi meccanici, di ditte specializzate, che si trovano sul posto certamente più facilmente di quanto potrebbero fare, in molti casi, i Vigili del Fuoco della Valle, che sono certamente l'unico ente dotato di mezzi meccanici adeguati. Quindi è necessario anche un coordinamento, non solo di enti pubblici preposti, ma anche di quelle imprese private, di quelle ditte ed anche di quelle amministrazioni comunali dotate di mezzi, per essere più facilmente sul posto, più rapidamente mobilitabili, ed anche queste devono essere coordinate da questo centro comune.

Quindi quello che ritengo si debba fare per il futuro è la assunzione di iniziative di tipo diverso anche rispetto a quelle che sono finora state assunte e che sono valide, ripeto, ma che dovrebbero essere perfezionate e migliorate.

Spero che tutto questo venga attuato al più presto, che si risolva il problema delle bande riservate, e che vengano finalmente assunte iniziative in altri settori che riguardano forse più la Presidenza della Giunta, in quanto Prefettura, che non il puro e semplice servizio sanitario. Cioè il coordinamento di tutte le forze, di tutti i mezzi che sono disponibili in Valle e quindi in questo senso ritengo di sollecitare la Giunta affinché possa operare.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino. Ne ha facoltà.

Tonino (PCI) - Sempre sull'oggetto n. 14. Noi siamo insoddisfatti soprattutto perché i ritardi che sta accumulando la Giunta su questo problema sono ritardi notevoli. Questo piano per la protezione civile, che l'Assessorato alla Sanità sta predisponendo, da quello che riusciamo a capire dalle parole dell'Assessore, è sicuramente un piano limitato. Noi non lo conosciamo, vorrei poterlo leggere, vorrei poterlo conoscere. È un piano che arriva dopo una legge nazionale che è tra l'altro, in molte sue parti, ancora disattesa. Secondo noi è grave che una Regione autonoma come la nostra pensi a questi problemi solo dopo la legge quadro nazionale, e soprattutto perché viviamo in una Regione che è soggetta - come sappiamo - a calamità naturali ed è una Regione in cui, con più frequenza che in altre, possono accadere incidenti di una certa gravità. Noi crediamo che sia indispensabile fare in modo che il piano coinvolga, effettivamente, organismi e mezzi, così come - lo ha ricordato prima il collega Nebbia - ha fatto la provincia di Torino ed è un'esperienza notevole. Ma soprattutto, - lo vogliamo sottolineare in questa replica - ci deve essere un momento di coordinamento creato dalla Regione: la funzione di indirizzo, che oggi malamente viene assolta da questa Giunta regionale, spetta alla Regione come il coordinamento di tutti gli enti che qui operano.

La necessità perciò di un centro qualificato di coordinamento è una necessità impellente, deve essere istituita. L'Assessore alla Sanità potrebbe forse svolgere questo compito anche di Assessore alla Protezione Civile in analogia con il Ministero appena creato. Sta di fatto che se non abbiamo questo centro di coordinamento, ancora una volta, nel momento di calamità naturali, inevitabilmente non riusciremo a coordinare i vari enti.

Questa è l'indicazione che secondo noi deve essere data.

Presidente - L'Assessore Ramera è rientrato.

A nome di tutto il Consiglio porgo all'Assessore auguri e felicitazioni per lo scampato pericolo nell'incidente automobilistico del quale è stato vittima.

La Presidenza propone che, anche per lasciargli riprendere fiato, le tre interpellanze a cui deve rispondere l'Assessore alle Finanze, siano, come già deciso precedentemente dal Consiglio, discusse oggi nel pomeriggio.

Il Consiglio non ha obiezioni.

Pertanto si passa alla trattazione dell'oggetto n. 15.