Oggetto del Consiglio n. 150 del 30 marzo 1981 - Resoconto
OGGETTO N. 150/81 - INIZIATIVE DELLA REGIONE A SOSTEGNO DELLA SITUAZIONE IN CUI SI TROVA LO STABILIMENTO COGNE DI AOSTA. (Interpellanza)
Presidente - Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Viberti:
INTERPELLANZA
VISTA la riunione svoltasi presso la Presidenza del Consiglio durante la quale il Consiglio di fabbrica della Cogne e le Organizzazioni Sindacali hanno denunciato la pericolosa situazione in cui si trova lo stabilimento di Aosta;
RICORDATO che a tale riunione non ha preso parte nessun rappresentante della Soc. Naz. Cogne;
CONSIDERATO che, al contrario di quanto apparso sul settimanale "Famiglia Cristiana", l'Assessore Chabod ritiene, e lo ha dichiarato in Consiglio, che un'eventuale chiusura o ridimensionamento della Cogne sarebbe un grave colpo per la realtà economica ed industriale della nostra Regione si
INTERPELLA
l'Assessore all'Industria, Commercio e Artigianato per conoscere:
1) quali iniziative intende intraprendere per evitare il ridimensionamento o, peggio, la chiusura dello stabilimento di Aosta;
2) se ha avuto un incontro con la dirigenza della Soc. Naz. Cogne;
3) quali sono, a suo avviso, le possibilità di ripresa dell'industria più grossa della nostra Regione.
Presidente - Il Consigliere Viberti intende illustrare l'interpellanza? Ne ha facoltà.
Viberti (DPROL) - Pensavo che sarebbe stata abbinata alla discussione dell'ordine del giorno, comunque, tanto meglio. Si richiede all'Assessore all'Industria quali iniziative intenda prendere in merito alla situazione della Società Nazionale Cogne, che sembra farsi sempre più grave, e soprattutto ci pare particolarmente grave, in seguito ad alcune affermazioni fatte da uno dei rappresentanti della Cogne, il Sig. Lessini, intervenuto alla riunione con i Capigruppo.
L'affermazione che ci ha preoccupati in modo particolare è questa: la ristrutturazione sta andando avanti come da programma, e qui già ci sarebbe qualcosa da dire circa il numero di forni elettrici ecc..., ma risparmio queste cose.
La cosa, che mi ha preoccupato e che ci preoccupa come Nuova Sinistra, è il fatto che i finanziamenti per mandare avanti questa ristrutturazione, anche se dovrebbero essere a disposizione - in quanto una delibera del CIPE li ha sbloccati per quel che riguardala Cogne - ancora non arrivano. Non solo, ma la Cogne sta intaccando il suo capitale per poter procedere nel modo più spedito possibile con la ristrutturazione. Quindi, sembrerebbe che non sia dall'interno della Società nazionale Cogne, ma da parte dello Stato, che ci siano delle difficoltà.
Noi non abbiamo forse un quadro preciso della situazione, come può averlo l'Assessore. Certo è che il problema non va visto nell'ottica che ci impone attualmente la CEE. Noi dobbiamo essere pronti, quando queste difficoltà di mercato vengano a cadere, dobbiamo essere pronti a riprendere la produzione al massimo, perché altrimenti succederebbe quello che è successo negli anni scorsi quando, in occasione di un'altra crisi - guerra del Kippur, che poi è rimbalzata naturalmente su tutti i settori produttivi - ci siamo trovati con molte aziende nel nostro Paese che avevano bloccato e avevano cercato di ridurre la produzione: nel momento in cui erano riuscite a ridurre la produzione ecco che il mercato riprendeva a chiedere proprio i prodotti che, invece, si cercava di non produrre più o di produrre in misura minore.
Noi, quindi, non dobbiamo fare i conti secondo l'ottica della CEE; noi adesso certamente dobbiamo, come fanno tutti i Paesi, adeguarci alla politica comunitaria e, quindi, avere gli abbattimenti della produzione, ma nel contempo dobbiamo essere pronti a riprendere la produzione quando il mercato dovesse riprendere a tirare. Quindi, aspetto di sentire dall'Assessore quali iniziative intende prendere o abbia preso in merito a questo problema.
Presidente - La parola all'Assessore all'Industria, Commercio e Artigianato, Chabod.
Chabod (DC) - C'era anche Viberti, penso, a quella riunione dei Capigruppo. Io ho avuto un incontro con la SIAS e mi è stato comunicato che la Cogne non chiuderà. La ristrutturazione dello stabilimento continua. La FINSIDER non ha dato nessun ordine di sospendere la produzione. Le esportazioni sono aumentata del 10%, e la Cogne è l'unica azienda nel settore siderurgico in Italia che sta facendo investimenti, così almeno dice la direzione. La situazione dei nuovi impianti è stata consegnata anche a tutti i Capigruppo in occasione di quella riunione di cui dicevo prima.
Per quanto riguarda i finanziamenti devo dire che il FSE ha stanziato 50 miliardi, mentre, per quanto riguarda la legge 6/75, i finanziamenti ammontano a circa 150 miliardi. Né l'uno né l'altro sono però ancora stati erogati, e il piano di ristrutturazione è partito utilizzando il capitale sociale dell'azienda.
Tutto quello che la SIAS e i dirigenti della Cogne mi hanno detto è questo, così come avevano detto quel giorno della riunione dei Capigruppo. Altro, mi rincresce, non posso dire.
Presidente - Il Consigliere Viberti ha facoltà di parlare per la replica.
Viberti (DPROL) - Io non so come definirmi. Certo la soddisfazione non è il sentimento che provo in questo momento. Forse provo un po' di soddisfazione a vedere che anche gli Assessori vengono trattati alla stregua delle ultime ruote del carro, cioè i Consiglieri, ma è un piacere che dura poco, perché penso che la nostra Regione viene tenuta all'oscuro di cose che invece possono essere importanti.
Io mi auguro che le assicurazioni fatte all'Assessore circa la non chiusura dello stabilimento siano vere; fatto sta che l'Assessore, oltre a cose che avevo già sentito dire, non ha aggiunto nient'altro. Può darsi benissimo che anche lui, come dice, non abbia ulteriori informazioni in merito. Quello che mi spiace è che non mi abbia fatto sapere quali iniziative intenda intraprendere in futuro per evitare che ci sia un ridimensionamento, se non proprio la chiusura dello stabilimento, quali iniziative intenda intraprendere per contattare il Ministro dell'Industria, il Ministro delle Partecipazioni Statali, il Governo se necessario, oppure quali interventi in sede di Camera o di Senato, sollecitando i nostri rappresentanti in tali sedi, si possano prendere, perché questo problema non venga risolto da altri senza che noi riusciamo a metterci neanche un granellino del nostro, e soprattutto senza che noi sappiamo che cosa sta avvenendo.
Mi pare molto grave che il Consiglio regionale non sappia troppo bene quello che succede,ma molto, molto più grave mi pare che non lo sappia l'Assessore all'Industria; più grave ancora di tutto quanto detto prima, è il fatto che non si intendano intraprendere delle iniziative per avere almeno delle notizie più precise, se non proprio a cercare di tirare l'acqua dalla nostra parte ed evitare gravi conseguenze per l'occupazione nella nostra Regione.
