Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2210 del 22 giugno 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 2210/XIV - Interpellanza: "Modalità di trasferimento del personale addetto all'assistenza domiciliare ad attività d'ufficio".

Rosset (Presidente) - Punto n. 10 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il Vicepresidente Cognetta, ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Sono qui a parlare della delibera n. 702/2016, uscita il 27 maggio, dove sostanzialmente si sposta un dipendente assegnato momentaneamente alla Comunità montana Grand Paradis, prima ancora assegnato all'Evançon: viene spostato agli uffici dell'Assessorato della sanità per lavorare rispetto al problema delle operatrici socio-sanitarie e tutto quello che è il comparto socio-sanitario, essendo lui di quel comparto. Sostanzialmente in questa interpellanza chiedo perché è stata scelta questa persona. Sapete tutti che il lavoro degli operatori e delle operatrici socio-sanitari è un lavoro estremamente usurante e ci sono diverse persone che in passato hanno chiesto e continuano ancora oggi a chiedere di spostarsi dal lavoro sul campo agli uffici in quanto hanno problemi fisici piuttosto gravi; sono persone che hanno professionalità diverse, sono comunque persone che vivono un momento di lavoro piuttosto disagiato e per le quali i problemi di salute si accumulano nel tempo. Con lo spostamento fatto con questa delibera non è chiaro qual è stata la modalità: è stata scelta una persona, è stata presa e spostata. È una delibera di Giunta, è una delibera portata dal Presidente della Giunta, perché è lui che gestisce il personale, però è un personale che poi va direttamente alla Sanità. Io chiedo a lei, Assessore, se questa è la modalità corretta, perché la persona potrebbe essere anche la persona più brava e più esperta, più capace, più importante, la migliore che si poteva avere, ma la modalità con cui è stato fatto questo spostamento è assolutamente sbagliata.

Non vorrei spiegare poi che cosa ha sortito all'interno del comparto una mossa di questo tipo, nel senso che tantissime operatrici e tantissimi operatori l'hanno vista semplicemente come un sopruso bello e buono. Vede, già è un comparto che soffre di alcune difficoltà di tipo economico, è stato messo a dura prova da alcune scelte o da alcuni messaggi di scelte future piuttosto discutibili e, non essendoci sostanzialmente una modalità più corretta e trasparente, le chiedo di mettere in campo una modalità più corretta e trasparente per valutare esattamente chi può e chi non può andare negli uffici, perché sennò il libero arbitrio diventa veramente esagerato come in questo caso. Vorrei quindi capire a questo punto se lei vuole cercare di modificare tale modalità e come.

Presidente - Per la risposta, ha chiesto la parola l'Assessore Viérin, ne ha facoltà.

Viérin L. (UVP) - Rispondo volentieri ad un'iniziativa che era peraltro iscritta all'altro Consiglio e quindi non rivolta a me, ma giustamente l'Amministrazione prescinde da chi ne fa parte e mi sono informato volentieri sulla questione sollevata. Dico in premessa che per le mobilità esistono delle regole che sono gestite dall'Ufficio personale, che adesso le dirò, e che questa delibera è stata costruita in base alle parti di normativa che le citerò e che mi è stata prodotta su richiesta, perché giustamente la questione puntuale era da approfondire.

Nelle sue premesse lei cita il settore delle OSS e delle ADEST in generale, un settore in cui il lavoro è usurante, un settore difficile e delicato e che le diciamo già da subito che sarà nostra cura e premura difendere, affinché si plachino anche le polemiche che ci sono state, la settimana prossima abbiamo già convocato le organizzazioni sindacali di categoria e oggi incontrerò i segretari delle sigle sindacali per affrontare tutte le problematiche in essere nell'Assessorato per cercare tutti assieme di risolvere problematiche che si sono verificate, perché questo è il nostro scopo: risolvere i problemi. Si parla di problemi, esisteranno anche delle soluzioni che tutti assieme cercheremo di mettere in campo. Quando dico "tutti assieme", non dico il sottoscritto, non dico il Consiglio in generale: sicuramente la V Commissione, sicuramente le organizzazioni sindacali e tutti assieme troveremo una soluzione per salvaguardare - com'è scritto nell'accordo dei 27 punti - gli standard occupazionali e contrattuali delle persone che oggi operano all'interno del sistema socio-sanitario assistenziale e dei servizi integrati in generale, perché crediamo in questo settore e siamo qui a difendere questo settore. Mi scuserà il collega, visto che prima diceva che su un tema specifico ho cercato di dare un'argomentazione un po' più ampia, è la prima volta che ho l'onore di poter illustrare le cose che noi cercheremo di fare e quindi mi sembra anche doveroso, visto che fuori c'è tanta preoccupazione, utilizzare il Consiglio regionale per lanciare qualche messaggio di riappacificazione, qualche messaggio di concertazione che è ripartita, che riparte e che su presupposti che tutti assieme decideremo andrà ad affrontare queste problematiche.

Detto ciò, su questa questione puntuale le fornisco le informazioni che saranno utili a lei per poi fare le sue valutazioni, com'è giusto che sia. Solo una parte di quel personale, riconoscendo la difficoltà, le problematiche che le citerò, perché abbiamo fatto fare una ricognizione anche su tutte le problematiche che lei ha sollevato sui lavori usuranti e come questi si sono manifestati in termini numerici. Dei 593 dipendenti c'è una piccola parte che svolge parte amministrativa in quel comparto che lei ha citato: sono 27, principalmente sono i referenti di struttura e i coordinatori dei servizi, questo si sa.

Detto ciò, come funziona la mobilità. Le domande che lei mi rivolge sono due: come funziona la mobilità, che è la questione principale. Ci sono due tipologie per spostare - perché lei parla di spostamenti -: la mobilità e il comando. La mobilità chiaramente nel comparto, a seguito della legge n. 22/2010, che è quella che fissava le nuove regole che sostituivano quelle della legge n. 45 parlano di mobilità e all'articolo 43 sono dettagliate con riferimento in particolare alla mobilità volontaria dal contratto collettivo regionale: quella è la mobilità volontaria. Esiste poi chiaramente il fatto che ciascun ente può, mediante la contrattazione decentrata, individuare criteri specifici, preventivamente concordati con i sindacati per regolare la mobilità al proprio interno. Oltre a questo, c'è il comando o il distacco, che è poi il caso che lei ha sollevato: è limitatamente a posti vacanti della dotazione organica degli enti del comparto unico da e verso altri enti pubblici, su richiesta motivata dell'ente e previo assenso del dipendente interessato. Queste sono le regole. Il comando può essere disposto per un periodo di tempo determinato e può essere rinnovato. Nel nostro caso è un comando per un anno, per seguire la questione della riorganizzazione. Il personale comandato deve essere in possesso della categoria e posizione corrispondenti al posto, per il quale è disposto il comando. Tale istituto può essere utilizzato per coprire specifiche carenze di professionalità necessarie per lo svolgimento di particolari funzioni con carattere temporaneo. Ecco l'aggancio nelle regole, che sono quindi regole legittime.

Diverso è il caso invece delle limitazioni e delle prescrizioni giustamente da lei sollevato, abbiamo tutta una serie di persone che non possono svolgere certe mansioni: per esempio, sollevare pesi, carichi - li conosciamo nell'Amministrazione -, quel settore è sicuramente un settore più usurante rispetto ad altri. Sempre a seguito di questa ricognizione che era giusto fare, risulta molto elevato il numero di dipendenti aventi queste limitazioni o prescrizioni nello svolgimento della propria attività. Sui 593 che le ho citato 107 hanno le limitazioni - non credo che siano dati sensibili, non vogliamo mortificare nessuno, però lo dico perché è giusto per il dibattito -: dalla movimentazione dei carichi pesanti all'aver sviluppato magari allergie ai guanti monouso, per esempio, alle polveri, ai problemi con i lavori in altezza. La maggior parte delle limitazioni e prescrizioni non impedisce del tutto lo svolgimento delle mansioni prevista dalla figura di OSS e quindi in quel caso l'ente ha cercato di concordare questo e pare abbia funzionato al di là di quello che si dice: "perché sposti uno e non sposti me?", perché questa poi è la domanda. Per esempio, l'operatore con problemi alla schiena è stato orientato verso la somministrazione di pasti agli utenti, invece la ricognizione su quello che dice lei è sul personale ad oggi operante nell'assistenza trasferito negli uffici. Il personale distaccato ammonta a cinque persone: due nello sportello sociale, due negli uffici e uno al 50 percento nello sportello sociale e al 50 percento negli uffici. Non tutto il personale di cui si tratta è inidoneo, però, per esempio, per il personale distaccato allo sportello sociale questo è stato scelto sempre su richiesta, previa manifestazione di interesse. È stata fatta la manifestazione di interesse e quando gli interessati, avendo i requisiti, erano più di uno, stabilendo le modalità di selezione mediante contrattazione decentrata, hanno fatto la contrattazione decentrata. In altri casi la scelta è ricaduta su persone con limitazioni importanti, questo è successo, previa verifica del possesso dei requisiti necessari: il diploma piuttosto che la lingua - dipende dalla mansione che si svolge - e in un caso verso il personale avente diritto ad usufruire dei permessi della 104 (per l'assistenza ai familiari, per un familiare), le cui assenze creavano difficoltà nella gestione delle turnazioni. Questo è quanto, collega Cognetta. Detto ciò, con quali modalità l'abbiamo visto.

L'altra domanda è: "se è intenzione dell'Assessore cambiare tali regole", io la ringrazio per riconoscermi tutta questa possibilità di incidenza, di riuscire dopo 15 giorni, e soprattutto anche dopo, di andare a cambiare le regole che sono di competenza di altri sulle questioni del personale...non vorrei essere sopravvalutato e lo dico proprio perché fa parte questa questione di una contrattazione che è durata...insomma, la legge n. 22, a parte le battute, è stata una legge concertata, ci sono le organizzazioni sindacali, c'è tutta la questione ARRS, c'è tutta una questione di concertazione sociale. Le dico solo che non si è verificato nel tempo uno spostamento massiccio - questo bisogna dirlo - ma le posso dire che per il futuro cercheremo di razionalizzare ancora maggiormente questa cosa, affinché ci sia sicuramente equità sociale, che ci sia trasparenza, che comunque in queste regole è stata seguita, perché sono state applicate le regole della mobilità o eventualmente del comando.

Oltre a quanto richiesto, sono stati riscontrati dei casi in cui il medico competente ha certificato la non idoneità allo svolgimento della mansione specifica e tale personale, se non ha potuto essere utilizzato all'interno per mansioni ausiliarie, è stato ricollocato. Quello che le voglio dire - e concludo e mi scusi se mi sono dilungato - è che possiamo rispondere dicendo che ci sarà la massima attenzione affinché nell'amministrazione...una volta risolta tutti assieme la questione che lei ha sollevato, anche le questioni delle mobilità e dei comandi...affinché ci sia un po' una parità di utilizzo nell'insieme dell'amministrazione. Questo caso di comando è stato utilizzato, ad onor del vero, per essere utilizzato nel gruppo di lavoro della riorganizzazione delle OSS e quindi è stato pescato all'interno di professionalità che potevano dare dal settore, e così sono state fatte in termini di valutazione per lavorare a questo dossier.

Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola il Vicepresidente Cognetta, ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Assessore, non volevo assolutamente limitare la sua esposizione, comprendo benissimo che, essendo appena il primo Consiglio che di fatto svolge come Assessore, è giusto che magari esca un attimo dallo standard del colloquio.

Giustamente lei ha parlato di mobilità e comando, in effetti la delibera è di comando; tecnicamente - ma glielo dico solo per puntualizzare, non era rivolta a lei, perché era nell'altro Consiglio in una situazione completamente diversa, e aggiungo che probabilmente avrebbe dovuto rispondermi, secondo me, più il Presidente della Giunta, visto che è lui che si occupa del personale, perché penso che l'operazione l'abbia gestita lui e non tanto l'Assessore - lei giustamente ha detto che in passato è stato fatto quello che io auspicavo: vediamo chi ha dei problemi, facciamo un avviso pubblico e scegliamo chi spostare tra quelli che hanno problemi e che rispondono ai requisiti che ci servono per andare a ricoprire un certo ruolo. In questo caso non è stato fatto e questo ovviamente, a fronte di 107 dipendenti, collaboratori che hanno dei problemi, è stato uno schiaffo a 107 persone, detto in parole molto semplici. Ripeto: poteva essere il migliore di tutti, ma comunque questo è accaduto.

Se la legge permette di fare certe cose, non vuol dire che le cose siano corrette, su questo penso che siamo tutti d'accordo. Ci sono tante leggi che vorremmo tranquillamente eliminare, perché di fatto sono vessative o permettono degli abusi o delle procedure che non sono affatto chiare e trasparenti, nonostante siano scritte in legge. Io non dico che c'è stato un qualcosa di poco chiaro come legge, c'è stato qualcosa di poco chiaro come gestione complessiva del personale. Io spero che quindi, visto che ho una particolare attenzione al settore, visto che lei sa benissimo come opero normalmente nel mio lavoro, fatti del genere non accadano più e soprattutto che questo comando non si trasformi in mobilità, perché c'è anche questo aspetto importante da valutare. Chi adesso fa questo comando di un anno, poi torni da dove è venuto e se proprio bisogna poi avere una risorsa, questa risorsa venga scelta con le modalità che abbiamo detto: un avviso pubblico fra i dipendenti chiaramente che hanno certi problemi e che possono avere certi requisiti e non si faccia in modo, ad esempio, che chi ha avuto esperienza poi abbia un punteggio superiore per poter avere accesso alla mobilità, perché sennò diventa veramente un gioco.

Non le voglio dare tutto questo potere, assolutamente, però lei è all'interno di un gruppo e spero che le sue parole portate all'interno di quel gruppo facciano sì che poi possa in qualche modo riuscire a mantenerle, perché poi il difficile per lei, secondo me, sarà questo: portare in quel gruppo la sua opinione rispetto all'opinione di tutti quanti gli altri. Questo io glielo auguro, lo auguro anche per i dipendenti del settore e in generale per tutta la sanità.