Oggetto del Consiglio n. 296 del 29 maggio 1981 - Resoconto
OGGETTO N. 296/81 - REVISIONE DELLA LEGISLAZIONE REGIONALE PER LA RIQUALIFICAZIONE DELLA SPESA. (Approvazione di mozione)
Presidente - Do lettura della mozione presentata dal Consigliere De Grandis:
MOZIONE
VISTA la scarsità di risorse finanziarie disponibili e la conseguente necessità di procedere con urgenza alla riqualificazione della spesa;
VISTA la legge regionale 15 maggio 1978, n. 12, con la quale la Regione ha assunto la programmazione come metodo di Governo;
VISTO il programma operativo esposto dal Presidente della Giunta all'atto della formazione dell'attuale maggioranza;
VISTO l'elaborato: "Prime indicazioni in merito al piano regionale di sviluppo", discusso dal Consiglio nell'adunanza del 29 gennaio 1980;
il Consiglio regionale
DELIBERA
1) di impegnare la Giunta ad istituire una apposita Commissione tecnica, composta da funzionari appartenenti ai diversi Assessorati, che sulla base dei criteri e metodi di cui agli allegati documenti, che costituiscono parte integrante della presente mozione, predisponga una serie di relazioni tecniche articolate per materia;
2) che le relazioni tecniche, contenenti anche proposte di revisione delle leggi suffragate da opportuni riferimenti circa il grado di funzionamento delle stesse, vengano discusse dalle Commissioni consiliari competenti;
3) che la Commissione I, integrata dai Presidenti delle altre Commissioni consiliari, esamini le conclusioni e le proposte di ciascuna Commissione e, fatte le valutazioni che le competono sulla base delle sue attribuzioni regolamentari, le trasmetta alla Giunta regionale, al fine di consentire lo svolgimento di un apposito dibattito consigliare;
4) di impegnare la Giunta regionale, durante tutto il periodo previsto per l'attuazione delle analisi proposte, a mettere a disposizione delle Commissioni consiliari, oltre alla Commissione tecnica di cui al punto 1), qualsiasi collaborazione che si rendesse necessaria per l'adempimento dei loro lavori.
Allegato
"Revisione delle leggi regionali di spesa; obiettivi e modalità organizzative per l'attuazione".
PREMESSA
I dati di preconsuntivo relativi alla situazione economica italiana per l'anno 1980, quali divulgati dal Ministro del Tesoro nelle recenti comunicazioni rese alle Commissioni riunite Bilancio e Tesoro del Senato, denotano una situazione negativa e preoccupante: saldo negativo della bilancia dei pagamenti nell'ordine di 10 miliardi di dollari; forte aumento relativo della domanda interna, contrazione delle esportazioni, indebolimento della lira rispetto a tutte le altre monete, marcato differenziale del tasso di inflazione fra il nostro paese e i suoi principali partners commerciali; previsioni di non allineamento del tasso di inflazione per il 1981; flessione della preferenza agli impieghi finanziari della ricchezza delle famiglie, con conseguente tensione circa la possibilità di finanziamento del disavanzo del settore pubblico allargato.
Tale pesante eredità proveniente dal 1980 e le non rosee previsioni aggiornate circa il prossimo futuro dell'economia nazionale giustificano le recenti misure anticongiunturali assunte a livello centrale dal Governo e richiedono a livello locale uno sforzo non solo congiunturale di ripensamento e di riqualifica della politica di bilancio. Tale sforzo deve estrinsecarsi in un'azione globale intesa da una parte ad agire strutturalmente sulle evitabili cause di espansione incontrollata della spesa, soprattutto corrente, e dall'altra incrementare, previa riqualificazione degli interventi, la spesa per investimenti, direttamente influente sulla produttività dei diversi settori economici.
La scarsità delle risorse disponibili a livello nazionale e, per ciò che qui interessa particolarmente, a livello della nostra Regione, richiede che nel processo necessario di riqualificazione sopra descritto vengano recuperati tutti i margini finanziari scarsamente produttivi e inefficienti per una seria e incisiva politica di bilancio, con la riconversione e l'utilizzazione anche di stanziamenti precari da leggi regionali pluriennali insufficientemente efficaci quali strumenti di politica economica.
GLI INTENTI
La relazione di bilancio annuale e pluriennale 1981-1983 ha messo in evidenza alcuni aspetti problematici della situazione finanziaria e programmatica della Regione: sul versante finanziario, la scarsità delle risorse su cui la Regione può contare, almeno in assenza della nuova legge di riparto fiscale che d'altra parte, data l'accennata situazione economica nazionale, non è prevedibile nei tempi brevi; sul versante della programmazione ,l'assenza di un piano regionale di sviluppo e/o di piani programmatici settoriali tali da offrire un quadro chiaro ed ordinato della futura politica di bilancio della regione stessa.
Questa carenza è particolarmente apparsa nel documento poliennale di bilancio ed è d'altronde stata onestamente messa in luce nella relazione esplicativa.
Ciò non esclude che, già a partire dal corrente esercizio finanziario, il Governo regionale possa prefissarsi obiettivi realisticamente perseguibili, indirizzandosi verso una rigorosa gestione delle risorse prevedibili nel periodo di tempo coperto dal bilancio pluriennale.
Operando sulla purtroppo non cospicua parte di risorse libera da impieghi nel medio periodo (si dà atto che parte preponderante viene assorbita da fondi settoriali vincolati o parzialmente vincolati da leggi statali, da spese di funzionamento istituzionale e più limitatamente da annualità derivanti da impegni già assunti) sembra non più procrastinabile una revisione di tutta la legislazione regionale di spesa.
Gli scopi di tale revisione legislativa possono essere così puntualmente e sinteticamente individuati:
1) recupero ed utilizzo di somme autorizzate e finora non utilizzate, o solo parzialmente utilizzate, in quanto destinate ad interventi non prioritari, o in quanto recanti stanziamenti sovrastimati rispetto alle effettive capacità di spesa dell'Amministrazione o alle necessità finanziarie del settore;
2) riqualificazione della spesa orientata verso settori non più prioritari per effetto del mutamento di esigenze di allocazione delle risorse regionali rispetto alla situazione esistente al tempo in cui le leggi autorizzative furono varate;
3) revisione generale delle procedure di spesa per quelle leggi il cui funzionamento dovesse risultare inceppato o rallentato proprio a causa di procedure troppo macchinose o inadeguate;
4) determinazione delle procedure per quelle leggi che non prevedendone alcuna, lasciano eccessivi margini di discrezionalità all'Amministrazione, a detrimento sia dell'obiettività che dovrebbe stare a fondamento delle erogazioni, sia delle possibilità di controllo democratico della gestione delle risorse;
5) razionalizzazione delle procedure intesa a determinare metodi generali di riferimento per ciascun settore d'intervento, semplificando sia la gestione della spesa per l'operatore amministrativo, sia la utilizzazione per i soggetti beneficiari;
6) instaurazione di un metodo collegiale della spesa tale da poter eliminare la dicotomia esistente tra gestione "finanziaria" e gestione "amministrativa" del bilancio, l'una imperniata su una visione unitaria della finanza regionale, l'altra incentrata unicamente su un'ottica parziale;
7) eliminazione di interventi duplicativi e non coordinati (a volte gestiti da centri di spesa differenti) ed eventuale razionalizzazione attraverso un unico provvedimento legislativo che indichi chiaramente obiettivi, strumenti e procedure;
8) coordinamento degli interventi regionali con analoghi interventi statali e comunitari, al fine soprattutto di una efficace gestione delle assegnazioni statali, per le quali la Regione dimostra una ridottissima capacità di spesa;
9) proposte per la predisposizione di organici schemi normativi generali che costituiscono un supporto programmatico adottabile alle mutabili condizioni finanziarie della Regione;
10) riformulazione di parte delle leggi regionali di spesa nell'ottica di un maggiore decentramento agli enti locali (Comuni e Comunità Montane) tenendo conto anche delle risorse aggiuntive messe a disposizione da altri centri di spesa (Assegnazioni statali dirette, mutui con ammortamenti a carico dello Stato, interventi della cassa depositi e prestiti).
Tale operazione di razionalizzazione della spesa risulterebbe senza dubbio facilitato dall'esistenza di un piano regionale di sviluppo; tuttavia la mancanza di quest'ultimo non può essere addotta quale scusante per un giudizio di non fattibilità dell'operazione proposta.
La Regione, infatti, con legge 15 maggio 1978, n. 12, ha assunto la programmazione come metodo di governo e ha individuato gli strumenti attraverso i quali tale metodo dovrebbe sostanziarsi. L'Ufficio studi e programmazione economica ha infine predisposto nel 1979 un documento: "Prime indicazioni in merito al piano regionale di sviluppo" che può costituire un'utile guida all'operazione indicata.
ORGANIZZAZIONE E PROCEDURE DI ATTUAZIONE DELLE ANALISI PROPOSTE
Per l'attuazione delle analisi necessarie alla revisione delle leggi regionali secondo le indicazioni suggerite nell'allegato documento "Metodologie di analisi", si propongono le seguenti procedure:
1) istituzione di apposita commissione tecnica interassessorile che, sulla base delle indicazioni di cui all'allegata nota metodologica e in collegamento con le commissioni consiliari, predisponga una serie di relazioni per materia o corrispondenti alle competenze delle commissioni consiliari stesse. Le relazioni dovranno essere presentate entro tre mesi.
2) la Commissione tecnica predispone proposte per la revisione delle leggi: tali elaborati vengono presentati entro due mesi a ciascuna Commissione consiliare, quale supporto tecnico per il successivo processo decisionale che istituzionalmente spetta al Consiglio.
3) la Giunta, durante tutto il periodo previsto per i lavori sopraindicati, dovrà mettere a disposizione delle Commissioni consiliari qualsiasi altra struttura tecnica si renda necessaria, oltre alla Commissione tecnica prevista al punto 1).
Nota metodologica per la revisione delle leggi regionali di spesa.
I documenti di base su cui elaborare le analisi proposte sono:
a) i conti consuntivi (la data di partenza dell'indagine sarà fissata dalla Commissione tecnica; orientativamente può essere preso come anno di partenza il 1975);
b) la raccolta sistematica delle leggi di spesa raggruppate per settori organici di intervento.
Le analisi dovrebbero articolarsi su due livelli, uno finanziario, l'altro reale.
L'analisi finanziaria metterà in luce lo stato di attuazione "contabile" di ciascuna legge, elaborando indici significativi dello stato di attuazione delle leggi: stanziamenti, impegni, pagamenti, economie, residui.
L'analisi reale metterà in luce lo stato di attuazione fisica delle leggi, descrivendo per ciascuna di esse gli obiettivi, gli strumenti, le procedure.
Per stato di attuazione fisica deve altresì intendersi la descrizione degli interventi realmente realizzati; esempio: numero di scuole costruite, numero di contributi erogati, con stime dell'investimento attivato e della sua efficacia (stima dei moltiplicatori) sulla formazione del reddito settoriale.
L'analisi reale dovrà essere completata dalla verifica delle procedure al fine di mettere in evidenza i tempi di erogazione delle somme, l'individuazione degli eventuali tempi morti e suggerire nuove procedure capaci di accelerare il processo di spesa.
Le leggi infine dovrebbero essere ripartite sulla base dei seguenti criteri:
1) se è determinata dalla legge stessa la quota di spesa annua;
2) se è prevista la prima quota di spesa e viene demandata la determinazione della quota di spesa per gli anni successivi ad apposite leggi di rifinanziamento;
3) se si tratta di leggi di spesa annuali che per particolari esigenze sono state ripetute per più anni;
4) se si tratta di leggi che demandano alle legge di bilancio la loro quantificazione annuale;
5) se si tratta di leggi che demandano alla legge finanziaria la loro quantificazione annuale o pluriennale.
Va comunque sottolineata l'opportunità che le analisi sopra descritte non restino un fatto occasionale e circoscritto a questa particolare ricerca, ma siano seguite costantemente e aggiornate, eventualmente a scadenze fisse.
A tal fine sarebbe utile che il personale impegnato in queste analisi formasse un gruppo di lavoro stabile, con il compito di effettuare un controllo non solo finanziario, ma anche economico della spesa regionale. Si potrebbe infine valutare la possibilità di stabilire l'obbligo della Giunta di presentare relazioni periodiche contenenti i risultati del gruppo di lavoro sopra ipotizzato.
Presidente - La parola al Consigliere De Grandis per illustrare la mozione.
De Grandis (PRI) - Credo che i miei interventi in questo Consiglio dimostrino che non da oggi i repubblicani attribuiscono al bilancio un profondo significato sia politico che economico, e riaffermano quindi la loro convinzione che la politica di bilancio deve essere una occasione non secondaria di recupero di quella tensione morale che deve accompagnarsi al comportamento del politico. Da ciò discende la volontà, e quindi la capacità, di realizzare una politica agricola, industriale e turistica concreta e non di segno assistenziale.
Nel bilancio del 1981 le risorse sono state distribuite senza un valido criterio e senza attenersi a un principio programmatore; le somme sono piovute attraverso aggregazioni di cifre che tentano di far fronte a tutte le esigenze, tant'è vero che si è preferito otturare le falle ricorrendo a un indebitamento di 34 miliardi: indebitamento sulla carta, ed è infatti questo che nessuno intende contrarre. Ma il bilancio del 1981 sconta, a mio avviso, anche una certa politica della spesa fatta negli anni passati. La Regione, al di là di quei vincoli che derivano dalle assegnazioni dei proventi dello Stato, si è creata vincoli anche nelle assegnazioni libere da destinazione, vincoli che oggi rendono difficile la lettura del bilancio in modo corretto; perciò, dichiarare ora la nostra povertà evidenziando le nostre poche risorse finanziarie, non serve, a mio avviso; occorreva, invece, che negli anni passati fosse perseguita una politica diversa da parte di coloro che si preoccupavano di chiedere interventi in questo o in quel settore che non fossero disgiunti da un disegno complessivo di obbiettivi e di priorità. Era necessario capire già allora che questi vincoli ci avrebbero legato le mani nel futuro, rendendoci impossibilitati ad agire se non mobilitando oggi ragione, revisione e rigore.
Sulla programmazione si sono scritti e detti fiumi di parole; le cause della sua inattuazione sono state attribuite alle ragioni più diverse, ma io credo che il vero motivo della sconfitta del sistema di programmazione sia squisitamente politico; e cioè il frutto anche della preoccupazione di soddisfare esigenze di carattere clientelare e corporativo, soprattutto nei periodi elettorali, badando non sufficientemente o non badando per nulla, agli interessi veri e reali della nostra comunità, interessi che talvolta, specie in momenti come questo, comportano scelte impopolari. Questo appunto non è diretto all'attuale Giunta, ma a tutte le forze politiche, presenti in questo Consiglio, che si sono alternate al governo della Regione. Bene, io credo che questa situazione obbliga tutte le forze politiche, grandi o piccole che esse siano, ad un impegno più qualificato in questo Consiglio. Esse debbono, a mio avviso, improntare costantemente la loro azione politica non sulla base dei suoi probabili effetti o riflessi propagandistici sulla opinione pubblica, ma allo scopo di fornire un contributo reale alla individuazione, allo studio e alla soluzione dei problemi che travagliano la nostra Regione. E poiché la situazione economica attuale è senz'altro grave, s'impongono al Consiglio scelte coraggiose: scelte coraggiose che il Partito Repubblicano ha voluto indicare alla Giunta e al Consiglio attraverso la presentazione di questa mozione.
Dalla data di presentazione di questa mozione, in campo nazionale si sono verificati avvenimenti politici rilevanti, ma di segno negativo, che tuttavia non solo mantengono l'attualità a questa mozione, ma addirittura la rendono ancora più valida e necessaria che non quando è stata presentata.
La proposta, infatti, vuole affrontare in termini politici ed economici seri e rigorosi sia la situazione attuale di insufficiente disponibilità finanziaria, sia la situazione finanziaria più favorevole che si verificherà quando il Parlamento avrà approvato il nuovo ordinamento finanziario. E questa mi sembra che sia una preoccupazione anche dell'Assessore alle Finanze, avendo egli affermato, sia al Convegno dei Sindaci a Saint-Vincent, sia in quest'Aula nella scorsa seduta del Consiglio, la sua speranza che le assegnazioni finanziarie che ci sarebbero venute dal reparto fiscale, non venissero disperse in mille rivoli, ma fossero impiegate correttamente in modo da lasciare un segno reale ed efficace nel contesto economico e sociale della nostra Regione.
Fatte queste considerazioni di carattere generale, non credo sia necessario illustrare i risvolti operativi e tecnici di questa mozione, in quanto ritengo che siano stati sufficientemente chiariti nei due documenti allegati alla mozione stessa. È ovvio che io sono a disposizione dei colleghi che vorranno indirizzarmi le loro critiche, le loro osservazioni e le loro domande su questo tipo di proposta.
Presidente - È aperta la discussione generale. Nessuno chiede la parola? Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino. Ne ha facoltà.
Tonino (PCI) - La mozione che ha presentato il Consigliere De Grandis ha, secondo noi, dei contenuti di grossa rilevanza e che, usando una parola forse abusata, sono indicazioni anche di un diverso e nuovo modo di governare. Di qui la importanza che noi diamo al contenuto della mozione e anche al documento che è allegato alla mozione stessa.
La approvazione di questa mozione credo sia un effetto importante, perché a nostro avviso, è chiaro come fino ad oggi questa Giunta regionale, e probabilmente anche altre in precedenza, si siano comportate e abbiano operato in modo esattamente opposto a quello che è indicato nel documento che ho appena citato. Elementi qualificanti, secondo noi, di un diverso modo di governare sono - e lo abbiamo detto parecchie volte - innanzi tutto la programmazione; in secondo luogo, una politica di spesa fondata sull'efficienza, che combatta qualsiasi forma di spreco; in terzo luogo, una politica di decentramento che esalti la funzione dei Comuni e delle Comunità Montane e nello stesso tempo rafforzi la funzione di indirizzo, soprattutto in campo economico, che spetta alla Regione. Io credo si possa dire che non uno di questi elementi fa parte oggi del modo di governare della Giunta e credo di non poter essere smentito su questa semplice constatazione; c'è perciò la necessità di un cambiamento di metodo. La proposta che è contenuta nella mozione si ferma, possiamo dire, alla prima esigenza, e cioè quella di conoscere in modo puntuale come spende e, di conseguenza, come lavora la Regione e di conoscere l'efficacia, l'efficienza della spesa regionale. Una relazione di questa natura, da discutere nelle Commissioni e da discutere anche con proposte operative nella Commissione Affari Generali in conclusione, credo sia il primo passo veramente necessario per dare inizio effettivamente a un diverso modo di gestire il bilancio da parte della Regione. Come abbiamo detto in sede di discussione del Bilancio regionale, non è tanto un problema di risorse che in periodi di difficoltà, è urgente e indispensabile far sì che le spese siano finalizzate, che ci sia un collegamento diretto fra spesa e programmi - e perciò programmazione - che si evitino in qualsiasi modo sprechi e ritardi nella spesa pubblica. Noi siamo convinti che, affinchè siano evitati gli sprechi, sia necessario spendere sulla base di indirizzi scelti dal Consiglio regionale e che per evitare ritardi occorre svuotare la Regione di una serie di piccoli compiti amministrativi che possono essere svolti dai Comuni e dalle Comunità Montane.
Ecco, questo è il nostro orientamento, e sulla base di questo giudichiamo estremamente positivo il fatto che si arrivi in tempi brevi, così come è richiesto in questa mozione, ad avere un quadro conoscitivo molto più puntuale e preciso di quello che oggi possiamo avere.
Presidente - È iscritto a parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
Andrione (UV) - Noi siamo favorevoli alla composizione di una Commissione; vorremmo solo fare alcune precisazioni di natura, direi, tecnica.
Un certo numero di dati, forse ancora incompleti, possono già essere desunti semplicemente dall'elaboratore che abbiamo: evidentemente si tratta di porre domande secondo una certa tecnica. Un'altra questione che è grave, è che, a nostro avviso, non si può parlare in maniera concreta; per esempio, in uno dei casi in cui la Amministrazione spende molto male i soldi, è quello delle sostituzioni: un terzo del bilancio della Pubblica Istruzione va per sostituire professori, bidelli e personale di segreteria, assente per motivi di salute più o meno in quella data percentuale; non è una percentuale solo valdostana, altrove è anche leggermente più alta, però esiste in coacervo di leggi nazionali che stabiliscono questi diritti; e dei 46 miliardi per la Pubblica Istruzione credo che 14 siano stati spesi in questo modo. La realtà valdostana è quella che è, non si può delegare ad altri enti la funzione specifica della Regione, che è un ente operativo.
Ma detto tutto questo, ci sembra che una serie di dati tratti da quelle che sono le possibilità attuali della Regione e la loro organizzazione secondo uno schema logico, possa aiutare e permettere al Consiglio regionale di fare una discussione concreta sulle differenti qualità della spesa e su alcuni aspetti che possono essere migliorati. Ecco, io direi di approvare la mozione così com'è, di dare attuazione a questa Commissione e di cominciare a raccogliere materiale magari istituendo anche una Commissione del Consiglio regionale per essere sicuri che si mantengano i contatti e per non lasciare il lavoro nelle mani di una Commissione di soli tecnici; questo possiamo farlo senza bisogno di modificare la mozione. Dopo che il Consiglio regionale avrà discusso di questa mozione, sarà possibile parlare di quanto è detto nell'allegato documento, e cioè del gruppo di lavoro stabile e altre cose di questo genere, che probabilmente richiedono già un passo successivo e un differente assetto anche della spesa e della organizzazione della Regione.
Bisogna tenere presente, infine, un'ultima questione: alla spesa deve essere conservata, comunque, una certa elasticità perché, anche se io capisco le intenzioni di chi vorrebbe che tutto fosse prevedibile e razionalizzato, un'Amministrazione è fatta anche per avere la possibilità di spendere in maniera elastica. E alcune discussioni che si sono avute ultimamente, come pure l'idea di passare dal bilancio di competenza al bilancio di cassa, con delle affermazioni sovente contrarie a quanto è richiesto in questo documento, e cioè chiarezza nella spesa, vengono proprio da questa necessità della immediatezza della risposta dell'Amministrazione ai bisogni posti dalla vita corrente.
Dunque, noi approviamo la mozione; vorrei però pregare il proponente, che deve aver approfondito a parte questi temi, di venirne a parlare con me, per studiare insieme la struttura della Commissione, perché questa nomina credo che sia di competenza del Presidente della Giunta in quanto investe direttamente temi di amministrazione. Il Presidente del Consiglio relazionerà poi al Consiglio su come è stata fatta la nomina, su quali sono stati i compiti affidati immediatamente alla Commissione e su quali saranno poi i futuri sviluppi.
Presidente - Altri intendono prendere la parola? Nessuno chiede la parola prima della chiusura della discussione generale e quindi dell'intervento del Consigliere De Grandis?
A conclusione del dibattito, la parola al Consigliere De Grandis.
De Grandis (PRI) - Sono molto soddisfatto di quanto ha detto il Presidente della Giunta a nome della maggioranza e anche di quanto ha detto il Consigliere Tonino a nome del Partito Comunista. È giusta l'osservazione che questi mi ha fatto sostenendo che si tratta di un primo passo, di una proposta forse monca; d'altra parte non ho voluto di proposito completarla fino in fondo, sia perché sarebbe stato un compito abbastanza difficile da affrontare, sia perché non ho voluto commettere un peccato di presunzione. Mi pare che l'avere la possibilità di conoscere con una certa chiarezza la situazione attuale di tutte le leggi di spesa, possa mettere poi il Consiglio in condizioni di fare le sue valutazioni di carattere politico ed economico, e quindi di assumere tutte quelle decisioni che riterrà opportune per una migliore gestione del bilancio, per un più efficace intervento anche economico nel contesto sociale della nostra comunità. Mi rendo perfettamente conto - e mi pare di averlo scritto anche nel documento che indicava le procedure da seguire - che le attuali disponibilità della Regione sono estremamente scarse, le spese di funzionamento istituzionale siamo ben lontani dal pensare di poterle toccare o di volerle diminuire perché sono fondamentali al buon andamento della Regione; ma proprio perchè siamo in questo momento di particolari ristrettezze, la massima cautela nel cercare di eliminare ogni spreco, piccolo o grande io ritengo sia importante, e il Presidente Andrione come il Consigliere Tonino me ne hanno dato atto. Sono anche d'accordo con il Presidente della Giunta quando dice della necessità di mantenere una certa elasticità di spesa; eh, ci mancherebbe altro che noi dovessimo fare un bilancio così rigido da non poter fare fronte a tutte le necessità che si possono verificare, impreviste o imprevedibili addirittura, perché tutto può avvenire; anche una calamità metterebbe subito in difficoltà la Giunta regionale. Dunque, elasticità di spesa sì, ma vanno individuati tutta una serie di interventi predisposti in modo tale da fornire le risposte che vogliamo effettivamente dare quando impegniamo denaro pubblico in una determinata direzione, in un determinato modo. Sono quindi soddisfatto; mi presenterò senz'altro al Presidente della Giunta per concordare le modalità di costituzione della Commissione, e mi metterò a sua disposizione senza nessun limite, perché credo in questa proposta e farò tutto quello che, per quanto dipende da me, sarò in grado di fare.
Presidente - Metto in approvazione la mozione del Consigliere De Grandis.
Esito della votazione:
Presenti: 25
Votanti: 24
Maggioranza: 13
Astenuti: 1 (Consigliere Tamone)
Favorevoli: 24
Il Consiglio approva.
Presidente - Passiamo all'esame dell'oggetto al punto 25 dell'ordine del giorno.
