Oggetto del Consiglio n. 2500 del 29 novembre 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2500/XIV - Interrogazione a risposta immediata: "Conferma della quotazione in borsa della società CVA S.p.A.".
Rosset (Presidente) - Punto n. 2.02 dell'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il collega Bertin, ne ha facoltà.
Bertin (ALPE) - Venerdì scorso abbiamo appreso che la Corte costituzionale ha sancito l'illegittimità dell'articolo 11 della legge Madia. Adesso non entro nelle questioni tecniche che riguardano questa incostituzionalità; bisogna considerare che tale pronuncia potrebbe avere anche degli effetti sul decreto attuativo per le società a partecipazione pubblica recentemente approvato, ciò che di fatto vuol dire che non vi è più l'obbligatorietà di quotare in Borsa CVA. Questo avrà degli effetti anche sull'obbligo di cessione da parte dei Comuni delle proprie partecipazioni all'interno delle società, nel caso specifico di produzione idroelettrica, di cui abbiamo parlato la settimana scorsa. Oggi nel TG3 delle ore 14:00 il Presidente di CVA ha in parte anticipato, almeno per quanto possa anticipare un Presidente di una società totalmente pubblica, che vi è - sembrerebbe - l'intenzione di andare avanti con l'operazione di quotazione della società in questione. Tra l'altro, ricordo che lo stesso Presidente di CVA, sentito in commissione, aveva a riguardo detto che la quotazione era semplicemente una presa d'atto della legge Madia, ma che non c'erano dei ragionamenti legati a questo aspetto. Pertanto ci chiedevamo quali erano le intenzioni, se era confermata la quotazione in Borsa della società CVA S.p.A., oppure se, vista la decadenza dell'obbligatorietà, si fosse cambiata idea.
Presidente - Per la risposta, ha chiesto la parola il Presidente della Regione Rollandin, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Occorre sottolineare in primo luogo che, come espressamente chiarito dalla sentenza n. 251/2016, le pronunce di illegittimità costituzionale contenute in questa decisione sono circoscritte alle sole disposizioni di delegazione della legge delega in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche (legge n. 124/2015) e non si estendono alle relative disposizioni attuative. Queste, pertanto, laddove siano già state emanate, come nel caso del decreto legislativo n. 175/2016 sulle partecipazioni pubbliche, devono intendersi ad oggi come pienamente vigenti. Allo stato, quindi, le disposizioni di cui al disegno di legge di stabilità regionale per il triennio 2017/2019 relative alla quotazione in Borsa di CVA si confermano del tutto coerenti con il quadro normativo vigente dal momento che, in base al citato decreto legislativo n. 175, la quotazione della società si configura come unico strumento alternativo rispetto alla dismissione. Inoltre, la quotazione di CVA S.p.A. rappresenta comunque l'esito di una riflessione avviata da tempo - cosa che avevamo riferito già anche in Consiglio - che porta ad individuare questa soluzione come opportuna e vantaggiosa sia per la Regione, che manterrebbe in questo modo il controllo della società valorizzando, al contempo, l'investimento fatto negli anni, sia per la società CVA che, attraverso la quotazione in Borsa, potrà attrarre nuovi investitori sul mercato assicurandosi nuove e ulteriori possibilità di sviluppo.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Bertin, ne ha facoltà.
Bertin (ALPE) - Non volevo entrare nelle questioni tecniche, è pur vero che al momento questa è ancora valida, ma questa sentenza permette di fatto alle Regioni di ricorrere anche sugli altri decreti. Apre questa via che, di fatto, pone l'obbligatorietà in forte discussione. Questo di fatto è quello che succederà, anche perché questa sentenza evidentemente, da questo punto di vista, permetterà alle Regioni di ricorrere sugli altri atti del Governo, che dovrà in qualche modo sanare questa situazione in un senso o nell'altro. Certamente al momento questa operazione che lei ci dice già progettata da tempo, a quanto ha riferito anche il Presidente di CVA in commissione, non è così, perché lui la definisce semplicemente una presa d'atto della legge Madia verso la quale non vi erano stati dei ragionamenti precedenti. In effetti nulla è ancora stato fatto. Tra l'altro, colgo anche l'occasione per annunciare che, secondo me, andrebbe valutato attentamente, come quotarla e poi anche le modalità di quotazione, magari con soluzioni che possono prevedere una public company, un azionariato diffuso, perché oggi si parla soltanto di fondi americani. Comunque al momento annuncio anche una risoluzione sull'argomento per sospendere questa cosa e valutare attentamente se, come e quando eventualmente fare questa operazione.
