Oggetto del Consiglio n. 2454 del 9 novembre 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2454/XIV - Proposta di legge: "Disposizioni in materia di rafforzamento dei principi di trasparenza, contenimento dei costi e razionalizzazione della spesa nella gestione delle società partecipate dalla Regione".
Rosset (Presidente) - Con 32 presenti possiamo iniziare i lavori. Riprendiamo con il punto n. 26 all'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il consigliere La Torre, ne ha facoltà.
La Torre (UV) - Finalmente la proposta di legge n. 72 arriva in aula e credo che la prima cosa che debba essere fatta, visto il percorso molto lungo, sono alcuni ringraziamenti. Intanto un grazie alla Commissione e a tutti coloro che hanno avuto la pazienza di lavorare su questo argomento per così tanto tempo, cercando sempre di trovare più i punti che univano, piuttosto che i fattori di divisione. Un ringraziamento agli uffici, perché hanno dovuto predisporre numerosi testi che continuavano a cambiare e che erano sempre riaggiornati, anche sulla base di fattori esterni. Chiaramente il ringraziamento va alle forze politiche, perché voglio ricordare che questa proposta di legge, a parte credo il Movimento Cinque Stelle, è stata firmata da tutti i gruppi presenti in Consiglio. Questo ha un significato politico importante, perché su un argomento rilevante si sta cercando di esprimere in maniera oserei dire unanime una volontà precisa di intervenire, dando dei segnali di un cambiamento che si vuole portare avanti.
I tempi sono stati lunghi e anche concitati, perché dettati dal rapporto con lo Stato, con riferimento alla legge Madia che in qualche modo è stata determinante rispetto allo sviluppo della proposta di legge n. 72. Quest'ultima ha subito numerosi ritardi, proprio perché ha cercato sempre di essere parallelamente concomitante e non in contrasto con gli indirizzi generali della legge Madia, che di volta in volta venivano rinviati e che tuttora non sono stati completamente presentati attraverso i decreti di attuazione. Tanto è vero che questo percorso così lungo ha permesso alla legge di arrivare in aula dopo ulteriori incontri, che sono avvenuti in questi giorni, anche con le forze sindacali che qui voglio ringraziare. Altri incontri sono stati fatti con i rappresentanti degli impianti a fune - evidentemente i condizionamenti non sono venuti solo dalla legge Madia, ma anche da quelle che sono le particolarità della Valle d'Aosta - che hanno portato a degli emendamenti che sono stati recepiti dalla Commissione. Così come, in questi giorni, gli incontri con i sindacati hanno permesso di evidenziare altre piccole anomalie che, attraverso alcuni emendamenti che saranno riportati all'aula, avranno modo di essere discussi.
La relazione era già da tempo allegata alla legge ed è un testo breve che cerca semplicemente di dare una presentazione di indirizzo, di cui do lettura.
La presente proposta di legge fissa nuove regole e indirizzi per il buon funzionamento delle aziende partecipate della Regione Valle d'Aosta, in un momento di particolare sensibilità e attenzione dell'opinione pubblica nei confronti del funzionamento degli apparati amministrativi regionali. È necessario fissare regole chiare e aggiornate, volte a garantire la massima trasparenza e la certezza delle procedure in tutti gli atti e azioni di tali società. Alla luce del cambio di rotta che la riforma Madia presenta a livello nazionale, la Valle d'Aosta anticipa, senza volersi sovrapporre, alcune scelte di indirizzo e trasparenza atte a sottolineare la sua volontà di modernizzare le regole del funzionamento delle società partecipate.
Con la proposta in esame si vuole soprattutto ribadire il principio di autonomia che caratterizza le scelte legislative della Regione Valle d'Aosta, che trova nell'indicazione della conoscenza del francese la caratteristica privilegiata per l'accesso al lavoro in tali società: il manifesto di una regione bilingue e autonoma. La proposta di legge, pertanto, si vuole integrare con la legge Madia e con i decreti che ancora non sono stati emanati - quindi ci sarà probabilmente la necessità, andando avanti nel tempo, di prenderne atto - e si compone di tredici articoli, alcuni dei quali reiterano norme già esistenti nella normativa regionale, al fine di dare una collocazione organica nella presente proposta a tutte le disposizioni relative alla materia in esame.
Presidente - Siamo in discussione generale, ci sono richieste di intervento? Ha chiesto la parola il consigliere Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Su questa legge che oggi stiamo affrontando e sulla quale speriamo che il Consiglio si esprima positivamente, abbiamo lavorato parecchio. Da tanti anni sollecitiamo soprattutto l'esecutivo e Finaosta a una maggiore trasparenza. Oggi probabilmente non si discute più di tanto la mission di queste società, il loro indirizzo, la loro utilità e l'importanza che hanno per le ricadute occupazionali. Nella sintesi che come gruppo ALPE facciamo, su questa proposta di legge che abbiamo scritto insieme agli altri colleghi e sostenuto da tanto tempo, due sono i punti di forza principali. Il primo è un po' più di trasparenza: con l'articolo 7 - probabilmente siamo una delle ultime regioni e forse solo qualcuna di quelle al Sud ha meno trasparenza di noi nel settore delle partecipate direttamente o indirettamente - finalmente saranno pubblicati sul sito internet di Finaosta e su quello della Regione gli elenchi degli operatori economici fornitori di servizi e fornitori di lavori, quindi si saprà chi fornisce un servizio e chi fornisce un lavoro. Poi, ci sarà per la prima volta in Valle d'Aosta la pubblicazione dell'esito dei relativi affidamenti: non è mai avvenuto nel nostro sistema e da ora in poi, se questa legge avrà il voto positivo dell'aula, ci saranno gli esiti dei relativi affidamenti. Per noi questo è sicuramente un passo importante e da non sottovalutare, anzi assolutamente da evidenziare.
L'altra considerazione vorrei farla sull'articolo 5, sulle assunzioni del personale e sul conferimento di incarichi di consulenza in collaborazione. Se questo articolo sarà approvato dal Consiglio, per la prima volta in Valle d'Aosta l'assunzione a tempo indeterminato e determinato presso tali società avverrà esclusivamente mediante una selezione pubblica.
Queste sono dal nostro punto di vista le due novità principali che indubbiamente fanno fare un passo avanti al nostro sistema. Con questi due cambiamenti, la nostra comunità potrà verificare meglio come vengono utilizzate le risorse pubbliche all'interno delle partecipate e soprattutto giocarsi la parte forse più importante in questo momento, sia sul lato occupazionale che su quello delle forniture di lavori e servizi, che è quella di creare le condizioni di pari opportunità per chi ha i requisiti, per chi ha un curriculum e per chi ha i requisiti come società di poter partecipare agli affidamenti e alle gare, giocando serenamente le proprie chance. Penso siano questi due elementi il cuore della proposta di legge e voglio ribadire il concetto che oggi non discutiamo tanto sulla mission di tali società, ma su questi che sono un po' i due punti di forza.
Mi dispiace che il gruppo del Movimento Cinque Stelle non ci sia su questa proposta, perché comunque si fa un passo avanti nella nostra regione e nella nostra comunità. Nel momento in cui si fanno delle battaglie all'interno di quest'aula consiliare, penso che comunque bisogna valutare quali sono i passaggi di sostanza, rispetto a quelli che sono invece dei passaggi di forma.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Fabbri, ne ha facoltà.
Fabbri (UVP) - Una breve considerazione sulla presentazione di questa legge, importante dal punto di vista non solo dell'immagine ma anche della concretezza, una legge che vede finalmente regolare aspetti importantissimi nella gestione delle nostre partecipate. Come gruppo dell'Union Valdôtaine Progressiste siamo stati tra i presentatori convinti di questa legge, in quanto convinti della necessità di dare delle nuove regole alla gestione delle cosiddette controllate e partecipate.
Ci auguriamo dunque di aver conseguito con questo atto legislativo gli scopi che c'eravamo prefissati. Come ha già anticipato il collega Chatrian, gli scopi principali erano quelli della trasparenza nella gestione e la conseguente pari opportunità per tutti i cittadini di poter usufruire delle occasioni che tali società offrono e che - ricordiamolo - sono pur sempre a capitale pubblico.
L'articolato della legge è stato lungamente discusso in Commissione tra tutte le parti politiche, sociali e anche tecniche. Io sono entrato un po' nell'ultima fase della discussione, ma ho notato l'impegno che tutti i commissari hanno profuso nell'estensione di questa legge, come già ricordato anche dal nostro presidente della Commissione, dunque di un testo dove trovano espressione e applicazione i principi di cui abbiamo parlato all'inizio.
Vorrei sottolineare un altro aspetto importante presente in questa legge, immesso nell'articolato nell'ultima fase, ma che è stato secondo noi estremamente importante. Mi riferisco all'aver dato dignità legislativa all'istituto del 116, rafforzando così uno strumento di chiarezza amministrativa e politica a disposizione di tutto il Consiglio e di tutti i Consiglieri.
Dunque una legge che favorisce la buona gestione delle imprese partecipate, perché a nostro avviso là dove vi è chiarezza e trasparenza nella conduzione generale, non vi può che essere una maggiore chance di riuscita per il management, che si sentirà anche più libero di esprimere la propria potenzialità e il proprio talento, accrescendo un valore aziendale che è nostro e che quindi non potrà che concorrere allo sviluppo della nostra regione e dei nostri concittadini.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Per unirmi alle considerazioni positive fatte dai colleghi che mi hanno preceduto. Ritengo questa proposta di legge molto importante, perché va nel senso di aprire e di dare trasparenza al settore delle partecipate, che per anni è stato un po' la casa di qualcuno, con considerazioni che a volte tra i cittadini comuni non erano sempre sinonimo di trasparenza. Ci tengo a ringraziare il presidente della Commissione, perché probabilmente dobbiamo alla sua costanza se siamo arrivati a questo punto. Ci sono stati anche dei passaggi non facili e delle posizioni diverse, per cui avere formulato un testo di Commissione penso che sia stato un passo importante, oggetto chiaramente anche di una mediazione.
Non voglio ripetermi, ma ci sono alcuni passaggi per me fondamentali. Si specificano per la prima volta in una legge quali devono essere le condizioni per l'assunzione del personale, il conferimento di incarichi di consulenza e di collaborazione mediante selezione pubblica: è un principio che viene introdotto con forza nella legge ed è una grande novità.
C'è un altro passaggio molto importante, relativo all'acquisizione di forniture di servizi e lavori. Fino a oggi abbiamo avuto difficoltà addirittura a sapere a chi venivano affidati i lavori e non sapevamo neanche chi erano i soggetti invitati. Da questo momento non sarà più così, perché comunque gli affidamenti verranno fatti garantendo il rispetto dei principi di trasparenza, di parità di trattamento, di non discriminazione, di rotazione e di proporzionalità. La rotazione era uno dei principi per cui ci siamo battuti per anni all'interno di questo Consiglio e che trova finalmente applicazione.
L'ultima considerazione, anche perché se no si rischia di ripetersi, è quella alla quale ha già accennato il collega Fabbri, riferita all'accesso dei consiglieri regionali ai dati, agli atti e all'attività di queste società. Io ci tengo a ricordare che questo articolo 9 sul diritto di accesso viene ulteriormente rafforzato dalla sentenza del Consiglio di Stato, di cui dobbiamo ringraziare comunque il Movimento Cinque Stelle. È stata fatta una battaglia in questo senso e aver introdotto in legge dopo la sentenza del Consiglio di Stato una norma così importante, penso che metta una pietra tombale su quelle che sono state negli ultimi periodi, ma direi negli ultimi anni, le risposte di queste società che citavano sentenze del Tar, per non dare l'accesso agli atti. Con questa legge noi abbiamo una grande opportunità di fare chiarezza e per questo non possiamo che essere soddisfatti, perché si chiude una pagina di poca trasparenza e se ne apre un'altra totalmente diversa per quello che riguarda il futuro di queste società.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Restano, ne ha facoltà.
Restano (PNV) - Rischio di essere ripetitivo, però è importante intervenire e dire che questa è una legge strategica tanto attesa. Devo ringraziare tutti i commissari componenti della II Commissione per il lavoro svolto in questo lungo periodo.
L'importanza di questa norma è che anticipiamo i regolamenti della legge Madia: questo ci contraddistingue come Regione autonoma e ci valorizza, perché abbiamo saputo portarci avanti rispetto a un argomento à la une presente sul taccuino di altre Regioni, ma lo è soprattutto per la nostra regione per il momento che stiamo vivendo.
Parliamo di regole chiare, di massima trasparenza e introduciamo anche nelle partecipate regionali concetti che concernono la pubblica amministrazione, per quanto riguarda gli affidi dei lavori, gli affidi degli incarichi professionali e delle assunzioni. Tanto si è parlato in questi tre anni relativamente a questi argomenti e alla fine abbiamo dimostrato con i fatti che la volontà di regolamentare la materia c'era, da parte della maggioranza e anche da parte della minoranza.
Questa norma va anche a regolare i compensi dei dirigenti e regolamenta in diminuzione gli eventuali benefit. Definisce anche una premialità rispetto alle indennità di risultato, che saranno vincolate alla presenza o meno di un equilibrio di bilancio o di un effettivo miglioramento della situazione del bilancio delle società.
Ripetendo quanto già detto, ma in parte distinguendomi al riguardo dell'accesso agli atti, dico che è vero che è intervenuta una sentenza del Consiglio di Stato, ma devo ricordare che questo articolo era già stato scritto dalla Commissione. Quindi anche in questo caso abbiamo in parte anticipato la sentenza, che è andata a rafforzare quanto scritto dai nostri commissari, dimostrando una forte volontà di trasparenza e permettendo ai consiglieri regionali di svolgere il proprio mandato nel modo migliore. Quindi il nostro parere rispetto a questa norma non può che essere positivo.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Marquis, ne ha facoltà.
Marquis (SA) - La proposta di legge che stiamo esaminando, così come è stato sottolineato dai consiglieri che sono intervenuti sinora, è frutto di un ampio lavoro di confronto e di condivisione che è stato esteso ai lavori della Commissione. È stato lungo e anche difficile, perché in questo anno si sono sovrapposte delle iniziative di carattere nazionale: la riforma della legge Madia sovente ci ha messo in difficoltà, ma tuttavia non ci siamo fatti prendere dallo scoramento e siamo andati avanti. Il testo è frutto di una mediazione e credo sia una proposta interessante, che recepisce in parte le norme esistenti evidenziandole in un dispositivo unico, così favorendo la lettura della legge anche da parte dei cittadini e degli operatori, e che inoltre è frutto di diverse innovazioni che sono già state sottolineate.
In particolare, credo che due parole le meriti il discorso delle assunzioni nelle controllate dirette e indirette per le quali, laddove non è già previsto, si procederà con bando pubblico, quindi dando pari opportunità a tutti i cittadini e ai giovani che sono in cerca di lavoro.
Stessa importanza credo che valga per l'articolo 7 che tratta le acquisizioni di forniture, servizi e lavori. Laddove non è già previsto, verranno tenuti degli elenchi di operatori economici che faranno richiesta di essere iscritti per le prestazioni da erogare da parte delle società, dopo di che verranno anche individuati e messi a disposizione i risultati delle gare e delle procedure sui relativi siti aziendali. Credo che questo vada nell'ottica della pari opportunità, della trasparenza, così come tutti i criteri inseriti che riguardano la rotazione, la parità di trattamento e di opportunità, secondo criteri di proporzionalità nell'affidamento degli incarichi.
Ritengo che questo costituisca un grosso passo avanti rispetto alla situazione esistente, in un contesto nel quale a livello nazionale l'ambito delle società partecipate si presta a delle grosse critiche, perché si ritiene che sia il settore in cui si sviluppano le cattive abitudini. Però non bisogna fare di tutta l'erba un fascio e credo che in Valle d'Aosta le partecipate abbiano saputo dimostrare nel tempo di essere delle opportunità di sviluppo per il nostro territorio, quindi credo che potranno continuare a svolgere questo ruolo, sempre con la stessa capacità e sempre al servizio della Valle d'Aosta. Tuttavia voglio rimarcare che questo è un passo avanti, soprattutto per le esigenze dei cittadini e degli operatori di avere comunque una vetrina per poter accedere o perlomeno conoscere le situazioni che vengono a crearsi.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Questa legge ha avuto un lungo travaglio certamente per la concomitanza con l'iter della cosiddetta legge Madia che - come è noto - non è ancora del tutto definito, perché per completare la riforma mancano alcune deleghe, che tra l'altro interessano anche l'ambito di cui ci stiamo occupando con questa proposta di legge. Ma il percorso è stato lungo anche per la necessità di operare le opportune mediazioni tra le diverse sensibilità presenti in Consiglio, che una norma di tale impatto e importanza comportano. Tanto più questa norma, che è il frutto di un lavoro congiunto tra la maggioranza e quasi tutta la minoranza, a esclusione del Movimento Cinque Stelle, a dimostrazione che sui temi sensibili non ci si divide.
Non nascondo una certa soddisfazione nel vedere finalmente in aula una norma che il nostro gruppo ha addirittura posto tra le priorità per la sua entrata in maggioranza: il tema della trasparenza e delle pari condizioni di accesso, ma anche del contenimento dei costi e della razionalizzazione della spesa in un settore normalmente poco incline a mettere in chiaro le proprie strategie e modalità operative, malgrado il fatto che l'azionista di maggioranza di queste società alla fine sia la Regione, cioè noi contribuenti e noi cittadini.
Il tema della trasparenza e gli altri temi contenuti nella proposta di legge sono argomenti à la une a livello nazionale. Ricordo che la riforma Madia riprende alcuni dei temi che abbiamo inserito in tempi non sospetti nel nostro testo di legge - come ha detto qualche collega - ma che in qualche modo sono nel nostro dna sin dalla nascita del nostro gruppo. Quando eravamo all'opposizione, anche nella scorsa legislatura, molte nostre iniziative andavano proprio nella direzione di rendere espliciti percorsi di assunzione del personale, di chiarire e soprattutto di mettere in chiaro le modalità in uso per gli appalti di beni, servizi e lavori, di omogeneizzare i trattamenti economici e normativi del personale, per quanto possibile e naturalmente fermi restando i vincoli contrattuali legislativi. Si trovano tracce della nostra azione in tal senso anche nelle scorse leggi finanziarie, sotto forma di emendamenti. Un esempio per tutti è la norma che disciplina i rimborsi e le missioni, di cui all'articolo 4 dell'ultima legge di bilancio, la n. 19 del 2015, articolo ripreso tale e quale dal comma 7 dell'articolo 4 della proposta di legge di cui stiamo parlando.
Il fatto di inserire tramite legge procedimenti propri del settore pubblico (selezione pubblica, pubblicazioni sui siti istituzionali, parità di trattamento, non discriminazione, rotazione, proporzionalità e via dicendo) di sicuro non va nella direzione di mettere delle zeppe o dei freni alle attività delle società partecipate che, come qualcuno ha voluto ribadire in audizione, richiedono ampia libertà di movimento, di azione e di manovra. Al contrario, hanno lo scopo di aumentare l'efficienza, l'economicità e quella linearità nell'azione amministrativa che sono il presupposto - sembra un paradosso, ma non lo è - per azioni concise, rapide e certe.
La diminuzione dei contenziosi, anche quelli di natura politica: quante volte, colleghi, le nostre discussioni si sono concentrate sulla mancanza di trasparenza, quanto tempo abbiamo perso noi e abbiamo fatto perdere alle società partecipate e controllate per l'acquisizione di dati e di informazioni non pubblicate? Siamo sicuri che la diminuzione dei contenziosi e a volte dei sospetti di irregolarità - il dubbio penso sia lecito quando parliamo di attività economiche che smuovono a volte interessi anche rilevanti - sia di beneficio per l'operatività delle società considerate, attiri gli investitori e i clienti, renda sicuramente più qualificata e di qualità la produzione.
La selezione pubblica del personale, dei fornitori, ma anche la limitazione del cumulo degli incarichi dei rappresentanti regionali all'interno degli organi di governo, la definizione di tetti ai compensi e rimborsi degli amministratori e dei dirigenti, l'obbligo della stipula del programma operativo triennale e dell'esecutivo annuale, per citare alcune delle misure contenute nella proposta, sono anche un segnale che vogliamo dare all'esterno: non ci sono porti franchi in cui con i soldi pubblici qualcuno possa fare il bello e il cattivo tempo. Se le regole valgono per il pubblico, le stesse devono valere per il privato partecipato e controllato.
Certo, siamo consapevoli che nel caso di alcune società partecipate dalla Regione, anche per la loro natura più imprenditoriale, debbono esservi dei margini di operatività più dinamici e meno rigidi rispetto ai comparti esclusivamente pubblici, ciò anche in considerazione della diversa mission che hanno la pubblica amministrazione, gli erogatori dei pubblici servizi, anche quelli di tipo privatistico, e le aziende private a parziale o a totale partecipazione pubblica, come il Casinò e la CVA, per dirne due delle più importanti. La legge non irrigidisce in modo assoluto le modalità di selezione del personale e dei fornitori, ma impone comunque selezioni pubbliche. Infatti, la legge prescrive che le modalità saranno stabilite con regolamento interno, quindi non necessariamente dovranno attenersi alle disposizioni in uso per la pubblica amministrazione, cioè quelle previste nello specifico dai codici per gli appalti o dalle norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche.
Malgrado una plausibile minore rigidità, dovuta alla natura similprivatistica delle società interessate, l'obbligo di procedura di selezione pubblica del personale, dei fornitori, degli erogatori dei servizi e dei lavori rendono fattiva quella sana competizione, che di fatto è alla base del principio della libera concorrenza. Il principio garantito nei sistemi in cui sono note le regole, in cui gli operatori sono privi di preferenza e le contrattazioni sono trasparenti. Facendo così, credo che la politica ponga finalmente le basi di un sistema virtuoso, al quale potrà accedere l'operatore migliore, quello più qualificato e, per quanto riguarda il personale, quello più motivato, preparato e competente.
A proposito del personale, vengo alla questione del francese. La previsione di una prova di accesso in lingua francese per le assunzioni nelle società partecipate dalla Regione, deriva dalla necessità di omogeneizzare i percorsi di accesso che valgono oggi per il pubblico impiego, ma paradossalmente questi percorsi non sono mai valsi per le società interamente finanziate con soldi pubblici; lo stesso vale per le procedure di assunzione.
Siamo consapevoli che non si possono mettere sullo stesso livello la pubblica amministrazione e le società regolamentate dal codice civile e dalle normative che regolano le imprese. Finalmente a legge Madia definirà a breve in modo chiaro chi potrà restare sotto il cappello pubblico e chi no. Tale commistione di fatto oggi risulta anche piuttosto difficile da discernere, ma questa legge va nella direzione di eliminare nicchie di privilegi o semplicemente situazioni in cui non sono chiari e definiti i criteri di affidamento e di reclutamento.
Non sottovalutiamo naturalmente l'utilità e la necessità della conoscenza della lingua francese in una regione statutariamente bilingue come la nostra, in un momento tra l'altro in cui stiamo investendo enormi risorse, umane e finanziarie, nel potenziamento del bilinguismo che è un patrimonio culturale al quale il nostro gruppo, e credo tutto il Consiglio, non intende rinunciare.
Chiudo ribadendo la nostra soddisfazione per una legge quasi bipartisan, che potrà porre la nostra Regione tra i capifila nel campo della trasparenza.
Presidente - Se non ci sono richieste di intervento, dichiaro chiusa la discussione generale. Ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Ce que le rapporteur et les collègues ont dit va dans la direction de faire comprendre les raisons pour lesquelles on a abouti à cette proposition de loi. Toutes les forces politiques ont approuvé cette proposition de loi. Cela est un élément à souligner et à mettre dans le bon sens, vu l'exigence ponctuelle d'imaginer qu'il y ait un système qui puisse être transparent et qu'il n'y ait plus de situations différentes, là où il y a des doutes ou quand même des difficultés à justifier une série de passages. Je remercie encore le rapporteur qui a voulu se mettre à disposition pour les différentes adjonctions qui ont été faites à la loi ; dans la dernière période, la question des remontées mécaniques est un aspect très important qui a été accepté, autrement il y aurait eu des difficultés dans ce secteur.
Nell'insieme le suggestioni che i colleghi hanno dato credo che non possano che essere condivise. Per quanto ci riguarda, vogliamo solo sottolineare che sicuramente le modalità che di volta in volta verranno applicate saranno animate da un grande buon senso, perché tra le partecipate ci sono le grandi società, ma ci sono anche delle imprese molto piccole. Bisognerà anche vedere se queste ultime resisteranno o meno rispetto all'applicazione della legge Madia, quando obiettivamente gli elementi su cui si lavora sono di dimensioni molto ridotte. Riguardo all'attivazione del percorso per l'acquisizione di beni e servizi, si è fatta una distinzione tra le società di grande rilievo e quelle che sono più ridotte, perché altrimenti ciò che succede e che stava succedendo è che, per quanto riguarda la distribuzione di servizi sul nostro territorio, dai grandi appalti vengono purtroppo per la gran parte escluse le nostre società. Questo è un dato che si sta verificando in diversi punti anche nella nostra regione: se nelle valli c'era una possibilità di acquisire alcune commesse di un certo tipo da parte delle società che avevano le attività in loco, ora questo rischia di sparire, con tutte le conseguenze che può portare. Voglio sottolinearlo, perché noi stiamo vedendo che di questo passo molti dei piccoli distributori sul territorio - parlo in particolare nelle valli laterali, e credo tanti conoscano questa situazione - si troveranno in difficoltà. Questi soggetti dovranno attrezzarsi, dovranno mettersi in rete, dovranno cooperare, perché altrimenti non saranno in grado di seguire un percorso che oggi impone determinate quantità, determinate masse critiche che sono oggettivamente pesanti.
Io credo che il limite che è stato messo dei 40 mila euro per quanto riguarda i servizi debba essere applicato con molto buon senso. Lo dico senza avere reticenze su un passaggio importante che la norma prevede, però teniamo conto anche di applicarla con la giusta attenzione. Consideriamo che è vero che abbiamo delle società organizzate e che stanno per quotarsi in Borsa, quindi che ci sia credo tutta la capacità e il peso per affrontare sui mercati anche le gare di un certo livello, ma che ci sono pure società di dimensioni molto ridotte, che sicuramente devono adattare i loro sistemi per renderli trasparenti, ma in modo che siano anche un po' collegati con la nostra realtà. Con questo auspicio, io ringrazio ancora tutti i componenti della Commissione che hanno lavorato con grande impegno e il risultato è sicuramente molto positivo.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Cognetta, ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Mi dispiace non essere intervenuto nella discussione generale, visto che c'è stato un certo richiamo su questa cosa: mi fa piacere, vuol dire che il mio punto di vista è preso in considerazione e di questo sono grato a tutti i colleghi. Noi come gruppo - in questo momento ci sono solo io, ma la decisione è stata presa ovviamente da entrambi già tempo fa - siamo contrari a questo disegno di legge e l'abbiamo detto in più occasioni, nei due anni durante i quali si è discusso di questa proposta di legge.
È stata una discussione lunga e travagliata, ma che di fatto ha partorito un topolino. La montagna di questo Consiglio partorisce alla fine un topolino, perché - come qualcuno ha ricordato - è stata più incisiva un'azione fatta dal Consiglio di Stato, che qualunque altra legge o regolamento ci sia qui dentro.
Il Presidente ha parlato di buon senso, che in effetti è quello che manca in Valle d'Aosta, soprattutto per ciò che accade nelle partecipate: a volte magari ci sono dipendenti che si possono tranquillamente arrogare il diritto di sfiduciare il proprio presidente di società, decidendo cosa fare, come fare e quando andare al lavoro; oppure si fanno avanzamenti di carriera di persone con titoli che non stanno né in cielo né in terra, ma che diventano responsabili e gestiscono di tutto di più.
Fare una legge sul buon senso è impossibile, perché quella è una cosa che non si può normare. Si cerca di mettere delle regole. Io capisco le posizioni di chi ha proposto la legge, almeno inizialmente, per provare a mettere un argine a qualcosa: la situazione è talmente compromessa che proviamo almeno a mettere qualche punto fermo. È un punto di vista che io comprendo. Per chi è più bravo di me in politica e si rende conto che quest'ultima è fatta di piccoli passi, è un punto di vista che può esserci: sposto un po' più in là il mio confine e ogni volta ottengo qualcosina in più. Noi invece siamo un pochino meno pazienti e ci piacerebbe avere dei risultati un po' più in fretta. Sì, noi siamo per "il tutto e subito", è vero. Però poi ci viene detto che così non otterremo niente: non è vero, qualcosa lo otteniamo anche noi, ogni tanto. Tuttavia, dobbiamo stare attenti, perché da un punto di vista mondiale ci siamo accorti che anche altri poi vogliono tutto subito e in altre nazioni si fanno delle scelte talmente dirompenti che prima o poi arriveranno anche da noi. Quando arriveranno, poi tutto questo sistema che fine farà?
Io spero che questo provvedimento dia dei risultati concreti e positivi, perché c'è da dire che le leggi vengono fatte, ma spesso vengono disattese, restano lì e non si ottiene nulla. Il fatto di pubblicizzare le assunzioni, per esempio, era una cosa che si doveva fare secondo me a prescindere e non c'era bisogno di scriverlo in una legge. Il fatto di averlo dovuto fare, dà di per sé un segnale molto brutto di ciò che è la Valle d'Aosta. Così come dà un segnale molto brutto il fatto che dobbiamo normare in maniera specifica come si fanno le assunzioni, perché sappiamo benissimo che altrimenti vengono fatte in maniera del tutto personale e privatistica. Voi direte: è la legge che lo permette. Sì, ma sappiamo che certe leggi fanno schifo e soprattutto distorcono la realtà.
Potrei entrare in mille dettagli, perché la genesi di questa legge l'ho seguita dall'inizio, collega La Torre, ho seguito tutti i punti, i passaggi, le audizioni e tutto ciò che è accaduto per arrivare a questo punto. Credo che questa legge tutto sommato faccia poco onore a questa Regione, perché cerca di normare quella che è stata una gestione politico affaristica personalistica delle società partecipate e cerca semplicemente di dare un piccolo correttivo. In realtà, non la sistema la gestione! Quindi, siccome sono per "il tutto e subito", io voterò contro questa legge. Si poteva fare molto di più, si doveva fare molto di più e si dovrà fare molto di più. Purtroppo ancora una volta, almeno come Governo e come maggioranza, non credo che abbiate dato il meglio di ciò che potevate dare.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Per aggiungere la nostra posizione su questa proposta di legge, che abbiamo scritto insieme ai colleghi: l'abbiamo firmata e oggi comunque un passo avanti si fa per il settore delle partecipate. Lo dico soprattutto per chi ci ascolta, perché altrimenti sentiamo parole come: forma, sostanza, abbiamo fatto piccoli passi... Se sarà approvata questa norma, avremo fatto numerosi passi: come un alpinista che ha deciso di scalare il Monte Bianco, oggi noi siamo sopra il Rifugio Gonella; abbiamo già fatto un tratto. Non tutti possono scalare il Monte Bianco, partendo da 1600 metri magari, ma un pezzo l'abbiamo fatto. Non ci siamo fatti portare dall'elicottero e siamo già ampiamente sopra il Gonella, però per arrivare ai 4810 metri ci va ancora un po' di allenamento e un po' di ore. Quindi un passaggio oggi è stato fatto e su questo vorrei fare due ragionamenti.
Ho ascoltato le riflessioni del presidente Rollandin. Conosciamo quanto il Governo la situazione dei paesini e delle piccole comunità delle vallate laterali meno turistiche, dove assolutamente c'è la possibilità di utilizzare l'affidamento sotto i 40 mila euro. Con questa legge non si modifica assolutamente tale possibilità e, a maggior ragione, si gioca una partita ancora più importante, affinché gli attori economici delle piccole comunità sappiano chi è stato invitato e chi no. La legge lo permette e questa proposta non vieta quel passaggio, anzi, ci aiuta ad andare nella direzione di far vivere ogni tanto anche delle forniture e delle realtà, senza guardare solo il discorso economico. Su questo ci trovate completamente d'accordo, con delle regole di trasparenza di cui dare contezza e rendere di dominio pubblico. Questo è il ragionamento, proprio perché vorrei che andassimo in quella direzione.
Conoscete le battaglie che come gruppo abbiamo fatto per anni su questo tema: oggi è un grande passo ed è inutile parlare del passato. Se questa proposta di legge sarà approvata, l'articolo 5 modificherà completamente il discorso delle assunzioni. E l'articolo 7 creerà quelle condizioni di casa di vetro, perché c'è scritto al comma 3 che "gli elenchi degli operatori economici di cui al comma 2, nonché l'esito dei relativi affidamenti, sono puntualmente pubblicati su apposita sezione del sito delle società". Questo vuol dire che - non per le piccole, ma per le grandi società partecipate; per la Casinò S.p.A. - questa è una svolta epocale, perché i fornitori saranno comunque sul sito internet di Finaosta e della Regione, si saprà chi fornisce alla casa da gioco e gli operatori economici lo sapranno, mentre oggi non è così. Se questo non è un grande passo! Io penso veramente che siamo sul crinale e stiamo arrivando in alto. Lei dice che si doveva fare prima. Noi, quanto lei, di battaglie in quest'aula ne abbiamo fatte e le abbiamo scritte: oggi le approviamo grazie a tutti coloro che condividono quantomeno questo primo passaggio importante.
Sto parlando delle grandi società, perché è giusta la distinzione che ha fatto prima il Presidente della Regione. Parliamo delle società attrezzate, di affidamenti diretti o indiretti a gare non aperte ma mediate, quindi con cinque o dieci inviti: per la prima volta si saprà - lei dice che era scontato, ma io dico no, perché non era così! - che sono state invitate, per esempio, cinque aziende edili nella Valtournenche per fare una pulizia della diga di Cignana, con un importo di 150 mila euro; sarà pubblicato sul sito di Finaosta e della Regione chi è stato invitato e chi ha vinto. Scusate colleghi, scusate imprenditori valdostani, scusate comunità valdostana: sarà un passo avanti, perché a oggi non è così! Facciamo un altro esempio? Il Forte di Bard: ci sarà una fornitura di servizi e verrà pubblicato quante aziende sono state invitate dai paesini delle comunità attorno al Forte di Bard e quale ha vinto. Non sarà più solo un segreto di Pulcinella dei consiglieri regionali, perché la comunità potrà valutare, integrare, modificare e farci una grossa pressione come eletti per dire: io ho i requisiti, ma non sono mai stato invitato. Per la prima volta tutto questo è pubblico.
Scusate se sono stato lungo, ma sono delle battaglie che comunque dal punto di vista politico più volte abbiamo sostenuto. Oggi nel sistema Valle d'Aosta, se sarà approvata questa proposta legge, si farà un bel passo avanti e per la prima volta una casa di vetro inizierà a prendere una sua forma, per iniziare un percorso diverso rispetto al passato.
Presidente - Non ci sono altri interventi, possiamo mettere in votazione il disegno di legge nel nuovo testo proposto dalla II Commissione.
Articolo 1, dichiaro aperta la votazione.
Esito della votazione:
Presenti: 34
Votanti : 34
Favorevoli: 33
Contrari: 1
Il Consiglio approva.
Stesso esito sugli articoli dal 2 al 7.
All'articolo 8, c'è l'emendamento del collega La Torre, che ha chiesto la parola per illustrarlo: ne ha facoltà.
La Torre (UV) - L'emendamento al nuovo testo è alla lettera g) comma 3 dell'articolo 8: prima della parola "attraverso" è inserita la parola "anche". Questa è una richiesta specifica dei sindacati, che tra l'altro ha una ragione di essere, perché abbiamo rilevato che anche nella legge Madia viene inserito il termine "anche" e chiarisce quello che poi è di fatto il rapporto sindacale di contrattazione. Quindi a pieno titolo può essere inserito il termine "anche".
Presidente - Non ci sono richieste, possiamo mettere in votazione l'articolo 8 così come emendato. Dichiaro aperta la votazione.
Esito della votazione:
Presenti: 34
Votanti : 34
Favorevoli: 33
Contrari: 1
Il Consiglio approva.
Stesso esito per gli articoli dal 9 al 13.
Metto in votazione il disegno di legge nel suo complesso. Dichiaro aperta la votazione.
Esito della votazione:
Presenti: 34
Votanti : 34
Favorevoli: 33
Contrari:1
Il Consiglio approva.
