Oggetto del Consiglio n. 281 del 29 maggio 1981 - Resoconto
OGGETTO N. 281/81 - CRITERI PER LA VALUTAZIONE DEI TITOLI DI AMMISSIBILITÀ AL CONCORSO DI UN POSTO DI ASSISTENTE SOCIALE PRESSO L'ASSESSORATO ALLA SANITÀ ED ASSISTENZA SOCIALE. (Interrogazione)
Presidente - Do lettura dell'interrogazione presentata dai Consiglieri Minuzzo e Viberti.
INTERROGAZIONE
I Consiglieri regionali
INTERROGANO
l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale per conoscere quale criterio di valutazione si userà per evitare che personale non idoneo possa accedere nei ruoli regionali.
Presidente - L'interrogato è l'Assessore alla Sanità ed assistenza sociale, Rollandin, che ha la parola.
Rollandin (UV) - Su questo problema noi abbiamo chiesto dei chiarimenti ponendo un quesito alla Segreteria Nazionale dell'Associazione Nazionale Assistenti Sociali, in data 11 maggio, quindi precedente a questa interrogazione, per chiarire definitivamente quali siano i requisiti di ammissibilità per i corsi. Infatti il problema che si pone qui è reale ed è legato ad un dato di fatto, cioè che ci sono delle scuole, attualmente, che rilasciano dei cosiddetti diplomi a cui non si sa che affidabilità dare. Di conseguenza ci si trova nell'imbarazzo al momento di decidere sull'ammissibilità al concorso, come in effetti ci siamo trovati, per cui abbiamo anche chiamato gli interessati facendo presente qual'era ad esempio il modo di comportarsi della Regione Piemonte e di altre Regioni, che valutano determinati titoli che comportano anche un'espressione di merito, quindi una esclusione dalla partecipazione al concorso.
Il bando che noi avevamo fatto era compilato nel modo classico, cioè chiedeva i requisiti che sono sempre stati richiesti a livello di assistente sociale. Di più al momento attuale non potrei dire, perché la risposta non ci è ancora pervenuta, e non abbiamo chiarimenti a questo livello, al di là del mansionario delle qualifiche; diciamo che ci può essere una possibilità di valutazione a livello di Commissione, quindi dei titoli. Al di fuori di questo siamo praticamente disarmati, come possibilità effettive di escludere od ammettere certi tipi di diplomi. Questa è la situazione attuale, che come dicevo ha messo in difficoltà anche noi al momento di ammettere o meno determinati aspiranti a questo concorso di assistente sociale.
Speriamo che questo problema che chiaramente non è risolvibile a livello regionale, venga risolto a livello nazionale con una presa di posizione su quali siano le scuole da ammettere e quindi su come potranno poi essere situati - perché questo è un problema che si porrà, a livello di qualifica, anche al momento dell'inquadramento - i possessori di questi diplomi. Infatti quando uno si presenta con un diploma di assistenza sociale, automaticamente ha diritto di avere quel posto e quel trattamento economico, indipendentemente da chi ha rilasciato il diploma.
Purtroppo, ripeto, non posso dare al momento altri dati in quanto non ho ancora avuto la risposta competente; mi riservo naturalmente di comunicare quale sarà la presa di posizione.
Presidente - Risponde il Consigliere Minuzzo, ne ha facoltà.
Minuzzo (PSDI) - Posso dichiararmi soddisfatto dalla risposta datami dall'Assessore per il fatto che ha già provveduto di sua iniziativa a chiedere informazioni a livello nazionale sui criteri che bisogna adottare per l'assunzione di questi operatori.
Chiederei all'Assessore, se è possibile, qualora ricevesse risposta da questa Associazione, farcene avere copia.
Presidente - La parola al Consigliere Viberti.
Viberti (DPROL) - Soltanto per chiedere all'Assessore che appena possibile mi spieghi che cosa fa la Regione Piemonte; mi è sembrato infatti di capire che è stata consultata la Regione Piemonte per sapere che atteggiamento tiene nei confronti di queste cose.
E per dire che sono soddisfatto della risposta data e che ho piacere di vedere che prima ancora di una sollecitazione l'Assessore si era preoccupato di esaminare il problema.
Certo è che, di fronte alla carenza di un metro valido a livello nazionale da adottare anche noi, un concorso di questo genere, svolto quindi con la partecipazione di tutti coloro che hanno questi diplomi più o meno validi, lascia poi adito a strascichi e polemiche; quindi, oltre alla richiesta di sapere cosa fa la Regione Piemonte - in separata sede, perché il Regolamento non permette di andare oltre come repliche - rivolgerei all'Assessore una preghiera affinchè la Commissione d'esame sia particolarmente seria e severa nei confronti dei candidati, i quali mi auguro siano tutti a livello tale da, anche se non possono essere tutti primi, superare brillantemente gli esami. Dico Commissione particolarmente severa perché - mi permetto un accenno ad un concorso al quale ho partecipato in qualità di esaminatore - ho visto che recentemente si è fatto ancora ricorso alla classifica di un concorso nel quale le prime persone, secondo me, erano elementi validi che contribuiscono certamente al buon funzionamento dell'Amministrazione - e alcune delle persone conosciute in quell'occasione ho avuto modo di vederle nei vari uffici e danno un contributo valido - altre, e ci avviciniamo al n. 50 nella classifica, mi erano sembrate al momento dell'esame non sufficientemente preparate per essere inserite immediatamente nell'ambiente di lavoro della Regione. Può darsi che nel frattempo si siano preparate, che abbiano migliorato le loro cognizioni, io però ho dei forti dubbi; per cui credo che una maggiore severità sia garanzia, anche perché queste graduatorie poi vengono usate, di avere del personale valido, a prescindere da quelle che sono poi le valutazioni proprio su dei titoli distribuiti.
