Oggetto del Consiglio n. 2358 del 5 ottobre 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2358/XIV - Interrogazione a risposta immediata: "Programma di interventi per ridurre i rischi connessi ad un aumento incontrollato di lupi nella regione".
Rosset (Presidente) - Punto n. 3.02 dell'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - In questi ultimi anni più volte il tema è stato portato in quest'aula in discussione per reperire, cercare delle soluzioni di coesistenza; pochi giorni fa Nadir Maguet nelle zone tra Torgnon e Saint-Barthélemy ha avuto modo di incontrare un branco di 11-12 lupi. La domanda che poniamo all'Assessore competente innanzitutto è cosa si è fatto, cosa state facendo sapendo che negli anni 2008-2010 diversi sono gli studi che sono stati affidati e messi in campo. Quello che ci interessa di più è quali sono le misure elaborate dalle strutture competenti, strutture oltretutto che ogni tanto hanno anche delle difficoltà a dialogare: quella più operativa che comunque ha contezza e l'altra che elabora i dati, e l'Assessore sicuramente è a conoscenza. Quali sono invece le direttive soprattutto dal punto di vista politico che state facendo, ma non solo perché c'è stata una segnalazione, ma un monitoraggio continuo proprio per prevenire.
Dal punto di vista nazionale, ad oggi tutto è fermo e ci risulta oltretutto dal piano programmatico, bozza che è ancora da condire a livello nazionale, noi, come Regione, siamo tra le poche Regioni che non ha segnalato nulla in questi mesi a questo piano, come hanno fatto altre 12 Regioni.
In attesa della risposta dell'Assessore, indubbiamente una volta messe in campo le misure per prevenire, quali incentivi vengono dati agli allevatori affinché investano qualche soldo per questo tipo di difesa, che non è solo quella del mero pagamento del bestiame, ma proprio per prevenire la coesistenza tra predatore e gli animali allevati.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Testolin, ne ha facoltà.
Testolin (UV) - La presenza del lupo sul territorio regionale, così come testimoniata anche dal recente avvistamento di un branco di 11 esemplari, può considerarsi in linea con i dati sulla popolazione forniti nella scorsa primavera; non è raro, infatti, che i branchi di lupi, di norma quattro o cinque animali, in autunno possano arrivare ad una decina di individui comprendenti gli animali dell'anno precedente ed i nuovi nati. Al momento i competenti uffici dell'Assessorato ritengono che attualmente siano presenti nella nostra regione circa 20-25 lupi, un numero probabilmente destinato a diminuire nel corso dell'inverno a seguito del fenomeno della dispersione e della mortalità dei giovani. Al di là del numero degli animali, è comunque plausibile che la presenza stessa del predatore possa essere fonte di forte preoccupazione sia per chi frequenta la montagna per attività turistico-ricreative, così come sottolineato e soprattutto per le possibili problematiche legate al settore zootecnico. A tal proposito è comunque opportuno precisare che ad oggi le segnalazioni per aggressione di greggi siano sostanzialmente in linea con quelle degli anni precedenti. Ciononostante, ritenendo estremamente penalizzante per le aziende zootecniche valdostane la perdita anche di un solo capo di bestiame, sia che si tratti di un attacco da lupo che da cane vagante, è in corso di ultimazione la predisposizione da parte dei competenti uffici del programma 2017-2019 per cercare di garantire la coesistenza dell'agricoltura tradizionale di montagna con la presenza dei predatori, proprio in linea con quello che era stato richiesto dal Consigliere. Queste linee d'azione vedono l'incentivazione e la custodia delle greggi da parte dei conduttori, al fine di una loro migliore protezione mediante incentivi economici per l'adozione di sistemi di pascolo gestito, quali: la presenza del pastore, il cane da guardiania o le recinzioni, o tramite opere di sensibilizzazione ed assistenza tecnica, in più il risarcimento dei danni subiti e, se del caso, operare interventi di controllo numerico della popolazione di lupo. A tal fine si segnala che è già stata inoltrata specifica richiesta all'ISPRA per conoscere le corrette modalità per la necessaria documentazione che possa permettere un positivo riscontro dell'istanza di controllo del lupo nella nostra regione. A tal proposito si informa inoltre che è in fase di conclusione l'iter per l'approvazione del nuovo piano nazionale - già menzionato - del lupo che, rispetto all'attuale, potrebbe prevedere la possibilità di rimuovere dal territorio, quindi abbattere singoli esemplari di lupo finalizzati alla riduzione di eventuali danni al bestiame domestico in casi ripetuti e massicci su scala ristretta e alla mitigazione dei conflitti sociali ed economici connessi alla coesistenza tra uomini e lupo. Tale possibilità, se del caso, sarà soggetta anche qua a specifica autorizzazione ministeriale a fronte di una relazione in cui dovranno essere specificate le ragioni che supportano tale decisione.
L'attenzione dell'Amministrazione resta comunque elevata e si esplicita sia tramite un'intensificazione delle attività di monitoraggio da parte delle competenti strutture regionali in stretta collaborazione con il Corpo forestale, sia per mezzo di puntuali azioni di divulgazione che, a partire dalla prossima settimana, toccheranno l'opinione pubblica in generale, oltre che con iniziative di informazione mirate realizzate con il supporto di esperti del settore e dedicate a specifiche categorie, quali, ad esempio, gli agricoltori valdostani, che vedranno, tra l'altro, il coinvolgimento di allevatori di altre regioni che già si sono trovate ad affrontare la tematica del lupo sui propri territori.
In merito alla mancata segnalazione, i nostri uffici partecipano costantemente a questo tipo di iniziative per arrivare alla determinazione di quella che sarà la normativa su base nazionale e dove ci si trova d'accordo con le altre istituzioni, evidentemente si acconsente senza ulteriori precisazioni.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Due elementi importanti: cercate, se possibile, di non iniziare un nuovo iter nel momento in cui c'è di nuovo la criticità come in questo caso. Sappiamo perfettamente che vi siete attivati dal giorno dopo, ma non sarebbe male invece avere un monitoraggio continuo, avere delle azioni continue. Ci spiace comunque che è una delle poche Regioni che non ha né commentato, né fatto avere delle osservazioni a livello nazionale per la bozza di piano, che oltretutto si sta chiudendo.
Seconda considerazione importante. Ci sono progetti europei molto interessanti, anche dal punto di vista universitario (ricercatori, bandi), uno di quelli è proprio il progetto europeo Life WolfAlps, importante proprio per creare quelle condizioni di monitoraggio, di coesistenza e penso che sia proprio il compito del pubblico, dell'Amministrazione regionale, ma non a babbo morto: nel momento in cui c'è la criticità, c'è la segnalazione, allora si riparte con un attento monitoraggio, le strutture devono parlarsi, bisogna mettere in campo delle azioni, dobbiamo aiutare gli allevatori, la zootecnia, chi avrà delle difficoltà sul territorio. Quello che chiediamo, Assessore Testolin, è che ci sia veramente una pianificazione, una programmazione e non una cosa a spot quando c'è la criticità, a quel punto di nuovo bisogna mettere insieme tutti gli attori e trovare delle azioni e delle soluzioni. La parola d'ordine, dal nostro punto di vista, quindi è programmazione, pianificazione e mettete in campo le azioni che - io penso - possano essere interessanti anche dal punto di vista universitario e di borse di studio legate a dei progetti europei.
