Oggetto del Consiglio n. 214 del 30 aprile 1981 - Resoconto
OGGETTO N. 214/81 - DISEGNO DI LEGGE CONCERNENTE: "DISCIPLINA E TUTELA DEI GIOCHI TRADIZIONALI VALDOSTANI".
Presidente - L'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali, Pollicini, ha facoltà di illustrare la relazione.
Pollicini (DP) - Fra le attività sportive regolamentate in Valle d'Aosta, quella che ha un'anzianità maggiore - ed è strano se si considera quale è la convinzione di molta gente che non ha seguito questi sport - è proprio lo sport dello "tsan"; quella dello "tsan", dopo la fondazione dell'Unione Sportiva Aosta, pare sia la seconda Federazione che si è data un regolamento per poter organizzare in maniera precisa la pratica dei giochi popolari valdostani o sport de noutra tera. Quindi sono trascorsi sessant'anni da quando si è regolamentato per la prima volta un particolare sport della nostra regione; in seguito, certamente ci saranno stati periodi di attività diversi a seconda delle epoche.
Chiariamo subito la questione del significato dei termini "giochi" popolari o "sport" popolari: io ho cercato di approfondire quale è la differenza fra "jeux traditionnels" e "sport popolari", tra l'altro alcuni dicono "sphort de noutra tera", col "ph", no? Debbo dire che da quelli che capiscono molto meglio di me questo problema mi è stata data questa definizione: "sport" vuol dire applicazione organizzata del tipo di attività, mentre "gioco" rappresenta un fatto più vicino al folklore che non all'aspetto sportivo. Queste sono interpretazioni che altri hanno dato e che io non sposo ma riferisco soltanto per vedere se si può chiarire il concetto. Comunque, "sport" o "gioco", la differenza non pare eccessiva e del resto esiste la Federazione Italiana Gioco Calcio pur essendo tutti convinti che il calcio è uno sport anche se viene chiamato gioco; in sostanza, io dico che è ininfluente la scelta dei termini "gioco" o "sport".
La cosa importante è che qui noi discipliniamo per la prima volta i giochi tradizionali della Valle d'Aosta, e ciò che è più rilevante è che viene in questo modo riconosciuta con una particolare legge la particolarità - scusate il bisticcio di parole - dei giochi popolari valdostani, la particolarità di una tradizione che è tipica della Valle d'Aosta e che non ha uguali in altre zone del Paese; è quindi il segno che questi giochi fanno parte del patrimonio culturale della nostra regione l'aver definito, attraverso un riconoscimento legislativo, quella che è una tradizionale attività sportiva nella nostra regione.
Il primo dei punti salienti di questo disegno di legge è, dunque, il riconoscimento legislativo dei giochi popolari valdostani come testimonianza della cultura e della tradizione di questi giochi nella vita collettiva della Valle d'Aosta; inoltre questi quattro giochi - lo "tsan", il "fiolet", la "rebatta" e il "palet" - costituiscono una unica Federazione entro la quale si organizzano e gestiscono gli sport popolari valdostani. Un altro dei capisaldi di questo disegno di legge è il riconoscimento della possibilità di inserire nella pratica delle attività sportive scolastiche anche l'insegnamento degli sport popolari valdostani. Il disegno di legge prevede anche l'erogazione di un contributo regionale fino al 70% del costo complessivo dell'opera per la realizzazione dei campi per questi giochi. Ma il fatto più importante e che considero giusto sottolineare ancora è che per la prima volta si ha questo riconoscimento legislativo.
Le richieste dei rappresentanti dei quattro giochi popolari valdostani erano di altro tipo: ad esempio, quella di uscire dall'Assemblea generale sportiva e dal finanziamento previsto per le attività sportive dalla legge n. 35; la Giunta ha ritenuto che non sia, almeno per il momento, accettabile rompere l'unitarietà degli sport regionali, siano quelli tradizionali e tipici della Valle d'Aosta, siano gli altri sport, per evitare ricreare un precedente e di uscire dalla autodefinizione della distribuzione dei fondi fra le varie Federazioni e Società, elemento sicuramente oggi di grande importanza per quanto concerne la capacità che le Federazioni devono avere nell'autogestire il loro finanziamento; vi sapete che la Giunta e il Consiglio ratificano la decisione dell'Assemblea generale sportiva in ordine alla distribuzione dei fondi che la Regione assegna per lo svolgimento dell'attività sportiva di ogni anno in Valle d'Aosta. Quindi, non è stato possibile accettare questa richiesta, proprio per una questione di principio; riteniamo che quindi i finanziamenti debbano rientrare fra quelli previsti dalla legge n. 35.
L'altro aspetto, che mi pare altrettanto importante, è quello di avere oggi previsto finanziamenti per la realizzazione dei campi per gli sports tradizionali valdostani; a questo proposito, possiamo informare il Consiglio che la Regione e finora intervenuta ad hoc, laddove si creavano le condizioni ed esistevano organizzazioni per la pratica dello sport popolare valdostano, con interventi per la realizzazione dei campi da gioco che questo sport richiede.
Schematizzando, dunque, i punti fondamentali del disegno di legge sono: primo, il riconoscimento della particolarità; secondo, l'inserimento eventuale nella scuola dell'insegnamento della pratica di questi sport; terzo, il riconoscimento dell'intervento regionale per la realizzazione dei campi a livello comunale. Nella proposta, che i Consiglieri hanno ricevuto, di Piano triennale delle infrastrutture turistico-sportive, alla cui redazione hanno partecipato due rappresentanti degli sport popolari valdostani, uno dei punti principali e più qualificanti è quello della realizzazione di un campo di gioco dove si possano praticare tutti e quattro i giochi popolari valdostani, a livello regionale; quindi, diciamo, c'è il riconoscimento di un'attività che meritava una valutazione particolare, però nell'ambito dell'Assemblea generale sportiva e con finanziamento compreso fra quelli dell'Assemblea generale sportiva stessa. Io ho avuto contatti, che ormai risalgono a circa un anno fa, con i rappresentanti di questi giochi popolari e tradizionali valdostani, ci siamo incontrati e anche scontrati - almeno con alcuni rappresentanti - su quella che era l'esigenza di uscire dall'Assemblea generale sportiva e avere finanziamenti autonomi; però io penso che un fatto importante resti, ed è l'esistenza di una legge ad hoc, che riconosce la particolarità dei giochi tradizionali valdostani. Ecco, penso che sarà poi eventualmente l'evoluzione dei tempi che chiederà di valutare l'opportunità di dare riconoscimenti più concreti a questo tipo di gioco, ma l'importante è che questi giochi siano riconosciuti da una legge ad hoc, tenuto anche conto che essendo questa una Federazione locale non può godere degli interventi per lo sport che il C.O.N.I. prodiga alle Federazioni di livello nazionale.
Presidente - È aperta la discussione generale. Chi chiede di intervenire?
La parola al Consigliere Péaquin.
Péaquin (PCI) - L'Assessore ha ricordato che questi sport popolari risalgono a tempi lontani, e infatti le cose stanno esattamente così; anzi, si può dire che alcuni di questi sport popolari vengono addirittura fatti risalire al tempo dei Salassi, e crediamo che questo possa anche essere vero perché si tratta di sport veramente popolari e che si possono praticare senza bisogno di grossi spazi a disposizione. Io ricordo quando il "palet" si giocava anche con delle piccole pietre rotonde e non come si fa oggi che la tecnica, giustamente, si va perfezionando. Sono comunque degli sport realmente popolari e realmente espressione della nostra cultura e della nostra particolarità. Credo che sia utile ricordare come attorno a questi sport esista un movimento di massa: più di 3000 sono i tesserati di questa Federazione, che svolgono regolarmente campionati regionali; varie sono state le rappresentative della Valle d'Aosta che nei decenni passati hanno organizzato degli incontri con gli emigrati valdostani a Parigi - e mi ricordo, quando ero bambino, che erano molto seguiti questi incontri con gli emigrati valdostani in Francia; e ancora, migliaia sono le persone che praticano questi sport a titolo dilettantistico e di divertimento nelle ore libere, e migliaia e migliaia sono le persone che seguono le manifestazioni di questo sport.
Dunque, questa è una proposta di legge che ci ha interessati perché vede per la prima volta regolamentata e riconosciuta la pratica di questi sport. E interessanti e importanti sono gli articoli: ad esempio, l'art. 4, ove è detto che le associazioni hanno il compito di reperire e formare istruttori in grado di trasmettere, in modo particolare ai giovani, gli elementi generali e le tecniche del gioco, e ove si afferma che il compito di istruttore non può avere carattere di professionalità, proprio per quella grande popolarità che questi sport hanno; l'art. 5, dove è previsto che le scuole richiedano che questi sport siano praticati come attività sportive scolastiche; l'art. 6, dove si afferma che la Regione programma e realizza i campi per i giochi tradizionali, d'intesa con i Comuni, e interviene con un contributo non superiore al 70% se questi campi vengono realizzati su iniziativa dei Comuni stessi o delle Comunità montane. L'Assessore ci ha spiegato prima le possibilità di finanziamento, ma comunque l'importante è che venga previsto e stabilito, perché sappiamo qual è la carenza di campi, in modo particolare per lo "tsan" e per il "fiolet", nella nostra regione; e già in altra occasione, per una nostra interpellanza, abbiamo discusso in Consiglio di questi problemi.
Dicevo, dunque, che riteniamo questa una legge importante, ma proprio per questo, secondo noi, bisognerebbe dare un ulteriore sforzo per poterla approvare con il pieno consenso delle Associazioni sportive; perché se facciamo finalmente una legge con la quale stabiliamo dei principi importantissimi senza cercare di trovare il consenso della Federachon di sport de noutra tera, questo ci sembra che possa vanificare un pochino il lavoro! Io proporrei perciò il rinvio della votazione di questo disegno di legge, per cercare ancora un'intesa con queste Associazioni e per costituire uno strumento legislativo che abbia il loro consenso e possa trovare piena attuazione da parte di tutti.
Presidente - Altri chiedono di parlare in sede di discussione generale?
La parola al Consigliere Voyat.
Voyat (UV) - Ho avuto occasione di discutere del problema, non qui in Consiglio ma fuori, quando il Consigliere Faval aveva redatto un progetto di legge e lo aveva poi sottoposto alla Federachon di sport de noutra tera. Si parla di alcuni anni fa, e a quel tempo quel progetto di legge prevedeva qualcosa in più rispetto a questo disegno di legge; esso, esaminato dalla Federachon, fu poi presentato all'Assessore al Turismo in seguito da questi rivisto e riproposto oggi in Consiglio.
Pur essendo d'accordo nel presentare per questi sport o, come noi li chiamiamo, "dzouà" qualcosa in più rispetto a quanto previsto oggi, noi dell'Union Valdôtaine ci riteniamo soddisfatti di questo progetto, in quanto siamo convinti che questo è solo il primo passo per arrivare alla realizzazione, al riconoscimento, alla pratica di questi "dzouà". Noi riteniamo che questo disegno di legge sia per noi accettabile per il fatto che i principi fondamentali sono affermati: il riconoscimento per legge di questi sport, la possibilità di inserirne l'insegnamento nelle scuole e la programmazione della realizzazione dei campi su cui vengono praticati questi sport.
Si dice sovente - e ritengo personalmente a sproposito - che questi "dzouà" venivano giocati solo in primavera o in tardo autunno, in bassa Valle, forse per divertimento dei valligiani; ritengo invece che la pratica di questi sport veniva fatta nella bassa Valle, diciamo nel centro Valle... (voci incomprensibili) ...sì, evidentemente non c'è mai professionismo (incomprensibile), ma dico, venivano praticati al centro Valle all'inizio della primavera, quando non c'era più la neve, poi pian piano si risaliva in collina o in montagna.
C'è comunque un precedente - e qui forse il Presidente della Giunta mi può essere d'aiuto perché conosce meglio di me la questione - che nel passato una certa area, una proprietà, quella oggi occupata dalla Caserma Testafuochi, fu donata al Comune di Aosta per praticare il "dzouà" del fiolet; quindi vediamo che già in passato c'è stato un riconoscimento della necessità di avere un luogo nel quale si possa esercitare questo "dzouà" o questo sport. Oggi come oggi, ritengo che la necessità e la volontà di giocare alla "rebatta" sia superiore a quella di giocare a pallone; ritengo pertanto che si debbano allestire non dico tanti campi quanti sono quelli destinati al gioco del pallone, ma comunque è chiaro che anche questi sport o "dzouà" hanno le loro necessità. L'unica cosa che noi, come Union Valdôtaine, richiediamo è di seguire meglio questa Federazione nelle sue scritture ufficiali, perché noi non riconosciamo quanto e come da loro scritto: certe "ph" o certe "x" o certe "k" o certe "y" noi non le abbiamo mai trovate nel Dizionario di Cerlogne e tantomeno nell'attuale Dizionario dei signori Vautherin e Chenal, che sono gli unici scritti in patois.
Una cosa che volevo chiedere - e ho già avuto occasione di parlarne con l'Assessore competente riguarda l'art. 6, che recita testualmente: "La Regione programma e realizza i campi per i giochi tradizionali, d'intesa con i Comuni, le Comunità Montane e le Associazioni sportive". Il secondo comma recita: "Gli oneri per la costruzione dei campi di gioco di iniziativa regionale sono a carico della Regione..." Bene, avendo già chiesto all'Assessore al turismo qual è l'intenzione della Giunta, se cioè si fa riferimento al solo fatto della costruzione o anche all'acquisto dei terreni, e l'Assessore avendomi detto che ritiene che anche l'acquisto dei terreni debba essere a carico della Regione, chiedo che la cosa venga meglio precisata nell'articolato, perché non vorrei che un domani ci si appellasse ad una interpretazione restrittiva con la quale al Regione si faccia carico dei soli oneri per la costruzione. Perché sappiamo benissimo che per la costruzione di un campo sui cui si possano praticare gli sport de notra tera i costi non sono molto alti: diciamo che il 90% o l'85% è dovuto all'acquisto dei terreni e il restante 10 o 15% è dovuto alla costruzione; diversa o addirittura opposta è la situazione per quanto riguarda i campi su cui vengono praticati altri sport. Chiedo, pertanto, se è possibile specificare meglio il testo dell'articolo 6 e se l'Assessore avrà la gentilezza di rispondere che può accettare un emendamento di questo genere, lo formalizzerò presentandolo per iscritto; se invece l'Assessore dirà che non è necessario presentare tale emendamento e che basta questa pubblica interpretazione in Aula, non lo farò.
Ritengo comunque che, come Gruppo, possiamo dire fin d'ora di essere contrari al rinvio di questo disegno di legge; evidentemente cambieremo le nostre posizioni qualora l'Assessore ritenesse di accettare la proposta del Consigliere Péaquin.
Presidente - Per quanto riguarda la proposta di rinvio fatta dal Consigliere Péaquin, vorrei sapere se tale richiesta viene formalizzata oppure se il proponente attende di avere una risposta dall'Assessore.
Péaquin (PCI) - Io aspetto una risposta dell'Assessore, vediamo la sua disponibilità, non è che vogliamo imporre niente.
Presidente - D'accordo. Altri chiedono la parola? Se nessuno chiede di parlare posso chiudere la discussione generale e dare la parola all'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni culturali, Pollicini, per la replica... (voci incomprensibili) ...Sì, sì poi lo vediamo... anche perché la presentazione dell'emendamento che il Consigliere Voyat ha annunciato è comunque in relazione alla risposta dell'Assessore. Quindi, se nessuno chiede di intervenire, dichiaro chiusa la discussione generale e do la parola all'Assessore Pollicini per la replica.
(Intervento fuori microfono) - Per il primo intervento!
Presidente - Prego?
(Intervento fuori microfono) - Per un primo intervento!
Presidente - BÈ, ma scusi, qui non dobbiamo infrangere ad ogni piè sospinto il Regolamento! Siamo in sede di discussione generale...
(Intervento fuori microfono) - Appunto, non è che l'Assessore chiude la discussione!
Presidente - Sì, ma un momento: il Consigliere Péaquin chiede che sia consultata la Federazione mentre a me, per esempio, risulta che la Federazione è stata consultata e ha dato il suo assenso; a questo punto mi pare che non sia il caso... (voci incomprensibili). Già stamattina sono state fatte delle obiezioni circa l'impossibilità da parte dei Consiglieri di replicare all'intervento di chiusura dell'Assessore. Scusate, possono anche essere delle valutazioni molto legittime, però il Regolamento è quello che è, e se ci sono delle osservazioni queste si espongono durante la trattazione della discussione generale o successivamente articolo per articolo, ma dopo la chiusura della discussione generale queste cose non possono più essere fatte, a meno che non si tratti di mozione d'ordine o di cose di questo genere. D'accordo?
Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino. Ne ha facoltà.
Tonino (PCI) - La votazione sulla richiesta di rinvio quando si fa? Deve essere fatta prima della chiusura della discussione generale! E va formalizzata!
Presidente - Scusate, cerchiamo di non farne questioni di lana caprina! Io direi una cosa; do la parola all'Assessore Pollicini per rispondere a due cose; primo: la richiesta di rinvio proposta dal Consigliere Péaquin; secondo: la richiesta di eventuale presentazione di emendamento da parte del Consigliere Voyat. Poi, sulla base della risposta, ci potranno essere eventuali interventi - e quindi non è chiusa la discussione generale - dopo di che l'Assessore Pollicini avrà la parola per la replica conclusiva. D'accordo?
La parola all'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni culturali, Pollicini.
Pollicini (DP) - La prima risposta è in ordine alla richiesta di rinvio: io mi dichiaro nettamente contrario, prima di tutto perché si tratta di un disegno di legge discusso lungamente con gli esponenti dei quattro giochi tradizionali; in secondo luogo, perché è la prima volta che con un disegno di legge si dà un riconoscimento della particolarità dei giochi popolari valdostani; il terzo motivo è questo: a me pare che quando, come in questo caso, viene presentato un disegno di legge e nella discussione non emergono motivi oggettivi per il rinvio - e questi io non li vedo - il rinvio stesso non ha senso; del resto, la richiesta del Consigliere Péaquin è motivata, se ho capito bene, dal fatto che non c'è il consenso della Federazione dei giochi popolari valdostani; allora, io dico che ho avuto per quasi un anno contatti abbastanza frequenti con i rappresentanti di questi giochi e siamo giunti alla elaborazione di questo progetto di legge che si distacca solo in due punti dalle richieste della Federazione: il primo punto di divergenza fra la Giunta e i rappresentanti dei giochi popolari valdostani riguarda il fatto di uscire dall'Assemblea generale sportiva; la Giunta regionale è contraria per una questione di principio, come ho già detto, perché teme di aprire un varco attraverso il quale potrebbe essere messa in discussione tutta la legge n. 35, relativa all'Assemblea generale sportiva; ma c'è anche un altro fatto: con questo riconoscimento della particolarità dei giochi popolari valdostani noi conferiamo alla Federazione dei giochi tradizionali anche una particolare posizione nell'ambito dell'Assemblea generale sportiva, in quanto delle altre Federazioni, nessuna ha un riconoscimento legislativo ad hoc.
Il secondo punto di dissenso con i rappresentanti della Federazione, anzi direi soltanto con i rappresentanti di una delle quattro specialità dei giochi popolari valdostani, riguarda la questione dei finanziamenti ad hoc; ora qui rispondo anche al Capogruppo dell'Union Valdôtaine e dichiaro che con l'art. 6 il quale recita: "La Regione programma e realizza i campi per i giochi tradizionali...", noi intendiamo riferirci non soltanto a un fatto semplicemente esecutivo, diciamo così, ma "realizza" significa che si prevede, ove necessario, anche l'acquisto dei terreni.
Per questo motivo non ho difficoltà ad accettare l'emendamento del Consigliere Voyat, se egli intende specificare meglio il concetto. Posso solo aggiungere che a una serie di interventi per questo tipo di realizzazioni la Regione si è già impegnata o attraverso l'affitto o attraverso l'acquisizione e possiamo citare i nomi di una serie di Comuni - Saint-Christophe, Nus, Châtillon, Montjovet - nei quali la Regione ha provveduto alla acquisizione o all'affitto delle aree per poter realizzare queste opere. Quindi, se il Consigliere Voyat ritiene di formalizzare l'emendamento, non c'è nessuna difficoltà, perché ho detto quale è il nostro intendimento.
Presidente - Sentita la risposta dell'Assessore Pollicini, mi rivolgo ai Consiglieri Péaquin e Voyat per sapere se l'uno intende formalizzare la richiesta di rinvio e l'altro la presentazione dell'emendamento.
La parola al Consigliere Péaquin.
Péaquin (PCI) - Non formalizziamo la richiesta di rinvio perché vediamo che l'Assessore, la maggioranza, non avendo sentito nessuna voce discorde anzi da parte del Capo Gruppo dell'Union Valdôtaine, conferma quanto dice l'Assessore che non ritiene di richiedere il rinvio, non formalizzo la richiesta di rinvio di questa discussione.
Presidente - Il Consigliere Voyat, invece, ha presentato il seguente emendamento: "All'art. 6, 2° comma, dopo le parole "Gli oneri" si aggiungono le parole "per il reperimento delle aree è". Dunque, la formulazione definitiva del 2° comma dovrebbe essere la seguente: "Gli oneri per il reperimento e per la costruzione dei campi di gioco di iniziativa regionale..."; in questo modo è evidente che gli oneri che dovrà sopportare la Regione sono comprensivi anche di quelli per l'eventuale acquisto della aree. Mi pare che questo fosse lo spirito della richiesta del Consigliere Voyat...
A questo punto, se nessuno chiede la parola in sede di discussione generale, dichiaro chiusa la discussione generale e do la parola all'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni culturali, Pollicini per la replica conclusiva.
Pollicini (DP) - Oggettivamente, penso di non avere nessuna replica da fare, perché mi pare di aver detto a sufficienza già con la risposta ai quesiti posti.
Presidente - Passiamo allora all'esame dell'articolato.
Presidente - Do lettura dell'articolo 1.
Art. 1
I giochi tradizionali valdostani denominati "fiolet", "palet", "rebatta" e "tsan", sono espressione sportiva e culturale della popolazione valdostana.
Presidente - Nessuno chiede di intervenire?
Presidente - Metto in approvazione l'art. 1.
Esito della votazione:
Presenti: 23
Votanti: 23
Maggioranza: 12
Favorevoli: 23
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Do lettura dell'articolo 2.
Art. 2
La Regione Valle d'Aosta riconosce i propri sport popolari e le relative organizzazioni, collaborano al loro sviluppo secondo le modalità previste dalla presente legge.
Presidente - Nessuno chiede la parola?
Presidente - Metto in approvazione l'art. 2.
Esito della votazione:
Presenti: 23
Votanti: 23
Maggioranza: 12
Favorevoli: 23
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Do lettura dell'articolo 3.
Art. 3
"Fiolet", "palet", «rebatta» e «tsan» sono organizzati in sezioni sportive locali che fanno capo alle rispettive associazioni regionali; l'intera attività sportiva è controllata, coordinata e diretta dalla "Federachon di sport de noutra tera" (Federazione sport popolari valdostani), organismo costituito dai dirigenti delle singole associazioni regionali.
Presidente - Nessuno chiede di intervenire?
Presidente - Metto in approvazione l'art. 3.
Esito della votazione:
Presenti: 23
Votanti: 23
Maggioranza: 12
Favorevoli: 23
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Do lettura dell'articolo 4.
Art. 4
Le associazioni in collaborazione con la Federazione, hanno il compito di reperire e formare istruttori in grado di trasmettere, in modo particolare ai giovani, gli elementi generali e le tecniche proprie di ogni attività sportiva popolare. Il compito di istruttore non può avere carattere di professionalità.
Presidente - Nessuno chiede la parola?
Presidente - Metto in approvazione l'art. 4.
Esito della votazione:
Presenti: 23
Votanti: 23
Maggioranza: 12
Favorevoli: 23
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Do lettura dell'articolo 5.
Art. 5
Nelle scuole materne, elementari e secondarie della Regione, possono essere utilizzati, per le attività collaterali di tipo ludico e ricreativo-sportivo e su richiesta degli organi scolastici competenti, come collaboratori degli insegnanti titolari gli istruttori degli sport popolari.
Presidente - Nessuno chiede la parola?
Presidente - Metto in approvazione l'art. 5.
Esito della votazione:
Presenti: 23
Votanti: 23
Maggioranza: 12
Favorevoli: 23
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Do lettura dell'articolo 6.
Art. 6
La Regione programma e realizza campi per i giochi tradizionali, d'intesa con i Comuni, le Comunità montane e le associazioni sportive.
Gli oneri per la costruzione dei campi di gioco di iniziativa regionale sono a carico della Regione. Quando detti campi vengono realizzati su iniziativa dei Comuni o delle Comunità montane, la Regione può concedere contributi in misura non superiore al 70% del costo complessivo dell'opera.
La conduzione e la manutenzione ordinaria degli stessi spettano alle sezioni sportive locali; le spese di manutenzione straordinaria, rifacimento e miglioramento degli impianti sono a carico della Regione.
Presidente - A questo articolo, come abbiamo già visto, è stato proposto un emendamento da parte del Consigliere Voyat; lo rilegge per maggior chiarezza: "All'art. 6, 2° comma, dopo le parole "Gli oneri" si aggiungano le parole "per il reperimento delle aree È".
Presidente - Metto in approvazione l'emendamento presentato dal Consigliere Voyat a nome del Gruppo dell'Union Valdôtaine.
Esito della votazione:
Presenti: 23
Votanti: 23
Maggioranza: 12
Favorevoli: 23
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Do lettura dell'articolo 6 così emendato.
Art. 6
La Regione programma e realizza campi per i giochi tradizionali, d'intesa con i Comuni, le Comunità montane e le associazioni sportive.
Gli oneri per il reperimento delle aree e per la costruzione dei campi di gioco di iniziativa regionale sono a carico della Regione. Quando detti campi vengono realizzati su iniziativa dei Comuni o delle Comunità montane, la Regione può concedere contributi in misura non superiore al 70% del costo complessivo dell'opera.
La conduzione e la manutenzione ordinaria degli stessi spettano alle sezioni sportive locali; le spese di manutenzione straordinaria, rifacimento e miglioramento degli impianti sono a carico della Regione.
Presidente - Metto in approvazione l'art. 6 testé letto.
Esito della votazione:
Presenti: 23
Votanti: 23
Maggioranza: 12
Favorevoli: 23
Il Consiglio approva.
Presidente - Do lettura dell'articolo 7.
Art. 7
I campi di gioco sono aperti a tutti coloro che, individualmente od in gruppo, necessitano di spazio per esercitare attività sportive e ludico-motorie; la loro utilizzazione è regolata da disposizioni fissate dalle sezioni locali e approvate dalle rispettive associazioni regionali e dalla Federazione.
Presidente - Nessuno chiede la parola?
Presidente - Metto in approvazione l'art. 7.
Esito della votazione:
Presenti: 23
Votanti: 23
Maggioranza: 12
Favorevoli: 23
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Do lettura dell'articolo 8.
Art. 8
I tesserati delle associazioni degli sport popolari valdostani fruiscono dei benefici derivanti dalla legge regionale del 13 maggio 1980, n. 19, sulla tutela sanitaria delle attività sportive.
Presidente - Nessuno chiede la parola?
Presidente - Metto in approvazione l'art. 8.
Esito della votazione:
Presenti: 23
Votanti: 23
Maggioranza: 12
Favorevoli: 23
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Do lettura dell'articolo 9.
Art. 9
Per sostenere ed incrementare il proprio patrimonio sportivo popolare la "Federachon di sport de noutra tera" fruisce delle disposizioni legislative concernenti le infrastrutture di interesse sportivo e turistico.
Presidente - Nessuno chiede la parola?
Presidente - Metto in approvazione l'art. 9.
Esito della votazione:
Presenti: 23
Votanti: 23
Maggioranza: 12
Favorevoli: 23
Il Consiglio approva.
Presidente - Do lettura dell'articolo 10.
Art. 10
Entro il 31 gennaio di ogni anno la Federazione deve sottoporre al controllo dell'Assessorato al Turismo il rendiconto relativo all'anno solare antecedente, accompagnato da una relazione sull'attività svolta.
La Regione può, in qualsiasi momento, controllare i registri contabili delle associazioni. Qualora venga individuato un impiego dei contributi concessi non coerente alle finalità indicate nella presente legge, la Regione richiede la restituzione dei contributi medesimi ovvero ne sospenda in tutto o in parte l'erogazione.
Presidente - Nessuno chiede la parola?
Presidente - Metto in approvazione l'art. 10.
Esito della votazione:
Presenti: 23
Votanti: 23
Maggioranza: 12
Favorevoli: 23
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Do lettura dell'articolo 11.
Art. 11
La Federazione e le associazioni degli sport popolari valdostani fruiscono, per lo svolgimento della loro attività ordinaria, dei benefici della legge regionale 26 agosto 1974, n. 35, "Interventi a favore dello sport", e successive modificazioni.
La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.
È stato fatto obbligo a chiunque di osservarla e farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.
Presidente - Metto in approvazione l'art. 11.
Esito della votazione:
Presenti: 23
Votanti: 23
Maggioranza: 12
Favorevoli: 23
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Qualcuno chiede di intervenire per dichiarazione di voto?
La parola al Consigliere Péaquin.
Péaquin (PCI) - Noi votiamo a favore sul disegno di legge, anche se avremmo preferito - e qui preciso che non era mia intenzione affermare che si dovesse incontrare la Federachon di sport de noutra tera perché ciò non era stato fatto; sappiamo invece che ci sono stati molti incontri! - che si cercasse di venire ad un accordo, ecco, che si facesse uno sforzo ulteriore in questo senso. Non abbiamo però formalizzato la richiesta di rinvio proprio perché crediamo che un certo sforzo da parte della Giunta e dell'Assessore competente sia stato fatto, ma ci dispiace che un disegno di legge venga approvato senza essere totalmente condiviso dai diretti interessati.
Per questo motivo dichiaro fin d'ora che noi daremo voto favorevole a questa proposta di legge, però ci faremo promotori di ulteriori incontri con la "Federachon di sport de noutra tera" per poi proporre eventualmente delle modifiche a questa legge, e mi auguro anche che si possa fare un lavoro assieme all'Assessorato e alla Giunta. Perché va anche detto che questo disegno di legge ha già ora delle limitazioni; lo ricordava prima l'Assessore quando diceva che gli sport tradizionali valdostani non godono di riconoscimenti finanziari che hanno, ad esempio, gli sport a carattere nazionale; ecco, questo vuol dire che questi sport si trovano in una posizione diversa da quella degli sport tradizionali. Pertanto il nostro voto sarà favorevole, ma, ripeto, ci faremo promotori di iniziative per trovare quelle soluzioni che possono soddisfare, non so se appieno ma io me lo auguro, anche quelle esigenze cui questo disegno di legge non dà completa risposta.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Voyat. Ne ha facoltà.
Voyat (UV) - Come ho già detto, noi voteremo a favore, e mi dispiace contraddire il Consigliere Péaquin ma ritengo di appoggiare invece quanto ci viene proposto dall'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni culturali Pollicini, proprio perché conosco il lavoro che egli ha condotto, so dei contatti che ha avuto con la Federazioni per l'approntamento e la presentazione di questo disegno di legge. Se poi da parte di qualcuno dei dirigenti della "Federachon di sport de noutra tera" non c'è un apprezzamento totale di questo disegno di legge, non ritengo che ciò debba essere attribuito alla Federazione nel suo complesso, perché avendo avuto la possibilità di parlare con molti degli iscritti ho capito che per essi la cosa importante, oggi come oggi, non è la richiesta dei contributi, non sono gli 80 milioni, ma piuttosto la possibilità di programmare e di avere degli spazi, delle aree sulle quali esercitare lo sport. Questa è la cosa principale; se poi c'è qualcuno che vuole speculare su queste cose, liberissimo di farlo, però non ci troverà mai d'accordo sul fatto di credere che la sopravvivenza dei "dzouà" de noutra tera sia legata solo a dei contributi. Noi vogliamo avere la possibilità di praticare questi sport tutto l'anno e non la possibilità di avere dei contributi, perché finora i "dzouà" e gli sport de noutra tera sono sempre stati finanziati direttamente dai praticanti. Non è detto che in futuro non ci sarà la necessità di avere qualche contributo in più rispetto a quelli che ci sono oggi, però il riconoscimento ufficiale e la programmazione di certe aree a nostra disposizione sono le cose veramente indispensabili, non è questione di contributi.
Presidente - Altri chiedono di parlare per dichiarazione di voto? Se nessuno chiede la parola si passa alla votazione sul complesso del disegno di legge.
Votazione segreta
Esito della votazione:
Presenti: 26
Votanti: 26
Maggioranza: 14
Favorevoli: 21
Contrari: 9
Il Consiglio approva.
Presidente - Passiamo all'esame dell'oggetto iscritto al n. 35 dell'ordine del giorno.
