Oggetto del Consiglio n. 2383 del 6 ottobre 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2383/XIV - Ritiro di mozione: "Impegno per la fornitura ai Consiglieri regionali, da parte delle società controllate dalla Regione, delle informazioni utili all'espletamento del mandato consiliare".
Rosset (Presidente) - Punto n. 26 dell'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian per l'illustrazione; ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Questo tema che vi illustrerò e che vi proponiamo con questa mozione non è nuovo, ma qualche elemento in più rispetto agli ultimi mesi c'è: è sul tavolo della commissione guidata dal Consigliere La Torre, è su quel tavolo perché c'è una proposta di legge, che ha oltretutto il sostegno del gruppo ALPE - ha la mia firma - sulla quale abbiamo lavorato insieme ai colleghi di maggioranza. Cercando un aiuto con l'Ufficio legislativo del Consiglio, sappiamo praticamente che ormai siamo una delle poche Regioni in cui sono poche le informazioni che possono avere i Consiglieri regionali per espletare il proprio mandato elettivo avuto dai cittadini.
La proposta di legge ad oggi non è ancora stata approvata da questo Consiglio, ma è stata approvata da tutta la commissione consiliare. Vi leggo solo uno degli articoli più importanti inseriti nella proposta di legge regionale n. 72 (Disposizioni in materia di rafforzamento dei principi di trasparenza), ed in particolare: "la previsione dell'obbligo per le società controllate direttamente e indirettamente dalla Regione a garantire, in materia di acquisizione di forniture, servizi e lavori, quanto meno la pubblicazione sul sito della Regione o di Finaosta dell'esito dei relativi affidamenti". Questo vuol dire che se non ci sono segreti di natura professionale, brevetti o tutte quelle informazioni che potrebbero ledere il business plan delle varie aziende, queste informazioni dovrebbero essere non solo di dominio dei Consiglieri regionali, ma dovrebbero essere tranquillamente veicolate a tutta la cittadinanza valdostana.
Nelle premesse di questa mozione abbiamo ripreso anche un passaggio che questa nuova maggioranza, fresca di nomina, qualche mese fa aveva inserito nel proprio accordo dei 20-25 punti depositati in questo Consiglio, dove per quanto riguarda la trasparenza viene scritto: "Il principio di trasparenza e l'accesso alle informazioni da parte dei cittadini costituiscano parte del programma di governo della maggioranza regionale allargata, al fine di permettere alla cittadino di avere maggiore potere di controllo ed informazione". È come dire che il cittadino deve avere tutte quelle informazioni per poter controllare, sapere, conoscere. Ripeto, non stiamo parlando di segreti professionali, brevetti, nulla di tutto ciò. Fino a pochi mesi fa queste informazioni base le avevamo, invece da qualche mese i dirigenti di società ci stanno negando in gran parte queste informazioni che dovrebbero essere di dominio pubblico. Mi sono fatto fare una ricerca dai nostri uffici e non ruberò neanche un minuto a leggere le frasi pesanti proferite dai numerosissimi Consiglieri di quest'aula, in questa legislatura, proprio sul fatto di non poter avere delle informazioni: che non c'è trasparenza, che non abbiamo dati, che non si sa cosa facciano le società partecipate e controllate, che non possiamo accedere a quelle minime informazioni per poter espletare e fare bene il nostro mandato ed essere utili soprattutto ai cittadini valdostani.
Vi do un altro elemento importante per darvi degli ordini di grandezza, perché secondo me gli ordini di grandezza sono importanti: nel giro di 11 mesi all'incirca, il gruppo CVA ha affidato lavori per circa 25 milioni di euro, e parliamo di muri a secco, di condotte, di movimento terra, quindi non ci sono segreti professionali, non ci sono segreti dell'azienda che non potrebbero essere di dominio pubblico. A fronte di un semplice articolo 116 che, dal nostro punto di vista, è scritto molto bene, è chiaro e diretto, ci è stata negata persino l'informazione base. Volevamo sapere quante sono le aziende che hanno partecipato a questi circa 300 affidamenti negli 11 mesi, per un importo di 25 milioni di euro, e volevamo solo sapere dei dati semplici (non penso siano dei segreti professionali): chi ha partecipato alle gare, se sono affidamenti diretti o gare aperte e chi ha vinto. Per esempio, per uno spostamento terra vicino ad una diga dell'importo di 100 mila euro, quante sono state le ditte invitate, chi sono e chi ha vinto, la ditta aggiudicataria: queste sono le informazioni che noi abbiamo chiesto. Ripeto, è importante l'ordine di grandezza, questo è fresco di qualche giorno, nel senso che in 11 mesi il gruppo CVA ha affidato 25 milioni di lavori. Il tutto ci è stato negato e non capiamo il perché.
Ricordo che tutti i colleghi di maggioranza hanno sottoscritto la proposta di legge n. 72, e in tale proposta si va molto oltre al semplice quesito che abbiamo fatto con l'articolo 116, perché si dice che queste informazioni non vanno solo al Consigliere, ma devono essere di dominio pubblico: sapere quante sono le aziende invitate per spostare un po' di terra vicino alla diga di Cignana per un importo magari di ipsilon, penso sia corretto e sia di dominio pubblico. La proposta di legge firmata da tutti noi, Union, Stella Alpina, UVP, PD e ALPE giace nel congelatore e non ha ancora avuto l'esito in quest'aula.
Vi pongo pertanto una questione: se con un semplice e banale 116, con un ordine di grandezza importante, dove però non ci sono segreti professionali, non si veicolano queste informazioni neanche al Consigliere regionale, che senso ha l'articolo che avevamo scritto a più mani in cui si diceva che queste cose devono essere di dominio pubblico e non solo del Consigliere regionale; ora vi chiedo, al di là di maggioranza e opposizione, se secondo voi non sia arrivato il momento di fare un passo avanti. Come dicevo, abbiamo fatto fare delle ricerche all'Ufficio legislativo. Veramente, in tutte le altre Regioni queste informazioni sono pubbliche, non solo ai Consiglieri regionali, ma anche ai cittadini che poi valutano se l'azienda Bertolin è stata invitata a quello spostamento terra e se un'azienda ipsilon non è stata invitata, per capirne il perché: se magari sono sempre le stesse che lavorano, se magari non tutte le aziende sono invitate o magari sono invitate 10 aziende per fare un muro a secco da 10 mila euro e per un lavoro da 300 o 500 mila è invitata solo un'azienda. Qualcuno mi dirà che sto sbagliando, perché dal punto di vista legislativo possono farlo. Noi, invece, vogliamo dire qualcos'altro e vorremmo andare un po' oltre: che tutti i valdostani sappiano come vengono utilizzate e impiegate le risorse all'interno delle nostre società.
Non la faccio più lunga, perché gradirei che veramente da parte dei colleghi di maggioranza ci fosse un confronto su questo tema che, devo dire, in commissione è stato più volte affrontato. Evito di leggere gli interventi fatti dai colleghi in quest'aula, perché non ci interessa il passato ma ci interessa il futuro, quindi evito di leggere le dichiarazioni e le prese di posizione infuocate dei colleghi, cariche di sete e fame di informazione, perché i cittadini valdostani devono sapere.
Con questa mozione chiediamo che il Consiglio regionale impegni il Presidente della Regione a garantire che ai Consiglieri regionali siano fornite, da parte delle società controllate dalla Regione, le informazioni utili all'espletamento del loro mandato consiliare, in attesa dell'approvazione della proposta di legge n. 72.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Bertschy; ne ha facoltà.
Bertschy (UVP) - Il tema che ha posto il collega Chatrian è un tema sul quale bisogna trovare un punto d'incontro, perché che ci sia stata una regressione nella fornitura di dati dall'inizio legislatura ad oggi è abbastanza evidente. Al di là dei ruoli che rappresentiamo, che poi possono cambiare nel corso delle varie esperienze politiche, quindi quando c'è tutela nel lavoro che dobbiamo fare è interesse reciproco e soprattutto interesse della cittadinanza, sono soprattutto cambiati - mi permetto di dire - non per gli accordi politici, ma per una serie di fatti accaduti. Mi pare che, in particolare dopo la famosa sentenza alla richiesta dei colleghi Cinque Stelle, ci sia stata da parte di alcuni dirigenti una tutela maggiore su una serie di dati.
L'aspetto giuridico non compete a questa Assemblea, ma l'aspetto politico sì. Il messaggio che non si voglia - e questo come gruppo e come movimento ci tengo a sottolinearlo - permettere ai Consiglieri ma anche alla comunità di godere della trasparenza, non vuole essere un'invasione nella gestione delle proprietà altrui, ma sapere cosa succede nell'utilizzo delle risorse che ricadono sulla comunità, cosa è successo e cosa può ancora succedere è di nostro interesse. Fa specie poi che qualsiasi amministrazione pubblica oggi debba pubblicare qualsiasi cosa sui siti, a partire dagli appalti, dagli avvisi di incarichi e una società come la CVA si permetta di non rispondere ad una richiesta come questa. Non conoscendo i fatti, non voglio giudicarli; i colleghi Capigruppo sanno che ieri ne abbiamo parlato in Conferenza dei Capigruppo, abbiamo chiesto di poter approfondire all'interno della conferenza alcune risposte di negazione di atti per capire anche come interpretare certe situazioni. Non è tanto nell'impegno, che oggi credo il Presidente non possa neanche assumersi se non con una non certezza di non poterla eseguire, ma è nel lavoro che dobbiamo mettere in piedi nei prossimi giorni che dobbiamo dare una risposta un po' definitiva a questi argomenti.
Bene ha fatto il collega Chatrian a ricordare il disegno di legge n. 72, fermo per altri problemi che conosciamo tutti, anche di tipo sindacale, che però ha bisogno a questo punto di trovare una sua soluzione e un suo arrivo in aula, perché conteneva articoli importanti come quelli citati. Portare questo tema, oggi, vuol dire dargli evidenza, soprattutto vuol dire darci strumenti definitivi per poterci dare delle risposte, poiché in questi tre anni le cose sono cambiate - questo lo dobbiamo ricordare - e sarà importante anche capire nei prossimi incontri con i responsabili della CVA che avverranno, perché ci sono da dare delle risposte in IV Commissione, il perché della negazione di questi dati che non mettono in difficoltà alcuno sviluppo, in quanto sono cose già successe, quindi non mettono neanche in difficoltà quello che deve succedere dopo.
Non è sull'impegno di oggi che si ferma la discussione; noi assolutamente vorremmo trovare la misura con il Presidente del Consiglio, che se ne sta occupando, capire qual è il nostro limite e, se c'è un limite, che lo si capisca veramente, che abbia una valenza giuridica e non sia più una scelta di tipo discrezionale da dirigente a dirigente. Sotto questo profilo ci sarà l'impegno politico a portare avanti questa difficoltà, che nulla c'entra con la questione della mozione puntuale o di indirizzo puntuale al Presidente, però questo è un impegno che ieri ci siamo assunti in Conferenza dei Capigruppo e lo porteremo avanti in quella sede.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere La Torre; ne ha facoltà.
La Torre (UV) - Io confermo questo impegno, nel senso che la commissione ha lavorato per tanto tempo su questo argomento e credo che, proprio confrontandosi sulla parte legata all'informativa, sia emerso che il 116 è scritto bene: non è un problema di come è scritto il 116, quindi è una parte del Regolamento che anche all'interno della n. 72 non ha visto la necessità di trovare ulteriori interpretazioni.
La legge regionale n. 72 poi riassume in qualche modo tutta la volontà - come diceva il collega Bertschy - di questo Consiglio di regolamentare meglio i rapporti con le partecipate, di riuscire con loro anche a trovare una forma di dialogo più soddisfacente. Da parte nostra la n. 72 si è fermata sia per una piccola questione sindacale, che ormai si è risolta, ma anche per la necessità in qualche modo vincolata di prendere atto della "Madia", che a suo modo dà risposte molto chiare sulla trasparenza della pubblica amministrazione e anche sui vincoli delle partecipate. Quindi non è tanto un richiamo che facciamo a noi stessi, che è quello di applicare il 116 o comunque di essere coerenti con quanto scritto nel 116, ma c'è probabilmente un problema di comunicazione - come diceva il Consigliere Bertschy - anche con le società partecipate, perché alcune rispondono in un modo, altre in un altro, c'è un po' una libertà nelle risposte legata evidentemente anche a dinamiche aziendali. Non voglio entrare nel merito, tant'è vero che non a caso questa mozione si conclude in modo lapalissiano: il Presidente del Consiglio deve far rispettare il Regolamento, deve garantire, ma è già così. Il vero problema non è tanto quello che ci diciamo tra di noi, quanto il rapporto che dobbiamo andare ad approfondire e definire con i responsabili delle società e che gli argomenti che non vanno a toccare strategie o segreti aziendali dovrebbero essere assolutamente coerenti con quanto chiediamo.
Da parte mia condivido quello che dice il Consigliere Bertschy, c'è un'assoluta volontà di trovare un punto d'intesa su questo argomento, non solo per noi, ma anche per il futuro, non solo oggi, bensì per sempre. Condivido con il Consigliere Bertschy che per la n. 72 a questo punto il percorso è anche finito, nel senso che la "Madia" ormai quello che doveva dire l'ha detto, sappiamo quali sono le cose che dobbiamo integrare; se lo si ritiene, dalla prossima settimana si può riprendere questo lavoro e in pochissimi giorni si può arrivare a portare in aula la n. 72.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Bertin; ne ha facoltà.
Bertin (ALPE) - Il parto di questa legge sulle partecipate è stato estremamente lungo, più di due anni di riflessione, e credo che ad un certo momento bisogna passare dalle riflessioni all'azione. I tempi sono stati troppo lunghi, arriviamo quando ormai la "Madia" ha già segnato la strada e siamo assolutamente in ritardo.
A parte questo, ritornando sulla questione riguardante l'accesso agli atti, abbiamo assistito negli anni in questo Consiglio a discussioni infuocate che hanno impegnato, tra l'altro all'inizio del Consiglio, nelle comunicazioni del Presidente del Consiglio, ore di discussione dove abbiamo visto l'intervento di tutti per sollecitare un'applicazione più chiara ed ampia della possibilità di accesso agli atti. Al di là dell'accesso agli atti dei Consiglieri regionali, c'è una questione più generale di trasparenza sulle attività delle società controllate in particolare e, anche qui, bisognerebbe intervenire.
Ritornando poi all'impegnativa, succedono cose curiose, si fa la richiesta alle società controllate per avere la stessa documentazione e alcune rispondono senza problemi, altre richiamano la famigerata sentenza ma comunque forniscono i dati, altre ancora richiamano la sentenza e non forniscono niente. In particolare una società che non fornisce niente è la Casino S.p.A., che è ancora più scandaloso, perché questa società è totalmente pubblica, nella quale i cittadini valdostani hanno investito 200 milioni di euro e bisognerebbe che tutti sapessero tutto quello che succede lì dentro, come viene speso ogni singolo euro, visti anche i risultati fallimentari di questa gestione. Pertanto è fastidioso ricevere questa lettera con la quale dicono che non consegneranno niente in base a questa sentenza, quando diversamente altre società controllate forniscono i dati. C'è anche una questione di omogeneità nel rispondere. Da questo punto di vista, la questione si risolve abbastanza facilmente: la proprietà di queste società è dei cittadini valdostani, i cittadini valdostani sono i proprietari, il Presidente della Regione in questo momento è il rappresentante di tutta la Regione e anche di tutti i cittadini, e quindi è sufficiente che mandi una lettera ai dirigenti in questione dicendo che devono fornire la documentazione richiesta al di là della sentenza, come fanno già peraltro altre società, così si ha un'azione omogenea. Si mandano le lettere e si fa capire che "o fai così o ti cambio", visto che poi a decidere e dare gli indirizzi di come si gestisce è comunque la proprietà. La proprietà è pubblica, il legale rappresentante di questa proprietà è il Presidente della Giunta, pertanto la questione si risolve facilmente. Questo evidentemente riguarda il passato e non l'intenzione, o tutto quello che riguarda la privacy: per i dati e per le azioni fatte in passato, a mio avviso, non c'è alcun problema.
Avevo peraltro fatto una richiesta, neanche particolarmente impegnativa, sulle sponsorizzazioni effettuate dalle società controllate in questi anni: alcune mi hanno risposto, alcune no, in particolare non mi ha risposto il Casino de la Vallée, ma su fatti passati, non su quello che si farà. Posso capire che ci siano questioni legate alla riservatezza dell'azione che può essere condizionata dal fatto che escano delle informazioni; sul passato niente cambia, perciò basta che il direttore risponda, come peraltro fanno altre società. Non si capisce perché alcune, in particolar modo Casino e CVA, a volte non rispondano, la Casino sempre, una società che dovrebbe, proprio per sua natura, agire nella massima trasparenza, anche perché è una società delicata che ha delle questioni, è un monopolio pubblico, e il gioco d'azzardo è comunque un settore delicato. Se non rispondono ai 116 figuriamoci che tipo di trasparenza c'è in questa attività! Pertanto la questione si risolve abbastanza facilmente.
Dalle ore 11:28 assume la Presidenza il Vicepresidente Viérin Marco.
Viérin M. (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Marquis.
Marquis (SA) - L'argomento portato oggi in aula credo abbia già fatto discutere nel corso della legislatura un po' a tutti i livelli, sia in aula, sia nelle commissioni, sia nelle Conferenze dei Capigruppo che si sono tenute. Credo che questo problema appartenga un po' a tutti i Consiglieri regionali, sia per le possibilità che vengono date dai dati forniti per formare le proprie azioni politico-amministrative, sia anche verso i cittadini per rispetto della trasparenza gestionale. Credo che questo sia un tema complicato, non facile da analizzare, anche perché, da una parte, ci sono le regolamentazioni regionali - mi riferisco in questo caso al 116, che è stato sottolineato un po' da tutti e che ha disciplinato bene l'argomento - ma occorre ricordare che nel frattempo è mutata più volte anche la disciplina di gestione delle società; il Codice civile è cambiato e quindi sono intervenute modifiche radicali che esigono un coordinamento tra questo Regolamento e le norme che di fatto definiscono gli obblighi gestionali da parte della società, siano esse controllate, dirette o indirette. Questa esigenza è ancora più sentita per la pubblica amministrazione e per i Consiglieri dal momento che si entrerà in regime di bilancio consolidato, perché saranno da analizzare con maggior dettaglio anche i risultati gestionali delle società partecipate.
Credo siano condivisibili, come detto, le premesse fatte in questa mozione, ma è difficile condividere le conclusioni, perché non è così semplice e banale risolvere questo problema attraverso un intervento, una lettera del Presidente nei confronti delle società. Già nell'ambito della predisposizione del progetto di legge n. 72 si era discusso parecchio sull'argomento, ed era emersa anche lì l'esigenza di intervenire sull'articolato per vedere dove si può migliorare o accrescere la disponibilità dei Consiglieri per accedere a dati che sono utili e funzionali per l'espletamento dell'attività. Io credo che, così com'è emerso anche nella Conferenza dei Capigruppo tenutasi i scorsi giorni, sia utile definire, una volta per tutte in modo serio, attraverso un dialogo condiviso tra tutti i Consiglieri, tra tutte le forze consiliari e con la collaborazione della Presidenza del Consiglio, il limite fino a cui ci si può spingere nella richiesta dati, perché ad onor del vero bisogna dire che se da una parte c'è stata nel corso della legislatura una difficoltà al reperimento, dall'altra parte ci sono stati esempi di gestione di questi dati non proprio esemplari, quindi bisogna fare anche dell'autocritica.
Come Stella Alpina riteniamo positivo che si discuta su questo argomento. Siamo ben disponibili a dare il nostro contributo in tutti i tavoli di lavoro che abbiano finalità di arricchire le possibilità del Consiglio di discutere sugli argomenti con maggiore contezza in aula.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Guichardaz.
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - I colleghi hanno rievocato situazioni e posizioni assunte da alcuni colleghi della maggioranza quando erano in opposizione, e il tono del dibattito si mantiene proprio sulla questione.
Volevo solo ribadire che sul tema dell'accesso agli atti da parte dei Consiglieri noi non abbiamo cambiato assolutamente idea: non è che adesso che siamo da questa parte difendiamo a spada tratta la non trasparenza, anche perché il diritto di accedere agli atti credo non sia argomento né dell'opposizione, né della maggioranza, ma fa parte delle prerogative del ruolo del Consigliere, è patrimonio del Consigliere regionale, sia esso di opposizione o di maggioranza. Per quanto mi riguarda, io ho anche fatto dei 116 pur essendo in maggioranza, perché il nostro ruolo è quello di poter accedere ai dati e alle informazioni nel modo più completo possibile, sia per farci un'idea in vista delle decisioni politiche da assumere, che per compiere la dignitosissima attività ispettiva spettante all'opposizione. Certo, l'accesso agli atti comporta responsabilità, comporta lealtà nell'uso di questi atti, un uso consono, e io devo dire che non sempre gli atti acquisiti attraverso il meccanismo del 116 o attraverso altri meccanismi, atti che per loro natura potevano essere riservati, sono stati trattati con la dovuta prudenza.
Abbiamo visto finire sui giornali informazioni che erano anche in fase di dibattito e non avrebbero dovuto finire sui giornali per il loro crisma di riservatezza, e questo pone effettivamente un problema sull'uso consono e responsabile di questi atti, tant'è che il Regolamento definisce in maniera abbastanza puntuale che gli atti sottoposti a riservatezza devono essere comunque indicati come tali, ma in ogni caso non possono essere rappresentati. In più, è successo che su queste vicende - secondo me inopinatamente, perché poi la politica a mio parere deve cercare di risolvere i propri problemi all'interno dell'aula - è intervenuto anche il giudice, sulle cui conclusioni io non sono molto d'accordo, ma ognuno poi è libero di esprimere la propria opinione, dicendo chiaramente alcune cose circa la natura pubblicistica o meno di alcune società e quindi limitando l'accesso agli atti dei Consiglieri regionali a quelle società che, per loro natura, erogano servizi pubblici. Dico che non sono d'accordo, perché a mio parere il 116 comunque è abbastanza chiaro nel definire che le società partecipate e controllate hanno il dovere di fornire i dati. Purtroppo su questa sentenza poi continuano ad esserci riferimenti, a mio parere a volte anche inopportuni. Io penso che sul tema dovrebbe intervenire il buon senso, cioè la capacità dell'azienda di non negare dati che in qualche modo potrebbero essere forniti senza alcun problema. Per quel che mi riguarda, nel caso specifico mi mancano delle informazioni, ma - come hanno detto bene i miei colleghi della maggioranza che mi hanno preceduto - noi abbiamo quanto meno preso l'impegno di discutere il tema della trasparenza per trovare una soluzione che vada anche nella direzione di rappresentare in maniera dignitosa il ruolo del Consigliere.
L'impegno che oggi io mi assumo qua, per conto del mio gruppo, è quello di portare il dibattito nelle sedi corrette: abbiamo già cominciato a parlarne in sede di Capigruppo, se ne è parlato nel corso della discussione del disegno di legge che il collega ha ricordato essere sospeso anche per altre questioni come quelle di tipo sindacale o di altra natura. Credo sia quella la sede opportuna per poter discutere di trasparenza e di diritto di accesso, e il nostro impegno è pieno proprio per tutelare il ruolo e la dignità del Consigliere regionale.
Dalle ore 11:42 riassume la Presidenza il Presidente Rosset.
Rosset (Presidente) - Non ci sono altre richieste di intervento, dichiaro chiusa la discussione generale. Ha chiesto la parola il Presidente della Regione per la replica; ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - La discussione ha messo in evidenza tre aspetti.
Il primo credo si concretizzi con la valutazione fatta coralmente su un progetto di legge che ormai - come ha detto il collega La Torre - è maturo, nel senso che giustamente si è atteso questo periodo legato alla "Madia" ed ai decreti attuativi ed ormai manca solo un decreto attuativo, le linee generali sono state dettate, quindi penso che questo aspetto vada nella logica di far capire gli indirizzi nei confronti delle partecipate.
Il secondo punto è "l'interpretazione" del 116, che oggi è lo strumento a disposizione dei colleghi per avere informazioni dalle società partecipate. A questo punto si è inserita questa sentenza del Tar già richiamata, che ha detto alcune cose, su cui si sono riversate le attenzioni e le interpretazioni conseguenti delle società a cui si fa riferimento.
Il terzo punto è che il richiamo al 116 è collegato alla Presidenza del Consiglio, non alla Presidenza della Regione, perché sulle informative quest'ultima non ha mai interferito. Il collega Bertin risolve la questione banalizzandola con l'invio di una lettera; se vogliamo metterla così credo sia fuori strada. Non c'è nessuna lettera, né mi sono mai permesso di mandarne, perché sembra quasi che si dica che se non rispondono è perché non si vuole far rispondere. Non è così, cerchiamo di essere chiari, perché la valutazione la fanno le società nella loro autonomia, e non è questo il modo né il metodo; non so a che metodi si riferisca, ma sicuramente non è questo.
Il riferimento al Presidente della Regione nella mozione è fuorviante, perché non c'è nessuna responsabilità da parte mia nei confronti delle risposte ai 116. Mi riconosco nella valutazione fatta dai colleghi, nel senso che quanto deve essere dato sia dato correttamente, ma se ci sono notizie riservate siano le società a valutare fino a dove lo sono, per evitare "azioni" non consone rispetto all'applicazione del 116. Si vuole modificare il 116? È una questione in discussione a livello di gruppi. Noi ribadiamo che non abbiamo nulla da eccepire sul fatto che tutte le notizie che possono essere date vadano nella direzione di far conoscere meglio la situazione delle società, perché questo credo sia l'interesse dei colleghi, non interessa sapere se è A o B, interessa sapere come viene fatto; che poi sia A o B, quello è il risultato di un metodo che a questo punto può essere valutato. Credo che in questo senso si sia espresso anche il collega Chatrian, se non ho capito male.
Noi sulla mozione ci asteniamo chiarendo che gli elementi e gli strumenti che sono in corso trovino una soluzione nel più breve tempo. Ha già detto il collega La Torre che la legge può essere portata all'attenzione quanto prima, quindi credo che lì si avranno i primi risultati.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere La Torre; ne ha facoltà.
La Torre (UV) - Con queste precisazioni del Presidente chiederei a questo punto se fosse possibile valutare di ritirare la mozione. Mi prendo l'impegno e convoco già lunedì la commissione; uno degli argomenti all'ordine del giorno sarà proprio la legge regionale n. 72, così all'interno della commissione stessa risolveremo la questione. Mi sembra sia anche un po' la volontà di tutti e c'è la necessità di risolvere la questione come hanno detto anche i Consiglieri Bertschy e Guichardaz. Già da lunedì penso che si possa convocare tranquillamente, quindi con questo impegno valutate voi se ritirare la mozione.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian; ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Ho ascoltato il dibattito, il cui tema ha quanto meno suscitato un po' di interesse; mi sembra ci sia un interesse corale che va oltre alla minoranza o alla maggioranza, ma ne va della nostra Regione e noi diciamo che va oltre i 35 eletti. Gli esempi che vi ho portato nell'illustrazione sono molto chiari: in tantissime Regioni italiane queste informazioni - cito ad oggi un elemento, CVA per prima che le nega ad un semplice Consigliere eletto dal popolo - sono di dominio pubblico. Tutti sanno quali sono le ditte chiamate per spostare un po' di terra vicino alla diga di Cignana, per un lavoro il cui costo è di 100 mila euro. È importante, non c'entra nulla il Codice civile, collega Marquis, come non c'entrano nulla le modifiche statutarie, questi sono i segreti di Pulcinella e noi pensiamo che sia il momento che i valdostani sappiano. Ascoltando attentamente il dibattito è emerso che c'è una criticità, e quindi bisogna trovare una soluzione; la legge è confezionata, solo che è ferma, ma il Presidente oggi ci dice che ne discuteremo già lunedì.
Noi siamo disposti a ritirare la mozione, perché il nostro obiettivo è che ci siano queste informazioni e che si renda pubblico quello che deve essere reso pubblico. Chiediamo al Presidente della II Commissione, il collega La Torre, di attivarsi, perché a questo punto i tempi ci sono tutti, però prima di ritirare questa mozione chiedo un impegno ai Capigruppo di maggioranza: che si porti il disegno di legge n. 72 modificato. Oltretutto abbiamo avuto anche una segnalazione dal Presidente Avif per quanto riguarda gli stagionali nelle società partecipate negli impianti, che noi accogliamo e che sarebbe da inserire all'interno del dl n. 72, perché conosciamo la situazione. Abbiamo tre settimane davanti, lunedì affronteremo nuovamente il tema, pertanto sarebbe positivo per il prossimo Consiglio di fine ottobre discutere e approvare il dl n. 72. Questo è l'invito che farei ai colleghi di maggioranza dato che quella legge è firmata praticamente da tutti e non sarebbe male inserire anche qualche passaggio in più sul discorso dei regolamenti che abbiamo affrontato nelle ultime settimane.
Presidente - La mozione è quindi ritirata.
Il Consiglio prende atto del ritiro.
