Oggetto del Consiglio n. 272 del 14 maggio 1981 - Resoconto
OGGETTO N. 272/81 - CENTRALINE PER IL RILEVAMENTO DI DATI PER L'INDIVIDUAZIONE DELLE POTENZIALI RISORSE ENERGETICHE. (Interpellanza)
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Viberti. Ne ha facoltà.
Viberti (DPROL) - Si parla di nuovo di queste centraline perché questa interpellanza è successiva a quella interrogazione presentata ed è successiva anche alla riunione della Commissione Energia, durante la quale il Prof. Masoli, che conduce lo studio sulle fonti energetiche alternative nella nostra Regione che questo Consiglio gli ha commissionato, parlò delle centraline in questione. Di queste si discusse il 22 dicembre dello scorso anno in una seduta di Consiglio che ci vide persino impegnati in una parte a porte chiuse, proprio per la delicatezza dell'argomento e le implicazioni che potevano esserci. In quella data - questo non solo a memoria, perché i dattiloscritti che riportano gli interventi possono testimoniare, ma credo che la memoria dei Consiglieri sia, da questo punto di vista, buona - la discussione si imperniò a lungo su questo argomento: chi paga queste due delibere? Naturalmente l'Amministrazione regionale, siccome sono delibere sue, ma si chiedeva se i 408 milioni che l'Amministrazione regionale spende nel corso dello studio che dura 4 anni fatto, appunto, dall'equipe Masoli, erano comprensivi o meno di questi 150 milioni. Il Presidente della Giunta affermò allora che questi 150 milioni rientravano con gli altri 34, usati per fare delle misurazioni geoelettriche della portata minima dei corsi d'acqua della nostra Regione, in questa spesa complessiva.
Il Prof. Masoli, su mia richiesta, ha fatto una precisazione nel corso di questa riunione, che è ai verbali della Commissione Energia dicendo esattamente il contrario di quanto aveva affermato a suo tempo, il Presidente della Giunta.
Noi, come Nuova Sinistra, e non credo solo noi, abbiamo avuto subito dei dubbi circa questa spesa e il fatto che fosse o meno compresa in quella preventivata per lo studio. Ora, quello che chiediamo con questa interpellanza è di conoscere chi pagherà queste centraline, ma più precisamente, perché si potrebbe rispondere che paga la Regione, con quali soldi verranno pagate queste centraline: con quei 408 milioni che vengono destinati allo studio delle fonti energetiche alternative oppure con altri fondi presi dal bilancio?
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo come firmatario dell'interpellanza. Ne ha facoltà.
Minuzzo (PSDI) - Solo per aggiungere che, in occasione di quella ratifica di delibera di Giunta, assieme alla Nuova Sinistra e ai compagni del Partito Socialista, sostenevamo che, a nostro avviso, queste spese per l'installazione delle centraline erano imputate alla Regione, mentre il Presidente della Giunta sosteneva che queste rientravano nel costo globale della ricerca di fonti energetiche alternative ed integrative nella Valle d'Aosta, effettuate dallo studio Masoli. Come ha detto il collega Viberti, il Prof. Masoli, in quella riunione, ha sostenuto che l'installazione di queste centraline erano oneri che competevano allo Studio Masoli. Chiaramente, uno dei due ha dichiarato il falso. Ed è per sapere questo che, assieme al collega Viberti, abbiamo presentato questa interpellanza, anche se comunque, verremo a saperlo tra sei, sette mesi, un anno, quando saranno sottoposti altre delibere di Giunta e i mandati di acconto allo Studio Masoli per lo studio che sta svolgendo nella nostra Regione.
Presidente - Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura e Foreste, Marcoz. Ne ha facoltà.
Marcoz (UV) - Ambasciatore non porta pena, quindi io leggo quello che ho trovato. Sempre sul discorso generale, tutta questa ricerca alternativa chiaramente era da inquadrarsi nel servizio di meteorologia che la Regione vuole installare; quindi l'incarico e la spesa sono, pertanto, secondo noi, disgiunti dalle vere e proprie ricerche delle fonti energetiche alternative. Di conseguenza la Regione ha acquistato questi strumenti direttamente dalla Ditta "Micros" di Conegliano Veneto su suggerimento del Prof. Masoli. L'importo della spesa è di 155 milioni 603.050, salvo la messa in opera.
La deliberazione di incarico di finanziamento della prima parte della spesa di L. 80 milioni è stata fatta con l'oggetto n. 4158 in data 11.8.80 con imputazione ad capitolo 38100; una seconda delibera di impegno della rimanente spesa di L. 75.603.050 è in corso di approvazione, finora per i lavori eseguiti da questa "Micros", risultano due fatture pagate: una prima n. 4 del 14.1.1981 di L. 22 milioni 119.675, una seconda fattura n. 1819 del 19.3.81 di L. 36.110.575; totale liquidato finora di 155 milioni sono 58 milioni 230.250.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo. Ne ha facoltà.
Minuzzo (PSDI) - È chiaro che qui non si può dire all'Assessore Marcoz, bontà sua: mi dichiaro soddisfatto o insoddisfatto della risposta. Voglio solo fare alcune considerazioni.
Punto primo: le centraline installate, in risposta alla prima dichiarazione fatta dal collega Viberti, sono 4, quelle ordinate sono 10, per cui già oggi la Regione ha speso di più rispetto alle centraline installate.
Punto secondo: ritengo che qui sia stato buggerato tutto il Consiglio regionale e, probabilmente, non in malafede, ma comunque se le cose fossero state effettivamente messe, come sembra siano da quanto ha detto l'Assessore Marcoz, la situazione probabilmente sarebbe diversa. Ritengo infatti che, oltre tutto, si sia creato un grave precedente per l'Amministrazione regionale. Partendo dal presupposto che, a mio avviso, i soli oneri per la ricerca scientifica delle fonti integrative ed alternative in Valle d'Aosta sono quanto mai elevati, poiché è uno Studio che non utilizza strumenti propri, se non in minima parte, diversamente da quanto erano in grado di fare altri Studi, la Regione è anche costretta a fornire a questo Studio gli strumenti necessari per effettuare questa ricerca scientifica per la quale la Regione paga fior di quattrini. È chiaro che si è creato un grosso precedente in questo senso, perché, per fare un esempio molto elementare, a questo punto, chiunque può chiedere alla Regione se vuole avvalersi della propria opera: un autotrasportatore, ad esempio, può chiedere alla Regione di avvalersi della sua opera, quindi la Regione comprerà il camion e via dicendo. Rollandin, non storcere il naso, il dato di fondo è questo: quando uno si prende un onere deve essere in grado assolverlo in tutto, non solo fare la prestazione d'opera in un problema così importante, anche perché se i colleghi Consiglieri non lo sanno, per l'installazione delle centraline prima si era adottato un sistema di trasmissione dati, poi si è pensato cambiarlo e di fare la trasmissione via etere, il che comporta dei grossi problemi, perché l'Assessore Marcoz ha detto che le centraline costano 155 milioni, esclusa la posa in opera, mentre Masoli mi sembra, se non ho capito male, ha detto che 155 milioni erano complessivi di tutto quanto. Se noi all'installazione delle centraline andiamo ad aggiungere il costo dell'installazione dei ripetitori e dei ponti per la trasmissione dati, riusciamo a chiudere il cerchio e avremo una valutazione complessiva di quanto è costata alla Regione Valle d'Aosta questa ricerca scientifica.
Non mi dichiaro né soddisfatto né insoddisfatto della risposta, perché l'Assessore ha letto quello che aveva scritto, però, a questo punto la Commissione Speciale per l'Energia dovrà trarre le sue conclusioni e questo problema dovrà essere riportato all'ordine del giorno in un futura riunione della Commissione per valutarne tutte le conseguenze.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Viberti. Ne ha facoltà.
Viberti (DPROL) - Questa relazione, preparata per il Presidente della Giunta, che non è qui per poterla leggere e ha quindi demandato a chi ha potuto seguire, forse marginalmente, queste cose, ci ha detto una cosa che noi già il 22 dicembre sapevamo nel nostro intimo, ma che era stata negata chiaramente dal Presidente della Giunta: che, l'Amministrazione regionale avrebbe pagato le centraline al di fuori di quanto spetta al Prof. Masoli per lo studio che sta conducendo.
Il sentimento che si può provare in questo momento è quello dell'amarezza nel constatare che, anche di fronte all'evidenza, chi, all'interno di questo Consiglio, rappresenta il massimo non si comporta secondo i canoni che dovrebbero essere la base del comportamento non dico di un uomo politico, ma di un amministratore. Il collega Minuzzo ha parlato di qualcuno che ha detto il falso, ma chi ha detto il falso è venuto fuori molto semplicemente e già allora, anche se non provato, era immaginabile. L'amarezza è quindi il sentimento che si prova; siamo una Regione che sta spendendo quasi un miliardo per la ricerca di fonti energetiche alternative, che io personalmente, come tutti qui, ritengo giusta - per le dimensioni che ha la Valle d'Aosta è una cosa enorme e dovrebbe portare dei risultati - però vediamo che nel corso dello svolgimento di questa ricerca, improvvisamente dobbiamo dotarci di un sistema di rilevazione di dati metereologici per avere un sistema di rilevamento meteorologico che durerà nel tempo e che ha, evidentemente, una sua utilità.
Non stiamo a discutere sul fatto che si siano fatte delle scelte in direzioni giuste, anzi, secondo noi, questo è positivo, ma l'amarezza e il dispiacere vengono perché qualcuno che deve fare uno studio per la nostra Regione ci fa una proposta, noi l'accettiamo così com'è, senza voler cambiare niente, e l'unica cosa - e meno male che almeno questo è stato inserito - è la richiesta di controllare dopo sei mesi quanto è stato fatto. Ora, questo qualcuno ci dice che dobbiamo dotarci di una rete metereologica, ma i dati che rileverà costituiranno il lavoro che noi gli paghiamo altrimenti. Ci sono, a livello nazionale, degli Enti, come ad esempio il CNR, che questo lavoro ce lo avrebbero fatto forse, facendoci spendere i soldi delle centraline - perché probabilmente neanche il CNR è dotato di 10 centraline - perché probabilmente neanche il CNR è dotato di 10 centraline da installare nella nostra Regione - però tutto il resto lo avrebbe pagato. Abbiamo poi l'ENI che ha fatto delle ricerche per la Regione Toscana e per la Regione Puglia, Regioni che hanno speso, dal punto di vista della strumentazione, qualcosa questo è vero, ma non hanno speso niente per il personale che è già pagato e lavora non per il proprio interesse, ma con finalità scientifica; non è un venditore che cerca di dare al cliente il prodotto che il cliente vuole, perché se noi qui andiamo a chiedere a un venditore di gelati di vendere gelati al Polo Nord, se questo è un bravo venditore glieli va a vendere, ma questi mangiano pinguini non gelati. Allora, che cosa voglio dire? Che noi, forse, non eravamo in grado di sapere quello che ci veniva venduto e, allora, avremmo dovuto rivolgerci a chi era in grado di darci un aiuto, ma questo non è stato voluto, non solo, adesso si sono rotte le uova e si nasconde il paniere con le uova rotte, e questo è un metodo meschino di condurre l'amministrazione, e non faccio distinzioni di nessun genere, parlo di persone che si comportano onestamente e altre che non lo fanno. Un amministratore che non si comporta onestamente, per di più di fronte all'assemblea che lo ha espresso, è una cosa che grida vendetta, ma purtroppo, in questa sala sembra che le parole possano essere rovesciate, raccolte e portate via senza che cambi niente. Ma è mai possibile che ci si trovi di fronte all'evidenza e non si faccia niente per cercare di raddrizzare le cose? Queste cose che io sto dicendo oggi erano chiare già il 22 dicembre dello scorso anno. Io non so più veramente se continuare a venire in questo posto. Non so che cosa ci vengo a fare, perché se la presa in giro fosse stata nei confronti di Ilio Viberti o della Nuova Sinistra la cosa non mi preoccuperebbe, fa parte di quello che è il gioco politico, ma quando a essere presa in giro è l'istituzione stessa da chi ne fa parte e da chi ne è la massima espressione questo è inaccettabile. Ma come si può pensare che il nostro Paese possa andare avanti? Ma non parliamo neanche del nostro Paese, che la Valle d'Aosta possa andare avanti, quando la classe dirigente politica, espressa non da Roma ma dai valdostani stessi arriva a questi livelli. Ma di quale autonomia vogliamo parlare se non abbiamo l'onestà di dire le cose come stanno? Almeno quello. Io non pretendo dire che le scelte, fatte a suo tempo, fossero sbagliate, ma perché turlupinare il Consiglio? Può darsi che avessimo bisogno di spendere anche quei 150 milioni, non voglio fare questioni di questo genere, ma perché non dircelo? Perché non dire: "sì, è vero, ne spendiamo alti 150, noi pensiamo che sia giusto per questo, questo e questo motivo, e quindi voi votate pure contro, ma noi ci assumiamo le nostre responsabilità".
Qui, volendo, ci si potrebbe riallacciare al discorso del controllo rispetto all'attività della Giunta che facevo prima, ma sinceramente non so con quanta voglia ancora andrò avanti per i pochi mesi che mi restano, perché oggi è stato detto chiaramente che nel mese di dicembre siamo stati presi in giro, tante volte abbiamo avuto questa sensazione, ma questa volta la cosa è chiara e non è smentibile. E. allora, io chiedo, a questo punto, al Consiglio e a quanti fanno parte della Commissione Energia che cosa facciamo? Perché io, sinceramente, non so proprio più cosa fare. Che cosa resta, da un punto di vista istituzionale, ancora da fare perché di queste cose non ne avvengano più? Per forza la gente pensa quello che pensa della classe politica!
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Faval. Ne ha facoltà.
Faval (UV) - Potrei fare una richiesta? Visto che non c'è il Presidente della Giunta e che sono il Presidente della Commissione Energia, incaricata il 22 dicembre scorso di seguire attentamente l'evoluzione del lavoro dell'equipe Masoli, chiedo al Consiglio e, in particolare ai due interpellanti, se sono disposti acchè io possa aggiungere alcune informazioni e valutazioni a quello che è stato detto dall'Assessore.
Presidente - Scusi, Vice Presidente Faval, sarebbe stato molto meglio se la proposta fosse venuta dopo le risposte di Marcoz. Se sono elementi che possono servire al Consiglio, personalmente, io non ho riserve, ho solo la preoccupazione che ulteriori elementi o costringano o portino gli interpellanti a richiedere di poter nuovamente riprendere la parola. Sarei per limitare, se possibile, le deroghe a questo tipo di discussione, anche perché la delicatezza del problema è stata ampiamente sottolineata.
Vedrei piuttosto, bene, data la complessità e la delicatezza del problema, che il Vice Presidente Faval inserisse, come suo momento di informazione al Consiglio, ad una prossima seduta l'attività che egli sta seguendo, dando, quindi, la possibilità anche agli altri Consiglieri di intervenire e non di limitare il dibattito agli interpellanti di oggi. Il Vice Presidente Faval concorda con me?
Faval (UV) - Io concordo, solo dico che vista la delicatezza del problema e visto il tipo di atteggiamento che è stato assunto da parte dei due interpellanti nei confronti di questo problema, che io, tra l'altro, credo sia stato affrontato con, alla base, un grossissimo equivoco, potrebbe consentire al Consiglio di fare una piccolissima deroga, sulla quale, comunque, non insisto.
(Intervento dal fondo fuori microfono)
Presidente - Come Presidenza auspico che il Vice Presidente Faval possa relazionare sulla sua attività al Consiglio e il Consiglio possa discuterne con gli interventi di tutti i Consiglieri.
