Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2374 del 5 ottobre 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 2374/XIV - Interpellanza: "Interventi a tutela dei lavoratori dipendenti delle imprese cooperative aggiudicatarie del servizio di pulizia dei locali dell'Amministrazione regionale".

Rosset (Presidente) - Punto n. 13 all'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il consigliere Gerandin, ne ha facoltà.

Gerandin (GM) - Torno su un argomento che so non essere così gradito in quest'aula, ma lo faccio per due motivi. Il primo è che, pur trattandosi di una questione poco gradevole da trattare, in quanto si riferisce a una situazione in cui la politica valdostana non ne esce bene, ritengo comunque importante che non si dimentichino queste persone. Di fatto non sono dei disoccupati e quindi non sono iscritti nelle liste di collocamento, non sono esodati perché non in età di pensione e non sono neanche richiedenti asilo. Sono semplicemente delle persone che avevano un lavoro e che in questo momento prendono 378 euro (il riferimento è alla media dello stipendio del mese di maggio per ventisei persone).

Il motivo di questa interpellanza è soprattutto perché vorrei che un'esperienza del genere serva anche a fare un momento di riflessione sul bando che si sta predisponendo al Comune di Aosta. Io so che noi non abbiamo competenza e nessuno vuole incidere più di tanto, anche se sappiamo dei pellegrinaggi a palazzo, ma questo è un altro ragionamento che a noi interessa veramente poco. Noi vorremmo che da un errore nasca una lezione, per il semplice motivo che questa categoria di lavoratori dipendenti è passata dall'avere un lavoro con una remunerazione sicuramente limitata, ma che tutto sommato era una scelta che dava alla fine un contributo importante alle famiglie, ad avere un livello di retribuzione inaccettabile per una società civile.

Aggiungo ancora qualcosa, perché in una delle tante volte nelle quali siamo intervenuti, lei assessore Perron mi disse che era stato fatto un sollecito scritto e che era stato attivato un servizio di verifica e di controllo serrato sull'operato delle società, sul rispetto del contratto e sulle modalità di espletamento del servizio; mi disse di aver invitato anche le organizzazioni sindacali o chiunque altro a segnalare le inadempienze contrattuali che ci potessero essere. A me sinceramente fa specie leggere sugli organi di informazione che vengono segnalate violazioni in merito a quanto previsto nel capitolato speciale d'appalto, sul mancato rispetto del compenso orario e su altre violazioni di questo genere. Se già a una difficoltà se ne aggiunge un'altra, io veramente fatico a capire quale può essere l'attenzione che la politica o che comunque gli amministratori dedicano a questa fascia di persone sicuramente in difficoltà, perché penso che se c'è una cosa che non si può negare è che queste famiglie sono in difficoltà.

La mia interpellanza è molto precisa e chiede quali verifiche siano state messe in campo, con quali esiti in merito al rispetto principalmente degli articoli 7, 8, 10 e 11 del capitolato speciale d'appalto che prevede tutta una serie di verifiche in capo all'aggiudicatario. Se ci sono già state segnalazioni o prese di posizione, qualcuno ha scritto a queste ditte che ci sono tali difficoltà? In ultimo, chiedo se c'è stata una verifica sul rispetto del contratto collettivo nazionale di lavoro. Penso che sia il minimo dovuto.

In futuro si tornerà ancora su questo, perché io ritengo inaccettabile dal punto di vista umano che un appalto di un ente pubblico abbia potuto causare simili conseguenze. Poi mi si potrà rispondere che avete rispettato il codice degli appalti, che avete fatto ogni tipo di attenzione, ma lo dico e lo ripeto per l'ennesima volta: che serva da lezione anche per i futuri bandi, perché se non c'è certezza sul monte ore garantito, non è sufficiente indicare il numero dei dipendenti! La situazione è nata da questa anomalia, perché chi ha vinto le gare ha indicato un numero di dipendenti almeno pari, se non maggiore, di quelli che avevano fatto offerte più basse ma che, a differenza di chi ha vinto, garantivano il 30/40 percento di monte ore in più nell'arco dei cinque anni. Dico semplicemente questo: che da un errore non se ne faccia un altro.

Se politicamente ci sono stati degli errori - in questo caso non mi riferisco chiaramente alla Regione: il mio è un appello che va oltre la Regione - io uso quest'aula, perché non abbiamo la possibilità di incidere sulla scelta di un altro ente. Ho sempre detto che l'autonomia dei Comuni va rispettata, ma noi abbiamo una prova provata di cosa succede a bandire delle gare, dove le ditte valdostane sono escluse perché le richieste per accedere al bando di gara sono troppo elevate, dove le si obbliga a fare delle ATI con imprese fuori Valle, dove si premia esclusivamente il numero dei dipendenti indicati e non il monte ore! Allora non si dica che qualcuno non l'ha detto, o quantomeno che l'allarme non sia stato dato.

Questo è il duplice intendimento dell'interpellanza: mantenere alta l'attenzione su questa categoria che è veramente in difficoltà e, nello stesso tempo, evitare di fare un errore simile anche in altri enti che comunque alla fine vivono con risorse pubbliche e trasferimenti della Regione.

Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Perron, ne ha facoltà.

Perron (UV) - Non è, collega Gerandin, un tema sgradito, perché conosciamo e siamo assolutamente coscienti di tutte le difficoltà che si sono verificate. Senza nessunissima polemica, mi permetto di dire che abbiamo a cuore quanto lei e gli altri interpellanti la difficile condizione nella quale lavorano i dipendenti di queste ditte. È una situazione difficile che cerchiamo di monitorare con grande attenzione, anche per capire, là dove ci sono tutte le clausole giuridiche possibili, come intervenire a garanzia di un servizio e a tutela dei lavoratori. Questo ci tengo molto a dirlo, nel senso che la preoccupazione che lei manifesta mi permetto, in punta di piedi, di farla anche mia e nostra.

Lei mi chiede nell'interpellanza in modo molto puntuale circa alcune norme del capitolato. Io sono andato a vedermele e l'articolo 7 che lei cita, chiede conto del piano operativo dei servizi. In fase di avvio di questo sistema ci sono state delle difficoltà, nel senso che alcune ditte non erano puntualmente organizzate sotto questo profilo, per cui abbiamo lavorato in tal senso per cercare di chiarire molto bene quali erano gli obblighi che derivavano da questa norma del capitolato. Ci sono stati alcuni ritardi nella trasmissione del piano e, sin da subito, si è operato per segnalare alle ditte inadempienti e sollecitare l'invio. Allo stato attuale non ci sono più difficoltà su questo punto.

L'altro aspetto del contratto riguarda i verbali di controllo. Sin da subito è stato messo in piedi un confronto tra l'ufficio che gestisce i servizi e i referenti dei diversi stabili, nel senso che da caso a caso i verbali risultavano a volte differenti. L'esito è stato di uniformare il modello di rendicontazione per tutte le ditte, quindi direi che al momento la situazione sotto questo profilo funziona bene. In alcuni casi, dove ci sono state delle inadempienze, alle ditte sono state applicate delle penali.

Riguardo le attrezzature e gli strumenti utilizzati, sono giunte alcune osservazioni - poche peraltro - circa l'inadeguatezza di alcuni macchinari. Ad esempio, per Casa Littoria gli interrati sono stati puliti con una pulitrice troppo piccola per le dimensioni dei locali e una cosa analoga è successa per la Protezione civile, quindi la ditta, in questo caso la ditta SEGI, è stata subito sollecitata ad adeguare il livello di servizio, altrimenti sarebbero state applicate immediatamente le penali.

Sull'articolo 8 del capitolato, concernente la nomina dei referenti, non ci sono difficoltà: tutte le ditte in modo assolutamente puntuale hanno ottemperato a quanto richiesto. Sull'articolo 10 (Norme in materia di sicurezza e di impiego di prodotti chimici), agli addetti che devono svolgere determinate lavorazioni sono stati forniti specifici materiali, mentre ad altri addetti sono state attribuite le dotazioni di base. Ci sono stati dei ritardi nella fornitura di alcune dotazioni - lei lo evocava - che, dopo un sollecito, sono state immediatamente fornite alla ditta inadempiente. I prodotti in uso sono tutti dotati di schede di sicurezza e l'ufficio gestione svolge puntualmente controlli, che peraltro non sono preventivamente comunicati, quindi sono svolti a campione e senza preavviso, per verificare che ci sia una corretta presenza dei prodotti negli spazi dedicati.

L'articolo 11: l'ufficio gestione e servizi anche qui ha richiesto la fornitura dei relativi tesserini di riconoscimento, quindi tutti coloro che lavorano sono forniti di un badge abilitato in funzione delle fasce di orario nelle quali si svolge il servizio. Le ditte hanno fornito il nominativo, le generalità dei lavoratori e tutte le informazioni necessarie. Sono state consegnate le copie dei contratti di lavoro e c'è stato un problema con la ditta SEGI, perché erano stati forniti dei modelli sbagliati, ma si è provveduto a rimediare.

I controlli che sono in capo all'Amministrazione regionale sulla regolarità dei pagamenti dei contributi, vengono fatti con continuità, pena è il mancato pagamento delle fatture. Al momento - ho fatto fare una verifica puntuale nella giornata di ieri - non sono state riscontrate anomalie nel versamento dei contributi. Nel caso di segnalazioni di disservizio, queste immediatamente vengono comunicate all'ufficio competente che puntualmente le consegna alla ditta. Qualora la ditta non ripristini correttamente il servizio, vengono applicate le penali che vanno a scalare sulle fatture che le ditte devono emettere. Questo per inquadrare il funzionamento del servizio e come viene svolto.

La seconda domanda: "come intende procedere l'Amministrazione regionale con le ditte aggiudicatarie". Come ho già detto più volte, cerchiamo di operare nel rispetto delle normative e di effettuare un monitoraggio costante e continuo delle ditte che operano, attraverso dei controlli assolutamente puntuali, anche a campione, per cercare di capire se ci sono delle difficoltà. Più volte, anche personalmente da me, le ditte sono state sollecitate e convocate per spiegare le problematiche o per porre l'attenzione sul corretto adempimento del contratto d'appalto. L'Amministrazione sta cercando di valutare, anche da un punto di vista giuridico, qual è il comportamento delle ditte aggiudicatarie: da una parte ovviamente con l'obiettivo di tutelare l'Amministrazione regionale, perché è il nostro primo dovere, e di conseguenza per cercare al tempo stesso di tutelare i lavoratori. Da questo punto di vista, posso dire che stiamo cercando di fare tutto quello che è possibile.

Ovviamente, collega - lei lo sa - le ditte gestiscono autonomamente il numero di persone impiegate. Per le ore assegnate, nel momento in cui è stato emanato il bando, forse è stato commesso l'errore che lei ha evidenziato. Noi attualmente verifichiamo che le ore assegnate siano rispettate, ma questo ovviamente sottolinea le storture che sono state evidenziate. Ovviamente siamo coscienti che i lavoratori si rivolgono a noi: io stesso più volte ho ricevuto delegazioni di lavoratori, perché ci spieghino le difficoltà in cui versano. Ho già fatto un incontro con i sindacati ed è mia intenzione riconvocarli al più presto per fare un'analisi di questa situazione, per illustrare loro i nostri intendimenti, per cercare di condividere con loro dei percorsi a tutela dei lavoratori, anche laddove si dovranno immaginare delle strade difficili ma necessarie.

Sulla terza domanda dell'interpellanza, vorrei dirle che ovviamente qui vige il contratto collettivo nazionale, che prevede una completa regolamentazione dei rapporti fra le ditte operanti nel settore multiservizi e pulizie. I minimi settimanali e giornalieri sono - direi purtroppo - regolati dal contratto, sulla base delle varie tipologie di impiego: ad esempio, se è un contratto a tempo pieno o a tempo parziale. Nella gran parte dei casi si tratta di lavori a tempo parziale, per i quali sono previsti dei minimi settimanali e giornalieri; tali limiti, però, non possono prescindere dall'organizzazione tecnico-produttiva delle imprese. In questo modo sono da ritenersi legittime, purtroppo, delle modulazioni di orario anche diverse dal monte ore previsto dal contratto nazionale. Da questo punto di vista, stiamo cercando di operare - io non sono assolutamente soddisfatto di questa situazione - nel rispetto della legalità, nel rispetto delle norme, coscienti delle difficoltà in cui versano i lavoratori in questa situazione. Stiamo cercando di operare per capire da una parte come rispondere del buon operato dell'Amministrazione regionale, ma anche di tutelare i lavoratori in questa difficile situazione.

Dalle ore 16:43 assume la presidenza il vicepresidente Viérin Marco.

Viérin M. (Presidente) - Ha chiesto la parola il consigliere Gerandin, ne ha facoltà.

Gerandin (GM) - La ringrazio, Assessore, perché per una volta proviamo a parlare la stessa lingua. Ho apprezzato che, forse per la prima volta, in quest'aula si ammetta che qualcosa non ha funzionato, che qualche errore c'è stato e che soprattutto bisogna trovare il sistema per intervenire.

Sulle risposte, Assessore, torno su alcuni aspetti. All'articolo 11 c'è scritto, tra le altre cose, che l'aggiudicatario si obbliga all'osservanza di tutte le leggi, comprese le retribuzioni salariali del contratto collettivo nazionale di lavoro. Io la invito, Assessore, a fare una verifica: lei chieda i nastrini paga (penso che possa farlo per una verifica del genere) e vedrà che ci sono su due mesi diversi delle retribuzioni orarie assolutamente differenti. Io questi dati li ho, ma sono nominativi, pertanto per evitare qualunque tipo di ripercussione sui lavoratori, la invito a chiederli per tutti i dipendenti e poi la prossima volta ne parliamo. Vedrà che, rispetto al compenso orario previsto dal contratto collettivo di lavoro, ci sono delle variabili e ci sono dei mesi che pagano meno.

Altra cosa assolutamente curiosa è legata al fatto che in queste buste paga risulta parecchio lavoro straordinario. Sappiamo benissimo che il lavoro straordinario può essere per uno o due mesi, ma non dev'essere continuo. Tra le altre cose, il lavoro straordinario porta tutta una serie di problemi anche da un punto di vista contributivo, perché magari si prende qualche euro in più, ma alla fine non c'è il riconoscimento per quello che riguarda il discorso previdenziale.

Terzo aspetto. Lei ha citato giustamente il contratto collettivo di lavoro, ma io la invito a leggersi l'articolo 33, che stabilisce quale deve essere il minimo settimanale e il minimo giornaliero. Su questo, la invito di nuovo a verificare, perché non si può pretendere che qualcuno lavori mezz'ora al giorno, un'ora al giorno, quando c'è un minimo giornaliero e un minimo settimanale.

Concludo dicendo che questa iniziativa è nata in linea con le battaglie che all'interno di quest'aula abbiamo condiviso in tanti e che probabilmente nel tempo siamo rimasti in pochi a perseguire. Se qualcuno pensava di mettermi in difficoltà, ricordando la mia appartenenza politica pregressa all'Union Valdôtaine, io rispondo che della mia passata appartenenza politica ne vado fiero, anche perché è quella stessa forza politica che ha creato negli anni il welfare attuale. Siamo riusciti a creare in Valle d'Aosta un modello invidiato, siamo riusciti per primi a rispettare lo standard di Lisbona per gli asili nido, pertanto per me è un complimento. Io ho dato veramente poco a tutto questo, però non ho mai cambiato idea e continuerò nella mia azione politica a fare non il paladino degli indifesi, ma a portare avanti per coerenza le mie idee, le mie scelte passate e la mia appartenenza politica. Quando ho capito che qualcosa non andava più, ho avuto il coraggio di difendere le mie idee e ho scelto di non appartenere ad alcun movimento, di non prendere ordini da nessuno, ma sono rimasto fedele e coerente con il mandato politico che ho ricevuto.