Oggetto del Consiglio n. 2943 del 21 settembre 2017 - Resoconto
OGGETTO N. 2943/XIV - Reiezione di risoluzione: "Impegno del Presidente della Regione e dell'Assessore al bilancio a riferire alla commissione consiliare competente in ordine al contenzioso finanziario fra la Regione e lo Stato".
Rosset (Presidente) - Possiamo procedere con le risoluzioni... ha chiesto la parola la collega Morelli, ne ha facoltà.
Morelli (ALPE) - Per richiedere una sospensione per una riunione di maggioranza per l'esame delle risoluzioni.
Presidente - Sospensione concessa.
La seduta è sospesa dalle ore 17:20 alle ore 18:03.
Rosset (Presidente) - Possiamo riprendere i lavori. Ci sono richieste di intervento? Possiamo passare al punto n. 23.01, qualcuno intende prendere la parola per l'illustrazione? Ha chiesto la parola il collega Perron, ne ha facoltà.
Perron (UV) - Inizio con un intervento di carattere formale. Chiedo scusa al Consiglio e alla Presidenza (è stato un errore mio), nelle premesse il testo del paragrafo che riporta "condanna" si fermerebbe a "DEFR", quindi "nonché di una bozza del bilancio di previsione dell'Amministrazione" è stato un refuso che erroneamente è finito nella stampa, pertanto chiedo al Consiglio di considerarlo non esistente.
Detto questo, il nostro gruppo, insieme al Partito Democratico, all'EPAV e al Movimento Cinque Stelle, ha sentito (e sente) l'esigenza di tornare su un tema che consideriamo capitale per il futuro di questa Regione. Ieri nelle dichiarazioni in apertura di Consiglio il Presidente della Regione ha detto in una comunicazione di uno stato dei rapporti con lo Stato italiano che ci preoccupa non poco, nel senso che in qualche modo ha messo a conoscenza del Consiglio - era già uscita la notizia sugli organi di stampa - di un'ulteriore richiesta da parte del Governo italiano di un accantonamento a favore del risanamento della finanza pubblica per un totale di 144 milioni di euro. Ora, noi avevamo già chiesto, insieme ai colleghi Farcoz, Testolin e Cognetta, a luglio di poter fare all'interno delle commissioni competenti - in modo particolare nella II - degli approfondimenti. Avevamo chiesto - il Presidente Fabbri si ricorderà -che la commissione venisse costantemente aggiornata sull'evolversi dei rapporti tra Stato e Regione affinché la commissione consiliare - quindi un organo di quest'aula - fosse costantemente e continuamente informata su ciò che succedeva nei rapporti tra Stato e Regione. Già in quella fase - Presidente Marquis, ce lo consenta - noi lamentavamo che, al di là delle dichiarazioni che spesso anche lei fa sulla centralità del Consiglio, avevamo potuto affrontare questa tematica solo e soltanto - l'Assessore Chatrian scuote la testa, ma è così - perché i nostri gruppi avevano sollecitato la presenza dell'Assessore e del Presidente in commissione per poter avere una panoramica, possibilmente dettagliata, su ciò che succedeva con lo stato dei rapporti tra Stato e Regione.
Io non voglio fare una ricostruzione di tipo contabile perché è molto complessa, possiamo farla poi nel dibattito, ma proverò a fare quattro ragionamenti di tipo politico. Noi siamo seriamente preoccupati perché riteniamo che, da un punto di vista dell'atteggiamento, dal punto di vista della responsabilità, la piccola Regione autonoma Valle d'Aosta in questi anni abbia fino in fondo assolto completamente al suo dovere di contribuzione a favore dello Stato italiano nel risanamento dei conti pubblici. In ogni bilancio sottolineavamo come una parte cospicua del bilancio regionale non poteva essere utilizzata perché, pur avendone le disponibilità finanziarie - parlavamo all'incirca di 200 milioni di euro all'anno negli ultimi bilanci -, questa doveva essere accantonata per contribuire, come Valle d'Aosta, al risanamento dei conti italiani.
Il Presidente Marquis nel momento in cui ha parlato di questo argomento - ed è virgolettato - ha detto: "dal 2011 le altre Regioni a Statuto speciale sono riuscite a ridefinire l'accordo sul terreno fiscale. Purtroppo, per ragioni ancora non note, la Valle d'Aosta non ha avuto la forza di raggiungere quest'obiettivo. Evidentemente non si ha la consapevolezza di ciò che significa difendere la nostra autonomia, coltivando rapporti con gli interlocutori statali. Non è facile, ma riusciremo a recuperare in pochi mesi i problemi del passato, noi ce la mettiamo tutta". Riferito al 2011, come ho sottolineato anche in un'altra occasione, lei con il suo movimento nel 2011 era presente. Se non ricordo male, lei amministrava insieme a noi l'Amministrazione regionale. Le ricordo che dal 2013 il suo gruppo (Stella Alpina) dispone di un Parlamentare: il Parlamentare della Valle d'Aosta è espressione del suo movimento, in sinergia con noi. Non mi pare che su questo argomento ci sia stato un grande interessamento; non ci pare di aver colto, da questo punto di vista, particolari sollecitazioni. Stona un po' quindi questo richiamo che lei ci fa, ancora una volta quasi ad attribuire unicamente a noi, a chi ha governato la Regione eventuali responsabilità che si sono succedute.
Noi quindi chiediamo e sentiamo la necessità di fare il punto in commissione su questo argomento - ecco il perché di questa impegnativa -, perché forse l'aula non permette di affrontare anche da un punto di vista contabile una valutazione sufficientemente ampia e sufficientemente dettagliata. Noi sentiamo la necessità di trovare un momento, concordato con il Presidente della II Commissione, dove questo argomento venga ripreso, venga puntualizzato e lei e l'Assessore competente ci forniate un quadro dettagliato, un quadro approfondito di ciò che è stato fatto in questi mesi, dei rapporti con il Governo nazionale. Lei, quando fa le dichiarazioni, dà ampie garanzie che, da un punto di vista politico, questa partita dei 144 milioni verrà risolta, noi l'abbiamo intesa così, se non è così, sono felice se mi correggerà. Noi vorremmo che in commissione ci dettagliasse, ci spiegasse quali sono i rapporti con lo Stato italiano, che cos'è stato fatto per discutere con il Governo nazionale circa questa partita importante.
Abbiamo appreso di un altro elemento, che francamente ci preoccupa non poco. Ora, è vero che nella contribuzione al Governo italiano tutte le autonomie speciali erano messe nell'obbligo di dover contribuire. Mi correggerà il Presidente Rollandin, ma in passato c'è sempre stato un raccordo con le altre autonomie speciali discutendo, ma nel momento in cui si trovava una quadra tra autonomie speciali e Governo italiano, ognuno poi contribuiva con la sua quota di ripartizione. Ora, su questa vicenda dei 144 milioni emerge un dato politicamente per noi nuovo: che un'altra autonomia differenziata come la nostra (il Friuli) si costituisce parte civile contro di noi. Il Friuli, giustamente dal suo punto di vista, tutela i suoi interessi, perché teme che, nel momento in cui ci sia un accoglimento di questo genere, il Friuli poi dovrà compensarlo finanziariamente. Dal nostro punto di vista (ma è una lettura che diamo noi), nonostante tutte le critiche che a volte ci sono state mosse in quest'aula, Presidente Marquis e Assessore Chatrian, forse è più facile dichiarare che fare. Forse era più facile condannare quando ci dicevate: "non siete in grado di coltivare i rapporti con il Governo italiano, non siete in grado di coltivare i rapporti con le altre autonomie speciali". Oggi alla prova dei fatti - e questo non è mai successo - noi constatiamo un contenzioso anche all'interno delle autonomie speciali. Questo è un dato politico, non solo contabile, che ci preoccupa non poco e sul quale vorremmo avere dei chiarimenti.
Ci ha preoccupato che, giustamente, di fronte a questo, l'Amministrazione regionale ha cercato di tutelarsi e ha avanzato ricorso contro questa norma del Ministero dell'economia e delle finanze al TAR del Lazio. La settimana scorsa - forse nel modo in cui l'abbiamo scritto non è esattamente corretto, ma è la lettura che diamo noi, Presidente Marquis, è diversa dalla lettura che lei ne ha dato in Conferenza dei Capigruppo - il TAR non ha accolto la sospensiva, quindi il decreto rimane in vigore, pertanto ad oggi bisognerebbe tenere conto dell'esistenza di questa norma, nel senso che il TAR ha detto: "non accolgo la sospensiva, mi riservo di discuterla nel merito prossimamente".
In ultimo c'è un ulteriore elemento che ci preoccupa non poco, che avevamo già chiesto nella seduta del 10 luglio: noi ad oggi, alla ripresa della seduta autunnale, non abbiamo traccia del DEFR. Ora, io non voglio rievocare cos'è stato detto nell'autunno scorso in occasione della prima presentazione del DEFR, che peraltro in qualche modo la prima presentazione aveva un carattere di eccezionalità. Per quanto riguarda il DEFR - che è un documento non contabile ma di programmazione, nel quale si individuano le scelte, nel quale si delineano le zone di intervento dell'Amministrazione regionale che dovranno poi contabilmente essere inserite nel bilancio che seguirà -, noi ad oggi - come abbiamo già chiesto il 10 luglio - non abbiamo una traccia di questo e, a un mese e mezzo dalla presentazione del bilancio, ci preoccupa francamente non poco. Anche su questo argomento vorremmo capire le motivazioni del perché di tale ritardo, del perché ad oggi non esiste una traccia di documento che dia un minimo di programmazione, che individui un minimo di scelta affinché possiamo fare legittimamente, nell'esercizio delle nostre funzioni, delle valutazioni di carattere politico su come ci si intende approcciare e arrivare al prossimo bilancio di previsione.
Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.
Marquis (AC-SA-PNV) - La risoluzione che è stata presentata è una risoluzione che ha ad oggetto l'impegno di riferire da parte della Presidenza e dell'Assessore alle finanze in commissione circa i rapporti finanziari con lo Stato. I rapporti finanziari con lo Stato sono dei rapporti difficili, che discendono dall'attuazione del federalismo fiscale approvato nell'ottobre 2010 e recepito nella finanziaria dello Stato nel 2011. Avrebbe dovuto questo essere un accordo più o meno definitivo per un lungo lasso temporale, che avrebbe stabilito le condizioni pattizie di interlocuzione finanziaria tra lo Stato e la Regione. In ragione anche delle difficoltà finanziarie dello Stato per ciò che concerne il risanamento dei suoi conti, invece un anno dopo è stato emanato un decreto (il n. 95/2012), che ha richiesto una partecipazione della Regione al risanamento dei conti dello Stato, che avrebbe dovuto cessare nel 2017. È stato un decreto che ha richiesto una partecipazione pesante - com'è stato già detto anche dal collega Perron - e iniqua alla Regione Valle d'Aosta, perché c'è stata la determinazione attraverso un criterio (SIOPE) che definisce il trasferimento e la nostra percentuale in funzione dei consumi intermedi, in funzione di determinate formule che assegnano alla Valle d'Aosta una percentuale del 9 percento del totale dell'importo del contributo delle Regioni autonome speciali. Ci sono 1575 milioni all'anno da trasferire allo Stato, la nostra quota è di 144 milioni. Qualunque altro tipo di ripartizione fosse stata effettuata in funzione del prodotto interno lordo avrebbe portato circa una quota dell'1,5-2 percento di competenza alla Regione. Potete quindi capire qual è il peso e l'importanza di questo gettito.
A fronte di questo decreto, che avrebbe dovuto cessare la sua ragion di essere nel 2017, è stato presentato un ricorso alla Corte di cassazione, che con sentenza n. 77/2015 ha determinato sostanzialmente la legittimità di quell'iniziativa nella misura in cui sarebbe cessata nel 2017. Diversamente non si sarebbe più trattato di un accantonamento di risorse regionali, ma di un'appropriazione da parte dello Stato se fosse stata ancora disposta questa competenza sull'anno 2018, perché dal 1° gennaio 2017 ha cessato le sue funzioni anche il Patto di stabilità. Se quindi fino al 2017 questo vincolo non dava degli effetti sul nostro bilancio, perché comunque non avremmo potuto spendere queste risorse, dal 2018 si tratta di un'appropriazione. A maggio 2009 è stato disposto un decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, che ha confermato per il 2017 la quota di partecipazione della nostra Regione con quella anche delle altre Regioni a Statuto speciale, che hanno degli accordi diversi con lo Stato, perché le altre Regioni, soprattutto Trento e Bolzano, hanno già rinnovato l'accordo e anche il Friuli Venezia Giulia.
Nella documentazione che noi abbiamo trasmesso allo Stato, al Governo, abbiamo evidenziato la tabella che dimostra tutta l'iniquità del nostro trasferimento, perché dal 2011 ad oggi la nostra Regione ha perso a bilancio il 22 percento. Le altre Regioni, avendo già rimodulato questo accordo, si sono trovate già nella condizione di avere nel bilancio 2016 a consuntivo maggiori risorse di quelle che avevano nel 2011. La difficoltà che deriva alla Regione per non essere riusciti - perché siamo più piccoli, probabilmente abbiamo anche delle difficoltà di questo tipo nei rapporti con lo Stato - a ridefinire la questione quindi ci ha comportato delle difficoltà. Il 3 luglio, con delibera di Giunta regionale, abbiamo promosso due ricorsi: uno alla Corte costituzionale e l'altro al TAR del Lazio avverso a questo decreto. Al TAR del Lazio abbiamo fatto ricorso sulla sospensiva e nel merito. È di pochi giorni fa - così com'è stato detto dal Consigliere Perron - la pronuncia da parte del TAR del Lazio, che sostanzialmente, a fronte di una materia così delicata e complessa, in Camera di consiglio ha proposto di entrare direttamente nel merito della questione nel più breve tempo possibile, perché di fatto non sarebbe stato nelle condizioni di potersi esprimere nell'immediato. A fronte di questo ricorso, si è costituito anche il Friuli Venezia Giulia, chiaramente preoccupato, perché se il TAR del Lazio avesse deliberato la sospensiva, si potevano porre due problemi: o lo Stato riconosceva tramite sue risorse il mancato trasferimento a bilancio della Regione, o diversamente andava a rimodulare nei confronti delle altre Regioni a Statuto speciale la loro quota di contributo, quindi in via di autotutela il Friuli ha presentato il ricorso. Questa è la situazione allo stato attuale.
In occasione della discussione in Consiglio dei ministri la scorsa settimana della norma di attuazione, ho evidenziato nuovamente la questione sottoponendo questa tematica al Governo, evidenziando le difficoltà in cui si viene a trovare la Valle d'Aosta, perché questo è un importo significativo per il nostro bilancio regionale. Va evidenziato che il ricorso presentato è un ricorso sul 2017 per il quale riteniamo di avere degli elementi per difendere questa posizione, anche perché quando è stata definita la legge di stabilità, sulla finanziaria non è stato individuato questo accantonamento. La Ragioneria dello Stato ha proposto al Governo di ricorrere e di impugnare la nostra finanziaria, il Governo non l'ha fatto, pertanto questo è un elemento positivo nei nostri confronti, tuttavia a bilancio sono accantonati i 144 milioni. Qualora dovesse esserci un esito positivo della trattativa o della sentenza, avremmo delle risorse da rinvenire e da ricollocare a bilancio 2017.
Ora, il problema che ci preoccupa è anche il 2018, ancorché lo Stato non si sia ancora espresso e riteniamo che sia indispensabile, in accordo con i Parlamentari, con i quali mi sono accordato, di portare avanti l'interlocuzione nei confronti dello Stato, perché è un problema questo da trattare nella finestra temporale da oggi al momento che lo Stato definisce il suo DEFR e la sua finanziaria, perché se ci sono da queste interlocuzioni degli accordi che dovranno derivare, che hanno impatto finanziario, chiaramente bisognerà dare copertura e la copertura va data in quella sede, quindi questo è lo stato dell'arte della situazione finanziaria. Sotto il profilo dei rapporti interlocutori, sono dei rapporti in cui c'è stata una presa d'atto della situazione di difficoltà anche dall'esame dei dati del nostro bilancio, perché è di tutta evidenza qual è stata la nostra partecipazione in questi anni, qual è stata la riduzione delle risorse a disposizione del bilancio regionale.
Io quindi mi auspico che, al di là di quelle che possono essere le nostre attese positive che derivano da un'eventuale sentenza, si possa nel più breve tempo possibile arrivare, attraverso l'interlocuzione, ad un'intesa politica per definire la questione nel modo più positivo possibile per la Valle d'Aosta.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Vede, collega Perron, io ritengo non solo necessaria ma doverosa una discussione in commissione su questo argomento. Nell'impegno non ho dubbi che debba essere momento di un confronto che porti poi ad una presa di posizione molto chiara, molto decisa che comunque io mi auguro veda compatto questo Consiglio regionale, perché questa presa di posizione, questa comunicazione fatta a maggio dalla Ragioneria di Stato è una comunicazione che comunque lascia tanto amaro in bocca. Qualcuno lo ha sottolineato, la Regione negli anni è stata penalizzata: ha pagato molto di più di quello che era il dovuto. Noi abbiamo delle Province autonome (vedi Trento) che hanno un bilancio quattro volte il nostro e pagano meno di quello che paghiamo noi, per cui è doveroso questo passaggio.
Sulla ricostruzione mi piacerebbe solo ricordare che è stato chiesto se c'era la volontà eventualmente di rivedere le premesse, ma non ho avuto risposta, per cui mi sento in dovere di fare una ricostruzione del passato. Questa è una norma riferita ad una legge del 2012, per cui non è una novità di quest'anno, poi ci sono stati dei ricorsi, ci sono state delle sentenze, la sentenza n. 77 della Corte costituzionale che diceva delle cose molto importanti: che questo sacrificio deve essere in un arco temporale, non può essere per sempre. Addirittura dall'interpretazione che veniva data della sentenza n. 77 si diceva che queste risorse dovevano rimanere in disponibilità della Regione e che era solo un sacrificio temporaneo, una non possibilità di utilizzare delle risorse, che comunque rimanevano in capo alla Regione. Questo era un po' il significato della sentenza n. 77, molto importante perché probabilmente può essere motivo di una rivendicazione in seguito di un recupero di queste risorse, per cui sono strade anche da perseguire queste perché la sentenza n. 77 è molto importante. Dal 2012 però ci sono alcuni passaggi che stridono un po' con l'impegno della politica dell'Amministrazione regionale in questi anni. Io ricordo che le cifre erano annualmente inserite nella finanziaria, mi pare di ricordare ci fosse un arco temporale (che scadeva a maggio di ogni anno) in cui si diceva che le varie autonomie speciali dovevano trovare un accordo su come ripartire queste risorse. Parlo dal 2012, perché la legge è del 2012. Questa intesa tra le autonomie speciali non c'è mai stata negli anni, per cui bontà divina - io dico - sicuramente si è fatto poco in questo periodo dall'approvazione della finanziaria, ma io non so cosa si è fatto prima e perché e per quali motivi la Regione non ha mai trovato un'intesa negli anni precedenti. Perché c'era una norma (faccio una ricostruzione non leggendo gli aspetti della legge, ma una ricostruzione che sia comprensibile per chi ci ascolta), scattava quel meccanismo per noi perverso e lo Stato ti diceva: "qualora le autonomie speciali non ritrovino una sintesi, un'intesa sul metodo di riparto, calcoliamo con il metodo SIOPE". Il metodo SIOPE è un metodo per noi deleterio perché avviene sulla base dei consumi intermedi desunti e che per la Regione rappresenta, rispetto all'intero sacrificio che viene chiesto a tutte le autonomie speciali (Province autonome, Sicilia, Sardegna e Friuli), il 10,2. Voi capite che il 10,2 riferito ad una Regione come la Valle d'Aosta è un'aberrazione per quello che riguarda i numeri e il bilancio della Regione. Mi pare di ricordare che questa iniquità - non ho altro termine - è stata più volte rappresentata allo Stato, che ha riconosciuto che il metodo non era molto equo, ma al momento lo Stato ha solo sostituito il criterio del riparto SIOPE con il criterio dell'incidenza del PIL, ma solo sulle norme emesse successivamente al 2012. Allora essendo la legge di riferimento il 2012, tutte quelle che sono entrate in vigore va bene, applico il metodo dell'incidenza del PIL, ma sul pregresso (vale a dire la parte sulla sostanza, sulla polpa) continuo ad applicare il metodo SIOPE, che per noi è deleterio. Questo per dire che probabilmente ci sono state anche delle interpretazioni di questo genere, secondo le quali alla fine abbiamo approvato una finanziaria in cui noi queste risorse abbiamo scritto che le avremmo calcolate a bilancio. C'è però una grossa differenza tra dire: io le metto a bilancio e le metto in disponibilità, perché il ragionamento fatto (poi io ritengo che sia un ragionamento non corretto) dal Governo e dalla Ragioneria, e che viene peraltro anche in parte esternato, dice: "la Ragioneria generale dello Stato ha comunicato che, se avessero inteso che con il superamento del regime del patto la Valle d'Aosta avrebbe speso di più, non avrebbe assentito all'iscrizione della norma". Significa cioè che se, al di là dell'approvazione della finanziaria, noi avessimo dato disponibilità a queste risorse, con ogni probabilità il Governo e lo Stato ci avrebbero impugnato la finanziaria. Il motivo per cui non è stata impugnata la finanziaria è che noi abbiamo riconosciuto questa maggiore disponibilità finanziaria, ma non l'abbiamo data in disponibilità. La parte più preoccupante di tutta questa vicenda, al di là del fatto che nel 2017 non l'abbiamo messa in disponibilità, per cui il bilancio e l'assestamento di bilancio approvato è un bilancio che non tiene conto di queste risorse, è il bilancio del 2018 (quello che avete approvato a dicembre) che, per quello che riguarda le disponibilità finanziarie, era un bilancio che prevedeva (il triennale chiaramente, approvato a dicembre, per cui c'era l'annualità 2017, ma c'era anche l'annualità 2018 e 2019) per il 2018 una disponibilità di 1.110,9 milioni. Se non dovessero esserci queste disponibilità, per il 2018 sarebbe un bagno di sangue, perché il nostro bilancio precipiterebbe a 966,6.
È questa la partita che vogliamo chiarire con lo Stato, penso che sarà molto difficile che si riescano a coinvolgere le altre autonomie speciali ad un sacrificio in più se non interviene lo Stato. Non ci siamo riusciti dal 2012 in avanti, io non penso che sia così facile far cambiare idea, perché la finanziaria dello Stato, se prevede questo in disponibilità in finanziaria dello Stato, bisogna che qualcuno paghi, per cui è difficile convincere qualcuno a pagare di più per noi pagare di meno. La mia preoccupazione che dico e che ho esternato è che la partecipazione io non la vedo tanto come un poco rispetto per la Valle d'Aosta da parte della Regione Friuli, e in questo caso della Presidente Serracchiani; io lo vedo come un preannuncio di quella che sarà la finanziaria dello Stato, dove probabilmente chi è nella stanza dei bottoni, in questo caso penso che il ruolo della Serracchiani sia un ruolo cardinale, probabilmente avrà già qualche indiscrezione o qualche indicazione. Io non vorrei che questa sia una sorta di mettere le mani avanti, perché lo Stato non so che attenzione... o quanto potrà modificare questo sacrificio. Io ritengo non solo opportuno, ma doveroso che ci debba essere una posizione unitaria di tutto il Consiglio regionale che dica che questa è una porcheria - io non ho altro termine - che la Valle d'Aosta non si merita, perché ha già pagato troppo nel passato e non può continuare a pagare sempre e solo la Valle d'Aosta.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Fabbri, ne ha facoltà.
Fabbri (UVP) - È una discussione che abbiamo fatto su questa risoluzione, una discussione approfondita sullo stato dell'arte di questa materia molto complessa. L'ha fatta il Presidente, l'ha fatto altrettanto bene il collega Gerandin. Adesso si tratta di vedere questa risoluzione, perché non abbiamo ben capito quali possono essere le premesse, se vengono mantenute, se non vengono mantenute. Per quanto riguarda l'impegno, mi sembra, proprio in relazione al discorso che è stato fatto, che sia un impegno estremamente condivisibile viste tutte queste difficoltà che ci sono, che ci saranno e che hanno proprio bisogno di un'analisi approfondita in commissione, di una condivisione non solo con i commissari, ma con tutti i colleghi che vorranno partecipare, vista la gravità della situazione, in modo da dare forza a chi sta già affrontando questo discorso. Noi pertanto, come UVP - naturalmente l'impegno per noi è condivisibilissimo, come dicevo adesso -, aspettiamo un attimo di capire quali saranno le premesse per vedere che voto dare alla risoluzione.
Presidente - Se ho capito bene, ci sarebbero delle problematiche sulle premesse, sull'impegno non ci sarebbero problemi. Vorrei capire se i propositori vanno a modificare le premesse. Ha chiesto la parola il collega Rollandin, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Nelle premesse, visto quello che è stato detto e che in qualche modo abbiamo appreso, dalla comunicazione che è stata fatta, ci sono due punti che credo siano abbastanza chiari e che credo vadano nella direzione di tenere conto di quello che è successo.
Io però vorrei anche un attimo entrare non tanto nel merito, perché se abbiamo chiesto la riunione in commissione è perché su questo tema, dati alla mano, vanno fatte una serie di riflessioni che qui sono state fatte solo in parte, perché nell'accordo che è stato fatto con lo Stato c'era un décalage negli anni di accantonamento di somme, come hanno fatto tutte le Regioni, e questo era un punto da non confondere con il SIOPE.
Altro riferimento al criterio SIOPE è quello che ha sicuramente creato più dei problemi proprio perché obbligava le Regioni a mettersi d'accordo sulla percentuale da utilizzare nei confronti di una serie di criteri (vedi trasporti, società pubbliche, società che intervenivano nell'intermediazione e così via), cosa che ha falsato completamente la percentuale di corrispondenza della Regione. Noi su questo abbiamo protestato e detto che una sola volta abbiamo trovato l'accordo, dove noi abbiamo pagato 2,5 perché abbiamo trovato l'accordo con la Sicilia. È l'unica volta, il che ha dimostrato anche agli altri che questa roba qui era una roba iniqua (la ripartizione con i criteri SIOPE). Soprattutto perché in alcune Regioni le società che svolgevano i ruoli che avrebbero dovuto essere conteggiati non erano direttamente coinvolte con la Regione, è come se fossero con Finaosta, invece di essere con la Regione, quindi non venivano conteggiati.
Detto questo, il problema dell'importo che partendo dai 200 mila arrivava poi giù a 144, che era l'ultimo anno... e che poi diceva dal 2017 non sono più dovute... sentenza della Corte costituzionale che ha ribadito che avevamo ragione a dire, che non è che quello deve durare in eterno, è un periodo e poi basta. Lì quindi si è stoppato e noi abbiamo considerato giustamente che da quel momento non c'era più l'esigenza di intervenire in tal senso. Sotto questo aspetto, ecco la ragione per cui nella finanziaria che abbiamo approvato avevamo messo la cifra: proprio per significare che dovevamo e potevamo utilizzarlo, evidentemente era anche una spinta nel senso di dire: comunque nel 2017. Poi a maggior ragione, se non c'è nel 2017, nemmeno nel 2018. Ora, noi riteniamo però che in questo intertempo questa questione qui doveva essere risolta, perché il problema riferito adesso dal Consigliere Gerandin di dire: "le altre Regioni sono interessate", le altre Regioni sono interessate se lo Stato non dà la copertura.
Voglio ricordare che in questi anni, prima di arrivare al pareggio di bilancio, voluto espressamente con un ordine del giorno qui in Consiglio, come la ripartizione diversa dei criteri SIOPE, voglio ricordarlo, è una mozione che era stata votata qui all'unanimità... prima di arrivare a quel punto, voglio sottolineare che questo aspetto era, deve essere e doveva essere visto come esigenza di avere la copertura non ripartendo tra le Regioni, ma da parte dello Stato... come lo Stato ha coperto quelle somme che noi abbiamo di volta in volta avuto come sforamento del pareggio di bilancio... nel momento in cui c'era il Patto di stabilità, scusate, sono stati anno per anno messi 120 milioni, 70 milioni, tant'è che lo sforamento non è mai stato penalizzante per quanto riguarda la Regione e la copertura è stata data dallo Stato. Qui il problema dei 144 non è che la copertura la devono fare le altre Regioni per conto della Regione Valle d'Aosta: ecco perché noi diciamo che anche con la Regione Friuli questo andava non solo spiegato ma sottolineato per fare forza sull'altra impostazione, che è quella di trovare i 144 milioni che devono essere trovati dallo Stato, non dalle Regioni. Questo è il punto delicato per cui abbiamo indicato queste due considerazioni. È lì, ma non da adesso, non nel momento in cui c'è la sentenza, perché un conto è il discorso politico sulla copertura dei 144 e un conto è il problema del ricorso al TAR, che chiaramente non accettando la sospensiva dà un segnale negativo, di solito se si accetta la sospensiva, è un segnale positivo, però qui sul tribunale non c'è l'intervento politico. Il tribunale decide e fa i fatti suoi.
Il problema dell'intervento politico (è quello che noi sottolineavamo) è che questo si sapeva dall'inizio giustamente di questa vicenda, quindi doveva essere vista la copertura che doveva essere fatta da allora: ecco qual è la differenza. Questo è il punto politico e che sarà necessario a maggior ragione per il 2018, perché altrimenti non solo non ci sono quelli del 2017, ma non ci saranno nemmeno quelli del 2018. Io questo lo voglio dire, quindi fare i bilanci sarà un po' più spinoso.
Non è che noi non abbiamo mai parteggiato per togliere alla Regione, abbiamo sempre lavorato per... e queste sono le dimostrazioni, come dicevo, sono i soldi che in questi anni hanno messo, al di là degli accordi, per sostenere quello che era il disavanzo, il Patto di stabilità non rispettato. Sono stati messi questi soldi nella finanziaria. Allora diciamo: i 144 milioni dove devono essere? Questo è un compito dello Stato, come ha fatto per i 500 milioni per gli operai della Sicilia, questi mica li ha divisi con le Regioni! Ecco dove dicevamo l'accordo con il Friuli... deve dare una mano a noi, non fare un ricorso contro la Regione, perché se fa ricorso contro la Regione, indebolisce logicamente quello che è... al di là del peso politico che giustamente il Consigliere Gerandin ricordava, il problema è che ti mette in difficoltà due volte, perché pensano che noi vogliamo portare via i soldi alle altre Regioni, non è così! Il nostro atteggiamento è quello di fare in modo che i soldi vengano previsti nella finanziaria dello Stato, come ha fatto le altre volte, messe a copertura da parte dello Stato, perché questo era evidente che doveva esserci! Non è una miopia nostra, lì è scritto nella legge, quindi lo Stato, quello che nella legge deve applicare deve trovare le coperture: ecco la differenza sostanziale per cui noi riteniamo di non aver detto nulla di particolare nella relazione.
Adesso abbiamo anticipato una discussione, però questa discussione va fatta in commissione. Io adesso non entro nei particolari di come il problema del SIOPE poteva essere risolto se c'era un po' di buon senso. Purtroppo non c'è stato, perché lì sì che nel SIOPE, se la torta è dieci, se io partecipo con il 10 percento, alleggerisco quello degli altri, e chi mi dà una mano? Nessuno. Infatti l'avevamo detto, noi avevamo proposto che ci fosse a maggioranza l'accordo, naturalmente non è passato. Era d'accordo la Sardegna, non era d'accordo naturalmente in questo caso la Sicilia, il Friuli era d'accordo. Quello che quindi noi abbiamo inteso presentare... per cui abbiamo detto: ci dispiace della mancata presentazione ad oggi - e credo che questo sia anche corretto - da parte della Giunta: le scadenze non rispettate. Questo permetteteci di dirlo.
Il DEFR doveva essere presentato entro il 30 giugno, è un discorso programmatico, non è un discorso di copertura! Questo è quello che noi condanniamo, perché allora o ci dite cosa volete fare, oppure poi andiamo a vedere se ci sono tutti i soldi... ma cosa volete fare? Poi io posso dire: faccio degli investimenti su questo, posso avere 10 milioni o 100, ma il problema rimane. Quello è di indirizzo, non è di copertura! Il bilancio è un'altra cosa, il bilancio che dovrà essere fatto adesso. Ma se non c'è nemmeno un indirizzo, non c'è niente? Il DEFR: ci avete contestato l'altra volta perché non c'era la definizione per quanto riguarda sempre il Casinò, non era ben scritto cosa si doveva, che era tutto previsto come organizzazione. Adesso qui non c'è niente e non se ne parla! Vuoi che non diciamo almeno questo? Io non so, non possiamo mica dire: grazie, non abbiamo un indirizzo su niente, non una copertura! Questa è la ragione per cui noi abbiamo presentato e manteniamo la risoluzione così com'è stata presentata.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Due considerazioni. Il Presidente e anche i colleghi che sono intervenuti, il collega Gerandin hanno ripercorso molto bene lo stato dell'arte, perché oggi stiamo parlando di questo e ben venga un ulteriore confronto in II Commissione, anche a seguito dei due ricorsi che la Giunta ha approvato con delibera di Giunta il 9 luglio. Prontamente la settimana dopo, insieme al Presidente della Regione, siamo andati in II Commissione a fare comunque il punto della situazione. Il MEF a maggio ha approvato il decreto, il 9 luglio noi abbiamo fatto ricorso e il TAR non ha voluto esprimersi qualche giorno fa.
Solo una considerazione invece per quanto riguarda il documento economico-finanziario regionale. L'ho detto prima in Capigruppo al collega Ego Perron: non abbiamo voluto presentare un documento economico-finanziario regionale, collega Rollandin, prima di non avere un punto di caduta, perché non abbiamo voluto fare la stessa identica fotocopia di quello che è successo l'anno scorso al di là di quando ci avete presentato il DEFR in Consiglio regionale. Un DEFR dove due giorni dopo praticamente la partita più importante, dal punto di vista finanziario ed economico, erano i 48 milioni di euro sulla Casa da gioco neanche citati sul DEFR. Lei ha detto che il documento economico-finanziario regionale non è un documento finanziario veramente, è un documento di natura politica, ma, dato che è un documento di natura politica, forse un punto di caduta anche finanziario nel momento in cui possiamo avere...
(interruzione del Consigliere Rollandin, fuori microfono)
... io ho ascoltato il suo intervento, io le dico le motivazioni che ci hanno portato responsabilmente a non approvare il documento economico-finanziario... stiamo redigendo, come ho detto venerdì scorso in II Commissione... e avevo oltretutto detto in II Commissione che, entro fine mese, insieme al Presidente della Regione, ci saremmo confrontati in II Commissione, ma questa risoluzione ci dà la possibilità di anticipare di qualche giorno la discussione in commissione, quindi ben venga da quel lato.
Volevo solo spiegare quanto meno il perché non abbiamo voluto approvare il documento finanziario. Faccio un esempio. Il documento economico-finanziario approvato l'anno scorso e poi discusso in Consiglio non citava minimamente la necessità di reperire delle risorse in finanziaria per la Casa da gioco (50 milioni di euro). Come se noi avessimo approvato il documento economico-finanziario senza eventualmente un aumento di capitale di un'azienda, di una società partecipata, una Monterosa Ski, piuttosto che le Funivie del Piccolo San Bernardo, piuttosto che la Courmayeur, piuttosto che altre, e poi due settimane dopo, scaricato un documento economico-finanziario che dice diversamente rispetto al documento di indirizzo e di natura politica. Queste sono le motivazioni che ci hanno portato a non approvare questo documento di indirizzo politico. Comunque, per quanto riguarda l'impegno inserito in questa risoluzione, verremo in commissione insieme al Presidente.
Presidente - Non ci sono altri interventi? Se non ci sono altri interventi, mettiamo in votazione. Ha chiesto la parola la collega Morelli, ne ha facoltà.
Morelli (ALPE) - In Conferenza dei Capigruppo tout à l'heure avevamo fatto una proposta di emendamento rispetto alla premessa in modo da poterla condividere tutti. Per l'impegno non c'è nessun problema, ma, riguardo alla premessa, ovviamente da parte della maggioranza ci sono delle remore, giustificate penso. Si tratta quindi di capire qual è la posizione dei proponenti della risoluzione: se non vi è l'intenzione o meno di emendare la premessa.
Presidente - Io non so se ho capito male, ma mi è sembrato che nelle dichiarazioni, negli interventi non ci siano le premesse per emendare la risoluzione. Ha chiesto la parola il collega Perron, ne ha facoltà.
Perron (UV) - Solo per ribadire quanto abbiamo già cercato di dire: ci permetterete di avere una valutazione e un giudizio su quanto è successo diversi rispetto al vostro... Ci mancherebbe ancora, colleghi, Giunta, che non si voglia accettare una richiesta di andare in commissione a dettagliare, quindi sul fatto di dire: "ci impegniamo ad andare in commissione" ci mancherebbe ancora! Evidenzio ancora una volta che sentite la necessità su un argomento come questo di venire in commissione solo perché ve lo chiediamo noi, quando all'interno della commissione avevamo espressamente chiesto che, testimone il Presidente Fabbri, la commissione venisse costantemente, continuamente aggiornata sull'evolversi della situazione, di una questione delicata come questa. La volta scorsa abbiamo ottenuto il passaggio in commissione del Presidente e dell'Assessore perché l'abbiamo chiesto noi. Oggi siamo nella stessa condizione, ci permetterete di mantenere un giudizio negativo sul fatto che, a nostro modo di vedere, i passaggi di raccordo con le altre autonomie speciali non sono avvenuti: questa è una valutazione politica. Come ci permetterete di esprimere un giudizio negativo - e lo ribadiamo con convinzione - sul fatto che ad oggi - e lo ha ribadito un attimo fa l'Assessore Chatrian - non c'è intenzione di portare in aula uno straccio di DEFR che ci indichi l'atteggiamento di questa Giunta su come si voglia costruire il bilancio. Da questo punto di vista, quindi noi manteniamo tutte le nostre perplessità, per cui noi vogliamo che venga messa in votazione la risoluzione così com'è stata formulata.
Presidente - Ci sono dichiarazioni di voto? Ha chiesto la parola la coolega Morelli, ne ha facoltà.
Morelli (ALPE) - A nome della maggioranza, la posizione sarà di astensione, mantenendo l'impegno però a relazionare in commissione.
Presidente - Dichiaro aperta la votazione sul punto n. 23.01. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti : 16
Favorevoli: 16
Astenuti:17 (Bertin, Bertschy, Borrello, Certan, Chatrian, Fabbri, Fosson, Gerandin, Grosjean, Marquis, Morelli, Nogara, Norbiato, Padovani, Restano, Rosset, Viérin)
Il Consiglio non approva.
