Oggetto del Consiglio n. 2226 del 22 giugno 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2226/XIV - Reiezione di mozione: "Coinvolgimento di tutti i soggetti interessati nella predisposizione di un provvedimento disciplinante le convenzioni per la pratica dell'eliski".
Rosset (Presidente) - Punto n. 26 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione ha chiesto la parola il collega Roscio; ne ha facoltà.
Roscio (ALPE) - Abbiamo avuto modo di discutere di questo tema nel passato Consiglio, dove l'Assessore Marguerettaz simpaticamente mi ha già affibbiato un posizionamento pro o contro, ma in realtà il discorso è un po' più complicato.
Dalle parole dell'Assessore abbiamo appreso che è in fase di stesura una nuova delibera della Giunta che riguarderà il nuovo bando tipo, le nuove convenzioni tipo relative alla pratica del volo alpino, il cosiddetto "eliski"; senonché l'Assessore la volta precedente ci ha detto che a questo tavolo di lavoro avevano partecipato, oltre ai Comuni interessati, anche gli uffici regionali preposti, le guide e le compagnie degli elicotteri. A nostro avviso non sono stati auditi tutti i portatori di interesse, perché - è notizia anche dei giornali - sono stati costituiti dei comitati che hanno avanzato delle proposte per i loro territori, cercando di lavorare su più fronti che non hanno ancora una posizione, ma mi sembra abbastanza interessante riuscire a cercare di elencarli.
Senza entrare nel merito di tutto il ritorno economico che può essere legato a questa attività per i Comuni interessati, forse una riflessione che vale la pena fare è la questione della sicurezza, perché la casistica degli ultimi anni ci dice che purtroppo nessuno è immune da incidenti: non basta essere esperti per poter essere immuni da incidenti. C'è un famoso detto in cui si dice che le valanghe non cadono solo in Pianura Padana, e negli ultimi anni purtroppo ci sono stati casi abbastanza gravi dove purtroppo hanno perso la vita sia i clienti, ma anche i professionisti, e altre volte vi sono stati dei coinvolti per fortuna senza altre gravi conseguenze. Siccome siamo in una fase dove si sta cercando di riscrivere le regole, forse ragionare sulle regole va a tutela sia dei professionisti che operano in un territorio difficile e delicato, ma anche dei clienti, soprattutto per l'immagine di questa attività. Andando a documentarci un po', soprattutto andando a vedere quali sono le attività che si fanno in tema di sicurezza nei Paesi come gli Stati Uniti, il Canada o la Nuova Zelanda, ci sono delle cose interessanti che si potrebbero recepire proprio a maggior tutela della sicurezza: sono le cosiddette "best practice", quelle pratiche migliori, quei protocolli che nelle zone dove da più tempo si ha esperienza si sono messe in atto e hanno dato buoni risultati. Porto alcuni esempi: cercare di limitare o addirittura di non volare quando il pericolo valanghe è forte o fortissimo. C'è la questione - alcuni in Valle d'Aosta so che lo fanno, ma non dappertutto - dove si fa un briefing preventivo per andare a valutare le zone, segnalando dove ci sono quelle consentite o non consentite nella giornata, e questo va a vantaggio proprio della sicurezza di tutti. Un altro caso è la condivisione in caso di incidenti: cercare di imparare dalle criticità per migliorare è un aspetto non secondario.
Un altro aspetto che vale la pena di prendere in considerazione è dove ci sono studi autorevoli come per esempio quelli del CIPRA, che danno dei numeri e dicono che i frequentatori delle Alpi e i turisti alpini sono in forte crescita per quanto riguarda altre attività che non sia lo sci tradizionale o l'eliski, ma per esempio cose più soft (ciaspole, sci alpinismo) sono in crescita veramente esponenziale negli ultimi anni e sono numeri che cominciano a diventare davvero interessanti, non solo sotto il profilo commerciale per chi vende materiali, ma anche e soprattutto sotto il profilo di operatori che lavorano in zona. In questa nuova delibera di cui l'Assessore ci ha parlato potrebbe essere interessante andare a valutare le zone che noi chiamiamo "eliski free"; questo non per andare contro la pratica dell'eliski, piuttosto per il contrario, per fare in modo che un'unica pratica non venga sviluppata a discapito di tutte le altre possibilità.
Noi chiediamo se si possono studiare con tutti i portatori di interesse delle zone - dove si sa che si possono fare altre attività senza l'eliski e monitorare queste attività - per vedere se veramente questi numeri danno ragione oppure no. Questo ci sembra di buon senso, ma ci sembra anche opportuno. È abbastanza assodato, sempre dagli studi che citavo prima, che gli operatori di montagna che sono in grado di diversificare l'offerta - quindi non puntando su una monocultura dello sci o di altro tipo - sono quelli che alla fine avranno un futuro migliore garantito. Questo va preso in considerazione tenendo conto dei cambiamenti climatici, ma anche del fatto che ci possono essere annate più o meno ricche di neve, annate con più giorni pericolosi. Il fatto di poter diversificare e di avere proposte alternative da offrire alla clientela è sicuramente un atout importante.
Prendo poi per esempio un'eccellenza in Valle d'Aosta: la manifestazione importantissima del Tour du Ruitor. È un evento internazionale in grande crescita che riguarda lo sci alpinismo ed è quasi paradossale che, dove si fa una manifestazione di tale importanza, nella valle interessata non vi sia poi un seguito, che si punti pochissimo sullo sci alpinismo o su altre attività e si punti molto di più sull'eliski. Basta andare a fare una piccola indagine sui siti specializzati per vedere quanti frequentatori potenziali rinunciano a frequentare le valli perché si lamentano proprio del disturbo che arreca l'elicottero nelle loro attività. Quindi regolamentare e cercare di ascoltare tutti i portatori di interesse, proprio per arrivare ad una condivisione che non vada a discapito dell'una o dell'altra attività, secondo noi è la cosa più opportuna da fare. Siccome l'Assessore ha detto che siamo in dirittura d'arrivo, vorremmo un posizionamento chiaro su questo aspetto.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Chatrian; ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Qualche considerazione dopo l'illustrazione che ha fatto molto bene il collega Roscio. Penso che sia un momento importante, tutti i momenti probabilmente lo sono, ma noi riteniamo che su un tema così pieno di esperienza, bello e interessante, sia proprio il momento di mettere tutti i portatori di interesse, tutte le professioni di montagna: dalle guide alpine ai maestri di sci, a chi ha dei locali, a chi vive la montagna, a chi fa reddito con tutto questo, mantenendo un perimetro di giurisdizione per trovare le migliori convenzioni onde garantire una visione d'insieme. Forse ci siamo dimenticati all'interno di questa mozione, che è di buon senso, di dire se ci fosse la possibilità, dato che state confezionando una nuova delibera di Giunta che indirizzerà le nuove convenzioni, e una volta trovata - io spero - una sintesi al rialzo per trovare delle nuove proposte, di presentarcela in commissione, in modo da avere la possibilità di confrontarci serenamente senza perdere e senza far perdere tempo. Io penso che questa sia un po' la sfida dei prossimi anni su temi sui quali possiamo fare la differenza, dove abbiamo delle potenzialità che devono essere accompagnate da regole ben fatte, dove la comunità e l'ambiente gioca la sua partita e dove le professioni, quindi chi avrà dei redditi, potrà giocarsi la sua partita per l'ennesima volta. Al centro di tutto questo va indubbiamente la sicurezza, come diceva molto bene il collega. Questo è lo spirito con cui abbiamo scritto questo atto.
Io spero che questa mozione sia approvata - e penso di sì - dal Governo regionale, anche con il secondo impegno di portarci la sintesi in commissione prima di approvare le bozze di convenzione.
Presidente - Se non ci sono altri interventi, chiudo la discussione generale. Ha chiesto la parola l'Assessore Marguerettaz; ne ha facoltà.
Marguerettaz (UV) - Devo dire che il collega Roscio, nel presentare la mozione, ha introdotto diversi concetti che sono totalmente condivisibili e credo facciano parte del nostro patrimonio.
Già oggi la nostra Regione è effettivamente la Regione di riferimento per questa cultura differenziata e non la monocultura. Se lei va a in qualsiasi negozio sportivo, troverà che le zone dedicate alla vendita degli sci per sci alpino rispetto alle zone dedicate al free ride dal punto di vista quantitativo sono più contenute, più limitate. Senza andare a scomodare grandi indagini, ma con un approccio empirico, significa che quello che ha detto il collega è assolutamente corretto. Quando parla di sicurezza, non vorrei che si facesse - sicuramente non lo ha fatto in questi termini - un ragionamento per cui l'eliski è considerato poco sicuro e lo sci alpinismo è sicuro, perché la cultura della montagna vale esattamente per l'eliski come per lo sci alpinismo. Non voglio addentrarmi in statistiche assolutamente fuorvianti: se sono maggiori gli incidenti nella pratica dello sci alpinismo o nella pratica dell'eliski. Nell'ambito dell'eliski abbiamo comunque la garanzia di avere persone che sono accompagnate da professionisti. Giustamente lei dice che in montagna il rischio zero non esiste e quindi possono esserci delle situazioni che, malauguratamente, comportano degli incidenti, sia a professionisti che a free rider.
L'impegno che però voi andate a introdurre, così come la terminologia che lei ha usato, danno una scelta di campo: scrivere eliski free è un termine assolutamente negativo, nel senso che con queste terminologie (drug free, alcool free) si evidenzia che ci si affranca da un'attività considerata negativa e quindi scrivere eliski free vuol dire che l'eliski in questa dizione, se le parole hanno un senso, è un'attività negativa. Noi non lo crediamo, noi crediamo l'esatto opposto: non abbiamo bisogno di dire che c'è eliski free. Noi l'eliski lo abbiamo normato e, come potrà vedere, abbiamo delle conferenze di servizi quando ci sono delle attività in cui intervengono coloro che tutelano la fauna, le aree sensibili, per cui non c'è un eliski selvaggio, è un eliski regolamentato.
Nell'impegno questo suo pensiero emerge dicendo che in alcune zone c'è esclusivamente lo sci alpinismo. Noi riteniamo che questo tipo di impostazione non sia condivisibile, mentre condividiamo tutto quello che lei ha detto, ovvero: nella conferenza dei servizi e per la preparazione della delibera ascoltiamo tutti, quindi convochiamo sicuramente le associazioni che legittimamente esprimono opinioni che possono essere diverse rispetto ai Comuni o rispetto alle guide, quello lo accogliamo di fatto. Mi impegno a creare una situazione all'interno del CELVA in cui verranno convocati, in presenza dei dirigenti regionali, i rappresentanti di queste associazioni e accolgo sicuramente il ragionamento fatto dal collega Chatrian di andare in commissione a presentare la bozza che poi verrà approvata.
Per quanto attiene la mozione, proprio per l'impostazione radicale in cui si dice che ci sono delle zone riservate, su questo noi ci asteniamo.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Roscio; ne ha facoltà.
Roscio (ALPE) - Al di là di come vengono scritte le cose e come vengono impostate dove probabilmente la pensiamo in maniera diversa - ma non è neanche questo il punto - l'apertura che l'Assessore fa, quella di sentire tutte le parti, di portare in commissione prima di chiudere la delibera, è forse la parte più interessante per noi, perché è un primo passo che se non altro va nell'ottica di mettere tutti i portatori di interessi intorno ad un tavolo; dopodiché si cercherà, se si riesce, di trovare una sintesi.
Io però un paio di osservazioni le farei, perché ha fatto un passaggio in cui invita ad ascoltare anche voci diverse che non la pensano come le guide. Qua sembra quasi che provare a puntare su altre attività che non siano l'eliski voglia dire andare contro le guide alpine... in realtà questo non è il nostro pensiero, anzi! Il nostro pensiero è che, siccome comunque per forza di cose l'eliski ha una durata temporale nell'anno più limitata rispetto per esempio allo sci alpinismo, se si trovano dei punti in comune e non in contrasto per questa attività forse sono proprio le guide maggiormente a beneficiarne da un punto di sintesi, così come soprattutto dall'introduzione di pratiche che vanno ad incrementare la sicurezza.
Assessore, lei prima ha chiesto chi avrà il maggior numero di casi di incidenti tra lo sci alpinismo e l'eliski: non credo che ci interessi, ma non credo neanche che ci siano delle statistiche a conforto dell'una o dell'altra tesi, poco ci interessa. Noi crediamo che se si riesce a migliorare la sicurezza, sia per chi pratica l'eliski che per chi pratica lo sci alpinismo, sia un risultato positivo in entrambi i casi. Noi non siamo qui a dire che un'attività è più sicura rispetto ad un'altra, vogliamo invece dire che introdurre pratiche come vengono fatte nelle zone in cui queste cose sono molto praticate forse va proprio ad incrementare la sicurezza a beneficio poi di tutti. Da questo punto di vista accogliamo volentieri e con soddisfazione l'impegno.
Sul fatto dell'eliski free oppure no, al di là della parola che può essere più o meno felice, se poi si prova a calare il ragionamento sul territorio forse si riescono a trovare delle zone in cui non praticando un'attività non si va a discapito di un'altra, e questo dovrà magari venire dopo un confronto: qui noi diciamo che va molto bene. Se riusciamo pertanto a trovare un punto di contatto e se poi nella scrittura pratica dei bandi e delle convenzioni ci sono zone che permetteranno - anche scelti i periodi e valutando tutte le cose - di dare non diciamo qualcosa in meno, ma qualcosa in più all'offerta, allora forse il nostro obiettivo sarà raggiunto.
Noi manteniamo la nostra mozione, ma cogliamo anche l'impegno dell'Assessore di andare in questa direzione.
Presidente - Ha chiesto la parola il Vicepresidente Cognetta; ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Per dichiarazione di voto. Anche noi, come Movimento Cinque Stelle, appoggiamo la mozione dei colleghi di ALPE.
Per quanto riguarda la questione eliski free, Assessore, capisco che sarebbe una scelta di campo eccezionale dichiarare delle zone che possono restare incontaminate da certi discorsi. Capisco che sarebbe una scelta un po' troppo forte per lei, che è abituato a gestire le cose in base alle convenienze elettorali, è una scelta di campo troppo difficile. Però sarebbe bello magari anche dare dei segnali, perché quelle stesse zone potrebbero essere poi zone che verrebbero a favorire un certo tipo di turismo sicuramente meno impattante rispetto a quello di cui stiamo parlando.
Io voterò a favore, voi vi asterrete, così non prendete neanche posizione, e amici come prima!
Presidente - Non ci sono altri interventi, possiamo mettere in votazione la mozione.
Dichiaro aperta la votazione.
Presenti: 32
Votanti : 6
Favorevoli: 6
Astenuti: 26 (Baccega, Bertschy, Bianchi, Donzel, Fabbri, Farcoz, Follien, Fontana, Fosson, Gerandin, Grosjean, Guichardaz, Isabellon, La Torre, Lanièce, Marguerettaz, Marquis, Nogara, Péaquin, Restano, Rini, Rollandin, Rosset, Testolin, L. Viérin, M. Viérin)
Il Consiglio non approva.
Ha chiesto la parola il Consigliere Marquis; ne ha facoltà.
Marquis (SA) - Le chiederei la concessione di una breve interruzione per una riunione di maggioranza.
Presidente - È concessa la sospensione.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 17:12 alle ore 17:21.
