Oggetto del Consiglio n. 294 del 29 maggio 1981 - Resoconto
OGGETTO N. 294/81 - ISTITUZIONE DEL SERVIZIO SPECIALE DI NEUROLOGIA E NEUROFISIOPATOLOGIA DELL'OSPEDALE GENERALE DI AOSTA. DISPOSIZIONI PER INTERVENTI NEL SETTORE DELLA NEUROTRAUMATOLOGIA. ABROGAZIONE DELLA DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO REGIONALE N. 612 DEL 19 DICEMBRE 1979. (Trattazione di interpellanze e di proposta)
Presidente - Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Berti:
INTERPELLANZA
Essendo pervenuta una circostanziata segnalazione da parte del Dott. Raoul Orlandoni, Aiuto Divisione neuropsichiatrica dell'Ospedale generale regionale di Aosta che, relativamente al grave disservizio lamentato presso la neurologia, fa presente quanto segue:
"il 1° maggio sono stato chiamato da un medico della Rianimazione, malgrado sia un giorno festivo ed io non fossi di servizio, per poter effettuare un esame speciale (EEG) a due malati in coma, poiché non si trovava la persona che ha la chiave della stanza dove c'è l'apparecchio per tale esame. E poiché i malati non dovrebbero mai scontare sulla propria pelle le insufficienze delle strutture sanitarie e dei responsabili delle stesse, sono andato in Ospedale, rinunciando ad una gita fuori Aosta programmata colla mia famiglia, ed impiegando tre ore, con l'aiuto di una volenterosa infermiera della psichiatria, pure disposta a sacrificare il suo riposo festivo disinteressatamente, per trovare una chiave della stanza dell'EEG ed effettuare gli esami.
In tutto il tempo trascorso in Ospedale non abbiamo avuto il piacere di intravedere neppure fugacemente il prezioso neurologo da lire 235.000 al giorno (più rimborso spese viaggio, vitto e alloggio).
Tale macroscopico disservizio per la neurologia può portare a conseguenze anche gravi, e talora persino irreparabili, per i malati neurologici, soprattutto i traumatizzati cranici..."
INTERPELLA
l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, Dottor Augusto Rollandin per sapere se corrisponde a verità quanto affermato dal Dottor Orlandoni ed in caso affermativo i provvedimenti che intende adottare di conseguenza.
Presidente - Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Viberti e Minuzzo:
INTERPELLANZA
PREOCCUPATI per la polemica svoltasi tra il Dott. Orlandoni (specialista in neuropatologia e psichiatria) e l'Assessore Rollandin sulle pagine dei giornali;
MEMORI di quanto dichiarato in sede di Consiglio dall'Assessore alla Sanità circa la sentenza del T.A.R. (non ci darà nessun problema);
APPRESO che la soluzione adottata, affatto salomonica, è stata quella di annullare la Divisione di Neuropsichiatria;
VENUTI ALTRESÌ A CONOSCENZA del sistema con cui attualmente viene erogata l'assistenza ai malati neurologici e cioè ricorrendo ad assistenti neurochirurgici di Torino, i quali prestano la loro opera per la modesta cifra di L. 235.000 al giorno più il rimborso spese;
INTERPELLANO
l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale per conoscere:
1) se i fatti elencati in premessa rispondono a verità;
2) perché si è giunti a tale situazione;
3) cosa intenda fare per correggere tale stato di cose, sicuramente non sereno e quindi poco idoneo a favorire una assistenza quanto meno dignitosa.
Presidente - Do lettura della proposta in oggetto, di cui è relatore l'Assessore alla Sanità ed Assistenza sociale:
IL CONSIGLIO
- vista la legge regionale 19 febbraio 1975, n. 2 e successive modificazioni ed integrazioni;
- visti la legge 12 febbraio 1968, n. 132 ed il D.P.R. 27 marzo 1969, n. 128;
- richiamata la legge 23 dicembre 1978, n. 833;
- visto il Decreto del Presidente della Giunta n. 200 del 17 marzo 1981;
- ad unanimità di voti favorevoli (presenti e votanti: ventiquattro);
DELIBERA
1) di autorizzare, ai sensi della legge regionale 19 febbraio 1975, n. 2 e successive integrazioni e modificazioni, l'amministrazione dell'Ospedale generale regionale di Aosta ad istituire il servizio speciale di neurologia e neurofisiopatologia. Il servizio è dotato di un numero di posti letto comunque non superiore a 14 unità;
2) di stabilire che nella prospettiva dell'articolazione dell'Ospedale in armonia con i principi di cui all'art. 17 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, nell'ambito dell'organizzazione e funzionamento dei servizi dell'unità sanitaria locale di cui alla legge 22 gennaio 1980, n. 2, il servizio si avvalga del seguente personale:
1 primario (specialista in neurologia)
2 assistenti
1 aiuto
1 capo sala
6 infermieri professionali;
3) di stabilire che il servizio provveda all'assistenza dei pazienti neuropatici degenti, ambulatoriali ed in ambito extra-ospedaliero, nonché collabori alle attività di prevenzione, di recupero e rieducazione funzionale espletate nell'ambito dei servizi della Regione;
4) di stabilire che fino ad apposite disposizioni della Regione in materia di assistenza neurotraumatologica, tale tipo di assistenza sia assicurata dall'amministrazione dell'Ospedale generale regionale mediante forme di consulenza o di collaborazione concordate con centri o di operatori neurotraumatologici o neurochirurgici ubicati in altre Regioni;
5) di stabilire che la deliberazione n. 612, in data 19 dicembre 1979 del Consiglio regionale sia abrogata.
Presidente - Colleghi Consiglieri, dello stesso argomento trattano anche gli oggetti ai punti 10 e 11 dell'ordine del giorno; pertanto la Presidenza propone di discutere abbinando i tre oggetti. Se i Consiglieri Minuzzo e Viberti sono d'accordo, essi hanno la parola, quali interpellanti, prima della relazione dell'Assessore Rollandin. Essendo assente il Consigliere Berti, la Presidenza propone che sia applicato nei suoi confronti quel comma dell'articolo 100 del Regolamento secondo il quale, qualora l'interpellante o gli interpellanti non si trovino presenti in Aula nel momento in cui viene letta la loro interpellanza, questa si considera ritirata. Direi che l'argomento è senz'altro di attualità e pertanto lo stesso Consigliere Berti capirà che non essendo presente oggi e non potendo illustrare la sua interpellanza non poteva pretendere che fosse rinviata alla prossima seduta dato che l'argomento viene discusso ed esaurito in questa adunanza. Il Consiglio ha obiezioni a questo modo di procedere? Allora, l'interpellanza iscritta al punto 10 all'ordine del giorno è ritirata per assenza dell'interpellante.
Il Consigliere Viberti ha facoltà di illustrare l'interpellanza iscritta al n. 11 dell'ordine del giorno.
Viberti (DPROL) - Sarò brevissimo in quanto penso che con la sua relazione l'Assessore vorrà anche rispondere alle questioni che vengono poste attraverso questa interpellanza, oltre naturalmente ad illustrare gli altri provvedimenti che vengono presi con la delibera all'oggetto n. 22. Questa interpellanza ha provocato la comparsa sugli organi di informazione di una serie di articoli dai quali non si riusciva bene a capire che cosa stesse succedendo, e di una lettera aperta che il Dottor Orlandoni, Aiuto Divisione Neuropsichiatrica dell'Ospedale ha inviato, credo, a tutti i Consiglieri regionali e ha pubblicizzato ampiamente anche tramite gli organi di stampa. Noi quindi, non intendiamo illustrare ulteriormente l'interpellanza in quanto ci auguriamo che l'Assessore Rollandin sia in grado di darci una spiegazione precisa e di prospettare delle soluzioni a questo problema che si è venuto a creare anche a seguito di una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale. Non aggiungo altro, se non una piccola nota di colore riguardante le verbalizzazioni: parlerò ancora un pochino affinchè chi deve poi materialmente predisporre le verbalizzazioni abbia spazio sufficiente per poter usare la taglierina; sono venuto a sapere, infatti che interventi troppo brevi provocano difficoltà per la predisposizione della trasmissione dei fogli, quindi vengo incontro a una simpatica dipendente della Presidenza del Consiglio affinchè possa meglio eseguire il lavoro.
Presidente - Colleghi Consiglieri, prima di dare la parola all'Assessore Rollandin, voglio ricordarvi che se ci sono particolari apprezzamenti o giudizi che riguardano persone il Consigliere che intende esprimerli deve preventivamente chiedere la discussione in seduta segreta.
La parola all'Assessore alla Sanità e Assistenza Sociale, Rollandin.
Rollandin (UV) - Cercherò di limitarmi all'elencazione dei fatti, per cercare di rendere comprensibile questa vicenda, e illustrare l'iter seguito per risolvere a livello ospedaliero un problema abbastanza spinoso quale è quello dell'assistenza neurologica. Non mi soffermo adesso - e non ho voluto farlo tramite polemiche sugli organi di stampa - su quanto era contenuto in quel comunicato oggetto del volantinaggio che francamente pensavo fosse abbinato a qualche prodotto pubblicitario, e mi limiterò quindi ai fatti.
In seguito alla sentenza del TAR, avevo precisato i contenuti di questa sentenza, che di fatto teneva conto di una situazione giuridica ancora ingarbugliata per quanto riguardava i rapporti tra la Regione e Ordine Mauriziano per cui non era possibile, a livello di tribunale Amministrativo, risolvere il problema e si demandava il tutto alla soluzione successiva dei rapporti tra le parti e, di fatto, si teneva conto che la sentenza del Consiglio di Stato esisteva e non vi era stata data completa ottemperanza, a giudizio appunto del tribunale Amministrativo, e quindi si riteneva che tutto quanto si era svolto in questi anni veniva a decadere. Qual è stato il primo risvolto di questa faccenda? Che la sentenza del Consiglio di Stato ha riportato la situazione, a livello teorico, all'interno dell'Ospedale al 1972, cioè al momento della delibera istitutiva del servizio di neuropsichiatria, anno in cui era già in atto, a livello operativo e gestionale, il Consiglio di Amministrazione di quell'Ente che poi la sentenza del Consiglio di Stato ha dichiarato decaduto. Da qui si capisce come la situazione sia estremamente difficile da portare avanti; perché, ripeto, ci sono da tenere in considerazione due punti: uno, che a livello ideale e a livello teorico ci si riportava a una situazione anteriore a undici anni fa, perché si tornava praticamente non al '72, come si diceva nella sentenza, ma più indietro ancora; al 1970. L'altro, che di fatto il servizio era andato avanti, c'era stata un'evoluzione, c'era stata la legge n. 180 che aveva previsto determinati adempimenti a cui il Consiglio di Amministrazione aveva ottemperato, e in particolare c'era stata la trasformazione della neuropsichiatria in Servizio di Psichiatria. Questo adempimento non comportava uno sdoppiamento, come si voleva interpretare, ma si trattava - e la delibera in questo senso parlava chiaro - dell'abolizione del servizio di Neuropsichiatria, e dell'istituzione di due nuovi Servizi: uno di Psichiatria, che è quello ancora esistente e che è stato istituito a livello di maternità e quindi è escluso dalle implicazioni legali; l'altro, quello di Neurologia; due servizi quindi erano stati di fatto costituiti. Il ricorrente chiedeva di far parte dell'organico del Servizio di Neurologia. Gli atti del concorso e la Commissione, fatto l'esame, avevano dichiarato vincitrice la dottoressa che poi ha preso il posto e ha iniziato il servizio. Esaminato il ricorso, il Tribunale Amministrativo aveva dichiarato nulli tutti questi atti; quindi si è dovuto ricorrere a quelle delibere che sono state fatte in questi giorni, che tengono conto dell'ottemperanza necessaria alla sentenza del Tribunale,e prendendo atto che si riportava la situazione al '72, ripercorrono l'iter con passi successivi fino ad arrivare all'81. Di conseguenza, la dottoressa che occupava questo posto veniva sospesa cautelativamente, mentre naturalmente noi abbiamo fatto ricorso al Consiglio di Stato perché le motivazioni non erano a nostro avviso sufficienti per prendere questo risvolto. E, nel contempo, essendo indispensabile assicurare un Servizio di Neurologia abbiamo dovuto ricorrere a specialisti dell'Ospedale di Torino, che ne garantiscono il funzionamento 24 ore su 24; cioè si è dovuto ricorrere a un servizio di consulenza. Servizio di consulenza che era già stato proposto prima della delibera consiliare che istituiva il Servizio di Neurologia oggetto del concorso cui accennavo prima. A questo punto vorrei dire qualcosa a proposito di quel volantino, in cui si parla essenzialmente del servizio di consulenza - io farò solo un accenno, in quanto sarà oggetto di specifica denuncia perché ci sono delle inesattezze, degli errori, che naturalmente saranno confutati alla parte interessata - e si dice che la spesa è elevata. Teniamo conto che dividendo quella cifra per 24 si ottiene un importo di 9.700 lire all'ora: i conti non penso sia difficile farli! Quindi non si è dato nulla di più di quello che è previsto dalla convenzione; e poiché il Servizio copre un arco di tempo di 24 ore su 24, si arriva a quella cifra che viene presentata come scandalosa. È chiaro che rapportata allo stipendio sembra un'esagerazione, ma ripeto, fatti i conti si arriva a quella cifra a cui accennavo prima. Quindi, non è assolutamente vero che è una cifra sproporzionata, non sono assolutamente veri i fatti contenuti in quel volantino e manderò copia del rapporto dettagliato del Commissario e della Direzione Sanitaria che controbattono quanto è affermato - ma questo sarà un provvedimento a parte che non penso porti dei grossi chiarimenti al problema della Neurologia. Per il resto, per risolvere definitivamente questa questione, è stata predisposta - ed è appunto all'esame del Consiglio - quella nuova delibera che tiene conto dell'evoluzione che si è avuta nei fatti e che propone il Servizio di Neurologia e Neurofisiopatologia per ovviare alla necessità di continuare nella consulenza e per avere un servizio autonomo nell'Ospedale regionale di Aosta che sia garantito dalla presenza di un Primario, un Aiuto, due Assistenti, un Caposala, sei Infermieri, come è detto nella relazione molto stringata che accompagna la delibera che è all'esame del Consiglio.
Ecco, questi sono i fatti, che quindi non solo non hanno nulla di scandalistico ma sono una prassi che non è solo del nostro ospedale ma anche di altri. Quello che, ripeto, è grave è che in tutta questa storia, della quale abbiamo cercato di evitare il prolungamento e la polemica sugli organi di stampa, perché avrebbe portato solo confusione nella popolazione che non sarebbe più riuscita a capire che cosa succede, di fatto c'è un punto essenziale: è la necessità inderogabile di garantire il Servizio Neurologico, la reperibilità neurologica all'interno dell'Ospedale, perché sappiamo benissimo che cosa comporterebbe l'assenza di questo specialista nel caso in cui per un traumatizzato ci sia la necessità di avere una persona che dica dove deve andare a finire questo malato, se può rimanere, se ha bisogno di un esame suppletivo e così via. Questa è una responsabilità che ci deriva dalle leggi vigenti e a cui non si può derogare; quindi era essenziale ricorrere a questo servizio di consulenza, non potendo provvedere diversamente per le situazioni oggettive che ho cercato di illustrare anche se con difficoltà perché la situazione non è così semplice in quanto è ingarbugliata dalla posizione anomala di gestione dell'Ospedale, dalla posizione anomala a cui si è dovuto riferire il Tribunale essendo ancora in piedi la vertenza Regionale-mauriziano; l'unica situazione oggettiva a cui fare riferimento era quella di puntare sugli strumenti di legge esistenti, cioè la nostra legge che prevede l'istituzione di tipo di provvedimento che viene portato all'esame del Consiglio che si cerca di ovviare agli inconvenienti che ho cercato di illustrare.
Presidente - È aperta la discussione generale. Sull'oggetto n. 22, ovviamente, può prendere la parola il Consigliere Viberti come presentatore dell'interpellanza.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Péaquin. Ne ha facoltà.
Péaquin (PCI) - Noi alla fine del mese di marzo, esattamente nella seduta del 30 marzo, avevamo presentato in Consiglio una interpellanza con la quale chiedevamo quali erano gli effetti pratici della sentenza del TAR della Valle d'Aosta e quali atti intendeva assumere la Giunta Regionale. Bene, in quell'occasione l'Assessore ci ha risposto che non c'era alcuna conseguenza, che tutto era nomale, che il funzionamento dell'ospedale era garantito. Ora, ci sembra che la presentazione in Consiglio di questa delibera con la quale si va a istituire il nuovo Servizio di Neurologia, smentisca totalmente quell'affermazione; infatti la sentenza del TAR ha dichiarato che tutte le delibere dovevano ritenersi nulle, non più valido e abbiamo poi visto che in conseguenza di questa sentenza il Commissario dell'ospedale aveva preso un provvedimento che annullava la delibera della Neuropsichiatria, che era stata istituita addirittura nel '72. Ora, certamente è evidente che in una situazione di questo tipo ci troviamo ad essere sprovvisti nel nostro ospedale del Servizio di Neurologia. Ora, io non so, è una domanda che voglio fare all'Assessore: vi sono dei dubbi anche per quanto riguarda la Psichiatria, vista la delibera che è stata annullata dal Commissario dell'ospedale? Ecco, vorrei dei chiarimenti in merito. Io capisco che da parte dell'Assessore ci sia la tendenza a minimizzare la gravità della situazione esistente all'interno dell'ospedale, e trovo anche normale e giusto che sia fatto questo; però non dobbiamo nascondere a noi del Consiglio, la reale situazione che si trova nell'Ospedale. Sappiamo che tutta la questione è appesa a un filo e se il TAR ha preso una decisione di annullamento delle delibere, in seguito al ricorso presentato dal dottore Orlandoni, potrebbe prenderne di analoghe per tutto quanto riguarda il funzionamento dell'Ospedale. E pertanto credo che sia abbastanza evidente la situazione di precarietà del funzionamento dell'Ospedale. Ecco, io mi chiedo appunto: con la delibera che ora ci viene presentata andiamo a istituire il Servizio di Neurologia e prevediamo, in questo senso, un organico formato da un Primario, un Aiuto, due Assistenti, un Caposala, sei Infermieri Professionali; stabiliamo poi delle disposizioni in modo da istituire il Servizio di assistenza neurotraumatologica, Servizio che dovrà svilupparsi con la convenzione, con la consulenza, con la collaborazione di centri esterni alla Valle, e questo va bene. Però, voglio fare anche questa domanda all'Assessore: a me non risulta che sia stato preparato del personale per fare questi servizi; come faremo fronte al Servizio di Neurologia se non abbiamo personale preparato? Una volta approvata questa deliberazione, in quali condizioni ci troviamo? Nelle condizioni di non potere lavorare all'interno dell'Ospedale perché, come dicevo prima, viene a mancarci personale specializzato. E credo che sia necessario ricordare che nel gennaio 1978 il Consiglio regionale - e qui sta una grave carenza, a mio modo di vedere, della Giunta regionale - approvava un ordine del giorno con il quale tra le altre cose si impegnava la Giunta regionale a predisporre un provvedimento legislativo che disciplinasse la preparazione del personale per fare fronte, poi, a tutte le esigenze di funzionamento dell'Ospedale. Come dico, per quanto è di mia conoscenza, non sono stati fatti provvedimenti di questo tipo, anzi, ricordiamone - abbiamo parlato nel passato Consiglio ancora a proposito della nostra interpellanza - la questione che riguardava il corso per infermieri, che è andato così lontano nel tempo.
Ecco, vorrei chiedere appunto questi chiarimenti all'Assessore: quale è la situazione oggi della Psichiatria, e con quale personale e come si penserà di fare fronte alle esigenze che verranno dall'istituzione di un nuovo Servizio di Neurologia.
Presidente - Siamo sempre in sede di discussione generale dell'oggetto n. 22.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Viberti. Ne ha facoltà.
Viberti (DPROL) - Devo dire che prima della trattazione di questo avevo le idee piuttosto confuse su questa questione. Adesso, dico molto sinceramente che non ci capisco proprio più niente; qui non voglio fare delle accuse a livello personale nei confronti dell'Assessore, ma della sua spiegazione, vuoi perché implica evidentemente la conoscenza di tutta una serie di provvedimenti dei quali noi non siamo al corrente, ovvero le deliberazione che prende l'Ospedale, vuoi perché gli accenni sono i più diversi, l'unica cosa che son riuscito a capire è che queste persone che attualmente garantiscono un servizio indispensabile lavorerebbero 24 ore di fila. Io credo che questa non sia una cosa normale e meno male che possiamo valerci di personale altamente specializzato che è in grado di coprire l'intero arco della giornata; mi auguro però di aver capito male e spero che l'Assessore mi spiegherà che invece di 7 sono 14 quelli che svolgono questo servizio, perché ha detto che è coperto l'arco delle 24 ore e che quindi la cifra oraria è quella che verrebbe pagata anche a un dipendente dell'Ospedale e non solo a un esterno.
Per il resto, mi associo alla richiesta di chiarimenti fatta dal collega Péaquin; vorremmo proprio sapere, poi, se anche il provvedimento che noi prendiamo non corra il rischio di suscitare dei ricorsi. Questa è una cosa che dopo la spiegazione dell'Assessore non so più; mentre prima pensavo che, magari noi con un tale provvedimento mettiamo fine a una situazione pericolosa, adesso ho paura che invece le cose non stiano proprio così, visto che l'Assessore non è riuscito a spiegare a me in modo chiaro quale è la situazione, che comunque permane tesa, considerato che il Mauriziano continua a essere proprietario di questo Ospedale anche se noi in qualche modo le gestiamo, tanto che tutte le volte che c'è il minimo problema basta un ricorso perché tutta la macchina s'inceppi. E poi c'è da dire che ci troviamo a dover prendere delle decisioni sulle quali forse non siamo sufficientemente documentati, non so; io mi auguro che l'Assessore sappia chiarire meglio, altrimenti io sinceramente penso che non voterò, mi asterrò, proprio perché non ho capito che cosa andiamo a fare con questa deliberazione. Questo personale da dove sarà preso? Ci saranno dei nuovi concorsi oppure ci si avvarrà delle stesse persone che lavoravano prima - almeno per quel che riguarda il Primario, cioè quello cha ha vinto il concorso? Secondo quello che ho capito io dalla sentenza del TAR, questo personale deve essere sospeso, e allora bisogna fare un altro concorso e poi, magari, se il Consiglio di Stato darà ragione all'Amministrazione regionale e quindi al Commissario straordinario, verremo a trovarci con due Primari! La situazione è molto confusa, Assessore; io non voglio assolutamente sollevare questioni per fare della polemica. Ripeto, a questo punto non ho più chiaro niente. Una cosa che ho sentito è che addirittura c'è stata una deliberazione del Commissario straordinario che ha annullato una precedente deliberazione: non so che senso ha quanto è stato affermato dal collega Péaquin, cioè rispetto a quale provvedimento è stata presa questa deliberazione. Ecco, vorrei che fosse possibile capirne qualcosa di più, anche perché purtroppo questo è un settore delicato e non si tratta di una strada che se si fa un mese più tardi o se si spendono anche dei soldi in più va bene lo stesso; questo è un settore nel quale la salute dei cittadini è direttamente interessata, e lo stesso Assessore ha detto che non si poteva fare a meno di avere questo servizio e perciò ci si è dovuti rivolgere all'esterno. Un altro chiarimento: se questo tipo di servizio è stato espletato fino a un certo periodo da certe persone, come mai oggi non può più essere fatto da quelle stesse persone? Ecco, penso di avere esternato una serie di perplessità che forse erano nascoste prima di questa discussione e ora invece mi sono tornate più forti di prima; spero che qualcuno sappia dare, anche da un punto di vista giuridico, se non proprio delle certezze, almeno delle speranze per una migliore gestione dell'Ospedale di Aosta.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica. Ne ha facoltà.
Mafrica (PCI) - Poiché sono convinto che le parole abbiano un senso, mi chiedo se è solo una questione di sinonimi o se invece c'è qualche differenza di sostanza in questa giravolta di nomi dati a questo Servizio; cioè io credo che l'Amministrazione regionale dimostri di non aver le idee chiare perché nel '78 ha istituito un Servizio di Neurotraumatologia, oggi istituisce invece la Neurologia e la Neurofisiopatologia. Prima c'era come primario Rio, mi sembra, un neurochirurgo, adesso il primario è un neurologo. Ecco, io vorrei per prima cosa domandare all'Assessore cos'è cambiato dal '78 a oggi e perché adesso si istituisce un servizio diverso; io credo infatti che siano cose differenti la Neurologia e la Neurotraumatologia.
Seconda cosa l'assessore mi deve spiegare che cos'è l'Ospedale Generale regionale di Aosta. Perché se sono valide queste sentenze che continuano a arrivare, questo Ospedale non esiste, esiste una parte di Ospedale che è della Regione e su cui la Regione ha la completa disponibilità; per cui utilizzare questa dizione, a mio giudizio, può non essere opportuno perché può comportare pericoli di attribuzioni già messe in discussione da sentenze precedenti del Tribunale.
Queste due sono le domande che pongo.
Presidente - Nessuno chiede di parlare? Io darei la parola all'Assessore alla Sanità e Assistenza sociale, Rollandin, per un intervento sempre in sede di discussione generale.
Rollandin (UV) - Cercando di rispondere con ordine alle richieste di chiarimenti, per quanto riguarda la smentita inviterei - qui ci sono i verbali di quello che ho detto in quella seduta - il Consigliere Péaquin a leggere quello che c'era scritto e a vedere se c'è qualcosa di diverso rispetto a quello che ho detto adesso.
Lo leggo, così magari ce ne rendiamo conto insieme: "Non è che tutti gli atti e le deliberazioni del Commissario siano nulli, perché altrimenti nella sentenza si sarebbe andati oltre al petitum" - avevo usato questo termine per dire che il TAR avrebbe preso una decisione anche su altre deliberazioni che non erano oggetto di quel ricorso. Quindi, se avesse dichiarato la nullità di tutto quanto aveva fatto il Commissario, di tutto quanto esisteva all'interno dell'Ospedale, sarebbe andato oltre quello che era l'oggetto del ricorso. "Con la sentenza si dichiarano nulli gli atti relativi al contenzioso", quindi al ricorso del sanitario. Il provvedimento non ha creato nessun disordine all'interno dell'Ospedale, in quanto non solo i rappresentanti sono stati prontamente informati ma c'è stata una riunione ad hoc svoltasi all'Ospedale con la rappresentanza sindacale e intersindacale medica, con le organizzazioni dei lavoratori della struttura ospedaliera, alla presenza del Commissario. Nella riunione sono state spiegate le motivazioni della sentenza, è stata fatta luce sulle azioni della Giunta e si è illustrato il provvedimento che è stato preso dalla Giunta regionale, con il quale si procede ad un atto di nuova nomina del Commissario ad integrazione dei due precedenti decreti. Il decreto n. 200 - si continua - "conferma la presenza del Commissario con i poteri precedenti, quindi non c'è stato nessun disguido né alcuna perdita di tempo..." Dico, cosa c'è qui che anche adesso non ho detto? Ho riconfermato che quegli atti, in forza della sentenza, son stati nulli. Per "disordine", non intendo un fatto amministrativo o una questione legale che bene o male ci viene imposta, ma se si fa un ricorso, se c'è un contenzioso, una delle parti dovrà attenersi - almeno finché ha un senso l'esistenza di una sentenza - a quello che è il dettato della sentenza! Che noi non la riteniamo corretta, lo dimostra il ricorso; di più, al momento, non possiamo fare, perché c'era il rischio - e l'hanno detto più volte gli organi di stampa - che il Commissario venisse accusato di peculato se avesse mantenuto in servizio una persona che a quel momento, secondo la sentenza, non doveva più esserci. Non so in quali mie affermazioni di oggi il Consigliere Péaquin trovi una smentita a ciò che dissi allora. Io non ritengo affatto di aver detto qualcosa di diverso!
Per quanto riguarda la preparazione del personale, l'istituzione di servizio e la necessità di avere degli specialisti, non è che nel nostro paese si possano creare specialisti, perché non abbiamo disgraziatamente, nessun aggancio, al momento attuale, con gli ospedali di altre zone dove c'è la possibilità di svolgere questi compiti: non avendo il servizio, come preparavamo noi i medici? Sempre che ci fossero dei medici che volevano perfezionarsi in questo campo! Il perfezionamento si fa a livello universitario o negli ospedali dove ci sono questi servizi; non avendo questi, il personale chiaramente dovrà venire da altre zone. Ma non è solo per questo servizio che ci troviamo con questa difficoltà; se noi parliamo di altri rami, dell'oculistica e così via, gli specialisti non ci sono! E, come ho detto, non si tratta di difficoltà di preparazione del personale!
Per quanto riguarda la psichiatria, la delibera della psichiatria era oggetto di un provvedimento a parte e non è stata toccata da questa sentenza; quindi, questo settore ha continuato a funzionare secondo il suo organico, secondo quanto disposto con l'istituzione del servizio.
Poi, per quanto riguarda le affermazioni del Consigliere Viberti, io capisco che non sia così semplice capire in poco tempo - perché per riprendere tutti gli atti non basterebbe una giornata - e ho avuto questa sensazione quando questi temi sono stati affrontati da illustri legali, che avrebbero dovuto ufficialmente darci la soluzione del problema. La situazione è molto complessa, e non sono certamente io in grado di ridurre ai minimi termini delle situazioni dove ci sono dei numeri elevati all'ennesima potenza. Non c'è una lavagnetta luminosa dove poter fare degli schemini per rendere comprensibili anche al Consigliere Viberti i ragionamenti che ho cercato di ridurre, in modo semplice, in questi termini: a livello giuridico, la questione è stata esaminata e portata avanti in un certo modo che ha determinato tutta una serie di delibere; la delibera, in sé, è un atto amministrativo che deriva da una determinata sentenza; all'atto pratico, però, l'ospedale di Aosta, malgrado la sentenza, funziona cioè è operante; certi disservizi ci sono, ma a livello effettivo. Quando la sentenza ci riporta al '72, dico e allora gli atti dal '72 in avanti non sono esistiti? Non c'è stato in servizio in quel periodo? Questo è l'aspetto reale di cui dobbiamo tener conto! Quindi sono due situazioni che vanno viste parallelamente: noi non possiamo fare a meno di prendere in considerazione la questione giuridica perché ne siamo obbligati; nel contempo, non possiamo non garantire un servizio. Ecco la difficoltà di mettere assieme queste due parti! La delibera in oggetto, se questo può servire a chiarire le idee, riguarda - e rispondo a quanto richiedeva il Consigliere Mafrica - l'Ospedale Generale di Aosta, perché con questa dizione ci riferiamo al primo Ospedale Maternità che rappresentava il nucleo fondamentale prima della fusione per effetto del decreto istitutivo dell'Ente Ospedaliero Regionale, che è stato oggetto dell'annullamento. Fino a qui sono stato chiaro? Ora, noi vogliamo prendere un provvedimento che non sia oggetto di successive impugnative. Riferendoci all'Ospedale Generale di Aosta, che è la dizione legata all'istituzione sul nucleo Maternità, intendiamo uno stabile che è di pertinenza e di proprietà della Regione, in modo inconfutabile. Questo per evitare che si ricada nello stesso tranello. Ecco, non so se son riuscito a chiarire il perché di questa dizione. Per il resto, non so se è il caso di leggere tutte le delibere commissariali, posso darne copia, ma non credo sia il caso di leggere ora le delibere che si riferiscono all'attuazione della sentenza del Tribunale Amministrativo, per cui si prende atto che la sentenza ha annullato tutta una serie di delibere che sono state prese dal '72 all''81. È chiaro fino qui? Viberti, se mi guardi così sembra che non capisci! Devi dirmi se capisci perché se no non andiamo avanti! Non posso mica leggere un'altra volta tutto...se no ti faccio le ripetizioni!... (voci fuori microfono) ... Tariffe legali, tariffe legali!
Secondo provvedimento: si è tenuto conto che la delibera a cui ci si riferiva con la sentenza, era del Consiglio di Stato che aveva annullato: quindi, di fatto, quel provvedimento non esisteva, e allora si è dovuto fare ancora un passo indietro, andare ai tempi dell'istituzione del nucleo maternità più il nucleo Mauriziano. Ripartendo da quello si è arrivati alla creazione del Servizio di Neurologia. Non so se sono stato chiaro; cioè, si è tornati indietro di 11 anni per poi rifare il cammino a livello amministrativo; si è tenuto conto che, nel contempo, era intervenuta la legge n. 180 che non permetteva più il Servizio di Neuropsichiatria, per cui, se io dicessi che di fatto esiste il Servizio di Neuropsichiatria, mi si potrebbe obiettare che la legge 180 non lo consente. Quindi si è dovuto tener conto del necessario sdoppiamento in Psichiatria e Neurologia. La neurologia è la parte che viene trattata in questa proposta, in quanto la psichiatria è un servizio a sé stante, con un suo organico e un suo funzionamento. Son stato chiaro fino qui? Ecco, per quanto riguarda la Neurologia, quando, il provvedimento che stiamo per esaminare tiene conto di un dato di fatto, cioè che - come diceva anche il Consigliere Mafrica - esiste già un servizio che era oggetto di una delibera; il collega Mafrica ne ha letta solo una parte, ma io lo pregherei di leggere tutto e di non cogliere, come al solito, solo l'interpretazione che fa comodo! Lì si parla di Neurotraumatologia, Neurofisiopatologia, ecc.. La Neurotraumatologia è una branca affine alla Neurochirurgia; i punti più vicini a noi nei quali esistono reparti neurochirurgici sono Novara e Torino e sono questi i presidi a cui ricorriamo, non avendo strutture adeguate, quando c'è un caso grave. Allora, per permettere un adeguamento della situazione effettiva, si è preferito in questa deliberazione, parlare di neurologia e neurofisiologia; cioè tutti questi termini: neurologia, neurotraumatologia, neurochirurgia, neurofisiologia - e rispondo così a quanto aveva chiesto il Consigliere Mafrica - riguardano il campo neurologico con le sue branche, come la chirurgia specifica è un settore del campo medico; la neurochirurgia riguarda sempre la neurologia; neurochirurgo è chi opera e interviene dopo aver fatto la diagnosi di una affezione di campo neurologico; quindi non è che siano branche distanti. Questo per chiarire i termini.
Ora, la delibera che ricordava il Consigliere Mafrica, parlava di queste due branche, perché si teneva conto della nostra necessità di avere il servizio di consulenza interna, cioè di avere la disponibilità di specialisti che, nel caso che ricordavo prima, potessero dare una consulenza, quali fossero neurologi innanzitutto. Poi la delibera commissariale, attuativa della delibera del Consiglio prendeva in esame un altro aspetto; infatti la delibera n. 71 del Commissario, prende in considerazione la difficoltà, al momento attuale, di creare la neurochirurgia, perché per avere la neurochirurgia, non è sufficiente avere un numero di posti letto, ma è necessario avere gli strumenti diagnostici per intervenire. Non essendo ancora funzionante il TAC, non essendo ancora pronti i locali per questo, non essendoci ancora il personale infermieristico - perché sappiamo che ci sono altri settori carenti - non era possibile dare attuazione, immediatamente, a tutta quella delibera. La delibera n. 71 diceva infatti: "In particolare, in attesa di poter dare completa attuazione... si prevede l'istituzione del Servizio di Neurofisiologia". Era un'attuazione parziale; tant'è vero che nell'organico non si prevedeva il Primario, ma solo l'Aiuto, e la Dottoressa che svolgeva la funzione era Aiuto, non Primario. La delibera che oggi sottoponiamo all'attenzione del Consiglio prende in considerazione una difficoltà sopravvenuta, che naturalmente non era prevedibile a quel momento. Ora s'istituisce la Neurologia e la Neurofisiologia per tener conto di questa esigenza che ho richiamato prima; tant'è vero che noi nel contempo abbiamo portato avanti il discorso del TAC, cioè lo strumento diagnostico indispensabile per poter dare una corretta interpretazione di certi fenomeni traumatologici, ed è il supporto indispensabile, perché, noi attualmente cosa facciamo? Carichiamo su un'ambulanza e trasportiamo a Torino: non possiamo fare altrimenti! Con questo strumento, invece il neurologo, il neurofisiologo, può fare una diagnosi corretta. Il passo successivo sarà la possibilità di intervento operatorio che, secondo la casistica è molto limitato; infatti in quella prima delibera...no, no, di' pure...
Mafrica (PCI) - Perché nel servizio precedente era previsto che il primario fosse un neurochirurgo, mentre in questo servizio è un neurologo? Ora, è chiaro che il neurochirurgo deve conoscere la neurologia però io non mi fiderei di farmi operare da un neurologo, che non è chirurgo, è qualcosa di differente!...
Rollandin (UV) - Difatti il neurologo non opera!
Mafrica (PCI) - Appunto! Vuol dire che è cambiato qualcosa! È cambiata la figura professionale!
Rollandin (UV) - Ti sto dicendo che non è cambiata la figura professionale! Se fai attenzione è quello che dico, non è come tu sostieni, perché tu dici che avresti paura a farti operare dal neurologo, ma il neurologo non opera, svolge la consulenza. Sono due figure diverse, ma siccome la situazione che noi stiamo vivendo non era prevedibile quando abbiamo fatto quella delibera - e infatti avevamo fatto una prima attuazione e un secondo passo - al momento attuale siamo costretti a rivedere quella prima delibera... (interruzione fuori microfono) ...Esatto, ma non cambiando i termini, i termini sono sempre quelli oggetto della prima delibera, con la difficoltà che naturalmente abbiamo avuto una sentenza che ha bloccato un certo iter, per cui abbiamo dovuto fare un passo indietro. Ecco, questa è la situazione; ma non mi illudo di aver fatto chiarezza in certe teste; spero solo che apprezziate almeno il mio sforzo.
Presidente - Colleghi Consiglieri, stiamo sempre discutendo l'oggetto n. 22. Nessuno chiede la parola? Ha chiesto di parlare il Consigliere Péaquin. Ne ha facoltà.
Péaquin (PCI) - Quanto a teste dure qui ce ne sono tante, e il sottoscritto ogni tanto si ricorda di averla! Comunque, mi pare che l'Assessore... (voce fuori microfono) ...una testa a volte è malleabile, ma a volte è anche dura!...Comunque, non voglio assolutamente fare polemiche, perché forse non mi sono spiegato bene nel mio intervento, anche se cerco sempre di essere molto conciso e il più chiaro possibile; dicevo prima all'Assessore che nella sua risposta alla nostra interpellanza aveva dichiarato che all'interno dell'Ospedale tutto funzionava bene, e ho anch'io il testo di quell'intervento data la buona abitudine adottata dal Consiglio di far avere ai Consiglieri i verbali delle sedute; in quell'occasione l'Assessore - ricordo benissimo - aveva risposto dicendo che atti nulli erano soltanto quelli impugnati dal ricorrente. Al che, sul momento, replicai che sarei andato a rileggermi bene la sentenza del TAR per vedere se quanto da lui affermato corrispondeva a verità; e ora posso dire che è vero. Ma io ho detto prima che tutto sta appeso a un filo, perché una volta stabilito quel principio, altri ricorrenti potrebbero arrivare al medesimo risultato. Ecco, quindi la condizione di estrema precarietà nella quale ci troviamo!
Per quanto riguarda la preparazione del personale, credo che ancora non ci siamo capiti proprio per niente; perché l'Assessore ha parlato di preparazione di medici, preparazione che va fatta nelle Università, e quindi al di fuori della Valle d'Aosta; ma credo che l'Assessore non abbia in mente la delibera del 4 gennaio 1978; l'oggetto n. 32, era una delibera sull'ordine del giorno, che al punto e) recitava: "la Giunta regionale s'impegna a presentare in Consiglio regionale i provvedimenti legislativi necessari alla creazione e alla organizzazione di corsi d'istruzione per il personale non medico da destinare alle strutture sanitarie in fase di istituzione e alla formazione, qualificazione, aggiornamento del personale operante nelle strutture sociosanitarie". Personale non medico, dunque. In tutti i Consigli, si può dire, discutiamo di questo: c'è una grande carenza di personale non medico, di personale paramedico, nel nostro Ospedale; ma la Giunta cosa ha fatto?
(interviene l'Assessore Rollandin)
Non si trovano? Ma la Giunta cosa fa per cercarli? Vorrei saperlo!
(interruzione dell'Assessore Rollandin)
Comunque, se non possiamo avere del personale, vuol dire che questi servizi saranno destinati a non funzionare! Non lo so...se non si può fare niente! Vuol dire che l'Ospedale andrà avanti con metà personale, e poi man mano che questo si ritirerà per raggiunti limiti di età, non so cosa si dovrà fare!
Per quanto riguarda la psichiatria, credo che l'Assessore abbia in parte capito, ma rimangono ancora dei dubbi, perché sul provvedimento preso dal Commissario straordinario in data 9 aprile, si legge: "...constatato che la suddetta Divisione di Neuropsichiatria è stata istituita con deliberazione del Consiglio di Amministrazione dell'Ente Ospedaliero dell'Ospedale regionale della Valle d'Aosta n. 202, in data 10 agosto 1972, ed è pertanto, per effetto della sopracitata sentenza, da ritenersi anch'essa nulla... (voce incomprensibile) ...di Neuropsichiatria! So benissimo che è stato istituito il Servizio di Psichiatria con delibera del 5 maggio 1980; ma quali condizioni si trova, essendo stata istituita dopo la sentenza del Consiglio di Stato del '77? Non è stata impugnata direttamente, ma per il collegamento che aveva, siamo tranquilli? Se l'Assessore lo afferma, sono tranquillo anch'io, ma se vedremo arrivare in Consiglio un altro provvedimento vuol dire che ancora una volta non ci siamo capiti.
Presidente - Altri chiedono la parola? Ha chiesto di parlare il Consigliere Viberti. Ne ha facoltà.
Viberti (DPROL) - Tra i chiarimenti ricevuti, manca proprio quello relativo all'unica cosa che avevo capito...
Rollandin (UV) - Se l'hai capita, non hai bisogno di chiarimenti!
Viberti (DPROL)- No, ma io avevo fatto una domanda e non ho avuto risposta! Per il resto, credo di essere stato un alunno disciplinato, credo di aver capito quasi tutto. Questo non toglie, però, che la situazione resti molto precaria... (voci fuori microfono) ...Sì, noi scherziamo, ma c'è della gente che rischia magari di lasciarci la ghirba, perché non abbiamo un servizio che funziona!... Signor Presidente, abbiamo già avuto modo una volta di disquisire su chi avrebbe bisogno di un certo tipo di trattamento, credo che lei ne sia uscito piuttosto malconcio!... Le consiglio che non le conviene stuzzicare, lasci stare il cagnaccio che dorme! Mi auguro, dunque, di sentire l'ultima spiegazione sulla questione dei turni di 24 ore; e poi vorrei anche sapere, poiché a me risulta che c'è almeno un altro ricorso riguardante l'Ospedale, se è l'unico oppure no. Dovrebbe tra l'altro pronunciarsi il TAR ai primi giorni del mese prossimo, se non sbaglio.
Vorrei avere una risposta su questi due punti, e se le mie informazioni sono sbagliate, l'Assessore me lo dica.
Presidente - Possiamo considerare chiusa la discussione generale? Allora, la parola all'Assessore Rollandin.
Rollandin (UV) - Molto brevemente. La questione della formazione professionale dei medici, l'abbiamo chiarita: non è possibile provvedere. Per quanto riguarda il personale paramedico, purtroppo ci troviamo in quelle difficoltà in cui tutte le Regioni si trovano: i corsi per Infermiere Professionale hanno un'affluenza estremamente ridotta. Quindi, purtroppo è vero quello che dice il Consigliere Péaquin, il problema effettivamente si pone, perché con il numero di persone che ogni anno va in pensione, tenuto conto poi anche della questione dell'assenteismo e di tutti i problemi ad esso relativi, la difficoltà di disporre di personale paramedico è reale; però non c'è altra via, non c'è un provvedimento della Giunta che obblighi, che so, invece di fare il servizio di leva, a fare il servizio infermieristico...magari, potrebbe essere una proposta!
Per quanto riguarda la psichiatria, ho spiegato che il provvedimento istitutivo era a parte, quindi quello che riguarda la psichiatria, dovrebbe vivere di vita autonoma e non essere toccato da questa sentenza; ulteriori garanzie, purtroppo non posso darle su questo campo.
Per quanto riguarda la domanda del Consigliere Viberti, effettivamente mi ero dimenticato di rispondere prima; l'esistenza di turni di 24 ore è legata alla questione della reperibilità: anche per altri settori c'è la guardia interdivisionale e la copertura può riguardare le 24 ore. Però non è che queste persone siano in officina a lavorare, e si tratta di 24 ore di reperibilità, cioè di disponibilità del sanitario per quel tipo di servizio. In questo arco di tempo il medico può essere chiamato, ma gli vengono pagate comunque 24 ore di servizio.
Presidente - Qualcuno chiede di parlare per dichiarazione di voto? Non vi sono dichiarazioni di voto.
Metto in approvazione l'oggetto n. 22.
Esito della votazione:
Presenti: 24
Votanti: 24
Maggioranza: 13
Favorevoli: 24
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Passiamo all'esame dell'oggetto n. 23.
