Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 209 del 30 aprile 1981 - Resoconto

OGGETTO N. 209/81 - DISEGNO DI LEGGE CONCERNENTE: "MODIFICAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE 6 GIUGNO 1977, N. 41, RECANTE LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI REGIONALI PER L'INCREMENTO ED IL MIGLIORAMENTO DELLE ATTIVITÀ DELLE IMPRESE ARTIGIANE".

Presidente - L'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, Chabod, ha facoltà di illustrare la relazione.

Chabod (DC) - Io penso che qui non c'è tanto da relazionare, perché la modifica consiste soltanto nell'aumentare da 10 a 20 milioni l'importo massimo ammissibile a finanziamento in conto interessi; l'importo massimo dei contributi in conto capitale rimane fissato in 5 milioni, perché la Regione in questo momento non dispone di grossi capitali.

Ci rendiamo conto che con 20 milioni oggi si può fare poco dati i costi che ci sono; ma sperando che tutto vada bene, questo autunno o il prossimo anni ci auguriamo di poter aumentare questi 20 milioni a 30 o 35, e di portare da 5 a 10 l'importo massimo dei contributi in conto capitale. Questo, naturalmente, se il Consiglio e la Commissione saranno d'accordo. Ecco, io penso che non ci sia altro da dire.

Presidente - È aperta la discussione generale. Ricordo ai colleghi Consiglieri che al disegno di legge sono allegati i pareri della Commissione Affari Generali e Finanze e della Commissione per lo Sviluppo Economico. Il parere di quest'ultima è particolarmente articolato, in quanto sono emerse diverse posizioni nell'ambito della Commissione.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo. Ne ha facoltà.

Minuzzo (PSDI) - Certamente, come ha detto l'Assessore, una cosa positiva di questo disegno di legge è l'aumento del contributo regionale per l'incremento alle attività delle imprese artigiane. Il discorso poteva essere collegato con quello dell'altro disegno di legge, quello volto a modificare la legge n. 22; peraltro mi sembra di aver capito, da quanto ufficiosamente ha detto il Presidente della Commissione, che questo verrà rinviato per poter esaminare gli emendamenti che la Commissione ha intenzione di presentare.

Per quanto riguarda questo disegno di legge, ritengo che sia positivo l'aumento da 10 a 20 milioni, però c'è da far rilevare una discrepanza, che peraltro ho già fatto rilevar in sede di Commissione per lo Sviluppo Economico, sebbene non risulti a verbale. Anche se non posso che essere favorevole a questa proposta di legge, vorrei far rilevare...

Chabod (DC) - Scusa!

Minuzzo (PSDI) - No, siccome l'Assessore è interessato... è solo per quello! Dicevo, la discrepanza sta nel fatto che è stato raddoppiato l'intervento regionale per quanto concerne il mutuo, mentre il finanziamento di questa legge è stato aumentato, se non sbaglio, di soli 200 milioni. Io ritengo perciò che anziché incentivare l'attività delle imprese artigiane, in questo modo molte di esse verranno penalizzate, perché se prima con 100 milioni si potevano accontentare 10 imprese artigiane, è chiaro che adesso con 100 milioni se ne riesce ad accontentare solo 5. D'accordo quindi sull'aumento del mutuo, però altrettanto adeguato doveva essere il finanziamento della legge. È in questo spirito che voglio far rilevare questa discrepanza. Se poi teniamo conto del fatto che chi ha già usufruito del mutuo regionale di 10 milioni può fare domanda per poter usufruire anche di questi secondi 10 milioni, in quanto la Regione ne ha destinati 20 per le imprese artigiane, riusciamo a capire quali problemi si vengono a creare nel settore artigiano. È chiaro che in base a questa illustrazione, a questo prospetto, che l'Assessore gentilmente ha voluto dare ai Consiglieri che hanno presentato in precedenza una interrogazione su questa materia, ci rendiamo conto che già il miliardo non è sufficiente a finanziare tutte le domande che vengono alla Regione; questo quando il contributo è di 10 milioni in conto interessi e di 1 milione e mezzo in conto capitale. Aumentando adesso il contributo a 20 milioni e lasciando immutato il finanziamento a 1 miliardo, vediamo che se da una parte la Giunta ha manifestato la volontà di venire incontro alle nuove esigenze delle imprese artigiane, dall'altra certamente non l'ha fatto nel migliore dei modi. A mio avviso, questo disegno di legge non è altro che un frutto abbastanza mal riuscito della proposta di legge presentata dal mio partito, la quale rivedeva tutti gli interventi regionali in materia di artigiano in modo abbastanza articolato, seppur migliorabile; questa è soltanto una proposta della Giunta regionale, dell'Assessore, per far intendere che c'è un certo interessamento verso il settore artigiano. Io ritengo che molto di più avrebbe potuto fare l'Assessore se avesse effettivamente voluto venire incontro alle attuali esigenze delle imprese artigiane.

Ripeto, nel prospetto dato dall'Assessore, e di cui farò avere fotocopia ai colleghi Consiglieri, ci rendiamo conto che già oggi, con 1 milione e mezzo in conto capitale e 10 milioni di mutuo, il miliardo con il quale si finanzia questa legge non è assolutamente sufficiente a soddisfare le esigenze delle imprese artigiane.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Cout. Ne ha facoltà.

Cout (PCI) - Sono d'accordo con il Consigliere Minuzzo sul fatto che molto di più si poteva fare per andare incontro alle esigenze degli artigiani, ma voteremo comunque a favore di questo disegno di legge, perché questo almeno in un futuro si possa fare.

Intanto però vogliamo ricordare alcune cose che da tempo abbiamo detto e che abbiamo fatto presente in Commissione. Bisogna che la Regione, secondo noi, vada a rivedere il sistema del credito e quindi gli interventi che si fanno anche nei confronti degli artigiani; da tempo abbiamo detto che secondo noi l'artigianato merita degli interventi diversi, ci sono delle fasce di artigiani che hanno bisogno di cose diverse; in Commissione, ad esempio, è venuta fuori con molta evidenza la necessità per alcuni piccoli artigiani, finché non si trova un'altra forma di intervento, che venga almeno per il momento mantenuto il finanziamento a fondo perduto, anche se questa forma di intervento andrebbe superata. Va quindi approfondito tutto il problema, secondo il nostro parere, e questo va fatto il più presto possibile; invitiamo perciò l'Assessore, che da tempo ce lo ha promesso in Consiglio - sarà almeno un anno, forse proprio in occasione della discussione di un intervento in favore degli artigiani lo scorso anno - a prendersi l'impegno preciso di studiare questa questione o di formare un gruppo di lavoro o di partecipare attivamente alla Commissione che potrebbe approfondire queste questioni, tenendo anche presente che ad esempio l'Artigiancassa interviene fino a 60 milioni con un tasso molto più basso. Mi sembra che poco tempo fa, prima dell'aumento dei tassi bancari, era circa del 6½% il tasso a carico degli artigiani, mentre per l'intervento della Regione il tasso era dell'11½% per un contributo di 10 milioni al massimo. Dovremmo perciò, oltre che trovare un modo per dare la possibilità agli artigiani di acceder a un volume totale di finanziamenti molto maggiore, porci anche il problema dei tassi e di conseguenza riesaminare tutti gli interventi che devono essere fatti, e non solo in questo settore, ma anche nel settore commerciale e per la questione del credito in generale.

Ancora una volta, dunque, noi chiediamo, pur votando a favore di questo disegno di legge, che ci si prenda l'impegno preciso di rivedere tutta la materia, altrimenti la Regione farà interventi sempre meno qualificati e sempre meno validi in questo campo: si è bocciata una proposta di legge presentata da un Consigliere di minoranza per poi approvarne poco dopo una presentata dalla Giunta! Però questo gioco delle parti è pericoloso, e non risolve affatto il problema che abbiamo di fronte.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Viberti. Ne ha facoltà.

Viberti (DPROL) - L'esposizione dei colleghi che mi hanno preceduto ha già messo in luce quali sono le carenze di questo disegno di legge; le modificazioni che vengono portate sono soltanto formali, perché in realtà, sia per l'aumentato costo del denaro, sia per il suo deprezzamento dovuto all'inflazione, sia per l'aumento delle possibilità di accesso al credito e di accesso al contributo in conto capitale, praticamente gli artigiani si ritrovano a poter contare all'incirca sullo stesso potere di acquisto - o comunque di poco aumentato - mentre è stata data la possibilità a coloro che hanno già avuto accesso a questi contributi di accedervi nuovamente; avendo aumentato i massimali e modificato apparentemente la cifra rispetto a quella precedente, si riapre praticamente a queste persone la possibilità di accedere al credito.

Allora, io credo che prima di tutto bisognerebbe fare una distinzione di questo genere: fra chi già ha usufruito e chi ancora non ha usufruito di contributi, sia in conto capitale che in conto interessi. In secondo luogo, è una raccomandazione che faccio all'Assessorato, quando il numero delle domande giacenti raggiunge il limite dello stanziamento non bisogna accettarne altre, perché è troppo comodo fare propaganda; se si tratta soltanto di propaganda lo si capirà immediatamente nel momento in cui le domande supereranno lo stanziamento!

Quando questo è stato coperto, anche se devono ancora essere fatti gli accertamenti sul diritto da parte del richiedente di avere accesso al credito, devono essere bloccate le domande; bisogna avere il coraggio che ha avuto ad esempio l'Assessore Pollicini - cosa di cui gli abbiamo dato atto più volte - di bloccare le domande di accesso a questo o a quel credito quando non c'era stanziamento sufficiente. Perché illudere la gente è troppo comodo! Non dica poi l'Assessore Chabod che nessuno glielo aveva detto, che non lo sapeva! Qui regna la distrazione! Se l'Assessore considera la mia osservazione una cosa giusta dovrà dirlo nella sua risposta e dovrà poi farla mettere in pratica dai funzionari dell'Assessorato. Altrimenti , dica chiaramente che questa è una manovra per accattivarsi altre simpatie oltre quelle che lui riesce ad accattivarsi abitualmente - tant'è vero che non ha neppure il tempo di ascoltarmi, visto che viene continuamente apostrofato persino dalla tribuna! È lì che fa gesti per dire: "Un momento, aspettate, arrivo!". Sembra proprio diventato lui il Presidente della Giunta, altroché!

Un'altra cosa che, come precedentemente diceva il collega Cout, non va... (interruzione del Consigliere Andrione, incomprensibile) ...Ma no, non sono arrivato a questo punto, signor Presidente!

Andrione (UV) - Ma non c'è limite!

Viberti (DPROL) - Eh, non c'è limite! Lo dimostrate voi che non ci sono limiti! Lo dimostrate voi, continuamente! (voci incomprensibili)

Ma dicevo, altro punto dolente di questo disegno di legge è il contributo in conto capitale, che più che in conto capitale, viste le dimensioni modeste, è da definire piuttosto un contributo a fondo perduto; noi non siamo per principio contrari a questo tipo di finanziamento: possono esservi dei casi in cui è l'unico mezzo per permettere a un'azienda di superare un momento di crisi oppure di fare un ampliamento dello stabilimento, dei macchinari, o una modifica delle lavorazioni; ma secondo noi è un tipo di contributo che va dato di volta in volta e dopo un attento, oculato e preciso studio della situazione aziendale. Invece, nella realtà in cui ci troviamo e nel modo in cui viene dato questo contributo "a pioggia", che non riguarda soltanto la categoria degli artigiani - perdio!, consono solo gli artigiani a beneficiare di contributi di questo genere: in agricoltura si sprecano i finanziamenti di questo tipo! - questi, a nostro avviso, sono soldi buttati mentre concentrati magari e distribuiti non al singolo ma a gruppi di artigiani o di contadini potrebbero permettere l'acquisto di macchinari più idonei a uno sviluppo delle capacità lavorative sia in agricoltura che in artigianato.

In Commissione avevo proposto di fare una modifica all'art. 1 che riguarda il contributo in conto capitale; purtroppo, benché tutti si dichiarino d'accordo che in linea di principio questo tipo di intervento sarebbe da evitare, perché non responsabilizza chi ne usufruisce ma semplicemente lo rende succube e cliente di chi lo eroga, in realtà pio nessuno è disposto a rischiare la propria faccia di fronte a questa o a quella categoria perché, guai!, chi togliesse questo contributo perderebbe una certa fascia di voti. Secondo me, la soluzione è abbastanza semplice e la Commissione per lo Sviluppo Economico è abbastanza semplice e la Commissione per lo Sviluppo Economico, dopo un lungo lavoro durato più di un anno,quasi due, ha presentato all'unanimità la legge per l'artigianato che in Consiglio è stata poi finalmente approvata. Quindi, se l'Assessore intende far proseguire il miglioramento della legislazione concernente l'artigianato, non ha che da rivolgersi a questa Commissione, che, va bene, ha cambiato il suo presidente, ma quanto a componenti è rimasta la stessa e quindi se era in grado di produrre prima delle cose egregie, penso che sia in grado di farlo anche adesso. Semplicemente si tratta di farla riunire, di farle esaminare il problema e di avere il coraggio di cominciare da una categoria qualunque a sospendere questo tipo di intervento. Le soluzioni credo si possano trovare, basta avere il coraggio di farlo; se siamo tutti d'accordo in linea di principio, lo si farà tutti assieme, quindi ognuno di noi perderà la sua parte di faccia adesso, ma poi sarà meglio per tutti se questi soldi invece di essere dispersi e buttati così al singolo potranno essere distribuiti opportunamente, magari anche al singolo, però sotto altra forma, che lo responsabilizzi, che gli insegni come avere accesso al credito e non semplicemente chiedere il favore all'amico Consigliere o all'amico funzionario perché gli segua la pratica. La gente deve imparare a conoscere il funzionamento della macchina regionale e a usufruirne, perché è un suo diritto, e se non riesce a capirlo per conto suo, il funzionario o chi è preposto ai vari uffici deve dimostrare la cortesia e la solerzia che dovrebbero essere propri di chi è al servizio del cittadino.

Quindi - e concludo - invito l'Assessore a interpellare la Commissione quanto prima, perché io aspetterò un po' di tempo ma poi verrò in Consiglio con una mozione; preferirei non farlo, perché è sciocco visto che tutti abbiamo dichiarato di essere d'accordo in linea di principio sulla necessità di trovare una soluzione.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Maquignaz. Ne ha facoltà.

Maquignaz (DP) - Noi voteremo a favore del disegno di legge anche se ci rendiamo conto che esso può presentare dei limiti; d'altra parte crediamo che rappresenti un passo avanti innanzitutto perché l'importo massimo ammissibile al finanziamento in conto interessi è stato raddoppiato, e ciò significa che la Giunta ha fatto una scelta molto precisa, cioè ha voluto incentivare il ricorso al mutuo agevolato, mentre il fatto che il contributo in conto capitale non è stato aumentato significa che si è cercato di disincentivare il ricorso al contributo a fondo perduto. Mi rendo conto, ripensando all'osservazione che faceva il Consigliere Minuzzo, che in effetti il finanziamento globale è un po' basso, d'altra parte credo che si sia dovuto tener conto delle esigenze di bilancio della Regione e quindi della sua disponibilità finanziaria.

In riferimento a quanto ha detto il Consigliere Cout, noi ci dichiariamo disponibili nel prossimo futuro a esaminare e rivedere il sistema del credito per le imprese artigiane e per quelle commerciali.

Presidente - Altri intendono intervenire in sede di discussione generale? Possiamo considerare chiusa la discussione generale?

Allora, la parola all'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, Chabod.

Chabod (DC) - Incomincio subito rispondendo al Consigliere Viberti.

Il 30% su 5 milioni, sono d'accordo con il collega Viberti, non è che risolva i problemi, però Viberti sa benissimo che ai piccoli artigiani anche quel milione e mezzo fa comodo, e se noi avessimo deciso di eliminare questo tipo di contributo, sarebbero guai. Bisognerebbe avere il coraggio, come diceva Viberti, di toglierlo tutti assieme. Ad ogni modo, per adesso l'abbiamo lasciato così, ha detto bene anche Maquignaz, l'abbiamo lasciato com'era, senza aumentarlo.

Per la questione dell'aumento del contributo in conto interessi da 10 a 20 milioni, volevo dire al Consigliere Minuzzo che non è che tutti prendano 20 milioni; c'è della gente che fa dei mutui per 5 o 6 milioni, quindi non è che siano raddoppiati in tutti i casi. Io mi rendo conto anche che non siamo sicuri di arrivare a fine anno con le disponibilità che abbiamo adesso in bilancio, però ho sempre delle grosse speranze, Minuzzo, e tu lo sai, ne hai anche tu di speranze, no? Allora è meglio fare subito una legge perché prima che sia approvata passerà un mese, dunque saremo già alla fine di maggio quasi e si incomincerà solo a giugno ad affrontare questo discorso. Io penso proprio di arrivare alla fine dell'anno con questo disegno di legge e con i soldi che abbiamo.

Il Consigliere Cout penso che ha detto un po' le stesse cose di Minuzzo; la Commissione che ha lavorato per questa questione è stata nominata anche dalla Giunta, io ho lasciato che consultasse tutte le categorie degli artigiani; più di così non potevo fare! Più democratico di così non so come si possa essere! Io ho lasciato che dei funzionari della Regione affrontassero con la Commissione questo problema, quindi ho accettato quello che in fondo hanno detto gli artigiani e più di così non posso fare! E poi mi dite ancora che non faccio niente? Da ora in poi allora non vi dirò più di fare voi e farò io!

Presidente - Colleghi Consiglieri, passiamo all'esame dell'articolato.

Presidente - Do lettura dell'art. 1.

Art. 1

Il primo comma dell'art. 1 della legge regionale 6 giugno 1977, n. 41, è sostituito dai seguenti:

Al fine di favorire lo sviluppo ed il potenziamento delle attività artigiane possono essere concessi alle imprese artigiane, individuali e societarie, a titolo di concorso nelle spese per l'impianto, l'ammodernamento, l'ampliamento e l'acquisto di laboratori, di macchinario e di attrezzi, contributi nella misura del 30% della spesa sostenuta per investimenti sino a L. 5.000.000.

La spesa per l'acquisto di scorte è ammessa sino all'ammontare del 10% della spesa ammissibile complessiva.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo. Ne ha facoltà.

Minuzzo (PSDI) - È chiaro che l'Assessore ci ha dato una dimostrazione di democrazia, ma forse si è dimenticato di dire che la cosa più importante l'ha fatta lui, perché noi come Commissione abbiamo elaborato l'articolato e, come giustamente ha detto l'Assessore, abbiamo fatto tutto noi, però all'art. 3, dove si parla del finanziamento di questa legge, noi avevamo lasciato in bianco e quell'1 con 9 zeri ce l'ha messo l'Assessore! Ciò sta a indicare che la Commissione lavora bene e l'Assessore un po' meno, perché invece di 1.000.000.000 avrebbe dovuto mettere 2.000.000.000 per rispettare gli intenti della Commissione! Ecco, quindi, la determinazione dello stanziamento l'ha fatta la Giunta e non la Commissione!

Presidente - Ci sono altri che chiedono la parola sull'art. 1?

Presidente - Metto in approvazione l'art. 1.

Esito della votazione:

Presenti: 26

Votanti: 26

Maggioranza: 14

Favorevoli: 26

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - Do lettura dell'art. 2.

Art. 2

Il secondo comma dell'art. 2 della legge regionale 6 giugno 1977, n. 41, è sostituito dai seguenti:

I contributi sono concessi sui finanziamenti aventi una durata massima di cinque anni e sino all'ammontare di Lire 20.000.000 per l'impianto, l'ammodernamento, l'ampliamento e l'acquisto di laboratori, macchinario, automezzi e attrezzature.

La spesa per l'acquisto di scorte è ammessa sino all'ammontare del 20% della spesa complessiva.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Viberti. Ne ha facoltà.

Viberti (DPROL) - Questo è l'articolo che prevede l'aumento a 20 milioni del contributo. Prima ho chiesto all'Assessore se intendeva bloccare le domande nel momento in cui fossero giunte a coprire l'impegno stabilito in questo disegno di legge; l'Assessore non ha risposto e io penso che se ne sia dimenticato perché erano molte le domande a cui doveva rispondere e questa forse era una di quelle che potevano metterlo in difficoltà, quindi può darsi che la sua memoria sia stata bloccata da questo fatto. Ma io lo ripeto, credo che sia importante dare dimostrazione di serietà, quindi nel momento in cui la disponibilità finanziaria destinata a questo scopo fosse coperta dalle domande giacenti, bisognerebbe bloccare l'accettazione delle domande e darne notizia. Mi immagino che sulla pagina della Valle, pubblicata sui settimanali e sui quotidiani di questa Regione vedremo comparire: "Aumentato il finanziamento del contributo agli artigiani!", naturalmente in francese, però pagato in lire italiane; e poi quando invece verranno a mancare i soldi sulla stessa pagina non se ne farà parola. Di questo poi dovrà rispondere il collega Minuzzo, che si sentirà insultare dagli artigiani in qualche assemblea perché non è riuscita... (voci incomprensibili) ...Certo, per l'Assessore Chabod poco male!, però per l'Amministrazione regionale che dovrebbe amministrare e non distribuire prebende non va altrettanto bene, anzi va peggio che per il Consigliere Minuzzo! Quindi, Assessore, io la invito a dire se intende fare quanto io le ho chiesto oppure no.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo. Ne ha facoltà.

Minuzzo (PSDI) - Cercherò di essere attinente all'art. 2, contrariamente a quanto ho fatto a proposito dell'art. 1.

Siccome l'Assessore non ha potuto partecipare ai lavori della Commissione quando questa ha preso in esame il disegno di legge ed era presente solo il funzionario dirigente dell'Assessorato, che però non aveva le idee ben chiare perché questa è una questione di carattere politico e non amministrativo, poiché nella Commissione erano sorte delle divergenze, vorrei chiedere all'Assessore cosa intende con il fatto che è stato tolto rispetto all'articolo della precedente l'aggettivo "nuovi". Abbiamo molto discusso in Commissione e avremmo effettivamente gradito che fosse stato presente l'Assessore per spiegare le sue intenzioni, perché quando si parla di acquisto di laboratori non siamo riusciti a capire se si devono intendere le sole strutture murarie del laboratorio o se vi può rientrare anche il rilevamento di un'attività per cui possono essere compresi anche i macchinari usati; e se i macchinari usati vengono finanzianti nel rilevamento di un'attività è chiaro che gli stessi macchinari usati possono essere finanziati anche senza il rilevamento di un'attività artigiana. In questo senso io chiedo all'Assessore quali intenzioni ha, perché poi in fase di stesura del regolamento di applicazione di questa legge non vorrei che saltassero fuori delle sorprese.

Invito perciò l'Assessore, se è possibile e se lo ritiene opportuno, quando stilerà questo regolamento di applicazione della legge, a sentire un momentino la Commissione che lui ha istituito e magari anche la Commissione per lo Sviluppo Economico; solo consultarle, senza che queste due Commissioni debbano esprimere o condizionare il regolamento proposto dall'Assessore, ma solo per dare un contributo. Ecco, vorrei che l'Assessore, se può, mi desse delle spiegazioni; diversamente, potrà farlo anche in sede di Commissione per lo Sviluppo Economico.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Maquignaz. Ne ha facoltà. Poi è iscritto a parlare il Consigliere Clusaz.

Maquignaz (DP) - Di questo si era molto discusso in Commissione, comunque, parlando anche con i funzionari dell'Assessorato siamo arrivati a questa conclusione, che mentre nella vecchia legge si era usata la parola "nuovi" e quindi si faceva riferimento soltanto alle attrezzature nuove, in questo disegno di legge il termine è scomparso e quindi chi l'ha redatto, togliendo questa parola ha chiaramente voluto far riferimento ad attrezzature nuove e vecchie. Della stessa idea sono i funzionari dell'Assessorato; quindi credo che l'interpretazione da dare, quella giusta, sia questa.

Presidente - La parola al Consigliere Clusaz.

Clusaz (UV) - Io avrei delle perplessità circa l'opportunità di bloccare l'accettazione delle domande alla copertura del finanziamento, e per due motivi: supponiamo che in fase istruttoria un 20-30% delle domande vengano respinte per motivi vari, giusti; in questo caso non possiamo permetterci di lasciare un certo capitale inutilizzato per diversi mesi. In secondo luogo, supponiamo che nel frattempo - perché l'istruttoria porterà via più o meno tre o quattro mesi - o per un nuovo riparto, ché se ne parla da tanto, o per un qualsiasi motivo venga maggiorato il finanziamento di questa legge; in tal caso, bisognerebbe aspettare altri tre o quattro mesi per svolgere le pratiche necessarie che sarebbero invece già pronte se non fosse stata bloccata la presentazione delle domande. Per questo io direi di non accettarne magari un numero enorme, ma almeno un 50% in più l'accetterei senz'altro. E poi non mi farei nemmeno troppe illusioni: non ci saranno tante domande! Non dimentichiamo che con gli 8 punti di abbattimento che dà la Regione, sì, sì, è già bello, però chi farà quelle domande di mutui dovrà sempre pagarsi un 20-22% di interessi! Gli interessi sono del 28-30%; togliamo gli 8 punti e facciamo i conti!

Presidente - Altri chiedono di parlare sull'art. 2?

La parola all'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Turismo, Chabod.

Chabod (UV) - Io penso che il Consigliere Minuzzo abbia detto bene: quando stileremo il regolamento di attuazione, e possiamo farlo anche assieme, consulteremo la Commissione per lo Sviluppo Economico, anzi così è molto meglio perché mi tolgo delle responsabilità. Quindi, volentieri accetto l'invito del collega Minuzzo... (interruzione fuori microfono del Consigliere Minuzzo, incomprensibile)... Beh, poi pregherò il Presidente della Commissione di convocarla al più presto, così porteremo avanti questo regolamento.

Accetto anche il consiglio del collega Viberti di evitare di concedere il mutuo a quelli che hanno già avuto 10 milioni con la stessa facilità che agli altri. Ma saranno pochissimi perché quelli che hanno già avuto un contributo prima che ne chiedano un altro... Non facciamoci illusioni - ha detto bene Clusaz - purtroppo con quel tasso di interesse non ci saranno molte richieste! Ad ogni modo, io non ho niente in contrario. Appena il Presidente della Commissione per lo Sviluppo Economico convocherà la Commissione, cercherò di predisporre una bozza di regolamento, così la vediamo assieme.

Presidente - Metto in approvazione l'art. 2.

Esito della votazione:

Presenti: 25

Votanti: 25

Maggioranza: 13

Favorevoli: 25

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - Do lettura dell'art. 3.

Art. 3

L'art. 5 della legge regionale 6 giugno 1977, n. 41, è sostituito dal seguente:

Per l'attuazione della presente legge è prevista ed autorizzata la spesa annua di L. 1.000.000.000.

Gli oneri derivanti dalla concessione dei contributi di cui alla presente legge graveranno sul capitolo 36550 della parte Spesa del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1981 e per gli anni successivi.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Viberti. Ne ha facoltà.

Viberti (DPROL) - Mah, forse riuscirò a farmi dire cosa pensa l'Assessore circa la necessità di bloccare l'accettazione delle domande. Le cose che ha detto il collega Clusaz hanno un fondamento, certamente, ma probabilmente i tecnici dell'Assessorato sono in grado di dire qual è il numero di domande che, mediamente, vengono respinte; se il numero di domande che vengono in genere respinte durante un anno è, per ipotesi, il 50% di quelle presentate, benissimo, si dovranno accettare tutte le domande che coprono lo stanziamento più il 50%: ma non bisogna andare oltre. Probabilmente, pensandoci ancora, si trovano anche altre cose da aggiungere: vedete che la discussione a qualcosa può anche servire! L'Assessore ha però evitato ancora una volta di rispondere a questa domanda e ha detto semplicemente di essere d'accordo con me sull'opportunità di dare priorità a coloro che non hanno ancora avuto un contributo. Però, sia ben chiaro che questo l'ha detto Viberti, non l'ha detto l'Assessore, il quale, su invito di Viberti, accetta questo tipo di impostazione. E va bene, io mi prendo la responsabilità, Assessore, di aver dato questo suggerimento, che tra l'altro mi sembra una cosa più che logica; se lei, Assessore, ha paura di prendersi responsabilità di questo genere e di perdere qualche amico che ha già avuto il finanziamento non importa, gli dica pure che è colpa mia! Però gradirei ricevere una risposta in merito a questo blocco delle domande quando si è arrivati alla copertura del finanziamento disponibile.

Presidente - Prima di dare la parola all'Assessore Chabod, vorrei precisare che la Presidenza non ha certamente il potere di imporre all'Assessore di dare delle risposte o a qualsiasi Consigliere di rispondere a specifiche domande che gli vengano rivolte: questo rientra nella dialettica politica e nel confronto, nella volontà dell'interrogato, chiunque sia, di dare o non dare risposte in base alla sua convinzione, alla sua posizione politica o amministrativa. La Presidenza però raccomanda ai colleghi Consiglieri - e questo lo può fare - di attenersi nel corso della discussione dell'articolato ai problemi inerenti specificamente l'articolo in discussione, altrimenti sembra più giusto, più logico e più confacente al prestigio del Consiglio continuare la discussione generale. Ora, in quella sede, i Consiglieri hanno a disposizione due interventi e quindi può essere svolto senz'altro il dibattito anche polemico sul disegno di legge in questione e sulle eventuali prese di posizione di carattere politico. Quando passiamo agli articolati, la raccomandazione che fa la Presidenza è di rimanere strettamente attinenti ai singoli articoli. È una raccomandazione che serve più che altro per l'avvenire, perché ormai su questo disegno di legge abbiamo stabilito un colloquio con l'Assessore Chabod, indipendentemente dal numero dell'articolo che è di volta in volta in esame.

La parola all'Assessore Chabod.

Chabod (DC) - Solo per rispondere brevemente al Consigliere Viberti. Non è la stessa cosa della legge sui fondi di rotazione a proposito della quale è stato ricordato l'Assessore Pollicini, perché i fondi di rotazione sono una cosa tutta a sé. In questo caso, con il nuovo anno e il nuovo bilancio sarà approvato un nuovo stanziamento; e ha ragione Clusaz, perché respingere le ultime domande che saranno presentate alla fine dell'anno solo perché non potranno rientrare nel finanziamento attuale, non cambierà le cose, perché queste domande rientreranno nel nuovo finanziamento e saranno accolte con un ritardo di un mese, un mese e mezzo. Non è il caso di sospendere l'accettazione delle domande per questo motivo, Viberti! È solo per questo che non avevo dato tanto peso a questa questione. Pollicini invece aveva ragione, perché purtroppo i fondi di rotazione non li abbiamo ed è una cosa tutta a parte. Qui, sul bilancio, adesso è previsto un miliardo, l'anno prossimo spero che sia di più, ma non è questa la questione; la questione è solo quella che a un certo momento aspetteranno magari un mese di più, un mese e mezzo, ma le pratiche vanno avanti e ritengo che sia giusto il ragionamento di Clusaz, di non bloccarle ma di portarle avanti, almeno saranno pronte per il prossimo bilancio.

Presidente - Altri chiedono la parola sull'art. 3? Nessun altro?

Presidente - Metto in approvazione l'art. 3.

Esito della votazione:

Presenti: 27

Votanti: 27

Maggioranza: 14

Favorevoli: 27

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - Do lettura dell'art. 4.

Art. 4

All'onere derivante dall'applicazione della presente legge, ammontante a L. 240 milioni per l'anno 1981, si provvede mediante riduzione di pari importo dello stanziamento iscritto al capitolo 50050 "Fondo globale per il finanziamento di spese per l'adempimento di funzioni normali (spese di investimento)" - settore 2 - "Sviluppo Economico" - della parte Spesa del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1981 (allegato n. 7).

Per gli anni 1982 e 1983, al relativo onere si fa fronte con le disponibilità del settore 2.2.2. "Sviluppo Economico", programma 2-2-2-11 "Interventi promozionali per l'artigianato", all'uopo integrato a L. 120 milioni mediante pari riduzione del settore 2-2-2-2- "Infrastrutture nell'agricoltura". Per gli anni successivi l'onere sarà iscritto con le leggi di approvazione dei relativi bilanci di previsione.

Presidente - Nessuno chiede la parola sull'art. 4?

Presidente - Metto in approvazione l'art. 4.

Esito della votazione:

Presenti: 27

Votanti: 27

Maggioranza: 14

Favorevoli: 27

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - Do lettura dell'art. 5.

Art. 5

Al bilancio di previsione della Regione per l'anno 1981 sono apportate le seguenti variazioni:

PARTE SPESA

Variazione in diminuzione:

Capitolo 50050 - Fondo globale per il finanziamento di spese per l'adempimento di funzioni normali (spese di investimento) L. 240.000.000

Variazione in aumento:

Capitolo 36550 - Contributi regionali per l'incremento ed il miglioramento delle attività delle imprese artigiane.

- L.R. 6 giugno 1977, n. 41

- L.R. 16 giugno 1978, n. 30

- L.R. 24 agosto 1979, n. 57

- L.R. 28 dicembre 1979, n. 86

- L.R. 30 gennaio 1981, n. 11

- L.R. 1981, n.

L. 240.000.000

Presidente - Nessuno chiede la parola sull'art. 5?

Presidente - Metto in approvazione l'art. 5.

Esito della votazione:

Presenti: 27

Votanti: 27

Maggioranza: 14

Favorevoli: 27

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - Do lettura dell'art. 6.

Art. 6

Al bilancio di previsione pluriennale della Regione, per gli anni 1982 e 1982, sono apportate le seguenti variazioni:

PARTE SPESA

Variazione in diminuzione:

Settore 2-2-2 "Sviluppo economico" programma 2-2-2-2 "Infrastrutture in agricoltura"

L. 120.000.000

Variazione in aumento:

Settore 2-2-2 "Sviluppo economico", programma 2-2-2-11 "Interventi promozionali per l'artigianato" L. 120.000.000

La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Autonoma della Valle d'Aosta.

Presidente - Nessuno chiede la parola sull'art. 6?

Presidente - Metto in approvazione l'art. 6.

Esito della votazione:

Presenti: 27

Votanti: 27

Maggioranza: 14

Favorevoli: 27

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - Colleghi Consiglieri, prima di passare alla votazione segreta, c'è qualcuno che vuole intervenire per dichiarazione di voto?

Ha chiesto di parlare il Consigliere Viberti. Ne ha facoltà.

Viberti (DPROL) - Mi auguro che quello che dice l'Assessore Chabod si avveri quanto prima, e cioè che sul prossimo bilancio, anzi già su questo bilancio, potremo inserire qualche altro soldino nei capitoli riguardanti questo settore e naturalmente in tutti gli altri capitoli che sono stati decurtati o non aumentati o addirittura sono privi di finanziamento perché coperti con un finanziamento per il quale è previsto il ricorso al credito. Siamo già in difficoltà, lo si diceva ieri, e i soldi non arrivano; quindi, Assessore, lei faccia come crede, però si ricordi che qualcuno glielo aveva detto che magari era il caso di pensarci! D'accordo che non si tratta di una questione come quella dei fondi di rotazione; secondo me, però, la questione di principio e di correttezza nei confronti dei cittadini è la stessa, e vorrei ricordare che lei sedeva dove siede l'Assessore Pollicini, ma è stato l'Assessore Pollicini a chiudere le domande di accesso ai fondi di rotazione, non lei. Comunque, nonostante l'Assessore Chabod non mi abbia soddisfatto , voterò a favore di questo disegno di legge che comunque in parte, anche se molto piccola, va a coprire le necessità causate semplicemente dall'inflazione e dall'aumento del costo del denaro.

Presidente - Altri chiedono di intervenire per dichiarazione di voto? La parola al Consigliere Cout.

Cout (PCI) - Anche noi voteremo a favore di questa legge, e già l'avevamo detto, anche se ci sono alcune cose che ancora non abbiamo capito bene. Abbiamo capito bene, ad esempio, quello che faranno gli artigiani se il tasso passerà dall'11½% a circa il 20%, cioè ci saranno, come diceva il Consigliere Clusaz, meno richieste di finanziamenti a tasso agevolato e questo penso che tutti quanti riusciamo a capirlo facilmente; quello che non è altrettanto chiaro è che cosa vorrà fare l'Assessore in proposito, oltre a dire che in questo regime di democrazia è giusto che gli artigiani decidano e che gli artigiani propongano.

Avevamo fatto una domanda che non ha avuto una risposta, avevamo chiesto cioè all'Assessore quand'è che vorrà rivedere la questione del credito, quando sarà disponibile a portare delle proposte in Commissione e, indicativamente, se ha già delle idee su questo; ci sono state proprio da parte degli artigiani, in un'assemblea che avevano tenuto, delle richieste di esaminare la questione delle aree attrezzate e tutta una serie di altri problemi, oltre a quello del credito a tasso agevolato. Io direi quindi che se non sarà possibile aumentare il credito, perché c'è una legge che ci vincola a un massimo di intervento della Regione, bisognerà trovare altre forme, e su questo noi da tempo abbiamo suggerito di cercare per le imprese artigiane, per le piccole imprese, degli aiuti diversi, quelli che da altre parti dove si interviene vengono chiamati incentivi reali; su questo al più presto ci deve essere un dibattito in Commissione e se fosse possibile dovrebbe avvenire proprio su proposta dell'Assessore, perché secondo me è giusto dire che gli artigiani devono proporre - e gli artigiani hanno partecipato infatti alle sedute della Commissione quando sono stati chiamati a redigere una proposta di legge-quadro - però direi che bisogna soprattutto presentare delle proposte, e questo è compito principalmente dell'Assessorato. E ricordo ancora una volta che una proposta e una risposta su questo noi da tempo l'abbiamo chiesta; l'ho ricordato prima, è stato un anno fa in occasione delle discussione di una legge di questo genere. Stiamo ancora aspettando, malgrado l'Assessore ce l'avesse promesso.

Presidente - Altri chiedono di parlare? La parola al Consigliere Minuzzo.

Minuzzo (PSDI) - Nell'annunciare il voto favorevole, vorrei ricordare un momentino come è andata la discussione su questo disegno di legge. Probabilmente, non si è potuto avere un dibattito corretto in quanto il Presidente del Consiglio ha chiuso la discussione generale sulla risposta dell'Assessore Chabod, ma siccome erano state poste delle domande all'Assessore alle quali egli non ha risposto, sarebbe stato necessario continuare la discussione generale per consentire di chiarire le questioni sollevate.

Detto questo, ritengo che effettivamente, come hanno detto il collega Viberti e il collega Cout, si debba con un briciolo di buona volontà rivedere tutta la questione degli interventi finanziari della Regione, e non solo nel campo dell'artigianato ma in tutti i settori. Dobbiamo cercare di eliminare quei dualismi che si sono inevitabilmente creati in materia di credito agevolato con la legislazione che impone agli istituti di credito agevolato con la legislazione che impone agli istituti di credito condizioni ben precise per erogare del denaro; infatti noi abbiamo portato a 20 milioni l'intervento della Regione, però sappiamo che oggi le imprese artigiane possono attingere al Confidi, possono attingere all'Artigiancasa, possono attingere anche alla Regione, a questa legge; ma non dobbiamo nemmeno dimenticare che si pone anche il problema della garanzie, per cui quando uno ha utilizzato uno strumento per avere un credito a tasso agevolato non può ottenerne altri. Anche questo è dunque un problema che dobbiamo discutere e cercare di risolvere, e mi sembra che in questo senso l'Assessore abbia già avuto una riunione con i rappresentanti dell'Associazione Artigiani della Valle d'Aosta per spiegare il documento conclusivo di quell'Assemblea.

Oltre a questo, ritengo che si debba valutare seriamente anche il problema che si sta creando a proposito delle aree attrezzate per gli insediamenti artigianali, dal momento che nei centri storici l'Ispettorato del Lavoro e l'Ufficio d'Igiene stanno facendo, giustamente, dei rigidi controlli per valutare l'adeguatezza dei locali; si pone quindi anche la necessità di trasferire questi laboratori artigiani.

Non ultimo è il problema degli apprendisti; a questo riguardo la legge presentata dal mio partito, il quale è stato poi costretto a ritirarla, aveva previsto un meccanismo per incentivare l'assunzione di apprendisti presso i laboratori artigiani.

Ribadisco dunque il voto favorevole a questo disegno di legge e chiedo un concreto impegno dell'Assessore perché si affrontino quei problemi che ancora gravano sul settore artigiano che insieme al turismo è uno di quelli sui quali la Regione Valle d'Aosta deve puntare.

Presidente - Altri chiedono di intervenire per dichiarazione di voto? La parola all'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, Chabod.

Chabod (DC) - Soltanto per dire al Consigliere Cout che non è aggiornato, perché tutto quello che ha detto è ormai superato. A Saint-Pierre c'è stata infatti una riunione dell'assemblea degli artigiani, che mi hanno fatto una bella lettera; io ho convocato subito la Commissione per l'Artigianato, come Minuzzo sa bene, e ho chiesto a questa di farmi un elenco di tutte le cose che gli artigiani avevano chiesto perché poi potessimo discuterne assieme. Dunque, tutto quello che dice Cout è già superato! (Interruzione incomprensibile) ...Aspetto che l'Associazione degli Artigiani mi dia un qualcosa! (voci incomprensibili)

Presidente - Trasferiamo questo dibattito in Commissione e per il momento procediamo alla votazione sul complesso della legge.

Presidente - Metto in approvazione la legge nel suo complesso.

Votazione segreta

Presidente - Résultat du vote relatif à l'objet inscrit à l'ordre du jour au n° 22:

Présents: 33

Votants: 33

Majorité: 17

Avis favorables pour: 31

Avis contraires: 2

Le Conseil approuve.

Esito della votazione:

Presenti: 33

Votanti: 33

Maggioranza: 17

Favorevoli: 31

Contrari: 2

Il Consiglio approva.

Presidente - Passiamo all'esame dell'oggetto iscritto al n. 23 dell'ordine del giorno.